I nuovi scenari dell’informazione al centro della giornata conclusiva di “Conoscere e comunicare la Pubblica Amministrazione”, ospitata dall’Università di Firenze

Al convegno hanno preso parte il Presidente nazionale ODG Carlo Bartoli e tutti gli organizzatori

“C’è un contesto giuridico che riguarda l’inquadramento di chi esercita questo mestiere che è un passaggio molto critico perché legato a legge istitutiva dell’Ordine. Una legge vecchia 60 anni che, da molti punti di vista, non rispecchia più la realtà. Chi pensa che i confini possano essere tracciati una volta per tutte con vernice indelebile si sbaglia di grosso. Le cose si mescolano, si sovrappongono, si stratificano”. Così Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, si è espresso questa mattina nel corso del convegno “I nuovi scenari dell’informazione e della comunicazione”. L’evento è stato organizzato da Centro Studi Enti Locali, l’Ordine dei Giornalisti della Toscana e le università di Pisa, Siena e Firenze. Proprio quest’ultimo ateneo ha aperto le porte ospitare gli interventi – oltre che di Carlo Bartoli – dei docenti delle università di Pisa, Firenze e Siena, Adriano Fabris, Carlo Sorrentino, Giovanni Gozzini, dell’amministratore del Centro Studi enti locali, Nicola Tonveronachi e di Giampaolo Marchini Michele Taddei, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana.

Il convegno ha chiuso la seconda edizione del corso di alta formazione “Conoscere e comunicare la Pubblica Amministrazione”, organizzato da Centro Studi Enti Locali, Ordine dei Giornalisti della Toscana, Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa e Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università degli Studi di Siena.

Avviato alla fine dello scorso ottobre, il corso ha visto la partecipazione di decine di iscritti, provenienti in prevalenza dalla Toscana, ma anche da regioni come la Campania, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la

Lombardia, le Marche, il Molise, il Piemonte, la Sardegna, la Sicilia e l’Umbria.

A seguirlo sono stati soprattutto giornalisti già impegnati negli uffici stampa, anche di alcune tra le principali amministrazioni comunali e regionali del Paese, che hanno visto in questo percorso un’opportunità per rafforzare la propria preparazione e professionalità. A questi si sono affiancati alcuni studenti e liberi professionisti intenzionati ad acquisire gli strumenti del mestiere.

Nel corso dei suoi saluti iniziali, il presidente ODG Toscana, Giampaolo Marchini, ha commentato il successo della seconda edizione del corso dicendo: “I sequel sono sempre complicati ma noi siamo riusciti in un’impresa: la seconda edizione è stata superiore alle attese, anche per i numeri. Tra i nostri principali obiettivi c’è sempre stato offrire formazione di qualità e questo percorso, che è stato veramente di alta formazione, vi rientra a pieno titolo”.

Una soddisfazione espressa anche da Nicola Tonveronachi, Amministratore delegato Centro Studi Enti Locali Spa, che ha osservato come faccia piacere “vedere tante persone disposte a investire tempo e denaro per formarsi, imparare ed avere qualcosa che gli resti dentro. Penso che l’esperimento anche quest’anno sia riuscito. Per entrare nel mondo della Pubblica Amministrazione occorre studiare e acquisire una serie di competenze specifiche che sono imprescindibili. In quel mondo – ha rimarcato l’AD – non si entra scaricando qualcosa da Wikipedia”.

Il dibattito, moderato dal giornalista Francesco Selvi, si è concentrato molto sulle trasformazioni che stanno attraversando il mondo della comunicazione e sull’atteggiamento che deve essere assunto rispetto alle novità. Carlo Sorrentino, Professore Ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi nell’ateneo fiorentino, ha evidenziato come la costante e rapidissima evoluzione tecnologica, finalizzata allo scambio di informazioni sempre più vasto e rapido, risponde a un’esigenza innata e antichissima che già nel 1400 aveva portato a innovazioni come l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg. “Tutti i soggetti, pubblici e privati, hanno bisogno di costruire la propria identità anche attraverso il confronto con gli altri e il confronto con gli altri – ha evidenziato il prof. Sorrentino – si fa sulla scena pubblica, quindi, bisogna comunicare in maniera professionale”.

Adriano Fabris, Professore ordinario di Filosofia morale e di Etica della comunicazione presso l’Università di Pisa. Direttore del Centro interdisciplinare di ricerche e servizi sulla comunicazione, ha esortato a non assumere atteggiamenti sbagliati rispetto ai radicali cambiamenti tecnologici in cui siamo immersi. “La mentalità giusta per me è accettare la sfida, quella sbagliata è quella che sfocia nel proibizionismo. Sarebbe come cercare di frenare un treno in corsa mettendocisi davanti. La potenza dell’overdose comunicativa e gli interessi economici che stanno dall’altra parte, sono molto più forti di qualsiasi cosa potremo mai fare quindi la risposta non può essere l’imposizione di divieti”.

Giovanni Gozzini, Professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’ateneo senese, ha messo l’accento su delle recenti indagini che, per la prima volta, hanno fatto trapelare segnali di disaffezione, soprattutto dei 40enni, dai social come fonte di informazione di natura politica. “Siamo entrati in una dimensione – ha commentato il prof. Gozzini – in cui conta di più il parere dei tuoi pari che quella dell’autorità. Se quindi effettivamente questo distacco che sembra essere iniziato si confermerà, sarà importante perché in questo modo si ripristina l’autorità.

La mattinata è stata chiusa dall’intervento di Michele Taddei, vice Presidente ODG Toscana, che ha messo l’accento sul fatto che gli stessi giornalisti, pubblici e non, sono travolti da un caos informativo e che c’è un bisogno urgente di “cambiare la testa”. Bisogna comprendere e governare i cambiamenti delle competenze ormai imprescindibili per chi si occupa di comunicazione nel mondo pubblico e “tenere sempre le finestre aperte per confrontarci con gli altri, il nostro è un lavoro fatto di relazioni, non burocratico. Attraverso questo corso vogliamo metterci in rete e condividere il più possibile le esperienze”.