Appalti e lavori pubblici: il testo integrale del nuovo Codice in vigore dal 19 aprile 2016

Appalti e lavori pubblici: il testo integrale del nuovo Codice in vigore dal 19 aprile 2016

La rivoluzione del Comparto appalti e concessione è ufficialmente compiuta. Il nuovo Codice – Dlgs. 18 aprile 2016, n. 50, rubricato “Attuazione delle Direttive 2014/23/Ue, 2014/24/Ue e 2014/25/Ue sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2016 (S.O. n. 10) ed è in vigore dallo stesso giorno.

Il nuovo “Codice degli appalti”, corredato da 25 Allegati, è composto da 220 articoli e strutturato come segue:

Parte I – Ambito di applicazione, principi, disposizioni comuni ed esclusioni
Titolo I – Principi generali e disposizioni comuni
Titolo II – Contratti esclusi in tutto o in parte dall’ambito di applicazione
Titolo III – Pianificazione programmazione e progettazione
Titolo IV – Modalità di affidamento – principi comuni
Parte II – Contratti di appalto per lavori servizi e forniture
Titolo I – Rilevanza comunitaria e contratti sotto soglia
Titolo II – Qualificazione delle stazioni appaltanti
Titolo III – Procedura di affidamento
Capo I – Modalità comuni alle procedure di affidamento
Sezione I – Disposizioni comuni
Sezione II – Tecniche e strumenti per gli appalti elettronici e aggregati
Capo II – Procedure di scelta del contraente per i settori ordinari
Capo III – Svolgimento delle procedure per i settori ordinari
Sezione I – Bandi e avvisi
Sezione II – Selezione delle offerte
Titolo IV – Aggiudicazione per i settori ordinari
Titolo V – Esecuzione
Titolo VI – Regimi particolari di appalto
Capo I – Appalti nei settori speciali
Sezione I – Disposizioni applicabili e ambito
Sezione II – Procedure di scelta del contraente
Sezione III – Selezione dei partecipanti e delle offerte e relazioni uniche
Sezione IV – Servizi sociali, concorsi di progettazione e norme su esecuzione
Capo II – Appalti nei Servizi sociali
Capo III – Appalti nel Settore dei beni culturali
Capo IV – Concorsi di progettazione e di idee
Capo V – Servizi ricerca e sviluppo
Capo VI – Appalti e procedure in specifici settori 
Sezione I – Difesa e sicurezza
Parte III – Contratti di concessione
Titolo I – principi generali e situazioni specifiche
Capo I – principi generali
Capo II – garanzie procedurali
Capo III – esecuzione delle concessioni
Parte IV – Partenariato pubblico privato e contraente generale
Titolo I – Partenariato pubblico privato
Titolo II –  In house
Titolo III – Contraente generale
Parte V – Infrastrutture e insediamenti prioritari
Parte VI – Disposizioni finali e transitorie
Titolo I – Contenzioso
Capo I – Ricorsi giurisdizionali
Capo II – Rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale
Titolo II – Governance
Titolo III – Disposizioni transitorie, di coordinamento e abrogazioni.

Riportiamo qui di seguito il TESTO INTEGRALE DEL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI

DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n. 50
Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE
sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti
pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori
dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali,
nonche’ per il riordino della disciplina vigente in materia di
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. 

Vigente al: 19-4-2016

PARTE I
AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI, DISPOSIZIONI COMUNI ED ESCLUSIONI
TITOLO I
PRINCIPI GENERALI E DISPOSIZIONI COMUNI
VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
VISTO l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
VISTA la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di
concessione;
VISTA la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga
la direttiva 2004/18/CE;
VISTA la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti
erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei
servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE;
VISTA la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali
sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione
della normativa e delle politiche dell’Unione europea;
VISTA la legge 28 gennaio 2016, n.11, recante: “Deleghe al Governo
per l’attuazione per Pattuazione delle direttive 2014/23/UE,
2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione,
sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti
erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei
servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente in
materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture”;
VISTO il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante:
“Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010,
n.207 recante regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n, 163, recante: “Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”;
CONSIDERATO che la citata legge delega n.11 del 2016 statuisce che
il decreto di recepimento, oltre a disporre l’abrogazione del codice
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, del regolamento
di attuazione n. 207 del 2010 e di altre disposizioni incompatibili,
preveda opportune disposizioni di coordinamento, transitorie e finali
per assicurare, in ogni caso, l’ordinata transizione tra la
previgente disciplina e la nuova, al fine di evitare incertezze
interpretative ed applicative;
CONSIDERATO, altresì, che la citata legge delega ha dato al
Governo la possibilità di scegliere se adottare entro il 18 aprile
2016 il decreto legislativo per il recepimento delle predette
direttive e entro il 31 luglio 2016 il decreto legislativo per il
riordino complessivo della disciplina vigente, oppure di adottare,
entro il medesimo termine del 18 aprile 2016, un unico decreto;
VALUTATA l’opportunità di procedere all’adozione di un unico
decreto che assicuri il corretto recepimento delle direttive
2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE e, contestualmente, introduca
immediatamente nell’ordinamento un sistema di regolazione nella
materia degli appalti di lavori, forniture e servizi, coerente,
semplificato, unitario, trasparente ed armonizzato alla disciplina
europea;
RITENUTO, pertanto, di procedere alla emanazione di un unico
decreto legislativo che sostituisce ed abroga le disposizioni di cui
al citato decreto legislativo n.163 del 2006 nonche’ quelle di cui al
citato decreto del Presidente della Repubblica n.207 del 2010; VISTO
il decreto del Presidente della Repubblica in data 5 aprile 2016, con
il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Matteo
Renzi, e’ stato incaricato di reggere, ad interim, il Ministero dello
sviluppo economico;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 3 marzo 2016;
ACQUISITO il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281;
UDITO il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza della Commissione
speciale del 21 marzo 2016;
ACQUISITI i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 15 aprile 2016;
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico, sentiti i Ministri degli affari
esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia,
dell’economia e delle finanze e della difesa;

EMANA

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

(Oggetto e ambito di applicazione)

1. Il presente codice disciplina i contratti di appalto e di
concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti
aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture,
lavori e opere, nonche’ i concorsi pubblici di progettazione.
2. Le disposizioni del presente codice si applicano, altresì,
all’aggiudicazione dei seguenti contratti:
a) appalti di lavori, di importo superiore ad 1 milione di euro,
sovvenzionati direttamente in misura superiore al 50 per cento da
amministrazioni aggiudicatrici, nel caso in cui tali appalti
comportino una delle seguenti attività:
1) lavori di genio civile di cui all’ allegato I;
2) lavori di edilizia relativi a ospedali, impianti sportivi,
ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici e universitari e
edifici destinati a funzioni pubbliche;
b) appalti di servizi di importo superiore alle soglie di cui
all’articolo 35 sovvenzionati direttamente in misura superiore al 50
per cento da amministrazioni aggiudicatrici, allorche’ tali appalti
siano connessi a un appalto di lavori di cui alla lettera a).
c) lavori pubblici affidati dai concessionari di lavori pubblici
che non sono amministrazioni aggiudicatrici;
d) lavori pubblici affidati dai concessionari di servizi, quando
essi sono strettamente strumentali alla gestione del servizio e le
opere pubbliche diventano di proprietà dell’amministrazione
aggiudicatrice;
e)lavori pubblici da realizzarsi da parte di soggetti privati,
titolari di permesso di costruire o di un altro titolo abilitativo,
che assumono in via diretta l’esecuzione delle opere di
urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto
per il rilascio del permesso, ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e
dell’articolo 28, comma 5, della legge 17 agosto 1942, n. 1150,
ovvero eseguono le relative opere in regime di convenzione.
L’amministrazione che rilascia il permesso di costruire o altro
titolo abilitativo, può prevedere che, in relazione alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione, l’avente diritto a
richiedere il titolo presenti all’amministrazione stessa, in sede di
richiesta del suddetto titolo, un progetto di fattibilità tecnica ed
economica delle opere da eseguire, con l’indicazione del tempo
massimo in cui devono essere completate, allegando lo schema del
relativo contratto di appalto. L’amministrazione, sulla base del
progetto di fattibilità tecnica ed economica, indice una gara con le
modalità previste dall’articolo 60 o 61. Oggetto del contratto,
previa acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta, sono
la progettazione esecutiva e le esecuzioni di lavori. L’offerta
relativa al prezzo indica distintamente il corrispettivo richiesto
per la progettazione esecutiva, per l’esecuzione dei lavori e per i
costi della sicurezza.
3. Ai soggetti di cui al comma 2, lettere a), b), d) ed e), non si
applicano gli articoli 21 relativamente alla programmazione dei
lavori pubblici, 70e113. In relazione alla fase di esecuzione del
contratto si applicano esclusivamente le norme che disciplinano il
collaudo. Alle società con capitale pubblico anche non
maggioritario, che non sono organismi di diritto pubblico, che hanno
ad oggetto della loro attività la realizzazione di lavori o opere,
ovvero la produzione di beni o servizi non destinati ad essere
collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, si applica la
disciplina prevista dai Testi unici sui servizi pubblici locali di
interesse economico generale e in materia di società a
partecipazione pubblica. Alle medesime società e agli enti
aggiudicatori che affidino lavori, servizi, forniture, di cui
all’articolo 3, comma 1, lettera e), numero 1), qualora ai sensi
dell’articolo 28 debbano trovare applicazione le disposizioni della
parte II ad eccezione di quelle relative al titolo VI, capo I, non si
applicano gli articoli21relativamente alla programmazione dei lavori
pubblici, 70 e 113; in relazione alla fase di esecuzione del
contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo.
4.Le amministrazioni aggiudicatrici che concedono le sovvenzioni di
cui al comma 2, lettere a) e b), assicurano il rispetto delle
disposizioni del presente codice qualora non aggiudichino esse stesse
gli appalti sovvenzionati o quando esse aggiudichino tali appalti in
nome e per conto di altri enti.
5.Il provvedimento che concede il contributo di cui al comma 2,
lettere a) e b), deve porre come condizione il rispetto, da parte del
soggetto beneficiario, delle disposizioni del presente codice. Fatto
salvo quanto previsto dalle eventuali leggi che prevedono le
sovvenzioni, il 50 per cento delle stesse può essere erogato solo
dopo l’avvenuto affidamento dell’appalto, previa verifica, da parte
del sovvenzionatore, che la procedura di affidamento si e’ svolta nel
rispetto del presente codice. Il mancato rispetto del presente codice
costituisce causa di decadenza dal contributo.
6. Il presente codice si applica ai contratti pubblici aggiudicati
nei settori della difesa e della sicurezza, ad eccezione dei
contratti:
a) che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto
legislativo 15 novembre 2011, n. 208;
b) ai quali il decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, non si
applica in virtù dell’articolo 6 del medesimo decreto.
7. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale adotta, previo accordo con l’ANAC, direttive generali
per disciplinare le procedure di scelta del contraente e l’esecuzione
del contratto da svolgersi all’estero, tenuto conto dei principi
fondamentali del presente codice e delle procedure applicate
dall’Unione europea e dalle organizzazioni internazionali di cui
l’Italia e’ parte. Resta ferma l’applicazione del presente codice
alle procedure di affidamento svolte in Italia. Fino all’adozione
delle direttive generali di cui al presente comma, si applica
l’articolo 216, comma 28.
8.I riferimenti a nomenclature nel contesto degli appalti pubblici
e nel contesto dell’aggiudicazione di concessioni sono effettuati
utilizzando il «Vocabolario comune per gli appalti pubblici» (CPV)
adottato dal regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo e
del Consiglio.

Art.2

(Competenze legislative di Stato, regioni e province autonome)

1. Le disposizioni contenute nel presente codice sono adottate
nell’esercizio della competenza legislativa esclusiva statale in
materia di tutela della concorrenza, ordinamento civile, nonche’
nelle altre materie cui e’ riconducibile lo specifico contratto.
2. Le Regioni a statuto ordinario esercitano le proprie funzioni
nelle materie di competenza ragionale ai sensi dell’articolo 117
della Costituzione.
3. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e
di Bolzano adeguano la propria legislazione secondo le disposizioni
contenute negli statuti e nelle relative norme di attuazione.

Art. 3

(Definizioni)

1. Ai fini del presente codice si intende per:
a) «amministrazioni aggiudicatrici», le amministrazioni dello
Stato; gli enti pubblici territoriali; gli altri enti pubblici non
economici; gli organismi di diritto pubblico; le associazioni,
unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti;
b) «autorità governative centrali», le amministrazioni
aggiudicatrici che figurano nell’allegato III e i soggetti giuridici
loro succeduti;
c) «amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali», tutte le
amministrazioni aggiudicatrici che non sono autorità governative
centrali;
d) «organismi di diritto pubblico», qualsiasi organismo, anche in
forma societaria, il cui elenco non tassativo e’ contenuto
nell’allegato IV:
1) istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse
generale, aventi carattere non industriale o commerciale;
2) dotato di personalità giuridica;
3) la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo
Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di
diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di
questi ultimi oppure il cui organo d’amministrazione, di direzione o
di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà e’
designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri
organismi di diritto pubblico.
e) «enti aggiudicatori», ai fini della disciplina di cui alla:
1) parte II del presente codice, gli enti che:
1.1. sono amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche che
svolgono una delle attività di cui agli articoli da 115 a 121;
1.2. pur non essendo amministrazioni aggiudicatrici ne’ imprese
pubbliche, esercitano una o più attività tra quelle di cui agli
articoli da 115 a 121 e operano in virtù di diritti speciali o
esclusivi concessi loro dall’autorità competente;
2) parte III del presente codice, gli enti che svolgono una delle
attività di cui all’allegato II ed aggiudicano una concessione per
lo svolgimento di una ditali attività, quali:
2.1 le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali,
gli organismi di diritto pubblico o le associazioni, unioni,
consorzi, comunque denominati, costituiti da uno o più di tali
soggetti;
2.2le imprese pubbliche di cui alla lettera t) del presente comma;
2.3 gli enti diversi da quelli indicati nei punti 2.1 e 2.2, ma
operanti sulla base di diritti speciali o esclusivi ai fini
dell’esercizio di una o più delle attività di cui all’allegato II.
Gli enti cui sono stati conferiti diritti speciali o esclusivi
mediante una procedura in cui sia stata assicurata adeguata
pubblicità e in cui il conferimento di tali diritti si basi su
criteri obiettivi non costituiscono «enti aggiudicatori» ai sensi del
presente punto 2.3;
f) «soggetti aggiudicatori», ai soli fini della parte IV, le
amministrazioni aggiudicatrici di cui alla lettera a), gli enti
aggiudicatori di cui alla lettera e) nonche’ i diversi soggetti
pubblici o privati assegnatari dei fondi, di cui alla citata parte
IV;
g) «altri soggetti aggiudicatori», i soggetti privati tenuti
all’osservanza delle disposizioni del presente codice;
h) «joint venture», l’associazione tra due o più enti, finalizzata
all’attuazione di un progetto o di una serie di progetti o di
determinate intese di natura commerciale o finanziaria;
i) «centrale di committenza», un’amministrazione aggiudicatrice o
un ente aggiudicatore che forniscono attività di centralizzazione
delle committenze e, se del caso, attività di committenza
ausiliarie;
l) «attività di centralizzazione delle committenze», le attività
svolte su base permanente riguardanti:
1) l’acquisizione di forniture o servizi destinati a stazioni
appaltanti;
2) l’aggiudicazione di appalti o la conclusione di accordi quadro
per lavori, forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti;
m) «attività di committenza ausiliarie», le attività che
consistono nella prestazione di supporto alle attività di
committenza, in particolare nelle forme seguenti:
1) infrastrutture tecniche che consentano alle stazioni appaltanti
di aggiudicare appalti pubblici o di concludere accordi quadro per
lavori, forniture o servizi;
2) consulenza sullo svolgimento o sulla progettazione delle
procedure di appalto;
3) preparazione delle procedure di appalto in nome e per conto
della stazione appaltante interessata;
4)gestione delle procedure di appalto in nome e per conto della
stazione appaltante interessata;
n) «soggetto aggregatore», le centrali di committenza iscritte
nell’elenco istituito ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del
decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 2014, n. 89;
o) «stazione appaltante», le amministrazioni aggiudicatrici di cui
alla lettera a) gli enti aggiudicatori di cui alla lettera e), i
soggetti aggiudicatori di cui alla lettera f) e gli altri soggetti
aggiudicatori di cui alla lettera g);
p) «operatore economico», una persona fisica o giuridica, un ente
pubblico, un raggruppamento di tali persone o enti, compresa
qualsiasi associazione temporanea di imprese, un ente senza
personalità giuridica, ivi compreso il gruppo europeo di interesse
economico (GEIE) costituito ai sensi del decreto legislativo 23
luglio 1991, n. 240, che offre sul mercato la realizzazione di lavori
o opere, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi;
q) «concessionario», un operatore economico cui e’ stata affidata o
aggiudicata una concessione;
r) «promotore», un operatore economico che partecipa ad un
partenariato pubblico privato;
s)«prestatore di servizi in materia di appalti», un organismo
pubblico o privato che offre servizi di supporto sul mercato
finalizzati a garantire lo svolgimento delle attività di committenza
da parte dei soggetti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e);
t) «imprese pubbliche», le imprese sulle quali le amministrazioni
aggiudicatrici possono esercitare, direttamente o indirettamente,
un’influenza dominante o perche’ ne sono proprietarie, o perche’ vi
hanno una partecipazione finanziaria, o in virtù delle norme che
disciplinano dette imprese. L’influenza dominante e’ presunta quando
le amministrazioni aggiudicatrici, direttamente o indirettamente,
riguardo all’impresa, alternativamente o cumulativamente:
1) detengono la maggioranza del capitale sottoscritto;
2) controllano la maggioranza dei voti cui danno diritto le azioni
emesse dall’impresa;
3) possono designare più della metà dei membri del consiglio di
amministrazione, di direzione o di vigilanza dell’impresa;
u) «raggruppamento temporaneo», un insieme di imprenditori, o
fornitori, o prestatori di servizi, costituito, anche mediante
scrittura privata, allo scopo di partecipare alla procedura di
affidamento di uno specifico contratto pubblico, mediante
presentazione di una unica offerta;
v) «consorzio», i consorzi previsti dall’ordinamento, con o senza
personalità giuridica;
z) «impresa collegata», qualsiasi impresa i cui conti annuali siano
consolidati con quelli dell’ente aggiudicatore a norma degli articoli
25 e seguenti del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127, e
successive modificazioni. Nel caso di enti cui non si applica il
predetto decreto legislativo, per «impresa collegata» si intende,
anche alternativamente, qualsiasi impresa:
1) su cui l’ente aggiudicatore possa esercitare, direttamente o
indirettamente, un’influenza dominante; oppure che possa esercitare
un’influenza dominante sull’ente aggiudicatore;
2) che, come l’ente aggiudicatore, sia soggetta all’influenza
dominante di un’altra impresa in virtù di rapporti di proprietà, di
partecipazione finanziaria ovvero di norme interne;
aa) «microimprese, piccole e medie imprese», le imprese come
definite nella Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione del 6
maggio 2003. In particolare, sono medie imprese le imprese che hanno
meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni
di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43
milioni di euro; sono piccole imprese le imprese che hanno meno di 50
occupati e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non
superiore a 10 milioni di euro; sono micro imprese le imprese che
hanno meno di 10 occupati e un fatturato annuo oppure un totale di
bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro;
bb) «candidato», un operatore economico che ha sollecitato un
invito o e’ stato invitato a partecipare a una procedura ristretta, a
una procedura competitiva con negoziazione, a una procedura negoziata
senza previa pubblicazione di un bando di gara, a un dialogo
competitivo o a un partenariato per l’innovazione o ad una procedura
per l’aggiudicazione di una concessione;
cc) «offerente», l’operatore economico che ha presentato
un’offerta;
dd) «contratti» o «contratti pubblici», i contratti di appalto o di
concessione aventi per oggetto l’acquisizione di servizi o di
forniture, ovvero l’esecuzione di opere o lavori, posti in essere
dalle stazioni appaltanti;
ee) «contratti di rilevanza europea», i contratti pubblici il cui
valore stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto e’ pari o
superiore alle soglie di cui all’articolo 35 e che non rientrino tra
i contratti esclusi;
ff) «contratti sotto soglia», i contratti pubblici il cui valore
stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto e’ inferiore alle
soglie di cui all’articolo 35;
gg) «settori ordinari»,i settori dei contratti pubblici, diversi da
quelli relativi a gas, energia termica, elettricità, acqua,
trasporti, servizi postali, sfruttamento di area geografica, come
disciplinati dalla parte II del presente codice, in cui operano le
stazioni appaltanti;
hh) «settori speciali» i settori dei contratti pubblici relativi a
gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti, servizi
postali, sfruttamento di area geografica, come disciplinati dalla
parte II del presente codice;
ii) «appalti pubblici», i contratti a titolo oneroso, stipulati per
iscritto tra una o più stazioni appaltanti e uno o più operatori
economici, aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di
prodotti e la prestazione di servizi;
ll) «appalti pubblici di lavori», i contratti stipulati per
iscritto tra una o più stazioni appaltanti e uno o più operatori
economici aventi per oggetto:
1) l’esecuzione di lavori relativi a una delle attività di cui
all’allegato I;
2) l’esecuzione, oppure la progettazione esecutiva e l’esecuzione
di un’opera;
3) la realizzazione, con qualsiasi mezzo, di un’opera
corrispondente alle esigenze specificate dall’amministrazione
aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore che esercita un’influenza
determinante sul tipo o sulla progettazione dell’opera;
mm) «scritto o per iscritto», un insieme di parole o cifre che può
essere letto, riprodotto e poi comunicato, comprese le informazioni
trasmesse e archiviate con mezzi elettronici;
nn) «lavori» di cui all’allegato I, le attività di costruzione,
demolizione, recupero, ristrutturazione urbanistica ed edilizia,
sostituzione, restauro, manutenzione di opere;
oo) «lavori complessi», i lavori che superano la soglia di 15
milioni di euro e sono caratterizzati da particolare complessità in
relazione alla tipologia delle opere, all’utilizzo di materiali e
componenti innovativi, alla esecuzione in luoghi che presentano
difficoltà logistiche o particolari problematiche geotecniche,
idrauliche, geologiche e ambientali;
pp) «opera», il risultato di un insieme di lavori, che di per se’
esplichi una funzione economica o tecnica. Le opere comprendono sia
quelle che sono il risultato di un insieme di lavori edilizi o di
genio civile, sia quelle di difesa e di presidio ambientale, di
presidio agronomico e forestale, paesaggistica e di ingegneria
naturalistica;
qq) «lotto funzionale», uno specifico oggetto di appalto da
aggiudicare anche con separata ed autonoma procedura, ovvero parti di
un lavoro o servizio generale la cui progettazione e realizzazione
sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità
indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti;
rr) «opere pubbliche incompiute», opere pubbliche incompiute di cui
all’articolo 44-bis del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
nonche’ di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti 13 marzo 2013, n. 42;
ss) «appalti pubblici di servizi», i contratti tra una o più
stazioni appaltanti e uno o più soggetti economici, aventi per
oggetto la prestazione di servizi diversi da quelli di cui alla
lettera ll);
tt) «appalti pubblici di forniture», i contratti tra una o più
stazioni appaltanti e uno o più soggetti economici aventi per
oggetto l’acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o
l’acquisto a riscatto, con o senza opzione per l’acquisto, di
prodotti. Un appalto di forniture può includere, a titolo
accessorio, lavori di posa in opera e di installazione;
uu) «concessione di lavori», un contratto a titolo oneroso
stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni
appaltanti affidano l’esecuzione di lavori ad uno o più operatori
economici riconoscendo a titolo di corrispettivo unicamente il
diritto di gestire le opere oggetto del contratto o tale diritto
accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo al concessionario
del rischio operativo legato alla gestione delle opere;
vv) «concessione di servizi», un contratto a titolo oneroso
stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni
appaltanti affidano a uno o più operatori economici la fornitura e
la gestione di servizi diversi dall’esecuzione di lavori di cui alla
lettera ll) riconoscendo a titolo di corrispettivo unicamente il
diritto di gestire i servizi oggetto del contratto o tale diritto
accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo al concessionario
del rischio operativo legato alla gestione dei servizi;
zz) «rischio operativo», il rischio legato alla gestione dei lavori
o dei servizi sul lato della domanda o sul lato dell’offerta o di
entrambi, trasferito al concessionario. Si considera che il
concessionario assuma il rischio operativo nel caso in cui, in
condizioni operative normali, non sia garantito il recupero degli
investimenti effettuati o dei costi sostenuti per la gestione dei
lavori o dei servizi oggetto della concessione. La parte del rischio
trasferita al concessionario deve comportare una reale esposizione
alle fluttuazioni del mercato tale per cui ogni potenziale perdita
stimata subita dal concessionario non sia puramente nominale o
trascurabile;
aaa) «rischio di costruzione», il rischio legato al ritardo nei
tempi di consegna, al non rispetto degli standard di progetto,
all’aumento dei costi, a inconvenienti di tipo tecnico nell’opera e
al mancato completamento dell’opera;
bbb) «rischio di disponibilità», il rischio legato alla capacità,
da parte del concessionario, di erogare le prestazioni contrattuali
pattuite, sia per volume che per standard di qualità previsti;
ccc) «rischio di domanda», il rischio legato ai diversi volumi di
domanda del servizio che il concessionario deve soddisfare, ovvero il
rischio legato alla mancanza di utenza e quindi di flussi di cassa;
ddd) «concorsi di progettazione», le procedure intese a fornire
alle stazioni appaltanti, nel settore dell’architettura,
dell’ingegneria, del restauro e della tutela dei beni culturali e
archeologici, della pianificazione urbanistica e territoriale,
paesaggistica, naturalistica, geologica, del verde urbano e del
paesaggio forestale agronomico, nonche’ nel settore della messa in
sicurezza e della mitigazione degli impatti idrogeologici ed
idraulici e dell’elaborazione di dati, un piano o un progetto,
selezionato da una commissione giudicatrice in base a una gara, con o
senza assegnazione di premi;
eee) «contratto di partenariato pubblico privato», il contratto a
titolo oneroso stipulato per iscritto con il quale una o più
stazioni appaltanti conferiscono a uno o più operatori economici per
un periodo determinato in funzione della durata dell’ammortamento
dell’investimento o delle modalità di finanziamento fissate, un
complesso di attività consistenti nella realizzazione,
trasformazione, manutenzione e gestione operativa di un’opera in
cambio della sua disponibilità, o del suo sfruttamento economico, o
della fornitura di un servizio connesso all’utilizzo dell’opera
stessa, con assunzione di rischio secondo modalità individuate nel
contratto, da parte dell’operatore. Fatti salvi gli obblighi di
comunicazione previsti dall’articolo 44, comma 1-bis, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, si applicano i
contenuti delle decisioni Eurostat;
fff) «equilibrio economico e finanziario», la contemporanea
presenza delle condizioni di convenienza economico e sostenibilità
finanziaria. Per convenienza economica si intende la capacità del
progetto di creare valore nell’arco dell’efficacia del contratto e di
generare un livello di redditività adeguato per il capitale
investito; per sostenibilità finanziaria si intende la capacità del
progetto di generare flussi di cassa sufficienti a garantire il
rimborso del finanziamento;
ggg) «locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica
utilità», il contratto avente ad oggetto la prestazione di servizi
finanziari e l’esecuzione di lavori;
hhh) «contratto di disponibilità», il contratto mediante il quale
sono affidate, a rischio e a spese dell’affidatario, la costruzione e
la messa a disposizione a favore dell’amministrazione aggiudicatrice
di un’opera di proprietà privata destinata all’esercizio di un
pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo. Si intende per messa
a disposizione l’onere assunto a proprio rischio dall’affidatario di
assicurare all’amministrazione aggiudicatrice la costante fruibilità
dell’opera, nel rispetto dei parametri di funzionalità previsti dal
contratto, garantendo allo scopo la perfetta manutenzione e la
risoluzione di tutti gli eventuali vizi, anche sopravvenuti;
iii) «accordo quadro», l’accordo concluso tra una o più stazioni
appaltanti e uno o più operatori economici, il cui scopo e’ quello
di stabilire le clausole relative agli appalti da aggiudicare durante
un dato periodo, in particolare per quanto riguarda i prezzi e, se
del caso, le quantità previste;
lll) «diritto esclusivo», il diritto concesso da un’autorità
competente mediante una disposizione legislativa o regolamentare o
disposizione amministrativa pubblicata compatibile con i Trattati,
avente l’effetto di riservare a un unico operatore economico
l’esercizio di un’attività e di incidere sostanzialmente sulla
capacità di altri operatori economici di esercitare tale attività;
mmm) «diritto speciale», il diritto concesso da un’autorità
competente mediante una disposizione legislativa o regolamentare o
disposizione amministrativa pubblicata compatibile con i trattati
avente l’effetto di riservare a due o più operatori economici
l’esercizio di un’attività e di incidere sostanzialmente sulla
capacità di altri operatori economici di esercitare tale attività;
nnn) «profilo di committente», il sito informatico di una stazione
appaltante, su cui sono pubblicati gli atti e le informazioni
previsti dal presente codice, nonche’ dall’allegato V;
ooo) «documento di gara», qualsiasi documento prodotto dalle
stazioni appaltanti o al quale le stazioni appaltanti fanno
riferimento per descrivere o determinare elementi dell’appalto o
della procedura, compresi il bando di gara, l’avviso di
preinformazione, nel caso in cui sia utilizzato come mezzo di
indizione di gara, l’avviso periodico indicativo o gli avvisi
sull’esistenza di un sistema di qualificazione, le specifiche
tecniche, il documento descrittivo, le condizioni contrattuali
proposte, i modelli per la presentazione di documenti da parte di
candidati e offerenti, le informazioni sugli obblighi generalmente
applicabili e gli eventuali documenti complementari;
ppp) «documento di concessione», qualsiasi documento prodotto dalle
stazioni appaltanti o al quale la stazione appaltante fa riferimento
per descrivere o determinare gli elementi della concessione o della
procedura, compresi il bando di concessione, i requisiti tecnici e
funzionali, le condizioni proposte per la concessione, i formati per
la presentazione di documenti da parte di candidati e offerenti, le
informazioni sugli obblighi generalmente applicabili e gli eventuali
documenti complementari;
qqq) «clausole sociali», disposizioni che impongono a un datore di
lavoro il rispetto di determinati standard di protezione sociale e
del lavoro come condizione per svolgere attività economiche in
appalto o in concessione o per accedere a benefici di legge e
agevolazioni finanziarie;
rrr) «procedure di affidamento» e «affidamento», l’affidamento di
lavori, servizi o forniture o incarichi di progettazione mediante
appalto; l’affidamento di lavori o servizi mediante concessione;
l’affidamento di concorsi di progettazione e di concorsi di idee;
sss) «procedure aperte», le procedure di affidamento in cui ogni
operatore economico interessato può presentare un’offerta;
ttt) «procedure ristrette», le procedure di affidamento alle quali
ogni operatore economico può chiedere di partecipare e in cui
possono presentare un’offerta soltanto gli operatori economici
invitati dalle stazioni appaltanti, con le modalità stabilite dal
presente codice;
uuu) «procedure negoziate», le procedure di affidamento in cui le
stazioni appaltanti consultano gli operatori economici da loro scelti
e negoziano con uno o più di essi le condizioni dell’appalto;
vvv) «dialogo competitivo», una procedura di affidamento nella
quale la stazione appaltante avvia un dialogo con i candidati ammessi
a tale procedura, al fine di elaborare una o più soluzioni atte a
soddisfare le sue necessità e sulla base della quale o delle quali i
candidati selezionati sono invitati a presentare le offerte;
qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare a tale
procedura;
zzz) «sistema telematico», un sistema costituito da soluzioni
informatiche e di telecomunicazione che consentono lo svolgimento
delle procedure di cui al presente codice;
aaaa) «sistema dinamico di acquisizione», un processo di
acquisizione interamente elettronico, per acquisti di uso corrente,
le cui caratteristiche generalmente disponibili sul mercato
soddisfano le esigenze di una stazione appaltante, aperto per tutta
la sua durata a qualsivoglia operatore economico che soddisfi i
criteri di selezione;
bbbb) «mercato elettronico», uno strumento di acquisto e di
negoziazione che consente acquisti telematici per importi inferiori
alla soglia di rilievo europeo basati su un sistema che attua
procedure di scelta del contraente interamente gestite per via
telematica;
cccc) «strumenti di acquisto», strumenti di acquisizione che non
richiedono apertura del confronto competitivo. Rientrano tra gli
strumenti di acquisto:
1) le convenzioni quadro di cui all’articolo 26 della legge 23
dicembre 1999, n. 488, stipulate, ai sensi della normativa vigente,
da CONSIP S.p.A. e dai soggetti aggregatori;
2) gli accordi quadro stipulati da centrali di committenza quando
gli appalti specifici vengono aggiudicati senza riapertura del
confronto competitivo;
3) il mercato elettronico realizzato da centrale di committenza nel
caso di acquisti effettuati a catalogo;
dddd) «strumenti di negoziazione», strumenti di acquisizione che
richiedono apertura del confronto competitivo. Rientrano tra gli
strumenti di negoziazione:
1) gli accordi quadro stipulati da centrali di committenza nel caso
in cui gli appalti specifici vengono aggiudicati con riapertura del
confronto competitivo;
2) il sistema dinamico di acquisizione realizzato da centrali di
committenza;
3) il mercato elettronico realizzato da centrali di committenza nel
caso di acquisti effettuati attraverso confronto concorrenziale;
4) i sistemi realizzati da centrali di committenza che comunque
consentono lo svolgimento delle procedure ai sensi del presente
codice;
eeee) «strumenti telematici di acquisto» e «strumenti telematici di
negoziazione», strumenti di acquisto e di negoziazione gestiti
mediante un sistema telematico;
ffff) «asta elettronica», un processo per fasi successive basato su
un dispositivo elettronico di presentazione di nuovi prezzi
modificati al ribasso o di nuovi valori riguardanti taluni elementi
delle offerte, che interviene dopo una prima valutazione completa
delle offerte permettendo che la loro classificazione possa essere
effettuata sulla base di un trattamento automatico;
gggg) «amministrazione diretta», le acquisizioni effettuate dalle
stazioni appaltanti con materiali e mezzi propri o appositamente
acquistati o noleggiati e con personale proprio o eventualmente
assunto per l’occasione, sotto la direzione del responsabile del
procedimento;
hhhh)«ciclo di vita», tutte le fasi consecutive o interconnesse,
compresi la ricerca e lo sviluppo da realizzare, la produzione, gli
scambi e le relative condizioni, il trasporto, l’utilizzazione e la
manutenzione,della vita del prodotto o del lavoro o della prestazione
del servizio, dall’acquisizione della materia prima o dalla
generazione delle risorse fino allo smaltimento, allo smantellamento
e alla fine del servizio o all’utilizzazione;
iiii) «etichettatura», qualsiasi documento, certificato o attestato
con cui si conferma che i lavori, i prodotti, i servizi, i processi o
le procedure in questione soddisfano determinati requisiti;
llll) «requisiti per l’etichettatura», i requisiti che devono
essere soddisfatti dai lavori, prodotti, servizi, processi o
procedure allo scopo di ottenere la pertinente etichettatura;
mmmm) «fornitore di servizi di media», la persona fisica o
giuridica che assume la responsabilità editoriale della scelta del
contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo e ne
determina le modalità di organizzazione;
nnnn) «innovazione», l’attuazione di un prodotto, servizio o
processo nuovo o che ha subito significativi miglioramenti tra cui
quelli relativi ai processi di produzione, di edificazione o di
costruzione o quelli che riguardano un nuovo metodo di
commercializzazione o organizzativo nelle prassi commerciali,
nell’organizzazione del posto di lavoro o nelle relazioni esterne;
oooo) «programma», una serie di immagini animate, sonore o non, che
costituiscono un singolo elemento nell’ambito di un palinsesto o di
un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media la cui
forma e il cui contenuto sono comparabili alla forma e al contenuto
della radiodiffusione televisiva. Sono compresi i programmi
radiofonici e i materiali ad essi associati. Non si considerano
programmi le trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in
immagini fisse;
pppp) «mezzo elettronico», un mezzo che utilizza apparecchiature
elettroniche di elaborazione, compresa la compressione numerica, e di
archiviazione dei dati e che utilizza la diffusione, la trasmissione
e la ricezione via filo, via radio, attraverso mezzi ottici o altri
mezzi elettromagnetici;
qqqq) «rete pubblica di comunicazioni», una rete di comunicazione
elettronica utilizzata interamente o prevalentemente per fornire
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico che
supporta il trasferimento di informazioni tra i punti terminali di
reti;
rrrr) «servizio di comunicazione elettronica», i servizi forniti,
di norma a pagamento, consistenti esclusivamente o prevalentemente
nella trasmissione di segnali su reti di comunicazioni elettroniche,
compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione
nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva, ad
esclusione dei servizi che forniscono contenuti trasmessi utilizzando
reti e servizi di comunicazione elettronica o che esercitano un
controllo editoriale su tali contenuti; sono inoltre esclusi i
servizi della società dell’informazione di cui all’articolo 2, comma
1, lettera a) del decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70, non
consistenti interamente o prevalentemente nella trasmissione di
segnali su reti di comunicazione elettronica;
ssss) «AAP», l’accordo sugli appalti pubblici stipulato nel quadro
dei negoziati multilaterali dell’Uruguay Round;
tttt) «Vocabolario comune per gli appalti pubblici», CPV (Common
Procurement Vocabulary), la nomenclatura di riferimento per gli
appalti pubblici adottata dal regolamento (CE) n. 2195/2002,
assicurando nel contempo la corrispondenza con le altre nomenclature
esistenti;
uuuu) «codice» , il presente decreto che disciplina i contratti
pubblici di lavori, servizi, forniture;
vvvv)«servizi di architettura e ingegneria e altri servizi
tecnici», i servizi riservati ad operatori economici esercenti una
professione regolamentata ai sensi dell’articolo 3 della direttiva
2005/36/CE.
zzzz) «categorie di opere generali» le opere e i lavori
caratterizzati da una pluralità di lavorazioni indispensabili per
consegnare l’opera o il lavoro finito in ogni sua parte;
aaaaa) «categorie di opere specializzate» le lavorazioni che,
nell’ambito del processo realizzativo dell’opera o lavoro necessitano
di una particolare specializzazione e professionalità;
bbbbb) «opere e lavori puntuali» quelli che interessano una
limitata area di territorio;
ccccc) «opere e lavori a rete» quelli che, destinati al movimento
di persone e beni materiali e immateriali, presentano prevalente
sviluppo unidimensionale e interessano vaste estensioni di
territorio;
ddddd) «appalto a corpo» qualora il corrispettivo contrattuale si
riferisce alla prestazione complessiva come eseguita e come dedotta
dal contratto;
eeeee) «appalto a misura» qualora il corrispettivo contrattuale
viene determinato applicando alle unità di misura delle singole
parti del lavoro eseguito i prezzi unitari dedotti in contratto;
fffff) «aggregazione», accordo fra due o più amministrazioni
aggiudicatrici o enti aggiudicatori per la gestione comune di alcune
o di tutte le attività di programmazione, di progettazione, di
affidamento, di esecuzione e di controllo per l’acquisizione di beni,
servizi o lavori;
ggggg) «lotto prestazionale», uno specifico oggetto di appalto da
aggiudicare anche con separata ed autonoma procedura, definito su
base qualitativa, in conformità alle varie categorie e
specializzazioni presenti o in conformità alle diverse fasi
successive del progetto.

TITOLO II
CONTRATTI ESCLUSI IN TUTTO O IN PARTE DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE

Art. 4

(Principi relativi all’affidamento di contratti pubblici esclusi)

1.L’affidamento dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori,
servizi e forniture, esclusi, in tutto o in parte, dall’ambito di
applicazione oggettiva del presente codice, avviene nel rispetto dei
principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di
trattamento, trasparenza, proporzionalità , pubblicità, tutela
dell’ambiente ed efficienza energetica.

Art. 5

(Principi comuni in materia di esclusione per concessioni, appalti
pubblici e accordi tra enti e amministrazioni aggiudicatrici
nell’ambito del settore pubblico)

1. Una concessione o un appalto pubblico, nei settori ordinari o
speciali, aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice o da un
ente aggiudicatore a una persona giuridica di diritto pubblico o di
diritto privato, non rientra nell’ambito di applicazione del presente
codice quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a) l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore esercita
sulla persona giuridica di cui trattasi un controllo analogo a quello
esercitato sui propri servizi;
b) oltre l’80 per cento delle attività della persona giuridica
controllata e’ effettuata nello svolgimento dei compiti ad essa
affidati dall’amministrazione aggiudicatrice controllante o da altre
persone giuridiche controllate dall’amministrazione aggiudicatrice o
da un ente aggiudicatore di cui trattasi;
c) nella persona giuridica controllata non vi e’ alcuna
partecipazione diretta di capitali privati, ad eccezione di forme di
partecipazione di capitali privati previste dalla legislazione
nazionale, in conformità dei trattati, che non esercitano
un’influenza determinante sulla persona giuridica controllata.
2. Un’amministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore
esercita su una persona giuridica un controllo analogo a quello
esercitato sui propri servizi ai sensi del comma 1, lettera a),
qualora essa eserciti un’influenza determinante sia sugli obiettivi
strategici che sulle decisioni significative della persona giuridica
controllata. Tale controllo può anche essere esercitato da una
persona giuridica diversa, a sua volta controllata allo stesso modo
dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore.
3. Il presente codice non si applica anche quando una persona
giuridica controllata che e’ un’amministrazione aggiudicatrice o un
ente aggiudicatore, aggiudica un appalto o una concessione alla
propria amministrazione aggiudicatrice o all’ente aggiudicatore
controllante o ad un altro soggetto giuridico controllato dalla
stessa amministrazione aggiudicatrice o ente aggiudicatore, a
condizione che nella persona giuridica alla quale viene aggiudicato
l’appalto pubblico non vi sia alcuna partecipazione diretta di
capitali privati, ad eccezione di forme di partecipazione di capitali
privati che non comportano controllo o potere di veto prescritte
dalla legislazione nazionale, in conformità dei trattati, che non
esercitano un’influenza determinante sulla persona giuridica
controllata.
4. Un’amministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore può
aggiudicare un appalto pubblico o una concessione senza applicare il
presente codice qualora ricorrano le condizioni di cui al comma 1,
anche in caso di controllo congiunto.
5. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
esercitano su una persona giuridica un controllo congiunto quando
sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a) gli organi decisionali della persona giuridica controllata sono
composti da rappresentanti di tutte le amministrazioni aggiudicatrici
o enti aggiudicatori partecipanti. Singoli rappresentanti possono
rappresentare varie o tutte le amministrazioni aggiudicatrici o enti
aggiudicatori partecipanti;
b) tali amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori sono in
grado di esercitare congiuntamente un’influenza determinante sugli
obiettivi strategici e sulle decisioni significative di detta persona
giuridica;
c) la persona giuridica controllata non persegue interessi contrari
a quelli delle amministrazioni aggiudicatrici o degli enti
aggiudicatori controllanti.
6. Un accordo concluso esclusivamente tra due o più
amministrazioni aggiudicatrici non rientra nell’ambito di
applicazione del presente codice, quando sono soddisfatte tutte le
seguenti condizioni:
a) l’accordo stabilisce o realizza una cooperazione tra le
amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori partecipanti,
finalizzata a garantire che i servizi pubblici che essi sono tenuti a
svolgere siano prestati nell’ottica di conseguire gli obiettivi che
essi hanno in comune;
b) l’attuazione di tale cooperazione e’ retta esclusivamente da
considerazioni inerenti all’interesse pubblico;
c) le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
partecipanti svolgono sul mercato aperto meno del 20 per cento delle
attività interessate dalla cooperazione.
7. Per determinare la percentuale delle attività di cui al comma
1, lettera b), e al comma 6, lettera c), si prende in considerazione
il fatturato totale medio, o una idonea misura alternativa basata
sull’attività, quale i costi sostenuti dalla persona giuridica o
amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore nei settori dei
servizi, delle forniture e dei lavori per i tre anni precedenti
l’aggiudicazione dell’appalto o della concessione.
8. Se, a causa della data di costituzione o di inizio
dell’attività della persona giuridica o amministrazione
aggiudicatrice o ente aggiudicatore, ovvero a causa della
riorganizzazione delle sue attività, il fatturato o la misura
alternativa basata sull’attività, quali i costi, non e’ disponibile
per i tre anni precedenti o non e’ più pertinente, e’ sufficiente
dimostrare, segnatamente in base a proiezioni dell’attività, che la
misura dell’attività e’ credibile.
9. Nei casi in cui le norme vigenti consentono la costituzione di
società miste per la realizzazione e gestione di un’opera pubblica o
per l’organizzazione e la gestione di un servizio di interesse
generale, la scelta del socio privato avviene con procedure di
evidenza pubblica.

Art. 6

(Appalti nei settori speciali e concessioni aggiudicati ad una joint-
venture o ad un ente aggiudicatore facente parte di una joint
venture)

1. In deroga all’articolo 5, a condizione che la joint venture sia
stata costituita per le attività oggetto dell’appalto o della
concessione per un periodo di almeno tre anni e che l’atto
costitutivo preveda che gli enti aggiudicatori che la compongono ne
faranno parte almeno per un periodo di pari durata, il codice non si
applica agli appalti nei settori speciali e alle concessioni
aggiudicate da:
a) una joint venture, ovvero una associazione o consorzio o una
impresa comune aventi personalità giuridica composti esclusivamente
da più enti aggiudicatori, per svolgere un’attività ai sensi degli
articoli da 115 a 121 di cui all’allegato II con un’impresa collegata
a uno di tali enti aggiudicatori
b) un ente aggiudicatore alla joint venture di cui fa parte.
2. Gli enti aggiudicatori notificano alla Commissione europea, su
richiesta, le seguenti informazioni relative alle imprese di cui
all’articolo 3 comma 1, lettera z), secondo periodo:
a) i nomi delle imprese o delle joint venture interessate;
b) la natura e il valore degli appalti e delle concessioni
considerati;
c) 3. Gli elementi che la Commissione europea richiede per provare
che le relazioni tra l’ente aggiudicatore e l’impresa o la joint
venture cui gli appalti o le concessioni sono aggiudicati, soddisfano
i requisiti di cui al presente articolo e all’articolo 7.

Art. 7

(Appalti e concessioni aggiudicati ad un’impresa collegata)

1. In deroga all’articolo 5 e ove siano rispettate le condizioni di
cui al comma 2, il presente codice non si applica alle concessioni e
agli appalti nei settori speciali aggiudicati da un ente
aggiudicatore a un’impresa collegata o da una joint venture, composta
esclusivamente da più enti aggiudicatori per svolgere attività
descritte agli articoli da 115a 121 e di cui all’allegato II a
un’impresa collegata a uno di tali enti aggiudicatori.
2. Il comma 1 si applica agli appalti e alle concessioni di servizi
e di lavori nonche’ agli appalti di forniture, purche’ almeno l’80
per cento del fatturato totale realizzato in media dall’impresa
collegata negli ultimi tre anni, tenendo conto di tutti i servizi,
lavori e forniture prestati da tale impresa, provenga dalle
prestazioni rese all’ente aggiudicatore o alle altre imprese cui e’
collegata.
3. Se, a causa della data della costituzione o di inizio
dell’attività dell’impresa collegata, il fatturato degli ultimi tre
anni non e’ disponibile, l’impresa ha l’onere di dimostrare, in base
a proiezioni dell’attività, che probabilmente realizzerà il
fatturato di cui al comma 2.
4. Se più imprese collegate all’ente aggiudicatore con il quale
formano un gruppo economico forniscono gli stessi o simili servizi,
forniture o lavori, le percentuali sono calcolate tenendo conto del
fatturato totale derivante dalla prestazione dei servizi o
l’esecuzione dei lavori, per ciascuna di tali imprese collegate.

Art. 8

(Esclusione di attività direttamente esposte alla concorrenza)

1. Gli appalti destinati a permettere lo svolgimento di
un’attività di cui agli articoli da 115 a 121, i concorsi di
progettazione organizzati per il perseguimento di tale attività,
nonche’ le concessioni aggiudicate da enti aggiudicatori, non sono
soggetti al presente codice se l’attività e’ direttamente esposta
alla concorrenza su mercati liberamente accessibili. L’attività può
costituire parte di un settore più ampio o essere esercitata
unicamente in determinate parti del territorio nazionale. La
valutazione dell’esposizione alla concorrenza ai fini del presente
codice viene effettuata dalla Commissione europea, tenendo conto del
mercato delle attività in questione e del mercato geografico di
riferimento, ai sensi dei commi 2 e 3. Essa lascia impregiudicata
l’applicazione della normativa in materia di concorrenza.
2. Ai fini del comma 1, per determinare se un’attività e’
direttamente esposta alla concorrenza, si tiene conto di criteri
conformi alle disposizioni del trattato sul funzionamento dell’Unione
europea in materia di concorrenza, tra i quali possono figurare le
caratteristiche dei prodotti o servizi interessati, l’esistenza di
prodotti o servizi alternativi considerati sostituibili sul versante
della domanda o dell’offerta, i prezzi e la presenza, effettiva o
potenziale, di più fornitori dei prodotti o servizi in questione.
3. Il mercato geografico di riferimento, sulla cui base viene
valutata l’esposizione alla concorrenza, e’ costituito dal territorio
dove le imprese interessate intervengono nell’offerta e nella domanda
di prodotti e di servizi, nel quale le condizioni di concorrenza sono
sufficientemente omogenee e che può essere distinto dai territori
vicini, in particolare per condizioni di concorrenza sensibilmente
diverse da quelle che prevalgono in quei territori. Questa
valutazione tiene conto in particolare della natura e delle
caratteristiche dei prodotti o servizi in questione, dell’esistenza
di ostacoli all’entrata o di preferenze dei consumatori, nonche’
dell’esistenza, tra il territorio in oggetto e quelli vicini, di
differenze notevoli sotto il profilo delle quote di mercato delle
imprese o di differenze sostanziali a livello di prezzi.
4. Ai fini del comma 1, sono mercati liberamente accessibili quelli
indicati nell’allegato VI per i quali sono stati adottati i
provvedimenti attuativi. Se non e’ possibile presumere il libero
accesso a un mercato in base al precedente periodo, si deve
dimostrare che l’accesso al mercato in questione e’ libero di fatto e
di diritto.
5. Quando sulla base delle condizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si
ritiene che una determinata attività sia direttamente esposta alla
concorrenza su mercati liberamente accessibili, il Presidente del
Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro competente per
settore, può richiedere alla Commissione europea di stabilire che le
disposizioni del presente codice non si applichino all’aggiudicazione
di appalti o all’organizzazione di concorsi di progettazione per il
perseguimento dell’attività in questione, nonche’ alle concessioni
aggiudicate da enti aggiudicatori, informando la Commissione di tutte
le circostanze pertinenti, in particolare delle disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative o degli accordi in
relazione al rispetto delle condizioni di cui al comma 1, nonche’
delle eventuali determinazioni assunte al riguardo dalle Autorità
indipendenti competenti. La richiesta può riguardare attività che
fanno parte di un settore più ampio o che sono esercitate unicamente
in determinate parti del territorio nazionale, se del caso allegando
la posizione adottata dalla competente Autorità indipendente.
6. Gli enti aggiudicatori possono chiedere alla Commissione europea
di stabilire l’applicabilità del comma 1 ad una determinata
attività. Salvo chela richiesta sia corredata da una posizione
motivata e giustificata, adottata dalla Autorità indipendente
competente , che illustri in modo approfondito le condizioni per
l’eventuale applicabilità del citato comma 1, a seguito
dell’informazione data dalla Commissione in ordine alla richiesta,
l’Autorità di cui al comma 5 comunica alla Commissione le
circostanze indicate nel predetto comma.
7. Gli appalti destinati a permettere lo svolgimento dell’attività
di cui al comma 1 e i concorsi di progettazione organizzati per il
perseguimento di tale attività e le concessioni aggiudicate da enti
aggiudicatori non sono più soggetti al presente codice se la
Commissione europea:
a) ha adottato un atto di esecuzione che stabilisce
l’applicabilità del comma 1, in conformità al comma medesimo entro
il termine previsto dall’allegato VII;
b)non ha adottato l’atto di esecuzione entro il termine previsto
dall’allegato di cui alla lettera a) del presente comma.
8. La richiesta presentata a norma dei commi 5 e 6 può essere
modificata, con il consenso della Commissione europea, in particolare
per quanto riguarda le attività o l’area geografica interessate. In
tal caso, per l’adozione dell’atto di esecuzione di cui al comma 7,
si applica un nuovo termine, calcolato ai sensi del paragrafo 1
dell’allegato VII, salvo che la Commissione europea concordi un
termine più breve con l’Autorità o l’ente aggiudicatore che ha
presentato la richiesta.
9. Se un’attività e’ già oggetto di una procedura ai sensi dei
commi 5, 6 e 8, le ulteriori richieste riguardanti la stessa
attività, pervenute alla Commissione europea prima della scadenza
del termine previsto per la prima domanda, non sono considerate come
nuove procedure e sono esaminate nel quadro della prima richiesta.

Art. 9

(Contratti di servizi aggiudicati in base ad un diritto esclusivo)

1. Le disposizioni del presente codice relative ai settori ordinari
e ai settori speciali non si applicano agli appalti pubblici di
servizi aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice, a un’altra
amministrazione aggiudicatrice, a un ente che sia amministrazione
aggiudicatrice o a un’associazione di amministrazioni aggiudicatrici
in base a un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di
disposizioni legislative o regolamentari o di disposizioni
amministrative pubblicate che siano compatibili con il Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea.
2. Il presente codice non si applica alle concessioni di servizi
aggiudicate a un’amministrazione aggiudicatrice o a un ente
aggiudicatore di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e), numero 1),
punto1.1 o a un’associazione dei medesimi in base a un diritto
esclusivo. Il presente codice non si applica alle concessioni di
servizi aggiudicate a un operatore economico sulla base di un diritto
esclusivo che e’ stato concesso ai sensi del TFUE, di atti giuridici
dell’Unione europea e della normativa nazionale recanti norme comuni
in materia di accesso al mercato applicabili alle attività di cui
all’allegato II.
3. In deroga al comma 2, secondo periodo, qualora la legislazione
settoriale ivi richiamata non preveda specifici obblighi di
trasparenza, si applicano le disposizioni dell’articolo 29. Qualora,
ai sensi del comma 2, sia concesso un diritto esclusivo a un
operatore economico per l’esercizio di una delle attività di cui
all’allegato II, la cabina di regia di cui all’articolo212informa in
merito la Commissione europea entro il mese successivo alla
concessione di detto diritto esclusivo.

Art. 10

(Contratti nel settore dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei
servizi postali)

1. Le disposizioni del presente codice relative ai settori ordinari
non si applicano agli appalti pubblici e ai concorsi di progettazione
nei settori speciali che sono aggiudicati o organizzati dalle
amministrazioni aggiudicatrici che esercitano una o più delle
attività di cui agli articoli da 115 a121 e sono aggiudicati per
l’esercizio di tali attività, ne’ agli appalti pubblici esclusi
dall’ambito di applicazione delle disposizioni relative ai settori
speciali, in forza degli articoli 8,13 e 15,ne’ agli appalti
aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice che fornisce servizi
postali, ai sensi dell’articolo 120, comma 2, lettera b), per il
perseguimento delle seguenti attività:
a) servizi speciali connessi a strumenti elettronici ed effettuati
interamente per via elettronica, compresa la trasmissione sicura per
via elettronica di documenti codificati, servizi di gestione degli
indirizzi e la trasmissione della posta elettronica registrata;
b) servizi finanziari identificati con i codici del CPV da
66100000-1 a 66720000-3 e rientranti nell’ambito di applicazione
dell’articolo 17,comma 1, lettera e), compresi in particolare i
vaglia postali e i trasferimenti da conti correnti postali;
c) servizi di filatelia;
d) servizi logistici, ossia i servizi che associano la consegna
fisica o il deposito di merci ad altre funzioni non connesse ai
servizi postali.

Art. 11

( Appalti aggiudicati da particolari enti aggiudicatori per
l’acquisto di acqua e per la fornitura di energia o di combustibili
destinati alla produzione di energia)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano:
a) agli appalti per l’acquisto di acqua, se aggiudicati da enti
aggiudicatori che esercitano una o entrambe le attività relative
all’acqua potabile di cui all’articolo 117, comma 1;
b) agli appalti aggiudicati da enti aggiudicatori che sono essi
stessi attivi nel settore dell’energia in quanto esercitano
un’attività di cui agli articoli 115, comma 1, 116 e121 per la
fornitura di:
1) energia;
2) combustibili destinati alla produzione di energia.

Art.12

(Esclusioni specifiche per le concessioni nel settore idrico)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano alle
concessioni aggiudicate per:
a) fornire o gestire reti fisse destinate alla fornitura di un
servizio al pubblico in connessione con la produzione, il trasporto o
la distribuzione di acqua potabile;
b) alimentare tali reti con acqua potabile.
2. Le disposizioni del presente codice non si applicano alle
concessioni riguardanti uno o entrambi dei seguenti aspetti quando
sono collegate a un’attività di cui al comma 1:
a) progetti di ingegneria idraulica, irrigazione, drenaggio, in cui
il volume d’acqua destinato all’approvvigionamento d’acqua potabile
rappresenti più del 20 per cento del volume totale d’acqua reso
disponibile da tali progetti o impianti di irrigazione o drenaggio;
b) smaltimento o trattamento delle acque reflue.

Art. 13

(Appalti nei settori speciali aggiudicati a scopo di rivendita o di
locazione a terzi)

Le disposizioni del presente codice non si applicano agli appalti
aggiudicati nei settori speciali a scopo di rivendita o di locazione
a terzi, quando l’ente aggiudicatore non gode di alcun diritto
speciale o esclusivo per la vendita o la locazione dell’oggetto di
tali appalti e quando altri enti possono liberamente venderlo o darlo
in locazione alle stesse condizioni dell’ente aggiudicatore.
Gli enti aggiudicatori comunicano alla Commissione europea, su
richiesta, tutte le categorie di prodotti o di attività che
considerano escluse in virtù del comma 1, nei termini da essa
indicati, evidenziando nella comunicazione quali informazioni hanno
carattere commerciale sensibile.
Le disposizioni del presente codice relative ai settori speciali
non si applicano comunque alle categorie di prodotti o attività
oggetto degli appalti di cui al comma 1 considerati esclusi dalla
Commissione europea con atto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione europea.

Art. 14

(Appalti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati per
fini diversi dal perseguimento di un’attività interessata o per
l’esercizio di un’attività in un Paese terzo)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli
appalti aggiudicati dagli enti aggiudicatori per scopi diversi dal
perseguimento delle attività di cui agli articoli da 115 a 121, o
per l’esercizio di tali attività in un Paese terzo, in circostanze
che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un’area
geografica all’interno dell’Unione europea, e ai concorsi di
progettazione organizzati a tali fini.
2. Gli enti aggiudicatori comunicano alla Commissione europea, su
richiesta, tutte le categorie di attività che considerano escluse in
virtù del comma1, nei termini da essa indicati, evidenziando nella
comunicazione quali informazioni hanno carattere commerciale
sensibile.
3. Le disposizioni del presente codice non si applicano comunque
alle categorie di attività oggetto degli appalti di cui al comma 1
considerati esclusi dalla Commissione europea in elenchi pubblicati
periodicamente nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea

Art. 15

( Esclusioni nel settore delle comunicazioni elettroniche)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli
appalti pubblici e ai concorsi di progettazione nei settori ordinari
e alle concessioni principalmente finalizzati a permettere alle
amministrazioni aggiudicatrici la messa a disposizione o la gestione
di reti pubbliche di telecomunicazioni o la prestazione al pubblico
di uno o più servizi di comunicazioni elettroniche. Ai fini del
presente articolo, si applicano le definizioni di «rete pubblica di
comunicazioni» e «servizio di comunicazione elettronica» contenute
nell’articolo 1 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e
successive modificazioni.

Art. 16

(Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati in
base a norme internazionali)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli
appalti pubblici, ai concorsi di progettazione e alle concessioni che
le stazioni appaltanti e’ tenuto ad aggiudicare o ad organizzare nel
rispetto di procedure diverse da quelle previste dal presente codice
e stabilite da:
a) uno strumento giuridico che crea obblighi internazionali, quali
un accordo internazionale, concluso in conformità dei trattati
dell’Unione europea, tra lo Stato e uno o più Paesi terzi o relative
articolazioni e riguardanti lavori, forniture o servizi destinati
alla realizzazione congiunta o alla gestione congiunta di un progetto
da parte dei soggetti firmatari;
b) un’organizzazione internazionale.
2. Il presente codice non si applica agli appalti pubblici, ai
concorsi di progettazione e alle concessioni che le stazioni
appaltanti aggiudica in base a norme previste da un’organizzazione
internazionale o da un’istituzione finanziaria internazionale, quando
gli appalti, i concorsi di progettazione o le concessioni sono
interamente finanziati dalla stessa organizzazione o istituzione; nel
caso di appalti pubblici, concorsi di progettazione o concessioni
cofinanziati prevalentemente da un’organizzazione internazionale o da
un’istituzione finanziaria internazionale, le parti si accordano
sulle procedure di aggiudicazione applicabili.
3. Fermo restando quanto previsto all’articolo161, i commi 1 e 2
non si applicano agli appalti, ai concorsi di progettazione e alle
concessioni in materia di difesa e di sicurezza di cui al decreto
legislativo 15 novembre 2011, n. 208.
4. La Cabina di regia di cui all’articolo 212, comunica alla
Commissione europea gli strumenti giuridici indicati al comma 1,
lettera a).

