Corte dei conti Liguria, Delibera n. 162 del 13 giugno 2024
Nel caso in trattazione, un Comune ha chiesto un parere sull’interpretazione di alcuni commi della Legge n. 160/2019 riguardanti il Canone unico patrimoniale e le esenzioni.
La richiesta riguarda:
- se il Comune può esentare determinate fattispecie dal Canone senza altri limiti oltre alla copertura delle minori entrate, o se deve verificare un rapporto di equivalenza tra i costi e i benefici per la collettività;
- se l’esenzione richiede un termine massimo di durata basato su uno strumento di programmazione per coprire le minori entrate, o se può essere concessa per l’intera durata della concessione;
- se l’esenzione deve essere parametrata alle spese sostenute dall’operatore e se può essere estesa a dehors esistenti che si adeguano a nuove indicazioni tecniche;
- se è possibile riconoscere una somma economica pari al canone per il periodo 1° aprile 2022-31 dicembre 2023 agli operatori che non hanno beneficiato di esoneri nonostante la sostanziale identità con altri soggetti.
La Sezione rileva che la Legge n. 160/2019 ha introdotto il “Canone unico patrimoniale” sostituendo vari tributi e canoni comunali a partire dal 2021. Tale Canone comprende la Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’Imposta comunale sulla pubblicità, il diritto sulle pubbliche affissioni, il canone per l’installazione di mezzi pubblicitari e il Canone per l’uso delle strade comunali e provinciali. A causa della pandemia da “Covid-19”, l’applicazione della citata Legge è stata posticipata, ma ora Comuni, Province e Città metropolitane devono implementarla tramite appositi Regolamenti. Il comma 817 stabilisce che il Canone deve garantire un gettito pari a quello dei Tributi sostituiti, permettendo comunque variazioni tramite modifiche alle tariffe. Questo è per evitare impatti negativi sui bilanci degli Enti Locali, assicurando al contempo autonomia nella definizione di tariffe, riduzioni ed esenzioni. Il Canone si applica per l’occupazione di aree pubbliche e per la diffusione di messaggi pubblicitari visibili da luoghi pubblici. Il comma 821 consente agli Enti Locali di introdurre ulteriori esenzioni o riduzioni, purché non compromettano il gettito complessivo.
La Legge specifica anche i casi in cui il Canone può essere ridotto o esentato e permette agli Enti Locali di determinare ulteriori esenzioni. L’implementazione di queste esenzioni deve garantire che il gettito rimanga invariato rispetto ai Tributi sostituiti, mantenendo l’equilibrio di bilancio. In pratica, i Comuni possono prevedere riduzioni o esenzioni per specifici soggetti o categorie, a condizione che siano giustificate e non compromettano gli equilibri finanziari. Per una buona amministrazione, è consigliabile fissare un termine massimo per queste esenzioni, in modo da poter monitorare e gestire le minori entrate.
La Sezione conferma che i Comuni possono esercitare la loro autonomia regolamentare per disciplinare il Canone unico patrimoniale, rispettando l’invarianza di gettito e l’interesse pubblico.


