Consiglio dei Ministri: approvate ulteriori misure in materia di Politiche di coesione e la revisione del regime impositivo dei redditi

Nella Seduta dello scorso 30 aprile 2024, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un Decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni in materia di Politiche di coesione, e a un Decreto legislativo che opera la complessiva revisione di Irpef e Ires

Il Comunicato-stampa del Consiglio dei Ministri n. 79, diramato in data 30 aprile 2024, rende noto l’esito della Seduta tenutasi nella stessa giornata. 

Ulteriori disposizioni urgenti in materia di Politiche di Coesione

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il “Pnrr”, Raffaele Fitto, ha approvato un Decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di Politiche di coesione.

Il Decreto-legge mira ad accelerare e rafforzare l’attuazione degli Interventi finanziati dalla “Politica di coesione 2021-2027”, che ammontano a un totale di Euro 74 miliardi, compresi fondi sia nazionali che europei. L’obiettivo è ridurre i divari territoriali attraverso miglioramenti significativi in settori chiave come le Risorse idriche, le Infrastrutture per il Rischio idrogeologico, i Rifiuti, i Trasporti e la Mobilità sostenibile, l’Energia e il Sostegno allo sviluppo delle Imprese, con un occhio particolare alle Transizioni digitale e verde.

Il Decreto mira a un coordinamento più efficace tra le iniziative regionali e nazionali e introduce misure specifiche per una più rapida ed efficiente allocazione delle risorse europee, in particolare tramite la definizione di Settori prioritari in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea.

Tra le novità più rilevanti si segnala l’introduzione di un “Bonus giovani”, che prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali per l’assunzione di giovani sotto i 35 anni – nel limite massimo di Euro 500 mensili – per 2 anni, donne e, nelle Regioni della “Zona Economica Speciale” unica del Mezzogiorno, anche degli over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Il Decreto prevede inoltre un “Bonus donne” in favore delle lavoratrici svantaggiate, con l’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 24 mesi – nel limite massimo di Euro 650 su base mensile – per ciascuna lavoratrice assunta a tempo indeterminato. Il “Bonus“ si applica alle donne di qualsiasi età, con un trattamento di maggior favore per le donne residenti nel Mezzogiorno.

Infine, si prevede un sostegno specifico per le Imprese situate nella “Zona economica speciale” del Mezzogiorno, con sgravi contributivi che mirano a stimolare l’occupazione in una delle aree più colpite dalla disoccupazione in Italia.

Riforma fiscale e revisione Irpef e Ires

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha approvato in esame preliminare un Decreto legislativo che, in attuazione della Legge-delega sulla Riforma fiscale (Legge n. 111/2023), opera la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (Irpef) e delle Società e degli Enti (Ires).

Modifiche all’Irpef

Reddito agrario

Cambia la determinazione del reddito agrario, che ora include anche attività non strettamente legate allo sfruttamento diretto del terreno, come l’idroponica. Inoltre, si qualifica come reddito dominicale quello correlato agli immobili utilizzati per tali colture, diversamente da prima quando erano considerati produttivi di reddito di fabbricato solo se oggetto di locazione.

Esclusioni dal reddito di lavoro dipendente 

Sono esclusi dal reddito di lavoro dipendente alcuni tipi di contributi e premi, particolarmente quelli per i familiari a carico per il rischio di non autosufficienza o gravi patologie. Inoltre, è prevista l’erogazione di un’indennità una tantum nel gennaio 2025 per certi lavoratori dipendenti con specifiche condizioni di reddito e familiari.

Modifiche all’Ires

Criteri di determinazione del reddito 

Si introduce un nuovo principio di onnicomprensività per la determinazione del reddito da lavoro autonomo, simile a quello dei lavoratori dipendenti, considerando tutte le somme percepite e le spese sostenute.

Trattamento delle sopravvenienze attive 

Viene modificato il trattamento delle sopravvenienze attive derivanti da proventi a titolo di contributo o liberalità, che ora concorrono a formare il reddito solo nell’esercizio in cui sono incassati.

Riallineamento dei valori fiscali

Si prevede un riallineamento tra i valori fiscali e quelli contabili, con regole omogenee per diverse operazioni di riallineamento già esistenti. Si introduce anche la possibilità per le Società di applicare un’Imposta sostitutiva sui maggiori valori attribuiti in bilancio a immobilizzazioni relative a conferimenti di azienda.

Disposizioni ulteriori

Riporto delle perdite

Si modifica il regime di riporto delle perdite per le Società residenti, con specifiche disposizioni per operazioni come fusioni e scissioni.

Regime transitorio 

Per alcune disposizioni, come quelle relative alla deducibilità delle spese, è previsto un regime transitorio fino al 31 dicembre 2024.

Queste riforme sono parte di uno sforzo più ampio per modernizzare il Sistema fiscale italiano, rendendolo più equo, trasparente e in linea con le pratiche europee contemporanee, favorendo la crescita economica e l’efficienza.

Foto: Presidenza del Consiglio dei Ministri