In vista della finale di Olimpiadi Syllabus, che si terrà in presenza a Roma il prossimo 21 maggio, la redazione di Entilocali-Online ha intervistato il Dott. Sauro Angeletti, Direttore
dell’Ufficio per l’innovazione amministrativa, la formazione e lo sviluppo delle competenze
del Ministero per la Pubblica Amministrazione.
Oltre ad un bilancio dei risultati ottenuti da Syllabus e dalle sue olimpiadi, l’intervista è stata l’occasione per riflettere, più in generale, sulla formazione dei dipendenti della Pubblica Amministrazione
Da cosa nasce l'idea di una competizione di questo tipo?
L’idea delle “Olimpiadi Syllabus” nasce da due esigenze.
La prima ha a che fare col fatto che la formazione non è un gioco, è una cosa seria; essa richiede la capacità e la voglia di “mettersi in gioco”: accertare i propri gap di competenza; impegnarsi per colmarli; dedicare tempo alla formazione e raggiungere dei risultati certificati e qualificati. La formazione dei dipendenti pubblici non è un obbligo, ma una opportunità (e una necessità).
La seconda esigenza alla base della iniziativa premiale che abbiamo lanciato ha a che fare con la necessità di comunicare le opportunità della formazione dei dipendenti pubblici in modo innovativo – direi addirittura inusuale – per le amministrazioni pubbliche. In tema di formazione, i risultati possono essere colti non con un approccio burocratico e gerarchico, ma attraverso il coinvolgimento e la motivazione delle persone.
Qual è stata la risposta della P.A. rispetto all'iniziativa Syllabus? Inferiore/superiore alle attese?
La risposta delle amministrazioni è stata positiva, sostanzialmente in linea con le aspettative. Le oltre 7.000 amministrazioni che hanno aderito alla piattaforma Syllabus hanno evidenziato una grande domanda di formazione inerente allo sviluppo delle competenze digitali e trasversali (le c.d. soft skills), una domanda che, anche a causa dei ridottissimi investimenti del passato, era ed è in larga parte insoddisfatta.
L’obiettivo perseguito attraverso la formazione è quello di affermare, nelle amministrazioni, sistemi di gestione “per competenze”. Come sapete, la piattaforma Syllabus è uno degli strumenti messi in campo dal Dipartimento della funzione pubblica – insieme a linee guida e atti di indirizzo, revisione dei sistemi di pianificazione e programmazione – per rafforzare le politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane in modo da valorizzare le persone, il loro lavoro e la qualità dei servizi erogati a cittadini e imprese.
Ci sono dei comparti i cui lavoratori si sono distinti per reattività?
La maggiore reattività c’è stata da parte del mondo degli enti locali e, in particolare, dei comuni di piccole dimensioni. Questi ultimi, infatti, hanno poche possibilità di finanziare in autonomia percorsi formativi per i propri dipendenti, spesso pochi o pochissimi. La formazione in autoapprendimento proposta attraverso la piattaforma Syllabus, del resto, può essere più facilmente resa compatibile con le quotidiane attività lavorative; fa cadere alcune resistenze tipiche rispetto alle attività formative, anche comprensibili: “o lavoro o faccio formazione”.
Quanto si formano i dipendenti pubblici ad oggi? Se in modo insufficiente, quali sono le ragioni secondo lei?
Nell’ultimo anno, i dipendenti pubblici si sono formati, in media, circa una giornata lavorativa. Si tratta di un dato molto basso, soprattutto se si considera che molta della formazione è obbligatoria (sicurezza sui luoghi di lavoro, trasparenza, anticorruzione, etc.). Molte formazioni hanno fatto di più, tantissime hanno potuto fare molto poco. Per questo motivo, la Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione del 23 marzo 2023 ha indicato un obiettivo formativo individuale di almeno 24 ore/anno.
Le motivazioni alla base del ridotto investimento in formazione sono molteplici: tetti alla spesa, scarsa attenzione di alcuni dirigenti allo sviluppo delle proprie risorse umane, “incertezze” circa l’utilità della formazione (per la valutazione individuale, le progressioni di carriera, etc.).
Stiamo lavorando per invertire questa tendenza con interventi diversi: offrendo, con Syllabus, la formazione che serve per i dipendenti della PA; responsabilizzando i dirigenti; rafforzando il ruolo dei responsabili delle risorse umane e della formazione.




