Anac: al via il nuovo “Piano nazionale Anticorruzione”

Anac: al via il nuovo “Piano nazionale Anticorruzione”

Con il Comunicato-stampa dell’Anac diffuso il 24 giugno 2022, l’Agenzia informa che il “Piano nazionale Anticorruzione (‘PnA’) 2022-2024” è in consultazione sul proprio sito fino al 15 settembre 2022. Il “Piano” è stato elaborato come uno strumento di supporto alle Amministrazioni pubbliche per affrontare le sfide connesse alla realizzazione degli impegni assunti dall’Italia con il “Pnrr” e all’attuazione della Riforma introdotta dal Dl. n. 80/2021, che ha previsto il “Piano integrato di attività e organizzazione” (Piao) di cui la pianificazione della prevenzione della corruzione e della trasparenza è parte integrante. 

Il “PnA” è articolato in 2 parti. La Parte generale rappresenta un supporto ai Responsabili per la prevenzione della corruzione e la trasparenza (“Rpct”) e contiene indicazioni per la predisposizione della Sezione del “Piao” relativa alla prevenzione della corruzione e della trasparenza. 

L’Anac indica su quali processi e attività è prioritario concentrarsi nell’individuare misure di prevenzione della corruzione; fornisce indicazioni per realizzare un buon monitoraggio e semplificazioni per gli Enti con meno di 50 dipendenti (la principale è la previsione, salvo casi eccezionali, di un’unica programmazione per il triennio). Occorrono – si legge nel “PnA” – “poche e chiare misure di prevenzione, ben programmate e coordinate fra loro ma soprattutto attuate effettivamente e verificate nei risultati”. 

La Parte generale contiene anche un approfondimento dedicato al divieto di pantouflage: l’Autorità nella propria attività di vigilanza ha rilevato che tale istituto comporta problemi per chi deve attuarlo anche a causa delle norme laconiche. Per questo Anac offre chiarimenti e soluzioni operative da inserire nei “Piani”, fermo restando che, per quanto riguarda l’attività di vigilanza e sanzionatoria dell’Autorità, ci sarà uno specifico Regolamento.

Rispetto ai Contratti pubblici, l’Autorità mette in luce i numerosi interventi di deroga e di semplificazione del “Codice Appalti” con cui il Governo ha voluto incentivare gli Investimenti pubblici nel Settore delle Infrastrutture e dei servizi pubblici e fronteggiare le ricadute economiche negative dell’emergenza epidemiologica. Nell’ambito di questa legislazione “speciale”, secondo Anac complessa e non sempre chiara, il “PnA” offre alle Stazioni appaltanti un aiuto nell’individuazione di misure di prevenzione della corruzione e di trasparenza agili e utili ad evitare che l’urgenza degli Interventi faciliti esperienze di cattiva amministrazione e corruzione. 

La Parte speciale contiene anche un approfondimento sulle gestioni commissariali cui è affidata la realizzazione delle grandi opere previste nel “Pnrr”. La possibilità dei Commissari di operare in deroga alla normativa di Settore e l’attribuzione di fondi pubblici cospicui, secondo Anac, può amplificare il rischio di corruzione. Per presidiare l’attività dei Commissari è quindi fondamentale l’individuazione di un soggetto che ricopra il ruolo di “Rpct” che, a differenza di quanto previsto dall’aggiornamento 2017 al “PnA”, oggi secondo l’Autorità non può essere lo stesso Commissario: ciò darebbe luogo ad un forte accentramento di funzioni in capo a uno stesso soggetto, compromettendo l’autonomia e l’indipendenza del Responsabile con il rischio che si crei una situazione di conflitto di interessi. 

L’Autorità suggerisce nel “PnA” 2 opzioni: che nelle Gestioni commissariali il Rpct sia nominato dal Commissario straordinario nella figura di un alto dirigente della struttura commissariale. Se non è possibile la prima opzione, previa adeguata motivazione, l’incarico di Rpct può essere svolto dallo stesso Commissario straordinario, nominato dal Mims. In questo caso, però, l’adozione del “Piano Anticorruzione” spetterebbe al Ministro delle Infrastrutture, proprio in quanto vertice dell’Organo di indirizzo.


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