Alienazioni partecipazioni e procedure di evidenza pubblica

Alienazioni partecipazioni e procedure di evidenza pubblica

Nella Delibera n. 8 del 29 gennaio 2019 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco chiede un parere sull’applicazione dell’art. 10, comma 2, del Dlgs. n. 175/2016, il quale prevede che “l’alienazione delle partecipazioni è effettuata nel rispetto dei principi di pubblicità, trasparenza e non discriminazione. In casi eccezionali, a seguito di deliberazione motivata dell’Organo competente ai sensi del comma 1, che dà analiticamente atto della convenienza economica dell’operazione, con particolare riferimento alla congruità del prezzo di vendita, l’alienazione può essere effettuata mediante negoziazione diretta con un singolo acquirente. È fatto salvo il diritto di prelazione dei soci eventualmente previsto dalla legge o dallo statuto”.

La Sezione ritiene che la disposizione normativa in esame, sia sulla base del dato letterale, sia sulla base dei principi più generali del ns. ordinamento giuridico, non possa che fare riferimento, quale regola generale per l’alienazione di partecipazioni sociali, a procedure che si conformano ai principi che caratterizzano l’evidenza pubblica, fermi restando casi eccezionali e residuali, adeguatamente e analiticamente motivati, in cui sarà possibile la negoziazione diretta con un singolo acquirente. Inoltre, l’operatività dell’art. 10 del Dlgs. n. 175/2016, non pare limitata alla fattispecie di cui all’art. 24 del Dlgs. n. 175/2016 (“Revisione straordinaria delle partecipazioni”), avendo l’art. 10 una portata generale ed essendo applicabile ogni qual volta ricorrono le condizioni ivi indicate. Infine, la decisione di alienare le proprie partecipazioni potrà prescindere dai “piani di razionalizzazione”, di cui all’art. 20, comma 2 del Dlgs. n. 175/16, mentre resta ontologicamente connessa all’analisi dell’assetto complessivo delle partecipazioni detenute.


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