Anticorruzione: le regole del “Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza” per piccoli Comuni non sono estese alle Unioni

L’Autorità nazionale Anticorruzione, con la Delibera n. 881/2019, ha dichiarato il divieto di estensione alle Unioni di Comuni delle norme semplificate per i Comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti per l’adozione del “Piano pluriennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza” (“Ptpct”).

All’interno dell’aggiornamento al “Piano nazionale Anticorruzione” (“Pna”) del 2018, sono contenute alcune disposizioni rivolte agli Enti con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti, che consentono la possibilità di non adottare entro il 31 gennaio di ogni anno un nuovo “Piano triennale della prevenzione della corruzione e trasparenza”, concedendo la possibilità dunque di confermare quello già adottato, proprio in virtù delle scarse risorse di cui i Comuni più piccoli sono dotati.

La possibilità di confermare il “Ptpct” dell’anno precedente è possibile solo se nell’anno non vengono registrati casi di corruttela o modifiche nel Piano organizzativo del Comune stesso.

Nella Delibera in esame si fa riferimento dunque al fatto che tale possibilità si traduce nell’adozione di uno specifico provvedimento in cui si dichiara l’assenza di fatti corruttivi e di modifiche organizzative nel corso dell’ultimo anno e si conferma il “Piano triennale” già adottato. È tuttavia concesso indicare in tale provvedimento le eventuali integrazioni ritenute necessarie al “Ptpct” a seguito dello svolgimento dell’attività di monitoraggio svolta dal Responsabile prevenzione corruzione e trasparenza.

Le indicazioni relative alle semplificazioni per le Unioni per l’adozione del “Ptpct” sono già state inserite dall’Autorità nel “PnA 2016” oltre che nella Parte speciale dell’aggiornamento 2018.

Per le Unioni di Comuni il cui Statuto preveda la gestione associata della prevenzione della corruzione è possibile adottare un unico “Piano triennale” che comprenda le misure relative alle funzioni non associate mantenute in capo ai Comuni.

È inoltre consigliato, per i Comuni che abbiano delegato la funzione della prevenzione della corruzione all’Unione, la possibilità di nominare un unico Responsabile per la prevenzione della corruzione (“Rpct”) e per la trasparenza individuandolo preferibilmente nel Segretario dell’Unione così da far svolgere tale funzione per tutti i Comuni associati all’unico “Rpct”.

Ciò posto, la semplificazione concessa ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti non può essere estesa alle Unione, in quanto si verrebbe a creare una “compressione” degli obblighi imposti dal “PnA” in capo agli Enti stessi dovuta ad una semplificazione della semplificazione della procedura di adozione del “Ptpct” e dei relativi obblighi di prevenzione della corruzione e di trasparenza.