Art. 17

( Esclusioni specifiche per contratti di appalto e concessione di
servizi)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli
appalti e alle concessioni di servizi:
a) aventi ad oggetto l’acquisto o la locazione, quali che siano le
relative modalità finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o
altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni;
b) aventi ad oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o
coproduzione di programmi destinati ai servizi di media audiovisivi o
radiofonici che sono aggiudicati da fornitori di servizi di media
audiovisivi o radiofonici, ovvero gli appalti, anche nei settori
speciali, e le concessioni concernenti il tempo di trasmissione o la
fornitura di programmi aggiudicati ai fornitori di servizi di media
audiovisivi o radiofonici. Ai fini della presente disposizione il
termine «materiale associato ai programmi» ha lo stesso significato
di «programma»;
c) concernenti i servizi d’arbitrato e di conciliazione;
d) concernenti uno qualsiasi dei seguenti servizi legali:
1) rappresentanza legale di un cliente da parte di un avvocato ai
sensi dell’articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31, e
successive modificazioni:
1.1) in un arbitrato o in una conciliazione tenuti in uno Stato
membro dell’Unione europea, un Paese terzo o dinanzi a un’istanza
arbitrale o conciliativa internazionale;
1.2) in procedimenti giudiziari dinanzi a organi giurisdizionali o
autorità pubbliche di uno Stato membro dell’Unione europea o un
Paese terzo o dinanzi a organi giurisdizionali o istituzioni
internazionali;
2) consulenza legale fornita in preparazione di uno dei
procedimenti di cui al punto 1.1), o qualora vi sia un indizio
concreto e una probabilità elevata che la questione su cui verte la
consulenza divenga oggetto del procedimento, sempre che la consulenza
sia fornita da un avvocato ai sensi dell’articolo 1 della legge 9
febbraio 1982, n. 31, e successive modificazioni;
3) servizi di certificazione e autenticazione di documenti che
devono essere prestati da notai;
4) servizi legali prestati da fiduciari o tutori designati o altri
servizi legali i cui fornitori sono designati da un organo
giurisdizionale dello Stato o sono designati per legge per svolgere
specifici compiti sotto la vigilanza di detti organi giurisdizionali;
5) altri servizi legali che sono connessi, anche occasionalmente,
all’esercizio dei pubblici poteri;
e) concernenti servizi finanziari relativi all’emissione,
all’acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri
strumenti finanziari ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, e successive modificazioni, servizi forniti da banche
centrali e operazioni concluse con il Fondo europeo di stabilità
finanziaria e il meccanismo europeo di stabilità;
f) concernenti i prestiti, a prescindere dal fatto che siano
correlati all’emissione, alla vendita, all’acquisto o al
trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari;
g) concernenti i contratti di lavoro;
h) concernenti servizi di difesa civile, di protezione civile e di
prevenzione contro i pericoli forniti da organizzazioni e
associazioni senza scopo di lucro identificati con i codici CPV
75250000-3, 75251000-0, 75251100-1, 75251110- 4, 75251120-7,
75252000-7, 75222000-8; 98113100-9 e 85143000-3 ad eccezione dei
servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza;
i) concernenti i servizi di trasporto pubblico di passeggeri per
ferrovia o metropolitana;
l) concernenti servizi connessi a campagne politiche, identificati
con i codici CPV 79341400-0, 92111230-3 e 92111240-6, se aggiudicati
da un partito politico nel contesto di una campagna elettorale per
gli appalti relativi ai settori ordinari e alle concessioni.

Art. 18

(Esclusioni specifiche per contratti di concessioni )

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano:
a) alle concessioni di servizi di trasporto aereo sulla base di una
licenza di gestione a norma del regolamento (CE) n. 1008/2008 del
Parlamento europeo e del Consiglio o alle concessioni di servizi di
trasporto pubblico di passeggeri ai sensi del regolamento (CE) n.
1370/2007;
b) alle concessioni di servizi di lotterie identificati con il
codice CPV 92351100-7 aggiudicate a un operatore economico sulla base
di un diritto esclusivo. Ai fini della presente lettera il concetto
di diritto esclusivo non include i diritti esclusivi. La concessione
di tale diritto esclusivo e’ soggetta alla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea;
c) alle concessioni aggiudicate dagli enti aggiudicatori per
l’esercizio delle loro attività in un Paese terzo, in circostanze
che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un’area
geografica all’interno dell’Unione europea.

Art. 19

(Contratti di sponsorizzazione)

1. L’affidamento di contratti di sponsorizzazione di lavori,
servizi o forniture per importi superiori a quarantamila euro,
mediante dazione di danaro o accollo del debito, o altre modalità di
assunzione del pagamento dei corrispettivi dovuti, e’ soggetto
esclusivamente alla previa pubblicazione sul sito internet della
stazione appaltante, per almeno trenta giorni, di apposito avviso,
con il quale si rende nota la ricerca di sponsor per specifici
interventi, ovvero si comunica l’avvenuto ricevimento di una proposta
di sponsorizzazione, indicando sinteticamente il contenuto del
contratto proposto. Trascorso il periodo di pubblicazione
dell’avviso, il contratto può essere liberamente negoziato, purche’
nel rispetto dei principi di imparzialità e di parità di
trattamento fra gli operatori che abbiano manifestato interesse,
fermo restando il rispetto dell’articolo 80.
2. Nel caso in cui lo sponsor intenda realizzare i lavori, prestare
i servizi ole forniture direttamente a sua cura e spese, resta ferma
la necessità di verificare il possesso dei requisiti degli
esecutori, nel rispetto dei principi e dei limiti europei in materia
e non trovano applicazione le disposizioni nazionali e regionali in
materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ad
eccezione di quelle sulla qualificazione dei progettisti e degli
esecutori. La stazione appaltante impartisce opportune prescrizioni
in ordine alla progettazione, all’esecuzione delle opere o forniture
e alla direzione dei lavori e collaudo degli stessi.

Art. 20

(Opera pubblica realizzata a spese del privato)

1. Il presente codice non si applica al caso in cui
un’amministrazione pubblica stipuli una convenzione con la quale un
soggetto pubblico o privato si impegni alla realizzazione, a sua
totale cura e spesa e previo ottenimento di tutte le necessarie
autorizzazioni, di un’opera pubblica o di un suo lotto funzionale o
di parte dell’opera prevista nell’ambito di strumenti o programmi
urbanistici, fermo restando il rispetto dell’articolo 80.
2. L’amministrazione, prima della stipula della convenzione, valuta
che il progetto di fattibilità delle opere da eseguire con
l’indicazione del tempo massimo in cui devono essere completate e lo
schema dei relativi contratti di appalto presentati dalla controparte
siano rispondenti alla realizzazione delle opere pubbliche di cui al
comma 1.
3. La convenzione disciplina anche le conseguenze in caso di
inadempimento comprese anche eventuali penali e poteri sostitutivi.

TITOLO III
PIANIFICAZIONE PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE

Art. 21

(Programma delle acquisizioni delle stazioni appaltanti)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale
degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei lavori
pubblici, nonche’ i relativi aggiornamenti annuali. I programmi sono
approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con
il bilancio.
2. Le opere pubbliche incompiute sono inserite nella programmazione
triennale di cui al comma 1, ai fini del loro completamento ovvero
per l’individuazione di soluzioni alternative quali il riutilizzo,
anche ridimensionato, la cessione a titolo di corrispettivo per la
realizzazione di altra opera pubblica, la vendita o la demolizione.
3. Il programma triennale dei lavori pubblici e i relativi
aggiornamenti annuali contengono i lavori il cui valore stimato sia
pari o superiore a 100.000 euro e indicano, previa attribuzione del
codice unico di progetto di cui all’articolo 11, della legge 16
gennaio 2003, n. 3, i lavori da avviare nella prima annualità, per i
quali deve essere riportata l’indicazione dei mezzi finanziari
stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio, ovvero
disponibili in base a contributi o risorse dello Stato, delle regioni
a statuto ordinario o di altri enti pubblici. Per i lavori di importo
pari o superiore a 1.000.000 euro, ai fini dell’inserimento
nell’elenco annuale, le amministrazioni aggiudicatrici approvano
preventivamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica.
4. Nell’ambito del programma di cui al comma 3, le amministrazioni
aggiudicatrici individuano anche i lavori complessi e gli interventi
suscettibili di essere realizzati attraverso contratti di concessione
o di partenariato pubblico privato.
5. Nell’elencazione delle fonti di finanziamento sono indicati
anche i beni immobili disponibili che possono essere oggetto di
cessione. Sono, altresì, indicati i beni immobili nella propria
disponibilità concessi in diritto di godimento, a titolo di
contributo, la cui utilizzazione sia strumentale e tecnicamente
connessa all’opera da affidare in concessione.
6. Il programma biennale di forniture e servizi e i relativi
aggiornamenti annuali contengono gli acquisti di beni e di servizi di
importo unitario stimato pari o superiore a 40.000 euro. Nell’ambito
del programma, le amministrazioni aggiudicatrici individuano i
bisogni che possono essere soddisfatti con capitali privati. Le
amministrazioni pubbliche comunicano, entro il mese di ottobre,
l’elenco delle acquisizioni di forniture e servizi d’importo
superiore a 1 milione di euro che prevedono di inserire nella
programmazione biennale al Tavolo tecnico dei soggetti di cui
all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, che
li utilizza ai fini dello svolgimento dei compiti e delle attività
ad esso attribuiti. Per le acquisizioni di beni e servizi informatici
e di connettività le amministrazioni aggiudicatrici tengono conto di
quanto previsto dall’articolo 1, comma 513, della legge 28 dicembre
2015, n. 208.
7. Il programma biennale degli acquisti di beni e servizi e il
programma triennale dei lavori pubblici, nonche’ i relativi
aggiornamenti annuali sono pubblicati sul profilo del committente,
sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti e dell’Osservatorio di cui all’articolo 213, anche tramite
i sistemi informatizzati delle regioni e delle provincie autonome di
cui all’articolo 29,comma 4.
8. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, previo parere del CIPE, sentita la Conferenza
unificata sono definiti:
a) le modalità di aggiornamento dei programmi e dei relativi
elenchi annuali;
b) i criteri per la definizione degli ordini di priorità, per
l’eventuale suddivisione in lotti funzionali, nonche’ per il
riconoscimento delle condizioni che consentano di modificare la
programmazione e di realizzare un intervento o procedere a un
acquisto non previsto nell’elenco annuale;
c) i criteri e le modalità per favorire il completamento delle
opere incompiute;
d) i criteri per l’inclusione dei lavori nel programma e il livello
di progettazione minimo richiesto per tipologia e classe di importo;
e) gli schemi tipo e le informazioni minime che essi devono
contenere, individuandole anche in coerenza con gli standard degli
obblighi informativi e di pubblicità relativi ai contratti;
f) le modalità di raccordo con la pianificazione dell’attività
dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza ai quali le
stazioni appaltanti delegano la procedura di affidamento.
9. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
8, si applica l’articolo 216, comma 3.

Art. 22

(Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e
dibattito pubblico)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori
pubblicano, nel proprio profilo del committente, i progetti di
fattibilità relativi alle grandi opere infrastrutturali e di
architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente,
sulle città e sull’assetto del territorio, nonche’ gli esiti della
consultazione pubblica, comprensivi dei resoconti degli incontri e
dei dibattiti con i portatori di interesse. I contributi e i
resoconti sono pubblicati, con pari evidenza, unitamente ai documenti
predisposti dall’amministrazione e relativi agli stessi lavori.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato
entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente codice, su
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
il Ministro per i beni e le attività culturali, previo parere delle
Commissioni parlamentari competenti, in relazione ai nuovi interventi
avviati dopo la data di entrata in vigore del presente codice, sono
fissati i criteri per l’individuazione delle opere di cui al comma 1,
distinte per tipologia e soglie dimensionali, per le quali e’
obbligatorio il ricorso alla procedura di dibattito pubblico, e sono
altresì definiti le modalità di svolgimento e il termine di
conclusione della medesima procedura.
3. L’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore
proponente l’opera soggetta a dibattito pubblico indice e cura lo
svolgimento della procedura esclusivamente sulla base delle modalità
individuate dal decreto di cui al comma 2.
4. Gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte sono
valutate in sede di predisposizione del progetto definitivo e sono
discusse in sede di conferenza di servizi relativa all’opera
sottoposta al dibattito pubblico.

Art. 23

(Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di
lavori nonche’ per i servizi)

1. La progettazione in materia di lavori pubblici si articola,
secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in
progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e
progetto esecutivo ed e’ intesa ad assicurare:
a) il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività;
b) la qualità architettonica e tecnico funzionale e di relazione
nel contesto dell’opera;
c) la conformità alle norme ambientali, urbanistiche e di tutela
dei beni culturali e paesaggistici, nonche’ il rispetto di quanto
previsto dalla normativa in materia di tutela della salute e della
sicurezza;
d) un limitato consumo del suolo;
e) il rispetto dei vincoli idrogeologici, sismici e forestali
nonche’ degli altri vincoli esistenti;
f) il risparmio e l’efficientamento energetico, nonche’ la
valutazione del ciclo di vita e della manutenibilità delle opere;
g) la compatibilità con le preesistenze archeologiche;
h) la razionalizzazione delle attività di progettazione e delle
connesse verifiche attraverso il progressivo uso di metodi e
strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per
l’edilizia e le infrastrutture;
i) la compatibilità geologica, geomorfologica, idrogeologica
dell’opera;
l) accessibilità e adattabilità secondo quanto previsto dalle
disposizioni vigenti in materia di barriere architettoniche;
2. Per la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il
profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e
forestale, storico-artistico, conservativo, nonche’ tecnologico, le
stazioni appaltanti ricorrono alle professionalità interne, purche’
in possesso di idonea competenza nelle materie oggetto del progetto o
utilizzano la procedura del concorso di progettazione o del concorso
di idee di cui agli articoli152, 153, 154, 155, 156 e 157. Per le
altre tipologie di lavori, si applica quanto previsto dall’articolo
24.
3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, su
proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di concerto con
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sono
definiti i contenuti della progettazione nei tre livelli progettuali.
Fino alla data di entrata in vigore di detto decreto, si applica
l’articolo 216, comma 4.
4. La stazione appaltante, in rapporto alla specifica tipologia e
alla dimensione dell’intervento, indica le caratteristiche, i
requisitigli elaborati progettuali necessari per la definizione di
ogni fase della progettazione. E’ consentita, altresì, l’omissione
di uno o di entrambi i primi due livelli di progettazione, purche’ il
livello successivo contenga tutti gli elementi previsti per il
livello omesso, salvaguardando la qualità della progettazione.
5. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica individua, tra
più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e
benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze
da soddisfare e prestazioni da fornire. Il progetto di fattibilità
comprende tutte le indagini e gli studi necessari per la definizione
degli aspetti di cui al comma 1, nonche’ schemi grafici per
l’individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche,
tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare e le
relative stime economiche, ivi compresa la scelta in merito alla
possibile suddivisione in lotti funzionali. Il progetto di
fattibilità deve consentire, ove necessario, l’avvio della procedura
espropriativa.
6.Il progetto di fattibilità e’ redatto sulla base dell’avvenuto
svolgimento di indagini geologiche e geognostiche, di verifiche
preventive dell’interesse archeologico, di studi preliminari
sull’impatto ambientale e evidenzia, con apposito adeguato elaborato
cartografico, le aree impegnate, le relative eventuali fasce di
rispetto e le occorrenti misure di salvaguardia; indica, inoltre, le
caratteristiche prestazionali, le specifiche funzionali, le esigenze
di compensazioni e di mitigazione dell’impatto ambientale, nonche’ i
limiti di spesa dell’infrastruttura da realizzare ad un livello tale
da consentire, già in sede di approvazione del progetto medesimo,
salvo circostanze imprevedibili, l’individuazione della
localizzazione o del tracciato dell’infrastruttura nonche’ delle
opere compensative o di mitigazione dell’impatto ambientale e sociale
necessarie.
7. Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da
realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli,
degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti dalla stazione
appaltante e, ove presente, dal progetto di fattibilità; il progetto
definitivo contiene, altresì, tutti gli elementi necessari ai fini
del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni, nonche’
la quantificazione definitiva del limite di spesa per la
realizzazione e del relativo cronoprogramma, attraverso l’utilizzo,
ove esistenti, dei prezzari predisposti dalle regioni e dalle
province autonome territorialmente competenti, di concerto con le
articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.
8. Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto
definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare, il
relativo costo previsto, il cronoprogramma coerente con quello del
progetto definitivo, e deve essere sviluppato ad un livello di
definizione tale che ogni elemento sia identificato in forma,
tipologia, qualità, dimensione e prezzo. Il progetto esecutivo deve
essere, altresì, corredato da apposito piano di manutenzione
dell’opera e delle sue parti in relazione al ciclo di vita.
9. In relazione alle caratteristiche e all’importanza dell’opera,
il responsabile unico del procedimento, secondo quanto previsto
dall’articolo 26, stabilisce criteri, contenuti e momenti di verifica
tecnica dei vari livelli di progettazione.
10. L’accesso ad aree interessate ad indagini e ricerche necessarie
all’attività di progettazione e’ soggetto all’autorizzazione di cui
all’articolo15 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno
2001, n. 327. La medesima autorizzazione si estende alle ricerche
archeologiche, alla bonifica di ordigni bellici e alla bonifica dei
siti inquinati. Le ricerche archeologiche sono compiute sotto la
vigilanza delle competenti soprintendenze.
11. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei
lavori, alla vigilanza, ai collaudi, agli studi e alle ricerche
connessi, alla redazione dei piani di sicurezza e di coordinamento,
quando previsti ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81, alle prestazioni professionali e specialistiche, necessari per la
redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio,
possono essere fatti gravare sulle disponibilità finanziarie della
stazione appaltante cui accede la progettazione medesima.
12. Le progettazioni definitiva ed esecutiva sono, preferibilmente,
svolte dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza
al procedimento. In caso di motivate ragioni di affidamento
disgiunto, il nuovo progettista deve accettare l’attività
progettuale svolta in precedenza. In caso di affidamento esterno
della progettazione, che ricomprenda, entrambi livelli di
progettazione, l’avvio della progettazione esecutiva e’ condizionato
alla determinazione delle stazioni appaltanti sulla progettazione
definitiva. In sede di verifica della coerenza tra le varie fasi
della progettazione, si applica quanto previsto dall’articolo 26,
comma 3.
13. Le stazioni appaltanti possono richiedere per le nuove opere
nonche’ per interventi di recupero, riqualificazione o varianti,
prioritariamente per i lavori complessi, l’uso dei metodi e strumenti
elettronici specifici di cui al comma 1, lettera h).Tali strumenti
utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non
proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori
di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i
progettisti. L’uso dei metodi e strumenti elettronici può essere
richiesto soltanto dalle stazioni appaltanti dotate di personale
adeguatamente formato. Con decreto del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, da adottare entro il 31 luglio 2016, anche
avvalendosi di una Commissione appositamente istituita presso il
medesimo Ministero, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza
pubblica sono definiti le modalità e i tempi di progressiva
introduzione dell’obbligatorietà dei suddetti metodi presso le
stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori
economici, valutata in relazione alla tipologia delle opere da
affidare e della strategia di digitalizzazione delle amministrazioni
pubbliche e del settore delle costruzioni. L’utilizzo di tali
metodologie costituisce parametro di valutazione dei requisiti
premianti di cui all’articolo 38.
14. La progettazione di servizi e forniture e’ articolata, di
regola, in un unico livello ed e’ predisposta dalle stazioni
appaltanti, di regola, mediante propri dipendenti in servizio. In
caso di concorso di progettazione relativa agli appalti, la stazione
appaltante può prevedere che la progettazione sia suddivisa in uno o
più livelli di approfondimento di cui la stessa stazione appaltante
individua requisiti e caratteristiche.
15. Per quanto attiene agli appalti di servizi, il progetto deve
contenere: la relazione tecnico – illustrativa del contesto in cui e’
inserito il servizio; le indicazioni e disposizioni per la stesura
dei documenti inerenti alla sicurezza di cui all’articolo 26, comma
3, del decreto legislativo n. 81 del 2008; il calcolo degli importi
per l’acquisizione dei servizi, con indicazione degli oneri della
sicurezza non soggetti a ribasso; il prospetto economico degli oneri
complessivi necessari per l’acquisizione dei servizi; il capitolato
speciale descrittivo e prestazionale, comprendente le specifiche
tecniche, l’indicazione dei requisiti minimi che le offerte devono
comunque garantire e degli aspetti che possono essere oggetto di
variante migliorativa e conseguentemente, i criteri premiali da
applicare alla valutazione delle offerte in sede di gara,
l’indicazione di altre circostanze che potrebbero determinare la
modifica delle condizioni negoziali durante il periodo di validità,
fermo restando il divieto di modifica sostanziale. Per i servizi di
gestione dei patrimoni immobiliari, ivi inclusi quelli di gestione
della manutenzione e della sostenibilità energetica, i progetti
devono riferirsi anche a quanto previsto dalle pertinenti norme
tecniche.
16.Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo
del lavoro e’ determinato annualmente, in apposite tabelle, dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori
economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le
organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia
previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e
delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto
collettivo applicabile, il costo del lavoro e’ determinato in
relazione al contratto collettivo del settore merceologico più
vicino a quello preso in considerazione. Fino all’adozione delle
tabelle di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 4.

Art. 24

(Progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici
in materia di lavori pubblici)

1. Le prestazioni relative alla progettazione di fattibilità
tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, nonche’ alla
direzione dei lavori e agli incarichi di supporto
tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del
procedimento e del dirigente competente alla programmazione dei
lavori pubblici sono espletate:
a) dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti;
b) dagli uffici consortili di progettazione e di direzione dei
lavori che i comuni, i rispettivi consorzi e unioni, le comunità
montane, le aziende sanitarie locali, i consorzi, gli enti di
industrializzazione e gli enti di bonifica possono costituire;
c) dagli organismi di altre pubbliche amministrazioni di cui le
singole stazioni appaltanti possono avvalersi per legge;
d) dai soggetti di cui all’articolo 46.
2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente codice, sentita l’ANAC, sono definiti i requisiti che devono
possedere i soggetti di cui all’articolo 46, comma 1. Fino alla data
di entrata in vigore di detto decreto, si applica l’articolo 216,
comma 5.
3. I progetti redatti dai soggetti di cui al comma 1, lettere a),
b) e c), sono firmati da dipendenti delle amministrazioni abilitati
all’esercizio della professione. I pubblici dipendenti che abbiano un
rapporto di lavoro a tempo parziale non possono espletare,
nell’ambito territoriale dell’ufficio di appartenenza, incarichi
professionali per conto di pubbliche amministrazioni di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e successive modificazioni, se non conseguenti ai rapporti
d’impiego.
4. Sono a carico delle stazioni appaltanti le polizze assicurative
per la copertura dei rischi di natura professionale a favore dei
dipendenti incaricati della progettazione. Nel caso di affidamento
della progettazione a soggetti esterni, le polizze sono a carico dei
soggetti stessi.
5. Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto
affidatario l’incarico e’ espletato da professionisti iscritti negli
appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali,
personalmente responsabili e nominativamente indicati già in sede di
presentazione dell’offerta, con la specificazione delle rispettive
qualificazioni professionali. E’, inoltre, indicata, sempre
nell’offerta, la persona fisica incaricata dell’integrazione tra le
varie prestazioni specialistiche. Il decreto di cui al comma 2
individua anche i criteri per garantire la presenza di giovani
professionisti, in forma singola o associata, nei gruppi concorrenti
ai bandi relativi a incarichi di progettazione, concorsi di
progettazione e di idee, di cui le stazioni appaltanti tengono conto
ai fini dell’ aggiudicazione. All’atto dell’affidamento
dell’incarico, i soggetti incaricati devono dimostrare di non
trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 80nonche’ il possesso
dei requisiti e delle capacità di cui all’articolo 83, comma 1.
6. Ove un servizio complesso sia costituito dalla somma di diversi
servizi, di cui alcuni riservati ad iscritti ad albi di ordini e
collegi, il bando di gara o l’invito richiede esplicitamente che sia
indicato il responsabile di quella parte del servizio. Tale soggetto
deve possedere i requisiti previsti nel caso in cui il servizio sia
messo in gara separatamente.
7. Gli affidatari di incarichi di progettazione non possono essere
affidatari degli appalti o delle concessioni di lavori pubblici,
nonche’ degli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano
svolto la suddetta attività di progettazione. Ai medesimi appalti,
concessioni di lavori pubblici, subappalti e cottimi non può
partecipare un soggetto controllato, controllante o collegato
all’affidatario di incarichi di progettazione. Le situazioni di
controllo e di collegamento si determinano con riferimento a quanto
previsto dall’articolo 2359 del codice civile. I divieti di cui al
presente comma sono estesi ai dipendenti dell’affidatario
dell’incarico di progettazione, ai suoi collaboratori nello
svolgimento dell’incarico e ai loro dipendenti, nonche’ agli
affidatari di attività di supporto alla progettazione e ai loro
dipendenti. Tali divieti non si applicano laddove i soggetti ivi
indicati dimostrino che l’esperienza acquisita nell’espletamento
degli incarichi di progettazione non e’ tale da determinare un
vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.
8. Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da
emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati
al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al
presente articolo e all’articolo 31, comma 8. I predetti
corrispettivi possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti,
ove motivatamente ritenuti adeguati quale criterio o base di
riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo
dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di
cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6.

Art.25

(Verifica preventiva dell’interesse archeologico)

1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 28, comma 4, del codice
dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, per le opere sottoposte all’applicazione delle
disposizioni del presente codice, le stazioni appaltanti trasmettono
al soprintendente territorialmente competente, prima
dell’approvazione, copia del progetto di fattibilità dell’intervento
o di uno stralcio di esso sufficiente ai fini archeologici, ivi
compresi gli esiti delle
indaginigeologicheearcheologichepreliminari,conparticolareattenzionea
idatidi archivio e bibliografici reperibili, all’esito delle
ricognizioni volte all’osservazione dei terreni, alla lettura della
geomorfologia del territorio, nonche’, per le opere a rete, alle
fotointerpretazioni. Le stazioni appaltanti raccolgono ed elaborano
tale documentazione mediante i dipartimenti archeologici delle
università, ovvero mediante i soggetti in possesso di diploma di
laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in
archeologia. La trasmissione della documentazione suindicata non e’
richiesta per gli interventi che non comportino nuova edificazione o
scavi a quote diverse da quelle già impegnate dai manufatti
esistenti.
2. Presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo e’ istituito un apposito elenco, reso accessibile a tutti gli
interessati, degli istituti archeologici universitari e dei soggetti
in possesso della necessaria qualificazione. Con decreto del Ministro
dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita una
rappresentanza dei dipartimenti archeologici universitari, si
provvede a disciplinare i criteri per la tenuta di detto elenco,
comunque prevedendo modalità di partecipazione di tutti i soggetti
interessati. Fino alla data di entrata in vigore di detto decreto, si
applica l’articolo 216, comma 7.
3. Il soprintendente, qualora sulla base degli elementi trasmessi e
delle ulteriori informazioni disponibili, ravvisi l’esistenza di un
interesse archeologico nelle aree oggetto di progettazione, può
richiedere motivatamente, entro il termine di trenta giorni dal
ricevimento del progetto di fattibilità ovvero dello stralcio di cui
al comma 1, la sottoposizione dell’intervento alla procedura prevista
dai commi 8 e seguenti. Per i progetti di grandi opere
infrastrutturali o a rete il termine della richiesta per la procedura
di verifica preventiva dell’interesse archeologico e’ stabilito in
sessanta giorni.
4. In caso di incompletezza della documentazione trasmessa o di
esigenza di approfondimenti istruttori, il soprintendente, con
modalità anche informatiche, richiede integrazioni documentali o
convoca il responsabile unico del procedimento per acquisire le
necessarie informazioni integrative. La richiesta di integrazioni e
informazioni sospende il termine di cui al comma 3, fino alla
presentazione delle stesse.
5. Avverso la richiesta di cui al comma 3 e’ esperibile il ricorso
amministrativo di cui all’articolo 16 del codice dei beni culturali e
del paesaggio.
6. Ove il soprintendente non richieda l’attivazione della procedura
di cui ai commi 8 e seguenti nel termine di cui al comma 3,ovverotale
procedura si concluda con esito negativo, l’esecuzione di saggi
archeologici e’ possibile solo in caso di successiva acquisizione di
nuove informazioni o di emersione, nel corso dei lavori, di nuovi
elementi archeologicamente rilevanti, che inducano a ritenere
probabile la sussistenza in sito dire periti archeologici. In tale
evenienza il Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo procede, contestualmente, alla richiesta di saggi preventivi,
alla comunicazione di avvio del procedimento di verifica o di
dichiarazione dell’interesse culturale ai sensi degli articoli12e13
del codice dei beni culturali e del paesaggio.
7. I commi da 1 a 6 non si applicano alle aree archeologiche e ai
parchi archeologici di cui all’articolo 101 del codice dei beni
culturali e del paesaggio, per i quali restano fermi i poteri
autorizzatori e cautelari ivi previsti ,compresa la facoltà di
prescrivere l’esecuzione, a spese del committente dell’opera
pubblica, di saggi archeologici. Restano altresì fermi i poteri
previsti dall’articolo28, comma 2, del codice dei beni culturali e
del paesaggio, nonche’ i poteri autorizzatori e cautelari previsti
per le zone di interesse archeologico, di cui
all’articolo142,comma1,letteram),del medesimo codice.
8. La procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico
si articola in due fasi costituenti livelli progressivi di
approfondimento dell’indagine archeologica. L’esecuzione della fase
successiva dell’indagine e’ subordinata all’emersione di elementi
archeologicamente significativi all’esito della fase precedente. La
procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico consiste
nel compimento delle seguenti indagini e nella redazione dei
documenti integrativi del progetto di fattibilità:
a) esecuzione di carotaggi;
b) prospezioni geofisiche e geochimiche;
c) saggi archeologici e, ove necessario, esecuzione di sondaggi e
di scavi, anche in estensione tali da assicurare una sufficiente
campionatura dell’area interessata dai lavori.
9. La procedura si conclude in un termine predeterminato dal
soprintendente in relazione all’estensione dell’area interessata, con
la redazione della relazione archeologica definitiva, approvata dal
soprintendente di settore territorialmente competente. La relazione
contiene una descrizione analitica delle indagini eseguite, con i
relativi esiti di seguito elencati, e detta le conseguenti
prescrizioni:
a) contesti in cui lo scavo stratigrafico esaurisce direttamente
l’esigenza di tutela;
b) contesti che non evidenziano reperti leggibili come complesso
strutturale unitario, con scarso livello di conservazione per i quali
sono possibili interventi di reinterro, smontaggio, rimontaggio e
musealizzazione, in altra sede rispetto a quella di rinvenimento;
c) complessi la cui conservazione non può essere altrimenti
assicurata che in forma contestualizzata mediante l’integrale
mantenimento in sito.
10. Per l’esecuzione dei saggi e degli scavi archeologici
nell’ambito della procedura di cui al presente articolo, il
responsabile unico del procedimento può motivatamente ridurre,
previo accordo con la soprintendenza archeologica territorialmente
competente, i livelli di progettazione, nonche’ i contenuti della
progettazione, in particolare in relazione ai dati, agli elaborati e
ai documenti progettuali già comunque acquisiti agli atti del
procedimento.
11. Nelle ipotesi di cui al comma 9,lettera a), la procedura di
verifica preventiva dell’interesse archeologico si considera chiusa
con esito negativo e accertata l’insussistenza dell’interesse
archeologico nell’area interessata dai lavori. Nelle ipotesi di cui
al comma 9, lettera b), la soprintendenza determina le misure
necessarie ad assicurare la conoscenza, la conservazione e la
protezione dei rinvenimenti archeologicamente rilevanti, salve le
misure di tutela eventualmente da adottare ai sensi del codice dei
beni culturali e del paesaggio, relativamente a singoli rinvenimenti
o al loro contesto. Nel caso di cui al comma 9, lettera c),le
prescrizioni sono incluse nei provvedimenti di assoggettamento a
tutela dell’area interessata dai rinvenimenti e il Ministero dei beni
e delle attività culturali e del turismo avvia il procedimento di
dichiarazione di cui agli articoli 12 e 13 del predetto codice dei
beni culturali e del paesaggio.
12. La procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico
e’ condotta sotto la direzione della soprintendenza archeologica
territorialmente competente. Gli oneri sono a carico della stazione
appaltante.
13. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del
turismo, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la
pubblica amministrazione e il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente codice, sono individuati procedimenti
semplificati, con termini certi che garantiscano la tutela del
patrimonio archeologico tenendo conto dell’interesse pubblico sotteso
alla realizzazione dell’opera.
14. Per gli interventi soggetti alla procedura di cui al presente
articolo, il soprintendente, entro trenta giorni dalla richiesta di
cui al comma 3,stipula un apposito accordo con la stazione appaltante
per disciplinare le forme di coordinamento e di collaborazione con il
responsabile del procedimento e con gli uffici della stazione
appaltante. Nell’accordo le amministrazioni possono graduare la
complessità della procedura di cui al presente articolo, in ragione
della tipologia e dell’entità dei lavori da eseguire, anche
riducendole fasi e i contenuti del procedimento. L’accordo
disciplina, altresì, le forme di documentazione e di divulgazione
dei risultati dell’indagine, mediante l’informatizzazione dei dati
raccolti, la produzione di edizioni scientifiche e didattiche,
eventuali ricostruzioni virtuali volte alla comprensione funzionale
dei complessi antichi, eventuali mostre ed esposizioni finalizzate
alla diffusione e alla pubblicizzazione delle indagini svolte.
15. Le stazioni appaltanti possono ricorrere alla procedura di cui
al regolamento di attuazione dell’articolo 4 della legge 7 agosto
2015, n. 124, in caso di ritenuta eccessiva durata del procedimento
di cui ai commi 8 e seguenti.
16.Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano
disciplinano la procedura di verifica preventiva dell’interesse
archeologico per le opere di loro competenza sulla base di quanto
disposto dal presente articolo.

Art.26

(Verifica preventiva della progettazione)

1. La stazione appaltante, nei contratti relativi a lavori,
verifica la conformità degli elaborati e la loro conformità alla
normativa vigente.
2. La verifica di cui al comma 1 ha luogo prima dell’inizio delle
procedure di affidamento.
3. Al fine di accertare l’unità progettuale, i soggetti di cui al
comma 6, prima dell’approvazione e in contraddittorio con il
progettista, verificano la conformità del progetto esecutivo o
definitivo rispettivamente, al progetto definitivo o allo progetto di
fattibilità. Al contraddittorio partecipa anche il progettista
autore del progetto posto a base della gara, che si esprime in ordine
a tale conformità.
4. La verifica accerta in particolare:
a) la completezza della progettazione;
b) la coerenza e completezza del quadro economico in tutti i suoi
aspetti;
c) l’appaltabilità della soluzione progettuale prescelta;
d) presupposti per la durabilità dell’opera nel tempo;
e) la minimizzazione dei rischi di introduzione di varianti e di
contenzioso;
f) la possibilità di ultimazione dell’opera entro i termini
previsti;
g) la sicurezza delle maestranze e degli utilizzatori;
h) l’adeguatezza dei prezzi unitari utilizzati;
i) la manutenibilità delle opere, ove richiesta.
5. Gli oneri derivanti dall’accertamento della rispondenza agli
elaborati progettuali sono ricompresi nelle risorse stanziate per la
realizzazione delle opere.
6. L’attività di verifica e’ effettuata dai seguenti soggetti:
a) per i lavori di importo pari o superiore a venti milioni di
euro, da organismi di controllo accreditati ai sensi della norma
europea UNI CEI EN ISO/IEC 17020;
b) per i lavori di importo inferiore a venti milioni di euro e fino
alla soglia di cui all’articolo 35, dai soggetti di cui alla lettera
a) e di cui all’articolo 24, comma 1, lettere d), e), f), g), h) ed
i), che dispongano di un sistema interno di controllo di qualità;
c) per i lavori di importo inferiore alla soglia di cui
all’articolo 35 e fino a un milione di euro, la verifica può essere
effettuata dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti ove il
progetto sia stato redatto da progettisti esterni o le stesse
stazioni appaltanti dispongano di un sistema interno di controllo di
qualità ove il progetto sia stato redatto da progettisti interni;
d) per i lavori di importo inferiore a un milione di euro, la
verifica e’ effettuata dal responsabile unico del procedimento, anche
avvalendosi della struttura di cui all’articolo 31, comma 9.
7. Lo svolgimento dell’attività di verifica e’ incompatibile con
lo svolgimento, per il medesimo progetto, dell’attività di
progettazione, del coordinamento della sicurezza della stessa, della
direzione lavori e del collaudo.
8. La validazione del progetto posto a base di gara e’ l’atto
formale che riporta gli esiti della verifica. La validazione e’
sottoscritta dal responsabile del procedimento e fa preciso
riferimento al rapporto conclusivo del soggetto preposto alla
verifica ed alle eventuali controdeduzioni del progettista.

Art.27

(Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori)

1. L’approvazione dei progetti da parte delle amministrazioni viene
effettuata in conformità alle norme dettate dalla legge 7
agosto1990, n. 241, e successive modificazioni, e alle disposizioni
statali e regionali che regolano la materia. Si applicano le
disposizioni in materia di conferenza di servizi dettate dagli
articoli 14-bis e seguenti della citata legge n. 241 del1990.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori
possono sottoporre al procedimento di approvazione dei progetti un
livello progettuale di maggior dettaglio, al fine di ottenere anche
le approvazioni proprie delle precedenti fasi progettuali
eventualmente non effettuate. La dichiarazione di pubblica utilità
di cui agli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001 n. 327, e successive modificazioni, può
essere disposta anche quando l’autorità espropriante approva a tal
fine il progetto esecutivo dell’opera pubblica o di pubblica
utilità.
3. In sede di conferenza dei servizi di cui all’articolo 14-bis
della legge n.241 del 1990 sul progetto di fattibilità, con
esclusione dei lavori di manutenzione ordinaria, tutte le
amministrazioni e i soggetti invitati, ivi compresi gli enti gestori
di servizi pubblici a rete per i quali possono riscontrarsi
interferenze con il progetto, sono obbligati a pronunciarsi sulla
localizzazione e il sul tracciato dell’opera, anche presentando
proposte modificative, nonche’ a comunicare l’eventuale necessità di
opere mitigatrici e compensative dell’impatto. Salvo circostanze
imprevedibili, le conclusioni adottate dalla conferenza in merito
alla localizzazione o al tracciato e alle opere mitigatrici e
compensative, ferma restando la procedura per il dissenso di cui
all’articolo 14-bis, comma 3-bis e all’articolo 14-quater, comma 3
della predetta legge n.241 del 1990, non possono essere modificate in
sede di approvazione dei successivi livelli progettuali, a meno del
ritiro e della ripresentazione di un nuovo progetto di fattibilità.
4. In relazione al procedimento di approvazione del progetto di
fattibilità di cui al comma 3,gli enti gestori delle interferenze
già note o prevedibili hanno l’obbligo di verificare e segnalare al
soggetto aggiudicatore la sussistenza di interferenze non rilevate
con il sedime della infrastruttura o dell’insediamento produttivo, di
collaborare con il soggetto aggiudicatore per lo sviluppo del
progetto delle opere pertinenti le interferenze rilevate e di dare
corso, a spese del soggetto aggiudicatore ,alle attività progettuali
di propria competenza. La violazione dell’obbligo di collaborazione
che sia stata causa di ritardato avvio o anomalo andamento dei lavori
comporta per l’ente gestore responsabilità patrimoniale per i danni
subiti dal soggetto aggiudicatore.
5. Il progetto definitivo e’ corredato dalla indicazione delle
interferenze, rilevate dal soggetto aggiudicatore e, in mancanza,
indicate dagli enti gestori nel termine di sessanta giorni dal
ricevimento del progetto, nonche’ dal programma degli spostamenti e
attraversamenti e di quant’altro necessario alla risoluzione delle
interferenze.
6. Gli enti gestori di reti o opere destinate al pubblico servizio
devono rispettare il programma di risoluzione delle interferenze di
cui al comma 5 approvato unitamente al progetto definitivo, anche
indipendentemente dalla stipula di eventuali convenzioni regolanti la
risoluzione delle interferenze, sempre che il soggetto aggiudicatore
si impegni a mettere a disposizione in via anticipata le risorse
occorrenti.
7. Restano ferme le disposizioni vigenti che stabiliscono gli
effetti dell’approvazione dei progetti ai fini urbanistici ed
espropriativi, nonche’ l’applicazione della vigente disciplina in
materia di valutazione di impatto ambientale.

TITOLO IV
MODALITÀ DI AFFIDAMENTO – PRINCIPI COMUNI

Art. 28

(Contratti misti di appalto)

1. I contratti, nei settori ordinari o nei settori speciali, o le
concessioni, che hanno in ciascun rispettivo ambito, ad oggetto due o
più tipi di prestazioni, sono aggiudicati secondo le disposizioni
applicabili al tipo di appalto che caratterizza l’oggetto principale
del contratto in questione. Nel caso di contratti misti. che
consistono in parte in servizi ai sensi della parte II, titolo VI,
capo II, e in parte in altri servizi. oppure in contratti misti
comprendenti in parte servizi e in parte forniture, l’oggetto
principale e’ determinato in base al valore stimato più elevato tra
quelli dei rispettivi servizi o forniture . L’operatore economico che
concorre alla procedura di affidamento di un contratto misto deve
possedere i requisiti di qualificazione e capacità prescritti dal
presente codice per ciascuna prestazione di lavori, servizi,
forniture prevista dal contratto.
2. Ai contratti misti, nei settori ordinari e nei settori speciali,
aventi per oggetto gli appalti contemplati nel presente codice e in
altri regimi giuridici, si applicano i commi da 3 a 7.
3. Se le diverse parti di un determinato contratto sono
oggettivamente separabili, si applicano i commi 5, 6 e 7. Se le
diverse parti di un determinato contratto sono oggettivamente non
separabili, si applica il comma 9.
4. Se una parte di un determinato contratto e’ disciplinata
dall’articolo 346 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
o dal decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, si applica
l’articolo 160.
5. Nel caso di contratti aventi ad oggetto appalti disciplinati dal
presente codice nonche’ appalti che non rientrano nell’ambito di
applicazione del presente decreto, le amministrazioni aggiudicatrici
o gli enti aggiudicatori possono scegliere di aggiudicare appalti
distinti per le parti distinte o di aggiudicare un appalto unico. Se
le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori scelgono
di aggiudicare appalti distinti per le parti distinte, la decisione
che determina quale regime giuridico si applica a ciascuno di tali
appalti distinti e’ adottata in base alle caratteristiche della parte
distinta di cui trattasi.
6. Se le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
scelgono di aggiudicare un appalto unico, il presente decreto si
applica, salvo quanto previsto all’articolo 160, all’appalto misto
che ne deriva, a prescindere dal valore delle parti cui si
applicherebbe un diverso regime giuridico e dal regime giuridico cui
tali parti sarebbero state altrimenti soggette.
7. Nel caso di contratti misti che contengono elementi di appalti
di forniture, lavori e servizi e di concessioni, il contratto misto
e’ aggiudicato in conformità con le disposizioni del presente codice
che disciplinano gli appalti nei settori ordinari, purche’ il valore
stimato della parte del contratto che costituisce un appalto
disciplinato da tali disposizioni, calcolato secondo l’articolo 167,
sia pari o superiore alla soglia pertinente di cui all’articolo 35.
8. Nel caso di contratti aventi per oggetto sia appalti nei settori
ordinari, sia appalti nei settori speciali, le norme applicabili sono
determinate, fatti salvo i commi 5, 6 e 7, a norma dei commi da 1 a
12.
9. Se le diverse parti di un determinato contratto sono
oggettivamente non separabili, il regime giuridico applicabile e’
determinato in base all’oggetto principale del contratto in
questione.
10. Nei settori speciali, nel caso di contratti destinati a
contemplare più attività, gli enti aggiudicatori possono scegliere
di aggiudicare appalti distinti per ogni attività distinta o di
aggiudicare un appalto unico. Se gli enti aggiudicatori scelgono di
aggiudicare appalti distinti, la decisione che determina il regime
giuridico applicabile a ciascuno di tali appalti distinti e’ adottata
in base alle caratteristiche dell’attività distinta di cui trattasi.
In deroga ai commi da 1 a 9, per gli appalti nei settori speciali, se
gli enti aggiudicatori decidono di aggiudicare un appalto unico, si
applicano i commi 11 e 12. Tuttavia, quando una delle attività
interessate e’ disciplinata dall’articolo 346 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea o dal decreto legislativo 15
novembre 2011, n. 208, si applica l’articolo 160. La decisione di
aggiudicare un unico appalto e di aggiudicare più appalti distinti
non può essere adottata, tuttavia, allo scopo di escludere l’appalto
o gli appalti dall’ambito di applicazione del presente codice.
11. A un appalto destinato all’esercizio di più attività nei
settori speciali si applicano le disposizioni relative alla
principale attività cui e’ destinato.
12. Nel caso degli appalti nei settori speciali per cui e’
oggettivamente impossibile stabilire a quale attività siano
principalmente destinati, le disposizioni applicabili sono
determinate come segue:
a) l’appalto e’ aggiudicato secondo le disposizioni del presente
codice che disciplinano gli appalti nei settori ordinari se una delle
attività cui e’ destinato l’appalto e’ disciplinata dalle
disposizioni relative all’aggiudicazione degli appalti nei settori
ordinari e l’altra dalle disposizioni relative all’aggiudicazione
degli appalti nei settori speciali;
b) l’appalto e’ aggiudicato secondo le disposizioni del presente
codice che disciplinano gli appalti nei settori speciali se una delle
attività cui e’ destinato l’appalto e’ disciplinata dalle
disposizioni relative all’aggiudicazione degli appalti nei settori
speciali e l’altra dalle disposizioni relative all’aggiudicazione
delle concessioni;
c) l’appalto e’ aggiudicato secondo il presente codice se una delle
attività cui e’ destinato l’appalto e’ disciplinata dalle
disposizioni relative all’aggiudicazione degli appalti nei settori
speciali e l’altra non e’ soggetta ne’ a tali disposizioni, ne’ a
quelle relative all’aggiudicazione degli appalti nei settori ordinari
o alle disposizioni relative all’aggiudicazione delle concessioni.
13. Le stazioni appaltanti ricorrono alle procedure di cui al
presente articolo solo nei casi in cui l’elemento tecnologico ed
innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente
rispetto all’importo complessivo dei lavori, prevedendo la messa a
gara del progetto esecutivo.

Art. 29

(Principi in materia di trasparenza)

1. Tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti
aggiudicatori relativi alla programmazione di lavori, opere, servizi
e forniture, nonche’ alle procedure per l’affidamento di appalti
pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi pubblici
di progettazione, di concorsi di idee e di concessioni, compresi
quelli tra enti nell’ambito del settore pubblico di cui all’articolo
5, ove non considerati riservati ai sensi dell’articolo 112 ovvero
secretati ai sensi dell’articolo 162, devono essere pubblicati e
aggiornati sul profilo del committente, nella sezione
“Amministrazione trasparente”, con l’applicazione delle disposizioni
di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Al fine di
consentire l’eventuale proposizione del ricorso ai sensi dell’
articolo 120 del codice del processo amministrativo, sono altresì
pubblicati, nei successivi due giorni dalla data di adozione dei
relativi atti, il provvedimento che determina le esclusioni dalla
procedura di affidamento e le ammissioni all’esito delle valutazioni
dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e
tecnico-professionali. E’ inoltre pubblicata la composizione della
commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti. Nella
stessa sezione sono pubblicati anche i resoconti della gestione
finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione.
2. Gli atti di cui al comma 1, nel rispetto di quanto previsto
dall’articolo 53,sono, altresì, pubblicati sul sito del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e sulla piattaforma digitale
istituita presso l’ANAC, anche tramite i sistemi informatizzati
regionali, di cui al comma 4, e le piattaforme regionali di
e-procurement interconnesse tramite cooperazione applicativa.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
collaborano con gli organi dello Stato alla tutela della trasparenza
e della legalità nel settore dei contratti pubblici. In particolare,
operano in ambito territoriale a supporto delle stazioni appaltanti
nell’attuazione del presente codice ed nel monitoraggio delle fasi di
programmazione, affidamento ed esecuzione dei contratti.
4. Per i contratti e gli investimenti pubblici di competenza
regionale o di enti territoriali, le stazioni appaltanti provvedono
all’assolvimento degli obblighi informativi e di pubblicità disposti
dal presente codice, tramite i sistemi informatizzati regionali, che
devono comunque garantire l’interscambio delle informazioni e
l’interoperabilità, tramite cooperazione applicativa, dei rispettivi
sistemi e delle piattaforme telematiche con le banche dati dell’ANAC
e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Art. 30

(Principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e
concessioni)

1. L’affidamento e l’esecuzione di appalti di opere, lavori,
servizi, forniture e concessioni, ai sensi del presente codice
garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei
principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza.
Nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, le stazioni
appaltanti rispettano, altresì, i principi di libera concorrenza,
non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonche’ di
pubblicità con le modalità indicate nel presente codice. Il
principio di economicità può essere subordinato, nei limiti in cui
e’ espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente
codice, ai criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze sociali,
nonche’ alla tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio
culturale e alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche dal
punto di vista energetico.
2.Le stazioni appaltanti non possono limitare in alcun modo
artificiosamente la concorrenza allo scopo di favorire o svantaggiare
indebitamente taluni operatori economici o, nelle procedure di
aggiudicazione delle concessioni, compresa la stima del valore,
taluni lavori, forniture o servizi.
3.Nell’esecuzione di appalti pubblici e di concessioni, gli
operatori economici rispettano gli obblighi in materia ambientale,
sociale e del lavoro stabiliti dalla normativa europea e nazionale,
dai contratti collettivi o dalle disposizioni internazionali elencate
nell’allegato X.
4.Al personale impiegato nei lavori oggetto di appalti pubblici e
concessioni e’ applicato il contratto collettivo nazionale e
territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si
eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei
datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di
applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto
dell’appalto o della concessione svolta dall’impresa anche in maniera
prevalente.
5. In caso di inadempienza contributiva risultante dal documento
unico di regolarità contributiva relativo a personale dipendente
dell’affidatario o del subappaltatore o dei soggetti titolari di
subappalti e cottimi di cui all’articolo 105, impiegato
nell’esecuzione del contratto, la stazione appaltante trattiene dal
certificato di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza
per il successivo versamento diretto agli enti previdenziali e
assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile. Sull’importo
netto progressivo delle prestazioni e’ operata una ritenuta dello
0,50 per cento; le ritenute possono essere svincolate soltanto in
sede di liquidazione finale, dopo l’approvazione da parte della
stazione appaltante del certificato di collaudo o di verifica di
conformità, previo rilascio del documento unico di regolarità
contributiva.
6. In caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al
personale di cui al comma 5, il responsabile unico del procedimento
invita per iscritto il soggetto inadempiente, ed in ogni caso
l’affidatario, a provvedervi entro i successivi quindici giorni. Ove
non sia stata contestata formalmente e motivatamente la fondatezza
della richiesta entro il termine sopra assegnato, la stazione
appaltante paga anche in corso d’opera direttamente ai lavoratori le
retribuzioni arretrate, detraendo il relativo importo dalle somme
dovute all’affidatario del contratto ovvero dalle somme dovute al
subappaltatore inadempiente nel caso in cui sia previsto il pagamento
diretto ai sensi dell’articolo 105.
7. I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non
escludere le microimprese, le piccole e le medie imprese.
8. Per quanto non espressamente previsto nel presente codice e
negli atti attuativi, alle procedure di affidamento e alle altre
attività amministrative in materia di contratti pubblici si
applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241,
alla stipula del contratto e alla fase di esecuzione si applicano le
disposizioni del codice civile.

Art. 31

(Ruolo e funzioni del responsabile del procedimento negli appalti e
nelle concessioni)

1. Per ogni singola procedura per l’affidamento di un appalto o di
una concessione le stazioni appaltanti nominano, nel primo atto
relativo ad ogni singolo intervento, un responsabile unico del
procedimento (RUP) per le fasi della programmazione, della
progettazione, dell’affidamento, dell’esecuzione. Le stazioni
appaltanti che ricorrono ai sistemi di acquisto e di negoziazione
delle centrali di committenza nominano, per ciascuno dei detti
acquisti, un responsabile del procedimento che assume specificamente,
in ordine al singolo acquisto, il ruolo e le funzioni di cui al
presente articolo. Fatto salvo quanto previsto al comma 10, il RUP e’
nominato con atto formale del soggetto responsabile dell’unità
organizzativa, che deve essere di livello apicale, tra i dipendenti
di ruolo addetti all’unità medesima, dotati del necessario livello
di inquadramento giuridico in relazione alla struttura della pubblica
amministrazione e di competenze professionali adeguate in relazione
ai compiti per cui e’ nominato. Laddove sia accertata la carenza
nell’organico della suddetta unità organizzativa, il RUP e’ nominato
tra gli altri dipendenti in servizio. L’ufficio di responsabile unico
del procedimento e’ obbligatorio e non può essere rifiutato.
2. Il nominativo del RUP e’ indicato nel bando o avviso con cui si
indice la gara per l’affidamento del contratto di lavori, servizi,
forniture, ovvero, nelle procedure in cui non vi sia bando o avviso
con cui si indice la gara, nell’invito a presentare un’offerta.
3. IlRUP, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, svolge tutti
i compiti relativi alle procedure di programmazione, progettazione,
affidamento ed esecuzione previste dal presente codice, che non siano
specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti.
4. Oltre ai compiti specificatamente previsti da altre disposizioni
del codice, in particolare, il RUP:
a) formula proposte e fornisce dati e informazioni al fine della
predisposizione del programma triennale dei lavori pubblici e dei
relativi aggiornamenti annuali, nonche’ al fine della predisposizione
di ogni altro atto di programmazione di contratti pubblici di servizi
e di forniture e della predisposizione dell’avviso di
preinformazione;
b) cura, in ciascuna fase di attuazione degli interventi, il
controllo sui livelli di prestazione, di qualità e di prezzo
determinati in coerenza alla copertura finanziaria e ai tempi di
realizzazione dei programmi;
c) cura il corretto e razionale svolgimento delle procedure;
d) segnala eventuali disfunzioni, impedimenti, ritardi
nell’attuazione degli interventi;
e) accerta la libera disponibilità di aree e immobili necessari;
f) fornisce all’amministrazione aggiudicatrice i dati e le
informazioni relativi alle principali fasi di svolgimento
dell’attuazione dell’intervento, necessari per l’attività di
coordinamento, indirizzo e controllo di sua competenza e sorveglia la
efficiente gestione economica dell’intervento;
g) propone all’amministrazione aggiudicatrice la conclusione di un
accordo di programma, ai sensi delle norme vigenti, quando si rende
necessaria l’azione integrata e coordinata di diverse
amministrazioni;
h) propone l’indizione o, ove competente, indice la conferenza di
servizi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, quando sia
necessario o utile per l’acquisizione di intese, pareri, concessioni,
autorizzazioni, permessi, licenze, nulla osta, assensi, comunque
denominati;
i) verifica e vigila sul rispetto delle prescrizioni contrattuali
nelle concessioni.
5. L’ANAC con proprio atto, da adottare entro novanta giorni
dall’entrata in vigore del presente codice, definisce una disciplina
di maggiore dettaglio sui compiti specifici del RUP, nonche’ sugli
ulteriori requisiti di professionalità rispetto a quanto disposto
dal presente codice, in relazione alla complessità dei lavori.
Determina, altresì, l’importo massimo e la tipologia dei lavori,
servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il
progettista o con il direttore dell’esecuzione del contratto. Fino
all’adozione di detto atto si applica l’articolo 216, comma 8.
6. Per i lavori e i servizi attinenti all’ingegneria e
all’architettura il RUP deve essere un tecnico; ove non sia presente
tale figura professionale, le competenze sono attribuite al
responsabile del servizio al quale attiene il lavoro da realizzare.
7. Nel caso di appalti di particolare complessità in relazione
all’opera da realizzare ovvero alla specificità della fornitura o
del servizio, che richiedano necessariamente valutazioni e competenze
altamente specialistiche, il responsabile unico del procedimento
propone alla stazione appaltante di conferire appositi incarichi a
supporto dell’intera procedura o di parte di essa, da individuare sin
dai primi atti di gara.
8. Gli incarichi di progettazione, coordinamento della sicurezza in
fase di progettazione, direzione dei lavori, coordinamento della
sicurezza in fase di esecuzione, di collaudo, nonche’ gli in carichi
che la stazione appaltante ritenga indispensabili a supporto
dell’attività del responsabile unico del procedimento, vengono
conferiti secondo le procedure di cui al presente codice e, in caso
di importo pari o inferiore alla soglia di 40.000 euro, possono
essere affidati in via diretta. L’affidatario non può avvalersi del
subappalto, fatta eccezione per indagini geologiche, geotecniche e
sismiche, sondaggi, rilievi, misurazioni e picchettazioni,
predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con
esclusione delle relazioni geologiche, nonche’ per la sola redazione
grafica degli elaborati progettuali. Resta, comunque, ferma la
responsabilità esclusiva del progettista.
9. La stazione appaltante, allo scopo di migliorare la qualità
della progettazione e della programmazione complessiva, può,
nell’ambito della propria autonomia organizzativa e nel rispetto dei
limiti previsti dalla vigente normativa, istituire una struttura
stabile a supporto dei RUP, anche alle dirette dipendenze del vertice
della pubblica amministrazione di riferimento. Con la medesima
finalità, nell’ambito della formazione obbligatoria, organizza
attività formativa specifica per tutti i dipendenti che hanno i
requisiti di inquadramento idonei al conferimento dell’incarico di
RUP, anche in materia di metodi e strumenti elettronici specifici
quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture.
10. Le stazioni appaltanti che non sono pubbliche amministrazioni o
enti pubblici individuano, secondo i propri ordinamenti, uno o più
soggetti cui affidare i compiti propri del responsabile del
procedimento, limitatamente al rispetto delle norme del presente
decreto alla cui osservanza sono tenuti.
11. Nel caso in cui l’organico della stazione appaltante presenti
carenze accertate o in esso non sia compreso nessun soggetto in
possesso della specifica professionalità necessaria per lo
svolgimento dei compiti propri del RUP, secondo quanto attestato dal
dirigente competente, i compiti di supporto all’attività del RUP
possono essere affidati, con le procedure previste dal presente
codice, ai soggetti aventi le specifiche competenze di carattere
tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo e
legale, dotati di adeguata polizza assicurativa a copertura dei
rischi professionali come previsto dall’articolo 24, comma 4,
assicurando comunque il rispetto dei principi di pubblicità e di
trasparenza. Resta fermo il divieto di frazionamento artificioso
delle prestazioni allo scopo di sottrarle alle disposizioni del
presente codice. Agli affidatari dei servizi di supporto di cui al
presente comma si applicano le disposizioni di incompatibilità di
cui all’articolo 24, comma 7, comprensive di eventuali incarichi di
progettazione.
12. Il soggetto responsabile dell’unità organizzativa competente
in relazione all’intervento, individua preventivamente le modalità
organizzative e gestionali attraverso le quali garantire il controllo
effettivo da parte della stazione appaltante sull’esecuzione delle
prestazioni, programmando accessi diretti del RUP o del direttore dei
lavori sul luogo dell’esecuzione stessa, nonche’ verifiche, anche a
sorpresa, sull’effettiva ottemperanza a tutte le misure mitigative e
compensative, alle prescrizioni in materia ambientale, paesaggistica,
storico-architettonica, archeologica e di tutela della salute umana
impartite dagli enti e dagli organismi competenti. Il documento di
programmazione, corredato dalla successiva relazione su quanto
effettivamente effettuato, costituisce obiettivo strategico
nell’ambito del piano della performance organizzativa dei soggetti
interessati e conseguentemente se ne tiene conto in sede di
valutazione dell’indennità di risultato. La valutazione di suddetta
attività di controllo da parte dei competenti organismi di
valutazione incide anche sulla corresponsione degli incentivi di cui
all’articolo 113.
13. E’ vietata, negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la
formula del contraente generale e nelle altre formule di partenariato
pubblico-privato, l’attribuzione dei compiti di responsabile unico
del procedimento, responsabile dei lavori, direttore dei lavori, di
collaudatore allo stesso contraente generale o soggetto
aggiudicatario dei contratti di partenariato pubblico-privato o
soggetti ad essi collegati.
14. Le centrali di committenza e le aggregazioni di stazioni
appaltanti designano un RUP per le attività di propria competenza
con i compiti e le funzioni determinate dalla specificità e
complessità dei processi di acquisizione gestiti direttamente.

