Corte dei conti Emilia-Romagna, Delibera n. 40 del 23 maggio 2024
Nella fattispecie in trattazione, la Sezione rileva che il mantenimento di residui attivi che potrebbero risultare inesigibili nel conto del bilancio influisce sulla credibilità del risultato contabile dell’amministrazione e sulla formazione dell’avanzo di amministrazione, che potrebbe esistere solo in termini contabili.
Dalle analisi documentali riguardanti l’aumento dei residui attivi tra gli anni 2021 e 2022 è emerso che tale incremento è legato all’installazione di un nuovo sistema di rilevazione della velocità, che ha generato un considerevole flusso di entrate e conseguentemente un maggior numero di residui, oltre alla contabilizzazione dei primi contributi “Pnrr”.
L’Ente ha inoltre segnalato che l’aumento degli imponibili ha portato a maggiori entrate derivanti dall’Addizionale comunale. Tuttavia, in termini generali, la Sezione richiama l’attenzione sulla necessità di effettuare una rigorosa verifica delle voci classificate nei residui, mirata a mantenere in bilancio solo quelle per le quali è previsto il pagamento o la riscossione con un grado ragionevole di certezza. Infatti, per conferire veridicità e affidabilità al bilancio dell’Amministrazione locale, il Legislatore ha stabilito che al termine di ogni esercizio, prima dell’inserimento in bilancio dei residui, l’Ente debba eseguire una specifica operazione di riaccertamento per verificare le posizioni creditorie e debitorie. Considerando la finalità della norma, tale controllo deve essere sostanziale e non meramente formale. L’Ente non può limitarsi a verificare la ragione, il titolo giuridico e la giustificazione delle singole poste, ma deve accertare l’effettivo obbligo di riscuotere il credito e pagare il debito, attraverso una valutazione prudente dell’esistenza dei requisiti essenziali previsti dalla legge.
La Sezione sottolinea, in via generale, che solo una previsione accurata e ponderata “a monte” e un accertamento durante l’esercizio (e non solo alla fine dello stesso) può prevenire l’accumulo irregolare di residui attivi. Se tali residui risultano di notevole entità e di difficile, se non impossibile, riscossione, possono influire significativamente sulla reale disponibilità di cassa dell’Ente. Gli eventuali accantonamenti al “Fcde”, dovuti alle difficoltà nella riscossione, pur potendo mitigare tali effetti, non possono essere considerati una soluzione definitiva nel lungo periodo. L’Ente deve attivare le adeguate leve organizzative per garantire l’effettiva affluenza di entrate in bilancio, consentendo una programmazione delle spese mirata a soddisfare i bisogni della collettività.


