Assegnazione risorse finanziarie 2021-2026 per l’attuazione del “Pnrr”: traguardi ed obiettivi semestrali Enti Locali (Parte B)

Premessa

A costo di essere oltremodo tediosi, ma siccome anche questo Approfondimento Parte B (e a seguire) sull’assegnazione delle risorse finanziarie in definitiva è strettamente inanellato, come lunghe catene tipo DNA, alle precedenti pubblicazioni della nostra Rivista sul tema del Recovery Plan (ad iniziare dall’approvazione lo scorso fine aprile del PNRR Draghi e del Parlamento italiano), si devono sempre richiamare alcuni passi propedeutici e precedenti (un po’ come avviene per le serie televisive che iniziano con un brevissimo riassunto degli episodi già trasmessi). Altrimenti il lettore che si “avventurasse” a leggere soltanto questo scritto, senza aver letto quanto pubblicato prima, potrebbe essere disorientato o perdersi. Invece, per chi ci segue costantemente, si procede un po’ come nelle aule universitarie dove un professore inizia la nuova lezione richiamando brevemente le precedenti. E, in particolare, quando ci dice qualcosa del genere: “Allora ragazzi, l’ultima volta abbiamo spiegato… ricordate?”.

Ebbene, la settimana scorsa abbiamo preso in mano ed iniziato ad esaminare il Decreto del Ministro dell’Economia e della Finanze Daniele Franco, firmato e “bollinato” il 6 settembre scorso, e composto da n. 93 pagine. In tale contesto temporale ed editoriale, dopo aver descritto il contenuto normativo e di merito del Decreto, abbiamo in parte illustrato il primo dei due Allegati che lo caratterizzano, ovvero la Tabella A, che va sotto il nome di “PNRR – Quadro finanziario per Amministrazioni titolari”. In questo caso si tratta della distribuzione delle risorse finanziarie previste per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza assegnate, appunto, alle singole Amministrazioni titolari degli interventi. In sostanza abbiamo delle vere e proprie partizioni e suddivisioni delle originarie fonti finanziarie (oltre 191 miliardi del Newt Generation EU) previste per l’attuazione degli interventi del PNRR e della loro attribuzione contabile alle singole Amministrazioni centrali (Ministeri e alcuni Dipartimenti). Più avanti ci torneremo con alcune ulteriori nostre speculazioni tecniche che riteniamo possano essere interessanti.

In questa Parte B dell’Approfondimento, che ci accingiamo a presentare, passiamo anche ad avviare l’analisi del successivo Allegato, la Tabella B, dal titolo “Contributi finanziari e ripartizione rate semestrali”. In essa abbiamo anche i traguardi e gli obiettivi che chiaramente concorrono, aspetto tecnicamente non banale e molto pregnante, alla presentazione delle richieste di rimborso semestrali alla Commissione europea, ripartiti per interventi a titolarità di ciascuna Amministrazione e Dipartimento. In pratica, dopo l’assegnazione delle risorse finanziarie (che è già iniziata e proseguirà – anche con i Bandi pubblici – dal centro alle “periferie” fatte dalle articolazioni Ministeriali decentrate, dalle Regioni, dagli Enti Locali, ecc. ecc.), una volta spese per le finalità (i famosi Milestone e Target) del Recovery Plan, dalle “periferie territoriali” a ritroso fino ai Ministeri o Dipartimenti titolari, si dovrà obbligatoriamente rendicontare tali spese e gli obiettivi raggiunti (parziali o finali) affinché, in questo complesso processo, la Repubblica italiana possa infine, legittimamente ed a pieno titolo, richiedere ed ottenere il rimborso delle spese sostenute (si può dire dal “sistema Paese”) all’Unione Europea. Abbiamo già ricevuto un prefinanziamento di quasi 25 miliardi di euro lo scorso agosto, ma da ora in avanti si andrà sulla base di n. 10 rimborsi semestrali. Che dovranno dar conto anche del prefinanziamento.

Questa storia non è un giochino.