Art.32

(Fasi delle procedure di affidamento)

1. Le procedure di affidamento dei contratti pubblici hanno luogo
nel rispetto degli atti di programmazione delle stazioni appaltanti
previsti dal presente codice o dalle norme vigenti.
2. Prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti
pubblici, le stazioni appaltanti, in conformità ai propri
ordinamenti, decretano o determinano di contrarre, individuando gli
elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli
operatori economici e delle offerte.
3. La selezione dei partecipanti e delle offerte avviene mediante
uno dei sistemi e secondo i criteri previsti dal presente codice.
4. Ciascun concorrente non può presentare più di un’offerta.
L’offerta e’ vincolante per il periodo indicato nel bando o
nell’invito e, in caso di mancata indicazione, per centottanta giorni
dalla scadenza del termine per la sua presentazione. La stazione
appaltante può chiedere agli offerenti il differimento di detto
termine.
5. La stazione appaltante, previa verifica della proposta di
aggiudicazione ai sensi dell’articolo 33, comma 1, provvede
all’aggiudicazione.
6. L’aggiudicazione non equivale ad accettazione dell’offerta.
L’offerta dell’aggiudicatario e’ irrevocabile fino al termine
stabilito nel comma 8.
7. L’aggiudicazione diventa efficace dopo la verifica del possesso
dei prescritti requisiti.
8. Divenuta efficace l’aggiudicazione, e fatto salvo l’esercizio
dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti, la
stipulazione del contratto di appalto o di concessione ha luogo entro
i successivi sessanta giorni, salvo diverso termine previsto nel
bando o nell’invito ad offrire, ovvero l’ipotesi di differimento
espressamente concordata con l’aggiudicatario. Se la stipulazione del
contratto non avviene nel termine fissato, l’aggiudicatario può,
mediante atto notificato alla stazione appaltante, sciogliersi da
ogni vincolo o recedere dal contratto. All’aggiudicatario non spetta
alcun indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali
documentate. Nel caso di lavori, se e’ intervenuta la consegna dei
lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, se si e’
dato avvio all’esecuzione del contratto in via d’urgenza,
l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per
l’esecuzione dei lavori ordinati dal direttore dei lavori, ivi
comprese quelle per opere provvisionali. Nel caso di servizi e
forniture, se si e’ dato avvio all’esecuzione del contratto in via
d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese
sostenute per le prestazioni espletate su ordine del direttore
dell’esecuzione. L’esecuzione d’urgenza di cui al presente comma e’
ammessa esclusivamente nelle ipotesi di eventi oggettivamente
imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone,
animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero per
il patrimonio storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la
mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella gara
determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che e’ destinata
a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari.
9. Il contratto non può comunque essere stipulato prima di
trentacinque giorni dall’invio dell’ultima delle comunicazioni del
provvedimento di aggiudicazione.
10. Il termine dilatorio di cui al comma 9 non si applica nei
seguenti casi:
a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso con cui si
indice una gara o dell’inoltro degli inviti nel rispetto del presente
codice, e’ stata presentata o e’ stata ammessa una sola offerta e non
sono state tempestivamente proposte impugnazioni del bando o della
lettera di invito o queste impugnazioni risultano già respinte con
decisione definitiva;
b) nel caso di un appalto basato su un accordo quadro di cui
all’articolo 54,nel caso di appalti specifici basati su un sistema
dinamico di acquisizione di cui all’articolo 55,nel caso di acquisto
effettuato attraverso il mercato elettronico e nel caso di
affidamenti effettuati ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettere a)
e b).
11. Se e’ proposto ricorso avverso l’aggiudicazione con contestuale
domanda cautelare, il contratto non può essere stipulato, dal
momento della notificazione dell’istanza cautelare alla stazione
appaltante e per i successivi venti giorni, a condizione che entro
tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo
grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo
grado in caso di decisione del merito all’udienza cautelare ovvero
fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva. L’effetto
sospensivo sulla stipula del contratto cessa quando, in sede di esame
della domanda cautelare, il giudice si dichiara incompetente ai sensi
dell’articolo 15, comma 4, del codice del processo amministrativo di
cui all’Allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n.104, o
fissa con ordinanza la data di discussione del merito senza concedere
misure cautelari o rinvia al giudizio di merito l’esame della domanda
cautelare, con il consenso delle parti, da intendersi quale implicita
rinuncia all’immediato esame della domanda cautelare.
12. Il contratto e’ sottoposto alla condizione sospensiva
dell’esito positivo dell’eventuale approvazione e degli altri
controlli previsti dalle norme proprie delle stazioni appaltanti.
13. L’esecuzione del contratto può avere inizio solo dopo che lo
stesso e’ divenuto efficace, salvo che, in casi di urgenza, la
stazione appaltante ne chieda l’esecuzione anticipata, nei modi e
alle condizioni previste al comma 8.
14. Il contratto e’ stipulato, a pena di nullità, con atto
pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica
secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma
pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante della stazione
appaltante o mediante scrittura privata in caso di procedura
negoziata ovvero per gli affidamenti di importo non superiore a
40.000 euro mediante corrispondenza secondo l’uso del commercio
consistente in un apposito scambio di lettere, anche tramite posta
elettronica certificata o strumenti analoghi negli altri Stati
membri.

Art. 33

(Controlli sugli atti delle procedure di affidamento)

1. La proposta di aggiudicazione e’ soggetta ad approvazione
dell’organo competente secondo l’ordinamento della stazione
appaltante e nel rispetto dei termini dallo stesso previsti,
decorrenti dal ricevimento della proposta di aggiudicazione da parte
dell’organo competente. In mancanza, il termine e’ pari a trenta
giorni. Il termine e’ interrotto dalla richiesta di chiarimenti o
documenti e inizia nuovamente a decorrere da quando i chiarimenti o
documenti pervengono all’organo richiedente. Decorsi tali termini, la
proposta di aggiudicazione si intende approvata.
2. L’eventuale approvazione del contratto stipulato avviene nel
rispetto dei termini e secondo procedure analoghe a quelle di cui al
comma 1. L’approvazione del contratto e’ sottoposta ai controlli
previsti dai rispettivi ordinamenti delle stazioni appaltanti.

Art. 34

(Criteri di sostenibilità energetica e ambientale)

1. Le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli
obiettivi ambientali previsti dal Piano d’azione per la
sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica
amministrazione attraverso l’inserimento, nella documentazione
progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle
clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi
adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare e conformemente, in riferimento all’acquisto di
prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e
fornitura di derrate alimentari, a quanto specificamente previsto
all’ articolo 144.
2. I criteri ambientali minimi definiti dal decreto di cui al comma
1 sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei
documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’articolo 95, comma 6.
Nel caso dei contratti relativi ai servizi di ristorazione
ospedaliera, assistenziale, scolastica e sociale di cui all’articolo
95, comma 3, lettera a), e dei contratti relativi ai servizi di
ristorazione di cui all’articolo 144, il suddetto decreto può
stabilire che l’obbligo di cui al comma 1 si applichi anche per una
quota inferiore al 50 per cento del valore a base d’asta. Negli altri
casi il medesimo obbligo si applica per gli affidamenti di qualunque
importo, per almeno il 50 per cento del valore a base d’asta,
relativamente alle categorie di forniture e affidamenti non connesse
agli usi finali di energia e oggetto dei criteri ambientali minimi,
mentre si applica per l’intero valore delle gare, relativamente alle
categorie di appalto con le quali si può conseguire l’efficienza
energetica negli usi finali quali:
a) acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, di
alimentatori elettronici e di moduli a LED per illuminazione
pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione
pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di
illuminazione pubblica;
b) attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, quali
personal computer, stampanti, apparecchi multifunzione e
fotocopiatrici;
c) servizi energetici per gli edifici, servizio di illuminazione e
forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici;
d) affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova
costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la
gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.
3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare può essere previsto, altresì, l’aumento
progressivo della percentuale del 50 per cento del valore a base
d’asta indicato al comma 2.

PARTE II
CONTRATTI DI APPALTO PER LAVORI SERVIZI E FORNITURE
TITOLO I
RILEVANZA COMUNITARIA E CONTRATTI SOTTO SOGLIA

Art. 35

(Soglie di rilevanza comunitaria e metodi di calcolo del valore
stimato degli appalti)

1. Le disposizioni del presente codice si applicano ai contratti
pubblici il cui importo, al netto dell’imposta sul valore aggiunto,
e’ pari o superiore alle soglie seguenti:
a) euro 5.225.000 per gli appalti pubblici di lavori e per le
concessioni;
b) euro 135.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e
per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati dalle
amministrazioni aggiudicatrici che sono autorità governative
centrali indicate nell’allegato III; se gli appalti pubblici di
forniture sono aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici operanti
nel settore della difesa, questa soglia si applica solo agli appalti
concernenti i prodotti menzionati nell’allegato VIII;
c) euro 209.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e
per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati da
amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali; tale soglia si applica
anche agli appalti pubblici di forniture aggiudicati dalle autorità
governative centrali che operano nel settore della difesa, allorche’
tali appalti concernono prodotti non menzionati nell’allegato VIII;
d) euro 750.000 per gli appalti di servizi sociali e di altri
servizi specifici elencati all’allegato IX.
2. Il presente codice si applica anche ai contratti pubblici nei
settori speciali il cui valore, al netto dell’imposta sul valore
aggiunto, e’ pari o superiore alle soglie seguenti:
a) euro 5.225.000 per gli appalti di lavori;
b) euro 418. 000 per gli appalti di forniture, di servizi e per i
concorsi pubblici di progettazione;
c) euro 1.000.000 per i contratti di servizi, per i servizi sociali
e altri servizi specifici elencati all’allegato IX.
3. Le soglie di cui al presente articolo sono periodicamente
rideterminate con provvedimento della Commissione europea, che trova
diretta applicazione alla data di entrata in vigore a seguito della
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
4. Il calcolo del valore stimato di un appalto pubblico di lavori,
servizi e forniture e’ basato sull’importo totale pagabile, al netto
dell’IVA, valutato dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente
aggiudicatore. Il calcolo tiene conto dell’importo massimo stimato,
ivi compresa qualsiasi forma di eventuali opzioni o rinnovi del
contratto esplicitamente stabiliti nei documenti di gara. Quando
l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore prevedono
premi o pagamenti per i candidati o gli offerenti, ne tengono conto
nel calcolo del valore stimato dell’appalto.
5. Se un’amministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore
sono composti da unità operative distinte, il calcolo del valore
stimato di un appalto tiene conto del valore totale stimato per tutte
le singole unità operative. Se un’unità operativa distinta e’
responsabile in modo indipendente del proprio appalto o di
determinate categorie di esso, il valore dell’appalto può essere
stimato con riferimento al valore attribuito dall’unità operativa
distinta.
6. La scelta del metodo per il calcolo del valore stimato di un
appalto o concessione non può essere fatta con l’intenzione di
escluderlo dall’ambito di applicazione delle disposizioni del
presente codice relative alle soglie europee. Un appalto non può
essere frazionato allo scopo di evitare l’applicazione delle norme
del presente codice tranne nel caso in cui ragioni oggettive lo
giustifichino.
7. Il valore stimato dell’appalto e’ quantificato al momento
dell’invio dell’avviso di indizione di gara o del bando di gara o,
nei casi in cui non sia prevista un’indizione di gara, al momento in
cui l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore avvia la
procedura di affidamento del contratto.
8. Divenuta efficace l’aggiudicazione, e fatto salvo l’esercizio
dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti, la
stipulazione del contratto di appalto o di concessione ha luogo entro
i successivi sessanta giorni, salvo diverso termine previsto nel
bando o nell’invito ad offrire, ovvero l’ipotesi di differimento
espressamente concordata con l’aggiudicatario. Se la stipulazione del
contratto non avviene nel termine fissato, l’aggiudicatario può,
mediante atto notificato alla stazione appaltante, sciogliersi da
ogni vincolo o recedere dal contratto. All’aggiudicatario non spetta
alcun indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali
documentate. Nel caso di lavori, se e’ intervenuta la consegna dei
lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, se si e’
dato avvio all’esecuzione del contratto in via d’urgenza,
l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per
l’esecuzione dei lavori ordinati dal direttore dei lavori, ivi
comprese quelle per opere provvisionali. Nel caso di servizi e
forniture, se si e’ dato avvio all’esecuzione del contratto in via
d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese
sostenute per le prestazioni espletate su ordine del direttore
dell’esecuzione. L’esecuzione d’urgenza di cui al presente comma e’
ammessa esclusivamente nelle ipotesi di eventi oggettivamente
imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone,
animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero per
il patrimonio storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la
mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella gara
determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che e’ destinata
a soddisfare , ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari.
9. Per i contratti relativi a lavori e servizi:
a) quando un’opera prevista o una prestazione di servizi può dare
luogo ad appalti aggiudicati contemporaneamente per lotti distinti,
e’ computato il valore complessivo stimato della totalità di tali
lotti;
b) quando il valore cumulato dei lotti e’ pari o superiore alle
soglie di cui ai commi 1 e 2, le disposizioni del presente codice si
applicano all’aggiudicazione di ciascun lotto.
10. Per gli appalti di forniture:
a) quando un progetto volto ad ottenere forniture omogenee può
dare luogo ad appalti aggiudicati contemporaneamente per lotti
distinti, nell’applicazione delle soglie di cui ai commi 1 e 2e’
computato il valore complessivo stimato della totalità di tali
lotti;
b) quando il valore cumulato dei lotti e’ pari o superiore alle
soglie di cui ai commi 1 e 2, le disposizioni del presente codice si
applicano all’aggiudicazione di ciascun lotto.
11. In deroga a quanto previsto dai commi 8, 9 e 10, le
amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori possono
aggiudicare l’appalto per singoli lotti senza applicare le
disposizioni del presente codice, quando il valore stimato al netto
dell’IVA del lotto sia inferiore a euro 80.000 per le forniture o i
servizi oppure a euro 1.000.000 per i lavori, purche’ il valore
cumulato dei lotti aggiudicati non superi il 20 per cento del valore
complessivo di tutti i lotti in cui sono stati frazionati l’opera
prevista, il progetto di acquisizione delle forniture omogenee, o il
progetto di prestazione servizi.
12. Se gli appalti pubblici di forniture o di servizi presentano
caratteri di regolarità o sono destinati ad essere rinnovati entro
un determinato periodo, e’ posto come base per il calcolo del valore
stimato dell’appalto:
a) il valore reale complessivo dei contratti analoghi successivi
conclusi nel corso dei dodici mesi precedenti o dell’esercizio
precedente, rettificato, ove possibile, al fine di tenere conto dei
cambiamenti in termini di quantità o di valore che potrebbero
sopravvenire nei dodici mesi successivi al contratto iniziale;
b) il valore stimato complessivo dei contratti successivi
aggiudicati nel corso dei dodici mesi successivi alla prima consegna
o nel corso dell’esercizio, se questo e’ superiore ai dodici mesi.
13. Per gli appalti pubblici di forniture aventi per oggetto la
locazione finanziaria, la locazione o l’acquisto a riscatto di
prodotti, il valore da assumere come base per il calcolo del valore
stimato dell’appalto e’ il seguente:
a)per gli appalti pubblici di durata determinata pari o inferiore a
dodici mesi, il valore stimato complessivo per la durata dell’appalto
o, se la durata supera i dodici mesi, il valore complessivo, ivi
compreso il valore stimato dell’importo residuo;
b) per gli appalti pubblici di durata indeterminata o che non può
essere definita, il valore mensile moltiplicato per quarantotto.
14. Per gli appalti pubblici di servizi, il valore da porre come
base per il calcolo del valore stimato dell’appalto, a seconda del
tipo di servizio, e’ il seguente:
a) per i servizi assicurativi: il premio da pagare e altre forme di
remunerazione;
b) per i servizi bancari e altri servizi finanziari: gli onorari,
le commissioni da pagare, gli interessi e altre forme di
remunerazione;
c) per gli appalti riguardanti la progettazione: gli onorari, le
commissioni da pagare e altre forme di remunerazione;
d) per gli appalti pubblici di servizi che non fissano un prezzo
complessivo:
1) in caso di appalti di durata determinata pari o inferiore a
quarantotto mesi, il valore complessivo stimato per l’intera loro
durata;
2) in caso di appalti di durata indeterminata o superiore a
quarantotto mesi, il valore mensile moltiplicato per quarantotto.
15. Il calcolo del valore stimato di un appalto misto di servizi e
forniture si fonda sul valore totale dei servizi e delle forniture,
prescindendo dalle rispettive quote. Tale calcolo comprende il valore
delle operazioni di posa e di installazione.
16. Per gli accordi quadro e per i sistemi dinamici di
acquisizione, il valore da prendere in considerazione e’ il valore
massimo stimato al netto dell’IVA del complesso dei contratti
previsti durante l’intera durata degli accordi quadro o del sistema
dinamico di acquisizione.
17. Nel caso di partenariati per l’innovazione, il valore da
prendere in considerazione e’ il valore massimo stimato, al netto
dell’IVA, delle attività di ricerca e sviluppo che si svolgeranno
per tutte le fasi del previsto partenariato, nonche’ delle forniture,
dei servizi o dei lavori da mettere a punto e fornire alla fine del
partenariato.
18. Sul valore stimato dell’appalto viene calcolato l’importo
dell’anticipazione del prezzo pari al 20 per cento da corrispondere
all’appaltatore entro quindici giorni dall’effettivo inizio dei
lavori. L’erogazione dell’anticipazione e’ subordinata alla
costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di
importo pari all’anticipazione maggiorato del tasso di interesse
legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione
stessa secondo il cronoprogramma dei lavori. La predetta garanzia e’
rilasciata da imprese bancarie autorizzate ai sensi del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o assicurative autorizzate
alla copertura dei rischi ai quali si riferisce l’assicurazione e che
rispondano ai requisiti di solvibilità previsti dalle leggi che ne
disciplinano la rispettiva attività. La garanzia può essere,
altresì, rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo
degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385. L’importo della garanzia viene
gradualmente ed automaticamente ridotto nel corso dei lavori, in
rapporto al progressivo recupero dell’anticipazione da parte delle
stazioni appaltanti. Il beneficiario decade dall’anticipazione, con
obbligo di restituzione, se l’esecuzione dei lavori non procede, per
ritardi a lui imputabili, secondo i tempi contrattuali. Sulle somme
restituite sono dovuti gli interessi legali con decorrenza dalla data
di erogazione della anticipazione.

Art. 36

(Contratti sotto soglia)

1. L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di
importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 avvengono nel
rispetto dei principi di cui all’articolo 30, comma 1, nonche’ nel
rispetto del principio di rotazione e in modo da assicurare
l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese,
piccole e medie imprese.
2. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 37 e 38 e salva la
possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, le stazioni
appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture
di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35, secondo le
seguenti modalità:
a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante
affidamento diretto, adeguatamente motivato o per i lavori in
amministrazione diretta;
b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e
inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui
all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura
negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno cinque
operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o
tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio
di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche in
amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di
mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata previa
consultazione di cui al periodo precedente. L’avviso sui risultati
della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei
soggetti invitati;
c) per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e
inferiore a 1.000.000 di euro, mediante la procedura negoziata di cui
all’articolo 63 con consultazione di almeno dieci operatori
economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione
degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite
elenchi di operatori economici. L’avviso sui risultati della
procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti
invitati;
d) per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro
mediante ricorso alle procedure ordinarie.
3. Per l’affidamento dei lavori pubblici di cui all’articolo 1,
comma 2, lettera e), del presente codice, relativi alle opere di
urbanizzazione a scomputo di importo inferiore alla soglia
comunitaria, si fa ricorso alla procedura ordinaria con pubblicazione
di avviso o bando di gara.
4. Nel caso di opere di urbanizzazione primaria di importo
inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, funzionali
all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, si
applica l’articolo 16, comma 2-bis, del decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
5. Ai fini dell’aggiudicazione, nei casi di cui al comma 2, lettere
a) e b), le stazioni appaltanti verificano esclusivamente i requisiti
di carattere generale mediante consultazione della Banca dati
nazionale degli operatori economici di cui all’articolo 81. Le
stazioni appaltanti devono verificare il possesso dei requisiti
economici e finanziari e tecnico professionali richiesti nella
lettera di invito o nel bando di gara.
6. Nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso alle
procedure negoziate, la verifica dei requisiti ai fini della stipula
del contratto avviene esclusivamente sull’aggiudicatario. La stazione
appaltante può comunque estendere le verifiche agli altri
partecipanti. Per lo svolgimento delle procedure di cui al presente
articolo le stazioni appaltanti possono procedere attraverso un
mercato elettronico che consenta acquisti telematici basati su un
sistema che attua procedure di scelta del contraente interamente
gestite per via elettronica. Il Ministero dell’economia e delle
finanze, avvalendosi di CONSIP S.p.A., mette a disposizione delle
stazioni appaltanti il mercato elettronico delle pubbliche
amministrazioni.
7. L’ANAC con proprie linee guida, da adottare entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente codice, stabilisce le
modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti e
migliorare la qualità delle procedure di cui al presente articolo,
delle indagini di mercato, nonche’ per la formazione e gestione degli
elenchi degli operatori economici. Fino all’adozione di dette linee
guida, si applica l’articolo 216, comma 9.
8. Le imprese pubbliche e i soggetti titolari di diritti speciali
ed esclusivi per gli appalti di lavori, forniture e servizi di
importo inferiore alla soglia comunitaria, rientranti nell’ambito
definito dagli articoli da 115 a 121, applicano la disciplina
stabilita nei rispettivi regolamenti, la quale, comunque, deve essere
conforme ai principi dettati dal trattato UE a tutela della
concorrenza.
9. In caso di ricorso alle procedure ordinarie, nel rispetto dei
principi previsti dall’articolo 79, i termini minimi stabiliti negli
articoli da 60 a 63 possono essere ridotti fino alla metà. I bandi e
gli avvisi sono pubblicati sul profilo del committente della stazione
appaltante e sulla piattaforma digitale dei bandi di gara presso
l’ANAC di cui all’articolo 73, comma 4, con gli effetti previsti dal
comma 3, primo periodo, del citato articolo. Fino alla data di cui
all’articolo 73, comma 4, per gli effetti giuridici connessi alla
pubblicazione, gli avvisi e i bandi peri contratti relativi a lavori
di importo pari o superiore a cinquecentomila euro e per i contratti
relativi a forniture e servizi sono pubblicati anche sulla Gazzetta
ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai
contratti pubblici; per i medesimi effetti, gli avvisi e i bandi peri
contratti relativi a lavori di importo inferiore a cinquecentomila
euro sono pubblicati nell’albo pretorio del Comune ove si eseguono i
lavori.

TITOLO II
QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

Art. 37

(Aggregazioni e centralizzazione delle committenze )

1. Le stazioni appaltanti, fermi restando gli obblighi di utilizzo
di strumenti di acquisto e di negoziazione, anche telematici,
previsti dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento della
spesa, possono procedere direttamente e autonomamente
all’acquisizione di forniture e servizi di importo inferiore a 40.000
euro e di lavori di importo inferiore a 150.000 euro, nonche’
attraverso l’effettuazione di ordini a valere su strumenti di
acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza. Per
effettuare procedure di importo superiore alle soglie indicate al
periodo precedente, le stazioni appaltanti devono essere in possesso
della necessaria qualificazione ai sensi dell’articolo 38.
2. Salvo quanto previsto al comma 1, per gli acquisti di forniture
e servizi di importo superiore a 40.000 euro e inferiore alla soglia
di cui all’articolo 35, nonche’ per gli acquisti di lavori di
manutenzione ordinaria d’importo superiore a 150.000 euro e inferiore
a 1 milione di euro, le stazioni appaltanti in possesso della
necessaria qualificazione di cui all’articolo 38 procedono mediante
utilizzo autonomo degli strumenti telematici di negoziazione messi a
disposizione dalle centrali di committenza qualificate secondo la
normativa vigente. In caso di indisponibilità di tali strumenti
anche in relazione alle singole categorie merceologiche, le stazioni
appaltanti operano ai sensi del comma 3 o procedono mediante lo
svolgimento di procedura ordinaria ai sensi del presente codice.
3. Le stazioni appaltanti non in possesso della necessaria
qualificazione di cui all’articolo 38 procedono all’acquisizione di
forniture, servizi e lavori ricorrendo a una centrale di committenza
ovvero mediante aggregazione con una o più stazioni appaltanti
aventi la necessaria qualifica.
4. Se la stazione appaltante e’ un comune non capoluogo di
provincia, fermo restando quanto previsto al comma 1 e al primo
periodo del comma 2, procede secondo una delle seguenti modalità:
a) ricorrendo a una centrale di committenza o a soggetti
aggregatori qualificati;
b) mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali
di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in centrali di
committenza nelle forme previste dall’ordinamento.
c) ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso gli
enti di area vasta ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56.
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in
sede di Conferenza unificata, sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente codice, garantendo la tutela dei diritti delle
minoranze linguistiche, sono individuati gli ambiti territoriali di
riferimento in applicazione dei principi di sussidiarietà,
differenziazione e adeguatezza, e stabiliti i criteri e le modalità
per la costituzione delle centrali di committenza in forma di
aggregazione di comuni non capoluogo di provincia. In caso di
concessione di servizi pubblici locali di interesse economico
generale di rete, l’ambito di competenza della centrale di
committenza coincide con l’ambito territoriale di riferimento (ATO),
individuato ai sensi della normativa di settore. Sono fatte salve in
ogni caso le attribuzioni degli enti di area vasta di cui alla legge
7 aprile 2014, n. 56. Fino alla data di entrata in vigore del decreto
di cui al primo periodo si applica l’articolo 216, comma 10.
6. Fermo restando quanto previsto dai commi da 1 a 5, le stazioni
appaltanti possono acquisire lavori, forniture o servizi mediante
impiego di una centrale di committenza qualificata ai sensi
dell’articolo 38.
7. Le centrali di committenza possono:
a) aggiudicare appalti, stipulare ed eseguire i contratti per conto
delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori;
b) stipulare accordi quadro ai quali le stazioni appaltanti
qualificate possono ricorrere per l’aggiudicazione dei propri
appalti;
c) gestire sistemi dinamici di acquisizione e mercati elettronici.
8. Le centrali di committenza qualificate possono svolgere
attività di committenza ausiliarie in favore di altre centrali di
committenza o per una o più stazioni appaltanti in relazione ai
requisiti di qualificazione posseduti e agli ambiti territoriali di
riferimento individuati dal decreto di cui al comma 5.
9. La stazione appaltante, nell’ambito delle procedure gestite
dalla centrale di committenza di cui fa parte, e’ responsabile del
rispetto del presente codice per le attività ad essa direttamente
imputabili. La centrale di committenza che svolge esclusivamente
attività di centralizzazione delle procedure di affidamento per
conto di altre amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori e’
tenuta al rispetto delle disposizioni di cui al presente codice e ne
e’ direttamente responsabile.
10. Due o più stazioni appaltanti che decidono di eseguire
congiuntamente appalti e concessioni specifici e che sono in
possesso, anche cumulativamente, delle necessarie qualificazioni in
rapporto al valore dell’appalto o della concessione, sono
responsabili in solido dell’adempimento degli obblighi derivanti dal
presente codice. Le stazioni appaltanti provvedono altresì ad
individuare un unico responsabile del procedimento in comune tra le
stesse, per ciascuna procedura, nell’atto con il quale hanno
convenuto la forma di aggregazione in centrale di committenza di cui
al comma 4 o il ricorso alla centrale di committenza. Si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 31.
11. Se la procedura di aggiudicazione non e’ effettuata
congiuntamente in tutti i suoi elementi a nome e per conto delle
stazioni appaltanti interessate, esse sono congiuntamente
responsabili solo per le parti effettuate congiuntamente. Ciascuna
stazione appaltante e’ responsabile dell’adempimento degli obblighi
derivanti dal presente codice unicamente per quanto riguarda le parti
da essa svolte a proprio nome e per proprio conto.
12. Fermi restando gli obblighi di utilizzo degli strumenti di
acquisto e di negoziazione previsti dalle vigenti disposizioni in
materia di contenimento della spesa, nell’individuazione della
centrale di committenza, anche ubicata in altro Stato membro
dell’Unione europea, le stazioni appaltanti procedono sulla base del
principio di buon andamento dell’azione amministrativa, dandone
adeguata motivazione.
13. Le stazioni appaltanti possono ricorrere ad una centrale di
committenza ubicata in altro Stato membro dell’Unione europea solo
per le attività di centralizzazione delle committenze svolte nella
forma di acquisizione centralizzata di forniture e/o servizi a
stazioni appaltanti; la fornitura di attività di centralizzazione
delle committenze da parte di una centrale di committenza ubicata in
altro Stato membro e’ effettuata conformemente alle disposizioni
nazionali dello Stato membro in cui e’ ubicata la centrale di
committenza.
14. Dall’applicazione del presente articolo sono esclusi gli enti
aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici quando
svolgono una delle attività previste dagli articoli da 115 a 121.

Art.38

(Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza)

1. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 37 in materia di
aggregazione e centralizzazione degli appalti, e’ istituito presso
l’ANAC, che ne assicura la pubblicità, un apposito elenco delle
stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le centrali
di committenza. La qualificazione e’ conseguita in rapporto agli
ambiti di attività, ai bacini territoriali, alla tipologia e
complessità del contratto e per fasce d’importo. Sono iscritti di
diritto nell’elenco di cui al primo periodo, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, ivi compresi i Provveditorati
interregionali per le opere pubbliche, CONSIP S.p.a., INVITALIA –
Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d’impresa S.p.a., nonche’ i soggetti aggregatori regionali di cui
all’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e le città
metropolitane.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da
adottarsi, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti e del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro per la semplificazione della pubblica
amministrazione, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente codice, sentite l’ANAC e la Conferenza Unificata, sono
definiti i requisiti tecnico organizzativi per l’iscrizione
all’elenco di cui al comma 1, in applicazione dei criteri di
qualità, efficienza e professionalizzazione, tra cui, per le
centrali di committenza, il carattere di stabilità delle attività e
il relativo ambito territoriale. Il decreto definisce, inoltre, le
modalità attuative del sistema delle attestazioni di qualificazione
e di eventuale aggiornamento e revoca, nonche’ la data a decorrere
dalla quale entra in vigore il nuovo sistema di qualificazione.
3. La qualificazione ha ad oggetto il complesso delle attività che
caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, servizio o
lavoro in relazione ai seguenti ambiti:
a) capacità di programmazione e progettazione;
b) capacità di affidamento;
c) capacità di verifica sull’esecuzione e controllo dell’intera
procedura, ivi incluso il collaudo e la messa in opera.
4. I requisiti di cui al comma 3 sono individuati sulla base dei
seguenti parametri:
a) requisiti di base, quali:
1) strutture organizzative stabili deputate agli ambiti di cui al
comma 3;
2) presenza nella struttura organizzativa di dipendenti aventi
specifiche competenze in rapporto alle attività di cui al comma 3;
3) sistema di formazione ed aggiornamento del personale;
4) numero di gare svolte nel triennio con indicazione di tipologia,
importo e complessità, numero di varianti approvate, verifica sullo
scostamento tra gli importi posti a base di gara e consuntivo delle
spese sostenute, rispetto dei tempi di esecuzione delle procedure di
affidamento, di aggiudicazione e di collaudo;
5) rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e
fornitori come stabilito dalla vigente normativa ovvero rispetto dei
tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori, secondo gli
indici di tempestività indicati dal decreto adottato in attuazione
dell’articolo 33 del decreto legislativo14 marzo 2013, n. 33;
b) requisiti premianti, quali:
1) valutazione positiva dell’ANAC in ordine all’attuazione di
misure di prevenzione dei rischi di corruzione e promozione della
legalità;
2) presenza di sistemi di gestione della qualità conformi alla
norma UNI EN ISO 9001 degli uffici e dei procedimenti di gara,
certificati da organismi accreditati per lo specifico scopo ai sensi
del regolamento CE 765/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio;
3) disponibilità di tecnologie telematiche nella gestione di
procedure di gara;
4) livello di soccombenza nel contenzioso;
5) applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale
nell’attività di progettazione e affidamento.
5. La qualificazione conseguita opera per la durata di cinque anni
e può essere rivista a seguito di verifica, anche a campione, da
parte di ANAC o su richiesta della stazione appaltante.
6. L’ANAC stabilisce le modalità attuative del sistema di
qualificazione, sulla base di quanto previsto dai commi da 1 a 5, ed
assegna alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza,
anche per le attività ausiliarie, un termine congruo al fine di
dotarsi dei requisiti necessari alla qualificazione. Stabilisce,
altresì, modalità diversificate che tengano conto delle
peculiarità dei soggetti privati che richiedono la qualificazione.
7. Con il provvedimento di cui al comma 6, l’ANAC stabilisce
altresì i casi in cui può essere disposta la qualificazione con
riserva, finalizzata a consentire alla stazione appaltante e alla
centrale di committenza, anche per le attività ausiliarie, di
acquisire la capacità tecnica ed organizzativa richiesta. La
qualificazione con riserva ha una durata massima non superiore al
termine stabilito per dotarsi dei requisiti necessari alla
qualificazione.
8. A decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo sistema di
qualificazione delle stazioni appaltanti, l’ANAC non rilascia il
codice identificativo gara (CIG) alle stazioni appaltanti che
procedono all’acquisizione di beni, servizi o lavori non rientranti
nella qualificazione conseguita. Fino alla predetta data, si applica
l’articolo 216, comma 10.
9. Una quota parte delle risorse del fondo di cui all’articolo 213,
comma 14, attribuite alla stazione appaltante con il decreto di cui
al citato comma e’ destinata dall’amministrazione di appartenenza
della stazione appaltante premiata al fondo per la remunerazione del
risultato dei dirigenti e dei dipendenti appartenenti alle unità
organizzative competenti per i procedimenti di cui al presente
codice. La valutazione positiva della stazione appaltante viene
comunicata dall’ANAC all’amministrazione di appartenenza della
stazione appaltante perche’ ne tenga comunque conto ai fini della
valutazione della performance organizzativa e gestionale dei
dipendenti interessati.
10. Dall’applicazione del presente articolo sono esclusi gli enti
aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici.

Art. 39

(Attività di committenza ausiliarie)

1. Le attività di committenza ausiliarie di cui all’articolo 3,
comma 1, lettera m), possono essere affidate a centrali di
committenza di cui all’articolo38.
2. Al di fuori dei casi di cui al comma 1, le stazioni appaltanti
possono ricorrere, per lo svolgimento di attività delle committenza
ausiliarie, ad esclusione delle attività di cui all’articolo 3,
comma 1, lettera m), punto 4, a prestatori di servizi individuati
mediante svolgimento delle procedure di cui al presente codice.

Art. 40

(Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello
svolgimento di procedure di aggiudicazione)

1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle
procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza
sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi
dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
Codice dell’amministrazione digitale.
2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi
di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice
svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di
comunicazione elettronici.

Art. 41

(Misure di semplificazione delle procedure di gara svolte da centrali
di committenza)

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
codice, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la
Conferenza unificata, previa consultazione di CONSIP S.p.A. e dei
soggetti aggregatori, sono individuate le misure di revisione ed
efficientamento delle procedure di appalto, degli accordi quadro,
delle convenzioni e in genere delle procedure utilizzabili da CONSIP,
dai soggetti aggregatori e dalle centrali di committenza, finalizzate
a migliorare la qualità degli approvvigionamenti e ridurre i costi e
i tempi di espletamento delle gare, promuovendo anche un sistema di
reti di committenza volto a determinare un più ampio ricorso alle
gare e agli affidamenti di tipo telematico e l’effettiva
partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese, nel
rispetto delle disposizioni stabilite dal presente codice e dalla
normativa dell’Unione europea.
2. L’individuazione delle misure di cui al comma 1e’ effettuata,
tenendo conto delle finalità di razionalizzazione della spesa
pubblica perseguite attraverso l’attività di CONSIP e dei soggetti
aggregatori, sulla base dei seguenti criteri: standardizzazione di
soluzioni di acquisto in forma aggregata in grado di rispondere
all’esigenza pubblica nella misura più ampia possibile, lasciando a
soluzioni specifiche il soddisfacimento di esigenze peculiari non
standardizzabili; aumento progressivo del ricorso agli strumenti
telematici, anche attraverso forme di collaborazione tra soggetti
aggregatori; monitoraggio dell’effettivo avanzamento delle fasi delle
procedure, anche in relazione a forme di coordinamento della
programmazione tra soggetti aggregatori; riduzione dei costi di
partecipazione degli operatori economici alle procedure.
3. Entro 30 giorni dall’adozione dei provvedimenti di revisione, i
soggetti di cui al comma 1 trasmettono alla Cabina di regia di cui
all’articolo 212 e all’ANAC una relazione sull’attività di revisione
svolta evidenziando, anche in termini percentuali, l’incremento del
ricorso alle gare e agli affidamenti di tipo telematico, nonche’ gli
accorgimenti adottati per garantire l’effettiva partecipazione delle
micro imprese, piccole e medie imprese.

Art. 42

(Conflitto di interesse)

1. Le stazioni appaltanti prevedono misure adeguate per contrastare
le frodi e la corruzione nonche’ per individuare, prevenire e
risolvere in modo efficace ogni ipotesi di conflitto di interesse
nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli appalti e
delle concessioni, in modo da evitare qualsiasi distorsione della
concorrenza e garantire la parità di trattamento di tutti gli
operatori economici.
2. Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione
appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della
stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di
aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne,
in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente,
un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che
può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e
indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di
concessione. In particolare, costituiscono situazione di conflitto di
interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste
dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile
2013, 62.
3. Il personale che versa nelle ipotesi di cui al comma 2 e’ tenuto
a darne comunicazione alla stazione appaltante, ad astenersi dal
partecipare alla procedura di aggiudicazione degli appalti e delle
concessioni. Fatte salve le ipotesi di responsabilità amministrativa
e penale, la mancata astensione nei casi di cui al primo periodo
costituisce comunque fonte di responsabilità disciplinare a carico
del dipendente pubblico.
4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e3 valgono anche per la fase di
esecuzione dei contratti pubblici.
5. La stazione appaltante vigila affinche’ gli adempimenti di cui
ai commi 3 e 4 siano rispettati.

Art.43

(Appalti che coinvolgono amministrazioni aggiudicatrici e enti
aggiudicatori di Stati membri diversi)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
possono ricorrere a centrali di committenza ubicate in un altro Stato
membro dell’Unione europea che svolgono la propria attività in
conformità alle disposizioni nazionali dello Stato membro in cui e’
ubicata, nei limiti previsti dall’articolo 37, comma 13.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
possono aggiudicare un appalto pubblico, concludere un accordo quadro
o gestire un sistema dinamico di acquisizione congiuntamente con le
amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori di diversi
Stati membri concludendo un accordo che determina:
a) le responsabilità delle parti e le disposizioni nazionali
applicabili;
b) la gestione della procedura di aggiudicazione, la distribuzione
dei lavori, delle forniture e dei servizi oggetto dell’appalto e i
termini di conclusione dei contratti. L’assegnazione delle
responsabilità e il diritto nazionale applicabile sono indicati nei
documenti di gara degli appalti pubblici aggiudicati congiuntamente.
3. Se una o più amministrazioni aggiudicatrici o uno o più enti
aggiudicatori nazionali hanno costituito con amministrazioni
aggiudicatrici o enti aggiudicatori di diversi Stati membri un
soggetto congiunto con i gruppi europei di cooperazione territoriale
di cui al regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio, o con altri soggetti istituiti in base al diritto
dell’Unione europea, con apposito accordo stabiliscono le norme
nazionali applicabili alle procedure d’appalto di uno dei seguenti
Stati membri:
a) Stato membro nel quale il soggetto congiunto ha la sua sede
sociale;
b) Stato membro in cui il soggetto congiunto esercita le sue
attività.
4. L’accordo ai sensi del presente articolo e’ applicabile per un
periodo indeterminato, quando e’ fissato nell’atto costitutivo del
soggetto congiunto ovvero può essere limitato a un periodo
determinato, ad alcuni tipi di appalti o a singoli appalti.

TITOLO III
PROCEDURA DI AFFIDAMENTO
CAPO I
MODALITÀ COMUNI ALLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO
SEZIONE I
DISPOSIZIONI COMUNI

Art. 44

(Digitalizzazione delle procedure)

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
codice, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, sentita l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) nonche’
dell’Autorità garante della privacy per i profili di competenza,
sono definite le modalità di digitalizzazione delle procedure di
tutti i contratti pubblici, anche attraverso l’interconnessione per
interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni. Sono,
altresì, definite le migliori pratiche riguardanti metodologie
organizzative e di lavoro, metodologie di programmazione e
pianificazione, riferite anche all’individuazione dei dati rilevanti,
alla loro raccolta, gestione ed elaborazione, soluzioni informatiche,
telematiche e tecnologiche di supporto.

Art. 45

(Operatori economici)

1. Sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei
contratti pubblici gli operatori economici di cui all’articolo 3,
comma 1, lettera p) nonche’ gli operatori economici stabiliti in
altri Stati membri, costituiti conformemente alla legislazione
vigente nei rispettivi Paesi. Gli operatori economici, i
raggruppamenti di operatori economici, comprese le associazioni
temporanee, che in base alla normativa dello Stato membro nel quale
sono stabiliti, sono autorizzati a fornire la prestazione oggetto
della procedura di affidamento, possono partecipare alle procedure di
affidamento dei contratti pubblici anche nel caso in cui essi
avrebbero dovuto configurarsi come persone fisiche o persone
giuridiche, ai sensi del presente codice.
2. Rientrano nella definizione di operatori economici i seguenti
soggetti:
a) gli imprenditori individuali, anche artigiani, e le società,
anche cooperative;
b) i consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro
costituiti a norma della legge 25 giugno 1909, n. 422, e del decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n.
1577, e successive modificazioni, e i consorzi tra imprese artigiane
di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;
c) i consorzi stabili, costituiti anche in forma di società
consortili ai sensi dell’articolo 2615-ter del codice civile, tra
imprenditori individuali, anche artigiani, società commerciali,
società cooperative di produzione e lavoro. I consorzi stabili sono
formati da non meno di tre consorziati che, con decisione assunta dai
rispettivi organi deliberativi, abbiano stabilito di operare in modo
congiunto nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e
forniture per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni,
istituendo a tal fine una comune struttura di impresa.
d) i raggruppamenti temporanei di concorrenti, costituiti dai
soggetti di cui alle lettere a), b) e c), i quali, prima della
presentazione dell’offerta, abbiano conferito mandato collettivo
speciale con rappresentanza ad uno di essi, qualificato mandatario,
il quale esprime l’offerta in nome e per conto proprio e dei
mandanti;
e) i consorzi ordinari di concorrenti di cui all’articolo 2602 del
codice civile, costituiti tra i soggetti di cui alle lettere a), b) e
c) del presente comma, anche in forma di società ai sensi
dell’articolo 2615-ter del codice civile;
f) le aggregazioni tra le imprese aderenti al contratto di rete ai
sensi dell’articolo 3, comma 4-ter, del decreto legge 10 febbraio
2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33;
g) i soggetti che abbiano stipulato il contratto di gruppo europeo
di interesse economico (GEIE) ai sensi del decreto legislativo 23
luglio 1991, n. 240;
3. Le stazioni appaltanti possono imporre ai raggruppamenti di
operatori economici di assumere una forma giuridica specifica dopo
l’aggiudicazione del contratto, nel caso in cui tale trasformazione
sia necessaria per la buona esecuzione del contratto.
4. Le stazioni appaltanti possono imporre alle persone giuridiche
di indicare, nell’offerta o nella domanda di partecipazione a
procedure di aggiudicazione di appalti di servizi e di lavori,
nonche’ di forniture che comportano anche servizi o lavori di posa in
opera e di installazione e di concessioni, il nome e le qualifiche
professionali delle persone fisiche incaricate di fornire la
prestazione relativa allo specifico contratto.
5. Le stazioni appaltanti possono richiedere ai raggruppamenti di
operatori economici condizioni per l’esecuzione di un appalto o di
una concessione diverse da quelle imposte ai singoli partecipanti,
purche’ siano proporzionate e giustificate da ragioni oggettive.

Art.46

(Operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e
ingegneria)

1. Sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei
servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria :
a) i prestatori di servizi di ingegneria e architettura: i
professionisti singoli, associati, le società tra professionisti di
cui alla lettera b), le società di ingegneria di cui alla lettera
c), i consorzi, i GEIE, raggruppamenti temporanei fra i predetti
soggetti che rendono a committenti pubblici e privati, operando sul
mercato, servizi di ingegneria e di architettura, nonche’ attività
tecnico-amministrative e studi di fattibilità economico-finanziaria
ad esse connesse, ivi compresi, con riferimento agli interventi
inerenti al restauro e alla manutenzione di beni mobili e delle
superfici decorate di beni architettonici, i soggetti con qualifica
di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa;
b) le società di professionisti: le società costituite
esclusivamente tra professionisti iscritti negli appositi albi
previsti dai vigenti ordinamenti professionali, nelle forme delle
società di persone di cui ai capi II, III e IV del titolo V del
libro quinto del codice civile ovvero nella forma di società
cooperativa di cui al capo I del titolo VI del libro quinto del
codice civile, che svolgono per committenti privati e pubblici
servizi di ingegneria e architettura quali studi di fattibilità,
ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori,
valutazioni di congruità tecnico economica o studi di impatto
ambientale;
c) società di ingegneria: le società di capitali di cui ai capi
V, VI e VII del titolo V del libro quinto del codice civile, ovvero
nella forma di società cooperative di cui al capo I del titolo VI
del libro quinto del codice civile che non abbiano i requisiti delle
società tra professionisti, che eseguono studi di fattibilità,
ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori,
valutazioni di congruità tecnico-economica o studi di impatto,
nonche’ eventuali attività di produzione di beni connesse allo
svolgimento di detti servizi;
d) i prestatori di servizi di ingegneria e architettura
identificati con i codici CPV da 74200000-1 a 74276400-8 e da
74310000-5 a 74323100-0 e 74874000-6 stabiliti in altri Stati membri,
costituiti conformemente alla legislazione vigente nei rispettivi
Paesi;
e) i raggruppamenti temporanei costituiti dai soggetti di cui alle
lettere da a) a d);
f) i consorzi stabili di società di professionisti e di società
di ingegneria, anche in forma mista, formati da non meno di tre
consorziati che abbiano operato nei settori dei servizi di ingegnera
e architettura.
2. Ai fini della partecipazione alle procedure di affidamento di
cui al comma 1, le società, per un periodo di cinque anni dalla loro
costituzione, possono documentare il possesso dei requisiti
economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti dal bando di
gara anche con riferimento ai requisiti dei soci delle società,
qualora costituite nella forma di società di persone o di società
cooperativa e dei direttori tecnici o dei professionisti dipendenti
della società con rapporto a tempo indeterminato, qualora costituite
nella forma di società di capitali.

Art. 47

(Requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare)

1. I requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per l’ammissione
alle procedure di affidamento dei soggetti di cui all’articolo 45,
comma 2, lettere b) e c),devono essere posseduti e comprovati dagli
stessi con le modalità previste dal presente codice, salvo che per
quelli relativi alla disponibilità delle attrezzature e dei mezzi
d’opera, nonche’ all’organico medio annuo, che sono computati
cumulativamente in capo al consorzio ancorche’ posseduti dalle
singole imprese consorziate.
2. Per i primi cinque anni dalla costituzione, ai fini della
partecipazione dei consorzi di cui all’articolo 45, comma 2, lettera
c), alle gare, i requisiti economico-finanziari e
tecnico-organizzativi previsti dalla normativa vigente posseduti
dalle singole imprese consorziate esecutrici, vengono sommati in capo
al consorzio.

Art. 48

(Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di operatori
economici)

1. Nel caso di lavori, per raggruppamento temporaneo di tipo
verticale si intende una riunione di operatori economici nell’ambito
della quale uno di essi realizza i lavori della categoria prevalente;
per lavori scorporabili si intendono lavori non appartenenti alla
categoria prevalente e così definiti nel bando di gara, assumibili
da uno dei mandanti; per raggruppamento di tipo orizzontale si
intende una riunione di operatori economici finalizzata a realizzare
i lavori della stessa categoria.
2. Nel caso di forniture o servizi, per raggruppamento di tipo
verticale si intende un raggruppamento di operatori economici in cui
il mandatario esegue le prestazioni di servizi o di forniture
indicati come principali anche in termini economici, i mandanti
quelle indicate come secondarie; per raggruppamento orizzontale
quello in cui gli operatori economici eseguono il medesimo tipo di
prestazione; le stazioni appaltanti indicano nel bando di gara la
prestazione principale e quelle secondarie.
3. Nel caso di lavori, i raggruppamenti temporanei e i consorzi
ordinari di operatori economici sono ammessi se gli imprenditori
partecipanti al raggruppamento, ovvero gli imprenditori consorziati,
abbiano i requisiti di cui all’articolo 84.
4. Nel caso di forniture o servizi nell’offerta devono essere
specificate le parti del servizio o della fornitura che saranno
eseguite dai singoli operatori economici riuniti o consorziati.
5. L’offerta degli operatori economici raggruppati o dei
consorziati determina la loro responsabilità solidale nei confronti
della stazione appaltante, nonche’ nei confronti del subappaltatore e
dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili e, nel caso
di servizi e forniture, per gli assuntori di prestazioni secondarie,
la responsabilità e’ limitata all’esecuzione delle prestazioni di
rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del
mandatario.
6. Nel caso di lavori, per i raggruppamenti temporanei di tipo
verticale, i requisiti di cui all’articolo 84, sempre che siano
frazionabili, devono essere posseduti dal mandatario per i lavori
della categoria prevalente e per il relativo importo; per i lavori
scorporati ciascun mandante deve possedere i requisiti previsti per
l’importo della categoria dei lavori che intende assumere e nella
misura indicata per il concorrente singolo. I lavori riconducibili
alla categoria prevalente ovvero alle categorie scorporate possono
essere assunti anche da imprenditori riuniti in raggruppamento
temporaneo di tipo orizzontale.
7. E’ fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla gara in più
di un raggruppamento temporaneo o consorzio ordinario di concorrenti,
ovvero di partecipare alla gara anche in forma individuale qualora
abbia partecipato alla gara medesima in raggruppamento o consorzio
ordinario di concorrenti. I consorzi di cui all’articolo 45, comma 2,
lettere b) e c), sono tenuti ad indicare, in sede di offerta, per
quali consorziati il consorzio concorre; a questi ultimi e’ fatto
divieto di partecipare, in qualsiasi altra forma, alla medesima gara;
in caso di violazione sono esclusi dalla gara sia il consorzio sia il
consorziato; in caso di inosservanza di tale divieto si applica
l’articolo 353 del codice penale.
8. E’ consentita la presentazione di offerte da parte dei soggetti
di cui all’articolo 45, comma 2, lettere d) ed e), anche se non
ancora costituiti. In tal caso l’offerta deve essere sottoscritta da
tutti gli operatori economici che costituiranno i raggruppamenti
temporanei o i consorzi ordinari di concorrenti e contenere l’impegno
che, in caso di aggiudicazione della gara, gli stessi operatori
conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di
essi, da indicare in sede di offerta e qualificata come mandatario,
il quale stipulerà il contratto in nome e per conto proprio e dei
mandanti.
9. E’ vietata l’associazione in partecipazione. Salvo quanto
disposto ai commi 18 e 19, e’ vietata qualsiasi modificazione alla
composizione dei raggruppamenti temporanei e dei consorzi ordinari di
concorrenti rispetto a quella risultante dall’impegno presentato in
sede di offerta.
10. L’inosservanza dei divieti di cui al comma 9 comporta
l’annullamento dell’aggiudicazione o la nullità del contratto,
nonche’ l’esclusione dei concorrenti riuniti in raggruppamento o
consorzio ordinario di concorrenti, concomitanti o successivi alle
procedure di affidamento relative al medesimo appalto.
11. In caso di procedure ristrette o negoziate, ovvero di dialogo
competitivo, l’operatore economico invitato individualmente, o il
candidato ammesso individualmente nella procedura di dialogo
competitivo, ha la facoltà di presentare offerta o di trattare per
se’ o quale mandatario di operatori riuniti.
12. Ai fini della costituzione del raggruppamento temporaneo, gli
operatori economici devono conferire, con un unico atto, mandato
collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, detto
mandatario.
13. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata. La
relativa procura e’ conferita al legale rappresentante dell’operatore
economico mandatario. Il mandato e’ gratuito e irrevocabile e la sua
revoca per giusta causa non ha effetto nei confronti della stazione
appaltante. In caso di inadempimento dell’impresa mandataria, e’
ammessa, con il consenso delle parti, la revoca del mandato
collettivo speciale di cui al comma 12 al fine di consentire alla
stazione appaltante il pagamento diretto nei confronti delle altre
imprese del raggruppamento.
14. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano
applicazione, in quanto compatibili, alla partecipazione alle
procedure di affidamento delle aggregazioni tra le imprese aderenti
al contratto di rete, di cui all’articolo 45, comma 2, lettera f);
queste ultime, nel caso in cui abbiano tutti i requisiti del
consorzio stabile di cui all’articolo 45, comma 2, lettera c), sono
ad esso equiparate ai fini della qualificazione SOA.
15. Al mandatario spetta la rappresentanza esclusiva, anche
processuale, dei mandanti nei confronti della stazione appaltante per
tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti
dall’appalto, anche dopo il collaudo, o atto equivalente, fino alla
estinzione di ogni rapporto. La stazione appaltante, tuttavia, può
far valere direttamente le responsabilità facenti capo ai mandanti.
16. Il rapporto di mandato non determina di per se’ organizzazione
o associazione degli operatori economici riuniti, ognuno dei quali
conserva la propria autonomia ai fini della gestione, degli
adempimenti fiscali e degli oneri sociali.
17. Salvo quanto previsto dall’articolo 110, comma 5, in caso di
fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione
controllata, amministrazione straordinaria, concordato preventivo
ovvero procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione del
mandatario ovvero, qualora si tratti di imprenditore individuale, in
caso di morte, interdizione, inabilitazione o fallimento del medesimo
ovvero nei casi previsti dalla normativa antimafia, la stazione
appaltante può proseguire il rapporto di appalto con altro operatore
economico che sia costituito mandatario nei modi previsti dal
presente codice purche’ abbia i requisiti di qualificazione adeguati
ai lavori o servizi o forniture ancora da eseguire; non sussistendo
tali condizioni la stazione appaltante può recedere dal contratto.
18. . Salvo quanto previsto dall’articolo 110, comma 5, in caso di
fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione
controllata, amministrazione straordinaria, concordato preventivo
ovvero procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione di uno
dei mandanti ovvero, qualora si tratti di imprenditore individuale,
in caso di morte, interdizione, inabilitazione o fallimento del
medesimo ovvero nei casi previsti dalla normativa antimafia, il
mandatario, ove non indichi altro operatore economico subentrante che
sia in possesso dei prescritti requisiti di idoneità, e’ tenuto alla
esecuzione, direttamente o a mezzo degli altri mandanti, purche’
questi abbiano i requisiti di qualificazione adeguati ai lavori o
servizi o forniture ancora da eseguire.
19. E’ ammesso il recesso di una o più imprese raggruppate
esclusivamente per esigenze organizzative del raggruppamento e sempre
che le imprese rimanenti abbiano i requisiti di qualificazione
adeguati ai lavori o servizi o forniture ancora da eseguire. In ogni
caso la modifica soggettiva di cui al primo periodo non e’ ammessa se
finalizzata ad eludere la mancanza di un requisito di partecipazione
alla gara.

Art. 49

(Condizioni relative all’AAP e ad altri accordi internazionali)

1. Nella misura in cui sono contemplati dagli allegati 1, 2, 4 e 5
e dalle note generali dell’appendice 1 dell’Unione europea dell’AAP e
dagli altri accordi internazionali a cui l’Unione e’ vincolata, le
amministrazioni aggiudicatrici applicano ai lavori, alle forniture,
ai servizi e agli operatori economici dei Paesi terzi, firmatari di
tali accordi, un trattamento non meno favorevole di quello concesso
ai sensi del presente codice.

Art. 50

(Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi)

1. Per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di
lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con
particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità
di manodopera, i bandi di gara, gli avvisi e gli inviti possono
inserire, nel rispetto dei principi dell’Unione europea, specifiche
clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del
personale impiegato, prevedendo l’applicazione da parte
dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore di cui
all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81. I
servizi ad alta intensità di manodopera sono quelli nei quali il
costo della manodopera e’ pari almeno al 50 per cento dell’importo
totale del contratto.

Art. 51

(Suddivisione in lotti)

1. Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti
pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine
di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le
stazioni appaltanti suddividono gli appalti in lotti funzionali di
cui all’articolo 3, comma 1, lettera qq), ovvero in lotti
prestazionali di cui all’articolo 3, comma 1, lettera ggggg), in
conformità alle categorie o specializzazioni nel settore dei lavori,
servizi e forniture. Le stazioni appaltanti motivano la mancata
suddivisione dell’appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera
di invito e nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139. Nel
caso di suddivisione in lotti, il relativo valore deve essere
adeguato in modo da garantire l’effettiva possibilità di
partecipazione da parte delle microimprese, piccole e medie imprese.
E’ fatto divieto alle stazioni appaltanti di suddividere in lotti al
solo fine di eludere l’applicazione delle disposizioni del presente
codice, nonche’ di aggiudicare tramite l’aggregazione artificiosa
degli appalti.
2. Le stazioni appaltanti indicano, altresì, nel bando di gara o
nella lettera di invito, se le offerte possono essere presentate per
un solo lotto, per alcuni lotti o per tutti.
3. Le stazioni appaltanti possono, anche ove esista la facoltà di
presentare offerte per alcuni o per tutti i lotti, limitare il numero
di lotti che possono essere aggiudicati a un solo offerente, a
condizione che il numero massimo di lotti per offerente sia indicato
nel bando di gara o nell’invito a confermare interesse, a presentare
offerte o a negoziare. Nei medesimi documenti di gara indicano,
altresì, le regole o i criteri oggettivi e non discriminatori che
intendono applicare per determinare quali lotti saranno aggiudicati,
qualora l’applicazione dei criteri di aggiudicazione comporti
l’aggiudicazione ad un solo offerente di un numero di lotti superiore
al numero massimo.
4. Le stazioni appaltanti possono aggiudicare appalti che associano
alcuni o tutti i lotti al medesimo offerente, qualora abbiano
specificato, nel bando di gara o nell’invito a confermare interesse,
che si riservano tale possibilità e indichino i lotti o gruppi di
lotti che possono essere associati, nonche’ le modalità mediante cui
effettuare la valutazione comparativa tra le offerte sui singoli
lotti e le offerte sulle associazioni di lotti.

Art. 52

(Regole applicabili alle comunicazioni)

1. Nei settori ordinari e nei settori speciali, tutte le
comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente codice
sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici in
conformità con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a
9, nonche’ dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti e i dispositivi da
utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative
caratteristiche tecniche, hanno carattere non discriminatorio, sono
comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente
in uso e non limitano l’accesso degli operatori economici alla
procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le
stazioni appaltanti non sono obbligate a richiedere mezzi di
comunicazione elettronici nella procedura di presentazione
dell’offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi:
a) a causa della natura specialistica dell’appalto, l’uso di mezzi
di comunicazione elettronici richiederebbe specifici strumenti,
dispositivi o formati di file che non sono in genere disponibili o
non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili;
b) i programmi in grado di gestire i formati di file, adatti a
descrivere l’offerta, utilizzano formati che non possono essere
gestiti mediante altri programmi aperti o generalmente disponibili
ovvero sono protetti da licenza di proprietà esclusiva e non possono
essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne un uso
remoto da parte della stazione appaltante;
c) l’utilizzo di mezzi di comunicazione elettronici richiede
attrezzature specializzate per ufficio non comunemente disponibili
alle stazioni appaltanti;
d) i documenti di gara richiedono la presentazione di un modello
fisico o in scala ridotta che non può essere trasmesso per mezzo di
strumenti elettronici;
e) l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’
necessario a causa di una violazione della sicurezza dei mezzi di
comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di
natura particolarmente sensibile che richiedono un livello talmente
elevato di protezione da non poter essere adeguatamente garantito
mediante l’uso degli strumenti e dispositivi elettronici che sono
generalmente a disposizione degli operatori economici o che possono
essere messi loro a disposizione mediante modalità alternative di
accesso ai sensi del comma 7.
2. Nei casi in cui non sono utilizzati mezzi di comunicazione
elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la comunicazione
avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero mediante una loro
combinazione.
3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica i motivi
per cui l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici
e’ stato ritenuto necessario in applicazione del comma 1, terzo
periodo.
4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale può essere
utilizzata in relazione a comunicazioni diverse da quelle relative
agli elementi essenziali della procedura di appalto, purche’ il
contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato.
A tal fine, gli elementi essenziali della procedura di appalto
includono i documenti di gara, le richieste di partecipazione, le
conferme di interesse e le offerte. In particolare, le comunicazioni
orali con offerenti che potrebbero incidere significativamente sul
contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate in misura
sufficiente e con mezzi adeguati.
5. In tutte le comunicazioni, gli scambi e l’archiviazione di
informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l’integrità
dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di
partecipazione siano mantenute. Essi esaminano il contenuto delle
offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza
del termine stabilito per la loro presentazione.
6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere l’uso
di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in
tale caso, offrono modalità alternative di accesso. Sono adeguate
modalità alternative di accesso quelle che:
a) offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto
per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere dalla
data di pubblicazione dell’avviso, conformemente all’allegato V o
dalla data di invio dell’invito a confermare interesse. Il testo
dell’avviso o dell’invito a confermare interesse indica l’indirizzo
Internet presso il quale tali strumenti e dispositivi sono
accessibili;
b) assicurano che gli offerenti, che non hanno accesso agli
strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno la possibilità
di ottenerli entro i termini pertinenti, a condizione che la
responsabilità del mancato accesso non sia attribuibile
all’offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto
utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un’autenticazione
provvisoria fornite gratuitamente online;
c) offrono un canale alternativo per la presentazione elettronica
delle offerte.
7. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori
possono imporre agli operatori economici condizioni intese a
proteggere il carattere di riservatezza delle informazioni che i
predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la procedura di
appalto.
8. Oltre ai requisiti di cui all’allegato XI, agli strumenti e ai
dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle offerte
e di ricezione elettronica delle domande di partecipazione si
applicano le seguenti regole:
a) le stazioni appaltanti mettono a disposizione dei soggetti
interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione di
offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa la
cifratura e la datazione;
b) le stazioni appaltanti specificano il livello di sicurezza
richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare per
le varie fasi della procedura d’aggiudicazione degli appalti. Il
livello e’ proporzionato ai rischi connessi;
c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato ai sensi
della lettera b), sia tale che sono necessarie firme elettroniche
avanzate, come definite nel Codice dell’amministrazione digitale di
cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le stazioni
appaltanti accettano le firme elettroniche avanzate basate su un
certificato qualificato, considerando se tali certificati siano
forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in un
elenco di fiducia di cui alla decisione della Commissione
2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione di una
firma sicura alle seguenti condizioni:
1) le stazioni appaltanti stabiliscono il formato della firma
elettronica avanzata sulla base dei formati stabiliti nelle regole
tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano
le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un
diverso formato di firma elettronica, la firma elettronica o il
supporto del documento elettronico contiene informazioni sulle
possibilità di convalida esistenti. Le possibilità di convalida
consentono alla stazione appaltante di convalidare on line,
gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme
elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate su un
certificato qualificato. Le stazioni appaltanti, tramite il
coordinamento della Cabina di regia, comunicano le informazioni
relative al fornitore di servizi di convalida alla Commissione
europea che le pubblica su internet;
2) in caso di offerte firmate con il sostegno di un certificato
qualificato in un elenco di fiducia, le stazioni appaltanti non
applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l’uso di tali
firme da parte degli offerenti.
9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di una procedura
di appalto che sono firmati dall’autorità competente o da un altro
ente responsabile del rilascio, l’autorità o l’ente competente di
rilascio può stabilire il formato della firma elettronica avanzata
in conformità ai requisiti previsti dalle regole tecniche adottate
in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle misure
necessarie per trattare tecnicamente tale formato includendo le
informazioni necessarie ai fini del trattamento della firma nei
documenti in questione. Tali documenti contengono nella firma
elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilità di
convalida esistenti che consentono di convalidare le firme
elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo comprensibile
per i non madre lingua.
10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l’uso dei mezzi
elettronici e’ obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni
appaltanti possono scegliere uno o più dei seguenti mezzi di
comunicazione per tutte le comunicazioni e gli scambi di
informazioni:
a) mezzi elettronici;
b) posta;
c) comunicazione orale, anche telefonica, per comunicazioni
diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi essenziali di una
procedura di aggiudicazione di una concessione e purche’ il contenuto
della comunicazione orale sia sufficientemente documentato su un
supporto durevole;
d) la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento.
11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di comunicazione scelto
deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non deve
limitare l’accesso degli operatori economici alla procedura di
aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e i dispositivi da
utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative
caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti
della tecnologia dell’informazione e della comunicazione comunemente
in uso.
12. Alle concessioni si applica il comma 5.

