Def 2024: via libera del Consiglio dei Ministri, Giorgetti “debito pubblico condizionato dal ‘Superbonus’”

Una Notizia, pubblicata in data 9 aprile 2024 sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, rende noto che, nella Riunione del Consiglio dei Ministri tenutasi nella stessa data, è stato approvato il “Documento di Economia e Finanza 2024”

Una Notizia, pubblicata in data 9 aprile 2024 sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, rende noto che, nella Riunione del Consiglio dei Ministri tenutasi nella stessa data, è stato approvato il “Documento di Economia e Finanza 2024”. 

Come si apprende dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in considerazione della necessità di attendere la conclusione dell’iter di approvazione delle nuove regole di programmazione economica dell’Unione Europea, che introducono il Piano fiscale-strutturale di medio termine quale strumento per l’indicazione degli obiettivi di legislatura, il Def non riporta il profilo programmatico. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre 2024. A legislazione vigente, gli andamenti sono sostanzialmente in linea con il profilo programmatico della “Nadef 2023”. Il Def contiene inoltre il valore delle politiche invariate.

Il debito pubblico in risalita previsto dal ‘Def’ – ha spiegato il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, durante la Conferenza-stampa del Consiglio dei Ministri n. 76 – è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa del ‘Superbonus’ nei prossimi anni, ma dopo il 2026 comincerebbe a scendere”. Il Ministro inoltre ha sottolineato che l’obiettivo politico del Governo in vista della prossima “Legge di bilancio” è “replicare il taglio del ‘Cuneo’ anche nel 2025”. “Nel ‘Def’ – ha aggiunto – continua ad andare bene anche l’occupazione, prevediamo un tasso di disoccupazione in costante diminuzione”.

Giorgetti infine ha ricordato che non è la prima volta che il “Def” ha solo le stime tendenziali. Ci sono ben 4 precedenti e, anche in ambito europeo, l’Italia non sarà l’unico Paese a presentare un “Def” semplificato proprio per la natura di transizione delle nuove regole europee che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025.

Foto: Presidenza del Consiglio dei Ministri