Ma prima di addentrarci ulteriormente sulla Tabella A e iniziare ad esplorare la Tabella B del DM del MEF, vale la pena ricordare che nei mesi di giugno e di luglio ultimi scorsi è stato pubblicato sulla nostra Rivista un lunghissimo Approfondimento, suddiviso in ben n. 8 Parti, dal titolo “Gli Allegati al “Pnrr” Draghi ora a Bruxelles. Principali Investimenti e Progetti attinenti agli Enti locali”. Tale Approfondimento si trova anche sul portale www.nextgeneration-eu.it relativo al Progetto “Next Generation Eu – EuroPA Comune”. Si invitano i lettori che ancora non lo avesse fatto ad iscriversi, del tutto gratuitamente, a tale portale per essere sempre aggiornati sulle novità in materia. Già oggi contiamo oltre n. 3.000 iscritti che possono non solo leggere il lungo Approfondimento “estivo”, ma in realtà tantissimo altro (ad esempio seguire i Tavoli tecnici webinar, essere tempestivamente informati sulle novità in materia, ecc.). Un servizio che riteniamo utile ad un largo pubblico di addetti ai lavori, di studiosi e ricercatori nonché di persone che seguono professionalmente o meno il tema.

Comunque, nell’Approfondimento di giugno e luglio, abbiamo sintetizzate le circa n. 2.500 pagine del Documento originale, e abbiamo analizzato tutti i relativi Allegati. E sono stati richiamati pure una serie di milestone e target finali con le varie tempistiche e gli importi. Definendo questo percorso “in orizzontale”. Ma sono stati visti anche gli Investimenti e Progetti del PNRR Draghi attinenti gli Enti Locali. Si è trattato di una ricerca cd “in verticale”, scegliendo quelli che – direttamente o indirettamente – sono sembrati più compatibili o connessi o vicini all’insieme degli Enti Locali. Dai più grandi ai più piccoli, nessuno escluso. Per cui il presente Approfondimento sul DM del MEF, iniziato la scorsa settimana, in effetti si salda con il precedente Approfondimento in n. 8 Parti. Però, ora si sviluppa l’argomento sulla base, appunto, del Decreto ministeriale settembrino. E, in particolare da questa Parte B che inizia ad esaminare la Tabella B, si terrà l’occhio maggiormente concentrato su ciò che riguarda più da vicino gli Enti Locali. Ma, naturalmente, senza mai dimenticare tutto il resto. Il focus particolare sugli EE.LL. non può sottovalutare o ridimensionare il tema centrale che dà il via a tutto.

Ulteriori cenni sulla Tabella A del DM: il quadro finanziario per Ministeri o Dipartimenti

Prima di passare all’avvio dell’esame della Tabella B, dove la classe Ministeri e Dipartimenti riveste sempre molta importanza (e di riflesso la “sottoclasse” Enti Locali che in parte estrapoleremo), si intende un minimo speculare tecnicamente ancora sulla Tabella A. Ci sembra molto interessante una certa chiave di lettura. Per far ciò ci avvarremo di alcune schemi e grafici come da noi predisposti rielaborando i dati secondo alcuni criteri specifici. In modo da ampliare il range di analisi e di valutazione sul PNRR considerando la destinazione delle risorse finanziarie ai “centri di responsabilità” di massimo livello. Quelle governative. Poiché, sino ad inizio settembre, il Recovery Plan aveva ripartito il Recovery Fund sostanzialmente sulla base delle Missioni e delle relative Componenti e spesso degli obiettivi parziali o finali, ma non di chi avrebbe ricevuto effettivamente le dotazioni finanziarie per realizzarli. Alcune destinazioni erano implicite per la stretta correlazione tra materia e titolarità di spesa: se si parla di turismo entrerà in campo il relativo Ministero, così per l’agricoltura, ecc. ecc. Ma solo ora abbiamo il quadro contabile completo al centesimo[1]. Che ci aiuta a svolgere qualche riflessione. Ma, sin da subito, va detto che l’indirizzo per CdR non ci permette di comprenderne il peso effettivo per “centri di destinazione”. Si pensi al nostro Mezzogiorno d’Italia, al SUD. Se leggiamo per CdR il valore pare molto basso, ma se andiamo al PNRR letto in termini traversali e di destinazione territoriale si è già scoperto che le somme ivi indirizzate sono decine di punti percentuali del totale (moltissime decine e decine di miliardi di euro). Per cui questa speculazione tecnica che ora proponiamo non deve trarre in inganno: non sempre la titolarità ministeriale o dipartimentale corrisponde all’effettiva destinazione di scopo e di territorio. La questione è molto più complessa. Di questo si è già disquisito nell’Approfondimento in n. 8 Parti. Per cui evitiamo le semplificazioni come purtroppo avviene in certi talk-show.

