Cartelli direzionali con logo: per i Giudici sono pubblicità e vanno tassati

Tribunale di Siena, Sentenza n. 253 del 15 aprile 2025

Un’Impresa aveva contestato al Comune la richiesta di pagare il Canone unico patrimoniale (che comprende anche l’Imposta comunale sulla pubblicità) per un cartello direzionale che indicava la presenza dell’Ufficio postale, con la scritta “posta” e il relativo logo.

Secondo l’Impresa, quel cartello non aveva finalità pubblicitarie ma solo di segnalazione stradale e, in quanto riferito a un servizio di pubblica utilità, doveva essere esente dal pagamento dell’imposta. Il Giudice di primo grado aveva respinto il ricorso e la questione è arrivata in appello.

I Giudici hanno chiarito che la normativa di riferimento (Dlgs. n. 507/1993, art. 5 e art. 17) considera soggetto a imposta qualsiasi mezzo di comunicazione visiva che sia oggettivamente idoneo a far conoscere al pubblico il nome e l’attività di un’impresa, anche se non ha funzione esplicitamente promozionale. Le esenzioni sono limitate a casi particolari, come targhe di enti senza fini di lucro o avvisi previsti dalla legge, e non si applicano a cartelli che, pur avendo funzione direzionale, riportano nome e logo di un soggetto che opera sul mercato.

Nel caso concreto, il cartello non serviva solo a indicare la strada, ma richiamava anche il marchio di un’impresa che non gestisce più in monopolio solo il servizio postale, ma offre anche servizi bancari, assicurativi e telefonici. In questo modo, la freccia direzionale diventava anche uno strumento pubblicitario e non poteva essere esentata dall’imposta, altrimenti si creerebbe un vantaggio ingiustificato rispetto ad altri operatori.

In conclusione, i Giudici hanno stabilito che il Canone è dovuto, perché il cartello, pur essendo direzionale, ha una funzione pubblicitaria indiretta.

La nostra attenzione alla verifica dei contenuti

Gli articoli e i contenuti prodotti dalla nostra redazione sono tutti verificati da esperti del settore. Seguendo una procedura di qualità certificata, i giornalisti della redazione operano a stretto contatto con gli esperti per verificare la correttezza delle informazioni pubblicate. L'obiettivo è quello di fornire a tutti i lettori informazioni verificate e attendibili.