Opere pubbliche: secondo Anac l’istituto del Contraente generale non funziona

Con una Nota pubblicata sul proprio sito l’Anac ha messo l’accento sull’inefficienza del Contraente generale, figura introdotta per accelerare e snellire i tempi delle opere pubbliche strategiche.

Stando a quanto emerge dalla casistica di vigilanza di Anac, l’introduzione di questa figura non ha consentito di eseguire l’appalto nel rispetto né degli importi previsti, né nelle tempistiche concordate.

Come si può leggere sul sito di Anac in riferimento alla vigilanza effettuata per la Strada statale 106 Jonica, con particolare riguardo all’innesto con la Ss 534 a Roseto Capo Spulico, “oltre all’aumento di costi, Anac ha registrato anche un deciso ritardo nell’avvio dell’opera dovuta alla più complessa progettazione esecutiva, portando alla consegna dei lavori in data 19 maggio 2020. Questo a fronte di un contratto del 12 marzo 2012 che prevedeva 450 giorni per la conclusione della progettazione esecutiva. Inoltre, per l’attività di progettazione svolta dal general contractor si è andati incontro a un contenzioso, riguardante il pagamento di un maggiore importo”.

Il ricorso al Contraente generale non ha agevolato l’esecuzione dell’appalto, né ha consentito di rispettare gli impegni originariamente assunti. Questo nonostante tale figura “dovrebbe essere un soggetto particolarmente qualificato che assume su di sé oneri e responsabilità di cui si dovrebbe spogliare l’amministrazione che delega il contraente stesso”. A causa dei ritardi nella consegna della progettazione, Anas ha già a detrarre una penale di Euro 1 milione e mezzo su un costo complessivo della progettazione del tratto considerato di poco inferiore ai Euro 20 milioni.