Altresì, soppesare “in quali mani centrali” (e qualcuno, maliziosamente, potrebbe abbinarci il Ministro di turno), vanno le risorse finanziarie del PNRR serve ad aiutare la comprensione dell’aspetto organizzativo a livello di compagine governativa[2]. Che qualcosa, per chi conosce la storia anche recente, può significare. Ma ciò viene lasciato alle ponderazioni del lettore.

Veniamo al dunque. Questa che segue è una estrazione ad hoc della Tabella A con l’indicazione dei Ministeri e dei Dipartimenti nell’ordine rigoroso che abbiamo trovato nell’allegato originale al DM. Cioè nella Tabella A. Andando pagina dopo pagina. Come si vede la sequenza nel Decreto non ricorre al criterio del valore degli importi totali, dal più consistente al più modesto. E ciò sia per gli importi totali come per quelli parziali. Però, per ogni Ministero o Dipartimento, al suo interno, nella Tabella A viene seguito l’ordine classificatorio della Missione e relativa Componente. Questo il criterio composito impiegato per costruire la matrice rappresentata dalla Tabella A.


[1] Anche se, del tutto scherzosamente tra colleghi e con autentica stima e simpatia verso la Rgs di via XX Settembre, va fatto notare che riprendendo pedissequamente e al centesimo i conti presentati nel DM, il totale dei 191 miliardi e rotti – di cui stiamo parlando come riportati nel DM stesso – chiude a cifra tonda, con 0 (zero) centesimi. Mentre sulla base dei nostri calcoli ragioneristici dovrebbe chiudere ad 1 (uno) centesimi. Una volta si diceva che i conti, anche se non tornavano per una lira, andavano ricontrollati. Era il dogma dei ragionieri, e così iniziava “la caccia alla lira”. E, quindi, andava trovata quella maledettissima lira… Probabilmente i resti in millesimi nei sottoconti dei valori relativi ai nuovi Progetti, che non abbiamo, si trascinano e hanno condotto ad una insignificante squadratura rispetto a quella che noi abbiamo potuto effettuare. Ma, si ripete, questo è solo un vezzo al microscopio tanto per dare anche il senso, questo è quello che conta, dell’applicazione che è stata messa per rifare i conti. Poi, magari, qualcuno potrebbe trovare anche qualche nostro errore di calcolo per il quale ci scusiamo sin da ora. Forse, per la serie: “chi di spillo colpisce di spillo perisce…”.

[2] La volta scorsa abbiamo scritto che si potrebbe dire, tanto per intenderci sotto un profilo tecnico contabile, che questa Tabella A declina esattamente il PNRR nella sua veste originale, ma per destinatario (Ministero e alcuni Dipartimenti). Banalizzando, non si segue nella Tabella del DM il “piano dei conti generale” (CO.GE) del PNRR che, notoriamente, va da M1C1 a M6C2, ma viene articolato per “centro di responsabilità” (CO.AN) di primo livello (Ministero o Dipartimento). In sostanza si utilizza, per chi è più esperto di sistemi contabili, la logica della contabilità analitica per “centro di responsabilità” e, volendo, per macro “centro di costo”. Naturalmente, solo per il primo livello, quello più aggregato, poiché ogni Ministero o Dipartimento (sotto la regia della Ragioneria Generale dello Stato) dovrà poi a sua volta articolare i sub-centri di responsabilità e sub-centri di costo in funzione dei livelli “inferiori” di responsabilità o di imputazione dei costi (per la produzione dei risultati programmati e attesi). Ovvero, di quei centri che attueranno, dalla gestione alla rendicontazione e controllo, il PNRR. Misurando esattamente gli inputs finanziari e gli output fisici, ecc. secondo precisi cronoprogrammi.

