Progressioni verticali: illegittima la riduzione dei posti previsti senza adeguata motivazione

Tar Campania, Sentenza n. 782 del 24 aprile 2025

Un dipendente pubblico ha impugnato una procedura di progressione verticale indetta da un Ente Locale, contestando la riduzione dei posti disponibili per il passaggio di categoria da tre a due, nonostante fosse stato previsto, negli atti adottati in precedenza, che dovessero essere tre. La questione controversa riguardava l’applicazione dell’art. 52, comma 1-bis del Dlgs. n. 165/2001, che disciplina le progressioni tra aree funzionali nella Pubblica Amministrazione e prevede una riserva di almeno il 50% dei posti per l’accesso dall’esterno. Il ricorrente ha sostenuto che la riduzione dei posti sia stata decisa in modo contraddittorio, senza un’adeguata motivazione e in violazione dei principi di correttezza, trasparenza e parità di trattamento. L’Amministrazione aveva giustificato la riduzione con esigenze organizzative, il numero ridotto di candidature e il rispetto della riserva per gli esterni, ma i Giudici hanno ritenuto queste spiegazioni insufficienti. Secondo i Giudici, ogni modifica al numero dei posti disponibili deve avvenire prima della scadenza dei termini per presentare domanda, altrimenti si compromette la certezza del diritto e l’affidamento dei candidati. È stato inoltre osservato che la programmazione del fabbisogno di personale era già stata effettuata in modo chiaro e non poteva essere modificata successivamente in base al numero di domande ricevute. La decisione di cambiare nuovamente il numero dei posti, dopo la scadenza dei termini, è stata ritenuta illegittima perché non supportata da motivazioni concrete e coerenti. I Giudici hanno quindi accolto il ricorso, annullando gli atti nella parte in cui riducevano i posti disponibili, e hanno chiarito che, pur potendo l’Amministrazione prevedere variazioni (jus variandi), queste devono essere giustificate da una seria e documentata valutazione del fabbisogno di personale. L’Ente potrà riesaminare la questione, ma dovrà farlo rispettando i principi di trasparenza, motivazione e tutela dell’affidamento dei candidati.

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