Art. 53

(Accesso agli atti e riservatezza)

1. Salvo quanto espressamente previsto nel presente codice, il
diritto di accesso agli atti delle procedure di affidamento e di
esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature e le
offerte, e’ disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della legge 7
agosto 1990, n. 241. Il diritto di accesso agli atti del processo di
asta elettronica può essere esercitato mediante l’interrogazione
delle registrazioni di sistema informatico che contengono la
documentazione in formato elettronico dei detti atti ovvero tramite
l’invio ovvero la messa a disposizione di copia autentica degli atti.
2. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli
appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di
sicurezza, il diritto di accesso e’ differito:
a) nelle procedure aperte, in relazione all’elenco dei soggetti che
hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la
presentazione delle medesime;
b) nelle procedure ristrette e negoziate e nelle gare informali, in
relazione all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito
o che hanno manifestato il loro interesse, e in relazione all’elenco
dei soggetti che sono stati invitati a presentare offerte e
all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla
scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime; ai
soggetti la cui richiesta di invito sia stata respinta, e’ consentito
l’accesso all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito
o che hanno manifestato il loro interesse, dopo la comunicazione
ufficiale, da parte delle stazioni appaltanti, dei nominativi dei
candidati da invitare;
c) in relazione alle offerte, fino all’aggiudicazione;
d) in relazione al procedimento di verifica della anomalia
dell’offerta, fino all’aggiudicazione.
3. Gli atti di cui al comma 2, fino alla scadenza dei termini ivi
previsti, non possono essere comunicati a terzi o resi in qualsiasi
altro modo noti.
4. L’inosservanza dei commi 2 e 3 per i pubblici ufficiali o per
gli incaricati di pubblici servizi rileva ai fini dell’articolo 326
del codice penale.
5. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice, per gli
appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di
sicurezza sono esclusi il diritto di accesso e ogni forma di
divulgazione in relazione:
a) alle informazioni fornite nell’ambito dell’offerta o a
giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata e
comprovata dichiarazione dell’offerente, segreti tecnici o
commerciali;
b) ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all’applicazione
del presente codice, per la soluzione di liti, potenziali o in atto,
relative ai contratti pubblici;
c) alle relazioni riservate del direttore dei lavori e dell’organo
di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del
contratto;
d) alle soluzioni tecniche e ai programmi per elaboratore
utilizzati dalla stazione appaltante o dal gestore del sistema
informatico per le aste elettroniche, ove coperti da diritti di
privativa intellettuale.
6. In relazione all’ipotesi di cui al comma 5, lettere a), e’
consentito l’accesso al concorrente ai fini della difesa in giudizio
dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del
contratto.
7. Le stazioni appaltanti possono imporre agli operatori economici
condizioni intese a proteggere il carattere di riservatezza delle
informazioni che le amministrazioni aggiudicatrici rendono
disponibili durante tutta la procedura di appalto.

SEZIONE II
Tecniche e strumenti per gli appalti elettronici e aggregati

Art. 54

(Accordi quadro)

1. Le stazioni appaltanti possono concludere accordi quadro nel
rispetto delle procedure di cui al presente codice. La durata di un
accordo quadro non supera i quattro anni per gli appalti nei settori
ordinari e gli otto anni per gli appalti nei settori speciali, salvo
in casi eccezionali, debitamente motivati in relazione, in
particolare, all’oggetto dell’accordo quadro.
2. Nei settori ordinari, gli appalti basati su un accordo quadro
sono aggiudicati secondo le procedure previste dal presente comma e
dai commi 3 e 4. Tali procedure sono applicabili solo tra le
amministrazioni aggiudicatrici, individuate nell’avviso di indizione
di gara o nell’invito a confermare interesse, e gli operatori
economici parti dell’accordo quadro concluso. Gli appalti basati su
un accordo quadro non comportano in nessun caso modifiche sostanziali
alle condizioni fissate nell’accordo quadro in particolare nel caso
di cui al comma 3.
3. Nell’ambito di un accordo quadro concluso con un solo operatore
economico, gli appalti sono aggiudicati entro i limiti delle
condizioni fissate nell’accordo quadro stesso. L’amministrazione
aggiudicatrice può consultare per iscritto l’operatore economico
parte dell’accordo quadro, chiedendogli di completare, se necessario,
la sua offerta.
4. L’accordo quadro concluso con più operatori economici e’
eseguito secondo una delle seguenti modalità:
secondo i termini e le condizioni dell’accordo quadro, senza
riaprire il confronto competitivo, se l’accordo quadro contiene tutti
i termini che disciplinano la prestazione dei lavori, dei servizi e
delle forniture, nonche’ le condizioni oggettive per determinare
quale degli operatori economici parti dell’accordo quadro effettuerà
la prestazione. Tali condizioni sono indicate nei documenti di gara
per l’accordo quadro. L’individuazione dell’operatore economico parte
dell’accordo quadro che effettuerà la prestazione avviene sulla base
di decisione motivata in relazione alle specifiche esigenze
dell’amministrazione;
b) se l’accordo quadro contiene tutti i termini che disciplinano la
prestazione dei lavori, dei servizi e delle forniture, in parte senza
la riapertura del confronto competitivo conformemente alla lettera a)
e, in parte, con la riapertura del confronto competitivo tra gli
operatori economici parti dell’accordo quadro conformemente alla
lettera c), qualora tale possibilità sia stata stabilita
dall’amministrazione aggiudicatrice nei documenti di gara per
l’accordo quadro. La scelta se alcuni specifici lavori, forniture o
servizi debbano essere acquisiti a seguito della riapertura del
confronto competitivo o direttamente alle condizioni di cui
all’accordo quadro avviene in base a criteri oggettivi, che sono
indicati nei documenti di gara per l’accordo quadro. Tali documenti
di gara precisano anche quali condizioni possono essere soggette alla
riapertura del confronto competitivo. Le disposizioni previste dalla
presente lettera, primo periodo, si applicano anche a ogni lotto di
un accordo quadro per il quale tutti i termini che disciplinano la
prestazione dei lavori, dei servizi e delle forniture in questione,
sono definiti nell’accordo quadro, anche se sono stati stabiliti
tutti i termini che disciplinano la prestazione dei lavori, dei
servizi e delle forniture per altri lotti;
c) riaprendo il confronto competitivo tra gli operatori economici
parti dell’accordo quadro, se l’accordo quadro non contiene tutti i
termini che disciplinano la prestazione dei lavori, dei servizi e
delle forniture.
5. I confronti competitivi di cui al comma 4, lettere b) e c), si
basano sulle stesse condizioni applicate all’aggiudicazione
dell’accordo quadro, se necessario precisandole, e su altre
condizioni indicate nei documenti di gara per l’accordo quadro,
secondo la seguente procedura:
a) per ogni appalto da aggiudicare l’amministrazione
aggiudicatrice consulta per iscritto gli operatori economici che sono
in grado di eseguire l’oggetto dell’appalto;
b) l’amministrazione aggiudicatrice fissa un termine sufficiente
per presentare le offerte relative a ciascun appalto specifico,
tenendo conto di elementi quali la complessità dell’oggetto
dell’appalto e il tempo necessario per la trasmissione delle offerte;
c) le offerte sono presentate per iscritto e il loro contenuto non
viene reso pubblico fino alla scadenza del termine previsto per la
loro presentazione;
d) l’amministrazione aggiudicatrice aggiudica l’appalto
all’offerente che ha presentato l’offerta migliore sulla base dei
criteri di aggiudicazione fissati nei documenti di gara per l’accordo
quadro.
6. Nei settori speciali, gli appalti basati su un accordo quadro
sono aggiudicati in base a regole e criteri oggettivi che possono
prevedere la riapertura del confronto competitivo tra gli operatori
economici parti dell’accordo quadro concluso. Tali regole e criteri
sono indicati nei documenti di gara per l’accordo quadro e
garantiscono parità di trattamento tra gli operatori economici parti
dell’accordo. Ove sia prevista la riapertura del confronto
competitivo, l’ente aggiudicatore fissa un termine sufficiente per
consentire di presentare offerte relative a ciascun appalto specifico
e aggiudicano ciascun appalto all’offerente che ha presentato la
migliore offerta in base ai criteri di aggiudicazione stabiliti nel
capitolato d’oneri dell’accordo quadro. L’ente aggiudicatore non può
ricorrere agli accordi quadro in modo da eludere l’applicazione del
presente decreto o in modo da ostacolare, limitare o distorcere la
concorrenza.

Art. 55

(Sistemi dinamici di acquisizione)

1. Per acquisti di uso corrente, le cui caratteristiche, così come
generalmente disponibili sul mercato, soddisfano le esigenze delle
stazioni appaltanti, e’ possibile avvalersi di un sistema dinamico di
acquisizione. Il sistema dinamico di acquisizione e’ un procedimento
interamente elettronico ed e’ aperto per tutto il periodo di
efficacia a qualsiasi operatore economico che soddisfi i criteri di
selezione. Può essere diviso in categorie definite di prodotti,
lavori o servizi sulla base delle caratteristiche dell’appalto da
eseguire. Tali caratteristiche possono comprendere un riferimento al
quantitativo massimo ammissibile degli appalti specifici successivi o
a un’area geografica specifica in cui gli appalti saranno eseguiti.
2. Per l’aggiudicazione nell’ambito di un sistema dinamico di
acquisizione, le stazioni appaltanti seguono le norme previste per la
procedura ristretta di cui all’articolo 61.Tutti i candidati che
soddisfano i criteri di selezione sono ammessi al sistema; il numero
dei candidati ammessi non deve essere limitato ai sensi degli
articoli 91 e135, comma 3.Le stazioni appaltanti che hanno diviso il
sistema in categorie di prodotti, lavori o servizi conformemente al
comma 1, precisano i criteri di selezioni applicabili per ciascuna
categoria.
3. Nei settori ordinari, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 61, si applicano i seguenti termini:
a) il termine minimo per la ricezione delle domande di
partecipazione e’ di trenta giorni dalla data di trasmissione del
bando di gara o, se un avviso di preinformazione e’ utilizzato come
mezzo di indizione di una gara, dalla data d’invio dell’invito a
confermare interesse. Non sono applicabili ulteriori termini per la
ricezione delle domande di partecipazione una volta che l’invito a
presentare offerte per il primo appalto specifico nel sistema
dinamico di acquisizione e’ stato inviato;
b) il termine minimo per la ricezione delle offerte e’ di almeno
dieci giorni dalla data di trasmissione dell’invito a presentare
offerte. Se del caso si applica l’articolo 62, comma 5.
4. Nei settori speciali, si applicano i seguenti termini:
a) il termine minimo per la ricezione delle domande di
partecipazione e’ fissato in non meno di trenta giorni dalla data di
trasmissione del bando di gara o, se come mezzo di indizione di gara
e’ usato un avviso periodico indicativo, dell’invito a confermare
interesse. Non sono applicabili ulteriori termini per la ricezione
delle domande di partecipazione dopo l’invio dell’’invito a
presentare offerte per il primo appalto specifico;
b) il termine minimo per la ricezione delle offerte e’ di almeno
dieci giorni dalla data di trasmissione dell’invito a presentare
offerte. Si applica all’articolo 61, comma 5.
5.Tutte le comunicazioni nel quadro di un sistema dinamico di
acquisizione sono effettuate esclusivamente con mezzi elettronici
conformemente all’articolo 52, commi 1, 2, 3, 5, 6, 8 e 9.
6. Per aggiudicare appalti nel quadro di un sistema dinamico di
acquisizione, le stazioni appaltanti:
a) pubblicano un avviso di indizione di gara precisando che si
tratta di un sistema dinamico di acquisizione;
b) nei documenti di gara precisano almeno la natura e la quantità
stimata degli acquisti previsti, nonche’ tutte le informazioni
necessarie riguardanti il sistema dinamico d’acquisizione, comprese
le modalità di funzionamento del sistema, il dispositivo elettronico
utilizzato nonche’ le modalità e le specifiche tecniche di
collegamento;
c) indicano un’eventuale divisione in categorie di prodotti,
lavori o servizi e le caratteristiche che definiscono le categorie;
d) offrono accesso libero, diretto e completo, ai documenti di
gara a norma dell’articolo 74.
7. Le stazioni appaltanti concedono a tutti gli operatori
economici, per il periodo di validità del sistema dinamico di
acquisizione, la possibilità di chiedere di essere ammessi al
sistema alle condizioni di cui ai commi da 2 a 4. Le stazioni
appaltanti valutano tali domande in base ai criteri di selezione
entro dieci giorni lavorativi dal loro ricevimento. Il termine può
essere prorogato fino a quindici giorni lavorativi in singoli casi
motivati, in particolare per la necessità di esaminare
documentazione aggiuntiva o di verificare in altro modo se i criteri
di selezione siano stati soddisfatti. In deroga al primo, secondo e
terzo periodo, a condizione che l’invito a presentare offerte per il
primo appalto specifico nel sistema dinamico di acquisizione non sia
stato inviato, le stazioni appaltanti possono prorogare il periodo di
valutazione, purche’ durante il periodo di valutazione prorogato non
sia emesso alcun invito a presentare offerte. Le stazioni appaltanti
indicano nei documenti di gara la durata massima del periodo
prorogato che intendono applicare. Le stazioni appaltanti comunicano
al più presto all’operatore economico interessato se e’ stato
ammesso o meno al sistema dinamico di acquisizione.
8. Le stazioni appaltanti invitano tutti i partecipanti ammessi a
presentare un’offerta per ogni specifico appalto nell’ambito del
sistema dinamico di acquisizione, conformemente all’articolo 75 e
all’articolo 153.Se il sistema dinamico di acquisizione e’ stato
suddiviso in categorie di prodotti, lavori o servizi, stazioni
appaltanti invitano tutti i partecipanti ammessi alla categoria che
corrisponde allo specifico appalto a presentare un’offerta. Esse
aggiudicano l’appalto:
a) nei settori ordinari, all’offerente che ha presentato la
migliore offerta sulla base dei criteri di aggiudicazione enunciati
nel bando di gara per l’istituzione del sistema dinamico di
acquisizione o, se un avviso di preinformazione e’ utilizzato come
mezzo di indizione di una gara, nell’invito a confermare interesse;
b) nei settori speciali, all’offerente che ha presentato la
migliore offerta sulla base dei criteri di aggiudicazione enunciati
nel bando di gara per l’istituzione del sistema dinamico di
acquisizione, nell’invito a confermare interesse, o, quando come
mezzo di indizione di gara si usa un avviso sull’esistenza di un
sistema di qualificazione, nell’invito a presentare un’offerta.
9. I criteri di cui al comma 8, lettere a) e b), possono,
all’occorrenza, essere precisati nell’invito a presentare offerte.
10. Nei settori ordinari, le amministrazioni aggiudicatrici possono
esigere, in qualsiasi momento nel periodo di validità del sistema
dinamico di acquisizione, che i partecipanti ammessi innovino o
aggiornino il documento di gara unico europeo di cui all’articolo
85,entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui e’ trasmessa tale
richiesta. L’articolo 85, commi da 5 a 7, si applica per tutto il
periodo di validità del sistema dinamico di acquisizione.
11. Nei settori speciali, gli enti aggiudicatori che, ai sensi
dell’articolo136,applicano motivi di esclusione e criteri di
selezione previsti dagli articoli 80e 83, possono esigere, in
qualsiasi momento nel periodo di validità del sistema dinamico di
acquisizione, che i partecipanti ammessi innovino o aggiornino il
documento di gara unico europeo di cui all’articolo 85,entro cinque
giorni lavorativi dalla data in cui e’ trasmessa tale richiesta.
L’articolo 85, commi da 5 a 7, si applica per tutto il periodo di
validità del sistema dinamico di acquisizione.
12 Le stazioni appaltanti indicano nell’avviso di indizione di gara
il periodo di validità del sistema dinamico di acquisizione. Esse
informano la Commissione di qualsiasi variazione di tale periodo di
validità utilizzando i seguenti modelli di formulari:
a) se il periodo di validità e’ modificato senza porre fine al
sistema, il modello utilizzato inizialmente per l’avviso di indizione
di gara per il sistema dinamico di acquisizione;
b) se e’ posto termine al sistema, un avviso di aggiudicazione di
cui agli articoli 98 e 129, comma 2.
13. Non possono essere posti a carico degli operatori economici
interessati o partecipanti al sistema dinamico di acquisizione i
contributi di carattere amministrativo prima o nel corso del periodo
di validità del sistema dinamico di acquisizione.
14. Il Ministero dell’economia e delle finanze, anche avvalendosi
di CONSIP S.p.A., può provvedere alla realizzazione e gestione di un
sistema dinamico di acquisizione per conto delle stazioni appaltanti,
predisponendo gli strumenti organizzativi ed amministrativi,
elettronici e telematici e curando l’esecuzione di tutti i servizi
informatici, telematici e di consulenza necessari.

Art. 56

(Aste elettroniche)

1. Le stazioni appaltanti possono ricorrere ad aste elettroniche
nelle quali vengono presentati nuovi prezzi, modificati al ribasso o
nuovi valori riguardanti taluni elementi delle offerte. A tal fine,
le stazioni appaltanti strutturano l’asta come un processo
elettronico per fasi successive, che interviene dopo una prima
valutazione completa delle offerte e consente di classificarle sulla
base di un trattamento automatico. Gli appalti di servizi e di lavori
che hanno per oggetto prestazioni intellettuali, come la
progettazione di lavori, che non possono essere classificati in base
ad un trattamento automatico, non sono oggetto di aste elettroniche.
2. Nelle procedure aperte, ristrette o competitive con
negoziazione o nelle procedure negoziate precedute da un’indizione di
gara, le stazioni appaltanti possono stabilire che l’aggiudicazione
di un appalto sia preceduta da un’asta elettronica quando il
contenuto dei documenti di gara, in particolare le specifiche
tecniche, può essere fissato in maniera precisa. Alle stesse
condizioni, esse possono ricorrere all’asta elettronica in occasione
della riapertura del confronto competitivo fra le parti di un accordo
quadro di cui all’articolo 54, comma 4, lettere b) e c),e comma 6, e
dell’indizione di gare per appalti da aggiudicare nell’ambito del
sistema dinamico di acquisizione di cui all’articolo55.
3. L’asta elettronica e’ aggiudicata sulla base di uno dei seguenti
elementi contenuti nell’offerta:
a) esclusivamente i prezzi, quando l’appalto viene aggiudicato
sulla sola base del prezzo;
b) il prezzo o i nuovi valori degli elementi dell’offerta indicati
nei documenti di gara, quando l’appalto e’ aggiudicato sulla base del
miglior rapporto qualità/prezzo o costo/efficacia.
4. Le stazioni appaltanti indicano il ricorso ad un’asta
elettronica nel bando di gara o nell’invito a confermare l’interesse,
nonche’, per i settori speciali, nell’invito a presentare offerte
quando per l’indizione di gara si usa un avviso sull’esistenza di un
sistema di qualificazione. I documenti di gara comprendono almeno le
informazioni di cui all’allegato XII.
5. Prima di procedere all’asta elettronica, le stazioni appaltanti
effettuano valutazione completa delle offerte conformemente al
criterio o ai criteri di aggiudicazione stabiliti e alla relativa
ponderazione.
6. Nei settori ordinari, un’offerta e’ considerata ammissibile se
e’ stata presentata da un offerente che non e’ stato escluso ai sensi
dell’articolo 80, che soddisfa i criteri di selezione di cui
all’articolo 83 e la cui offerta e’ conforme alle specifiche tecniche
senza essere irregolare o inaccettabile ovvero inadeguata, ai sensi
dei commi 8, 9 e 10.
7. Nei settori speciali, un’offerta e’ considerata ammissibile se
e’ stata presentata da un offerente che non e’ stato escluso ai sensi
dell’articolo 135 o dell’articolo 136,che soddisfa i criteri di
selezione di cui al medesimo articolo 136 e la cui offerta e’
conforme alle specifiche tecniche senza essere irregolare o
inaccettabile ovvero inadeguata, ai sensi dei commi 8, 9 e 10.
8. Sono considerate irregolari le offerte che non rispettano i
documenti di gara, che sono state ricevute in ritardo, in relazione
alle quali vi sono prove di corruzione, concussione o abuso di
ufficio o accordo tra operatori economici finalizzato a turbare
l’asta, o che la stazione appaltante ha giudicato anormalmente basse.
9. Sono considerate inaccettabili le offerte presentate da
offerenti che non possiedono la qualificazione necessaria e le
offerte il cui prezzo supera l’importo posto dalle stazioni
appaltanti a base di gara stabilito e documentato prima dell’avvio
della procedura di appalto.
10. Un’offerta e’ ritenuta inadeguata se non presenta alcuna
pertinenza con l’appalto ed e’ quindi manifestamente incongruente,
fatte salve le modifiche sostanziali idonee a rispondere alle
esigenze della stazione appaltante e ai requisiti specificati nei
documenti di gara. Una domanda di partecipazione non e’ ritenuta
adeguata se l’operatore economico interessato deve o può essere
escluso ai sensi dell’articolo80, o dell’articolo 135, o
dell’articolo 136,o non soddisfa i criteri di selezione stabiliti
dall’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 83 o
dall’ente aggiudicatore ai sensi degli articoli135 o 136.
11. Tutti gli offerenti che hanno presentato offerte ammissibili
sono invitati simultaneamente, per via elettronica, a partecipare
all’asta elettronica utilizzando, a decorrere dalla data e dall’ora
previste, le modalità di connessione conformi alle istruzioni
contenute nell’invito. L’asta elettronica può svolgersi in più fasi
successive e non ha inizio prima di due giorni lavorativi successivi
alla data di invio degli inviti.
12. L’invito e’ corredato del risultato della valutazione completa
dell’offerta, effettuata conformemente alla ponderazione di cui
all’articolo 95, commi 7 e 8. L’invito precisa, altresì, la formula
matematica che determina, durante l’asta elettronica, le
riclassificazioni automatiche in funzione dei nuovi prezzi e/o dei
nuovi valori presentati. Salvo il caso in cui l’offerta
economicamente più vantaggiosa sia individuata sulla base del solo
prezzo, tale formula integra la ponderazione di tutti i criteri
stabiliti per determinare l’offerta economicamente più vantaggiosa,
quale indicata nel bando di gara o in altri documenti di gara. A tal
fine, le eventuali forcelle devono essere precedentemente espresse
con un valore determinato. Qualora siano autorizzate varianti, per
ciascuna variante deve essere fornita una formula separata.
13. Nel corso di ogni fase dell’asta elettronica, le stazioni
appaltanti comunicano in tempo reale a tutti gli offerenti almeno le
informazioni che consentono loro di conoscere in ogni momento la
rispettiva classificazione. Le stazioni appaltanti possono, purche’
previsto nei documenti di gara, comunicare altre informazioni
riguardanti altri prezzi o valori presentati. Possono, inoltre,
rendere noto in qualsiasi momento il numero di partecipanti alla fase
specifica dell’asta. In nessun caso, possono rendere nota l’identità
degli offerenti durante lo svolgimento delle fasi dell’asta
elettronica.
14. Le stazioni appaltanti dichiarano conclusa l’asta elettronica
secondo una o più delle seguenti modalità:
a) alla data e all’ora preventivamente indicate;
b) quando non ricevono più nuovi prezzi o nuovi valori che
rispondono alle esigenze degli scarti minimi, a condizione che
abbiano preventivamente indicato il termine che rispetteranno a
partire dalla ricezione dell’ultima presentazione prima di dichiarare
conclusa l’asta elettronica;
c) quando il numero di fasi dell’asta preventivamente indicato e’
stato raggiunto.
15. Se le stazioni appaltanti intendono dichiarare conclusa l’asta
elettronica ai sensi del comma 14, lettera c), eventualmente in
combinazione con le modalità di cui alla lettera b) del medesimo
comma, l’invito a partecipare all’asta indica il calendario di ogni
fase dell’asta.
16.Dopo aver dichiarata conclusa l’asta elettronica, le stazioni
appaltanti aggiudicano l’appalto in funzione dei risultati dell’asta
elettronica.

Art. 57

(Cataloghi elettronici)

Nel caso in cui sia richiesto l’uso di mezzi di comunicazione
elettronici, le stazioni appaltanti possono chiedere che le offerte
siano presentate sotto forma di catalogo elettronico o che includano
un catalogo elettronico. Le offerte presentate sotto forma di
catalogo elettronico possono essere corredate di altri documenti, a
completamento dell’offerta.
2. I cataloghi elettronici sono predisposti dai candidati o dagli
offerenti per la partecipazione a una determinata procedura di
appalto in conformità alle specifiche tecniche e al formato
stabiliti dalle stazioni appaltanti. I cataloghi elettronici,
inoltre, soddisfano i requisiti previsti per gli strumenti di
comunicazione elettronica nonche’ gli eventuali requisiti
supplementari stabiliti dalle stazioni appaltanti conformemente
all’articolo 52.
3. Quando la presentazione delle offerte sotto forma di cataloghi
elettronici e’ accettata o richiesta, le stazioni appaltanti:
a) nei settori ordinari, lo indicano nel bando di gara o
nell’invito a confermare interesse, quando il mezzo di indizione di
gara e’ un avviso di preinformazione; nei settori speciali, lo
indicano nel bando di gara, nell’invito a confermare interesse, o,
quando il mezzo di indizione di gara e’ un avviso sull’esistenza di
un sistema di qualificazione, nell’invito a presentare offerte o a
negoziare;
b) indicano nei documenti di gara tutte le informazioni necessarie
ai sensi dell’articolo 52,commi 8 e 9, relative al formato, al
dispositivo elettronico utilizzato nonche’ alle modalità e alle
specifiche tecniche per il catalogo.
4.Quando un accordo quadro e’ concluso con più operatori economici
dopo la presentazione delle offerte sotto forma di cataloghi
elettronici, le stazioni appaltanti possono prevedere che la
riapertura del confronto competitivo per i contratti specifici
avvenga sulla base di cataloghi aggiornati. In tal caso, le
amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori utilizzano,
alternativamente, uno dei seguenti metodi:
a) invitano gli offerenti a ripresentare i loro cataloghi
elettronici, adattati alle esigenze del contratto in questione;
b) comunicano agli offerenti che intendono avvalersi delle
informazioni raccolte dai cataloghi elettronici già presentati per
costituire offerte adeguate ai requisiti del contratto in questione,
a condizione che il ricorso a questa possibilità sia stato previsto
nei documenti di gara relativi all’accordo quadro.
5. Le stazioni appaltanti, in caso di riapertura del confronto
competitivo per i contratti specifici in conformità al comma 4,
lettera b), indicano agli offerenti la data e l’ora in cui intendono
procedere alla raccolta delle informazioni necessarie per costituire
offerte adattate ai requisiti del contratto specifico e danno agli
offerenti la possibilità di rifiutare tale raccolta di informazioni.
Le stazioni appaltanti prevedono un adeguato periodo di tempo tra la
notifica e l’effettiva raccolta di informazioni. Prima
dell’aggiudicazione dell’appalto, le stazioni appaltanti presentano
le informazioni raccolte all’offerente interessato, in modo da
offrire la possibilità di contestare o confermare che l’offerta
così costituita non contiene errori materiali.
6. Le stazioni appaltanti possono aggiudicare appalti basati su un
sistema dinamico di acquisizione richiedendo che le offerte per un
appalto specifico siano presentate sotto forma di catalogo
elettronico. Le stazioni appaltanti possono, inoltre, aggiudicare
appalti basati su un sistema dinamico di acquisizione conformemente
al comma 4, lettera b), e al comma 5, a condizione che la domanda di
partecipazione al sistema dinamico di acquisizione sia accompagnata
da un catalogo elettronico in conformità con le specifiche tecniche
e il formato stabilito dalla stazione appaltante. Tale catalogo e’
completato dai candidati, qualora sia stata comunicata l’intenzione
della stazione appaltante di costituire offerte attraverso la
procedura di cui al comma 4, lettera b).

Art. 58

(Procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione)

Ai sensi della normativa vigente in materia di documento
informatico e di firma digitale, nel rispetto dell’articolo 52e dei
principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle
procedure, le stazioni appaltanti ricorrono a procedure di gara
interamente gestite con sistemi telematici nel rispetto delle
disposizioni di cui al presente codice. L’utilizzo dei sistemi
telematici non deve alterare la parità di accesso agli operatori o
impedire, limitare o distorcere la concorrenza o modificare l’oggetto
dell’appalto, come definito dai documenti di gara.
2. Le stazioni appaltanti possono stabilire che l’aggiudicazione di
una procedura interamente gestita con sistemi telematici avvenga con
la presentazione di un’unica offerta ovvero attraverso un’asta
elettronica alle condizioni e secondo le modalità di cui
all’articolo 56.
3. Ai fini del controllo sul possesso dei requisiti di capacità
economico-finanziaria e tecnico-professionale, il dispositivo
elettronico delle stazioni appaltanti provvede, mediante un
meccanismo casuale automatico, ad effettuare un sorteggio di cui
viene data immediata evidenza per via telematica a tutti gli
offerenti, nel rispetto del principio di riservatezza dell’elenco dei
soggetti che partecipano alla procedura di gara.
4. Il sistema telematico crea ed attribuisce in via automatica a
ciascun operatore economico che partecipa alla procedura un codice
identificativo personale attraverso l’attribuzione di userID e
password e di eventuali altri codici individuali necessari per
operare all’interno del sistema.
5. Al momento della ricezione delle offerte, la stazione appaltante
trasmette in via elettronica a ciascun concorrente la notifica del
corretto recepimento dell’offerta stessa.
6. La stazione appaltante, scaduto il termine di ricezione delle
offerte, esamina dapprima le dichiarazioni e la documentazione
attestante il possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura
e, all’esito di detta attività, l’eventuale offerta tecnica e
successivamente quella economica.
7. Conclusa la procedura di cui al comma 6, il sistema telematico
produce in automatico la graduatoria.
8. Le procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici
possono essere adottate anche ai fini della stipula delle convenzioni
di cui all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
9. Le tecnologie sono scelte in modo tale da assicurare
l’accessibilità delle persone con disabilità, conformemente agli
standard europei.
10. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) emana, entro il 31
luglio 2016, regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e
la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisito e di
negoziazione.

CAPO II
PROCEDURE DI SCELTADEL CONTRAENTE PER I SETTORI ORDINARI
Art.59

(Scelta delle procedure)

1. Nell’aggiudicazione di appalti pubblici, le stazioni appaltanti
utilizzano le procedure aperte o ristrette, previa pubblicazione di
un bando o avviso di indizione di gara. Esse possono altresì
utilizzare il partenariato per l’innovazione quando sussistono i
presupposti previsti dall’articolo 65, la procedura competitiva con
negoziazione e il dialogo competitivo quando sussistono i presupposti
previsti dal comma 2 e la procedura negoziata senza previa
pubblicazione di un bando di gara quando sussistono i presupposti
previsti dall’articolo 63. Gli appalti relativi ai lavori sono
affidati, ponendo a base di gara il progetto esecutivo, il cui
contenuto, come definito dall’articolo 23, comma 8, garantisce la
rispondenza dell’opera ai requisiti di qualità predeterminati e il
rispetto dei tempi e dei costi previsti. E’ vietato il ricorso
all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di
lavori ad esclusione dei casi di affidamento a contraente generale,
finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato
pubblico privato, contratto di disponibilità.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici utilizzano la procedura
competitiva con negoziazione o il dialogo competitivo nelle seguenti
ipotesi:
a) per l’aggiudicazione di contratti di lavori, forniture o servizi
in presenza di una o più delle seguenti condizioni:
1) le esigenze dell’amministrazione aggiudicatrice perseguite con
l’appalto non possono essere soddisfatte senza adottare soluzioni
immediatamente disponibili;
2) implicano progettazione o soluzioni innovative;
3) l’appalto non può essere aggiudicato senza preventive
negoziazioni a causa di circostanze particolari in relazione alla
natura, complessità o impostazione finanziaria e giuridica
dell’oggetto dell’appalto o a causa dei rischi a esso connessi;
4) le specifiche tecniche non possono essere stabilite con
sufficiente precisione dall’amministrazione aggiudicatrice con
riferimento a una norma, una valutazione tecnica europea, una
specifica tecnica comune o un riferimento tecnico ai sensi dei punti
da 2 a 5 dell’allegato XIII;
b) per l’aggiudicazione di contratti di lavori, forniture o servizi
per i quali, in esito a una procedura aperta o ristretta, sono state
presentate soltanto offerte irregolari o inammissibili ai sensi
rispettivamente dei commi 3 e 4. In tali situazioni, le
amministrazioni aggiudicatrici non sono tenute a pubblicare un bando
di gara se includono nella ulteriore procedura tutti, e soltanto, gli
offerenti in possesso dei requisiti di cui agli articoli dal 80 al 90
che, nella procedura aperta o ristretta precedente, hanno presentato
offerte conformi ai requisiti formali della procedura di appalto.
3. Sono considerate irregolari le offerte non conformi a quanto
prescritto nei documenti di gara.
4. Sono considerate inammissibili le offerte:
a) che sono state presentate in ritardo rispetto ai termini
indicati nel bando o nell’avviso con cui si indice la gara;
b) in relazione alle quali la commissione giudicatrice ritenga
sussistenti gli estremi per informativa alla Procura della Repubblica
per reati di corruzione o fenomeni collusivi;
c) che l’amministrazione aggiudicatrice ha giudicato anormalmente
basse;
d) che non hanno la qualificazione necessaria;
e) il cui prezzo supera l’importo posto dall’amministrazione
aggiudicatrice a base di gara, stabilito e documentato prima
dell’avvio della procedura di appalto.
5. La gara e’ indetta mediante un bando di gara redatto a norma
dell’articolo 71. Nel caso in cui l’appalto sia aggiudicato mediante
procedura ristretta o procedura competitiva con negoziazione, le
amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 3, comma 1,
lettera c), possono, in deroga al primo periodo del presente comma,
utilizzare un avviso di preinformazione secondo quanto previsto dai
commi 2 e 3 dell’articolo 70.Se la gara e’ indetta mediante un avviso
di preinformazione, gli operatori economici che hanno manifestato
interesse in seguito alla pubblicazione dell’avviso stesso, sono
successivamente invitati a confermarlo per iscritto, mediante un
invito a confermare interesse, secondo quanto previsto dall’articolo
75.

Art. 60

(Procedura aperta)

1. Nelle procedure aperte, qualsiasi operatore economico
interessato può presentare un’offerta in risposta a un avviso di
indizione di gara. Il termine minimo per la ricezione delle offerte
e’ di trentacinque giorni dalla data di trasmissione del bando di
gara. Le offerte sono accompagnate dalle informazioni richieste
dall’amministrazione aggiudicatrice per la selezione qualitativa.
2. Nel caso in cui le amministrazioni aggiudicatrici abbiano
pubblicato un avviso di preinformazione che non sia stato usato come
mezzo di indizione di una gara, il termine minimo per la ricezione
delle offerte, come stabilito al comma 1, può essere ridotto a
quindici giorni purche’ siano rispettate tutte le seguenti
condizioni:
a) l’avviso di preinformazione contiene tutte le informazioni
richieste per il bando di gara di cui all’allegato XIV, parte I,
lettera B, sezione B1, sempreche’ queste siano disponibili al momento
della pubblicazione dell’avviso di preinformazione;
b) l’avviso di preinformazione e’ stato inviato alla pubblicazione
da non meno di trentacinque giorni e non oltre dodici mesi prima
della data di trasmissione del bando di gara.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici possono fissare un termine non
inferiore a quindici giorni a decorrere dalla data di invio del bando
di gara se, per ragioni di urgenza debitamente motivate
dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini minimi stabiliti al
comma 1 non possono essere rispettati.

Art. 61

(Procedura ristretta)

1. Nelle procedure ristrette qualsiasi operatore economico può
presentare una domanda di partecipazione in risposta a un avviso di
indizione di gara contenente i dati di cui all’allegato XIV, parte I,
lettera B o C a seconda del caso, fornendo le informazioni richieste
dall’amministrazione aggiudicatrice ai fini della selezione
qualitativa.
2. Il termine minimo per la ricezione delle domande di
partecipazione e’ di trenta giorni dalla data di trasmissione del
bando di gara o, se e’ utilizzato un avviso di preinformazione come
mezzo di indizione di una gara, dalla data d’invio dell’invito a
confermare interesse.
3. A seguito della valutazione da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici delle informazioni fornite, soltanto gli operatori
economici invitati possono presentare un’offerta. Le amministrazioni
aggiudicatrici possono limitare il numero di candidati idonei da
invitare a partecipare alla procedura in conformità all’articolo 91.
Il termine minimo per la ricezione delle offerte e’ di trenta giorni
dalla data di trasmissione dell’invito a presentare offerte.
4. Nel caso in cui le amministrazioni aggiudicatrici hanno
pubblicato un avviso di preinformazione non utilizzato per
l’indizione di una gara, il termine minimo per la presentazione delle
offerte può essere ridotto a dieci giorni purche’ siano rispettate
tutte le seguenti condizioni:
a) l’avviso di preinformazione contiene tutte le informazioni
richieste nel citato allegato XIV, parte I, lettera B sezione B1,
purche’ dette informazioni siano disponibili al momento della
pubblicazione dell’avviso di preinformazione;
b) l’avviso di preinformazione e’ stato inviato alla pubblicazione
da non meno di trentacinque giorni e non oltre dodici mesi prima
della data di trasmissione del bando di gara.
5. Le amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 3, comma
1, lettera c), possono fissare il termine per la ricezione delle
offerte di concerto con i candidati selezionati, purche’ questi
ultimi dispongano di un termine identico per redigere e presentare le
loro offerte. In assenza di un accordo sul termine per la
presentazione delle offerte, il termine non può essere inferiore a
dieci giorni dalla data di invio dell’invito a presentare offerte.
6. Quando, per motivi di urgenza debitamente motivati e’
impossibile rispettare i termini minimi previsti al presente
articolo, l’amministrazione aggiudicatrice può fissare:
a) per la ricezione delle domande di partecipazione, un termine non
inferiore a quindici giorni dalla data di trasmissione del bando di
gara;
b) un termine di ricezione delle offerte non inferiore a dieci
giorni a decorrere dalla data di invio dell’invito a presentare
offerte.

Art. 62

(Procedura competitiva con negoziazione)

1. Nelle procedure competitive con negoziazione qualsiasi operatore
economico può presentare una domanda di partecipazione in risposta a
un avviso di indizione di gara contenente le informazioni di cui
all’allegato XIV, parte I, lettere B e C, fornendo le informazioni
richieste dall’amministrazione aggiudicatrice per la selezione
qualitativa.
2. Nei documenti di gara le amministrazioni aggiudicatrici
individuano l’oggetto dell’appalto fornendo una descrizione delle
loro esigenze, illustrando le caratteristiche richieste per le
forniture, i lavori o i servizi da appaltare, specificando i criteri
per l’aggiudicazione dell’appalto e indicano altresì quali elementi
della descrizione definiscono i requisiti minimi che tutti gli
offerenti devono soddisfare.
3. Le informazioni fornite devono essere sufficientemente precise
per permettere agli operatori economici di individuare la natura e
l’ambito dell’appalto e decidere se partecipare alla procedura.
4. Il termine minimo per la ricezione delle domande di
partecipazione e’ di trenta giorni dalla data di trasmissione del
bando di gara o, se e’ utilizzato come mezzo di indizione di una gara
un avviso di preinformazione, dalla data d’invio dell’invito a
confermare interesse.
5. Il termine minimo per la ricezione delle offerte iniziali e’ di
trenta giorni dalla data di trasmissione dell’invito. I termini sono
ridotti nei casi previsti dall’articolo 61, commi 5 e 6.
6. Solo gli operatori economici invitati dall’amministrazione
aggiudicatrice, in seguito alla valutazione delle informazioni
fornite, possono presentare un’offerta iniziale che costituisce la
base per la successiva negoziazione. Le amministrazioni
aggiudicatrici possono limitare il numero di candidati idonei da
invitare a partecipare alla procedura, ai sensi dell’articolo 91.
7. Salvo quanto previsto dal comma 8, le amministrazioni
aggiudicatrici negoziano con gli operatori economici le loro offerte
iniziali e tutte le successive da essi presentate, tranne le offerte
finali di cui al comma 12, per migliorarne il contenuto. I requisiti
minimi e i criteri di aggiudicazione non sono soggetti a
negoziazione.
8. Le amministrazioni aggiudicatrici possono aggiudicare appalti
sulla base delle offerte iniziali senza negoziazione se previsto nel
bando di gara o nell’invito a confermare interesse.
9. Nel corso delle negoziazioni le amministrazioni aggiudicatrici
garantiscono la parità di trattamento fra tutti gli offerenti. A tal
fine, non forniscono informazioni che possano avvantaggiare
determinati offerenti rispetto ad altri. Esse informano per iscritto
tutti gli offerenti le cui offerte non sono state escluse ai sensi
del comma 11, delle modifiche alle specifiche tecniche o ad altri
documenti di gara diversi da quelli che stabiliscono i requisiti
minimi. A seguito di tali modifiche le amministrazioni aggiudicatrici
concedono agli offerenti un tempo sufficiente per modificare e
ripresentare, ove opportuno, le offerte modificate.
10. Le amministrazioni aggiudicatrici, nei limiti di quanto
disposto dall’articolo 53, non possono rivelare agli altri
partecipanti informazioni riservate comunicate dal candidato o da un
offerente che partecipa alle negoziazioni senza l’accordo di questi
ultimi. Tale accordo non assume la forma di una deroga generale, ma
si considera riferito alla comunicazione di informazioni specifiche
espressamente indicate.
11. Le procedure competitive con negoziazione possono svolgersi in
fasi successive per ridurre il numero di offerte da negoziare
applicando i criteri di aggiudicazione specificati nel bando di gara,
nell’invito a confermare interesse o in altro documento di gara. Nel
bando di gara, nell’invito a confermare interesse o in altro
documento di gara, l’amministrazione aggiudicatrice indica se si
avvale di tale facoltà.
12. Quando le amministrazioni aggiudicatrici intendono concludere
le negoziazioni, esse informano gli altri offerenti e stabiliscono un
termine entro il quale possono essere presentate offerte nuove o
modificate. Esse verificano che le offerte finali siano conformi ai
requisiti minimi prescritti e all’articolo 94, valutano le offerte
finali in base ai criteri di aggiudicazione e aggiudicano l’appalto
ai sensi degli articoli 95, 96 e 97.

Art. 63

(Uso della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando
di gara)

1. Nei casi e nelle circostanze indicati nei seguenti commi, le
amministrazioni aggiudicatrici possono aggiudicare appalti pubblici
mediante una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un
bando di gara, dando conto con adeguata motivazione, nel primo atto
della procedura, della sussistenza dei relativi presupposti.
2. Nel caso di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, la
procedura negoziata senza previa pubblicazione può essere
utilizzata:
a) qualora non sia stata presentata alcuna offerta o alcuna offerta
appropriata, ne’ alcuna domanda di partecipazione o alcuna domanda di
partecipazione appropriata, in esito all’esperimento di una procedura
aperta o ristretta, purche’ le condizioni iniziali dell’appalto non
siano sostanzialmente modificate e purche’ sia trasmessa una
relazione alla Commissione europea, su sua richiesta. Un’offerta non
e’ ritenuta appropriata se non presenta alcuna pertinenza con
l’appalto ed e’, quindi, manifestamente inadeguata, salvo modifiche
sostanziali, a rispondere alle esigenze dell’amministrazione
aggiudicatrice e ai requisiti specificati nei documenti di gara. Una
domanda di partecipazione non e’ ritenuta appropriata se l’operatore
economico interessato deve o può essere escluso ai sensi
dell’articolo 80 o non soddisfa i criteri di selezione stabiliti
dall’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 83;
b) quando i lavori, le forniture o i servizi possono essere forniti
unicamente da un determinato operatore economico per una delle
seguenti ragioni:
1) lo scopo dell’appalto consiste nella creazione o
nell’acquisizione di un’opera d’arte o rappresentazione artistica
unica;
2) la concorrenza e’ assente per motivi tecnici;
3) la tutela di diritti esclusivi, inclusi i diritti di proprietà
intellettuale.
Le eccezioni di cui ai punti 2) e 3) si applicano solo quando non
esistono altri operatori economici o soluzioni alternative
ragionevoli e l’assenza di concorrenza non e’ il risultato di una
limitazione artificiale dei parametri dell’appalto;
c) nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di
estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili
dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure
aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive
con negoziazione non possono essere rispettati. Le circostanze
invocate a giustificazione del ricorso alla procedura di cui al
presente articolo non devono essere in alcun caso imputabili alle
amministrazioni aggiudicatrici.
3. Nel caso di appalti pubblici di forniture, la procedura di cui
al presente articolo e’, inoltre, consentita nei casi seguenti:
a) qualora i prodotti oggetto dell’appalto siano fabbricati
esclusivamente a scopo di ricerca, di sperimentazione, di studio o di
sviluppo, salvo che si tratti di produzione in quantità volta ad
accertare la redditività commerciale del prodotto o ad ammortizzare
i costi di ricerca e di sviluppo;
b) nel caso di consegne complementari effettuate dal fornitore
originario e destinate al rinnovo parziale di forniture o di impianti
o all’ampliamento di forniture o impianti esistenti, qualora il
cambiamento di fornitore obblighi l’amministrazione aggiudicatrice ad
acquistare forniture con caratteristiche tecniche differenti, il cui
impiego o la cui manutenzione comporterebbero incompatibilità o
difficoltà tecniche sproporzionate; la durata di tali contratti e
dei contratti rinnovabili non può comunque di regola superare i tre
anni;
c) per forniture quotate e acquistate sul mercato delle materie
prime;
d) per l’acquisto di forniture o servizi a condizioni
particolarmente vantaggiose, da un fornitore che cessa
definitivamente l’attività commerciale oppure dagli organi delle
procedure concorsuali.
4. La procedura prevista dal presente articolo e’, altresì,
consentita negli appalti pubblici relativi ai servizi qualora
l’appalto faccia seguito ad un concorso di progettazione e debba, in
base alle norme applicabili, essere aggiudicato al vincitore o ad uno
dei vincitori del concorso. In quest’ultimo caso, tutti i vincitori
devono essere invitati a partecipare ai negoziati.
5. La presente procedura può essere utilizzata per nuovi lavori o
servizi consistenti nella ripetizione di lavori o servizi analoghi,
già affidati all’operatore economico aggiudicatario dell’appalto
iniziale dalle medesime amministrazioni aggiudicatrici, a condizione
che tali lavori o servizi siano conformi al progetto a base di gara e
che tale progetto sia stato oggetto di un primo appalto aggiudicato
secondo una procedura di cui all’articolo 59, comma 1. Il progetto a
base di gara indica l’entità di eventuali lavori o servizi
complementari e le condizioni alle quali essi verranno aggiudicati.
La possibilità di avvalersi della procedura prevista dal presente
articolo e’ indicata sin dall’avvio del confronto competitivo nella
prima operazione e l’importo totale previsto per la prosecuzione dei
lavori o della prestazione dei servizi e’ computato per la
determinazione del valore globale dell’appalto, ai fini
dell’applicazione delle soglie di cui all’articolo 35, comma 1. Il
ricorso a questa procedura e’ limitato al triennio successivo alla
stipulazione del contratto dell’appalto iniziale.
6. Le amministrazioni aggiudicatrici individuano gli operatori
economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le
caratteristiche di qualificazione economica e finanziaria e tecniche
e professionali desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di
trasparenza, concorrenza, rotazione, e selezionano almeno cinque
operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei.
L’amministrazione aggiudicatrice sceglie l’operatore economico che ha
offerto le condizioni più vantaggiose, ai sensi dell’articolo 95,
previa verifica del possesso dei requisiti di partecipazione previsti
per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura
aperta, ristretta o mediante procedura competitiva con negoziazione.

Art. 64

(Dialogo competitivo)

1. Il provvedimento con cui le stazioni appaltanti di cui
all’articolo 3, comma 1, lettera a), decidono di ricorrere al dialogo
competitivo deve contenere specifica motivazione, i cui contenuti
sono richiamati nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139
sulla sussistenza dei presupposti previsti per il ricorso allo
stesso. L’appalto e’ aggiudicato unicamente sulla base del criterio
dell’offerta con il miglior rapporto qualità/prezzo conformemente
all’articolo 95, comma 6.
2. Nel dialogo competitivo qualsiasi operatore economico può
chiedere di partecipare in risposta a un bando di gara, o ad un
avviso di indizione di gara, fornendo le informazioni richieste dalla
stazione appaltante, per la selezione qualitativa.
3. Il termine minimo per la ricezione delle domande di
partecipazione e’ di trenta giorni dalla data di trasmissione del
bando di gara o, se come mezzo di indizione di gara e’ usato un
avviso di preinformazione o periodico indicativo, dell’invito a
confermare interesse. Soltanto gli operatori economici invitati dalle
stazioni appaltanti in seguito alla valutazione delle informazioni
fornite possono partecipare al dialogo. Le stazioni appaltanti
possono limitare il numero di candidati idonei da invitare a
partecipare alla procedura in conformità all’articolo 91.
4. Le stazioni appaltanti indicano nel bando di gara o nell’avviso
di indizione di gara le loro esigenze e i requisiti richiesti e li
definiscono nel bando stesso, nell’avviso di indizione o in un
documento descrittivo.
5. Le stazioni appaltanti avviano con i partecipanti selezionati un
dialogo finalizzato all’individuazione e alla definizione dei mezzi
più idonei a soddisfare le proprie necessità. Nella fase del
dialogo possono discutere con i partecipanti selezionati tutti gli
aspetti dell’appalto.
6. Durante il dialogo le stazioni appaltanti garantiscono la
parità di trattamento di tutti i partecipanti. A tal fine, non
forniscono informazioni che possano avvantaggiare determinati
partecipanti rispetto ad altri.
7. Conformemente all’articolo 53 le stazioni appaltanti non possono
rivelare agli altri partecipanti le soluzioni proposte o altre
informazioni riservate comunicate da un candidato o da un offerente
partecipante al dialogo, senza l’accordo di quest’ultimo. Tale
accordo non assume la forma di una deroga generale ma si considera
riferito alla comunicazione di informazioni specifiche espressamente
indicate.
8. I dialoghi competitivi possono svolgersi in fasi successive in
modo da ridurre il numero di soluzioni da discutere durante la fase
del dialogo applicando i criteri di aggiudicazione stabiliti nel
bando di gara, nell’avviso di indizione di gara o nel documento
descrittivo. Nel bando di gara o nell’avviso di indizione di gara o
nel documento descrittivo le stazioni appaltanti indicano se
sceglieranno tale opzione.
9. La stazione appaltante prosegue il dialogo finche’ non e’ in
grado di individuare la soluzione o le soluzioni che possano
soddisfare le sue necessitaà.
10. Dopo aver dichiarato concluso il dialogo e averne informato i
partecipanti rimanenti, le stazioni appaltanti invitano ciascuno a
presentare le loro offerte finali in base alla soluzione o alle
soluzioni presentate e specificate nella fase del dialogo. Tali
offerte contengono tutti gli elementi richiesti e necessari per
l’esecuzione del progetto. Su richiesta della stazione appaltante le
offerte possono essere chiarite, precisate e perfezionate. Tuttavia
le precisazioni, i chiarimenti, i perfezionamenti o i complementi
delle informazioni non possono avere l’effetto di modificare gli
aspetti essenziali dell’offerta o dell’appalto, compresi i requisiti
e le esigenze indicati nel bando di gara, nell’avviso di indizione di
gara o nel documento descrittivo, qualora le variazioni rischino di
falsare la concorrenza o di avere un effetto discriminatorio.
11. Le stazioni appaltanti valutano le offerte ricevute sulla base
dei criteri di aggiudicazione fissati nel bando di gara, nell’avviso
di indizione di gara o nel documento descrittivo e applicano,
altresì, le seguenti disposizioni:
a) i documenti alla base delle offerte ricevute possono essere
integrati da quanto emerso nel dialogo competitivo;
b) su richiesta della stazione appaltante possono essere condotte
negoziazioni con l’offerente che risulta aver presentato l’offerta
con il miglior rapporto qualità/prezzo al fine di confermare gli
impegni finanziari o altri termini contenuti nell’offerta attraverso
il completamento dei termini del contratto.
12. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 11 si
applicano qualora da ciò non consegua la modifica sostanziale di
elementi fondamentali dell’offerta o dell’appalto, comprese le
esigenze e i requisiti definiti nel bando di gara, nell’avviso di
indizione di gara o nel documento descrittivo, ovvero che non si
rischi di falsare la concorrenza o creare discriminazioni.
13. Le stazioni appaltanti possono prevedere premi o pagamenti per
i partecipanti al dialogo.

Art. 65

(Partenariato per l’innovazione)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori
possono ricorrere ai partenariati per l’innovazione nelle ipotesi in
cui l’esigenza di sviluppare prodotti, servizi o lavori innovativi e
di acquistare successivamente le forniture, i servizi o i lavori che
ne risultano non può, in base a una motivata determinazione, essere
soddisfatta ricorrendo a soluzioni già disponibili sul mercato, a
condizione che le forniture, servizi o lavori che ne risultano,
corrispondano ai livelli di prestazioni e ai costi massimi concordati
tra le stazioni appaltanti e i partecipanti.
2. Nei documenti di gara le amministrazioni aggiudicatrici e gli
enti aggiudicatori fissano i requisiti minimi che tutti gli offerenti
devono soddisfare, in modo sufficientemente preciso da permettere
agli operatori economici di individuare la natura e l’ambito della
soluzione richiesta e decidere se partecipare alla procedura.
3. Nel partenariato per l’innovazione qualsiasi operatore economico
può formulare una domanda di partecipazione in risposta a un bando
di gara o ad un avviso di indizione di gara, presentando le
informazioni richieste dalla stazione appaltante per la selezione
qualitativa.
4. L’amministrazione aggiudicatrice e l’ente aggiudicatore possono
decidere di instaurare il partenariato per l’innovazione con uno o
più operatori economici che conducono attività di ricerca e
sviluppo separate. Il termine minimo per la ricezione delle domande
di partecipazione e’ di trenta giorni dalla data di trasmissione del
bando di gara. Soltanto gli operatori economici invitati dalle
amministrazioni aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori in seguito
alla valutazione delle informazioni fornite possono partecipare alla
procedura. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
possono limitare il numero di candidati idonei da invitare alla
procedura in conformità all’articolo 91. Gli appalti sono
aggiudicati unicamente sulla base del miglior rapporto
qualità/prezzo conformemente all’articolo 95.
5. Il partenariato per l’innovazione e’ strutturato in fasi
successive secondo la sequenza delle fasi del processo di ricerca e
di innovazione, che può comprendere la fabbricazione dei prodotti o
la prestazione dei servizi o la realizzazione dei lavori. Il
partenariato per l’innovazione fissa obiettivi intermedi che le parti
devono raggiungere e prevede il pagamento della remunerazione
mediante congrue rate. In base a questi obiettivi, l’amministrazione
aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore può decidere, dopo ogni fase,
di risolvere il partenariato per l’innovazione o, nel caso di un
partenariato con più operatori, di ridurre il numero degli operatori
risolvendo singoli contratti, a condizione che essa abbia indicato
nei documenti di gara tali possibilità e le condizioni per
avvalersene.
6. Salvo che non sia diversamente disposto dal presente articolo,
le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori negoziano
le offerte iniziali e tutte le offerte successive presentate dagli
operatori interessati, tranne le offerte finali, per migliorarne il
contenuto. I requisiti minimi e i criteri di aggiudicazione non sono
soggetti a negoziazioni.
7. Nel corso delle negoziazioni le amministrazioni aggiudicatrici o
gli enti aggiudicatori garantiscono la parità di trattamento fra
tutti gli offerenti. A tal fine, non forniscono in maniera
discriminatoria informazioni che possano avvantaggiare determinati
offerenti rispetto ad altri. Essi informano per iscritto tutti gli
offerenti le cui offerte non sono state escluse ai sensi del comma 8,
delle modifiche alle specifiche tecniche o ad altri documenti di gara
diversi da quelli che stabiliscono i requisiti minimi. A seguito di
tali modifiche, le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti
aggiudicatori concedono agli offerenti un tempo sufficiente per
modificare e ripresentare, ove opportuno, le offerte modificate. Nel
rispetto dell’articolo 53, le amministrazioni aggiudicatrici o gli
enti aggiudicatori non rivelano agli altri partecipanti informazioni
riservate comunicate da un candidato o da un offerente che partecipa
alle negoziazioni senza l’accordo di quest’ultimo. Tale accordo non
assume la forma di una deroga generale ma si considera riferito alla
comunicazione di informazioni specifiche espressamente indicate.
8. Le negoziazioni nel corso delle procedure di partenariato per
l’innovazione possono svolgersi in fasi successive per ridurre il
numero di offerte da negoziare applicando i criteri di aggiudicazione
specificati nel bando di gara, nell’invito a confermare interesse o
nei documenti di gara. Nel bando di gara, nell’invito a confermare
interesse o nei documenti di gara, l’amministrazione aggiudicatrice o
l’ente aggiudicatore indica se si avvarrà di tale opzione.
9. Nel selezionare i candidati, le amministrazioni aggiudicatrici o
gli enti aggiudicatori applicano in particolare i criteri relativi
alle capacità dei candidati nel settore della ricerca e dello
sviluppo e nella messa a punto e attuazione di soluzioni innovative.
Soltanto gli operatori economici invitati dalle amministrazioni
aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori in seguito alla valutazione
delle informazioni richieste potranno presentare progetti di ricerca
e di innovazione. Nei documenti di gara l’amministrazione
aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore definisce il regime applicabile
ai diritti di proprietà intellettuale. Nel caso di un partenariato
per l’innovazione con più operatori, l’amministrazione
aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore non rivela agli altri
operatori, nel rispetto dell’articolo 53, le soluzioni proposte o
altre informazioni riservate comunicate da un operatore nel quadro
del partenariato, senza l’accordo dello stesso. Tale accordo non
assume la forma di una deroga generale ma si considera riferito alla
prevista comunicazione di informazioni specifiche.
10. L’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore
assicura che la struttura del partenariato e, in particolare, la
durata e il valore delle varie fasi, riflettano il grado di
innovazione della soluzione proposta e la sequenza di attività di
ricerca e di innovazione necessarie per lo sviluppo di una soluzione
innovativa non ancora disponibile sul mercato. Il valore stimato
delle forniture, dei servizi o dei lavori non deve essere
sproporzionato rispetto all’investimento richiesto per il loro
sviluppo.

CAPO III
SVOLGIMENTO DELLE PROCEDURE PER I SETTORI ORDINARI
SEZIONE I
BANDI E AVVISI

Art. 66

(Consultazioni preliminari di mercato)

1. Prima dell’avvio di una procedura di appalto, le amministrazioni
aggiudicatrici possono svolgere consultazioni di mercato per la
preparazione dell’appalto e per lo svolgimento della relativa
procedura e per informare gli operatori economici degli appalti da
essi programmati e dei requisiti relativi a questi ultimi.
2. Per le finalità di cui al comma 1, le amministrazioni
aggiudicatrici possono acquisire consulenze, relazioni o altra
documentazione tecnica da parte di esperti, di partecipanti al
mercato nel rispetto delle disposizioni stabilite nel presente
codice, o da parte di autorità indipendenti. Tale documentazione
può essere utilizzata nella pianificazione e nello svolgimento della
procedura di appalto, a condizione che non abbia l’effetto di falsare
la concorrenza e non comporti una violazione dei principi di non
discriminazione e di trasparenza.

