L’approccio della Commissione Ue verso il bilancio italiano, che sarà oggetto di analisi il prossimo marzo, sarà basato sulla “nuova flessibilità”, ma resta fermo lo sforzo richiesto al Paese di ridurre il deficit strutturale dello 0,25. A evidenziarlo, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri, è il Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici.
Moscovici ha evidenziato che “lo sforzo richiesto passa da 0,5 a 0,25, che è già un progresso e che va rispettato. L’Italia può beneficiare delle 3 clausole, quella per investimenti, quella per le riforme e quella per l’aggiustamento ciclico”, che di fatto ha già ridotto lo sforzo richiesto a causa della recessione. Ma il Commissario sottolinea che “potenzialmente” ha accesso alle 3 clausole, perché per avervi accesso servono “riforme e investimenti”. Se l’Italia non dovesse raggiungere questo obiettivo, si troverebbe a fare i conti con delle sanzioni. Queste sono però state definite dalla stesso Moscovici “una sconfitta” anche per l’istituzione da lui rappresentata, il cui scopo “non è punire ma convincere, vogliamo avere un dialogo costruttivo” con il Governo.




