Anno europeo: il 2023 è dedicato alle competenze. Disponibili finanziamenti per l’apprendimento e la riqualificazione

Anno europeo: il 2023 è dedicato alle competenze. Disponibili finanziamenti per l’apprendimento e la riqualificazione

Con una Notizia pubblicata il 16 novembre 2022 sul proprio sito web, il Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato che il 2023 è stato proclamato “Anno europeo delle competenze”, in linea con il Discorso sullo Stato dell’Unione 2023 della Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e sulla base della Proposta adottata dalla Commissione Ue.

Gli Anni europei sono dedicati a un determinato tema, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e incoraggiare il dibattito e il dialogo a livello europeo e nazionale.

Per il 2023 è stato scelto il tema delle competenze poiché la disponibilità di un ricco bagaglio di competenze risulta essere cruciale per cogliere le opportunità offerte dalla transizione verde e digitale.

Attualmente, oltre tre quarti delle Imprese dell’UE incontrano difficoltà a trovare lavoratori qualificati, e i dati Eurostat più recenti indicano che solo il 37% degli adulti ha l’abitudine di seguire corsi di formazione. Inoltre, 4 cittadini europei su 10 non dispongono delle competenze digitali di base. 

L’apprendimento lungo tutto l’arco della vita è un aspetto decisivo sia per la crescita individuale che per l’economia. Per questo motivo, gli Stati membri hanno approvato gli obiettivi sociali dell’UE per il 2030, che prevedono la partecipazione di almeno il 60% degli adulti a attività di formazione ogni anno, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 un tasso di occupazione di almeno il 78%.

Stando alla “Bussola per il digitale 2030“, entro il 2030 nell’UE almeno l’80% degli adulti dovrebbe possedere almeno le competenze digitali di base e dovrebbero essere impiegati 20 milioni di specialisti delle Tic.

I 4 obiettivi principali che l’UE intende perseguire con l’Anno europeo delle competenze sono:

  • promuovere investimenti maggiori, più efficaci e inclusivi nella formazione e nel miglioramento del livello delle competenze per sfruttare appieno il potenziale della forza lavoro europea e sostenere le persone nel passaggio da un posto di lavoro a un altro;
  • garantire che le competenze siano adeguate alle esigenze del mercato del lavoro, anche cooperando con le parti sociali e le imprese;
  • abbinare le aspirazioni e le competenze delle persone alle opportunità offerte dal mercato del lavoro, in particolare per la transizione verde e digitale e la ripresa economica. Si presterà particolare attenzione all’attivazione di un maggior numero di persone per il mercato del lavoro, in particolare donne e giovani che non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo;
  • attrarre persone provenienti da paesi terzi con le competenze necessarie all’Ue, anche rafforzando le opportunità di apprendimento e la mobilità e agevolando il riconoscimento delle qualifiche.

Per raggiungere questi obiettivi la Commissione promuoverà iniziative per migliorare il livello delle competenze e di riqualificazione, campagne di sensibilizzazione sul miglioramento delle competenze, attività di analisi del fabbisogno di competenze e azioni per favorire un più agevole riconoscimento delle qualifiche, comprese quelle rilasciate al di fuori dell’UE.

Per garantire il coordinamento delle attività a livello nazionale, sarà nominato un coordinatore nazionale per l’Anno europeo delle competenze.

Per raggiungere gli obiettivi stabiliti, l’UE potrà inoltre contare sulle numerose iniziative già in atto per sostenere lo sviluppo delle skills. Tra queste, ad esempio, l’Agenda per le competenze per l’Europa, la Nuova agenda europea per l’innovazione e la Strategia europea per le Università

Sono infine disponibili finanziamenti volti a sostenere i progetti per migliorare il livello delle competenze e la riqualificazione.

Tra questi, i principali sono:

  • il “Fondo sociale europeo Plus (Fse+)” che, con un bilancio di oltre Euro 99 miliardi per il periodo 2021-2027, è il principale strumento dell’UE per investire nelle persone;
  • il “Dispositivo per la ripresa e la resilienza”che può sostenere le riforme e gli investimenti degli Stati membri anche nel Settore delle competenze e dell’occupazione. Nei “Piani nazionali per la ripresa e la resilienza” approvati finora dalla Commissione e dal Consiglio, circa il 20% della spesa sociale è dedicato a “occupazione e competenze”;
  • il Programma “Digital Europe“ prevede un budget di Euro 580 milioni per lo sviluppo di competenze digitali avanzate. Il programma fornisce finanziamenti strategici e, tra l’altro, sostiene lo sviluppo di un bacino di esperti digitali qualificati e di talento, rafforzando nel contempo la cooperazione tra gli Stati membri e i portatori di interessi in materia di competenze e posti di lavoro digitali;
  • il Programma “Horizon Europe“ sostiene le competenze dei ricercatori, degli imprenditori e degli innovatori, in particolare attraverso le sue azioni “Marie Skłodowska-Curie”, il Consiglio europeo per l’innovazione e l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia;
  • Erasmus+“ che, con un bilancio di Euro 26,2 miliardi, sostiene lo sviluppo, sul piano personale e professionale, di studenti, corpo docente e Istituti di istruzione e formazione professionale attraverso il finanziamento di attività di mobilità e partenariati per la cooperazione in tutta Europa. Finanzia inoltre le università europee che stanno sperimentando lo sviluppo di micro-credenziali per la formazione, il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione.

Tra gli altri Programmi che possono sostenere lo sviluppo delle competenze ci sono il Programma “InvestEU“, il “Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione“ per i lavoratori espulsi dal lavoro, il “Fondo europeo di sviluppo regionale“, il “Fondo per una transizione giusta“, il “Corpo europeo di solidarietà“, il “Programma per l’ambiente e l’azione per il clima“, il “Fondo per la modernizzazione“, lo “Strumento di sostegno tecnico“, e lo “Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale“.


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