Graficamente, su un “istogramma”, qui di seguito ecco riportata la distribuzione tabellare i cui sopra.

Ed ora abbiamo in modalità grafica i valori della seconda colonna della tabella sopra riportata secondo l’ordine del Decreto ministeriale. Per esigenze grafiche e semplificatorie sono evidenziati solo alcuni Ministeri con maggior portafoglio.

In modalità grafica ora ecco i valori della terza colonna della tabella sopra riportata, sempre secondo l’ordine del Decreto ministeriale. Ancora per esigenze grafiche :e semplificatorie sono mostrati solo alcuni Ministeri con maggior dotazione finanziaria. Insomma, quelli più significativi in termini di importi ad essi destinati.

Viceversa, andando alla nostra elaborazione tabellare, che viene presentata subito dopo, nel rispettare tutti i n. 23 Ministeri e Dipartimenti elencati nella originale Tabella A del DM, nonché i valori del Decreto medesimo, abbiamo voluto riclassificare le macro-cifre della Tabella ministeriale attraverso un diverso criterio. Ovvero, abbiamo dato un ordine alle Amministrazioni centrali titolari e destinatarie delle risorse finanziarie, i veri centri di responsabilità, partendo da chi ha il “portafoglio” maggiore sino a quello che ha il minore.

Quella che segue subito sotto in termini grafici non è altro che la puntuale rappresentazione della tabella appena vista qui sopra.

Tra l’altro abbiamo anche posto sotto la lente d’ingrandimento alcuni valori. Ad esempio, ne scaturisce che i primi n. 7 Ministeri con maggior budget di spesa, cioè con oltre 151 miliardi (151.104.588.835,28 euro) fanno davvero la parte del leone. In sostanza, rispetto agli altri n. 16 tra Ministeri e Dipartimenti, sono responsabili di quasi l’80,0% (esattamente il 78,9%), pressoché i quattro quinti, del Recovery Plan. Del suo vero successo o del suo malaugurato insuccesso. Il PNRR dipende in termini finanziari da loro. Di questi 151 miliardi, i Progetti in essere ammontano a circa 48,2 miliardi (48.200.280.000,00 euro) pari al 31,9%. In breve, meno di un terzo delle risorse finanziarie va a Progetti in corso (ma di quanto non ci è dato sapere). Di converso, con circa 102,9 miliardi (102.904.308.835,28 euro), abbiamo oltre i due terzi di Progetti (tra nuovi e FSC) che andranno predisposti e sviluppati (nuovi Progetti con 89.804.308.835,28 euro e FSC con 13.100.000.000,00 euro).

Ma non si dimentichi mai e poi mai, come già illustrato e discusso in giugno e luglio nell’apposito Approfondimento “estivo”, che i riflettori vanno necessariamente puntati anche sulle Riforme e quanto altro di simile che non dipendono da questi n. 7 Ministeri. Perché, come in un edificio, tutte le principali struttura si tengono insieme. O, ancor meglio, se essi sono i veicoli che devono portarci al 2026, senza un Codice della strada moderno e una viabilità adeguata e ben mantenuta, i Ministeri non potranno andare molto lontani. Insomma, il PNRR è tutto interconnesso e se manca un pezzo è come se mancasse un ingranaggio in un motore: si rischia di rimanere fermi.

La Tabella B: PNRR Italia – Contributi finanziari e ripartizione rate semestrali

Tutto ciò visto e svolto, dopo la Tabella A “PNRR – Quadro finanziario per Amministrazioni titolari segue, da pag. 24 a pag. 93, la Tabella B (che forma parte integrante del Decreto ministeriale) dal titolo “Contributi finanziari e ripartizione rate semestrali”. Come detto, e non è indifferente, abbiamo i traguardi e gli obiettivi che concorrono alla presentazione delle richieste di rimborso semestrali alla Commissione Europea, ripartiti per interventi a titolarità di ciascuna Amministrazione riportata nel Decreto.

Ad inizio, dopo il titolo con la cd. testata della lunghissima Tabella B (una settantina di pagine), questa si sviluppa in orizzontale da sinistra a destra con le seuenti n. 6 voci:

  • N. Rata;
  • Amministrazione titolare;
  • Numero sequenziale;
  • Misura correlata (riforma o investimento);
  • Traguardo/Obiettivo;
  • Denominazione.