Art. 67

(Partecipazione precedente di candidati o offerenti)

1. Qualora un candidato o un offerente o un’impresa collegata a un
candidato o a un offerente abbia fornito la documentazione di cui
all’articolo 66, comma 2,o abbia altrimenti partecipato alla
preparazione della procedura di aggiudicazione dell’appalto,
l’amministrazione aggiudicatrice adotta misure adeguate per garantire
che la concorrenza non sia falsata dalla partecipazione del candidato
o dell’offerente stesso. La comunicazione agli altri candidati e
offerenti di informazioni pertinenti scambiate nel quadro della
partecipazione del candidato o dell’offerente alla preparazione della
procedura o ottenute a seguito di tale partecipazione, nonche’ la
fissazione di termini adeguati per la ricezione delle offerte
costituisce minima misura adeguata.
2. Qualora non sia in alcun modo possibile garantire il rispetto
del principio della parità di trattamento, il candidato o
l’offerente interessato e’ escluso dalla procedura. In ogni caso,
prima di provvedere allaloro esclusione, la amministrazione
aggiudicatrice invita i candidati e gli offerenti, entro un termine
comunque non superiore a dieci giorni, a provare che la loro
partecipazione alla preparazione della procedura di aggiudicazione
dell’appalto non costituisce causa di alterazione della concorrenza.
3. Le misure adottate dall’amministrazione aggiudicatrice sono
indicate nella relazione unica prevista dall’articolo 99 del presente
codice.

Art. 68

(Specifiche tecniche)

1. Le specifiche tecniche indicate al punto 1 dell’allegato XIII
sono inserite nei documenti di gara e definiscono le caratteristiche
previste per lavori, servizi o forniture. Tali caratteristiche
possono inoltre riferirsi allo specifico processo o metodo di
produzione o prestazione dei lavori, delle forniture o dei servizi
richiesti, o a uno specifico processo per un’altra fase del loro
ciclo di vita anche se questi fattori non sono parte del loro
contenuto sostanziale, purche’ siano collegati all’oggetto
dell’appalto e proporzionati al suo valore e ai suoi obiettivi.
2. Le specifiche tecniche possono, altresì, indicare se e’
richiesto il trasferimento dei diritti di proprietà intellettuale.
3. Per tutti gli appalti destinati all’uso da parte di persone
fisiche, sia che si tratti del pubblico che del personale di
un’amministrazione aggiudicatrice, e’ necessario che le specifiche
tecniche, salvo in casi debitamente giustificati, siano elaborate in
modo da tenere conto dei criteri di accessibilità per le persone con
disabilità o di progettazione adeguata per tutti gli utenti. Qualora
i requisiti di accessibilità obbligatori siano adottati con un atto
giuridico dell’Unione europea, le specifiche tecniche devono essere
definite mediante riferimento a esse per quanto riguarda i criteri di
accessibilità per le persone con disabilità o di progettazione
adeguata per tutti gli utenti.
4. Le specifiche tecniche consentono pari accesso degli operatori
economici alla procedura di aggiudicazione e non devono comportare
direttamente o indirettamente ostacoli ingiustificati all’apertura
degli appalti pubblici alla concorrenza.
5. Fatte salve le regole tecniche nazionali obbligatorie, le
specifiche tecniche sono formulate secondo una delle modalità
seguenti:
a) in termini di prestazioni o di requisiti funzionali, comprese le
caratteristiche ambientali, a condizione che i parametri siano
sufficientemente precisi da consentire agli offerenti di determinare
l’oggetto dell’appalto e alle amministrazioni aggiudicatrici di
aggiudicare l’appalto;
b) mediante riferimento a specifiche tecniche e, in ordine di
preferenza, alle norme che recepiscono norme europee, alle
valutazioni tecniche europee, alle specifiche tecniche comuni, alle
norme internazionali, ad altri sistemi tecnici di riferimento
adottati dagli organismi europei di normalizzazione o in mancanza,
alle norme, omologazioni tecniche o specifiche tecniche, nazionali,
in materia di progettazione, calcolo e realizzazione delle opere e
uso delle forniture. Ciascun riferimento contiene l’espressione «o
equivalente»;
c) in termini di prestazioni o di requisiti funzionali di cui alla
lettera a), con riferimento alle specifiche citate nella lettera b)
quale mezzo per presumere la conformità con tali prestazioni o
requisiti funzionali;
d) mediante riferimento alle specifiche tecniche di cui alla
lettera b) per talune caratteristiche e alle prestazioni o ai
requisiti funzionali di cui alla lettera a) per le altre
caratteristiche.
6. Salvo che siano giustificate dall’oggetto dell’appalto, le
specifiche tecniche non possono menzionare una fabbricazione o
provenienza determinata o un procedimento particolare caratteristico
dei prodotti o dei servizi forniti da un operatore economico
specifico, ne’ far riferimento a un marchio, a un brevetto o a un
tipo, a un’origine o a una produzione specifica che avrebbero come
effetto di favorire o eliminare talune imprese o taluni prodotti.
Tale menzione o riferimento sono tuttavia consentiti, in via
eccezionale, nel caso in cui una descrizione sufficientemente precisa
e intelligibile dell’oggetto dell’appalto non sia possibile
applicando il comma 5. In tal caso la menzione o il riferimento sono
accompagnati dall’espressione «o equivalente».
7. Quando si avvalgono della possibilità di fare riferimento alle
specifiche tecniche di cui al comma 5, lettera b), le amministrazioni
aggiudicatrici non possono dichiarare inammissibile o escludere
un’offerta per il motivo che i lavori, le forniture o i servizi
offerti non sono conformi alle specifiche tecniche alle quali hanno
fatto riferimento, se nella propria offerta l’offerente dimostra, con
qualsiasi mezzo appropriato, compresi i mezzi di prova di cui
all’articolo 86, che le soluzioni proposte ottemperano in maniera
equivalente ai requisiti definiti dalle specifiche tecniche.
8. Quando si avvalgono della facoltà, prevista al comma 5, lettera
a), di definire le specifiche tecniche in termini di prestazioni o di
requisiti funzionali, le amministrazioni aggiudicatrici non possono
dichiarare inammissibile o escludere un’offerta di lavori, di
forniture o di servizi conformi a una norma che recepisce una norma
europea, a una omologazione tecnica europea, a una specifica tecnica
comune, a una norma internazionale o a un sistema tecnico di
riferimento adottato da un organismo europeo di normalizzazione se
tali specifiche contemplano le prestazioni o i requisiti funzionali
da esse prescritti. Nella propria offerta, l’offerente e’ tenuto a
dimostrare con qualunque mezzo appropriato, compresi i mezzi di prova
di cui all’articolo 86, che i lavori, le forniture o i servizi
conformi alla norma ottemperino alle prestazioni e ai requisiti
funzionali dell’amministrazione aggiudicatrice.

Art. 69

(Etichettature)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici che intendono acquistare
lavori, forniture o servizi con specifiche caratteristiche
ambientali, sociali o di altro tipo, possono imporre nelle specifiche
tecniche, nei criteri di aggiudicazione o nelle condizioni relative
all’esecuzione dell’appalto, un’etichettatura specifica come mezzo di
prova che i lavori, le forniture o i servizi corrispondono alle
caratteristiche richieste, quando sono soddisfatte tutte le seguenti
condizioni:
a) i requisiti per l’etichettatura sono idonei a definire le
caratteristiche dei lavori, delle forniture e dei servizi oggetto
dell’appalto e riguardano soltanto i criteri ad esso connessi;
b) i requisiti per l’etichettatura sono basati su criteri
oggettivi, verificabili e non discriminatori;
c) le etichettature sono stabilite nell’ambito di un apposito
procedimento aperto e trasparente al quale possano partecipare tutte
le parti interessate, compresi gli enti pubblici, i consumatori, le
parti sociali, i produttori, i distributori e le organizzazioni non
governative;
d) le etichettature sono accessibili a tutte le parti interessate;
e) i requisiti per l’etichettatura sono stabiliti da terzi sui
quali l’operatore economico che richiede l’etichettatura non può
esercitare un’influenza determinante.
2. Se le amministrazioni aggiudicatrici non richiedono che i
lavori, le forniture o i servizi soddisfino tutti i requisiti per
l’etichettatura, indicano a quali requisiti per l’etichettatura fanno
riferimento. Le amministrazioni aggiudicatrici che esigono
un’etichettatura specifica accettano tutte le etichettature che
confermano che i lavori, le forniture o i servizi soddisfano i
requisiti equivalenti.
3. Se un operatore economico dimostra di non avere la possibilità
di ottenere l’etichettatura specifica indicata dall’amministrazione
aggiudicatrice o un’etichettatura equivalente entro i termini
richiesti, per motivi ad esso non imputabili, l’amministrazione
aggiudicatrice accetta altri mezzi di prova, ivi compresa una
documentazione tecnica del fabbricante, idonei a dimostrare che i
lavori, le forniture o i servizi che l’operatore economico
interessato deve prestare soddisfano i requisiti dell’etichettatura
specifica o i requisiti specifici indicati dall’amministrazione
aggiudicatrice.
4. Quando un’etichettatura soddisfa le condizioni indicate nel
comma 1, lettere b), c), d) ed e), ma stabilisce requisiti non
collegati all’oggetto dell’appalto, le amministrazioni aggiudicatrici
non possono esigere l’etichettatura in quanto tale, ma possono
definire le specifiche tecniche con riferimento alle specifiche
dettagliate di tale etichettatura, o, all’occorrenza, a parti di
queste, connesse all’oggetto dell’appalto e idonee a definirne le
caratteristiche.

Art. 70

(Avvisi di preinformazione)

1. Le stazioni appaltanti rendono nota entro il 31 dicembre di ogni
anno, l’intenzione di bandire per l’anno successivo appalti,
pubblicando un avviso di preinformazione. L’avviso, recante le
informazioni di cui all’allegato XIV, parte I, lettera B, sezione
B.1, e’ pubblicato dalla stazione appaltante sul proprio profilo di
committente. Per gli appalti di importo pari o superiore alla soglia
di cui all’articolo 36, l’avviso di preinformazione e’ pubblicato
dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea o dalla stazione
appaltante sul proprio profilo di committente. In quest’ultimo caso
le stazioni appaltanti inviano al suddetto Ufficio un avviso della
pubblicazione sul proprio profilo di committente, come indicato nel
citato allegato. L’avviso contiene le informazioni di cui
all’allegato XIV, parte I, lettera A.
2. Per le procedure ristrette e le procedure competitive con
negoziazione, le amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali di cui
all’articolo 3, comma 1, lettera c), possono utilizzare un avviso di
preinformazione come indizione di gara a norma dell’articolo 59,
comma 5, purche’ l’avviso soddisfi tutte le seguenti condizioni:
a) si riferisce specificatamente alle forniture, ai lavori o ai
servizi che saranno oggetto dell’appalto da aggiudicare;
b) indica che l’appalto sarà aggiudicato mediante una procedura
ristretta o una procedura competitiva con negoziazione senza
ulteriore pubblicazione di un avviso di indizione di gara e invita
gli operatori economici interessati a manifestare il proprio
interesse;
c) contiene, oltre alle informazioni di cui all’allegato XIV, parte
I, lettera B, sezione B.1, le informazioni di cui al medesimo
allegato, sezione B.2;
d) e’ stato inviato alla pubblicazione non meno di trentacinque
giorni e non oltre dodici mesi prima della data di invio dell’invito
a confermare interesse di cui all’articolo 75, comma 1.
3. L’avviso di cui al comma 2 può essere pubblicato sul profilo di
committente quale pubblicazione supplementare a livello nazionale a
norma dell’articolo 73. Il periodo coperto dall’avviso di
preinformazione può durare al massimo dodici mesi dalla data di
trasmissione dell’avviso per la pubblicazione. Tuttavia, nel caso di
appalti pubblici per servizi sociali e altri servizi specifici,
l’avviso di preinformazione di cui all’articolo 59, comma 5, può
coprire un periodo più lungo di dodici mesi.

Art. 71

(Bandi di gara)

Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 59, comma 5, secondo
periodo, e 63, tutte le procedure di scelta del contraente sono
indette mediante bandi di gara. Al fine di agevolare l’attività
delle stazioni appaltanti omogeneizzandone le condotte,
successivamente alla adozione da parte dell’ANAC di bandi tipo, i
bandi di gara sono redatti in conformità agli stessi. Essi
contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, Parte I, lettera
C, e sono pubblicati conformemente all’articolo72.Contengono altresì
i criteri ambientali minimi di cui all’articolo 34. Le stazioni
appaltanti nella delibera a contrarre motivano espressamente in
ordine alle deroghe al bando-tipo.

Art. 72

(Redazione e modalità di pubblicazione dei bandi e degli avvisi)

1. Gli avvisi e i bandi di cui agli articoli 70, 71 e 98,
contenenti le informazioni indicate nell’allegato XII, nel formato di
modelli di formulari, compresi i modelli di formulari per le
rettifiche, sono redatti e trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni
dell’Unione europea per via elettronica e pubblicati conformemente
all’allegato V.
2. Gli avvisi e i bandi di cui al comma 1 sono pubblicati entro
cinque giorni dalla loro trasmissione, salve le disposizioni sulla
loro pubblicazione da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni
dell’Unione europea.
3. Gli avvisi e i bandi sono pubblicati per esteso in una o più
delle lingue ufficiali delle istituzioni dell’Unione scelte dalle
stazioni appaltanti; il testo pubblicato in tali lingue e’ l’unico
facente fede. Le stazioni appaltanti italiane scelgono la lingua
italiana, fatte salve le norme vigenti nella Provincia autonoma di
Bolzano in materia di bilinguismo. Una sintesi degli elementi
importanti di ciascun avviso o bando, indicati dalle stazioni
appaltanti nel rispetto dei principi di trasparenza e non
discriminazione, e’ pubblicata nelle altre lingue ufficiali.
4. L’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea garantisce che
il testo integrale e la sintesi degli avvisi di preinformazione di
cui all’articolo 70, commi 2 e 3, e degli avvisi di indizione di gara
che istituiscono un sistema dinamico di acquisizione, di cui
all’articolo 55, comma 6, lettera a) continuino ad essere pubblicati:
a) nel caso di avvisi di preinformazione, per dodici mesi o fino al
ricevimento di un avviso di aggiudicazione di cui all’articolo 129
che indichi che nei dodici mesi coperti dall’avviso di indizione di
gara non sarà aggiudicato nessun altro appalto. Tuttavia, nel caso
di appalti pubblici per servizi sociali e altri servizi specifici,
l’avviso di preinformazione di cui all’articolo 142,comma 1, lettera
b), continua a essere pubblicato fino alla scadenza del periodo di
validità indicato inizialmente o fino alla ricezione di un avviso di
aggiudicazione come previsto dall’articolo 98, indicante che non
saranno aggiudicati ulteriori appalti nel periodo coperto
dall’indizione di gara;
b) nel caso di avvisi di indizione di gara che istituiscono un
sistema dinamico di acquisizione, per il periodo di validità del
sistema dinamico di acquisizione.
5. La conferma della ricezione dell’avviso e della pubblicazione
dell’informazione trasmessa, con menzione della data della
pubblicazione rilasciata alla stazione appaltante dall’Ufficio delle
pubblicazioni dell’Unione europea vale come prova della
pubblicazione.
6. Le amministrazioni aggiudicatrici possono pubblicare avvisi
relativi ad appalti pubblici che non sono soggetti all’obbligo di
pubblicazione previsto dal presente codice, a condizione che essi
siano trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea
per via elettronica secondo il modello e le modalità di trasmissione
precisate al comma 1.

Art. 73

(Pubblicazione a livello nazionale)

1. Gli avvisi e i bandi di cui agli articoli 70, 71 e 98 non sono
pubblicati in ambito nazionale prima della pubblicazione a norma
dell’articolo 72. Tuttavia la pubblicazione può comunque avere luogo
a livello nazionale qualora la stessa non sia stata notificata alle
amministrazioni aggiudicatrici entro quarantotto ore dalla conferma
della ricezione dell’avviso conformemente all’articolo 72.
2. Gli avvisi e i bandi pubblicati a livello nazionale non
contengono informazioni diverse da quelle contenute negli avvisi o
bandi trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea o
pubblicate sul profilo di committente, ma menzionano la data della
trasmissione dell’avviso o bando all’Ufficio delle pubblicazioni
dell’Unione europea o della pubblicazione sul profilo di committente.
3. Gli avvisi di preinformazione non sono pubblicati sul profilo di
committente prima della trasmissione all’Ufficio delle pubblicazioni
dell’Unione europea dell’avviso che ne annuncia la pubblicazione
sotto tale forma. Gli avvisi indicano la data di tale trasmissione.
4. Fermo restando quanto previsto all’articolo 72, gli avvisi e i
bandi sono, altresì, pubblicati senza oneri sul profilo del
committente della stazione appaltante e sulla piattaforma digitale
dei bandi di gara presso l’ANAC, in cooperazione applicativa con i
sistemi informatizzati delle regioni e le piattaforme regionali di
e-procurement. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, d’intesa con l’ANAC, da adottarsi entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del presente codice, sono definiti gli
indirizzi generali di pubblicazione al fine di garantire la certezza
della data di pubblicazione e adeguati livelli di trasparenza e di
conoscibilità, anche con l’utilizzo della stampa quotidiana
maggiormente diffusa nell’area interessata. Il predetto decreto
individua la data fino alla quale gli avvisi e i bandi devono anche
essere pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana,
serie speciale relativa ai contratti pubblici, entro il sesto giorno
feriale successivo a quello del ricevimento della documentazione da
parte dell’Ufficio inserzioni dell’Istituto poligrafico e zecca dello
Stato. La pubblicazione di informazioni ulteriori, complementari o
aggiuntive rispetto a quelle indicate nel presente codice, avviene
esclusivamente in via telematica e non comporta oneri finanziari a
carico delle stazioni appaltanti. Fino alla data indicata nel decreto
di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 11.
5. Gli effetti giuridici che l’ordinamento connette alla
pubblicità in ambito nazionale decorrono dalla data di pubblicazione
sulla piattaforma digitale dei bandi di gara presso l’ANAC.

Art. 74

(Disponibilità elettronica dei documenti di gara)

1. Le stazioni appaltanti offrono un accesso gratuito, illimitato e
diretto, per via elettronica, ai documenti di gara a decorrere dalla
data di pubblicazione di un avviso conformemente agli articoli 70e 72
o dalla data di invio di un invito a confermare interesse. Il testo
dell’avviso o dell’invito a confermare interesse indica l’indirizzo
Internet presso il quale i documenti di gara sono accessibili.
2. Se non e’ possibile offrire accesso gratuito, illimitato e
diretto per via elettronica a determinati documenti di gara per uno
dei motivi di cui all’articolo 52, comma 1, terzo periodo, le
amministrazioni aggiudicatrici possono indicare nell’avviso o
nell’invito a confermare interesse che i medesimi documenti saranno
trasmessi per posta elettronica certificata o strumenti analoghi
negli altri Stati membri ovvero, in caso di impossibilità, per vie
diverse da quella elettronica secondo quanto previsto al comma 4. In
tal caso, il termine per la presentazione delle offerte e’ prorogato
di cinque giorni, tranne nei casi di urgenza debitamente dimostrati
di cui agli articoli60, comma 3, 61 comma 6 e62, comma 5.
3. Qualora non sia possibile offrire accesso gratuito, illimitato e
diretto per via elettronica a determinati documenti di gara perche’
le amministrazioni aggiudicatrici intendono applicare l’articolo 52,
comma 2, del presente codice, esse indicano nell’avviso o nell’invito
a confermare interesse quali misure richiedono al fine di proteggere
la natura riservata delle informazioni e in che modo e’ possibile
ottenere accesso ai documenti in questione. In tal caso, il termine
per la presentazione delle offerte e’ prorogato di cinque giorni,
tranne nei casi di urgenza debitamente dimostrati di cui agli
articoli 60, comma 3, 61, comma 6 e62, comma 5.
4. Sempre che siano state richieste in tempo utile, le ulteriori
informazioni sul capitolato d’oneri e sui documenti complementari
sono comunicate dalle stazioni appaltanti a tutti gli offerenti che
partecipano alla procedura d’appalto almeno sei giorni prima della
scadenza del termine stabilito per la ricezione delle offerte. In
caso di procedura accelerata, ai sensi degli articoli 60, comma 3
e61, comma 6, il termine e’ di quattro giorni.

Art. 75

(Inviti ai candidati)

1. Nelle procedure ristrette, nel dialogo competitivo, nei
partenariati per l’innovazione, nelle procedure competitive con
negoziazione, le stazioni appaltanti invitano simultaneamente e per
iscritto, di norma con procedure telematiche, i candidati selezionati
a presentare le rispettive offerte o a negoziare o, nel caso di
dialogo competitivo, a partecipare al dialogo. Con le stesse
modalità le stazioni appaltanti invitano, nel caso di indizione di
gara tramite un avviso di preinformazione, gli operatori economici
che già hanno espresso interesse, a confermare nuovamente interesse.
2. Gli inviti di cui al comma 1 menzionano l’indirizzo elettronico
al quale sono stati resi direttamente disponibili per via elettronica
i documenti di gara e comprendono le informazioni indicate
nell’allegato XV. Se tali documenti non sono stati oggetto di accesso
gratuito, illimitato e diretto ai sensi dell’articolo 74 e non sono
stati resi disponibili con altri mezzi, gli inviti sono corredati dei
documenti di gara, in formato digitale ovvero, quando ciò non e’
possibile, in formato cartaceo.
3. Nelle procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando
di gara, gli operatori economici selezionati vengono invitati di
norma a mezzo di posta elettronica certificata o strumento analogo
negli altri Stati membri ovvero, quando ciò non e’ possibile, con
lettera. Gli inviti contengono gli elementi della prestazione
richiesta.

Art. 76

(Informazione dei candidati e degli offerenti)

1. Le stazioni appaltanti, nel rispetto delle specifiche modalità
di pubblicazione stabilite dal presente codice, informano
tempestivamente ciascun candidato e ciascun offerente delle decisioni
adottate riguardo alla conclusione di un accordo quadro,
all’aggiudicazione di un appalto o all’ammissione ad un sistema
dinamico di acquisizione, ivi compresi i motivi dell’eventuale
decisione di non concludere un accordo quadro o di non aggiudicare un
appalto per il quale e’ stata indetta una gara o di riavviare la
procedura o di non attuare un sistema dinamico di acquisizione.
2. Su richiesta scritta dell’offerente interessato,
l’amministrazione aggiudicatrice comunica immediatamente e comunque
entro quindici giorni dalla ricezione della richiesta:
a) ad ogni offerente escluso, i motivi del rigetto della sua
offerta, inclusi, per i casi di cui all’articolo 68, commi 7 e 8, i
motivi della decisione di non equivalenza o della decisione secondo
cui i lavori, le forniture o i servizi non sono conformi alle
prestazioni o ai requisiti funzionali;
b) ad ogni offerente che abbia presentato un’offerta ammessa in
gara e valutata, le caratteristiche e i vantaggi dell’offerta
selezionata e il nome dell’offerente cui e’ stato aggiudicato
l’appalto o delle parti dell’accordo quadro;
c) ad ogni offerente che abbia presentato un’offerta ammessa in
gara e valutata, lo svolgimento e l’andamento delle negoziazioni e
del dialogo con gli offerenti.
3. Fermo quanto previsto nell’articolo 29, comma 1, secondo e terzo
periodo, contestualmente alla pubblicazione ivi prevista e’ dato
avviso ai concorrenti, mediante PECo strumento analogo negli altri
Stati membri, del provvedimento che determina le esclusioni dalla
procedura di affidamento e le ammissioni ad essa all’esito della
valutazione dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e
tecnico-professionali, indicando l’ufficio o il collegamento
informatico ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi
atti.
4. Le amministrazioni aggiudicatrici non divulgano le informazioni
relative all’aggiudicazione degli appalti, alla conclusione di
accordi quadro o all’ammissione ad un sistema dinamico di
acquisizione, di cui ai commi 1 e 2, se la loro diffusione ostacola
l’applicazione della legge o e’ contraria all’interesse pubblico, o
pregiudica i legittimi interessi commerciali di operatori economici
pubblici o privati o dell’operatore economico selezionato, oppure
possa recare pregiudizio alla leale concorrenza tra questi.
5. Le stazioni appaltanti comunicano d’ufficio immediatamente e
comunque entro un termine non superiore a cinque giorni:
a) l’aggiudicazione, all’aggiudicatario, al concorrente che segue
nella graduatoria, a tutti i candidati che hanno presentato
un’offerta ammessa in gara, a coloro la cui candidatura o offerta
siano state escluse se hanno proposto impugnazione avverso
l’esclusione o sono in termini per presentare impugnazione, nonche’ a
coloro che hanno impugnato il bando o la lettera di invito, se tali
impugnazioni non siano state respinte con pronuncia giurisdizionale
definitiva;
b) l’esclusione agli offerenti esclusi;
c) la decisione di non aggiudicare un appalto ovvero di non
concludere un accordo quadro,a tutti i candidati;
d) la data di avvenuta stipulazione del contratto con
l’aggiudicatario, ai soggetti di cui alla lettera a) del presente
comma.
6. Le comunicazioni di cui al comma 4 sono fatte mediante posta
elettronica certificata o strumento analogo negli altri Stati membri.
Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a) e b), indicano la data
di scadenza del termine dilatorio per la stipulazione del contratto.

SEZIONE II
SELEZIONE DELLE OFFERTE

Art. 77

(Commissione di aggiudicazione)

1. Nelle procedure di aggiudicazione di contratti di appalti o di
concessioni, limitatamente ai casi di aggiudicazione con il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base
del miglior rapporto qualità/prezzo la valutazione delle offerte dal
punto di vista tecnico ed economico e’ affidata ad una commissione
giudicatrice, composta da esperti nello specifico settore cui
afferisce l’oggetto del contratto.
2. La commissione e’ costituta da un numero dispari di commissari,
non superiore a cinque, individuato dalla stazione appaltante e può
lavorare a distanza con procedure telematiche che salvaguardino la
riservatezza delle comunicazioni.
3. I commissari sono scelti fra gli esperti iscritti all’Albo
istituito presso l’ANAC di cui all’articolo 78 e, nel caso di
procedure di aggiudicazione svolte da CONSIP S.p.a, INVITALIA –
Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d’impresa S.p.a. e dai soggetti aggregatori regionali di cui
all’articolo 9 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, tra gli esperti
iscritti nell’apposita sezione speciale dell’Albo, non appartenenti
alla stessa stazione appaltante e, solo se non disponibili in numero
sufficiente, anche tra gli esperti della sezione speciale che
prestano servizio presso la stessa stazione appaltante ovvero, se il
numero risulti ancora insufficiente, ricorrendo anche agli altri
esperti iscritti all’Albo al di fuori della sezione speciale. Essi
sono individuati dalle stazioni appaltanti mediante pubblico
sorteggio da una lista di candidati costituita da un numero di
nominativi almeno doppio rispetto a quello dei componenti da nominare
e comunque nel rispetto del principio di rotazione. Tale lista e’
comunicata dall’ANAC alla stazione appaltante, entro cinque giorni
dalla richiesta della stazione appaltante. La stazione appaltante
può, in caso di affidamento di contratti di importo inferiore alle
soglie di cui all’articolo 35 o per quelli che non presentano
particolare complessità, nominare componenti interni alla stazione
appaltante, nel rispetto del principio di rotazione. Sono considerate
di non particolare complessità le procedure svolte attraverso
piattaforme telematiche di negoziazione ai sensi dell’articolo 58.
4. I commissari non devono aver svolto ne’ possono svolgere
alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo
relativamente al contratto del cui affidamento si tratta.
5. Coloro che, nel biennio antecedente all’indizione della
procedura di aggiudicazione, hanno ricoperto cariche di pubblico
amministratore, non possono essere nominati commissari giudicatori
relativamente ai contratti affidati dalle Amministrazioni presso le
quali hanno esercitato le proprie funzioni d’istituto.
6. Si applicano ai commissari e ai segretari delle commissioni
l’articolo 35-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,l’articolo 51 del codice di procedura civile, nonche’ l’articolo
42 del presente codice. Sono altresì esclusi da successivi incarichi
di commissario coloro che, in qualità di membri delle commissioni
giudicatrici, abbiano concorso, con dolo o colpa grave accertati in
sede giurisdizionale con sentenza non sospesa, all’approvazione di
atti dichiarati illegittimi.
7. La nomina dei commissari e la costituzione della commissione
devono avvenire dopo la scadenza del termine fissato per la
presentazione delle offerte.
8. Il Presidente della commissione giudicatrice e’ individuato
dalla stazione appaltante tra i commissari sorteggiati.
9. Al momento dell’accettazione dell’incarico, i commissari
dichiarano ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, l’inesistenza delle cause di
incompatibilità e di astensione di cui ai commi 4, 5 e 6.
10. Le spese relative alla commissione sono inserite nel quadro
economico dell’intervento tra le somme a disposizione della stazione
appaltante. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
sentita l’ANAC, e’ stabilita la tariffa di iscrizione all’albo e il
compenso massimo per i commissari i dipendenti pubblici sono
gratuitamente iscritti all’Albo e ad essi non spetta alcun compenso,
se appartenenti alla stazione appaltante.
11. In caso di rinnovo del procedimento di gara, a seguito di
annullamento dell’aggiudicazione o di annullamento dell’esclusione di
taluno dei concorrenti, e’ riconvocata la medesima commissione, fatto
salvo il caso in cui l’annullamento sia derivato da un vizio nella
composizione della commissione.
12. Fino alla adozione della disciplina in materia di iscrizione
all’Albo di cui all’articolo 78, la commissione continua ad essere
nominata dall’organo della stazione appaltante competente ad
effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, secondo
regole di competenza e trasparenza preventivamente individuate da
ciascuna stazione appaltante.
13. Il presente articolo non si applica alle procedure di
aggiudicazione di contratti di appalto o concessioni effettuate dagli
enti aggiudicatori che non siano amministrazioni aggiudicatrici
quando svolgono una delle attività previste dagli articoli da 115 a
121.

Art. 78

(Albo dei componenti delle commissioni giudicatrici)

1. E’ istituito presso l’ANAC, che lo gestisce e lo aggiorna
secondo criteri individuati con apposite determinazioni, l’Albo
nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici
nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici. Ai fini
dell’iscrizione nel suddetto albo, i soggetti interessati devono
essere in possesso di requisiti di compatibilità e moralità,
nonche’ di comprovata competenza e professionalità nello specifico
settore a cui si riferisce il contratto, secondo i criteri e le
modalità che l’Autorità definisce in un apposito atto, valutando la
possibilità di articolare l’Albo per aree tematiche omogenee, da
adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del
presente codice. Fino all’adozione della disciplina in materia di
iscrizione all’Albo, si applica l’articolo 216, comma 12.

Art. 79

(Fissazione di termini)

1. Nel fissare i termini per la ricezione delle domande di
partecipazione e delle offerte, le amministrazioni aggiudicatrici
tengono conto in particolare della complessità dell’appalto e del
tempo necessario per preparare le offerte, fatti salvi i termini
minimi stabiliti negli articoli da 60 a 63.
2. Quando le offerte possono essere formulate soltanto a seguito di
una visita dei luoghi o dopo consultazione sul posto dei documenti di
gara e relativi allegati, i termini per la ricezione delle offerte,
comunque superiori ai termini minimi stabiliti negli articoli da 60 a
63, sono stabiliti in modo che gli operatori economici interessati
possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie per
presentare le offerte.
3. Le stazioni appaltanti prorogano i termini per la ricezione
delle offerte in modo che gli operatori economici interessati possano
prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie alla
preparazione delle offerte nei casi seguenti:
a) se, per qualunque motivo, le informazioni supplementari
significative ai fini della preparazione di offerte adeguate, seppur
richieste in tempo utile dall’operatore economico, non sono fornite
al più tardi sei giorni prima del termine stabilito per la ricezione
delle offerte. In caso di procedura accelerata ai sensi degli
articoli 60, comma 3, e 61, comma 6, il termine e’ di quattro giorni;
b) se sono effettuate modifiche significative ai documenti di gara.
4. La durata della proroga di cui al comma 3 e’ proporzionale
all’importanza delle informazioni o delle modifiche.
5. Se le informazioni supplementari non sono state richieste in
tempo utile o la loro importanza ai fini della preparazione di
offerte adeguate e’ insignificante, le amministrazioni aggiudicatrici
non sono tenute a prorogare le scadenze.

Art. 80

(Motivi di esclusione)

1. Costituisce motivo di esclusione di un operatore economico dalla
partecipazione a una procedura d’appalto o concessione, la condanna
con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto
irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai
sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, anche
riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all’articolo 105,
comma 6, per uno dei seguenti reati:
a) delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, 416-bis
del codice penale ovvero delitti commessi avvalendosi delle
condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di
agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso
articolo, nonche’ per i delitti, consumati o tentati, previsti
dall’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309, dall’articolo 291-quater del decreto del
Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 e dall’articolo
260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in quanto
riconducibili alla partecipazione a un’organizzazione criminale,
quale definita all’articolo 2 della decisione quadro 2008/841/GAI del
Consiglio;
b) delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 317, 318,
319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322-bis, 346-bis, 353,
353-bis, 354, 355 e 356 del codice penale nonche’ all’articolo 2635
del codice civile;
c)frode ai sensi dell’articolo 1 della convenzione relativa alla
tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee;
d)delitti, consumati o tentati, commessi con finalità di
terrorismo, anche internazionale, e di eversione dell’ordine
costituzionale reati terroristici o reati connessi alle attività
terroristiche;
e)delitti di cui agli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del
codice penale, riciclaggio di proventi di attività criminose o
finanziamento del terrorismo, quali definiti all’articolo 1 del
decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109 e successive
modificazioni;
f)sfruttamento del lavoro minorile e altre forme di tratta di
esseri umani definite con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24;
g)ogni altro delitto da cui derivi, quale pena accessoria,
l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
2. Costituisce altresì motivo di esclusione la sussistenza di
cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste
dall’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o
di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84,
comma 4, del medesimo decreto. Resta fermo quanto previsto dagli
articoli 88, comma 4-bis, e 92, commi 2 e 3, del decreto legislativo
6 settembre 2011, n. 159, con riferimento rispettivamente alle
comunicazioni antimafia e alle informazioni antimafia.
3. L’esclusione di cui al comma 1 va disposta se la sentenza o il
decreto sono stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore
tecnico, se si tratta di impresa individuale; di un socio o del
direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo; dei
soci accomandatari o del direttore tecnico, se si tratta di società
in accomandita semplice; dei membri del consiglio di amministrazione
cui sia stata conferita la legale rappresentanza, di direzione o di
vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di
direzione o di controllo, del direttore tecnico o del socio unico
persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società
con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società o
consorzio. In ogni caso l’esclusione e il divieto operano anche nei
confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la
data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa non
dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della
condotta penalmente sanzionata; l’esclusione non va disposta e il
divieto non si applica quando il reato e’ stato depenalizzato ovvero
quando e’ intervenuta la riabilitazione ovvero quando il reato e’
stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in caso di revoca
della condanna medesima.
4. Un operatore economico e’ escluso dalla partecipazione a una
procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente
accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte
e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione
italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono
gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte
e tasse superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e
2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602.Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle
contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad
impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia contributiva
e previdenziale quelle ostative al rilascio del documento unico di
regolarità contributiva (DURC), di cui all’articolo 8 del decreto
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015.Il
presente comma non si applica quando l’operatore economico ha
ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo
vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti,
compresi eventuali interessi o multe, purche’ il pagamento o
l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza del termine
per la presentazione delle domande.
5. Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla
procedura d’appalto un operatore economico in una delle seguenti
situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui
all’articolo 105, comma 6, qualora:
a) la stazione appaltante possa dimostrare con qualunque mezzo
adeguato la presenza di gravi infrazioni debitamente accertate alle
norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro nonche’ agli
obblighi di cui all’articolo 30, comma 3 del presente codice;
b) l’operatore economico si trovi in stato di fallimento, di
liquidazione coatta, di concordato preventivo, salvo il caso di
concordato con continuità aziendale, o nei cui riguardi sia in corso
un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo
restando quanto previsto dall’articolo 110;
c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che
l’operatore economico si e’ reso colpevole di gravi illeciti
professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o
affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze
nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di
concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non
contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio,
ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o
ad altre sanzioni; il tentativo di influenzare indebitamente il
processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere
informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire,
anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di
influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o
l’aggiudicazione ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del
corretto svolgimento della procedura di selezione;
d) la partecipazione dell’operatore economico determini una
situazione di conflitto di interesse ai sensi dell’articolo 42, comma
2, non diversamente risolvibile;
e) una distorsione della concorrenza derivante dal precedente
coinvolgimento degli operatori economici nella preparazione della
procedura d’appalto di cui all’articolo67non possa essere risolta con
misure meno intrusive;
f) l’operatore economico sia stato soggetto alla sanzione
interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto
legislativo 8 giugno 2001, n. 231 o ad altra sanzione che comporta il
divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, compresi i
provvedimenti interdittivi di cui all’articolo14 del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
g) l’operatore economico iscritto nel casellario informatico tenuto
dall’Osservatorio dell’ANAC per aver presentato false dichiarazioni o
falsa documentazione ai fini del rilascio dell’attestazione di
qualificazione, per il periodo durante il quale perdura l’iscrizione;
h) l’operatore economico abbia violato il divieto di intestazione
fiduciaria di cui all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990, n. 55.
L’esclusione ha durata di un anno decorrente dall’accertamento
definitivo della violazione e va comunque disposta se la violazione
non e’ stata rimossa;
i) l’operatore economico non presenti la certificazione di cui
all’articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, ovvero
autocertifichi la sussistenza del medesimo requisito;
l) l’operatore economico che, pur essendo stato vittima dei reati
previsti e puniti dagli articoli 317 e629 del codice penale aggravati
ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203,
non risulti aver denunciato i fatti all’autorità giudiziaria, salvo
che ricorrano i casi previsti dall’articolo 4, primo comma, della
legge 24 novembre 1981, n. 689. La circostanza di cui al primo
periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a
giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno antecedente
alla pubblicazione del bando e deve essere comunicata, unitamente
alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal
procuratore della Repubblica procedente all’ANAC, la quale cura la
pubblicazione della comunicazione sul sito dell’Osservatorio;
m) l’operatore economico si trovi rispetto ad un altro partecipante
alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di
controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile o in una
qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o
la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico
centro decisionale.
6. Le stazioni appaltanti escludono un operatore economico in
qualunque momento della procedura, qualora risulti che l’operatore
economico si trova, a causa di atti compiuti o omessi prima o nel
corso della procedura, in una delle situazioni di cui ai commi 1,2, 4
e 5.
7. Un operatore economico, o un subappaltatore, che si trovi in una
delle situazioni di cui al comma 1, limitatamente alle ipotesi in cui
la sentenza definitiva abbia imposto una pena detentiva non superiore
a 18 mesi ovvero abbia riconosciuto l’attenuante della collaborazione
come definita per le singole fattispecie di reato, o al comma 5, e’
ammesso a provare di aver risarcito o di essersi impegnato a
risarcire qualunque danno causato dal reato o dall’illecito e di aver
adottato provvedimenti concreti di carattere tecnico, organizzativo e
relativi al personale idonei a prevenire ulteriori reati o illeciti.
8. Se la stazione appaltante ritiene che le misure di cui al comma
7 sono sufficienti, l’operatore economico non e’ escluso della
procedura d’appalto; viceversa dell’esclusione viene data motivata
comunicazione all’operatore economico.
9. Un operatore economico escluso con sentenza definitiva dalla
partecipazione alle procedure di appalto non può avvalersi della
possibilità prevista dai commi 7 e 8 nel corso del periodo di
esclusione derivante da tale sentenza.
10. Se la sentenza di condanna definitiva non fissa la durata della
pena accessoria della incapacità di contrattare con la pubblica
amministrazione, ovvero non sia intervenuta riabilitazione, tale
durata e’ pari a cinque anni, salvo che la pena principale sia di
durata inferiore, e in tale caso e’ pari alla durata della pena
principale.
11. Le cause di esclusione previste dal presente articolo non si
applicano alle aziende o società sottoposte a sequestro o confisca
ai sensi dell’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n.
306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n.
356odegli articoli 20 e 24 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n
.159, ed affidate ad un custode o amministratore giudiziario o
finanziario, limitatamente a quelle riferite al periodo precedente al
predetto affidamento.
12. In caso di presentazione di falsa dichiarazione o falsa
documentazione, nelle procedure di gara e negli affidamenti di
subappalto, la stazione appaltante ne dà segnalazione all’Autorità
che, se ritiene che siano state rese con dolo o colpa grave in
considerazione della rilevanza o della gravità dei fatti oggetto
della falsa dichiarazione o della presentazione di falsa
documentazione, dispone l’iscrizione nel casellario informatico ai
fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di
subappalto ai sensi del comma 1 fino a due anni, decorso il quale
l’iscrizione e’ cancellata e perde comunque efficacia.
13. Con linee guida l’ANAC, da adottarsi entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente codice, può precisare, al
fine di garantire omogeneità di prassi da parte delle stazioni
appaltanti, quali mezzi di prova considerare adeguati per la
dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui al comma 5,
lettera c), ovvero quali carenze nell’esecuzione di un procedente
contratto di appalto siano significative ai fini del medesimo comma
5, lettera c).
14 . Non possono essere affidatari di subappalti e non possono
stipulare i relativi contratti i soggetti per i quali ricorrano i
motivi di esclusione previsti dal presente articolo.

Art. 81

(Documentazione di gara)

1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 85 e 88, la
documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere
generale, tecnico-professionale ed economico e finanziario, per la
partecipazione alle procedure disciplinate dal presente codice e’
acquisita esclusivamente attraverso la Banca dati centralizzata
gestita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
denominata Banca dati nazionale degli operatori economici.
2. Per le finalità di cui al comma 1, con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l’ANAC e l’AGID, sono
indicati i dati concernenti la partecipazione alle gare e il loro
esito, in relazione ai quali e’ obbligatoria l’inclusione della
documentazione nella Banca dati, i documenti diversi da quelli per i
quali e’ prevista l’inclusione e le modalità di presentazione, i
termini e le regole tecniche per l’acquisizione, l’aggiornamento e la
consultazione dei predetti dati. Con il medesimo decreto si provvede
alla definizione delle modalità relative alla progressiva
informatizzazione dei documenti necessari a comprovare i requisiti di
partecipazione e l’assenza di cause di esclusione, nonche’ alla
definizione dei criteri e delle modalità relative all’accesso e al
funzionamento nonche’ all’interoperabilità tra le diverse banche
dati coinvolte nel procedimento. A tal fine entro il 31 dicembre
2016, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in accordo
con ANAC, definisce le modalità di subentro nelle convenzioni
stipulate dall’ANAC, tali da non rendere pregiudizio all’attività di
gestione dati attribuite all’ANAC dal presente codice. Fino alla data
di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica
l’articolo 216, comma 13.
3. Costituisce oggetto di valutazione della performance il rifiuto,
ovvero l’omessa effettuazione di quanto necessario a garantire
l’interoperabilità delle banche dati, secondo le modalità
individuate con il decreto di cui al comma 2,da parte del soggetto
responsabile delle stesse all’interno dell’amministrazione o
organismo pubblico coinvolti nel procedimento. A tal fine, l’ANAC,
debitamente informata dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, effettua le dovute segnalazioni all’organo di vertice
dell’amministrazione o organismo pubblico.
4. Gli esiti dell’accertamento dei requisiti generali di
qualificazione, costantemente aggiornati, con riferimento al medesimo
partecipante nei termini di efficacia di ciascun documento, possono
essere utilizzati anche per gare diverse.

Art. 82

(Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere che gli
operatori economici presentino, come mezzi di prova di conformità ai
requisiti o ai criteri stabiliti nelle specifiche tecniche, ai
criteri di aggiudicazione o alle condizioni relative all’esecuzione
dell’appalto, una relazione di prova o un certificato rilasciati da
un organismo di valutazione della conformità. Le amministrazioni
aggiudicatrici che richiedono la presentazione di certificati
rilasciati da uno specifico organismo di valutazione della
conformità accettano anche i certificati rilasciati da organismi di
valutazione della conformità equivalenti. Ai fini del presente
comma, per «organismo di valutazione della conformità» si intende un
organismo che effettua attività di valutazione della conformità,
comprese taratura, prove, ispezione e certificazione, accreditato a
norma del regolamento (UE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici accettano altri mezzi di prova
appropriati, diversi da quelli di cui al comma 1, ivi compresa una
documentazione tecnica del fabbricante, se l’operatore economico
interessato non aveva accesso ai certificati o alle relazioni di
prova di cui al comma 1, o non poteva ottenerli entro i termini
richiesti, purche’ il mancato accesso non sia imputabile
all’operatore economico interessato e purche’ questi dimostri che i
lavori, le forniture o i servizi prestati soddisfano i requisiti o i
criteri stabiliti nelle specifiche tecniche, i criteri di
aggiudicazione o le condizioni relative all’esecuzione dell’appalto.
3. Le informazioni relative alle prove e ai documenti presentati a
norma del presente articolo e degli articoli 68, comma 8, e 69 sono
messe a disposizione degli altri Stati membri, su richiesta, dalla
Cabina di regia. Lo scambio delle informazioni e’ finalizzato a
un’efficace cooperazione reciproca, ed avviene nel rispetto delle
regole europee e nazionali in materia di protezione dei dati
personali.

Art. 83

(Criteri di selezione e soccorso istruttorio)

1. I criteri di selezione riguardano esclusivamente:
a) i requisiti di idoneità professionale;
b) la capacità economica e finanziaria;
c) le capacità tecniche e professionali.
2. I requisiti e le capacità di cui al comma 1 sono attinenti e
proporzionati all’oggetto dell’appalto, tenendo presente l’interesse
pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti,
nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione. Per i lavori,
con linee guida dell’ANAC adottate entro un anno dalla data di
entrata in vigore del presente codice, previo parere delle competenti
Commissioni parlamentari, sono disciplinati, nel rispetto dei
principi di cui al presente articolo e anche al fine di favorire
l’accesso da parte delle microimprese e delle piccole e medie
imprese, il sistema di qualificazione, i casi e le modalità di
avvalimento, i requisiti e le capacità che devono essere posseduti
dal concorrente, anche in riferimento ai consorzi di cui all’articolo
45, lettere b) e c)e la documentazione richiesta ai fini della
dimostrazione del loro possesso di cui all’allegato XVII. Fino
all’adozione di dette linee guida, si applica l’articolo 216, comma
14.
3. Ai fini della sussistenza dei requisiti di cui al comma 1,
lettera a), i concorrenti alle gare, se cittadini italiani o di altro
Stato membro residenti in Italia, devono essere iscritti nel registro
della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o nel
registro delle commissioni provinciali per l’artigianato, o presso i
competenti ordini professionali. Al cittadino di altro Stato membro
non residente in Italia, e’ richiesta la prova dell’iscrizione,
secondo le modalità vigenti nello Stato di residenza, in uno dei
registri professionali o commerciali di cui all’allegato XVI,
mediante dichiarazione giurata o secondo le modalità vigenti nello
Stato membro nel quale e’ stabilito ovvero mediante attestazione,
sotto la propria responsabilità, che il certificato prodotto e’
stato rilasciato da uno dei registri professionali o commerciali
istituiti nel Paese in cui e’ residenti. Nelle procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, se i candidati o
gli offerenti devono essere in possesso di una particolare
autorizzazione ovvero appartenere a una particolare organizzazione
per poter prestare nel proprio Paese d’origine i servizi in
questione, la stazione appaltante può chiedere loro di provare il
possesso di tale autorizzazione ovvero l’appartenenza
all’organizzazione.
4. Per gli appalti di servizi e forniture, ai fini della verifica
del possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettera b),le stazioni
appaltanti, nel bando di gara, possono richiedere:
a) che gli operatori economici abbiano un fatturato minimo annuo,
compreso un determinato fatturato minimo nel settore di attività
oggetto dell’appalto;
b) che gli operatori economici forniscano informazioni riguardo ai
loro conti annuali che evidenzino in particolare i rapporti tra
attività e passività;
c)un livello adeguato di copertura assicurativa contro i rischi
professionali.
5. Il fatturato minimo annuo richiesto ai sensi del comma 4,
lettera a) non può comunque superare il doppio del valore stimato
dell’appalto, salvo in circostanze adeguatamente motivate relative ai
rischi specifici connessi alla natura dei lavori, servizi e
forniture, oggetto di affidamento. La stazione appaltante, ove
richieda un fatturato minimo annuo, ne indica le ragioni nei
documenti di gara. Per gli appalti divisi in lotti, il presente comma
si applica per ogni singolo lotto. Tuttavia, le stazioni appaltanti
possono fissare il fatturato minimo annuo che gli operatori economici
devono avere con riferimento a gruppi di lotti nel caso in cui
all’aggiudicatario siano aggiudicati più lotti da eseguirsi
contemporaneamente. Se gli appalti basati su un accordo quadro devono
essere aggiudicati in seguito alla riapertura della gara, il
requisito del fatturato annuo massimo di cui al primo periodo del
presente comma e’ calcolato sulla base del valore massimo atteso dei
contratti specifici che saranno eseguiti contemporaneamente, se
conosciuto, altrimenti sulla base del valore stimato dell’accordo
quadro. Nel caso di sistemi dinamici di acquisizione, il requisito
del fatturato annuo massimo e’ calcolato sulla base del valore
massimo atteso degli appalti specifici da aggiudicare nell’ambito di
tale sistema.
6. Per gli appalti di servizi e forniture ,per i criteri di
selezione di cui al comma 1, lettera c), le stazioni appaltanti
possono richiedere requisiti per garantire che gli operatori
economici possiedano le risorse umane e tecniche e l’esperienza
necessarie per eseguire l’appalto con un adeguato standard di
qualità. Nelle procedure d’appalto per forniture che necessitano di
lavori di posa in opera o di installazione, servizi o lavori, la
capacità professionale degli operatori economici di fornire tali
servizi o di eseguire l’installazione o i lavori e’ valutata con
riferimento alla loro competenza, efficienza, esperienza e
affidabilità. Le informazioni richieste non possono eccedere
l’oggetto dell’appalto; l’amministrazione deve, comunque, tener conto
dell’esigenza di protezione dei segreti tecnici e commerciali.
7. Fermo restando il sistema di qualificazione di cui all’articolo
84nonche’ quanto previsto in materia di prova documentale preliminare
dall’articolo 85, la dimostrazione dei requisiti di cui al comma 1,
lettere b) e c) e’ fornita, a seconda della natura, della quantità o
dell’importanza e dell’uso delle forniture o dei servizi, utilizzando
i mezzi di prova di cui all’articolo86, commi 4 e 5.
8. Le stazioni appaltanti indicano le condizioni di partecipazione
richieste, che possono essere espresse come livelli minimi di
capacità, congiuntamente agli idonei mezzi di prova, nel bando di
gara o nell’invito a confermare interesse ed effettuano la verifica
formale e sostanziale delle capacità realizzative, delle competenze
tecniche e professionali, ivi comprese le risorse umane, organiche
all’impresa, nonche’ delle attività effettivamente eseguite. I bandi
e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a
pena di esclusione rispetto a quelle previste dal presente codice e
da altre disposizioni di legge vigenti. Dette prescrizioni sono
comunque nulle.
9. Le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda possono
essere sanate attraverso la procedura di soccorso istruttorio di cui
al presente comma. In particolare, la mancanza, l’incompletezza e
ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e del documento di
gara unico europeo di cui all’articolo 85, con esclusione di quelle
afferenti all’offerta tecnica ed economica, obbliga il concorrente
che vi ha dato causa al pagamento, in favore della stazione
appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, in
misura non inferiore all’uno per mille e non superiore all’uno per
cento del valore della gara e comunque non superiore a 5.000 euro. In
tal caso, la stazione appaltante assegna al concorrente un termine,
non superiore a dieci giorni, perche’ siano rese, integrate o
regolarizzate le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e
i soggetti che le devono rendere, da presentare contestualmente al
documento comprovante l’avvenuto pagamento della sanzione, a pena di
esclusione. La sanzione e’ dovuta esclusivamente in caso di
regolarizzazione. Nei casi di irregolarità formali, ovvero di
mancanza o incompletezza di dichiarazioni non essenziali, la stazione
appaltante ne richiede comunque la regolarizzazione con la procedura
di cui al periodo precedente, ma non applica alcuna sanzione. In caso
di inutile decorso del termine di regolarizzazione, il concorrente e’
escluso dalla gara. Costituiscono irregolarità essenziali non
sanabili le carenze della documentazione che non consentono
l’individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della
stessa.
10. E’ istituito presso l’ANAC, che ne cura la gestione, il sistema
del rating di impresa e delle relative penalità e premialità, da
applicarsi ai soli fini della qualificazione delle imprese, per il
quale l’Autorità rilascia apposita certificazione. Il suddetto
sistema e’ connesso a requisiti reputazionali valutati sulla base di
indici qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili, nonche’
sulla base di accertamenti definitivi che esprimono la capacità
strutturale e di affidabilità dell’impresa. L’ANAC definisce i
requisiti reputazionali e i criteri di valutazione degli stessi,
nonche’ le modalità di rilascio della relativa certificazione,
mediante linee guida adottate entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore del presente codice. Rientra nell’ambito dell’attività di
gestione del suddetto sistema la determinazione da parte di ANAC di
misure sanzionatorie amministrative nei casi di omessa o tardiva
denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte
delle imprese titolari di contratti pubblici, comprese le imprese
subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e
servizi. I requisiti reputazionali alla base del rating di impresa di
cui al presente comma tengono conto, in particolare, del rating di
legalità rilevato dall’ANAC in collaborazione con l’Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato, ai sensi dell’articolo 213,
comma 7, nonche’ dei precedenti comportamentali dell’impresa, con
riferimento al rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei
contratti, all’incidenza del contenzioso sia in sede di
partecipazione alle procedure di gara che in fase di esecuzione del
contratto. Tengono conto altresì della regolarità contributiva, ivi
compresi i versamenti alle Casse edili, valutata con riferimento ai
tre anni precedenti.

Art.84

(Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici)

1. Fermo restando quanto previsto dal comma 11 e dall’articolo 90,
comma 8, i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici
di importo pari o superiore a 150.000 euro, provano il possesso dei
requisiti di qualificazione di cui all’articolo 83, mediante
attestazione da parte degli appositi organismi di diritto privato
autorizzati dall’ANAC.
2. L’ANAC, con le linee guida di cui all’articolo 83, comma
2,individua, altresì, livelli standard di qualità dei controlli che
le società organismi di attestazione (SOA) devono effettuare, con
particolare riferimento a quelli di natura non meramente documentale.
L’attività di monitoraggio e controllo di rispondenza ai suddetti
livelli standard di qualità comporta l’esercizio di poteri di
diffida, ovvero, nei casi più gravi, la sospensione o la decadenza
dall’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte dell’ANAC.
3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
codice, l’ANAC effettua una ricognizione straordinaria circa il
possesso dei requisiti di esercizio dell’attività da parte dei
soggetti attualmente operanti in materia di attestazione, e le
modalità di svolgimento della stessa, provvedendo all’esito mediante
diffida, sospensione, ovvero decadenza dall’autorizzazione nei casi
di mancanza del possesso dei requisito o di esercizio ritenuto non
virtuoso. L’ANAC relaziona sugli esiti di detta ricognizione
straordinaria al Governo e alle Camere, allo scopo di fornire
elementi di valutazione circa la rispondenza del sistema attuale di
qualificazione unica a requisiti di concorrenza e trasparenza, anche
in termini di quantità degli organismi esistenti ovvero di
necessità di individuazione di forme di partecipazione pubblica agli
stessi e alla relativa attività di attestazione.
4. Gli organismi di cui al comma 1 attestano:
a) l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80;
b) il possesso dei requisiti di capacità economica e finanziaria e
tecniche e professionali indicati all’articolo 83; tra i requisiti
tecnico-organizzativi rientrano i certificati rilasciati alle imprese
esecutrici da parte delle stazioni appaltanti. Gli organismi di
attestazione acquisiscono detti certificati unicamente
dall’Osservatorio, cui sono trasmessi in copia, dalle stazioni
appaltanti;
c) il possesso di certificazioni di sistemi di qualità conformi
alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000 e alla vigente
normativa nazionale, rilasciate da soggetti accreditati ai sensi
delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI
CEI EN ISO/IEC 17000;
d) il possesso di certificazione del rating di impresa, rilasciata
dall’ANAC ai sensi dell’articolo 83, comma 10.
5. Il sistema unico di qualificazione degli esecutori di contratti
pubblici e’ articolato in rapporto alle tipologie e all’importo dei
lavori.
6. L’ANAC vigila sul sistema di qualificazione e, a tal fine,
effettua ispezioni, anche senza preavviso, o richiede qualsiasi
documento ritenuto necessario. I poteri di vigilanza e di controllo
sono esercitati anche su motivata e documentata istanza di una
impresa ovvero di una SOA o di una stazione appaltante. Le stazioni
appaltanti hanno l’obbligo di effettuare controlli, almeno a
campione, secondo modalità predeterminate, sulla sussistenza dei
requisiti oggetto dell’attestazione, segnalando immediatamente le
eventuali irregolarità riscontrate all’ANAC, che dispone la
sospensione cautelare dell’efficacia dell’attestazione dei requisiti
entro dieci giorni dalla ricezione dell’istanza medesima.
Sull’istanza di verifica l’ANAC provvede entro sessanta giorni,
secondo modalità stabilite nelle linee guida. I controlli effettuati
dalle stazioni appaltanti costituiscono elemento positivo di
valutazione ai fini dell’attribuzione della premialità di cui
all’articolo38.
7. Per gli appalti di lavori di importo pari o superiore ai 20
milioni di euro, oltre alla presentazione dell’attestazione dei
requisiti di qualificazione di cui all’articolo 83, la stazione
appaltante può richiedere requisiti aggiuntivi finalizzati:
a) alla verifica della capacità economico-finanziaria. In tal caso
il concorrente fornisce i parametri economico-finanziari
significativi richiesti, certificati da società di revisione ovvero
altri soggetti preposti che si affianchino alle valutazioni tecniche
proprie dell’organismo di certificazione, da cui emerga in modo
inequivoco la esposizione finanziaria dell’impresa concorrente
all’epoca in cui partecipa ad una gara di appalto; in alternativa a
tale requisito, la stazione appaltante può richiedere una cifra
d’affari in lavori pari a 2 volte l’importo a base di gara, che
l’impresa deve aver realizzato nel triennio antecedente la data di
pubblicazione del bando.;
b) alla verifica della capacità professionale per gli appalti per
i quali viene richiesta la classifica illimitata. In tal caso il
concorrente fornisce evidenza di aver eseguito lavori per entità e
tipologia compresi nella categoria individuata come prevalente a
quelli posti in appalto opportunamente certificati dalle rispettive
stazioni appaltanti, tramite presentazione del certificato di
esecuzione lavori; tale requisito si applica solo agli appalti di
lavori di importo superiore a 100 milioni di euro.
8. Le linee guida di cui al presente articolo disciplinano i casi e
le modalità di sospensione o di annullamento delle attestazioni,
nonche’ di decadenza delle autorizzazioni degli organismi di
certificazione. Le linee guida disciplinano, altresì, i criteri per
la determinazione dei corrispettivi dell’attività di qualificazione,
in rapporto all’importo complessivo ed al numero delle categorie
generali o specializzate cui si richiede di essere qualificati,
avendo riguardo anche alla necessaria riduzione degli stessi in caso
di consorzi stabili nonche’ per le microimprese e le piccole e medie
imprese.
9. Al fine di garantire l’effettività e la trasparenza dei
controlli sull’attività di attestazione posta in essere dalle SOA,
l’ANAC predetermina e rende pubblico sul proprio sito il criterio e
il numero di controlli a campione da effettuare annualmente sulle
attestazioni rilasciate dalle SOA.
10. La violazione delle disposizioni delle linee guida e’ punita
con le sanzione previste dall’articolo 213, comma 13. Per le
violazioni di cui al periodo precedente, non e’ ammesso il pagamento
in misura ridotta. L’importo della sanzione e’ determinato dall’ANAC
con ordinanza-ingiunzione sulla base dei criteri generali di cui alla
legge 24 novembre 1981, n. 689, con particolare riferimento ai
criteri di proporzionalità e adeguatezza alla gravità della
fattispecie. Nei casi più gravi, in aggiunta alla sanzione
amministrativa pecuniaria, si applica la sanzione accessoria della
sospensione dell’attività di impresa per un periodo da un mese a due
anni, avvero della decadenza dell’autorizzazione. La decadenza
dell’autorizzazione si applica sempre in caso di reiterazione della
violazione che abbia comportato la sanzione accessoria della
sospensione dell’attività, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n.
689.
11. La qualificazione della SOA ha durata di cinque anni, con
verifica entro il terzo anno del mantenimento dei requisiti di ordine
generale nonche’ dei requisiti di capacità strutturale indicati
nelle linee guida.
12. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
codice, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, su proposta dell’ANAC, sentite le competenti Commissioni
parlamentari, vengono individuate modalità di qualificazione, anche
alternative o sperimentali da parte di stazioni appaltanti ritenute
particolarmente qualificate ai sensi dell’articolo 38, per migliorare
l’effettività delle verifiche e conseguentemente la qualità e la
moralità delle prestazioni degli operatori economici, se del caso
attraverso un graduale superamento del sistema unico di
qualificazione degli esecutori di lavori pubblici.

