Accertamento catastale: esatta individuazione degli elementi

Accertamento catastale: esatta individuazione degli elementi

Nell’Ordinanza n. 9049 del 1° aprile 2019 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità chiariscono che il procedimento di revisione parziale del classamento di cui all’art. 1, comma 335, della Legge n. 311/2004, è soggetto alle stesse regole dettate per l’ordinaria revisione del classamento, prevista dall’art. 9 del Dpr. n. 138/1998. La Suprema Corte chiarisce che non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorché da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) che in concreto abbiano inciso sul diverso classamento. Peraltro, i Giudici di legittimità pongono in evidenza quanto statuito dalla Corte Costituzionale nella Sentenza n. 249/2017: “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno in concreto interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere ‘diffuso’ dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”. Quindi, in conclusione, il contribuente deve comprendere le ragioni della modifica con un provvedimento specifico e puntuale.


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