In data 20 novembre 2023, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato la Circolare 20 novembre 2023, n. 298 (“Procedure per l’affidamento ex art. 50 del Dlgs. n. 36/2023 – Chiarimenti interpretativi in merito alla possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie”), al fine di meglio chiarire la portata applicativa dell’art. 50 del “Codice dei Contratti” e delle procedure per l’affidamento ivi indicate.
Principio cardine del Dlgs. 31 marzo 2023, n. 36, recante il “Codice dei Contratti”, è appunto il Principio del risultato, eredità delle semplificazioni introdotte dai Dl. n. 76/2020 e n. 77/2021. Infatti il Legislatore, valutati in maniera positiva gli effetti dei Decreti-legge sopra citati, ha evidentemente trasferito nel “Codice” vigente le procedure di origine “emergenziale”, istituzionalizzando le semplificazioni in esse contenute.
Così facendo si è favorito il perseguimento del Principio del risultato di cui all’art. 1 del “Codice”, soddisfacendo le esigenze di celerità e semplificazione nella selezione dell’Operatore economico.
Il Dlgs. n. 36/2023 mira infatti ad una semplificazione delle procedure sotto-soglia, circostanza ancor più evidente nelle ipotesi di affidamento diretto di cui alle lett. a) e b), dell’art. 50. A fronte di un “alleggerimento” delle procedure sotto-soglia restano ferme, almeno nei Principi cardine, le norme più complesse che disciplinano le procedure di valore economico più elevato.
Dal momento che nell’art. 50 del Dlgs. n. 36/2023 sono comunque ricomprese una serie di rilevanti procedure di affidamento, la Circolare del Mit sembra intervenire in una sorta di funzione di “riequilibrio” per contemperare la semplificazione, e quindi il Principio del risultato, con gli altri Principi codicistici del Libro I, ovvero: l’imparzialità, la concorrenza, la non discriminazione, la pubblicità, la trasparenza, la proporzionalità e la fiducia. Allo stesso modo la Circolare, tramite il richiamo all’art. 48 del “Codice”, fa salva l’autonomia decisionale della P.A. e delle Stazioni appaltanti alle quali, nel rispetto del diritto comunitario, è comunque sempre consentito, comprese le ipotesi dell’art. 50, applicare procedure aperte o ristrette. In tal modo si va quindi a creare un Sistema di “check and balance” che consente di attuare in un senso, oppure nell’altro, tutti i Principi del “Codice dei Contratti”.