Vedremo più avanti lo sviluppo in verticale, e quindi riga dopo riga.

Ma in termini generali e per blocchi logici, l’ordine principale assegnato e seguito in verticale nella Tabella B è per semestre. Ovvero viene rispettata la sequenza che va avanti a blocchi dal 2° Semestre 2021 (al 31.12.2021) al 1° Semestre 2026 (al 30.06.2026). Insomma, la Tabella B a sua volta è intercalata da n. 10 “subtotali” relativi a ciascuno dei n. 10 Semestri (di cui quello in corso è già trascorso quasi per metà) attraverso cui si svilupperà il PNRR da quanto resta del 2021 sino al giugno 2026.

Ne conseguono, ovviamente, questi step temporali su base semestrale, con i “subtotali” delle risorse finanziarie stanziate ed assegnate in rate semestrali:

  1. da pag. 24 a pag. 31: al 31.12.2021 Importo prima rata euro 24.137.931.035,00;
  2. da pag. 31 a pag. 38: al 30.06.2022 Importo seconda rata euro 24.137.931.035,00;
  3. da pag. 38 a pag. 45: al 31.12.2022 Importo terza rata euro 21.839.080.460,00;
  4. da pag. 46 a pag. 49: al 30.06.2023 Importo quarta rata euro 18.390.804.598,00;
  5. da pag. 49 a pag. 60: al 31.12.2023 Importo quinta rata euro 20.689.655.172,00;
  6. da pag. 61 a pag. 64: al 30.06.2024 Importo sesta rata euro 12.643.678.161,00;
  7. da pag. 64 a pag. 71: al 31.12.2024 Importo settima rata euro 21.264.367.816,00;
  8. da pag. 71 a pag. 73: al 30.06.2025 Importo ottava rata euro 12.643.678.161,00;
  9. da pag. 73 a Pag. 78: al 31.12.2025 Importo nona rata euro 14.942.528.735,00;
  10. da p.ag. 79 a pag. 93: al 30.06.2026 Importo decima rata euro 20.792.668.975,00.

Qui di seguito ecco i succitati importi distribuiti nelle n. 10 rate semestrali, ma sottoforma di rappresentazione grafica. Abbastanza evidente che si deve correre nel realizzare i Progetti perché già i primi tre Semestri, cioè sino al dicembre del prossimo anno, mostrano un ammontare di oltre 70,1 miliardi (70.114.942.530,00 euro). I primi Semestri sono quelli a più alto importo. Inoltre, se tre Semestri sono temporalmente il 30% del tempo a disposizione (anzi meno perché siamo a fine settembre 2021 e quindi in termini mensili abbiamo davanti n. 15 mesi su n. 60 mesi sino al 2026, ovvero il 25,0%), le risorse finanziarie sono ben il 36,6%. Ne consegue che fatto cento le risorse finanziarie, il tempo a disposizione scende al 68%.

Ora passiamo all’esame della Tabella B attraverso il suo contenuto semestrale avvalendoci dell’ottica dell’Ente Locale. Ovvero, si riportano quei Progetti che più dovrebbero interessare nel 1° Semestre (quello in corso da luglio a dicembre 2021) direttamente o indirettamente gli Enti Locali. Seguiranno in questo Approfondimento, dalla Parte C, gli altri n. 9 Semestri.

