Tari: la vendita di vino sfuso non produce rifiuti pericolosi

Nella Ctp Reggio Emilia, Sentenza n. 296/2/2015 dell’8 luglio 2015, i Giudici si sono espressi sul fatto di come possa essere ritenuta inquinante e fonte di rifiuti l’attività di acquisto di vino sfuso, che viene immesso dal fornitore in cisterne tramite pompe o consegnato in fusti d’acciaio per la vendita alla spina, che poi vengono resi vuoti alla cantina fornitrice. Successivamente, il vino viene poi venduto ai clienti mediante l’uso di contenitori di loro proprietà, o che possono acquistare in negozio per poi riutilizzare enne volte.

I Giudici hanno affermato che tale attività comporta una produzione di rifiuti inesistente

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