Corte dei conti Lombardia, Delibera n. 57 del 20 marzo 2025
Nel caso in esame viene richiesto se sia legittimo, per un ente pubblico, procedere all’acquisto di un immobile a un prezzo superiore rispetto a quello indicato in una perizia giurata, nell’ambito di una trattativa unitaria con un privato che include anche la locazione, a condizioni apparentemente favorevoli, di un’area destinata a parcheggio. In sostanza, si chiede un parere sulla possibilità di concludere l’intera operazione, valutando il rapporto tra il costo complessivo dell’acquisto e il vantaggio pubblico derivante dalla disponibilità a lungo termine dell’area a parcheggio.
La Sezione chiarisce che, pur rientrando la scelta tra diverse opzioni contrattuali nella sfera di autonomia dell’ente, essa deve comunque essere esercitata nel rigoroso rispetto dei principi fissati dalla normativa vigente. In particolare, l’amministrazione è tenuta a esaminare separatamente i due contratti – acquisto dell’immobile e locazione dell’area – applicando per ciascuno i principi di legalità, buon andamento, trasparenza, imparzialità ed economicità, come previsti dagli artt. 97, 81 e 119 della Costituzione, dall’art. 1, della Legge n. 241/1990, e dall’art. 13 del Dlgs. n. 36/2023.
L’acquisto, sebbene non richieda più l’attestazione di congruità da parte dell’Agenzia del Demanio, deve comunque essere preceduto da un’istruttoria dettagliata che dimostri la coerenza dell’operazione con gli obiettivi di interesse pubblico, nonché la sua convenienza economica, soprattutto in presenza di una valutazione giurata che assegna all’immobile un valore nettamente inferiore rispetto al prezzo richiesto. Allo stesso modo, la locazione dell’area adibita a parcheggio deve essere giustificata sulla base dell’utilità pubblica che ne deriva, tenendo conto del canone proposto, dell’eventuale assenza di ritorno economico e della possibilità di soluzioni alternative.
Solo dopo avere valutato con accuratezza, per ciascun contratto, i profili di necessità, convenienza e congruità, sarà possibile esaminare l’eventuale convenienza complessiva di un’operazione congiunta. In ogni caso, la responsabilità delle decisioni resta interamente in capo all’amministrazione, e il parere espresso dalla Sezione – fondato esclusivamente sulle informazioni fornite – non esonera da eventuali responsabilità future. In sostanza, la Sezione afferma che il Comune può orientarsi verso l’una o l’altra soluzione contrattuale, ma solo nel rispetto delle regole poste a tutela dell’interesse pubblico, garantendo trasparenza, correttezza e motivazione delle scelte, e senza eludere i criteri di valutazione oggettiva e di confronto con eventuali alternative.