Art. 85

(Documento di gara unico europeo)

1.Al momento della presentazione delle domande di partecipazione o
delle offerte, le stazioni appaltanti accettano il documento di gara
unico europeo (DGUE), redatto in conformità al modello di formulario
approvato con regolamento dalla Commissione europea Il DGUE e’
fornito esclusivamente in forma elettronica a partire dal18 aprile
2018, e consiste in un’autodichiarazione aggiornata come prova
documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da
autorità pubbliche o terzi in cui si conferma che l’operatore
economico soddisfa le seguenti condizioni:
a) non si trova in una delle situazioni di cui all’articolo 80;
b) soddisfa i criteri di selezione definiti a norma
dell’articolo83;
c) soddisfa gli eventuali criteri oggettivi fissati a norma
dell’articolo91.
2. Il DGUE fornisce, inoltre, le informazioni rilevanti richieste
dalla stazione appaltante e le informazioni di cui al comma 1
relative agli eventuali soggetti di cui l’operatore economico si
avvale ai sensi dell’articolo 89, indica l’autorità pubblica o il
terzo responsabile del rilascio dei documenti complementari e include
una dichiarazione formale secondo cui l’operatore economico e’ in
grado, su richiesta e senza indugio, di fornire tali documenti.
3. Se la stazione appaltante può ottenere i documenti
complementari direttamente accedendo alla banca dati di cui
all’articolo 81, il DGUE riporta altresì le informazioni richieste a
tale scopo, i dati di individuazione e, se del caso, la necessaria
dichiarazione di consenso.
4. Gli operatori economici possono riutilizzare il DGUE utilizzato
in una procedura d’appalto precedente purche’ confermino che le
informazione ivi contenute sono ancore valide.
5.La stazione appaltante può, altresì, chiedere agli offerenti e
ai candidati, in qualsiasi momento nel corso della procedura, di
presentare tutti i documenti complementari o parte di essi, qualora
questo sia necessario per assicurare il corretto svolgimento della
procedura. Prima dell’aggiudicazione dell’appalto, la stazione
appaltante richiede all’offerente cui ha deciso di aggiudicare
l’appalto, nonche’ all’impresa che la segue in graduatoria, tranne
nel caso di appalti basati su accordi quadro se conclusi ai sensi
dell’articolo 53, comma 3 o comma 4, lettera a), di presentare
documenti complementari aggiornati conformemente all’articolo 86 e,
se del caso, all’articolo 87. La stazione appaltante può invitare
gli operatori economici a integrare i certificati richiesti ai sensi
degli articoli 86e 87.6. In deroga al comma 5, agli operatori
economici non e’ richiesto di presentare documenti complementari o
altre prove documentali qualora questi siano presenti nella banca
dati di cui all’articolo 81 o qualora la stazione appaltante, avendo
aggiudicato l’appalto o concluso l’accordo quadro, possieda già tali
documenti.
7. Ai fini del comma 5, le banche dati contenente informazioni
pertinenti sugli operatori economici, possono essere consultate, alle
medesime condizioni, dalle amministrazioni aggiudicatrici di altri
Stati membri, con le modalità individuate con il decreto di cui
all’articolo 81, comma 2.
8.Per il tramite della cabina di regia e’ messo a disposizione e
aggiornato su e-Certis un elenco completo di banche dati contenenti
informazioni pertinenti sugli operatori economici che possono essere
consultate dalle stazioni appaltanti di altri Stati membri e sono
comunicate, su richiesta, agli altri Stati membri le informazioni
relative alle banche dati di cui al presente articolo.

Art.86

(Mezzi di prova)

1.Le stazioni appaltanti possono chiedere i certificati, le
dichiarazioni e gli altri mezzi di prova di cui al presente articolo
e all’allegato XVII, come prova dell’assenza di motivi di esclusione
di cui all’articolo 80 e del rispetto dei criteri di selezione di cui
all’articolo 83. Le stazioni appaltanti non esigono mezzi di prova
diversi da quelli di cui al presente articolo, all’allegato XVII e
all’articolo 110. Gli operatori economici possono avvalersi di
qualsiasi mezzo idoneo documentale per provare che essi disporranno
delle risorse necessarie.
2.Le stazioni appaltanti accettano i seguenti documenti come prova
sufficiente della non applicabilità all’operatore economico dei
motivi di esclusione di cui all’articolo 80:
a) per quanto riguarda i commi 1 , 2 e 3 di detto articolo, il
certificato del casellario giudiziario o in sua mancanza, un
documento equivalente rilasciato dalla competente autorità
giudiziaria o amministrativa dello Stato membro o del Paese d’origine
o di provenienza da cui risulta il soddisfacimento dei requisiti
previsti;
b) per quanto riguarda il comma 4 di detto articolo, tramite
apposita certificazione rilasciata dalla amministrazione fiscale
competente e, con riferimento ai contributi previdenziali e
assistenziali, tramite il Documento Unico della Regolarità
Contributiva rilasciato dagli Istituti previdenziali ai sensi della
normativa vigente ovvero tramite analoga certificazione rilasciata
dalle autorità competenti di altri Stati.
3. Se del caso, uno Stato membro fornisce una dichiarazione
ufficiale in cui si attesta che i documenti o i certificati di cui al
comma 2 non sono rilasciati o che questi non menzionano tutti i casi
previsti, tali dichiarazioni ufficiali sono messe a disposizione
mediante il registro online dei certificati (e-Certis).
4.Di norma, la prova della capacità economica e finanziaria
dell’operatore economico può essere fornita mediante uno o più
mezzi di prova indicati nell’allegato XVII, parte I. L’operatore
economico, che per fondati motivi non e’ in grado di presentare le
referenze chieste dall’amministrazione aggiudicatrice, può provare
la propria capacità economica e finanziaria mediante un qualsiasi
altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante.
5. Le capacità tecniche degli operatori economici possono essere
dimostrate con uno o più mezzi di prova di cui all’allegato XVII,
parte II, in funzione della natura, della quantità o dell’importanza
e dell’uso dei lavori, delle forniture o dei servizi.
6.Per il tramite della cabina di regia sono messe a disposizione
degli altri Stati membri, su richiesta, le informazioni riguardanti i
motivi di esclusione elencati all’articolo 80, l’idoneità
all’esercizio dell’attività professionale, la capacità finanziaria
e tecnica degli offerenti di cui all’articolo 83, nonche’ eventuali
informazioni relative ai mezzi di prova di cui al presente articolo.

Art. 87

(Certificazione delle qualità)

1. Qualora richiedano la presentazione di certificati rilasciati da
organismi indipendenti per attestare che l’operatore economico
soddisfa determinate norme di garanzia della qualità, compresa
l’accessibilità per le persone con disabilità, le stazioni
appaltantisi riferiscono ai sistemi di garanzia della qualità basati
sulle serie di norme europee in materia, certificati da organismi
accreditati. Le stazioni appaltanti riconoscono i certificati
equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri Stati membri.
Esse ammettono parimenti altre prove relative all’impiego di misure
equivalenti di garanzia della qualità, qualora gli operatori
economici interessati non avessero la possibilità di ottenere tali
certificati entro i termini richiesti per motivi non imputabili agli
stessi operatori economici, a condizione che gli operatori economici
dimostrino che le misure di garanzia della qualità proposte
soddisfano le norme di garanzia della qualità richieste.
2. Le stazioni appaltanti, quando richiedono la presentazione di
certificati rilasciati da organismi indipendenti per attestare il
rispetto da parte dell’operatore economico di determinati sistemi o
di norme di gestione ambientale, fanno riferimento al sistema
dell’Unione di ecogestione e audit (EMAS) o a altri sistemi di
gestione ambientale nella misura in cui sono conformi all’articolo 45
del regolamento (CE) n. 1221/2009 o ancora ad altre norme di gestione
ambientale fondate su norme europee o internazionali in materia,
certificate da organismi accreditati per lo specifico scopo, ai sensi
del regolamento (CE) n.765/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio. Le stazioni appaltanti riconoscono i certificati
equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri Stati membri.
Qualora gli operatori economici abbiano dimostrato di non avere
accesso a tali certificati o di non avere la possibilità di
ottenerli entro i termini richiesti per motivi loro non imputabili,
la stazione appaltante accetta anche altre prove documentali delle
misure di gestione ambientale, purche’ gli operatori economici
dimostrino che tali misure sono equivalenti a quelle richieste nel
quadro del sistema o della norma di gestione ambientale applicabile.
3. Le stazioni appaltanti , qualora richiedano agli operatori
economici la presentazione di certificati rilasciati da organismi
indipendenti per attestare la conformità ai criteri di cui al comma
2 dell’articolo 34, fanno riferimento a organismi di valutazione
della conformità accreditati ai sensi del regolamento (CE)
n.765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, in conformità
alle norme UNI CEI EN ISO/IEC della serie 17000.
4. Le informazioni relative ai documenti presentati come prova del
rispetto delle norme ambientali e di qualità sono messe a
disposizione degli altri Stati membri, su richiesta dalla Cabina di
regia.

Art. 88

(Registro on line dei certificati (e-Certis)

1. Al fine di facilitare la presentazione di offerte
transfrontaliere, le informazioni concernenti i certificati e altre
forme di prove documentali introdotte in e-Certis e stabilite dalla
Commissione europea sono costantemente aggiornate per il tramite
della cabina di regia di cui all’articolo 213.
2. Le stazioni appaltanti utilizzano e-Certis e richiedono in primo
luogo i tipi di certificati o le forme di prove documentali che sono
contemplati da e-Certis.

Art. 89

(Avvalimento)

1. L’operatore economico, singolo o in raggruppamento di cui
all’articolo 45, per un determinato appalto, può soddisfare la
richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico,
finanziario, tecnico e professionale di cui all’articolo 83, comma 1,
lettere b) e c), necessari per partecipare ad una procedura di gara,
e, in ogni caso, con esclusione dei requisiti di cui all’articolo 80,
nonche’ il possesso dei requisiti di qualificazione di cui
all’articolo 84, avvalendosi delle capacità di altri soggetti, anche
di partecipanti al raggruppamento, a prescindere dalla natura
giuridica dei suoi legami con questi ultimi. Per quanto riguarda i
criteri relativi all’indicazione dei titoli di studio e professionali
di cui all’allegato XVII, parte II, lettera f), o alle esperienze
professionali pertinenti, gli operatori economici possono tuttavia
avvalersi delle capacità di altri soggetti solo se questi ultimi
eseguono direttamente i lavori o i servizi per cui tali capacità
sono richieste. L’operatore economico che vuole avvalersi delle
capacità di altri soggetti allega, oltre all’eventuale attestazione
SOA dell’impresa ausiliaria, una dichiarazione sottoscritta dalla
stessa attestante il possesso da parte di quest’ultima dei requisiti
generali di cui all’articolo 80, nonche’ il possesso dei requisiti
tecnici e delle risorse oggetto di avvalimento. L’operatore economico
dimostra alla stazione appaltante che disporrà dei mezzi necessari
mediante presentazione di una dichiarazione sottoscritta dall’impresa
ausiliaria con cui quest’ultima si obbliga verso il concorrente e
verso la stazione appaltante a mettere a disposizione per tutta la
durata dell’appalto le risorse necessarie di cui e’ carente il
concorrente. Nel caso di dichiarazioni mendaci, ferma restando
l’applicazione dell’articolo80, comma 12, nei confronti dei
sottoscrittori, la stazione appaltante esclude il concorrente e
escute la garanzia. Il concorrente allega, altresì, alla domanda di
partecipazione in originale o copia autentica il contratto in virtù
del quale l’impresa ausiliaria si obbliga nei confronti del
concorrente a fornire i requisiti e a mettere a disposizione le
risorse necessarie per tutta la durata dell’appalto.
2. Nei settori speciali, se le norme e i criteri oggettivi per
l’esclusione e la selezione degli operatori economici che richiedono
di essere qualificati in un sistema di qualificazione comportano
requisiti relativi alle capacità economiche e finanziarie
dell’operatore economico o alle sue capacità tecniche e
professionali, questi può avvalersi, se necessario, della capacità
di altri soggetti, indipendentemente dalla natura giuridica dei
legami con essi. Resta fermo quanto previsto dal comma 1, periodi
secondo e terzo, da intendersi quest’ultimo riferito all’abito
temporale di validità del sistema di qualificazione.
3. La stazione appaltante verifica, conformemente agli articoli 85,
86 e 88, se i soggetti della cui capacità l’operatore economico
intende avvalersi, soddisfano i pertinenti criteri di selezione o se
sussistono motivi di esclusione ai sensi dell’articolo 80. Essa
impone all’operatore economico di sostituire i soggetti che non
soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali
sussistono motivi obbligatori di esclusione. Nel bando di gara
possono essere altresì indicati i casi in cui l’operatore economico
deve sostituire un soggetto per il quale sussistono motivi non
obbligatori di esclusione, purche’ si tratti di requisiti tecnici.
4. Nel caso di appalti di lavori, di appalti di servizi e
operazioni di posa in opera o installazione nel quadro di un appalto
di fornitura, le stazioni appaltanti possono prevedere nei documenti
di gara che taluni compiti essenziali siano direttamente svolti
dall’offerente o, nel caso di un’offerta presentata da un
raggruppamento di operatori economici, da un partecipante al
raggruppamento.
5. Il concorrente e l’impresa ausiliaria sono responsabili in
solido nei confronti della stazione appaltante in relazione alle
prestazioni oggetto del contratto. Gli obblighi previsti dalla
normativa antimafia a carico del concorrente si applicano anche nei
confronti del soggetto ausiliario, in ragione dell’importo
dell’appalto posto a base di gara.
6. E’ ammesso l’avvalimento di più imprese ausiliarie.
L’ausiliario non può avvalersi a sua volta di altro soggetto.
7. In relazione a ciascuna gara non e’ consentito, a pena di
esclusione, che della stessa impresa ausiliaria si avvalga più di un
concorrente, ovvero che partecipino sia l’impresa ausiliaria che
quella che si avvale dei requisiti.
8. Il contratto e’ in ogni caso eseguito dall’impresa che partecipa
alla gara, alla quale e’ rilasciato il certificato di esecuzione, e
l’impresa ausiliaria può assumere il ruolo di subappaltatore nei
limiti dei requisiti prestati.
9. In relazione a ciascun affidamento la stazione appaltante esegue
in corso d’esecuzione le verifiche sostanziali circa l’effettivo
possesso dei requisiti e delle risorse oggetto dell’avvalimento da
parte dell’impresa ausiliaria, nonche’ l’effettivo impiego delle
risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto. A tal fine il
responsabile unico del procedimento accerta in corso d’opera che le
prestazioni oggetto di contratto sono svolte direttamente dalle
risorse umane e strumentali dell’impresa ausiliaria che il titolare
del contratto utilizza in adempimento degli obblighi derivanti dal
contratto di avvalimento. Ha inoltre l’obbligo di inviare ad entrambe
le parti del contratto di avvalimento le comunicazioni di cui
all’articolo 52 e quelle inerenti all’esecuzione dei lavori. La
stazione appaltante trasmette all’Autorità tutte le dichiarazioni di
avvalimento, indicando altresì l’aggiudicatario, per l’esercizio
della vigilanza, e per la prescritta pubblicità.
10. L’avvalimento non e’ ammesso per soddisfare il requisito
dell’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali di cui
all’articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
11.Non e’ ammesso l’avvalimento qualora nell’oggetto dell’appalto o
della concessione di lavori rientrino, oltre ai lavori prevalenti,
opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole
contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali
strutture, impianti e opere speciali. E’ considerato rilevante, ai
fini della sussistenza dei presupposti di cui al primo periodo, che
il valore dell’ opere superi il dieci per cento dell’importo totale
dei lavori. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e
trasporti, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente codice, sentito il Consiglio superiore dei lavori
pubblici, e’ definito l’elenco delle opere di cui al presente comma,
nonche’ i requisiti di specializzazione richiesti per la loro
esecuzione, che possono essere periodicamente revisionati. Fino alla
data di entrata in vigore di detto decreto, si applica l’articolo
216, comma 15.

Art. 90

(Elenchi ufficiali di operatori economici riconosciuti e
certificazioni)

1. Gli operatori economici iscritti in elenchi ufficiali di
imprenditori, fornitori o prestatori di servizi o che siano in
possesso di una certificazione rilasciata da organismi accreditati
per tali certificazioni ai sensi del regolamento (CE) n.765/2008 del
Parlamento europeo e del Consiglio di cui all’allegato XIII possono
presentare alla stazione appaltante, per ogni appalto, un certificato
d’iscrizione o il certificato rilasciato dall’organismo di
certificazione competente. Tali certificati indicano le referenze che
consentono l’iscrizione negli elenchi o di ottenere il rilascio della
certificazione nonche’ la relativa classificazione.
2. Le amministrazioni o gli enti che gestiscono gli elenchi e gli
organismi di certificazione di cui al comma 1, presso cui le domande
vanno presentate, comunicano alla Cabina di regia di cui
all’articolo212 i propri dati entro tre mesi dall’entrata in vigore
del presente codice ovvero dall’istituzione di nuovi elenchi o albi o
di nuovi organismi di certificazione e provvedono altresì
all’aggiornamento dei dati comunicati. Nei trenta giorni successivi
al loro ricevimento la Cabina di regia cura la trasmissione di tali
dati alla Commissione europea e agli altri Stati membri.
3. Per gli operatori economici facenti parte di un raggruppamento
che dispongono di mezzi forniti da altre società del raggruppamento,
l’iscrizione negli elenchi o il certificato indicano specificamente i
mezzi di cui si avvalgono, chi ne sia proprietario e le relative
condizioni contrattuali.
4. L’iscrizione di un operatore economico in un elenco ufficiale o
il possesso del certificato rilasciato dal competente organismo di
certificazione costituisce presunzione d’idoneità ai fini dei
requisiti di selezione qualitativa previsti dall’elenco o dal
certificato.
5. I dati risultanti dall’iscrizione negli elenchi ufficiali o
dalla certificazione, per i quali opera la presunzione di idoneità
di cui al comma 4, possono essere contestati con qualsiasi mezzo di
prova in sede di verifica dei requisiti degli operatori economici da
parte di chi vi abbia interesse. Per quanto riguarda il pagamento dei
contributi assistenziali e previdenziali e il pagamento delle imposte
e tasse, per ogni appalto, può essere richiesta un’attestazione
supplementare ad ogni operatore economico.
6. Le stazioni appaltanti applicano i commi 1 e 5 del presente
articolo solo agli operatori economici stabiliti sul territorio
nazionale.
7. I requisiti della prova per i criteri di selezione qualitativa
previsti dall’elenco ufficiale o dalla certificazione devono
risultare all’articolo 86 e, ove applicabile, all’articolo 87. Gli
operatori economici possono chiedere in qualsiasi momento
l’iscrizione in un elenco ufficiale o il rilascio del certificato.
Essi sono informati entro un termine ragionevole, fissato ai sensi
dell’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modificazioni, della decisione dell’amministrazione o ente che redige
l’elenco o dell’organismo di certificazione competente.
8. L’iscrizione in elenchi ufficiali o la certificazione non
possono essere imposte agli operatori economici degli altri Stati
membri in vista della partecipazione ad un pubblico appalto. Le
stazioni appaltanti riconoscono i certificati equivalenti di
organismi stabiliti in altri Stati membri. Esse accettano altresì
altri mezzi di prova equivalenti.
9. Sono messe a disposizione degli altri Stati membri che ne
facciano richiesta le informazioni relative ai documenti presentati
dagli operatori economici per provare il possesso dei requisiti
necessari per l’iscrizione negli elenchi ufficiali di cui al comma 1
ovvero, per gli operatori di altri Stati membri, il possesso di una
certificazione equivalente.
10. Gli elenchi sono soggetti a pubblicazione sul profilo di
committente e sul casellario informatico dell’ANAC.

Art. 91

(Riduzione del numero di candidati altrimenti qualificati da invitare
a partecipare)

1. Nelle procedure ristrette, nelle procedure competitive con
negoziazione, nelle procedure di dialogo competitivo e di
partenariato per l’innovazione, le stazioni appaltanti, quando lo
richieda la difficoltà o la complessità dell’opera, della fornitura
o del servizio, possono limitare il numero di candidati che
soddisfano i criteri di selezione e che possono essere invitati a
presentare un’offerta, a negoziare o a partecipare al dialogo,
purche’ sia assicurato il numero minimo, di cui al comma 2, di
candidati qualificati.
2. Quando si avvalgono di tale facoltà, le stazioni appaltanti
indicano nel bando di gara o nell’invito a confermare interesse i
criteri oggettivi e non discriminatori, secondo il principio di
proporzionalità che intendono applicare, il numero minimo dei
candidati che intendono invitare, e, ove lo ritengano opportuno per
motivate esigenze di buon andamento, il numero massimo. Nelle
procedure ristrette il numero minimo di candidati non può essere
inferiore a cinque. Nella procedura competitiva con negoziazione,
nella procedura di dialogo competitivo e nel partenariato per
l’innovazione il numero minimo di candidati non può essere inferiore
a tre. In ogni caso il numero di candidati invitati deve essere
sufficiente ad assicurare un’effettiva concorrenza. Le stazioni
appaltanti invitano un numero di candidati pari almeno al numero
minimo. Tuttavia, se il numero di candidati che soddisfano i criteri
di selezione e i livelli minimi di capacità di cui all’articolo 83e’
inferiore al numero minimo, la stazione appaltante può proseguire la
procedura invitando i candidati in possesso delle capacità
richieste. La stazione appaltante non può includere nella stessa
procedura altri operatori economici che non abbiano chiesto di
partecipare o candidati che non abbiano le capacità richieste.

Art. 92

(Riduzione del numero di offerte e soluzioni)

1. Le stazioni appaltanti, quando ricorrono alla facoltà di
ridurre il numero di offerte da negoziare di cui all’articolo 62,
comma 11, o di soluzioni da discutere di cui all’articolo 63, comma
9, effettuano tale riduzione applicando i criteri di aggiudicazione
indicati nei documenti di gara. Nella fase finale tale numero deve
consentire di garantire una concorrenza effettiva, purche’ vi sia un
numero sufficiente di offerte, soluzioni o candidati qualificati.

Art.93

(Garanzie per la partecipazione alla procedura)

1. L’offerta e’ corredata da una garanzia fideiussoria, denominata
“garanzia provvisoria” pari al2percento del prezzo base indicato nel
bando o nell’invito, sotto forma di cauzione o di fideiussione, a
scelta dell’offerente. Al fine di rendere l’importo della garanzia
proporzionato e adeguato alla natura delle prestazioni oggetto del
contratto e al grado di rischio ad esso connesso, la stazione
appaltante può motivatamente ridurre l’importo della cauzione sino
all’1 per cento ovvero incrementarlo sino al 4 per cento. Nel caso di
procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di
committenza, l’importo della garanzia e’ fissato nel bando o
nell’invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo base. In
caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento temporaneo di
imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare tutte le imprese
del raggruppamento medesimo.
2. La cauzione può essere costituita, a scelta dell’offerente, in
contanti o in titoli del debito pubblico garantiti dallo Stato al
corso del giorno del deposito, presso una sezione di tesoreria
provinciale o presso le aziende autorizzate, a titolo di pegno a
favore dell’amministrazione aggiudicatrice.
3. La garanzia fideiussoria di cui al comma 1 a scelta
dell’appaltatore può essere rilasciata da imprese bancarie o
assicurative che rispondano ai requisiti di solvibilità previsti
dalle leggi che ne disciplinano le rispettive attività o rilasciata
dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’articolo
106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che svolgono
in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie e che
sono sottoposti a revisione contabile da parte di una società di
revisione iscritta nell’albo previsto dall’articolo 161 del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e che abbiano i requisiti minimi
di solvibilità richiesti dalla vigente normativa bancaria
assicurativa.
4.Lagaranziadeveprevedereespressamentelarinunciaal beneficio della
preventiva escussione del debitore principale, la rinuncia
all’eccezione di cui all’articolo 1957, secondo comma, del codice
civile, nonche’ l’operatività della garanzia medesima entro quindici
giorni, a semplice richiesta scritta della stazione appaltante.
5. La garanzia deve avere efficacia per almeno centottanta giorni
dalla data di presentazione dell’offerta. Il bando o l’invito possono
richiedere una garanzia con termine di validità maggiore o minore,
in relazione alla durata presumibile del procedimento, e possono
altresì prescrivere che l’offerta sia corredata dall’impegno del
garante a rinnovare la garanzia, su richiesta della stazione
appaltante nel corso della procedura , per la durata indicata nel
bando, nel caso in cui al momento della sua scadenza non sia ancora
intervenuta l’aggiudicazione.
6. La garanzia copre la mancata sottoscrizione del contratto dopo
l’aggiudicazione, per fatto dell’affidatario riconducibile ad una
condotta connotata da dolo o colpa grave, ed e’ svincolata
automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto
medesimo.
7. L’importo della garanzia, e del suo eventuale rinnovo, e’
ridotto del 50 per cento per gli operatori economici ai quali venga
rilasciata, da organismi accreditati, ai sensi delle norme europee
della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000,
la certificazione del sistema di qualità conforme alle norme europee
della serie UNI CEI ISO9000.Neicontrattirelativi a lavori, servizi o
forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo e’
ridotto del 30 per cento, anche cumulabile con la riduzione di cui al
primo periodo, per gli operatori economici in possesso di
registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit(EMAS),ai
sensi del regolamento(CE)n.1221/2009del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 novembre 2009,odel20 per cento per gli operatori in
possesso di certificazione ambientale ai sensi della norma UNI
ENISO14001.Nei contratti relativi a servizi o forniture, l’importo
della garanzia e del suo eventuale rinnovo e’ ridotto del 20 percento
,anche cumulabile con la riduzione di cui ai periodi primo e secondo,
per gli operatori economici in possesso, in relazione ai beni o
servizi che costituiscano almeno il 50 per cento del valore dei beni
e servizi oggetto del contratto stesso, del marchio di qualità
ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE) ai sensi del
regolamento(CE)n. 66/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009. Nei contratti relativi a lavori, servizi o
forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo e’
ridotto del 15 per cento per gli operatori economici che sviluppano
un inventario di gas ad effetto serra ai sensi della norma UNI EN ISO
14064-1oun’impronta climatica (carbon footprint) di prodotto ai sensi
della norma UNI ISO/TS 14067. Per fruire delle riduzioni di cui al
presente comma, l’operatore economico segnala, in sede di offerta, il
possesso dei relativi requisiti e lo documenta nei modi prescritti
dalle norme vigenti. Nei contratti di servizi e forniture, l’importo
della garanzia e del suo eventuale rinnovo e’ ridotto del 30 per
cento, non cumulabile con le riduzioni di cui ai periodi precedenti,
per gli operatori economici in possesso del rating di legalità o
della attestazione del modello organizzativo, ai sensi del decreto
legislativo n. 231/2001 o di certificazione social accountability
8000, o di certificazione del sistema di gestione a tutela della
sicurezza e della salute dei lavoratori, o di certificazione OHSAS
18001, o di certificazione UNI CEI EN ISO 50001 riguardante il
sistema di gestione dell’energia o UNI CEI 11352 riguardante la
certificazione di operatività in qualità di ESC (Energy Service
Company) per l’offerta qualitativa dei servizi energetici e per gli
operatori economici in possesso della certificazione ISO 27001
riguardante il sistema di gestione della sicurezza delle
informazioni.
8. L’offerta e’ altresì corredata, a pena di esclusione,
dall’impegno di un fideiussore, anche diverso da quello che ha
rilasciato la garanzia provvisoria, a rilasciare la garanzia
fideiussoria per l’esecuzione del contratto, di cui agli articoli 103
e 105,qualora l’offerente risultasse affidatario.
9. La stazione appaltante, nell’atto con cui comunica
l’aggiudicazione ai non aggiudicatari, provvede contestualmente, nei
loro confronti, allo svincolo della garanzia di cui al comma1,
tempestivamente e comunque entro un termine non superiore a trenta
giorni dall’aggiudicazione, anche quando non sia ancora scaduto il
termine di efficacia della garanzia.
10. Il presente articolo non si applica agli appalti di servizi
aventi a oggetto la redazione della progettazione e del piano di
sicurezza e coordinamento e ai compiti di supporto alle attività del
responsabile unico del procedimento.

TITOLO IV
AGGIUDICAZIONE PER I SETTORI ORDINARI

Art. 94

(Principi generali in materia di selezione)

1. Gli appalti sono aggiudicati sulla base di criteri stabiliti
conformemente agli articoli da 95 a 97, previa verifica, in
applicazione degli articoli da 80 a 83, della sussistenza dei
seguenti presupposti:
a) l’offerta e’ conforme ai requisiti, alle condizioni e ai criteri
indicati nel bando di gara o nell’invito a confermare interesse
nonche’ nei documenti di gara, tenuto conto, se del caso,
dell’articolo 95, comma 14;
b) l’offerta proviene da un offerente che non e’ escluso ai sensi
dell’articolo 80 e che soddisfa i criteri di selezione fissati
dall’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 83 e, se
del caso, le norme e i criteri non discriminatori di cui all’articolo
91.
2. La stazione appaltante può decidere di non aggiudicare
l’appalto all’offerente che ha presentato l’offerta economicamente
più vantaggiosa, se ha accertato che l’offerta non soddisfa gli
obblighi di cui all’articolo 30, comma 3.numar+

Art.95

(Criteri di aggiudicazione dell’appalto)

1. I criteri di aggiudicazione non conferiscono alla stazione
appaltante un potere di scelta illimitata dell’offerta. Essi
garantiscono la possibilità di una concorrenza effettiva e sono
accompagnati da specifiche che consentono l’efficace verifica delle
informazioni fornite dagli offerenti al fine di valutare il grado di
soddisfacimento dei criteri di aggiudicazione delle offerte. Le
stazioni appaltanti verificano l’accuratezza delle informazioni e
delle prove fornite dagli offerenti.
2. Fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative relative al prezzo di determinate forniture o alla
remunerazione di servizi specifici, le stazioni appaltanti, nel
rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di
parità di trattamento, procedono all’aggiudicazione degli appalti e
all’affidamento dei concorsi di progettazione e dei concorsi di idee,
sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa
individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo o sulla
base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di
comparazione costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita,
conformemente all’articolo 96.
3. Sono aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base
del miglior rapporto qualità/prezzo:
a) i contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione
ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonche’ ai servizi ad alta
intensità di manodopera, come definiti all’articolo 50, comma 2;
b) i contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e
architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale
di importo superiore a 40.000 euro;
4. Può essere utilizzato il criterio del minor prezzo:
a) per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di euro,
tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità e’ garantita
dall’obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto
esecutivo;
b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate
o le cui condizioni sono definite dal mercato;
c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di
cui all’articolo 35, caratterizzati da elevata ripetitività, fatta
eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un
carattere innovativo.
5. Le stazioni appaltanti che dispongono l’aggiudicazione ai sensi
del comma4 ne danno adeguata motivazione e indicano nel bando di gara
il criterio applicato per selezionare la migliore offerta.
6. I documenti di gara stabiliscono i criteri di aggiudicazione
dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle
caratteristiche del contratto. In particolare, l’offerta
economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior
rapporto qualità/prezzo, e’ valutata sulla base di criteri
oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali,
connessi all’oggetto dell’appalto. Nell’ambito di tali criteri
possono rientrare:
a) la qualità, che comprende pregio tecnico, caratteristiche
estetiche e funzionali, accessibilità per le persone con
disabilità, progettazione adeguata per tutti gli utenti,
certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei
lavoratori, quali OSHAS 18001, caratteristiche sociali, ambientali,
contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali
dell’opera o del prodotto, caratteristiche innovative,
commercializzazione e relative condizioni;
b) il possesso di un marchio di qualità ecologica dell’Unione
europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del
contratto, in misura pari o superiore al 30 per cento del valore
delle forniture o prestazioni oggetto del contratto stesso;
c) il costo di utilizzazione e manutenzione avuto anche riguardo ai
consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni
inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di
mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti
all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo
strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un’economia
circolare che promuova ambiente e occupazione
d) la compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra
associate alle attività dell’azienda calcolate secondo i metodi
stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della
Commissione del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni
per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del
ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni
e) l’organizzazione, le qualifiche e l’esperienza del personale
effettivamente utilizzato nell’appalto, qualora la qualità del
personale incaricato possa avere un’influenza significativa sul
livello dell’esecuzione dell’appalto;
f) il servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica;
g) le condizioni di consegna quali la data di consegna, il processo
di consegna e il termine di consegna o di esecuzione.
7. L’elemento relativo al costo, anche nei casi di cui alle
disposizioni richiamate al comma 2, può assumere la forma di un
prezzo o costo fisso sulla base del quale gli operatori economici
competeranno solo in base a criteri qualitativi.
8. I documenti di gara ovvero, in caso di dialogo competitivo, il
bando o il documento descrittivo elencano i criteri di valutazione e
la ponderazione relativa attribuita a ciascuno di essi, prevedendo
una forcella in cui lo scarto tra il minimo e il massimo deve essere
adeguato. Per ciascun criterio di valutazione prescelto possono
essere previsti, ove necessario, sub-criteri e sub- pesi o
sub-punteggi.
9. Le stazioni appaltanti, quando ritengono la ponderazione di cui
al comma 7 non possibile per ragioni oggettive, indicano nel bando di
gara e nel capitolato d’oneri o, in caso di dialogo competitivo, nel
bando o nel documento descrittivo, l’ordine decrescente di importanza
dei criteri. Per attuare la ponderazione o comunque attribuire il
punteggio a ciascun elemento dell’offerta, le amministrazioni
aggiudicatrici utilizzano metodologie tali da consentire di
individuare con un unico parametro numerico finale l’offerta più
vantaggiosa.
10. Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi
aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di
salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
11. I criteri di aggiudicazione sono considerati connessi
all’oggetto dell’appalto ove riguardino lavori, forniture o servizi
da fornire nell’ambito di tale appalto sotto qualsiasi aspetto e in
qualsiasi fase del loro ciclo di vita, compresi fattori coinvolti nel
processo specifico di produzione, fornitura o scambio di questi
lavori, forniture o servizi o in un processo specifico per una fase
successiva del loro ciclo di vita, anche se questi fattori non sono
parte del loro contenuto sostanziale.
12. Le stazioni appaltanti possono decidere di non procedere
all’aggiudicazione se nessuna offerta risulti conveniente o idonea in
relazione all’oggetto del contratto. Tale facoltà e’ indicata
espressamente nel bando di gara o nella lettera di invito.
13. Compatibilmente con il diritto dell’Unione europea e con i
principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza,
proporzionalità, le amministrazioni aggiudicatrici indicano nel
bando di gara, nell’avviso o nell’invito, i criteri premiali che
intendono applicare alla valutazione dell’offerta in relazione al
maggior rating di legalità dell’offerente, nonche’ per agevolare la
partecipazione alle procedure di affidamento per le microimprese,
piccole e medie imprese, per i giovani professionisti e per le
imprese di nuova costituzione. Indicano altresì il maggior punteggio
relativo all’offerta concernente beni, lavori o servizi che
presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente.
14. Per quanto concerne i criteri di aggiudicazione, nei casi di
adozione del miglior rapporto qualità prezzo, si applicano altresì
le seguenti disposizioni:
a) le stazioni appaltanti possono autorizzare o esigere la
presentazione di varianti da parte degli offerenti. Esse indicano nel
bando di gara ovvero, se un avviso di preinformazione e’ utilizzato
come mezzo di indizione di una gara, nell’invito a confermare
interesse se autorizzano o richiedono le varianti ; in mancanza di
questa indicazione, le varianti non sono autorizzate e sono collegate
all’oggetto dell’appalto;
b) le stazioni appaltanti che autorizzano o richiedono le varianti
menzionano nei documenti di gara i requisiti minimi che le varianti
devono rispettare, nonche’ le modalità specifiche per la loro
presentazione, in particolare se le varianti possono essere
presentate solo ove sia stata presentata anche un’offerta, che e’
diversa da una variante. Esse garantiscono anche che i criteri di
aggiudicazione scelti possano essere applicati alle varianti che
rispettano tali requisiti minimi e alle offerte conformi che non sono
varianti
c) solo le varianti che rispondono ai requisiti minimi prescritti
dalle amministrazioni aggiudicatrici sono prese in considerazione;
d) nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di
forniture o di servizi, le amministrazioni aggiudicatrici che abbiano
autorizzato o richiesto varianti non possono escludere una variante
per il solo fatto che, se accolta, configurerebbe, rispettivamente, o
un appalto di servizi anziche’ un appalto pubblico di forniture o un
appalto di forniture anziche’ un appalto pubblico di servizi.
15. Ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una
pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase di ammissione,
regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del
calcolo di medie nella procedura, ne’ per l’individuazione della
soglia di anomalia delle offerte.

Art. 96

(Costi del ciclo di vita)

1. I costi del ciclo di vita comprendono, in quanto pertinenti,
tutti i seguenti costi, o parti di essi, legati al ciclo di vita di
un prodotto, di un servizio o di un lavoro:
a)costi sostenuti dall’amministrazione aggiudicatrice o da altri
utenti, quali:
1) costi relativi all’acquisizione;
2) costi connessi all’utilizzo, quali consumo di energia e altre
risorse;
3) costi di manutenzione;
4) costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta, di
smaltimento e di riciclaggio;
b)costi imputati a esternalità ambientali legate ai prodotti,
servizi o lavori nel corso del ciclo di vita, purche’ il loro valore
monetario possa essere determinato e verificato. Tali costi possono
includere i costi delle emissioni di gas a effetto serra e di altre
sostanze inquinanti, nonche’ altri costi legati all’attenuazione dei
cambiamenti climatici.
2. Quando valutano i costi utilizzando un sistema di costi del
ciclo di vita, le stazioni appaltanti indicano nei documenti di gara
i dati che gli offerenti devono fornire e il metodo che la stazione
appaltante impiegherà al fine di determinare i costi del ciclo di
vita sulla base di tali dati. Per la valutazione dei costi imputati
alle esternalità ambientali, il metodo deve soddisfare tutte le
seguenti condizioni:
a)essere basato su criteri oggettivi, verificabili e non
discriminatori. Se il metodo non e’ stato previsto per
un’applicazione ripetuta o continua, lo stesso non deve favorire ne’
svantaggiare indebitamente taluni operatori economici;
b)essere accessibile a tutte le parti interessate;
c)i dati richiesti devono poter essere forniti con ragionevole
sforzo da operatori economici normalmente diligenti, compresi gli
operatori economici di altri Stati membri, di paesi terzi parti
dell’AAP o di altri accordi internazionali che l’Unione e’ tenuta a
rispettare o ratificati dall’Italia.
3. L’allegato XVIII al presente decreto contiene l’elenco degli
atti legislativi dell’Unione e, ove necessario, degli atti delegati
attuativi che approvano metodi comuni per la valutazione del costo
del ciclo di vita.

Art.97

(Offerte anormalmente basse)

1. Gli operatori economici forniscono, su richiesta della stazione
appaltante, spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte
se queste appaiono anormalmente basse, sulla base di un giudizio
tecnico sulla congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità
dell’offerta.
2. Quando il criterio di aggiudicazione e’ quello del prezzo più
basso la congruità delle offerte e’ valutata sulle offerte che
presentano un ribasso pari o superiore ad una soglia di anomalia
determinata, al fine di non rendere predeterminabili dai candidati i
parametri di riferimento per il calcolo della soglia, procedendo al
sorteggio, in sede di gara, di uno dei seguenti metodi:
a) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte
ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato all’unità
superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di
quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico
dei ribassi percentuali che superano la predetta media;
b) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte
ammesse, con esclusione del dieci per cento, tenuto conto che se la
prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai
concorrenti ammessi e’ pari ovvero uguale a zero la media resta
invariata; qualora invece la prima cifra dopo la virgola, della somma
dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi e’ dispari, la media
viene decrementata percentualmente di un valore pari a tale cifra;
c) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte
ammesse, incrementata del 20 per cento;
d) media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le
offerte ammesse, decurtata del 20 per cento;
e) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte
ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato all’unità
superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di
quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico
dei ribassi percentuali che superano la predetta media, moltiplicato
per un coefficiente sorteggiato dalla commissione giudicatrice
all’atto del suo insediamento tra i seguenti valori: 0,6; 0,8; 1;
1,2; 1,4;
3. Quando il criterio di aggiudicazione e’ quello dell’offerta
economicamente più vantaggiosa la congruità delle offerte e’
valutata sulle offerte che presentano sia i punti relativi al prezzo,
sia la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione,
entrambi pari o superiori ai quattro quinti dei corrispondenti punti
massimi previsti dal bando di gara.
4. Le spiegazioni di cui al comma 1 possono, in particolare,
riferirsi a:
a) l’economia del processo di fabbricazione dei prodotti, dei
servizi prestati o del metodo di costruzione;
b) le soluzioni tecniche prescelte o le condizioni eccezionalmente
favorevoli di cui dispone l’offerente per fornire i prodotti, per
prestare i servizi o per eseguire i lavori;
c) l’originalità dei lavori, delle forniture o dei servizi
proposti dall’offerente;
5. La stazione appaltante richiede per iscritto, assegnando al
concorrente un termine non inferiore a quindici giorni, la
presentazione, per iscritto, delle spiegazioni. Essa esclude
l’offerta solo se la prova fornita non giustifica sufficientemente il
basso livello di prezzi o di costi proposti, tenendo conto degli
elementi di cui al comma 2 o se ha accertato, con le modalità di cui
al primo periodo, che l’offerta e’ anormalmente bassa in quanto:
a) non rispetta gli obblighi di cui all’articolo 30, comma 3.
b) non rispetta gli obblighi di cui all’articolo 105;
c) sono incongrui gli oneri aziendali della sicurezza di cui
all’articolo 95, comma 9 i rispetto all’entità e alle
caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture;
d) il costo del personale e’ inferiore ai minimi salariali
retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all’articolo 23,
comma 14.
6. Non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti
salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti
autorizzate dalla legge. Non sono, altresì, ammesse giustificazioni
in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e
coordinamento previsto dall’articolo 100del decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81. La stazione appaltante in ogni caso può valutare
la congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici,
appaia anormalmente bassa,
7. La stazione appaltante qualora accerti che un’offerta e’
anormalmente bassa in quanto l’offerente ha ottenuto un aiuto di
Stato può escludere tale offerta unicamente per questo motivo,
soltanto dopo aver consultato l’offerente e se quest’ultimo non e’ in
grado di dimostrare, entro un termine sufficiente stabilito dalla
stazione appaltante, che l’aiuto era compatibile con il mercato
interno ai sensi dell’articolo 107 TFUE. La stazione appaltante
esclude un’offerta in tali circostanze e informa la Commissione
europea.
8. Per lavori, servizi e forniture, quando il criterio di
aggiudicazione e’ quello del prezzo più basso e comunque per importi
inferiori alle soglie di cui all’articolo 35, la stazione appaltante
può prevedere nel bando l’esclusione automatica dalla gara delle
offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore
alla soglia di anomalia individuata ai sensi del comma 2. In tal caso
non si applicano i commi 4, 5 e 6. Comunque la facoltà di esclusione
automatica non e’ esercitabile quando il numero delle offerte ammesse
e’ inferiore a dieci.
9. La Cabina di regia di cui all’articolo 212, su richiesta, mette
a disposizione degli altri Stati membri, a titolo di collaborazione
amministrativa, tutte le informazioni a disposizione, quali leggi,
regolamenti, contratti collettivi applicabili o norme tecniche
nazionali, relative alle prove e ai documenti prodotti in relazione
ai dettagli di cui ai commi 4 e 5».

Art. 98

(Avvisi relativi agli appalti aggiudicati)

1. Le stazioni appaltanti che hanno aggiudicato un contratto
pubblico o concluso un accordo quadro inviano un avviso secondo le
modalità di pubblicazione di cui all’articolo 72, conforme
all’allegato XIV, Parte I, lettera D, relativo ai risultati della
procedura di aggiudicazione, entro trenta giorni dall’aggiudicazione
dell’appalto o dalla conclusione dell’accordo quadro.
2. Se la gara e’ stata indetta mediante un avviso di
preinformazione e se l’amministrazione aggiudicatrice ha deciso che
non aggiudicherà ulteriori appalti nel periodo coperto dall’avviso
di preinformazione, l’avviso di aggiudicazione contiene
un’indicazione specifica al riguardo.
3. Nel caso di accordi quadro conclusi ai sensi dell’articolo 54,
le stazioni appaltanti sono esentate dall’obbligo di inviare un
avviso sui risultati della procedura di aggiudicazione di ciascun
appalto basato su tale accordo e raggruppano gli avvisi sui risultati
della procedura d’appalto per gli appalti fondati sull’accordo quadro
su base trimestrale. In tal caso, esse inviano gli avvisi raggruppati
entro trenta giorni dalla fine di ogni trimestre.
4. Le stazioni appaltanti inviano all’Ufficio delle pubblicazioni
dell’Unione europea, conformemente a quanto previsto dall’articolo
72, un avviso di aggiudicazione di appalto entro trenta giorni
dall’aggiudicazione di ogni appalto basata su un sistema dinamico di
acquisizione. Esse possono tuttavia raggruppare gli avvisi su base
trimestrale. In tal caso, inviano gli avvisi raggruppati al più
tardi trenta giorni dopo la fine di ogni trimestre.
5. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 53, talune
informazioni relative all’aggiudicazione dell’appalto o alla
conclusione dell’accordo quadro possono non essere pubblicate qualora
la loro divulgazione ostacoli l’applicazione della legge, sia
contraria all’interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi
commerciali di un particolare operatore economico, pubblico o
privato, oppure possa arrecare pregiudizio alla concorrenza leale tra
operatori economici.

Art. 99

(Relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti)

1. Per ogni appalto od ogni accordo quadro di importo pari o
superiore alle soglie di cui all’articolo 35 e ogniqualvolta sia
istituito un sistema dinamico di acquisizione, la stazione appaltante
redige una relazione contenente almeno le seguenti informazioni:
a) il nome e l’indirizzo della stazione appaltante, l’oggetto e il
valore dell’appalto, dell’accordo quadro o del sistema dinamico di
acquisizione;
b) se del caso, i risultati della selezione qualitativa e/o della
riduzione dei numeri a norma degli articoli 91 e 92, ossia:
1) i nomi dei candidati o degli offerenti selezionati e i motivi
della selezione;
2) i nomi dei candidati o degli offerenti esclusi e i motivi
dell’esclusione;
c) i motivi del rigetto delle offerte giudicate anormalmente basse;
d) il nome dell’aggiudicatario e le ragioni della scelta della sua
offerta, nonche’, se e’ nota, la parte dell’appalto o dell’accordo
quadro che l’aggiudicatario intende subappaltare a terzi; e, se noti
al momento della redazione, i nomi degli eventuali subappaltatori del
contraente principale;
e) per le procedure competitive con negoziazione e i dialoghi
competitivi, le circostanze di cui all’articolo 59 che giustificano
l’utilizzazione di tali procedure;
f) per quanto riguarda le procedure negoziate senza previa
pubblicazione di un bando di gara, le circostanze di cui all’articolo
63 che giustificano l’utilizzazione di tali procedure;
g) eventualmente, le ragioni per le quali l’amministrazione
aggiudicatrice ha deciso di non aggiudicare un appalto, concludere un
accordo quadro o istituire un sistema dinamico di acquisizione;
h) eventualmente, le ragioni per le quali per la presentazione
delle offerte sono stati usati mezzi di comunicazione diversi dai
mezzi elettronici;
i) eventualmente, i conflitti di interesse individuati e le misure
successivamente adottate.
2. La relazione di cui al comma 1 non e’ richiesta per gli appalti
basati su accordi quadro conclusi con un solo operatore economico e
aggiudicati entro i limiti delle condizioni fissate nell’accordo
quadro, o se l’accordo quadro contiene tutti i termini che
disciplinano la prestazione dei lavori, dei servizi e delle forniture
in questione nonche’ le condizioni oggettive per determinare quale
degli operatori economici parti dell’accordo quadro effettuerà tale
prestazione.
3. Qualora l’avviso di aggiudicazione dell’appalto stilato a norma
dell’articolo 98 o dell’articolo 142,comma 3, contiene le
informazioni richieste al comma 1, le stazioni appaltanti possono
fare riferimento a tale avviso.
4. Le stazioni appaltanti documentano lo svolgimento di tutte le
procedure di aggiudicazione, indipendentemente dal fatto che esse
siano condotte con mezzi elettronici o meno. Garantiscono la
conservazione di una documentazione sufficiente a giustificare
decisioni adottate in tutte le fasi della procedura di appalto, quali
la documentazione relativa alle comunicazioni con gli operatori
economici e le deliberazioni interne, la preparazione dei documenti
di gara, il dialogo o la negoziazione se previsti, la selezione e
l’aggiudicazione dell’appalto. La documentazione e’ conservata per
almeno cinque anni a partire dalla data di aggiudicazione
dell’appalto, ovvero, in caso di pendenza di una controversia, fino
al passaggio in giudicato della relativa sentenza.
5. La relazione o i suoi principali elementi sono comunicati alla
Cabina di regia di cui all’articolo 212 per la successiva
comunicazione alla Commissione europea o, quando ne facciano
richiesta, alle autorità, agli organismi o alle strutture
competenti.

TITOLO V
ESECUZIONE
Art.100

(Requisiti per l’esecuzione dell’appalto)

1. Le stazioni appaltanti possono richiedere requisiti particolari
per l’esecuzione del contratto, purche’ siano compatibili con il
diritto europeo e con i principi di parità di trattamento, non
discriminazione, trasparenza, proporzionalità, innovazione e siano
precisate nel bando di gara, o nell’invito in caso di procedure senza
bando o nel capitolato d’oneri. Dette condizioni possono attenere, in
particolare, a esigenze sociali e ambientali. 2. In sede di offerta
gli operatori economici dichiarano di accettare i requisiti
particolari nell’ipotesi in cui risulteranno aggiudicatari.

Art. 101

(Soggetti delle stazioni appaltanti)

1. La esecuzione dei contratti aventi ad oggetto lavori, servizi,
forniture, e’ diretta dal responsabile unico del procedimento, che
controllai livelli di qualità delle prestazioni. Il responsabile
unico del procedimento, nella fase dell’esecuzione, si avvale del
direttore dell’esecuzione del contratto o del direttore dei lavori,
del coordinatore in materia di salute e di sicurezza durante
l’esecuzione previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008,n. 81,
nonche’ del collaudatore ovvero della commissione di collaudo, del
verificatore della conformità e accerta il corretto ed effettivo
svolgimento delle funzioni ad ognuno affidate.
2. Per il coordinamento, la direzione ed il controllo
tecnico-contabile dell’esecuzione dei contratti pubblici relativi a
lavori, le stazioni appaltanti individuano, prima dell’avvio delle
procedure per l’affidamento, su proposta del responsabile unico del
procedimento, un direttore dei lavori che può essere coadiuvato, in
relazione alla complessità dell’intervento, da uno o più direttori
operativi e da ispettori di cantiere.
3. Il direttore dei lavori, con l’ufficio di direzione lavori, ove
costituito, e’ preposto al controllo tecnico, contabile e
amministrativo dell’esecuzione dell’intervento affinche’ i lavori
siano eseguiti a regola d’arte ed in conformità al progetto e al
contratto. Il direttore dei lavori ha la responsabilità del
coordinamento e della supervisione dell’attività di tutto l’ufficio
di direzione dei lavori, ed interloquisce in via esclusiva con
l’esecutore in merito agli aspetti tecnici ed economici del
contratto. Il direttore dei lavori ha la specifica responsabilità
dell’accettazione dei materiali, sulla base anche del controllo
quantitativo e qualitativo degli accertamenti ufficiali delle
caratteristiche meccaniche e in aderenza alle disposizioni delle
norme tecniche per le costruzioni vigenti. Al direttore dei lavori
fanno carico tutte le attività ed i compiti allo stesso
espressamente demandati dal codice nonche’:
a) verificare periodicamente il possesso e la regolarità da parte
dell’esecutore e del subappaltatore della documentazione prevista
dalle leggi vigenti in materia di obblighi nei confronti dei
dipendenti;
b) curare la costante verifica di validità del programma di
manutenzione, dei manuali d’uso e dei manuali di manutenzione,
modificandone e aggiornandone i contenuti a lavori ultimati;
c) provvedere alla segnalazione al responsabile del procedimento,
dell’inosservanza, da parte dell’esecutore, dell’articolo 105;
d) svolge, qualora sia in possesso dei requisiti previsti, le
funzioni di coordinatore per l’esecuzione dei lavori previsti dalla
vigente normativa sulla sicurezza. Nel caso in cui il direttore dei
lavori non svolga tali funzioni le stazioni appaltanti prevedono la
presenza di almeno un direttore operativo, in possesso dei requisiti
previsti dalla normativa, a cui affidarle.
4. Gli assistenti con funzioni di direttori operativi collaborano
con il direttore dei lavori nel verificare chele lavorazioni di
singole parti dei lavori da realizzare siano eseguite regolarmente e
nell’osservanza delle clausole contrattuali. Essi rispondono della
loro attività direttamente al direttore dei lavori. Ai direttori
operativi possono essere affidati dal direttore dei lavori, fra gli
altri, i seguenti compiti:
a)verificare che l’esecutore svolga tutte le pratiche di legge
relative alla denuncia dei calcoli delle strutture;
b)programmare e coordinare le attività dell’ispettore dei lavori;
c)curare l’aggiornamento del cronoprogramma generale e
particolareggiato dei lavori e segnalare tempestivamente al direttore
dei lavori le eventuali difformità rispetto alle previsioni
contrattuali proponendo i necessari interventi correttivi;
d)assistere il direttore dei lavori nell’identificare gli
interventi necessari ad eliminare difetti progettuali o esecutivi;
e)individuare ed analizzare le cause che influiscono negativamente
sulla qualità dei lavori e proponendo al direttore dei lavori le
adeguate azioni correttive;
f)assistere i collaudatori nell’espletamento delle operazioni di
collaudo;
g)esaminare e approvare il programma delle prove di collaudo e
messa in servizio degli impianti;
h)direzione di lavorazioni specialistiche.
5. Gli assistenti con funzioni di ispettori di cantiere collaborano
con il direttore dei lavori nella sorveglianza dei lavori in
conformità delle prescrizioni stabilite nel capitolato speciale di
appalto. La posizione di ispettore e’ ricoperta da una sola persona
che esercita la sua attività in un turno di lavoro. Essi sono
presenti a tempo pieno durante il periodo di svolgimento di lavori
che richiedono controllo quotidiano, nonche’ durante le fasi di
collaudo e delle eventuali manutenzioni. Essi rispondono della loro
attività direttamente al direttore dei lavori. Agli ispettori
possono essere affidati fra gli altri i seguenti compiti:
a)la verifica dei documenti di accompagnamento delle forniture di
materiali per assicurare che siano conformi alle prescrizioni ed
approvati dalle strutture di controllo in qualità del fornitore;
b)la verifica, prima della messa in opera, che i materiali, le
apparecchiature e gli impianti abbiano superato le fasi di collaudo
prescritte dal controllo di qualità o dalle normative vigenti o
dalle prescrizioni contrattuali in base alle quali sono stati
costruiti;
c)il controllo sulla attività dei subappaltatori;
d)il controllo sulla regolare esecuzione dei lavori con riguardo ai
disegni ed alle specifiche tecniche contrattuali;
e)l’assistenza alle prove di laboratorio;
f)l’assistenza ai collaudi dei lavori ed alle prove di messa in
esercizio ed accettazione degli impianti;
g)la predisposizione degli atti contabili e l’esecuzione delle
misurazioni quando siano stati incaricati dal direttore dei lavori;
h)l’assistenza al coordinatore per l’esecuzione.
6. Per le funzioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori si
applica l’articolo 92 comma 1 del decreto legislativo n. 81 del 2008.

Art. 102

(Collaudo)

1. Il responsabile unico del procedimento controlla l’esecuzione
del contratto congiuntamente al direttore dell’esecuzione del
contratto.
2. I contratti pubblici sono soggetti a collaudo per i lavori e a
verifica di conformità per i servizi e per le forniture, per
certificare che l’oggetto del contratto in termini di prestazioni,
obiettivi e caratteristiche tecniche, economiche e qualitative sia
stato realizzato ed eseguito nel rispetto delle previsioni
contrattuali e delle pattuizioni concordate in sede di aggiudicazione
o affidamento. Per i contratti pubblici di importo inferiore alla
soglia europea di cui all’articolo 35il certificato di collaudo dei
lavori e il certificato di verifica di conformità, nei casi
espressamente individuati dal decreto di cui al comma 8, possono
essere sostituiti dal certificato di regolare esecuzione rilasciato
per i lavori dal direttore dei lavori e dal responsabile unico del
procedimento per i servizi e le forniture su richiesta del direttore
dell’esecuzione, se nominato.
3. Il collaudo finale deve avere luogo non oltre sei mesi
dall’ultimazione dei lavori, salvi i casi, individuati dal decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma
8,di particolare complessità dell’opera da collaudare, per i quali
il termine può essere elevato sino ad un anno. Il certificato di
collaudo ha carattere provvisorio e assume carattere definitivo
decorsi due anni dalla sua emissione. Decorso tale termine, il
collaudo si intende tacitamente approvato ancorche’ l’atto formale di
approvazione non sia stato emesso entro due mesi dalla scadenza del
medesimo termine.
4. All’esito positivo del collaudo o della verifica di conformità
il responsabile unico del procedimento rilascia il certificato di
pagamento ai fini dell’emissione della fattura da parte
dell’appaltatore. Il certificato di pagamento e’ rilasciato non oltre
il novantesimo giorno dall’emissione del certificato di collaudo
provvisorio ovvero del certificato di regolare esecuzione e non
costituisce presunzione di accettazione dell’opera, ai sensi
dell’articolo 1666, secondo comma, del codice civile.
5. Salvo quanto disposto dall’articolo 1669 del codice civile,
l’appaltatore risponde per la difformità e i vizi dell’opera,
ancorche’ riconoscibili, purche’ denunciati dalla stazione appaltante
prima che il certificato di collaudo assuma carattere definitivo.
6. Per effettuare le attività di controllo sull’esecuzione dei
contratti pubblici di cui al comma 1, le stazioni appaltanti nominano
tra i propri dipendenti o dipendenti di altre amministrazioni
pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata alla
tipologia e caratteristica del contratto, il cui compenso e’
contenuto nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113. Per i
lavori, il dipendente nominato collaudatore ovvero tra i dipendenti
nominati collaudatori, e’ individuato il collaudatore delle strutture
per la redazione del collaudo statico. Per accertata carenza
nell’organico della stazione appaltante ovvero di altre
amministrazioni pubbliche, le stazioni appaltanti individuano i
componenti con le procedure di cui all’articolo 31, comma 8.
7. Non possono essere affidati incarichi di collaudo e di verifica
di conformità:
a) ai magistrati ordinari, amministrativi e contabili, e agli
avvocati e procuratori dello Stato, in attività di servizio e, per
appalti di lavori pubblici di importo pari o superiore alle soglie di
rilevanza comunitaria di cui all’articolo 35 a quelli in quiescenza
nella regione/regioni ove e’ stata svolta l’attività di servizio;
b) ai dipendenti appartenenti ai ruoli della pubblica
amministrazione in trattamento di quiescenza per appalti di lavori
pubblici di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza
comunitaria di cui all’articolo 35 ubicati nella regione/regioni ove
e’ stata svolta l’attività di servizio;
c) a coloro che nel triennio antecedente hanno avuto rapporti di
lavoro autonomo o subordinato con gli operatori economici a qualsiasi
titolo coinvolti nell’esecuzione del contratto;
d) a coloro che hanno, comunque, svolto o svolgono attività di
controllo, verifica, progettazione, approvazione, autorizzazione,
vigilanza o direzione sul contratto da collaudare.
8. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sentita
l’ANAC, sono disciplinate e definite le modalità tecniche di
svolgimento del collaudo, nonche’ i casi in cui il certificato di
collaudo dei lavori e il certificato di verifica di conformità
possono essere sostituiti dal certificato di regolare esecuzione
rilasciato ai sensi del comma 2. Fino alla data di entrata in vigore
di detto decreto, si applica l’articolo 216, comma 16.
9. Al termine del lavoro sono redatti:
a) per i beni del patrimonio culturale un consuntivo scientifico
predisposto dal direttore dei lavori o , nel caso di interventi su
beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e a
materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico
artistico o archeologico, da restauratori di beni culturali, ai sensi
dalla normativa vigente, quale ultima fase del processo della
conoscenza e del restauro e quale premessa per il futuro programma di
intervento sul bene; i costi per la elaborazione del consuntivo
scientifico sono previsti nel quadro economico dell’intervento;
b) l’aggiornamento del piano di manutenzione;
c) una relazione tecnico-scientifica redatta dai professionisti
afferenti alle rispettive competenze, con l’esplicitazione dei
risultati culturali e scientifici raggiunti.