Nondimeno, va fatta una precisazione tecnica molto ma molto importante. In tutta modestia, ma va fatta. Scorrendo con diligenza le decine e decine di pagine della matrice contenuta nella Tabella B, dopo la data del Semestre riportata ordinatamente Semestre dopo Semestre dal 2021 al 2026, non pare rinvenirsi un ulteriore vero ordine. O, almeno, tale ordine sfugge a chi scrive perché ci mancano dei “sottostanti” (e una spiegazione tecnica nel DM). Né abbiamo voluto disturbare qualcuno al MEF o alla RGS. Non è una critica, ma una constatazione. Forse, sotto la Tabella B ci sarà qualche regola classificatorio, ma al momento non si è scoperta. Ogni voce la quale ha un’Amministrazione titolare, mostra in verticale un Ministero, poi un altro, poi un Dipartimento, poi un altro, poi si ritorna ad un Ministero già visto, poi eccone uno nuovo, poi un altro già visto. Abbiamo esemplificato per dare un’idea dello scoglio che abbiamo trovato. Insomma, per quanto ci si sia arrovellati, non se ne comprende il principio espositivo. Ci spiace, ma è così. Anche la terza colonna con il Numero sequenziale in realtà si rifà alle Missioni, alle Componenti e agli Allegati al PNRR, ma va avanti e indietro sempre secondo una logica a noi sconosciuta. Non ne abbiamo fatto un dramma. Ci siamo presi la briga di dare una chiave classificatoria, in questo nostro Approfondimento di sintesi, attraverso la sottoclasse del singolo Ministero o Dipartimento che si trova in ciascun Semestre. Ovverosia, Semestre dopo Semestre e sotto ciascuna Amministrazione titolare, abbiamo riportato le ultime quattro voci della testata:

  • Numero sequenziale, o per meglio dire, Missione e Componente, per consentire il collegamento al PNRR di fine aprile 2021;
  • Misura correlata (riforma o investimento) che, in accoppiata alla Missione e Componente, ci consente di connetterci agli Allegati del PNRR;
  • Traguardo/Obiettivo, ovvero se passaggio intermedio o finale n termini di risultati programmati;
  • Denominazione, cioè la descrizione in breve del contenuto del traguardo o dell’obiettivo.

Questa costruzione, che ci siamo permessi di effettuare nell’Approfondimento, senza nulla togliere a quella della Tabella B originale, ci è apparsa più facile e agevolante per offrire al lettore qualcosa di più maneggevole in termini di lettura. Si spera di non aver sbagliato. Poi, chi vorrà, potrà andare al DM originale e visionarlo in autonomia.

Questo primo Semestre, quello in corso, non esaurisce assolutamente la questione. Si tratta di un iniziale “assaggio” dell’argomento. Dalla Parte C, che sarà pubblicata la prossima settimana, si proseguirà esaminando aggiuntivi aspetti.

  1. Semestre al 31.12.2021

PCM – Ministro per la Pubblica Amministrazione

  • M1C1-51 Riforma 1.9 – Riforma della pubblica amministrazione – Traguardo: Entrata in vigore della legislazione primaria sulla governance del PNRR
  • M1C1-52 Riforma 1.9 – Riforma della pubblica amministrazione – Traguardo: Entrata in vigore della legislazione primaria sulla semplificazione delle procedure amministrative per l’attuazione del PNRR
  • M1C1-53 Investimento 1.9 – Fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l’attuazione del PNRR – Traguardo: Entrata in vigore della legislazione primaria necessaria per fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l’attuazione del PNRR
  • M1C1-68 Riforma 1.9 – Riforma della pubblica amministrazione – Traguardo: Sistema di archiviazione per audit e controlli: informazioni per il monitoraggio dell’attuazione dell’RRF
  • M1C1-54 Investimento 1.9 – Fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l’attuazione del PNRR – Obiettivo: Completamento dell’assunzione degli esperti per l’attuazione del PNRR
  • M1C1-55 Riforma 1.9 – Riforma della pubblica amministrazione – Traguardo: Per aumentare l’assorbimento degli investimenti, estendere al bilancio nazionale la metodologia adottata per il PNRR

PCM – Segretariato generale

  • M1C1-69 Riforma 1.10 – Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni – Traguardo: Entrata in vigore del decreto sulla semplificazione del sistema degli appalti pubblici
  • M1C1-71 Riforma 1.10 – Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni – Traguardo: Entrata in vigore di tutte le leggi, i regolamenti e i provvedimenti attuativi (anche di diritto derivato) per il sistema degli appalti pubblici

PCM – Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale (MITD)

  • M1C1-1 Riforma 1.1 – Processo di acquisto ICT – Traguardo: Entrata in vigore dei decreti-legge per la riforma 1.1 “Processo di acquisto ICT”
  • M1C1-2 Riforma 1.3: Cloud first e interoperabilità – Traguardo: Entrata in vigore dei decreti-legge per la riforma 1.3 “Cloud first e interoperabilità”

