Contratti pubblici: Anac, “Regioni aggiornino subito i prezzari, troppe le inadempienze e i ritardi”

Molte le Regioni che non aggiornano annualmente i propri prezzari o che quanto meno lo fanno con significativo ritardo rispetto al 31 dicembre 2021, che è invece il termine ultimo previsto dall’art. 23, comma 16, del Dlgs. n. 50/2016 (“Codice dei Contratti pubblici”). Da qui la “tirata d’orecchie” dell’Autorità nazionale Anticorruzione che, dopo aver fotografato la situazione attraverso un apposito monitoraggio, ha esortato le Regioni a provvedere tempestivamente, attraverso il Comunicato del Presidente datato 17 febbraio 2021 e diffuso il 3 marzo 2021 sul proprio sito istituzionale.

Pubblicare l’aggiornamento annuale del prezzario regionale in un periodo avanzato dell’anno – ha evidenziato il Presidente dell’Autorità – limita di fatto la validità del prezzario e produce un effetto distorsivo posto che impedisce alle stazioni appaltanti, tenute a determinare l’importo delle lavorazioni in aderenza alle indicazioni dei prezzari regionali, di definire il computo metrico sulla base di prezzi aggiornati al reale andamento del mercato, nonché di evitare l’attivazione del potere sostitutivo attribuito al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Con l’occasione l’Anac ha voluto esortare anche i Progettisti ad attenersi alle indicazioni dei prezzari regionali ed a motivare adeguatamente eventuali scostamenti dai medesimi. Sì quindi ad eventuali rialzi in presenza di condizioni peculiari, ma i nuovi importi devono essere giustificati attraverso una specifica documentazione.

In chiusura, l’Autorità guidata da Giuseppe Busia ha voluto mettere l’accento sul percorso virtuoso avviato da alcune Regioni che hanno inserito nei propri prezzari prodotti e/o lavorazioni rispondenti ai “criteri ambientali minimi” per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici, fissati con Dm. Ambiente 11 ottobre 2017. L’auspicio espresso nella Nota è che anche le altre Amministrazioni si pongano nella stessa scia e si giunga così alla completa definizione nei prezzari regionali dei prodotti e delle lavorazioni di cui al citato Decreto.