Regolamento Avvocatura: illegittimo se non individua i criteri per l’attribuzione dei compensi

Consiglio di Stato, Sentenza n. 18 del 3 gennaio 2025

Nella vicenda in esame viene contestata la legittimità di 2 Deliberazioni adottate dalla Giunta di un Comune riguardanti la riorganizzazione dell’Avvocatura comunale e, in particolare, la disciplina dei compensi professionali degli avvocati dipendenti. I Giudici hanno affermato l’illegittimità di un Regolamento approvato senza la definizione in modo chiaro e dettagliato dei criteri per l’attribuzione dei compensi, specialmente quando questi devono essere proporzionati al rendimento individuale. Tale mancanza, secondo il Consiglio di Stato, vìola l’art. 9, comma 5, del Dl. n. 90/2014, convertito nella Legge n. 114/2014, che richiede l’adozione di criteri espliciti e precisi. La disposizione normativa si fonda sul Principio per cui l’autonomia e l’indipendenza che devono caratterizzare l’attività degli Avvocati dipendenti non impediscono all’Ente di valutarne le prestazioni, purché questa valutazione sia effettuata in modo oggettivo, imparziale e indipendente.

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