Art. 103

(Garanzie definitive)

1. L’appaltatore per la sottoscrizione del contratto deve
costituire una garanzia, denominata “garanzia definitiva” a sua
scelta sotto forma di cauzione o fideiussione con le modalità di cui
all’articolo 93, commi 2 e 3, pari al 10 per cento dell’importo
contrattuale e tale obbligazione e’ indicata negli atti e documenti a
base di affidamento di lavori, di servizi e di forniture. Nel caso di
procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di
committenza, l’importo della garanzia e’ indicato nella misura
massima del 10 per cento dell’importo contrattuale. Al fine di
salvaguardare l’interesse pubblico alla conclusione del contratto nei
termini e nei modi programmati in caso di aggiudicazione con ribassi
superiori al dieci per cento la garanzia da costituire e’ aumentata
di tanti punti percentuali quanti sono quelli eccedenti il 10 per
cento. Ove il ribasso sia superiore al venti per cento, l’aumento e’
di due punti percentuali per ogni punto di ribasso superiore al venti
per cento. La cauzione e’ prestata a garanzia dell’adempimento di
tutte le obbligazioni del contratto e del risarcimento dei danni
derivanti dall’eventuale inadempimento delle obbligazioni stesse,
nonche’ a garanzia del rimborso delle somme pagate in più
all’esecutore rispetto alle risultanze della liquidazione finale,
salva comunque la risarcibilità del maggior dannoverso
l’appaltatore. La garanzia cessa di avere effetto solo alla data di
emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato
di regolare esecuzione. La stazione appaltante può richiedere al
soggetto aggiudicatario la reintegrazione della garanzia ove questa
sia venuta meno in tutto o in parte; in caso di inottemperanza, la
reintegrazione si effettua a valere sui ratei di prezzo da
corrispondere all’esecutore. Alla garanzia di cui al presente
articolo si applicano le riduzioni previste dall’articolo 93, comma
7, per la garanzia provvisoria;
2. Le stazioni appaltanti hanno il diritto di valersi della
cauzione, nei limiti dell’importo massimo garantito, per l’eventuale
maggiore spesa sostenuta per il completamento dei lavori nel caso di
risoluzione del contratto disposta in danno dell’esecutore e hanno il
diritto di valersi della cauzione per provvedere al pagamento di
quanto dovuto dall’esecutore per le inadempienze derivanti dalla
inosservanza di norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle
leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione,
assistenza e sicurezza fisica dei lavoratori comunque presenti in
cantiere o nei luoghi dove viene prestato il servizio nei casi di
appalti di servizi. Le stazioni appaltanti possono incamerare la
garanzia per provvedere al pagamento di quanto dovuto dal soggetto
aggiudicatario per le inadempienze derivanti dalla inosservanza di
norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei
regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione, assistenza e
sicurezza fisica dei lavoratori addetti all’esecuzione dell’appalto.
3. La mancata costituzione della garanzia di cui al comma 1
determina la decadenza dell’affidamento e l’acquisizione della
cauzione provvisoria presentata in sede di offerta da parte della
stazione appaltante, che aggiudica l’appalto o la concessione al
concorrente che segue nella graduatoria.
4. La garanzia fideiussoria di cui al comma 1 a scelta
dell’appaltatore può essere rilasciata dai soggetti di cui
all’articolo 93, comma 3. La garanzia deve prevedere espressamente la
rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore
principale, la rinuncia all’eccezione di cui all’articolo 1957,
secondo comma, del codice civile, nonche’ l’operatività della
garanzia medesima entro quindici giorni, a semplice richiesta scritta
della stazione appaltante.
5. La garanzia di cui al comma 1 e’ progressivamente svincolata a
misura dell’avanzamento dell’esecuzione, nel limite massimo dell’80
per cento dell’iniziale importo garantito. L’ammontare residuo della
cauzione definitiva deve permanere fino alla data di emissione del
certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare
esecuzione, o comunque fino a dodici mesi dalla data di ultimazione
dei lavori risultante dal relativo certificato. Lo svincolo e’
automatico, senza necessità di nulla osta del committente, con la
sola condizione della preventiva consegna all’istituto garante, da
parte dell’appaltatore o del concessionario, degli stati di
avanzamento dei lavori o di analogo documento, in originale o in
copia autentica, attestanti l’avvenuta esecuzione. Tale automatismo
si applica anche agli appalti di forniture e servizi. Sono nulle le
pattuizioni contrarie o in deroga. Il mancato svincolo nei quindici
giorni dalla consegna degli stati di avanzamento o della
documentazione analoga costituisce inadempimento del garante nei
confronti dell’impresa per la quale la garanzia e’ prestata.
6. Il pagamento della rata di saldo e’ subordinato alla
costituzione di una cauzione o di una garanzia fideiussoria bancaria
o assicurativa pari all’importo della medesima rata di saldo
maggiorato del tasso di interesse legale applicato per il periodo
intercorrente tra la data di emissione del certificato di collaudo o
della verifica di conformità nel caso di appalti di servizi o
forniture e l’assunzione del carattere di definitività dei medesimi.
7. L’esecutore dei lavori e’ obbligato a costituire e consegnare
alla stazione appaltante almeno dieci giorni prima della consegna dei
lavori anche una polizza di assicurazione che copra i danni subiti
dalle stazioni appaltanti a causa del danneggiamento o della
distruzione totale o parziale di impianti ed opere, anche
preesistenti, verificatisi nel corso dell’esecuzione dei lavori. Nei
documenti e negli atti a base di gara o di affidamento e’ stabilito
l’importo della somma da assicurare che, di norma, corrisponde
all’importo del contratto stesso qualora non sussistano motivate
particolari circostanze che impongano un importo da assicurare
superiore. La polizza del presente comma deve assicurare la stazione
appaltante contro la responsabilità civile per danni causati a terzi
nel corso dell’esecuzione dei lavori il cui massimale e’ pari al
cinque per cento della somma assicurata per le opere con un minimo di
500.000 euro ed un massimo di 5.000.000 di euro. La copertura
assicurativa decorre dalla data di consegna dei lavori e cessa alla
data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del
certificato di regolare esecuzione o comunque decorsi dodici mesi
dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo
certificato. Qualora sia previsto un periodo di garanzia, la polizza
assicurativa e’ sostituita da una polizza che tenga indenni le
stazioni appaltanti da tutti i rischi connessi all’utilizzo delle
lavorazioni in garanzia o agli interventi per la loro eventuale
sostituzione o rifacimento. L’omesso o il ritardato pagamento delle
somme dovute a titolo di premio o di commissione da parte
dell’esecutore non comporta l’inefficacia della garanzia nei
confronti della stazione appaltante.
8. Per i lavori di importo superiore al doppio della soglia di cui
all’articolo 35, il titolare del contratto per la liquidazione della
rata di saldo e’ obbligato a stipulare, con decorrenza dalla data di
emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato
di regolare esecuzione o comunque decorsi dodici mesi dalla data di
ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato, una
polizza indennitaria decennale a copertura dei rischi di rovina
totale o parziale dell’opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi
difetti costruttivi. La polizza deve contenere la previsione del
pagamento in favore del committente non appena questi lo richieda,
anche in pendenza dell’accertamento della responsabilità e senza che
occorrano consensi ed autorizzazioni di qualunque specie. Il limite
di indennizzo della polizza decennale non deve essere inferiore al
venti per cento del valore dell’opera realizzata e non superiore al
40 per cento, nel rispetto del principio di proporzionalità avuto
riguardo alla natura dell’opera. L’esecutore dei lavori e’ altresì
obbligato a stipulare, per i lavori di cui al presente comma una
polizza di assicurazione della responsabilità civile per danni
cagionati a terzi, con decorrenza dalla data di emissione del
certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare
esecuzione e per la durata di dieci anni e con un indennizzo pari al
5 per cento del valore dell’opera realizzata con un minimo di 500.000
euro ed un massimo di 5.000.000 di euro.
9. Le fideiussioni devono essere conformi allo schema tipo
approvato con decreto del Ministro dello sviluppo economico di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e
previamente concordato con le banche e le assicurazioni o loro
rappresentanze.
10. In caso di raggruppamenti temporanei le garanzie fideiussorie e
le garanzie assicurative sono presentate, su mandato irrevocabile,
dalla mandataria in nome e per conto di tutti i concorrenti ferma
restando la responsabilità solidale tra le imprese”.
11. E’ facoltà dell’amministrazione in casi specifici non
richiedere una garanzia per gli appalti da eseguirsi da operatori
economici di comprovata solidità nonche’ per le forniture di beni
che per la loro natura, o per l’uso speciale cui sono destinati,
debbano essere acquistati nel luogo di produzione o forniti
direttamente dai produttori o di prodotti d’arte, macchinari,
strumenti e lavori di precisione l’esecuzione dei quali deve essere
affidata a operatori specializzati. L’esonero dalla prestazione della
garanzia deve essere adeguatamente motivato ed e’ subordinato ad un
miglioramento del prezzo di aggiudicazione.

Art.104

(Garanzie per l’esecuzione di lavori di particolare valore)

1. Per gli affidamenti a contraente generale di qualunque
ammontare, e, ove prevista dal bando o dall’avviso di gara, per gli
appalti di sola esecuzione di ammontare a base d’asta superiore a 100
milioni di euro, il soggetto aggiudicatario presenta sotto forma di
cauzione o di fideiussione rilasciata dai soggetti di cui
all’articolo 93 comma 3, in luogo della garanzia definitiva di cui
all’articolo 103, una garanzia dell’adempimento di tutte le
obbligazioni del contratto e del risarcimento dei danni derivanti
dall’eventuale inadempimento delle obbligazioni stesse, denominata
“garanzia di buon adempimento” e una garanzia di conclusione
dell’opera nei casi di risoluzione del contrato previsti dal codice
civile e dal presente codice, denominata “garanzia per la
risoluzione”.
2. Nel caso di affidamento dei lavori ad un nuovo soggetto, anche
quest’ultimo presenta le garanzie previste al comma 1.
3. La garanzia di buon adempimento e’ costituita con le modalità
di cui all’articolo 103 commi 1 e 2, ed e’ pari al cinque per cento
fisso dell’importo contrattuale come risultante dall’aggiudicazione
senza applicazione degli incrementi per ribassi di cui all’articolo
103 comma 1e permane fino alla data di emissione del certificato di
collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione, o
comunque fino a dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori
risultante dal relativo certificato.
4. La garanzia fideiussoria” per la risoluzione” di natura
accessoria, opera nei casi di risoluzione del contratto previsti dal
codice civile e dal presente codice ed e’ di importo pari al 10 per
cento dell’importo contrattuale, fermo restando che, qualora
l’importo in valore assoluto fosse superiore a 100 milioni di euro,
la garanzia si intende comunque limitata a 100 milioni di euro.
5. La garanzia “per la risoluzione” copre, nei limiti dei danni
effettivamente subiti, i costi per le procedure di riaffidamento da
parte della stazione appaltante o del soggetto aggiudicatore e
l’eventuale maggior costo tra l’importo contrattuale risultante
dall’aggiudicazione originaria dei lavori e l’importo contrattuale
del riaffidamento dei lavori stessi, a cui sono sommati gli importi
dei pagamenti già effettuati o da effettuare in base agli stati
d’avanzamento dei lavori
6. La garanzia “per la risoluzione” e’ efficace a partire dal
perfezionamento del contratto e fino alla data di emissione del
certificato di ultimazione dei lavori, allorche’ cessa
automaticamente. La garanzia “per la risoluzione” cessa si estingue
automaticamente oltre che per la sua escussione ai sensi del comma 1,
anche decorsi tre mesi dalla data del riaffidamento dei lavori.
7. La garanzia per la risoluzione prevede espressamente la rinuncia
al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la
rinuncia all’eccezione di cui all’articolo 1957,secondo comma del
codice civile.
8. Nel caso di escussione il pagamento e’ effettuato entro trenta
giorni, a semplice richiesta scritta della stazione appaltante o del
soggetto aggiudicatore recante l’indicazione del titolo per cui la
stazione appaltante o il soggetto aggiudicatore richiede
l’escussione.
9 Gli schemi di polizza-tipo concernenti le garanzie fideiussorie
di cui al comma 1, sono adottati con le modalità di cui all’articolo
103, comma 9.
10. Le garanzie di cui al presente articolo e agli articoli 93 e
103 prevedono la rivalsa verso il contraente e il diritto di regresso
verso la stazione appaltante o il soggetto aggiudicatore per
l’eventuale indebito arricchimento e possono essere rilasciate
congiuntamente da più garanti senza determinare tra essi vincoli di
solidarietà nei confronti della stazione appaltante o del soggetto
aggiudicatore, i quali in caso di escussione dovranno procedere
pro-quota nei confronti dei singoli garanti. I garanti designano un
mandatario o un delegatario per i rapporti con la stazione appaltante
o il soggetto aggiudicatore.

Art.105

(Subappalto)

1. I soggetti affidatari dei contratti di cui al presente codice di
norma eseguono in proprio le opere o i lavori, i servizi, le
forniture compresi nel contratto. Il contratto non può essere ceduto
a pena di nullità. E’ ammesso il subappalto secondo le disposizioni
del presente articolo.
2. Il subappalto e’ il contratto con il quale l’appaltatore affida
a terzi l’esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto
del contratto di appalto. Costituisce comunque subappalto qualsiasi
contratto avente ad oggetto attività del contratto di appalto
ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera. Fatto salvo
quanto previsto dal comma 5, l’eventuale subappalto non può superare
la quota del 30 per cento dell’importo complessivo del contratto di
lavori, servizi o forniture. Gli appalti di lavori non costituiscono
comunque subappalto le forniture senza prestazione di manodopera, le
forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di
importo inferiore al 2 per cento dell’importo delle prestazioni
affidate o di importo inferiore a 100.000 euro e qualora l’incidenza
del costo della manodopera e del personale non sia superiore al 50
per cento dell’importo del contratto da affidare. L’affidatario
comunica alla stazione appaltante, prima dell’inizio della
prestazione, per tutti i sub-contratti che non sono subappalti,
stipulati per l’esecuzione dell’appalto, il nome del sub-contraente,
l’importo del sub-contratto, l’oggetto del lavoro, servizio o
fornitura affidati. Sono, altresì, comunicate alla stazione
appaltante eventuali modifiche a tali informazioni avvenute nel corso
del sub-contratto. E’ altresì fatto obbligo di acquisire nuova
autorizzazione integrativa qualora l’oggetto del subappalto subisca
variazioni e l’importo dello stesso sia incrementato nonche’ siano
variati i requisiti di cui al comma 7.
3. Le seguenti categorie di forniture o servizi, per le loro
specificità, non si configurano come attività affidate in
subappalto:
a) l’affidamento di attività specifiche a lavoratori autonomi, per
le quali occorre effettuare comunicazione alla stazione appaltante;
b) la subfornitura a catalogo di prodotti informatici;
c) l’affidamento di servizi di importo inferiore a 20.000,00 euro
annui a imprenditori agricoli nel comuni classificati totalmente
montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto
dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ovvero ricompresi
nella circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta ufficiale
della Repubblica italiana n. 141 del 18 giugno 1993, nonche’ nei
comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla legge 28
dicembre 2001, n. 448.
4. I soggetti affidatari dei contratti di cui al presente codice
possono affidare in subappalto le opere o i lavori, i servizi o le
forniture compresi nel contratto, previa autorizzazione della
stazione appaltante purche’ :
a) tale facoltà sia prevista espressamente nel bando di gara anche
limitatamente a singole prestazioni e, per i lavori, sia indicata la
categoria o le categorie per le quali e’ ammesso il subappalto. Tutte
le prestazioni nonche’ le lavorazioni, a qualsiasi categoria
appartengano, sono subappaltabili;
b) all’atto dell’offerta abbiano indicato i lavori o le parti di
opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture
che intendono subappaltare o concedere in cottimo;
c) il concorrente dimostri l’assenza in capo ai subappaltatori dei
motivi di esclusione di cui all’articolo 80.
5. Per le opere di cui all’articolo 89, comma 11, e fermi restando
i limiti previsti dal medesimo comma, l’eventuale subappalto non può
superare il trenta per cento dell’importo delle opere e non può
essere, senza ragioni obiettive, suddiviso.
6. E’ obbligatoria l’indicazione della terna di subappaltatori,
qualora gli appalti di lavori, servizi o forniture siano di importo
pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35e per i quali non
sia necessaria una particolare specializzazione. In tal caso il bando
o avviso con cui si indice la gara prevedono tale obbligo. Nel bando
o nell’avviso la stazione appaltante può prevedere ulteriori casi in
cui e’ obbligatoria l’indicazione della terna anche sotto le soglie
di cui all’articolo 35.
7. L’affidatario deposita il contratto di subappalto presso la
stazione appaltante almeno venti giorni prima della data di effettivo
inizio dell’esecuzione delle relative prestazioni. Al momento del
deposito del contratto di subappalto presso la stazione appaltante
l’affidatario trasmette altresì la certificazione attestante il
possesso da parte del subappaltatore dei requisiti di qualificazione
prescritti dal presente codice in relazione alla prestazione
subappaltata e la dichiarazione del subappaltatore attestante
l’assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione di cui
all’articolo 80. Il contratto di subappalto, corredato della
documentazione tecnica, amministrativa e grafica direttamente
derivata dagli atti del contratto affidato, indica puntualmente
l’ambito operativo del subappalto sia in termini prestazionali che
economici.
8. Il contraente principale e’ responsabile in via esclusiva nei
confronti della stazione appaltante. L’aggiudicatario e’ responsabile
in solido con il subappaltatore in relazione agli obblighi
retributivi e contributivi, ai sensi dell’articolo 29 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Nelle ipotesi di cui al comma
13,lettere a) e c), l’appaltatore e’ liberato dalla responsabilità
solidale di cui al primo periodo.
9. L’affidatario e’ tenuto ad osservare integralmente il
trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi
nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella
quale si eseguono le prestazioni. E’, altresì, responsabile in
solido dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei
subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni
rese nell’ambito del subappalto. L’affidatario e, per suo tramite, i
subappaltatori, trasmettono alla stazione appaltante prima
dell’inizio dei lavori la documentazione di avvenuta denunzia agli
enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, ove presente,
assicurativi e antinfortunistici, nonche’ copia del piano di cui al
comma 16 17. Ai fini del pagamento delle prestazioni rese nell’ambito
dell’appalto o del subappalto, la stazione appaltante acquisisce
d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva in corso di
validità relativo all’affidatario e a tutti i subappaltatori.
10. Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, in caso
di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale
dipendente dell’esecutore o del subappaltatore o dei soggetti
titolari di subappalti e cottimi, nonche’ in caso di inadempienza
contributiva risultante dal documento unico di regolarità
contributiva, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 30,
commi 5 e 6.
11. Nel caso di formale contestazione delle richieste di cui al
comma precedente, il responsabile del procedimento inoltra le
richieste e delle contestazioni alla direzione provinciale del lavoro
per i necessari accertamenti.
12. L’affidatario deve provvedere a sostituire i subappaltatori
relativamente ai quali apposita verifica abbia dimostrato la
sussistenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo80.
13. La stazione appaltante corrisponde direttamente al
subappaltatore, al cottimista, al prestatore di servizi ed al
fornitore di beni o lavori, l’importo dovuto per le prestazioni dagli
stessi eseguite nei seguenti casi:
a) quando il subappaltatore o il cottimista e’ una microimpresa o
piccola impresa;
b) in caso inadempimento da parte dell’appaltatore;
c) su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto lo
consente;
14. L’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in
subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione,
con ribasso non superiore al venti per cento, nel rispetto degli
standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di
appalto. L’affidatario corrisponde i costi della sicurezza e della
manodopera, relativi alle prestazioni affidate in subappalto, alle
imprese subappaltatrici senza alcun ribasso; la stazione appaltante,
sentito il direttore dei lavori, il coordinatore della sicurezza in
fase di esecuzione, ovvero il direttore dell’esecuzione, provvede
alla verifica dell’effettiva applicazione della presente
disposizione. L’affidatario e’ solidalmente responsabile con il
subappaltatore degli adempimenti, da parte di questo ultimo, degli
obblighi di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
15. Per i lavori, nei cartelli esposti all’esterno del cantiere
devono essere indicati anche i nominativi di tutte le imprese
subappaltatrici.
16. Al fine di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso ed
irregolare, il documento unico di regolarità contributiva e’
comprensivo della verifica della congruità della incidenza della
mano d’opera relativa allo specifico contratto affidato. Tale
congruità, per i lavori edili e’ verificata dalla Cassa edile in
base all’accordo assunto a livello nazionale tra le parti sociali
firmatarie del contratto collettivo nazionale comparativamente più
rappresentative per l’ambito del settore edile ed il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali; per i lavori non edili e’
verificata in comparazione con lo specifico contratto collettivo
applicato.
17. I piani di sicurezza di cui al decreto legislativo del 9 aprile
2008, n.81 sono messi a disposizione delle autorità competenti
preposte alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri.
L’affidatario e’ tenuto a curare il coordinamento di tutti i
subappaltatori operanti nel cantiere, al fine di rendere gli
specifici piani redatti dai singoli subappaltatori compatibili tra
loro e coerenti con il piano presentato dall’affidatario.
Nell’ipotesi di raggruppamento temporaneo o di consorzio, detto
obbligo incombe al mandatario. Il direttore tecnico di cantiere e’
responsabile del rispetto del piano da parte di tutte le imprese
impegnate nell’esecuzione dei lavori.
18. L’affidatario che si avvale del subappalto o del cottimo deve
allegare alla copia autentica del contratto la dichiarazione circa la
sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di collegamento
a norma dell’articolo 2359 del codice civile con il titolare del
subappalto o del cottimo. Analoga dichiarazione deve essere
effettuata da ciascuno dei soggetti partecipanti nel caso di
raggruppamento temporaneo, società o consorzio. La stazione
appaltante provvede al rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 4
entro trenta giorni dalla relativa richiesta; tale termine può
essere prorogato una sola volta, ove ricorrano giustificati motivi.
Trascorso tale termine senza che si sia provveduto, l’autorizzazione
si intende concessa. Per i subappalti o cottimi di importo inferiore
al 2 per cento dell’importo delle prestazioni affidate o di importo
inferiore a 100.000 euro, i termini per il rilascio
dell’autorizzazione da parte della stazione appaltante sono ridotti
della metà.
19. L’esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto non può
formare oggetto di ulteriore subappalto.
20. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
ai raggruppamenti temporanei e alle società anche consortili, quando
le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire direttamente
le prestazioni scorporabili, nonche’ alle associazioni in
partecipazione quando l’associante non intende eseguire direttamente
le prestazioni assunte in appalto; si applicano altresì agli
affidamenti con procedura negoziata.
21. E’ fatta salva la facoltà per le regioni a statuto speciale e
per le province autonome di Trento e Bolzano, sulla base dei
rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione e nel
rispetto della normativa comunitaria vigente e dei principi
dell’ordinamento comunitario, di disciplinare ulteriori casi di
pagamento di retto dei subappaltatori.
22. Le stazioni appaltanti rilasciano i certificati necessari per
la partecipazione e la qualificazione di cui all’articolo 83, comma
1, e all’articolo 84, comma 4, lettera d), all’appaltatore,
scomputando dall’intero valore dell’appalto il valore e la categoria
di quanto eseguito attraverso il subappalto. I subappaltatori possono
richiedere alle stazioni appaltanti i certificati relativi alle
prestazioni oggetto di appalto realmente eseguite.

Art. 106

(Modifica di contratti durante il periodo di efficacia)

1. Le modifiche, nonche’ le varianti, dei contratti di appalto in
corso di validità devono essere autorizzate dal RUP con le modalità
previste dall’ordinamento della stazione appaltante cui il RUP
dipende. I contratti di appalto nei settori ordinari e nei settori
speciali possono essere modificati senza una nuova procedura di
affidamento nei casi seguenti:
a) se le modifiche, a prescindere dal loro valore monetario, sono
state previste nei documenti di gara iniziali in clausole chiare,
precise e inequivocabili, che possono comprendere clausole di
revisione dei prezzi. Tali clausole fissano la portata e la natura di
eventuali modifiche nonche’ le condizioni alle quali esse possono
essere impiegate, facendo riferimento alle variazione dei prezzi e
dei costi standard, ove definiti. Esse non apportano modifiche che
avrebbero l’effetto di alterare la natura generale del contratto o
dell’accordo quadro. Per i contratti relativi ai lavori, le
variazioni di prezzo in aumento o in diminuzione possono essere
valutate, sulla base dei prezzari di cui all’articolo 23, comma 7,
solo per l’eccedenza rispetto al dieci per cento rispetto al prezzo
originario e comunque in misura pari alla metà. Per i contratti
relativi a servizi o forniture stipulati dai soggetti aggregatori
restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 511, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208;
b) per lavori, servizi o forniture, supplementari da parte del
contraente originale che si sono resi necessari e non erano inclusi
nell’appalto iniziale, ove un cambiamento del contraente produca
entrambi i seguenti effetti, fatto salvo quanto previsto dal comma 7
per gli appalti nei settori ordinari:
1) risulti impraticabile per motivi economici o tecnici quali il
rispetto dei requisiti di intercambiabilità o interoperabilità tra
apparecchiature, servizi o impianti esistenti forniti nell’ambito
dell’appalto iniziale;
2) comporti per l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente
aggiudicatore notevoli disguidi o una consistente duplicazione dei
costi;
c) ove siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni, fatto salvo
quanto previsto per gli appalti nei settori ordinari dal comma 7:
1) la necessità di modifica e’ determinata da circostanze
impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice o per
l’ente aggiudicatore. In tali casi le modifiche all’oggetto del
contratto assumono la denominazione di varianti in corso d’opera. Tra
le predette circostanze può rientrare anche la sopravvenienza di
nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di
autorità od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti;
2) la modifica non altera la natura generale del contratto;
d) se un nuovo contraente sostituisce quello a cui la stazione
appaltante aveva inizialmente aggiudicato l’appalto a causa di una
delle seguenti circostanze:
1) una clausola di revisione inequivocabile in conformità alle
disposizioni di cui alla lettera a);
2) all’aggiudicatario iniziale succede, per causa di morte o per
contratto, anche a seguito di ristrutturazioni societarie, comprese
rilevazioni, fusioni, scissioni, acquisizione o insolvenza, un altro
operatore economico che soddisfi i criteri di selezione qualitativa
stabiliti inizialmente, purche’ ciò non implichi altre modifiche
sostanziali al contratto e non sia finalizzato ad eludere
l’applicazione del presente codice;
3) nel caso in cui l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente
aggiudicatore si assuma gli obblighi del contraente principale nei
confronti dei suoi subappaltatori;
e) se le modifiche non sono sostanziali ai sensi del comma 4. Le
stazioni appaltanti possono stabilire nei documenti di gara soglie di
importi per consentire le modifiche.
2. Ferma restando la responsabilità dei progettisti esterni, i
contratti possono parimenti essere modificati, oltre a quanto
previsto al comma 1, anche a causa di errori o di omissioni del
progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la
realizzazione dell’opera o la sua utilizzazione, senza necessità di
una nuova procedura a norma del presente codice, se il valore della
modifica e’ al di sotto di entrambi i seguenti valori :
a) le soglie fissate all’articolo 35;
b) il 10 per cento del valore iniziale del contratto per i
contratti di servizio e fornitura sia nei settori ordinari che
speciali ovvero il 15 per cento del valore iniziale del contratto per
i contratti di lavori sia nei settori ordinari che speciali. Tuttavia
la modifica non può alterare la natura complessiva del contratto o
dell’accordo quadro. In caso di più modifiche successive, il valore
e’ accertato sulla base del valore complessivo netto delle successive
modifiche.
3. Ai fini del calcolo del prezzo di cui ai commi 1, lettere b) e
c), 2 e 7, il prezzo aggiornato e’ il valore di riferimento quando il
contratto prevede una clausola di indicizzazione.
4. Una modifica di un contratto o di un accordo quadro durante il
periodo della sua efficacia e’ considerata sostanziale ai sensi del
comma 1, lettera e), quando altera considerevolmente gli elementi
essenziali del contratto originariamente pattuiti. In ogni caso,
fatti salvi i commi 1 e 2, una modifica e’ considerata sostanziale se
una o più delle seguenti condizioni sono soddisfatte:
a) la modifica introduce condizioni che, se fossero state contenute
nella procedura d’appalto iniziale, avrebbero consentito l’ammissione
di candidati diversi da quelli inizialmente selezionati o
l’accettazione di un’offerta diversa da quella inizialmente
accettata, oppure avrebbero attirato ulteriori partecipanti alla
procedura di aggiudicazione;
b) la modifica cambia l’equilibrio economico del contratto o
dell’accordo quadro a favore dell’aggiudicatario in modo non previsto
nel contratto iniziale;
c) la modifica estende notevolmente l’ambito di applicazione del
contratto;
d) se un nuovo contraente sostituisce quello cui l’amministrazione
aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore aveva inizialmente aggiudicato
l’appalto in casi diversi da quelli previsti al comma 1, lettera d).
5. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori che
hanno modificato un contratto nelle situazioni di cui al comma 1,
lettere b) e c), pubblicano un avviso al riguardo nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea. Tale avviso contiene le informazioni
di cui all’allegato XIV, parte I, lettera E, ed e’ pubblicato
conformemente all’articolo72 per i settori ordinari e all’articolo
130 per i settori speciali.
6. Una nuova procedura d’appalto in conformità al presente codice
e’ richiesta per modifiche delle disposizioni di un contratto
pubblico di un accordo quadro durante il periodo della sua efficacia
diverse da quelle previste ai commi 1 e 2.
7. Nei casi di cui al comma 1, lettera b), per i settori ordinari
il contratto può essere modificato se l’eventuale aumento di prezzo
non eccede il 50 per cento del valore del contratto iniziale. In caso
di più modifiche successive, tale limitazione si applica al valore
di ciascuna modifica. Tali modifiche successive non sono intese ad
aggirare il presente codice.
8. La stazione appaltante comunica all’ANAC le modificazioni al
contratto di cui al comma 1, lettera b) e al comma 2, entro trenta
giorni dal loro perfezionamento. In caso di mancata o tardiva
comunicazione l’Autorità irroga una sanzione amministrativa alla
stazione appaltante di importo compreso tra 50 e 200 euro per giorno
di ritardo. L’Autorità pubblica sulla sezione del sito
Amministrazione trasparente l’elenco delle modificazioni contrattuali
comunicate, indicando l’opera, l’amministrazione o l’ente
aggiudicatore, l’aggiudicatario, il progettista, il valore della
modifica.
9. I titolari di incarichi di progettazione sono responsabili per i
danni subiti dalle stazioni appaltanti in conseguenza di errori o di
omissioni della progettazione di cui al comma 2. Nel caso di appalti
aventi ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di
lavori, l’appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri conseguenti
alla necessità di introdurre varianti in corso d’opera a causa di
carenze del progetto esecutivo.
10. Ai fini del presente articolo si considerano errore o omissione
di progettazione l’inadeguata valutazione dello stato di fatto, la
mancata od erronea identificazione della normativa tecnica vincolante
per la progettazione, il mancato rispetto dei requisiti funzionali ed
economici prestabiliti e risultanti da prova scritta, la violazione
delle regole di diligenza nella predisposizione degli elaborati
progettuali.
11. La durata del contratto può essere modificata esclusivamente
per i contratti in corso di esecuzione se e’ prevista nel bando e nei
documenti di gara una opzione di proroga. La proroga e’ limitata al
tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure
necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente. In tal caso
il contraente e’ tenuto all’esecuzione delle prestazioni previste nel
contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni o più favorevoli
per la stazione appaltante.
12. La stazione appaltante, qualora in corso di esecuzione si renda
necessario una aumento o una diminuzione delle prestazioni fino a
concorrenza del quinto dell’importo del contratto, può imporre
all’appaltatore l’esecuzione alle stesse condizioni previste nel
contratto originario. In tal caso l’appaltatore non può far valere
il diritto alla risoluzione del contratto.
13. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 21 febbraio
1991, n. 52. Ai fini dell’opponibilità alle stazioni appaltanti, le
cessioni di crediti devono essere stipulate mediante atto pubblico o
scrittura privata autenticata e devono essere notificate alle
amministrazioni debitrici. Fatto salvo il rispetto degli obblighi di
tracciabilità, le cessioni di crediti da corrispettivo di appalto,
concessione, concorso di progettazione, sono efficaci e opponibili
alle stazioni appaltanti che sono amministrazioni pubbliche qualora
queste non le rifiutino con comunicazione da notificarsi al cedente e
al cessionario entro quarantacinque giorni dalla notifica della
cessione. Le amministrazioni pubbliche, nel contratto stipulato o in
atto separato contestuale, possono preventivamente accettare la
cessione da parte dell’esecutore di tutti o di parte dei crediti che
devono venire a maturazione. In ogni caso l’amministrazione cui e’
stata notificata la cessione può opporre al cessionario tutte le
eccezioni opponibili al cedente in base al contratto relativo a
lavori, servizi, forniture, progettazione, con questo stipulato.
14. Per gli appalti e le concessioni di importo inferiore alla
soglia comunitaria, le varianti in corso d’opera dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture sono comunicate dal
RUP all’Osservatorio di cui all’articolo 213, tramite le sezioni
regionali, entro trenta giorni dall’approvazione da parte della
stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti
di competenza. Per i contratti pubblici di importo pari o superiore
alla soglia comunitaria, le varianti in corso d’opera di importo
eccedente il dieci per cento dell’importo originario del contratto,
incluse le varianti in corso d’opera riferite alle infrastrutture
strategiche, sono trasmesse dal RUP all’ANAC, unitamente al progetto
esecutivo, all’atto di validazione e ad una apposita relazione del
responsabile unico del procedimento, entro trenta giorni
dall’approvazione da parte della stazione appaltante. Nel caso in cui
l’ANAC accerti l’illegittimità della variante in corso d’opera
approvata, essa esercita i poteri di cui all’articolo 213. In caso di
inadempimento agli obblighi di comunicazione e trasmissione delle
varianti in corso d’opera previsti, si applicano le sanzioni
amministrative pecuniarie di cui all’articolo 213, comma 12.

Art.107

(Sospensione)

1. In tutti i casi in cui ricorrano circostanze speciali che
impediscono in via temporanea che i lavori procedano utilmente a
regola d’arte, e che non siano prevedibili al momento della
stipulazione del contratto, il direttore dei lavori può disporre la
sospensione dell’esecuzione del contratto, compilando, se possibile
con l’intervento dell’esecutore o di un suo legale rappresentante, il
verbale di sospensione, con l’indicazione delle ragioni che hanno
determinato l’interruzione dei lavori, nonche’ dello stato di
avanzamento dei lavori, delle opere la cui esecuzione rimane
interrotta e delle cautele adottate affinche’ alla ripresa le stesse
possano essere continuate ed ultimate senza eccessivi oneri, della
consistenza della forza lavoro e dei mezzi d’opera esistenti in
cantiere al momento della sospensione. Il verbale e’ inoltrato al
responsabile del procedimento entro cinque giorni dalla data della
sua redazione.
2. La sospensione può, altresì, essere disposta dal RUP per
ragioni di necessità o di pubblico interesse, tra cui l’interruzione
di finanziamenti per esigenze di finanza pubblica. Qualora la
sospensione, o le sospensioni, durino per un periodo di tempo
superiore ad un quarto della durata complessiva prevista per
l’esecuzione dei lavori stessi, o comunque quando superino sei mesi
complessivi, l’esecutore può chiedere la risoluzione del contratto
senza indennità; se la stazione appaltante si oppone, l’esecutore ha
diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento
della sospensione oltre i termini suddetti. Nessun indennizzo e’
dovuto all’esecutore negli altri casi.
3. La sospensione e’ disposta per il tempo strettamente necessario.
Cessate le cause della sospensione, il RUP dispone la ripresa
dell’esecuzione e indica il nuovo termine contrattuale
4. Ove successivamente alla consegna dei lavori insorgano, per
cause imprevedibili o di forza maggiore, circostanze che impediscano
parzialmente il regolare svolgimento dei lavori, l’esecutore e’
tenuto a proseguire le parti di lavoro eseguibili, mentre si provvede
alla sospensione parziale dei lavori non eseguibili, dandone atto in
apposito verbale. Le contestazioni dell’esecutore in merito alle
sospensioni dei lavori sono iscritte a pena di decadenza nei verbali
di sospensione e di ripresa dei lavori, salvo che per le sospensioni
inizialmente legittime, per le quali e’ sufficiente l’iscrizione nel
verbale di ripresa dei lavori; qualora l’esecutore non intervenga
alla firma dei verbali o si rifiuti di sottoscriverli, deve farne
espressa riserva sul registro di contabilità. Quando la sospensione
supera il quarto del tempo contrattuale complessivo il responsabile
del procedimento dà avviso all’ANAC. In caso di mancata o tardiva
comunicazione l’ANAC irroga una sanzione amministrativa alla stazione
appaltante di importo compreso tra 50 e 200 euro per giorno di
ritardo.
5. L’esecutore che per cause a lui non imputabili non sia in grado
di ultimare i lavori nel termine fissato può richiederne la proroga,
con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine contrattuale.
In ogni caso la sua concessione non pregiudica i diritti spettanti
all’esecutore per l’eventuale imputabilità della maggiore durata a
fatto della stazione appaltante. Sull’istanza di proroga decide il
responsabile del procedimento, sentito il direttore dei lavori, entro
trenta giorni dal suo ricevimento. L’esecutore deve ultimare i lavori
nel termine stabilito dagli atti contrattuali, decorrente dalla data
del verbale di consegna ovvero, in caso di consegna parziale
dall’ultimo dei verbali di consegna. L’ultimazione dei lavori, appena
avvenuta, e’ comunicata dall’esecutore per iscritto al direttore dei
lavori, il quale procede subito alle necessarie constatazioni in
contraddittorio. L’esecutore non ha diritto allo scioglimento del
contratto ne’ ad alcuna indennità qualora i lavori, per qualsiasi
causa non imputabile alla stazione appaltante, non siano ultimati nel
termine contrattuale e qualunque sia il maggior tempo impiegato.
6. Nel caso di sospensioni totali o parziali dei lavori disposte
dalla stazione appaltante per cause diverse da quelle di cui ai commi
1, 2 e 4, l’esecutore può chiedere il risarcimento dei danni subiti,
quantificato sulla base di quanto previsto dall’articolo 1382 del
codice civile.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto
compatibili, ai contratti relativi a servizi e forniture.

Art.108

(Risoluzione)

1. Fatto salvo quanto previsto ai commi 1, 2 e 4, dell’articolo
107, le stazioni appaltanti possono risolvere un contratto pubblico
durante il periodo di sua efficacia, se una o più delle seguenti
condizioni sono soddisfatte:
a) il contratto ha subito una modifica sostanziale che avrebbe
richiesto una nuova procedura di appalto ai sensi dell’articolo 106;
b) con riferimento alle modificazioni di cui all’articolo 106,
comma 1, lettere b) e c) sono state superate le soglie di cui al
comma 7 del predetto articolo; con riferimento alle modificazioni di
cui all’articolo 106, comma 1, lettera e) del predetto articolo, sono
state superate eventuali soglie stabilite dalle amministrazioni
aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori; con riferimento alle
modificazioni di cui all’articolo 106, comma 2, sono state superate
le soglie di cui al medesimo comma 2, lettere a) e b);
c) l’aggiudicatario si e’ trovato, al momento dell’aggiudicazione
dell’appalto in una delle situazioni di cui all’articolo 80, comma 1,
per quanto riguarda i settori ordinari ovvero di cui all’articolo
170, comma 3, per quanto riguarda le concessioni e avrebbe dovuto
pertanto essere escluso dalla procedura di appalto o di
aggiudicazione della concessione, ovvero ancora per quanto riguarda i
settori speciali avrebbe dovuto essere escluso a norma dell’articolo
136, comma 1, secondo e terzo periodo;
d) l’appalto non avrebbe dovuto essere aggiudicato in
considerazione di una grave violazione degli obblighi derivanti dai
trattati, come riconosciuto dalla Corte di giustizia dell’Unione
europea in un procedimento ai sensi dell’articolo 258 TFUE, o di una
sentenza passata in giudicato per violazione del presente codice.
2. Le stazioni appaltanti devono risolvere un contratto pubblico
durante il periodo di efficacia dello stesso qualora:
a) nei confronti dell’appaltatore sia intervenuta la decadenza
dell’attestazione di qualificazione per aver prodotto falsa
documentazione o dichiarazioni mendaci;
b) nei confronti dell’appaltatore sia intervenuto un provvedimento
definitivo che dispone l’applicazione di una o più misure di
prevenzione di cui al codice delle leggi antimafia e delle relative
misure di prevenzione, ovvero sia intervenuta sentenza di condanna
passata in giudicato per i reati di cui all’articolo 80.
3. Quando il direttore dei lavori o il responsabile dell’esecuzione
del contratto, se nominato, accerta un grave inadempimento alle
obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore, tale da
comprometterne la buona riuscita delle prestazioni, invia al
responsabile del procedimento una relazione particolareggiata,
corredata dei documenti necessari, indicando la stima dei lavori
eseguiti regolarmente, il cui importo può essere riconosciuto
all’appaltatore. Egli formula, altresì, la contestazione degli
addebiti all’appaltatore, assegnando un termine non inferiore a
quindici giorni per la presentazione delle proprie controdeduzioni al
responsabile del procedimento. Acquisite e valutate negativamente le
predette controdeduzioni, ovvero scaduto il termine senza che
l’appaltatore abbia risposto, la stazione appaltante su proposta del
responsabile del procedimento dichiara risolto il contratto.
4. Qualora, al di fuori di quanto previsto al comma 3, l’esecuzione
delle prestazioni ritardi per negligenza dell’appaltatore rispetto
alle previsioni del contratto, il direttore dei lavori o il
responsabile unico dell’esecuzione del contratto, se nominato gli
assegna un termine, che, salvo i casi d’urgenza, non può essere
inferiore a dieci giorni, entro i quali l’appaltatore deve eseguire
le prestazioni. Scaduto il termine assegnato, e redatto processo
verbale in contraddittorio con l’appaltatore, qualora l’inadempimento
permanga, la stazione appaltante risolve il contratto, fermo restando
il pagamento delle penali.
5. Nel caso di risoluzione del contratto l’appaltatore ha diritto
soltanto al pagamento delle prestazioni relative ai lavori, servizi o
forniture regolarmente eseguiti, decurtato degli oneri aggiuntivi
derivanti dallo scioglimento del contratto.
6. Il responsabile unico del procedimento nel comunicare
all’appaltatore la determinazione di risoluzione del contratto,
dispone, con preavviso di venti giorni, che il direttore dei lavori
curi la redazione dello stato di consistenza dei lavori già
eseguiti, l’inventario di materiali, macchine e mezzi d’opera e la
relativa presa in consegna.
7. Qualora sia stato nominato, l’organo di collaudo procede a
redigere, acquisito lo stato di consistenza, un verbale di
accertamento tecnico e contabile con le modalità di cui al presente
codice. Con il verbale e’ accertata la corrispondenza tra quanto
eseguito fino alla risoluzione del contratto e ammesso in
contabilità e quanto previsto nel progetto approvato nonche’ nelle
eventuali perizie di variante; e’ altresì accertata la presenza di
eventuali opere, riportate nello stato di consistenza, ma non
previste nel progetto approvato nonche’ nelle eventuali perizie di
variante.
8. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, in sede di liquidazione finale
dei lavori, servizi o forniture riferita all’appalto risolto, l’onere
da porre a carico dell’appaltatore e’ determinato anche in relazione
alla maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra impresa i lavori
ove la stazione appaltante non si sia avvalsa della facoltà prevista
dall’articolo 110, comma 1.
9. Nei casi di risoluzione del contratto di appalto dichiarata
dalla stazione appaltante l’appaltatore deve provvedere al
ripiegamento dei cantieri già allestiti e allo sgombero delle aree
di lavoro e relative pertinenze nel termine a tale fine assegnato
dalla stessa stazione appaltante; in caso di mancato rispetto del
termine assegnato, la stazione appaltante provvede d’ufficio
addebitando all’appaltatore i relativi oneri e spese. La stazione
appaltante, in alternati va all’esecuzione di eventuali provvedimenti
giurisdizionali cautelari, possessori o d’urgenza comunque denominati
che inibiscano o ritardino il ripiegamento dei cantieri o lo sgombero
delle aree di lavoro e relative pertinenze, può depositare cauzione
in conto vincolato a favore dell’appaltatore o prestare fideiussione
bancaria o polizza assicurativa con le modalità di cui all’articolo
93, pari all’uno per cento del valore del contratto. Resta fermo il
diritto dell’appaltatore di agire per il risarcimento dei danni.

Art.109

(Recesso)

1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 88, comma 4-ter e
92, comma 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la
stazione appaltante può recedere dal contratto in qualunque tempo
previo il pagamento dei lavori eseguiti o delle prestazioni relative
ai servizi e alle forniture eseguiti nonche’ del valore dei materiali
utili esistenti in cantiere nel caso di lavoro o in magazzino nel
caso di servizi o forniture, oltre al decimo dell’importo delle
opere, dei servizi o delle forniture non eseguite
2. Il decimo dell’importo delle opere non eseguite e’ calcolato
sulla differenza tra l’importo dei quattro quinti del prezzo posto a
base di gara, depurato del ribasso d’asta e l’ammontare netto dei
lavori, servizi o forniture eseguiti.
3. L’esercizio del diritto di recesso e’ preceduto da una formale
comunicazione all’appaltatore da darsi con un preavviso non inferiore
a venti giorni, decorsi i quali la stazione appaltante prende in
consegna i lavori, servizi o forniture ed effettua il collaudo
definitivo e verifica la regolarità dei servizi e delle forniture.
4. I materiali, il cui valore e’ riconosciuto dalla stazione
appaltante a norma del comma 1, sono soltanto quelli già accettati
dal direttore dei lavori o del direttore dell’esecuzione del
contratto , se nominato, o del RUP in sua assenza, prima della
comunicazione del preavviso di cui al comma 3.
5. La stazione appaltante può trattenere le opere provvisionali e
gli impianti che non siano in tutto o in parte asportabili ove li
ritenga ancora utilizzabili. In tal caso essa corrisponde
all’appaltatore, per il valore delle opere e degli impianti non
ammortizzato nel corso dei lavori eseguiti, un compenso da
determinare nella minor somma fra il costo di costruzione e il valore
delle opere e degli impianti al momento dello scioglimento del
contratto.
6. L’appaltatore deve rimuovere dai magazzini e dai cantieri i
materiali non accettati dal direttore dei lavori e deve mettere i
magazzini e i cantieri a disposizione della stazione appaltante nel
termine stabilito; in caso contrario lo sgombero e’ effettuato
d’ufficio e a sue spese.

Art. 110

(Procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore o di
risoluzione del contratto e misure straordinarie di gestione).

1. Le stazioni appaltanti, in caso di fallimento, di liquidazione
coatta e concordato preventivo, ovvero procedura di insolvenza
concorsuale o di liquidazione dell’appaltatore, o di risoluzione del
contratto ai sensi dell’articolo 108 ovvero di recesso dal contratto
ai sensi dell’articolo 88, comma 4-ter, del decreto legislativo 6
settembre 2011,n. 159, ovvero in caso di dichiarazione giudiziale di
inefficacia del contratto, interpellano progressivamente i soggetti
che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti
dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto
per l’affidamento del completamento dei lavori.
2. L’affidamento avviene alle medesime condizioni già proposte
dall’originario aggiudicatario in sede in offerta.
3. Il curatore del fallimento, autorizzato all’esercizio
provvisorio, ovvero l’impresa ammessa al concordato con continuità
aziendale, su autorizzazione del giudice delegato, sentita l’ANAC,
possono:
a) partecipare a procedure di affidamento di concessioni e appalti
di lavori, forniture e servizi ovvero essere affidatario di
subappalto;
b) eseguire i contratti già stipulati dall’impresa fallita o
ammessa al concordato con continuità aziendale.
4. L’impresa ammessa al concordato con continuità aziendale non
necessita di avvalimento di requisiti di altro soggetto. L’impresa
ammessa al concordato con cessione di beni o che ha presentato
domanda di concordato a norma dell’articolo 161, sesto comma, del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, può eseguire i contratti già
stipulati, su autorizzazione del giudice delegato, sentita l’ANAC.
5. L’ANAC, sentito il giudice delegato, può subordinare la
partecipazione, l’affidamento di subappalti e la stipulazione dei
relativi contratti alla necessità che il curatore o l’impresa in
concordato si avvalgano di un altro operatore in possesso dei
requisiti di carattere generale, di capacità finanziaria, tecnica,
economica, nonche’ di certificazione, richiesti per l’affidamento
dell’appalto, che si impegni nei confronti dell’impresa concorrente e
della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del
contratto, le risorse necessarie all’esecuzione dell’appalto e a
subentrare all’impresa ausiliata nel caso in cui questa nel corso
della gara, ovvero dopo la stipulazione del contratto, non sia per
qualsiasi ragione più in grado di dare regolare esecuzione
all’appalto o alla concessione, nei seguenti casi:
a) se l’impresa non e’ in regola con i pagamenti delle retribuzioni
dei dipendenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e
assistenziali;
b) se l’impresa non e’ in possesso dei requisiti aggiuntivi che
l’ANAC individua con apposite linee guida.
6. Restano ferme le disposizioni previste dall’articolo 32 del
decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in materia di misure
straordinarie di gestione di imprese nell’ambito della prevenzione
della corruzione.

Art.111

(Controllo tecnico, contabile e amministrativo)

1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, da
adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
codice, su proposta dell’ANAC, previo parere delle competenti
commissioni parlamentari, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici, sono approvate le linee guida che individuano le modalità
e, se del caso, la tipologia di atti, attraverso i quali il direttore
dei lavori effettua l’attività di cui all’articolo 101, comma 3, in
maniera da garantirne trasparenza, semplificazione, efficientamento
informatico, con particolare riferimento alle metodologie e
strumentazioni elettroniche anche per i controlli di contabilità.
2. Il direttore dell’esecuzione del contratto di servizi o di
forniture e’, di norma, il responsabile unico del procedimento e
provvede al coordinamento, alla direzione e al controllo
tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto stipulato dalla
stazione appaltante assicurando la regolare esecuzione da parte
dell’esecutore, in conformità ai documenti contrattuali. Con il
medesimo decreto, di cui al comma 1, sono altresì approvate linee
guida che individuano compiutamente le modalità di effettuazione
dell’attività di controllo di cui al periodo precedente, secondo
criteri di trasparenza e semplificazione. Fino alla data di entrata
in vigore del decreto di cui al comma 1, si applica l’articolo 216,
comma 17.

Art. 112

(Appalti e concessioni riservati)

1.Fatte salve le disposizioni vigenti in materia di cooperative
sociali e di imprese sociali, le stazioni appaltanti possono
riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e a
quelle di concessione o possono riservarne l’esecuzione adoperatori
economici e a cooperative sociali e loro consorzi il cui scopo
principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone
con disabilità o svantaggiate o possono riservarne l’esecuzione nel
contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30 per
cento dei lavoratori dei suddetti operatori economici sia composto da
lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati.
2. Ai sensi del presente articolo si considerano soggetti con
disabilità quelli di cui all’articolo 1 della legge 12 marzo 1999,
n. 68, le persone svantaggiate, quelle previste dall’articolo 4 della
legge 8 novembre 1991, n. 381, gli ex degenti di ospedali
psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento
psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età
lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone
detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli
internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro
all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n.
354 e successive modificazioni.
3. Il bando di gara o l’avviso di preinformazione danno
espressamente atto che si tratta di appalto o concessione riservata.

Art. 113

(Incentivi per funzioni tecniche)

1. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori
ovvero al direttore dell’esecuzione, alla vigilanza, ai collaudi
tecnici e amministrativi ovvero alle verifiche di conformità, al
collaudo statico, agli studi e alle ricerche connessi, alla
progettazione dei piani di sicurezza e di coordinamento e al
coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione quando previsti
ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, alle
prestazioni professionali e specialistiche necessari per la redazione
di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio fanno carico agli
stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli
stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni
appaltanti.
2. A valere sugli stanziamenti di cui al comma 1 le amministrazioni
pubbliche destinano a un apposito fondo risorse finanziarie in misura
non superiore al 2 per cento modulate sull’importo dei lavori posti a
base di gara per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti pubblici
esclusivamente per le attività di programmazione della spesa per
investimenti, per la verifica preventiva dei progetti di
predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di
esecuzione dei contratti pubblici, di responsabile unico del
procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione
dell’esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di
verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per
consentire l’esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a
base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.
3. L’ottanta per cento delle risorse finanziarie del fondo
costituito ai sensi del comma 2e’ ripartito, per ciascuna opera o
lavoro, servizio, fornitura con le modalità e i criteri previsti in
sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, sulla
base di apposito regolamento adottato dalle amministrazioni secondo i
rispettivi ordinamenti, tra il responsabile unico del procedimento e
i soggetti che svolgono le funzioni tecniche indicate al comma 1
nonche’ tra i loro collaboratori. Gli importi sono comprensivi anche
degli oneri previdenziali e assistenziali a carico
dell’amministrazione. L’amministrazione aggiudicatrice o l’ente
aggiudicatore stabilisce i criteri e le modalità per la riduzione
delle risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro a
fronte di eventuali incrementi dei tempi o dei costi non conformi
alle norme del presente decreto. La corresponsione dell’incentivo e’
disposta dal dirigente o dal responsabile di servizio preposto alla
struttura competente, previo accertamento delle specifiche attività
svolte dai predetti dipendenti. Gli incentivi complessivamente
corrisposti nel corso dell’anno al singolo dipendente, anche da
diverse amministrazioni, non possono superare l’importo del 50 per
cento del trattamento economico complessivo annuo lordo. Le quote
parti dell’incentivo corrispondenti a prestazioni non svolte dai
medesimi dipendenti, in quanto affidate a personale esterno
all’organico dell’amministrazione medesima, ovvero prive del predetto
accertamento, incrementano la quota del fondo di cui al comma 2. Il
presente comma non si applica al personale con qualifica dirigenziale
4. Il restante 20 per cento delle risorse finanziarie del fondo di
cui al comma 2 ad esclusione di risorse derivanti da finanziamenti
europei o da altri finanziamenti a destinazione vincolata e’
destinato all’acquisto da parte dell’ente di beni, strumentazioni e
tecnologie funzionali a progetti di innovazione anche per il
progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici di
modellazione elettronica informativa per l’edilizia e le
infrastrutture, di implementazione delle banche dati per il controllo
e il miglioramento della capacità di spesa e di efficientamento
informatico, con particolare riferimento alle metodologie e
strumentazioni elettroniche per i controlli. Una parte delle risorse
può essere utilizzato per l’attivazione presso le amministrazioni
aggiudicatrici di tirocini formativi e di orientamento di cui
all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 o per lo
svolgimento di dottorati di ricerca di alta qualificazione nel
settore dei contratti pubblici previa sottoscrizione di apposite
convenzioni con le Università e gli istituti scolastici superiori.
5. Per i compiti svolti dal personale di una centrale unica di
committenza nell’espletamento di procedure di acquisizione di lavori,
servizi e forniture per conto di altri enti, può essere
riconosciuta, su richiesta della centrale unica di committenza, una
quota parte, non superiore ad un quarto, dell’incentivo previsto dal
comma 2.

TITOLO VI
REGIMI PARTICOLARI DI APPALTO
CAPO I
APPALTI NEI SETTORI SPECIALI
SEZIONE I
DISPOSIZIONI APPLICABILI E AMBITO
Art.114

(Norme applicabili e ambito soggettivo)

1. Ai contratti pubblici di cui al presente Capo si applicano le
norme che seguono e, in quanto compatibili, le disposizioni di cui
agli articoli da 1 a 58, ad esclusione delle disposizioni relative
alle concessioni. L’articolo 49 si applica con riferimento
agliallegati3, 4 e 5 e alle note generali dell’Appendice 1
dell’Unione europea della AAP e agli altri accordi internazionali a
cui l’Unione europea e’ vincolata.
2. Le disposizioni di cui al presente Capo si applicano, altresì,
agli enti aggiudicatori che sono amministrazioni aggiudicatrici o
imprese pubbliche che svolgono una delle attività previste dagli
articoli da 115 a 121; si applicano altresì ai tutti i soggetti che
pur non essendo amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche,
annoverano tra le loro attività una o più attività tra quelle
previste dagli articoli da 115 a 121 ed operano in virtù di diritti
speciali o esclusivi.
3. Ai fini del presente articolo, per diritti speciali o esclusivi
si intendono i diritti concessi dallo Stato o dagli enti locali
mediante disposizione legislativa, regolamentare o amministrativa
avente l’effetto di riservare a uno o più enti l’esercizio delle
attività previste dagli articoli da 115 a 121 e di incidere
sostanzialmente sulla capacità di altri enti di esercitare tale
attività.
4. Non costituiscono diritti speciali o esclusivi, ai sensi del
comma 3, i diritti concessi in virtù di una procedura ad evidenza
pubblica basata su criteri oggettivi. A tali fini, oltre alle
procedura di cui al presente codice, costituiscono procedure idonee
ad escludere la sussistenza di diritti speciali o esclusivi tutte le
procedure di cui all’allegato II della direttiva 2014/25/UE del
Parlamento e del Consiglio in grado di garantire un’adeguata
trasparenza.
5. Qualora la Commissione europea ne faccia richiesta, gli enti
aggiudicatori notificano le seguenti informazioni relative alle
deroghe di cui all’articolo 6 in materia di joint venture:
a) i nomi delle imprese o delle joint venture interessate;
b) la natura e il valore degli appalti considerati;
c) gli ulteriori elementi che la Commissione europea ritenga
necessari per provare che le relazioni tra l’ente aggiudicatore e
l’impresa o la jointventure, cui gli appalti sono aggiudicati,
rispondono alle condizioni previste dal regime di deroga.
6. Per i servizi di ricerca e sviluppo trova applicazione quanto
previsto dall’articolo 159;
7. Ai fini degli articoli 115, 116 e 117 il termine «alimentazione»
comprende la generazione, produzione nonche’ la vendita all’ingrosso
e al dettaglio. Tuttavia, la produzione di gas sotto forma di
estrazione rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 121.
8. All’esecuzione dei contratti di appalto nei settori speciali si
applicano le norme di cui agli articoli 100, 105, 106 e 108.

Art. 115

(Gas ed energia termica )

1.Per quanto riguarda il gas e l’energia termica, il presente capo
si applica alle seguenti attività:
a)la messa a disposizione o la gestione di reti fisse destinate
alla fornitura di un servizio al pubblico in connessione con la
produzione, il trasporto o la distribuzione di gas o di energia
termica;
b)l’alimentazione di tali reti con gas o energia termica.
2.L’alimentazione con gas o energia termica di reti fisse che
forniscono un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore
che non e’ un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata
un’attività di cui al comma 1, se ricorrono tutte le seguenti
condizioni:
a)la produzione di gas o di energia termica da parte di tale ente
aggiudicatore e’ l’inevitabile risultato dell’esercizio di
un’attività non prevista dal comma 1 del presente articolo o dagli
articoli da 116 a 118;
b)l’alimentazione della rete pubblica mira solo a sfruttare
economicamente tale produzione e corrisponde al massimo al 20 per
cento del fatturato dell’ente aggiudicatore, considerando la media
dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.

Art. 116

(Elettricità)

1.Per quanto riguarda l’elettricità, il presente capo si applica
alle seguenti attività:
a)la messa a disposizione o la gestione di reti fisse destinate
alla fornitura di un servizio al pubblico in connessione con la
produzione, il trasporto o la distribuzione di elettricità;
b)l’alimentazione di tali reti con l’elettricità.
2.L’alimentazione con elettricità di reti fisse che forniscono un
servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non e’ un
un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attività di
cui al comma 1, se ricorrono le seguenti condizioni:
a)la produzione di elettricità da parte di tale ente aggiudicatore
avviene perche’ il suo consumo e’ necessario all’esercizio di
un’attività non prevista dal comma 1 del presente articolo o dagli
articoli 115, 117 e 118;
b) l’alimentazione della rete pubblica dipende solo dal consumo
proprio di tale ente aggiudicatore e non supera il 30 per cento della
produzione totale di energia di tale ente, considerando la media
dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.

Art. 117

(Acqua)

1.Ferme restando le esclusioni specifiche relative alle concessioni
previste all’articolo 12, per quanto riguarda l’acqua, il presente
capo si applica alle seguenti attività:
a)la messa a disposizione o la gestione di reti fisse destinate
alla fornitura di un servizio al pubblico in connessione con la
produzione, il trasporto o la distribuzione di acqua potabile;
b)l’alimentazione di tali reti con acqua potabile.
2.Il presente capo si applica anche agli appalti o ai concorsi di
progettazione attribuiti od organizzati dagli enti aggiudicatori che
esercitano un’attività di cui al comma 1 e che riguardino una delle
seguenti attività:
a)progetti di ingegneria idraulica, irrigazione o drenaggio, in cui
il volume d’acqua destinato all’alimentazione con acqua potabile
rappresenti più del 20 per cento del volume totale d’acqua reso
disponibile da tali progetti o impianti di irrigazione o di
drenaggio;
b)smaltimento o trattamento delle acque reflue.
3.L’alimentazione con acqua potabile di reti fisse che forniscono
un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non e’
un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attività di
cui al comma 1 se ricorrono tutte le seguenti condizioni:
a)la produzione di acqua potabile da parte di tale ente
aggiudicatore avviene perche’ il suo consumo e’ necessario
all’esercizio di un’attività non prevista dagli articoli da 115 a
118;
b)l’alimentazione della rete pubblica dipende solo dal consumo
proprio di tale ente aggiudicatore e non supera il 30 per cento della
produzione totale di acqua potabile di tale ente, considerando la
media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.

Art. 118

(Servizi di trasporto)
1. Ferme restando le esclusioni di cui all’articolo 17, comma 1,
lettera i), le disposizioni del presente capo si applicano alle
attività relative alla messa a disposizione o alla gestione di reti
destinate a fornire un servizio al pubblico nel campo del trasporto
ferroviario, tranviario, filoviario, ovvero mediante autobus, sistemi
automatici o cavo.
2. Nei servizi di trasporto, si considera che una rete esiste se il
servizio viene fornito secondo le prescrizioni operative stabilite
dalle competenti autorità pubbliche, quali quelle relative alle
tratte da servire, alla capacità di trasporto disponibile o alla
frequenza del servizio.

Art. 119

(Porti e aeroporti)

1. Le norme del presente capo si applicano alle attività relative
allo sfruttamento di un’area geografica per la messa a disposizione
di aeroporti, porti marittimi o interni e di altri terminali di
trasporto ai vettori aerei, marittimi e fluviali.

