Il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato, con Nota diffusa il 19 agosto 2025, che al 31 luglio 2025 si è conclusa l’attività di certificazione della spesa dei 51 Programmi relativi al Ciclo di programmazione 2014-2020 finanziati dal “Fondo europeo di sviluppo regionale” (“Fesr”) e dal “Fondo sociale europeo” (“Fse”).
I dati certificati
Secondo quanto dichiarato dal Ministro per le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, il livello di assorbimento complessivo delle risorse ha raggiunto il 99,82% della dotazione programmata, pari a 64.397.645.689 Euro (di cui 47.876.580.953 a carico dell’Unione Europea). All’appello mancano soltanto 87,2 milioni di Euro, pari allo 0,18% della dotazione complessiva, per i quali non sono state presentate domande di pagamento a causa dell’assenza di spese rendicontabili.
La dinamica della spesa
Il Dipartimento ha evidenziato che:
- a luglio 2024 risultava certificata una spesa di circa 37,3 miliardi di Euro;
- nel periodo luglio-ottobre 2024 è stata certificata spesa aggiuntiva per 6,1 miliardi;
- tra novembre 2024 e luglio 2025 si sono aggiunti ulteriori 4,4 miliardi.
Il rafforzamento delle attività di coordinamento e monitoraggio da parte degli Uffici centrali ha consentito di accelerare la capacità di spesa, nonostante la concomitante pressione derivante dall’attuazione del “Pnrr”.
Ripartizione territoriale
Come previsto dalla normativa europea, la quota prevalente delle risorse è stata destinata alle Regioni meno sviluppate:
- al Mezzogiorno sono stati assegnati complessivamente 101,3 miliardi di Euro tra fondi ordinari europei e risorse nazionali della coesione, con 45 miliardi di Euro di spesa certificata per i fondi strutturali;
- al Centro-Nord sono stati destinati 33,5 miliardi;
- ulteriori 2,4 miliardi non sono stati ripartiti territorialmente.
Gli adempimenti in scadenza
Il Ministro Foti ha precisato che spetta ora alle Autorità di gestione dei Programmi nazionali e regionali presentare entro il 15 febbraio 2026 i documenti di chiusura dei rispettivi Programmi. Tali atti sono necessari affinché i Servizi della Commissione Europea possano procedere alla liquidazione del saldo finale.
La nuova programmazione 2021-2027
Per il Ciclo in corso (2021-2027), l’Italia dispone di 49 Programmi attuativi. I dati aggiornati comunicati dal Ministro in audizione presso la Commissione Politiche europee del Senato indicano:
- 18% il livello medio di impegni assunti;
- 5% quello dei pagamenti effettuati, con forti differenze tra le Regioni.
Il Ministro ha segnalato che i ritardi non sono circoscritti al nostro Paese ma interessano diversi Stati membri, anche in ragione della coincidenza temporale con l’attuazione del “Pnrr”.




