App “Immuni”: aperta la strada per l’interoperabilità con le Piattaforme analoghe utilizzate da altri Paesi dell’Unione europea

App “Immuni”: aperta la strada per l’interoperabilità con le Piattaforme analoghe utilizzate da altri Paesi dell’Unione europea

L’Italia è stato uno dei primi Paesi ad aprire la strada all’interoperabilità della App “Immuni” con le Piattaforme analoghe utilizzate da altri Paesi dell’Unione europea.

A gettare le basi affinché questo fosse possibile è stato il Dl. n 125 del 7 ottobre 2020, recante “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da ‘Covid-19’ e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, nonché per l’attuazione della Direttiva (Ue) 2020/739 del 3 giugno 2020” e pubblicato sulla G.U. n. 248 del 7 ottobre 2020.

Si tratta del “Decreto ponte” che era stato emanato per sopperire alla mancata approvazione del Dpcm. che avrebbe dovuto tracciare il quadro delle misure precauzionali da adottare per contrastare e contenere il diffondersi del virus “Covid-19”, posto che il precedente Dpcm. 7 settembre 2020 era in vigore solo fino al 7 ottobre 2020.

Ebbene, oltre a svolgere la funzione di cui sopra, il Dl. ha anche introdotto una serie di norme volte a garantire la continuità del sistema di allerta realizzato attraverso la App “Immuni”, che consente il tracciamento delle persone entrate in contatto stretto con soggetti risultati positivi al “Covid-19”.

Alla luce della modifica introdotta dall’art. 2, comma 1, lett. b), del Decreto in commento, l’utilizzo dell’Applicazione e della Piattaforma, nonché ogni trattamento di dati personali effettuato ai sensi dell’art. 6 del Dl. n. 28/2020, si interromperanno alla data di cessazione delle esigenze di protezione e prevenzione sanitaria, legate alla diffusione del “Covid-19” anche a carattere transfrontaliero, individuata con Dpcm., su proposta del Ministro della Salute, e comunque entro il 31 dicembre 2021. Entro la stessa data tutti i dati personali trattati dovranno essere cancellati o resi definitivamente anonimi. Nella previgente formulazione, il limite temporale per quanto detto, era dato dalla fine dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

Come anticipato, è stata inoltre aperta la strada per l’interoperabilità della App “Immuni” con le “sorelle europee”. Come spiegato dalla Ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, attraverso i propri canali social, “Questo significa che Immuni e le altre app degli Stati dell’Unione che utilizzano analoga tecnologia possono scambiarsi i codici alfanumerici degli utenti e avvisarli se sono stati a stretto contatto con una persona positiva al Covid-19, nel proprio Paese o in un altro Paese europeo […]. L’interoperabilità delle applicazioni consente quindi la circolazione all’interno dell’Unione europea senza richiedere ai cittadini di scaricare app diverse per ogni nazione”.

La Ministra Pisano ha spiegato che l’Italia, fa parte – insieme ad Irlanda e Germania – del primo gruppo di Stati dell’Ue ad avviare l’interoperabilità delle applicazioni. “Grazie a questo sistema – si legge ancora – un cittadino italiano che ha intenzione di fare un viaggio in Germania dovrà semplicemente attivare la funzione di Immuni che consente di ricevere notifiche di eventuali contatti stretti con persone positive al virus durante la permanenza in quel Paese”.


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