Accertamento per estimi catastali: revisione parziale del classamento

Accertamento per estimi catastali: revisione parziale del classamento

Nell’Ordinanza n. 5776 del 27 febbraio 2019 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità chiariscono che il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della Legge n. 311/2004, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate, ai fini della “revisione del classamento”, dall’art. 9 del Dpr. n. 138/1998, si che la sua attuazione è da ritenere sottratta alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica. Di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento, qualora esso faccia esclusivo riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata, rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorché da questi ultimi non siano chiaramente evincibili gli elementi (quali la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito; la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata; le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, abbiano inciso sul diverso classamento. Infine, la Suprema Corte pone in evidenza che la Corte costituzionale, con la Sentenza n. 249/17, ha fra l’altro affermato che “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere ‘diffuso’ dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”, ribadendo così la necessità che l’Amministrazione adotti provvedimenti motivati in modo specifico e puntuale.


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