Acquisti sotto i 40.000 Euro: possibile l’affidamento diretto anche senza confronto di preventivi

Acquisti sotto i 40.000 Euro: possibile l’affidamento diretto anche senza confronto di preventivi

L’acquisto di servizi di importo inferiore a 40.000 Euro può essere effettuato con affidamento diretto, anche prescindendo dal confronto di offerte.

Questo l’importante principio ribadito dal Tar Molise, nella Sentenza n. 533 del 14 settembre 2018.

Nel caso di specie, un Comune aveva affidato in modo diretto servizi diversi e variegati (come la Raccolta rifiuti, la Tumulazione cimiteriale e lo Scuolabus) per un importo complessivo di 39.501,11 Euro, in seguito all’invito limitato a 4 Imprese a presentare un’offerta. In particolare, l’Amministrazione dava conto, nell’atto conclusivo della procedura, del fatto che non fosse stato possibile ricorrere agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip e dal Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa) poiché, a suo dire, tali strumenti presenterebbero “difficoltà nella comparazione dei prezzi e nella tipologia di servizi offerti rispetto a quelli necessari”. Per giustificare il ricorso alla procedura semplificata, la stessa affermava la necessità di ricorrervi per “garantire il celere affidamento del servizio”, in ragione del fatto che lo stesso fosse “teso alla salvaguardia dell’Igiene pubblica”.

La ricorrente lamenta la preclusione alla partecipazione alla procedura, in quanto non invitata a presentare offerta – sebbene fosse un operatore economico di rilievo nel Comparto dei Servizi rifiuti, verde e ambiente – e contesta il mancato espletamento di una regolare gara di appalto aperta al più ampio confronto di offerte, in applicazione dei principi del favor partecipationis, della libera concorrenza, dell’economicità e della trasparenza. I Giudici molisani respingono il ricorso, sostenendo che la procedura seguita dal Comune è corretta e coerente con il dettato di legge. Infatti, l’art. 36, comma 2, lett. a), del Dlgs. n. 50/2016 consente, per importi inferiori a 40.000 Euro, l’affidamento diretto “anche senza previa consultazione di 2 o più operatori economici”. Il Tar chiarisce che il Dlgs. n. 50/2016 ha interamente riformulato e riscritto i procedimenti contrattuali sotto-soglia comunitaria, introducendo un sistema di procedure negoziate “semplificate”, in sostituzione delle pregresse dinamiche negoziali relative in particolare alla fattispecie delle acquisizioni in economia. Tra le procedure negoziate “semplificate” particolare rilievo riveste l’affidamento nell’ambito dei 40.000 Euro di lavori, servizi e forniture. Secondo i Giudici, le “Linee-guida” Anac n. 4/2018 sugli appalti sotto la soglia comunitaria (aggiornate al Dlgs. n. 56/2017) non aggiungono molto al dettato di legge, indicando solo specifiche modalità di rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle verifiche sull’affidatario scelto senza gara. Peraltro, il Tar ribadisce che, come chiarito dal Parere n. 361/2018 del Consiglio di Stato, le “Linee-guida” Anac sulle procedure sotto-soglia non hanno carattere vincolante, essendo un atto amministrativo generale che, pur perseguendo lo scopo di fornire indirizzi e istruzioni operative alle stazioni appaltanti, dà ad esse modo di discostarsi dagli indirizzi medesimi.

Dunque, l’affidamento diretto dei servizi effettuato dal Comune risulta pienamente legittimo, in quanto tale modalità di affidamento si pone come procedura in deroga rispetto ai principi della concorrenza, non discriminazione e similari che implicano sempre e comunque una procedura competitiva sia pur informale; si tratta di una procedura ultra-semplificata, nella quale la speditezza dell’acquisizione deve prevalere sul rigido formalismo.

I Giudici si esprimono infine sulla motivazione utilizzata dal Comune per giustificare il mancato ricorso al Mepa, motivazione ritenuta “laconica ma non incongrua”, in quanto proprio l’eterogeneità dei servizi richiesti avrebbe reso difficoltoso e lento il ricorso a tali strumenti di acquisto.

di Alessia Rinaldi


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