PCM – Dipartimento Disabilità

  • M5C2-1 Riforma 1 – Legge quadro sulle disabilità – Traguardo: Entrata in vigore della legge quadro per rafforzare l’autonomia delle persone con disabilità

PCM – Dipartimento Protezione civile

  • M2C4-12 Investimento 2.1.b – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico – Traguardo: Entrata in vigore del quadro giuridico rivisto per interventi contro i rischi di alluvione e idrogeologici

PCM – Ministro per il Sud e la coesione territoriale

  • M5C3-10 Riforma 1 – Semplificazione delle procedure e rafforzamento dei poteri del Commissario nelle Zone Economiche Speciali – Traguardo: Entrata in vigore del regolamento per la semplificazione delle procedure e il rafforzamento del ruolo del Commissario nelle Zone Economiche Speciali

MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze

  • M1C1-100 Riforma 1.13 – Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica (“spending review”) – Traguardo: Entrata in vigore delle disposizioni legislative per migliorare l’efficacia della revisione della spesa – Rafforzamento del Ministero delle Finanze
  • M1C1-101 Riforma 1.12 – Riforma dell’amministrazione fiscale – Traguardo: Adozione di una revisione dei possibili interventi per ridurre l’evasione fiscale
  • M1C2-1 Investimento 1 – Transizione 4.0 – Traguardo: Entrata in vigore degli atti giuridici per mettere i crediti d’imposta Transizione 4.0 a disposizione dei potenziali beneficiari e istituzione del comitato scientifico

MiTur – Ministero del Turismo

  • M1C3-8 Investimento 4.1- Hub del turismo digitale Traguardo: Aggiudicazione degli appalti per lo sviluppo del portale del turismo digitale
  • M1C3-22 Investimento 4.2 – Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche – Traguardo: Politica di investimento per il Fondo tematico della Banca europea per gli investimenti
  • M1C3 -23 Investimento 4.2 – Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche – Traguardo: Politica di investimento per il Fondo nazionale del turismo
  • M1C3-24 Investimento 4.2 – Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche – Traguardo: Politica di investimento per il Fondo di garanzia per le PMI
  • M1C3-25 Investimento 4.2 – Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche – Traguardo: Politica di investimento per il Fondo rotativo
  • M1C3-26 Investimento 4.2 – Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche – Traguardo: Entrata in vigore del decreto attuativo per il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive

MITE – Ministero della transizione ecologica

  • M2C2-7 Riforma 1.2 – Nuova normativa per la promozione della produzione e del consumo di gas rinnovabile – Traguardo: Entrata in vigore di un decreto legislativo teso a promuovere l’utilizzo del gas rinnovabile per l’utilizzo del biometano nei settori dei trasporti, industriale e residenziale e di un decreto attuativo che definisca le condizioni e criteri relativi al suo utilizzo e al nuovo sistema di incentivi
  • M2C4-18 Investimento 3.1 – Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano Traguardo: Entrata in vigore delle modifiche legislative rivedute per la protezione e la valorizzazione delle aree verdi urbane ed extra urbane

