Attraverso una Notizia, pubblicata sul proprio sito web lo scorso 30 giugno 2023, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha reso noti la firma e la successiva pubblicazione del Decreto direttoriale con il quale il Ministero adotta le Linee di indirizzo per la gestione delle emissioni odorigene da impianti e attività industriali.
“Il Documento, molto atteso a livello nazionale dalle Regioni, dagli Operatori e dai Cittadini stante la loro accresciuta sensibilità sul tema, è frutto di un importante lavoro svolto dal Coordinamento emissioni organizzato presso il Mase, a cui partecipano tutte le Autorità competenti in materia, e mira ad offrire strumenti condivisi di valutazione delle emissioni, così superando l’attuale contesto caratterizzato da iniziative a livello territoriale spesso non omogenee”, ha commentato la Viceministra, Vannia Gava.
Il Provvedimento fornisce infatti un importante quadro di riferimento da utilizzare nei procedimenti istruttori e decisionali delle Autorità competenti in materia di qutorizzazioni ambientali e per il futuro sviluppo della normativa regionale e statale.
Il Ministero ha precisato che gli Indirizzi forniscono un primo Elenco “di riferimento” di impianti e di attività aventi un potenziale impatto odorigeno, i quali devono tenere in considerazione le emissioni odorigene nelle domande autorizzative, e identificano una serie di procedure istruttorie applicabili a differenti situazioni, ma che resta il potere delle Regioni di individuare ulteriori attività.
In particolare, per le fasi dell’iter autorizzativo nelle quali risulta più fattibile o efficace intervenire sulle Emissioni odorigene, è previsto che l’adempimento del gestore potrebbe modularsi, a scelta delle Autorità regionali, con una procedura estesa o una procedura semplificata di istruttoria.
Esiste infine una specifica disciplina per gli impianti per i quali emergano, nell’esercizio, situazioni di crisi (risultanti da segnalazioni, sopralluoghi, ecc.). In tali casi è prevista una speciale procedura istruttoria, a cui partecipano anche gli Enti Locali e Territoriali e le Autorità e le Agenzie tecniche competenti in materia ambientale e sanitaria.
Resta ferma l’Autonomia regionale ad attuare le Linee di indirizzo con le forme e gli strumenti più opportuni al fine di assicurare il dovuto livello di tutela.