MIMS – Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

  • M2C2-37 Riforma 4.1 – Procedure più rapide per la valutazione dei progetti nel settore dei sistemi di trasporto pubblico locale con impianti fissi e nel settore del trasporto rapido di massa – Traguardo: Entrata in vigore di un decreto-legge
  • Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) in collaborazione con MISE e in sinergia con MITE: M2C2-41 Investimento 5.3 – Bus elettrici – Traguardo: Entrata in vigore di un decreto ministeriale che individua l’ammontare delle risorse disponibili per raggiungere lo scopo dell’intervento (filiera degli autobus)
  • M3C1-1 Riforma 1.1 – Accelerazione dell’iter di approvazione del contratto tra MIMS e RFI – Traguardo: Entrata in vigore di una modifica legislativa sull’iter di approvazione dei Contratti di Programma (CDP)
  • M3C1-2 Riforma 1.2 – Accelerazione dell’iter di approvazione dei progetti ferroviari – Traguardo: Entrata in vigore di una modifica normativa che riduca la durata dell’iter di autorizzazione dei progetti da 11 a 6 mesi
  • M3C1-21 Riforma 2.1 – Attuazione del recente “Decreto Semplificazioni” (convertito nella legge 11 settembre 2020, n. 120) mediante l’emanazione di un decreto relativo all’attuazione di “Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti” – Traguardo: Entrata in vigore delle “Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti”
  • M3C1-22 Riforma 2.2 – Trasferimento della titolarità di ponti e viadotti delle strade di secondo livello ai titolari delle strade di primo livello – Traguardo: Trasferimento della titolarità delle opere d’arte (ponti, viadotti e cavalcavia) delle strade di secondo livello ai titolari delle strade di primo livello (autostrade e principali strade nazionali
  • Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) in collaborazione con PCM – Ministro per il Sud e la coesione territoriale: M5C3-11 Investimento 1.4 – Investimenti infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali – Traguardo: Entrata in vigore dei decreti ministeriali di approvazione del piano operativo per tutte e otto le Zone Economiche Speciali

MITE – Ministero della transizione ecologica

  • M2C3-1 Investimento 2.1 – Rafforzamento dell’Ecobonus e del Sismabonus per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici – Traguardo: Entrata in vigore della proroga del Superbonus
  • M2C4-3 Riforma 4.2 – Misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati – Traguardo: Riforma del quadro giuridico per una migliore gestione e un uso sostenibile dell’acqua
  • M2C1-14 Investimento 1.1 – Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti Investimento 1.2 – Progetti “faro” di economia circolare – Traguardo: Entrata in vigore del decreto ministeriale
  • M2C4-8 Investimento 1.1 – Realizzazione di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione – Traguardo: Piano operativo per un sistema avanzato e integrato di monitoraggio e previsione per l’individuazione dei rischi idrologici
  • M2C4-7 Riforma 3.1 – Adozione di programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico – Traguardo: Entrata in vigore di un programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico

MLPS – Ministero del lavoro e delle politiche sociali

  • M5C2-5 Investimento 1 – Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione della istituzionalizzazione – Traguardo: Entrata in vigore del piano operativo

MiSE – Ministero dello Sviluppo Economico

  • M4C2-10 Investimento 2.1 – IPCEI[1] – Traguardo: Varo dell’invito a manifestare interesse per l’identificazione dei progetti nazionali, compresi i progetti IPCEI microelettronica

MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca

  • M4C1-27 Riforma 1.7 – Riforma della legislazione sugli alloggi per studenti e investimenti negli alloggi per studenti – Traguardo: Entrata in vigore della legislazione volta a modificare le norme vigenti in materia di alloggi per studenti

(segue Parte C)


[1] Il Fondo IPCEI è lo strumento agevolativo che supporta le attività svolte dai soggetti italiani coinvolti nella realizzazione degli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI). Iniziative di collaborazione industriale su larga scala, gli IPCEI riuniscono conoscenze, competenze, risorse finanziarie e attori economici di tutta l’Unione europea per raggiungere obiettivi di innovazione radicale e di grande rilevanza tecnologica e produttiva, con uno sforzo condiviso del settore privato e del settore pubblico degli Stati membri per dispiegare interventi di comune interesse nell’ambito delle catene del valore strategiche per l’industria europea. I progetti affrontano fallimenti sistemici o del mercato e sfide comuni per la crescita sostenibile e per la competitività dell’economia nazionale ed europea, a fronte dei quali è richiesta una partecipazione significativa delle autorità pubbliche per promuovere le iniziative, sostenere finanziariamente l’esecuzione e il raggiungimento degli obiettivi delle stesse, e aumentare le ricadute industriali e tecnologiche sul sistema produttivo. Istituito dall’articolo 1, comma 203, della legge n. 145/2018, come integrato e modificato dall’articolo 1, comma 232, della legge n. 160/2019, il Fondo IPCEI interviene attraverso agevolazioni a sostegno delle attività svolte in Italia nell’ambito dei progetti approvati a livello europeo in applicazione dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che prevede la possibilità di concedere aiuti di Stato a sostegno della realizzazione degli IPCEI.

di Luca Eller Vainicher