Art. 120

(Servizi postali)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle attività
relative alla prestazione di:
a) servizi postali;
b) altri servizi diversi da quelli postali, a condizione che tali
servizi siano prestati da un ente che fornisce anche servizi postali
ai sensi del comma 2, lettera b), del presente articolo e che le
condizioni di cui all’articolo 8 non siano soddisfatte per quanto
riguarda i servizi previsti dal comma 2, lettera b), del presente
articolo.
2. Ai fini del presente codice e fatto salvo quanto previsto dal
decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, si intende per:
a) «invio postale»: un invio indirizzato nella forma definitiva al
momento in cui viene preso in consegna, indipendentemente dal suo
peso. Oltre agli invii di corrispondenza, si tratta di libri,
cataloghi, giornali, periodici e pacchi postali contenenti merci con
o senza valore commerciale, indipendentemente dal loro peso;
b) «servizi postali»: servizi consistenti in raccolta, smistamento,
trasporto e distribuzione di invii postali. Includono sia i servizi
che rientrano nell’ambito di applicazione del servizio universale
istituito ai sensi della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, sia quelli che ne sono esclusi;
c) «altri servizi diversi dai servizi postali»: servizi forniti nei
seguenti ambiti:
1) servizi di gestione di servizi postali, ossia servizi precedenti
l’invio e servizi successivi all’invio, compresi i servizi di
smistamento della posta;
2) servizi di spedizione diversi da quelli di cui alla lettera a)
quali la spedizione di invii pubblicitari, privi di indirizzo.

Art. 121

(Estrazione di gas e prospezione o estrazione di carbone o di altri
combustibili solidi)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle attività
relative allo sfruttamento di un’area geografica, ai seguenti fini:
a) estrazione di gas o di petrolio;
b) prospezione o estrazione di carbone o di altri combustibili
solidi.
2. Rimangono escluse le attività relative allo sfruttamento di
un’area geografica, ai fini di prospezione di petrolio e gas
naturale, nonche’ di produzione di petrolio, in quanto attività
direttamente esposte alla concorrenza su mercati liberamente
accessibili

SEZIONE II
PROCEDURE DI SCELTA DEL CONTRAENTE

Art. 122

(Norme applicabili)

1. Con riferimento alle procedure di scelta del contraente, gli
enti aggiudicatori nei settori speciali applicano, per quanto
compatibili con le norme di cui alla presente Sezione, i seguenti
articoli della Parte II, Titolo III, Capi II e III: 60, salvo che la
disposizione sull’avviso di preinformazione si intende riferita
all’avviso periodico indicativo; 61, commi 1 e 2, con la precisazione
che il termine di 30 giorni ivi previsto può essere ridotto fino a
quindici giorni, nonche’ commi 3 e 5; 64 con la precisazione che il
termine di trenta giorni per la ricezione delle domande di
partecipazione di cui al comma 3, può essere ridotto fino a quindici
giorni, qualora sia stato pubblicato un avviso periodico indicativo e
sia stato trasmesso un invito a confermare interesse; 65; 66; 67; 68;
69, 73 e 74. Si applicano altresì le disposizioni di cui agli
articoli da 123 a 132.

Art. 123

(Scelta delle procedure)

1. Nell’aggiudicazione di appalti di forniture, di lavori o di
servizi, gli enti aggiudicatori utilizzano procedure di affidamento
aperte, ristrette o negoziate precedute da indizione di gara in
conformità alle disposizioni di cui alla presente sezione. Gli enti
aggiudicatori possono altresì ricorrere a dialoghi competitivi e
partenariati per l’innovazione in conformità alle disposizioni di
cui alla presente sezione.
2. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 122, le procedure di
affidamento di cui al presente Titolo, sono precedute dalla
pubblicazione di un avviso di indizione di gara con le modalità e
nel rispetto dei termini stabiliti dal presente codice.
3. La gara può essere indetta con una delle seguenti modalità:
a) un avviso periodico indicativo a norma dell’articolo 127 se il
contratto e’ aggiudicato mediante procedura ristretta o negoziata;
b) un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione a norma
dell’articolo 134 se il contratto e’ aggiudicato mediante procedura
ristretta o negoziata o tramite un dialogo competitivo o un
partenariato per l’innovazione;
c) mediante un bando di gara a norma dell’articolo 129.
4. Nel caso di cui al comma 3, lettera a), gli operatori economici
che hanno manifestato interesse in seguito alla pubblicazione
dell’avviso periodico indicativo sono successivamente invitati a
confermare il proprio interesse per iscritto, conformemente
all’articolo 131.
5. Gli enti aggiudicatori possono ricorrere a una procedura
negoziata senza previa indizione di gara, di cui all’articolo 63,
esclusivamente nei casi e nelle circostanze espressamente previsti
all’articolo 125.

Art.124

( Procedura negoziata con previa indizione di gara)

1. Nelle procedure negoziate con previa indizione di gara,
qualsiasi operatore economico può presentare una domanda di
partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara, fornendo
le informazioni richieste dall’ente aggiudicatore per la selezione
qualitativa.
2. Il termine minimo per la ricezione delle domande di
partecipazione e’ fissato, in linea di massima, in non meno di trenta
giorni dalla data di trasmissione del bando di gara o, se come mezzo
di indizione di gara e’ usato un avviso periodico indicativo, dalla
data dell’invito a confermare interesse e non e’ in alcun caso
inferiore a quindici giorni.
3. Soltanto gli operatori economici invitati dall’ente
aggiudicatore in seguito alla valutazione delle informazioni fornite
possono partecipare alle negoziazioni. Gli enti aggiudicatori possono
limitare il numero di candidati idonei da invitare a partecipare alla
procedura secondo quanto previsto dall’articolo 91.
4. Il termine per la ricezione delle offerte può essere fissato
d’accordo tra l’ente aggiudicatore e i candidati selezionati, purche’
questi ultimi dispongano di un termine identico per redigere e
presentare le loro offerte. In assenza di un accordo sul termine per
la ricezione delle offerte, il termine non può essere inferiore a
dieci giorni dalla data di invio dell’invito a presentare offerte.

Art. 125

(Uso della procedura negoziata senza previa indizione di gara)

1. Gli enti aggiudicatori possono ricorrere a una procedura
negoziata senza previa indizione di gara nei seguenti casi:
a) quando, in risposta a una procedura con previa indizione di
gara, non sia pervenuta alcuna offerta o alcuna offerta appropriata,
ne’ alcuna domanda di partecipazione o alcuna domanda di
partecipazione appropriata, purche’ le condizioni iniziali
dell’appalto non siano sostanzialmente modificate. Un’offerta non e’
ritenuta appropriata se non presenta alcuna pertinenza con l’appalto
ed e’ quindi manifestamente inadeguata, salvo modifiche sostanziali,
a rispondere alle esigenze dell’ente aggiudicatore e ai requisiti
specificati nei documenti di gara. Una domanda di partecipazione non
e’ ritenuta appropriata se l’operatore economico interessato deve o
può essere escluso o non soddisfa i criteri di selezione stabiliti
dall’ente aggiudicatore a norma degli articoli 80, 135, 136;
b) quando un appalto e’ destinato solo a scopi di ricerca, di
sperimentazione, di studio o di sviluppo e non per rendere redditizie
o recuperare spese di ricerca e di sviluppo, purche’ l’aggiudicazione
dell’appalto non pregiudichi l’indizione di gare per appalti
successivi che perseguano, segnatamente, questi scopi;
c) quando i lavori, servizi e forniture possono essere forniti
unicamente da un determinato operatore economico per una delle
seguenti ragioni:
i.
ii. 1) lo scopo dell’appalto consiste nella creazione o
nell’acquisizione di un’opera d’arte odi una rappresentazione
artistica unica;
iii.
iv. 2) la concorrenza e’ assente per motivi tecnici. L’eccezione di
cui al presente punto si applica solo quando non esistono sostituti o
alternative ragionevoli e l’assenza di concorrenza non e’ il
risultato di una limitazione artificiale dei parametri dell’appalto;
v.
vi. 3) tutela di diritti esclusivi, inclusi i diritti di proprietà
intellettuale. L’eccezione di cui al presente punto si applica solo
quando non esistono sostituti o alternative ragionevoli e l’assenza
di concorrenza non e’ il risultato di una limitazione artificiale dei
parametri dell’appalto.
d) nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di
estrema urgenza derivanti da eventi imprevisti e imprevedibili
dall’ente aggiudicatore, ivi compresi comunque i casi di bonifica e
messa in sicurezza di siti contaminati ai sensi della Parte quarta,
Titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e di pericolo
concreto e attuale di danni irreparabili a beni culturali, i termini
stabiliti per le procedure aperte, per le procedure ristrette o per
le procedure negoziate precedute da indizione di gara non possono
essere rispettati. Le circostanze invocate per giustificare l’estrema
urgenza non devono essere in alcun caso imputabili all’ente
aggiudicatore;
e) nel caso di appalti di forniture per consegne complementari
effettuate dal fornitore originario e destinate al rinnovo parziale
di forniture o di impianti o all’ampliamento di forniture o impianti
esistenti, qualora il cambiamento di fornitore obbligasse l’ente
aggiudicatore ad acquistare forniture con caratteristiche tecniche
differenti, il cui impiego o la cui manutenzione comporterebbero
incompatibilità o difficoltà tecniche sproporzionate;
f) per nuovi lavori o servizi consistenti nella ripetizione di
lavori o servizi analoghi assegnati all’imprenditore al quale gli
stessi enti aggiudicatori hanno assegnato un appalto precedente, a
condizione che tali lavori o servizi siano conformi a un progetto a
base di gara e che tale progetto sia stato oggetto di un primo
appalto aggiudicato secondo una procedura di cui all’articolo 123. Il
progetto di base indica l’entità di eventuali lavori o servizi
complementari e le condizioni alle quali essi verranno aggiudicati.
La possibilità di ricorrere a tale procedura e’ indicata già al
momento dell’indizione della gara per il primo progetto e gli enti
aggiudicatori, quando applicano l’articolo 35 tengono conto del costo
complessivo stimato per i lavori o i servizi successivi;
g) per forniture quotate e acquistate sul mercato delle materie
prime;
h) per gli acquisti d’opportunità, quando e’ possibile, in
presenza di un’occasione particolarmente vantaggiosa ma di breve
durata, acquistare forniture il cui prezzo e’ sensibilmente inferiore
ai prezzi normalmente praticati sul mercato:
1) per l’acquisto di forniture o servizi a condizioni
particolarmente vantaggiose presso un fornitore che cessi
definitivamente l’attività commerciale o presso il liquidatore in
caso di procedura di insolvenza, di un accordo con i creditori o di
procedure analoghe;
2) quando l’appalto di servizi consegue a un concorso di
progettazione organizzato secondo le disposizioni del presente codice
ed e’ destinato, in base alle norme previste nel concorso di
progettazione, a essere aggiudicato al vincitore o a uno dei
vincitori di tale concorso; in tal caso, tutti i vincitori del
concorso di progettazione sono invitati a partecipare alle
negoziazioni.

Art. 126

(Comunicazione delle specifiche tecniche)

1. Su richiesta degli operatori economici interessati alla
concessione di un appalto, gli enti aggiudicatori mettono a
disposizione le specifiche tecniche regolarmente previste nei loro
appalti di forniture, di lavori o di servizi, o le specifiche
tecniche alle quali intendono riferirsi per gli appalti oggetto di
avvisi periodici indicativi. Tali specifiche sono rese disponibili
per via elettronica in maniera gratuita, illimitata e diretta.
2. Le specifiche tecniche sono trasmesse per via diversa da quella
elettronica qualora non sia possibile offrire accesso gratuito,
illimitato e diretto per via elettronica a determinati documenti di
gara per uno dei motivi di cui all’articolo 52, commi 1, 2 e 3 , o
qualora gli enti aggiudicatori abbiano imposto requisiti per tutelare
la riservatezza delle informazioni che trasmettono ai sensi
dell’articolo 53, comma 7.
3.Quando le specifiche tecniche sono basate su documenti ai quali
gli operatori economici interessati hanno accesso gratuito,
illimitato e diretto, per via elettronica, si considera sufficiente
l’indicazione del riferimento a tali documenti.
4. Per il tramite della Cabina di regia sono messe a disposizione
degli altri Stati membri, su richiesta, le informazioni relative alle
prove e ai documenti presentati conformemente agli articoli 68, comma
8, 69 e 82, commi 1 e 2.

Art. 127

(Pubblicità e avviso periodico indicativo)

1. Alla pubblicità degli atti delle procedure di scelta del
contraente dei settori speciali si applicano le disposizioni di cui
agli articoli 73 e 74 e quelle degli articoli di cui alla presente
sezione.
2. Gli enti aggiudicatori possono rendere nota l’intenzione di
programmare appalti pubblicando un avviso periodico indicativo
possibilmente entro il 31 dicembre di ogni anno Tali avvisi, che
contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, parte II, sezione
A sono pubblicati dall’ente aggiudicatore sul proprio profilo di
committente. Per gli appalti di importo pari o superiore alla soglia
di cui all’articolo 35, gli avvisi sono pubblicati anche dall’Ufficio
delle pubblicazioni dell’Unione europea. A tal fine gli enti
aggiudicatori inviano all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione
europea una comunicazione che annuncia la pubblicazione dell’avviso
periodico indicativo sul loro profilo di committente, come indicato
nell’allegato V, punto 2, lettere b), e punto 3. Tali avvisi
contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, parte II, sezione
C.
3. Quando una gara e’ indetta per mezzo di un avviso periodico
indicativo per procedure ristrette e procedure negoziate precedute da
indizione di gara, l’avviso soddisfa tutte le seguenti condizioni:
a) si riferisce specificatamente alle forniture, ai lavori o ai
servizi che saranno oggetto dell’appalto da aggiudicare;
b) indica che l’appalto sarà aggiudicato mediante una procedura
ristretta o negoziata senza ulteriore pubblicazione di un avviso di
indizione di gara e invita gli operatori economici interessati a
manifestare il proprio interesse;
c) contiene, oltre alle informazioni di cui all’allegato XIV, parte
II, sezione A, le informazioni di cui all’allegato XIV, parte II,
sezione B;
d) e’ stato inviato alla pubblicazione tra trentacinque giorni e
dodici mesi prima della data di invio dell’invito a confermare
interesse.
4. Gli avvisi di cui al comma 2 possono essere pubblicati sul
profilo di committente quale pubblicazione supplementare a livello
nazionale. Il periodo coperto dall’avviso può durare al massimo
dodici mesi dalla data di trasmissione dell’avviso per la
pubblicazione. Tuttavia, nel caso di appalti pubblici per servizi
sociali e altri servizi specifici di cui all’allegato IX, l’avviso di
cui all’articolo 142, comma 1, lettera b)può coprire un periodo di
due anni.

Art.128

(Avvisi sull’esistenza di un sistema di qualificazione)

1. Gli enti aggiudicatori possono istituire e gestire un proprio
sistema di qualificazione degli operatori economici . Tale sistema va
reso pubblico con un avviso di cui all’allegato XIV, parte II,
lettera H, indicando le finalità del sistema di qualificazione e le
modalità per conoscere le norme relative al suo funzionamento.
2.Se viene indetta una gara con un avviso sull’esistenza di un
sistema di qualificazione, gli offerenti, in una procedura ristretta,
o i partecipanti, in una procedura negoziata, sono selezionati tra i
candidati qualificati con tale sistema.
3. Gli enti aggiudicatori indicano nell’avviso sull’esistenza del
sistema il periodo di validità del sistema di qualificazione. Per
gli appalti di importo pari o superiore alle soglie di cui
all’articolo 35, essi informano l’Ufficio delle pubblicazioni
dell’Unione europea di qualsiasi cambiamento di tale periodo di
efficacia utilizzando i seguenti modelli di formulari:
a) se il periodo di efficacia viene modificato senza porre fine al
sistema, il modello utilizzato inizialmente per gli avvisi
sull’esistenza dei sistemi di qualificazione;
b) se viene posto termine al sistema, un avviso di aggiudicazione
di cui all’articolo 129.

Art.129

(Bandi di gara e avvisi relativi agli appalti aggiudicati)

1. I bandi di gara possono essere utilizzati come mezzo di
indizione di gara per tutte le procedure. Essi contengono le
informazioni di cui alla parte pertinente dell’allegato XIV, parte II
e sono pubblicati conformemente all’articolo 130.
2. Entro trenta giorni dalla conclusione di un contratto o di un
accordo quadro che faccia seguito alla relativa decisione di
aggiudicazione o di conclusione, gli enti aggiudicatori inviano un
avviso di aggiudicazione che riporta i risultati della procedura di
appalto. Tale avviso contiene le informazioni di cui all’allegato
XIV, parte II, lettera G ed e’ pubblicato conformemente all’articolo
130. Si applicano altresì le disposizioni di cui all’articolo 98,
commi 2, 3, 4 e 5.
3. Nel caso di contratti per servizi di ricerca e sviluppo
(«servizi R&S»), le informazioni riguardanti la natura e la quantità
dei servizi possono limitarsi:
a) all’indicazione «servizi R&S» se il contratto e’ stato aggiudicato mediante procedura negoziata senza indizione di gara conformemente all’articolo 125;
b) a informazioni che siano almeno tanto dettagliate quanto
specificato nell’avviso utilizzato come mezzo di indizione della
gara.
4. Le informazioni fornite ai sensi dell’allegato XIV, parte II,
lettera G e non destinate alla pubblicazione sono pubblicate solo in
forma semplificata e per motivi statistici.

Art. 130

(Redazione e modalità di pubblicazione dei bandi e degli avvisi)

1. I bandi e gli avvisi di cui agli articoli da 127 a 129
contenenti le informazioni indicate nell’allegato XIV, parte II,
lettere A, B, D, G e H e nel formato di modelli di formulari,
compresi modelli di formulari per le rettifiche sono redatti
conformemente a quelli redatti dalla Commissione e trasmessi
all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea per via
elettronica e pubblicati conformemente all’allegato V.
2. Gli avvisi e i bandi redatti e trasmessi con le modalità di cui
al comma 1 sono pubblicati entro cinque giorni dalla loro
trasmissione, salve le disposizioni sulla loro pubblicazione da parte
dell’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea.
3. I bandi e gli avvisi sono pubblicati per esteso in una delle
lingue ufficiali della Comunità scelta dalle stazioni appaltanti; il
testo pubblicato in tale lingua originale e’ l’unico facente fede. Le
stazioni appaltanti italiane scelgono la lingua italiana, fatte salve
le norme vigenti nella Provincia autonoma di Bolzano in materia di
bilinguismo. Una sintesi degli elementi importanti di ciascun bando,
indicati dalle stazioni appaltanti nel rispetto dei principi di
trasparenza e non discriminazione, e’ pubblicata nelle altre lingue
ufficiali.
4. L’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea garantisce che
il testo integrale e la sintesi degli avvisi periodici indicativi di
cui all’articolo 127, degli avvisi di indizione di gara che
istituiscono un sistema dinamico di acquisizione di cui all’articolo
55, nonche’ degli avvisi sull’esistenza di un sistema di
qualificazione usati come mezzo di indizione di gara di cui
all’articolo 125, continuino a essere pubblicati:
a) nel caso di avvisi periodici indicativi: per dodici mesi o fino
al ricevimento di un avviso di aggiudicazione di cui all’articolo
129, che indichi che nei dodici mesi coperti dall’avviso di indizione
di gara non sarà aggiudicato nessun altro appalto. Tuttavia, nel
caso di appalti per servizi sociali e altri servizi specifici di cui
all’allegato IX, l’avviso periodico indicativo di cui all’articolo
127, continua a essere pubblicato fino alla scadenza del periodo di
validità indicato inizialmente o fino alla ricezione di un avviso di
aggiudicazione come previsto all’articolo 129, indicante che non
saranno aggiudicati ulteriori appalti nel periodo coperto
dall’indizione di gara;
b) nel caso di avvisi di indizione di gara che istituiscono un
sistema dinamico di acquisizione: per il periodo di validità del
sistema dinamico di acquisizione;
c) nel caso di avvisi sull’esistenza di un sistema di
qualificazione: per il periodo di validità.
5. La conferma della ricezione dell’avviso e della pubblicazione
dell’informazione trasmessa, con menzione della data della
pubblicazione rilasciata agli enti aggiudicatori dall’Ufficio delle
pubblicazioni dell’Unione europea vale come prova della
pubblicazione.
6. Gli enti aggiudicatori possono pubblicare avvisi relativi ad
appalti pubblici che non sono soggetti all’obbligo di pubblicazione
previsto dal presente decreto, a condizione che essi siano trasmessi
all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea per via
elettronica secondo il formato e le modalità di trasmissione
precisate nell’allegato V.
7. Per la pubblicazione a livello nazionale si applica l’articolo
73.

Art.131

(Inviti ai candidati)

1. Nelle procedure ristrette, nei dialoghi competitivi, nei
partenariati per l’innovazione, nelle procedure negoziate con previa
indizione di gara, e nella procedura negoziata senza previa indizione
di gara gli enti aggiudicatori invitano simultaneamente e per
iscritto i candidati selezionati a presentare le rispettive offerte,
a partecipare al dialogo o a negoziare. Con le stesse modalità gli
enti aggiudicatori invitano, nel caso di indizione di gara tramite un
avviso periodico indicativo, gli operatori economici che già hanno
espresso interesse a confermare nuovamente interesse.
2. Nelle procedure ristrette, nel dialogo competitivo, nei
partenariati per l’innovazione e nelle procedure competitive con
negoziazione, gli inviti menzionano l’indirizzo elettronico al quale
sono stati resi direttamente disponibili per via elettronica i
documenti di gara e comprendono le informazioni indicate
nell’allegato XV, parte II. Se tali documenti non sono stati oggetto
di accesso gratuito, illimitato e diretto, di cui all’articolo 74 e
non sono stati resi disponibili con altri mezzi, gli inviti sono
corredati dei documenti di gara, in formato digitale ovvero, quando
ciò non sia possibile, in formato cartaceo .
3. Nelle procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando
di gara, gli operatori economici selezionati vengono invitati a mezzo
di posta elettronica certificata o strumento analogo negli altri
Stati membri ovvero, quando ciò non sia possibile, con lettera. Gli
inviti contengono gli elementi essenziali della prestazione
richiesta.

Art.132

(Informazioni a coloro che hanno chiesto una qualificazione, ai
candidati e agli offerenti)

1. Per quanto riguarda le informazioni a coloro che hanno chiesto
una qualificazione, ai candidati e agli offerenti, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 76 e ai seguenti commi
2. Gli enti aggiudicatori che istituiscono o gestiscono un sistema
di qualificazione informano i richiedenti della loro decisione sulla
qualificazione entro sei mesi dalla presentazione della domanda. Se
la decisione sulla qualificazione richiede più di quattro mesi,
entro due mesi dalla presentazione della domanda, l’ente
aggiudicatore comunica al richiedente le ragioni della proroga del
termine e indica la data entro cui interverrà la decisione.
3. I richiedenti la cui qualificazione e’ respinta sono informati
della decisione e delle relative motivazioni entro quindici giorni
dalla data della decisione di diniego. Le motivazioni si fondano sui
criteri di qualificazione di cui all’articolo 134 e 136.
4. Gli enti aggiudicatori che istituiscono e gestiscono un sistema
di qualificazione possono porre fine alla qualificazione di un
operatore economico solo per ragioni fondate sui criteri di
qualificazione di cui all’articolo 134 e 136. L’intenzione di porre
fine alla qualificazione e’ preventivamente notificata per iscritto
all’operatore economico, almeno quindici giorni prima della data
prevista per porre fine alla qualificazione, con indicazione della
ragione o delle ragioni che giustificano l’azione proposta.

SEZIONE III
SELEZIONE DEI PARTECIPANTI E DELLE OFFERTE E RELAZIONI UNICHE

Art. 133

(Principi generali per la selezione dei partecipanti)

1.Per la selezione dei partecipanti e delle offerte nelle procedure
di scelta del contraente nei settori speciali si applicano, per
quanto compatibili con le norme di cui alla presente sezione, le
disposizioni di cui ai seguenti articoli: 74, 77, 78,79, 80, 81, 82,
83; 84,85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 95, 96 e 97.
2. Ai fini della selezione dei partecipanti alle procedure di
aggiudicazione, si applicano tutte le seguenti regole:
a) gli enti aggiudicatori che hanno stabilito norme e criteri di
esclusione degli offerenti o dei candidati ai sensi dell’articolo 135
o dell’articolo 136, escludono gli operatori economici individuati in
base a dette norme e che soddisfano tali criteri;
b) essi selezionano gli offerenti e i candidati secondo le norme e
i criteri oggettivi stabiliti in base agli articoli 135 e 136 ;
c) nelle procedure ristrette, nelle procedure negoziate con
indizione di gara, nei dialoghi competitivi e nei partenariati per
l’innovazione, essi riducono, se del caso e applicando le
disposizioni dell’articolo 135il numero dei candidati selezionati in
conformità delle lettere a) e b).
3. Quando viene indetta una gara con un avviso sull’esistenza di un
sistema di qualificazione e al fine di selezionare i partecipanti
alle procedure di aggiudicazione degli appalti specifici oggetto
della gara, gli enti aggiudicatori:
a) qualificano gli operatori economici conformemente all’articolo
134;
b) applicano a tali operatori economici qualificati le disposizioni
del comma 1 che sono pertinenti in caso di procedure ristrette o
negoziate, di dialoghi competitivi oppure di partenariati per
l’innovazione.
4. Quando selezionano i partecipanti a una procedura ristretta o
negoziata, a un dialogo competitivo o per un partenariato per
l’innovazione, quando decidono sulla qualificazione o quando
aggiornano i criteri e le norme, gli enti aggiudicatori:
a) non impongono condizioni amministrative, tecniche o finanziarie
a taluni operatori economici senza imporle ad altri;
b) non esigono prove o giustificativi già presenti nella
documentazione valida già disponibile.
5. Al fine di acquisire informazioni e documentazioni dagli
operatori economici candidati, gli enti aggiudicatori utilizzano la
banca dati di cui all’articolo 81, ovvero accettano
autocertificazioni e richiedono le integrazioni con le modalità di
cui all’articolo 85, comma5.
6. Gli enti aggiudicatori verificano la conformità delle offerte
presentate dagli offerenti così selezionati alle norme e ai
requisiti applicabili alle stesse e aggiudicano l’appalto secondo i
criteri di cui agli articoli 95 e 97.
7. Gli enti aggiudicatori possono decidere di non aggiudicare un
appalto all’offerente che presenta l’offerta migliore, se hanno
accertato che l’offerta non soddisfa gli obblighi applicabili di cui
all’articolo 30.
8. Nelle procedure aperte, gli enti aggiudicatori possono decidere
che le offerte saranno esaminate prima della verifica dell’idoneità
degli offerenti. Se si avvalgono di tale possibilità, le
amministrazioni aggiudicatrici garantiscono che la verifica
dell’assenza di motivi di esclusione e del rispetto dei criteri di
selezione sia effettuata in maniera imparziale e trasparente, in modo
che nessun appalto sia aggiudicato a un offerente che avrebbe dovuto
essere escluso a norma dell’articolo 80 o che non soddisfa i criteri
di selezione stabiliti dall’amministrazione aggiudicatrice.

Art.134

(Sistemi di qualificazione)

1. Gli enti aggiudicatori possono istituire e gestire un sistema di
qualificazione degli operatori economici. In tal caso gli enti
provvedono affinche’ gli operatori economici possano chiedere in
qualsiasi momento di essere qualificati.
2. Il sistema di cui al comma 1 può comprendere vari stadi di
qualificazione. Gli enti aggiudicatori stabiliscono norme e criteri
oggettivi per l’esclusione e la selezione degli operatori economici
che richiedono di essere qualificati, nonche’ norme e criteri
oggettivi per il funzionamento del sistema di qualificazione,
disciplinando le modalità di iscrizione al sistema, l’eventuale
aggiornamento periodico delle qualifiche e la durata del sistema.
Quando tali criteri e norme comportano specifiche tecniche, si
applicano gli articoli68, 69 e 82. Tali criteri e norme possono
all’occorrenza essere aggiornati.
3. I criteri e le norme di cui al comma 2 sono resi disponibili, a
richiesta, e comunicati agli operatori economici interessati. Un ente
aggiudicatore può utilizzare il sistema di qualificazione istituito
da un altro ente aggiudicatore o di altro organismo terzo, dandone
idonea comunicazione agli operatori economici interessati.
4. Gli enti aggiudicatori istituiscono e aggiornano un elenco degli
operatori economici, che può essere diviso in categorie in base al
tipo di appalti per i quali la qualificazione e’ valida.
5. I criteri e le norme di cui al comma 3 includono i criteri di
esclusione di cui all’articolo 136.
6. In caso di istituzione e gestione di un sistema di
qualificazione di cui al comma 1, gli enti aggiudicatori osservano:
a) l’articolo 128, quanto all’avviso sull’esistenza di un sistema
di qualificazione;
b) l’articolo 132, quanto alle informazioni a coloro che hanno
chiesto una qualificazione.
7. L’ente aggiudicatore che istituisce e gestisce il sistema di
qualificazione stabilisce i documenti, i certificati e le
dichiarazioni sostitutive che devono corredare la domanda di
iscrizione, e non può chiedere certificati o documenti che
riproducono documenti validi già nella disponibilità dell’ente
aggiudicatore. I documenti, i certificati e le dichiarazioni
sostitutive, se redatti in una lingua diversa dall’italiano, sono
accompagnati da una traduzione in lingua italiana certificata
conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari
italiane del Paese in cui sono stati redatti, oppure da un traduttore
ufficiale.
8. Quando viene indetta una gara con un avviso sull’esistenza di un
sistema di qualificazione, i contratti specifici per i lavori, le
forniture o i servizi contemplati dal sistema di qualificazione sono
aggiudicati con procedure ristrette o procedure negoziate, nelle
quali tutti gli offerenti ed i partecipanti sono scelti tra i
candidati già qualificati con tale sistema.
9. Tutte le spese fatturate in relazione alle domande di
qualificazione o all’aggiornamento o alla conservazione di una
qualificazione già ottenuta in base al sistema sono proporzionali ai
costi generati.

Art. 135

(Criteri di selezione qualitativa e avvalimento)

1. Gli enti aggiudicatori possono stabilire norme e criteri
oggettivi per l’esclusione e la selezione degli offerenti o dei
candidati. Tali norme e criteri sono accessibili agli operatori
economici interessati.
2. Qualora gli enti aggiudicatori si trovino nella necessità di
garantire un equilibrio adeguato tra le caratteristiche specifiche
della procedura di appalto e i mezzi necessari alla sua
realizzazione, possono, nelle procedure ristrette o negoziate, nei
dialoghi competitivi oppure nei partenariati per l’innovazione,
definire norme e criteri oggettivi che rispecchino tale necessità e
consentano all’ente aggiudicatore di ridurre il numero di candidati
che saranno invitati a presentare un’offerta. Il numero dei candidati
prescelti tiene conto tuttavia dell’esigenza di garantire un’adeguata
concorrenza.
3 Quando il concorrente intende avvalersi dei requisiti di
capacità economico finanziaria o tecnico professionale di altri
soggetti, si applica l’articolo 89.

Art. 136

( Applicabilità dei motivi di esclusione e dei criteri di selezione
dei settori ordinari ai sistemi di qualificazione)

1. Le norme e i criteri oggettivi per l’esclusione e la selezione
degli operatori economici che richiedono di essere qualificati in un
sistema di qualificazione e le norme e i criteri oggettivi per
l’esclusione e la selezione dei candidati e degli offerenti nelle
procedure aperte, ristrette o negoziate, nei dialoghi competitivi
oppure nei partenariati per l’innovazione possono includere i motivi
di esclusione di cui all’articolo 80 alle condizioni stabilite in
detto articolo. Se l’ente aggiudicatore e’ un’amministrazione
aggiudicatrice, tali criteri e norme comprendono i criteri di
esclusione di cui all’articolo 80 alle condizioni stabilite in detto
articolo.
2. I criteri e le norme di cui al comma 1 possono comprendere i
criteri di selezione di cui all’articolo 83 alle condizioni stabilite
in detto articolo, in particolare per quanto riguarda il massimale
relativo ai requisiti sul fatturato annuale, come previsto dal comma
5 di detto articolo.
3. Per le finalità dei commi 1 e 2, si applicano gli articoli 85,
86 e 88.

Art. 137

(Offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi)

1. Fatti salvi gli obblighi assunti nei confronti dei Paesi terzi,
il presente articolo si applica a offerte contenenti prodotti
originari di Paesi terzi con cui l’Unione Europea non ha concluso, in
un contesto multilaterale o bilaterale, un accordo che garantisca un
accesso comparabile ed effettivo delle imprese dell’Unione ai mercati
di tali paesi terzi.
2. Qualsiasi offerta presentata per l’aggiudicazione di un appalto
di forniture può essere respinta se la parte dei prodotti originari
di Paesi terzi, ai sensi del regolamento (UE) n. 952/2013 del
Parlamento europeo e del Consiglio, supera il 50 per cento del valore
totale dei prodotti che compongono l’offerta. Ai fini del presente
articolo, i software impiegati negli impianti delle reti di
telecomunicazione sono considerati prodotti.
3. Salvo il disposto del presente comma, terzo periodo, se due o
più offerte si equivalgono in base ai criteri di aggiudicazione di
cui all’articolo 95 , viene preferita l’offerta che non può essere
respinta a norma del comma 2 del presente articolo. Il valore delle
offerte e’ considerato equivalente, ai fini del presente articolo, se
la differenza di prezzo non supera il 3 per cento. Tuttavia,
un’offerta non e’ preferita ad un’altra in virtù del presente comma,
se l’ente aggiudicatore, accettandola, e’ tenuto ad acquistare
materiale con caratteristiche tecniche diverse da quelle del
materiale già esistente, con conseguente incompatibilità o
difficoltà tecniche di uso o di manutenzione o costi sproporzionati.
4. Ai fini del presente articolo, per determinare la parte dei
prodotti originari dei Paesi terzi di cui al comma 2, sono esclusi i
Paesi terzi ai quali, con decisione del Consiglio dell’Unione europea
ai sensi del comma 1, e’ stato esteso il beneficio del presente
codice.

Art. 138

(Relazioni con Paesi terzi in materia di lavori, servizi e forniture)

1. La Cabina di regia di cui all’articolo 212 informa, su
segnalazione da parte del Ministero dello sviluppo economico o del
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, la
Commissione europea di ogni difficoltà d’ordine generale, di fatto o
di diritto, incontrata dalle imprese italiane nell’ottenere
l’aggiudicazione di appalti di servizi in Paesi terzi e da esse
riferita con particolare riferimento all’inosservanza delle
disposizioni internazionali di diritto del lavoro elencate
nell’allegato X .
2. Sono fatti salvi gli impegni assunti nei confronti dei Paesi
terzi derivanti da accordi internazionali in materia di appalti
pubblici, in particolare nel quadro dell’OMC.

Art. 139

(Relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti)

1. Gli enti aggiudicatori conservano le informazioni appropriate
relative a ogni appalto o accordo quadro disciplinato dal presente
codice e ogniqualvolta sia istituito un sistema dinamico di
acquisizione. Tali informazioni sono sufficienti a consentire loro,
in una fase successiva, di giustificare le decisioni riguardanti:
a) la qualificazione e la selezione degli operatori economici e
l’aggiudicazione degli appalti;
b) l’utilizzazione di procedure negoziate non precedute da una gara
a norma dell’articolo 125;
c) la mancata applicazione delle disposizioni sulle tecniche e
strumenti per gli appalti e strumenti elettronici e aggregati e delle
disposizioni sullo svolgimento delle procedure di scelta del
contraente del presente codice in virtù delle deroghe ivi previste;
d) se del caso, le ragioni per le quali per la trasmissione in via
elettronica sono stati usati mezzi di comunicazione diversi dai mezzi
elettronici.
2. Nella misura in cui l’avviso di aggiudicazione dell’appalto
stilato a norma dell’articolo 129 o dell’articolo 140, comma 3,
contiene le informazioni richieste al presente comma, gli enti
aggiudicatori possono fare riferimento a tale avviso.
3. Gli enti aggiudicatori documentano lo svolgimento di tutte le
procedure di aggiudicazione, indipendentemente dal fatto che esse
siano condotte con mezzi elettronici o meno. A tale scopo,
garantiscono la conservazione di una documentazione sufficiente a
giustificare decisioni adottate in tutte le fasi della procedura di
appalto, quali la documentazione relativa alle comunicazioni con gli
operatori economici e le deliberazioni interne, la preparazione dei
documenti di gara, il dialogo o la negoziazione se previsti, la
selezione e l’aggiudicazione dell’appalto. La documentazione e’
conservata per almeno cinque anni a partire dalla data di
aggiudicazione dell’appalto, ovvero, in caso di pendenza di una
controversia, fino al passaggio in giudicato della relativa sentenza.
4. Le informazioni o la documentazione o i principali elementi sono
comunicati alla Cabina di regia di cui all’articolo 212, per
l’eventuale successiva comunicazione alla Commissione o alle
autorità, agli organismi o alle strutture competenti .

SEZIONE IV
SERVIZI SOCIALI, CONCORSI DI PROGETTAZIONE E NORME SU ESECUZIONE

Art. 140

(Norme applicabili ai servizi sociali dei settori speciali)

1. Gli appalti di servizi sociali e di altri servizi specifici di
cui all’allegato IX sono aggiudicati in applicazione degli articoli
142, 143, 144, salvo quanto disposto nel presente articolo. Per
quanto riguarda la disciplina della pubblicazione degli avvisi e dei
bandi, gli enti aggiudicatori che intendono procedere
all’aggiudicazione di un appalto per i servizi di cui al presente
comma rendono nota tale intenzione con una delle seguenti modalità:
a) mediante un avviso di gara;
b) mediante un avviso periodico indicativo, che viene pubblicato in
maniera continuativa. L’avviso periodico indicativo si riferisce
specificamente ai tipi di servizi che saranno oggetto degli appalti
da aggiudicare. Esso indica che gli appalti saranno aggiudicati senza
successiva pubblicazione e invita gli operatori economici interessati
a manifestare il proprio interesse per iscritto;
c) mediante un avviso sull’esistenza di un sistema di
qualificazione che viene pubblicato in maniera continuativa.
2. Il comma 1 non si applica allorche’ una procedura negoziata
senza previo avviso di gara sia stata utilizzata, conformemente
all’articolo 63, per l’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi.
3. Gli enti aggiudicatori che hanno aggiudicato un appalto per i
servizi di cui al presente articolo ne rendono noto il risultato
mediante un avviso di aggiudicazione. Essi possono tuttavia
raggruppare detti avvisi su base trimestrale. In tal caso essi
inviano gli avvisi raggruppati al più tardi trenta giorni dopo la
fine di ogni trimestre
4. I bandi e gli avvisi di gara di cui al presente articolo
contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, parte III,
conformemente ai modelli di formulari stabiliti dalla Commissione
mediante atti di esecuzione. Gli avvisi di cui al presente articolo
sono pubblicati conformemente all’articolo 130.

Art. 141

(Norme applicabili ai concorsi di progettazione nei settori speciali)

1. Ai concorsi di progettazione nei settori speciali si applicano
le disposizioni di cui agli articoli152, commi 1, 2, 5, secondo,
terzo e quarto periodo, 153, comma 1, 154, commi 1, e 2, 155 e 156.
2. Gli enti aggiudicatori che hanno indetto un concorso di
progettazione inviano un avviso sui risultati del concorso.
3. Il bando di concorso contiene le informazioni indicate
nell’allegato XIX e l’avviso sui risultati di un concorso contiene le
informazioni indicate nell’allegato XX nel formato stabilito per i
modelli di formulari. Tali modelli di formulari sono stabiliti dalla
Commissione mediante atti di esecuzione.
4. L’avviso sui risultati di un concorso di progettazione e’
trasmesso all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea entro
trenta giorni dalla chiusura del medesimo. Si applica l’articolo 153,
comma 2, secondo periodo.
5. L’articolo 130, commi da 2 a 6 si applica anche agli avvisi
relativi ai concorsi di progettazione

CAPO II
APPALTI NEI SERVIZI SOCIALI

Art. 142

(Pubblicazione degli avvisi e dei bandi)

1. Le stazioni appaltanti che intendono procedere
all’aggiudicazione di un appalto pubblico per i servizi di cui al
presente Capo rendono nota tale intenzione con una delle seguenti
modalità:
a) mediante un bando di gara, che comprende le informazioni di cui
all’allegato XIV, parte I, lettera F, conformemente ai modelli di
formulari di cui all’articolo 72;
b) mediante un avviso di preinformazione, che viene pubblicato in
maniera continua e contiene le informazioni di cui all’allegato XIV,
parte I. L’avviso di preinformazione si riferisce specificamente ai
tipi di servizi che saranno oggetto degli appalti da aggiudicare.
Esso indica che gli appalti saranno aggiudicati senza successiva
pubblicazione e invita gli operatori economici interessati a
manifestare il proprio interesse per iscritto.
2. Il comma 1 non si applica, allorche’ sia utilizzata per
l’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi una procedura
negoziata senza previa pubblicazione in presenza dei presupposti
previsti dall’articolo 63.
3. Le stazioni appaltanti che hanno aggiudicato un appalto pubblico
per i servizi di cui all’articolo 119 rendono noto il risultato della
procedura d’appalto mediante un avviso di aggiudicazione, che
contiene le informazioni di cui all’allegato XIV, parte I, lettera H,
conformemente ai modelli di formulari di cui all’articolo 72. Esse
possono tuttavia raggruppare detti avvisi su base trimestrale. In tal
caso, esse inviano gli avvisi raggruppati al più tardi trenta giorni
dopo la fine di ogni trimestre.
4. Per gli appalti pari o superiori alle soglie di cui all’articolo
35, i modelli di formulari di cui ai commi 1 e 3 del presente
articolo sono stabiliti dalla Commissione europea mediante atti di
esecuzione.
5. Gli avvisi di cui al presente articolo sono pubblicati
conformemente all’articolo 72.

Art. 143

(Appalti riservati per determinati servizi)

1. Le stazioni appaltanti possono riservare alle organizzazioni di
cui al comma 2 il diritto di partecipare alle procedure per
l’aggiudicazione di appalti pubblici esclusivamente per i servizi
sanitari, sociali e culturali di cui all’allegato XIV, identificati
con i codici CPV 75121000-0, 75122000-7, 75123000-4, 79622000-0,
79624000-4, 79625000-1, 80110000-8, 80300000-7, 80420000-4,
80430000-7, 80511000-9, 80520000-5, 80590000-6, da 85000000-9 a
85323000-9, 92500000-6, 92600000-7, 98133000-4, 98133110-8.
2. Gli affidamenti di cui al comma 1 devono soddisfare tutte le
seguenti condizioni:
a) a) l’organizzazione ha come obiettivo statutario il
perseguimento di una missione di servizio pubblico legata alla
prestazione dei servizi di cui al comma 1;
b) i profitti dell’organizzazione sono reinvestiti al fine di
conseguire l’obiettivo dell’organizzazione. Se i profitti sono
distribuiti o redistribuiti, ciò dovrebbe basarsi su considerazioni
partecipative;
c) le strutture di gestione o proprietà dell’organizzazione che
esegue l’appalto sono basate su principi di azionariato dei
dipendenti o partecipativi, ovvero richiedono la partecipazione
attiva di dipendenti, utenti o soggetti interessati;
d) l’amministrazione aggiudicatrice interessata non ha aggiudicato
all’organizzazione un appalto per i servizi in questione a norma del
presente articolo negli ultimi tre anni.
3.La durata massima del contratto non supera i tre anni.
4. Il bando e’ predisposto nel rispetto di quanto previsto dal
presente articolo.

Art. 144

(Servizi di ristorazione)

1. I servizi di ristorazione indicati nell’allegato IX sono
aggiudicati secondo quanto disposto dall’articolo 95, comma 3. La
valutazione dell’offerta tecnica tiene conto, in particolare, degli
aspetti relativi a fattori quali la qualità dei generi alimentari
con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici e
tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonche’ di quelli
provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori
dell’agricoltura sociale, il rispetto delle diposizioni ambientali in
materia di green economy, dei criteri ambientali minimi pertinenti di
cui all’articolo 34 del presente codice e della qualità della
formazione degli operatori. Sono fatte salve le disposizioni di cui
all’articolo 4, comma 5-quater del decreto legge 12 settembre 2013,
n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013,
n. 128 nonche’ di cui all’articolo 6, comma 1, della legge 18 agosto
2015, n.141.
2. Con decreti del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con
il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, sono
definite e aggiornate le linee di indirizzo nazionale per la
ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica. Fino
all’adozione di dette linee di indirizzo, si applica l’articolo 216,
comma 18.
3. L’attività di emissione di buoni pasto, consistente
nell’attività finalizzata a rendere per il tramite di esercizi
convenzionati il servizio sostitutivo di mensa aziendale, e’ svolta
esclusivamente da società di capitali con capitale sociale versato
non inferiore a settecentocinquantamila euro che hanno come oggetto
sociale l’esercizio dell’attività finalizzata a rendere il servizio
sostitutivo di mensa, a mezzo di buoni pasto e di altri titoli di
legittimazione rappresentativi di servizi. Il bilancio delle società
di cui al presente comma deve essere corredato dalla relazione
redatta da una società di revisione iscritta nel registro istituito
presso il Ministero della giustizia ai sensi dell’articolo 2409-bis
del codice civile.
4. Gli operatori economici attivi nel settore dell’emissione di
buoni pasto aventi sede in altri Paesi dell’Unione europea possono
esercitare l’attività di cui al comma 3 se a ciò autorizzati in
base alle norme del Paese di appartenenza. Le società di cui al
comma 3 possono svolgere l’attività di emissione dei buoni pasto
previa segnalazione certificata di inizio attività dei
rappresentanti legali comprovante il possesso dei requisiti richiesti
di cui al comma 3 e trasmessa ai sensi dell’articolo 19 della legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al Ministero dello
sviluppo economico.
5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l’ANAC,
sono individuati gli esercizi presso i quali può essere erogato il
servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto, le
caratteristiche dei buoni pasto e il contenuto degli accordi
stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari
degli esercizi convenzionabili.
6. L’affidamento dei servizi sostitutivi di mensa avviene
esclusivamente con il criterio dell’offerta economicamente più
vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto
qualità/prezzo. Il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione
dell’offerta pertinenti, tra i quali:
a) il ribasso sul valore nominale del buono pasto;
b) la rete degli esercizi da convenzionare;
c) lo sconto incondizionato verso gli esercenti;
d) i termini di pagamento agli esercizi convenzionati;
e) il progetto tecnico.
7. Ai fini del possesso della rete di esercizi attraverso cui si
espleta il servizio sostitutivo di mensa eventualmente richiesto come
criterio di partecipazione o di aggiudicazione e’ sufficiente
l’assunzione, da parte del concorrente, dell’impegno all’attivazione
della rete stessa entro un congruo termine dal momento
dell’aggiudicazione fissato in sede di bando. La mancata attivazione
della rete richiesta entro il termine indicato comporta la decadenza
dell’aggiudicazione.
8. Le stazioni appaltanti che acquistano i buoni pasto, le società
di emissione e gli esercizi convenzionati consentono, ciascuno
nell’esercizio della rispettiva attività contrattuale e delle
obbligazioni di propria pertinenza, la utilizzabilità del buono
pasto per l’intero valore facciale.

CAPO III
APPALTI NEL SETTORE DEI BENI CULTURALI
Art.145

(Disciplina comune applicabile ai contratti nel settore dei beni
culturali )

1. Le disposizioni del presente capo dettano la disciplina relativa
a contratti pubblici concernenti i beni culturali tutelati ai sensi
del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante Codice dei
beni culturali e del paesaggio.
2. Le disposizioni del presente capo si applicano, altresì,
all’esecuzione di scavi archeologici, anche subacquei.
3. Per quanto non diversamente disposto nel presente capo, trovano
applicazione le pertinenti disposizioni del presente codice.

Art. 146

(Qualificazione)

1. In conformità a quanto disposto dagli articoli 9-bis e 29 del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i lavori di cui al
presente capo e’ richiesto il possesso di requisiti di qualificazione
specifici e adeguati ad assicurare la tutela del bene oggetto di
intervento.
2. I lavori di cui al presente capo sono utilizzati, per la
qualificazione, unicamente dall’operatore che li ha effettivamente
eseguiti. Il loro utilizzo, quale requisito tecnico, non e’
condizionato da criteri di validità temporale.
3. Per i contratti di cui al presente capo, considerata la
specificità del settore ai sensi dell’articolo 36 del trattato sul
funzionamento dell’Unione europea, non trova applicazione l’istituto
dell’avvalimento, di cui all’articolo 89 del presente codice.
4. Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e
del turismo, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente codice, sono stabiliti i requisiti di qualificazione dei
direttori tecnici e degli esecutori dei lavori e le modalità di
verifica ai fini dell’attestazione. Il direttore tecnico
dell’operatore economico incaricato degli interventi di cui
all’articolo 147, comma 2, secondo periodo, deve comunque possedere
la qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della
normativa vigente. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di
cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 19.

Art.147

(Livelli e contenuti della progettazione)

1. Con il decreto di cui all’articolo 146, comma 4, sono altresì
stabiliti i livelli e i contenuti della progettazione di lavori
concernenti i beni culturali di cui al presente capo, ivi inclusi gli
scavi archeologici, nonche’ i ruoli e le competenze dei soggetti
incaricati delle attività di progettazione, direzione dei lavori e
collaudo in relazione alle specifiche caratteristiche del bene su cui
si interviene, nonche’ i principi di organizzazione degli uffici di
direzione lavori.
2. Per i lavori aventi ad oggetto beni culturali e’ richiesta, in
sede di progetto di fattibilità, la redazione di una scheda tecnica
finalizzata all’individuazione delle caratteristiche del bene oggetto
di intervento, redatta da professionisti in possesso di specifica
competenza tecnica in relazione all’oggetto dell’intervento. Con il
decreto di cui all’articolo 146, comma 4, sono definiti gli
interventi relativi a beni culturali mobili, superfici decorate di
beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di
interesse storico artistico o archeologico, per i quali la scheda
deve essere redatta da restauratori di beni culturali, qualificati ai
sensi dalla normativa vigente.
3. Per i lavori di monitoraggio, manutenzione o restauro di beni
culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e
materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico
artistico o archeologico, il progetto di fattibilità comprende oltre
alla scheda tecnica di cui al comma 2, le ricerche preliminari, le
relazioni illustrative e il calcolo sommario di spesa. Il progetto
definitivo approfondisce gli studi condotti con il progetto di
fattibilità, individuando, anche attraverso indagini diagnostiche e
conoscitive multidisciplinari, i fattori di degrado e i metodi di
intervento. Il progetto esecutivo indica, nel dettaglio, le esatte
metodologie operative, i materiali da utilizzare e le modalità
tecnico-esecutive degli interventi ed e’ elaborato sulla base di
indagini dirette ed adeguate campionature di intervento, giustificate
dall’unicità dell’intervento conservativo. Il progetto esecutivo
contiene anche un Piano di monitoraggio e manutenzione.
4. I lavori di cui al comma 3 e quelli di scavo archeologico, anche
subacqueo, nonche’ quelli relativi al verde storico di cui
all’articolo 10, comma 4, lettera f) del codice dei beni culturali e
del paesaggio sono appaltati sulla base di un progetto esecutivo.
5. Qualora il responsabile unico del procedimento accerti che la
natura e le caratteristiche del bene, ovvero il suo stato di
conservazione, sono tali da non consentire l’esecuzione di analisi e
rilievi esaustivi o comunque presentino soluzioni determinabili solo
in corso d’opera, può prevedere l’integrazione della progettazione
in corso d’opera, il cui eventuale costo deve trovare corrispondente
copertura nel quadro economico.
6. La direzione dei lavori, il supporto tecnico alle attività del
responsabile unico del procedimento e del dirigente competente alla
formazione del programma triennale, nonche’ l’organo di collaudo,
comprendono un restauratore di beni culturali qualificato ai sensi
della normativa vigente, ovvero, secondo la tipologia dei lavori,
altri professionisti di cui all’articolo 9-bis del codice dei beni
culturali e del paesaggio con esperienza almeno quinquennale in
possesso di specifiche competenze coerenti con l’intervento.

Art.148

(Affidamento dei contratti)

1. I lavori concernenti beni mobili, superfici decorate di beni
architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse
storico artistico o archeologico, gli scavi archeologici, anche
subacquei, nonche’ quelli relativi a ville, parchi e giardini di cui
all’articolo 10, comma 4, lettera f) del codice dei beni culturali e
del paesaggio, non sono affidati congiuntamente a lavori afferenti ad
altre categorie di opere generali e speciali, salvo che motivate ed
eccezionali esigenze di coordinamento dei lavori, accertate dal
responsabile del procedimento e comunque non attinenti la sicurezza
dei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81, non rendano necessario l’affidamento congiunto. E’ fatto salvo
quanto previsto all’articolo 146 sul possesso dei requisiti di
qualificazione stabiliti nel presente capo.
2. In nessun caso le lavorazioni specialistiche di cui al comma 1
possono essere assorbite in altra categoria o essere omesse
nell’indicazione delle lavorazioni di cui si compone l’intervento,
indipendentemente dall’incidenza percentuale che il valore degli
interventi di tipo specialistico assume rispetto all’importo
complessivo. A tal fine la stazione appaltante indica separatamente,
nei documenti di gara, le attività riguardanti il monitoraggio, la
manutenzione, il restauro dei beni di cui al comma 1, rispetto a
quelle di carattere strutturale, impiantistico, nonche’ di
adeguamento funzionale inerenti i beni immobili tutelati ai sensi del
codice dei beni culturali e del paesaggio.
3. Per gli appalti aventi ad oggetto gli allestimenti di istituti e
luoghi della cultura di cui all’articolo 101del codice dei beni
culturali e del paesaggio, e per la manutenzione e il restauro di
ville, parchi e giardini di cui all’articolo 10, comma 4, lettera f)
del codice dei beni culturali e del paesaggio la stazione appaltante,
previo provvedimento motivato del responsabile del procedimento, può
applicare la disciplina relativa ai servizi o alle forniture, laddove
i servizi o le forniture assumano rilevanza qualitativamente
preponderante ai fini dell’oggetto del contratto, indipendentemente
dall’importo dei lavori.
4. I soggetti esecutori dei lavori di cui al comma 1 devono in ogni
caso essere in possesso dei requisiti di qualificazione stabiliti dal
presente capo.
5. Per quanto non diversamente disciplinato dai commi 1, 2 e 3, si
applica l’articolo 28.
6. I lavori di cui al comma 1 sono appaltati di norma a misura,
indipendentemente dal relativo importo.
7. L’esecuzione dei lavori di cui al presente capo e’ consentita
nei casi di somma urgenza, nei quali ogni ritardo sia pregiudizievole
alla pubblica incolumità o alla tutela del bene, fino all’importo di
trecentomila euro, secondo le modalità di cui all’articolo 163 del
presente codice. Entro i medesimi limiti di importo, l’esecuzione dei
lavori di somma urgenza e’ altresì consentita in relazione a
particolari tipi di intervento individuati con il decreto di cui
all’articolo 146, comma 4.

Art.149

(Varianti)

1. Non sono considerati varianti in corso d’opera gli interventi
disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio,
finalizzati a prevenire e ridurre i pericoli di danneggiamento o
deterioramento dei beni tutelati, che non modificano qualitativamente
l’opera e che non comportino una variazione in aumento o in
diminuzione superiore al venti per cento del valore di ogni singola
categoria di lavorazione, nel limite del dieci per cento dell’importo
complessivo contrattuale, qualora vi sia disponibilità finanziaria
nel quadro economico tra le somme a disposizione della stazione
appaltante.
2. Sono ammesse, nel limite del venti per cento in più
dell’importo contrattuale, le varianti in corso d’opera rese
necessarie, posta la natura e la specificità dei beni sui quali si
interviene, per fatti verificatisi in corso d’opera, per rinvenimenti
imprevisti o imprevedibili nella fase progettuale, per adeguare
l’impostazione progettuale qualora ciò sia reso necessario per la
salvaguardia del bene e per il perseguimento degli obiettivi
dell’intervento, nonche’ le varianti giustificate dalla evoluzione
dei criteri della disciplina del restauro.

Art. 150

(Collaudo)

1. Per i lavori relativi ai beni di cui al presente capo e’
obbligatorio il collaudo in corso d’opera, sempre che non sussistano
le condizioni per il rilascio del certificato di regolare esecuzione.
2. Con il decreto di cui all’articolo 146, comma 4, sono stabilite
specifiche disposizioni concernenti il collaudo di interventi sui
beni culturali in relazione alle loro caratteristiche

Art.151

(Sponsorizzazioni e forme speciali di partenariato)

1. La disciplina di cui all’articolo 19 del presente codice si
applica ai contratti di sponsorizzazione di lavori, servizi o
forniture relativi a beni culturali di cui al presente capo, nonche’
ai contratti di sponsorizzazione finalizzati al sostegno degli
istituti e dei luoghi della cultura, di cui all’articolo 101 del
d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, recante
Codice dei beni culturali e del paesaggio, delle fondazioni
lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione.
2. L’amministrazione preposta alla tutela dei beni culturali
impartisce opportune prescrizioni in ordine alla progettazione,
all’esecuzione delle opere e/o forniture e alla direzione dei lavori
e collaudo degli stessi.
3. Per assicurare la fruizione del patrimonio culturale della
Nazione e favorire altresì la ricerca scientifica applicata alla
tutela, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo può attivare forme speciali di partenariato con enti e
organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il
recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione,
l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni
culturali immobili, attraverso procedure semplificate di
individuazione del partner privato analoghe o ulteriori rispetto a
quelle previste dal comma 1.

CAPO IV
CONCORSI DI PROGETTAZIONE E DI IDEE

Art. 152

(Ambito di applicazione)

1. Il presente capo si applica:
a) ai concorsi di progettazione organizzati nel contesto di una
procedura di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi;
b) ai concorsi di progettazione che prevedono premi di
partecipazione o versamenti a favore dei partecipanti.
2. Nel caso di cui al comma 1,lettera a), la soglia di cui
all’articolo 35 e’ pari al valore stimato al netto dell’IVA
dell’appalto pubblico di servizi, compresi gli eventuali premi di
partecipazione o versamenti ai partecipanti. Nel caso di cui alla
lettera b), la soglia di cui all’articolo 35 e’ pari al valore
complessivo dei premi e pagamenti, compreso il valore stimato al
netto dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi che potrebbe essere
successivamente aggiudicato ai sensi dell’articolo 63, comma 4,
qualora la stazione appaltante non escluda tale aggiudicazione nel
bando di concorso.
3. Il presente capo non si applica:
a) ai concorsi di progettazione affidati ai sensi degli articoli
14, 15, 16 e 161; b) ai concorsi indetti per esercitare un’attività
in merito alla quale l’applicabilità dell’articolo 9 sia stata
stabilita da una decisione della Commissione, o il suddetto articolo
sia considerato applicabile conformemente alle disposizioni di cui al
Capo III.
4. Nel concorso di progettazione relativo al settore dei lavori
pubblici sono richiesti esclusivamente progetti o piani con livello
di approfondimento pari a quello di un progetto di fattibilità
tecnica ed economica, salvo nei casi di concorsi in due gradi di cui
all’articolo 156, commi 4 e 5. Qualora il concorso di progettazione
riguardi un intervento da affidare in concessione, la proposta
ideativa contiene anche la redazione di uno studio economico
finanziario per la sua costruzione e gestione.
5. Con il pagamento del premio le stazioni appaltanti acquistano la
proprietà del progetto vincitore. Al vincitore del concorso, se in
possesso dei requisiti previsti dal bando, possono essere comunque
affidati con procedura negoziata senza bando i successivi livelli di
progettazione. Tale possibilità e il relativo corrispettivo devono
essere stabiliti nel bando. Al fine di dimostrare i requisiti
previsti per l’affidamento della progettazione esecutiva, il
vincitore del concorso può costituire un raggruppamento temporaneo
tra i soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 24, indicando le parti
del servizio che saranno eseguite dai singoli soggetti riuniti.

Art. 153

(Bandi e avvisi)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici che intendono indire un
concorso di progettazione rendono nota tale intenzione mediante un
bando di concorso. Se intendono aggiudicare un appalto relativo a
servizi successivi ai sensi dell’articolo63, comma 4,lo indicano
nell’avviso o nel bando di concorso.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici che hanno indetto un concorso
di progettazione inviano un avviso sui risultati del concorso
conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 98 e devono
essere in grado di comprovare la data di invio. Le informazioni
relative all’aggiudicazione di concorsi di progettazione possono non
essere pubblicate qualora la loro divulgazione ostacoli
l’applicazione della legge, sia contraria all’interesse pubblico,
pregiudichi i legittimi interessi commerciali di una particolare
impresa, pubblica o privata, oppure possa recare pregiudizio alla
concorrenza leale tra i prestatori di servizi.
3. I bandi e gli avvisi di cui al presente articolo contengono le
informazioni indicate negli allegati XIX e XX, conformemente ai
modelli di formulari stabiliti dalla Commissione europea in atti di
esecuzione, e sono pubblicati secondo quanto previsto dagli articoli
71 e 72.

Art.154

(Organizzazione dei concorsi di progettazione e selezione dei
partecipanti)

1. Per organizzare i concorsi di progettazione, le stazioni
appaltanti applicano procedure conformi alle disposizioni dei titoli
I, II, III e IV della Parte II e del presente capo.
2. L’ammissione alla partecipazione ai concorsi di progettazione
non può essere limitata:
a) al territorio della Repubblica o a una parte di esso;
b) dal fatto che i partecipanti debbono essere persone fisiche o
persone giuridiche.
3. Sono ammessi a partecipare ai concorsi di progettazione, per i
lavori, i soggetti in possesso dei requisiti stabiliti con il decreto
di cui all’articolo 24, comma 5. I requisiti di qualificazione devono
comunque consentire condizioni di accesso e partecipazione per i
piccoli e medi operatori economici dell’area tecnica e per i giovani
professionisti.
4.In caso di intervento di particolare rilevanza e complessità, la
stazione appaltante può procedere all’esperimento di un concorso di
progettazione articolato in due gradi. La seconda fase, avente ad
oggetto la presentazione del progetto di fattibilità, si svolge tra
i soggetti individuati attraverso la valutazione di proposte di idee
presentate nella prima fase e selezionate senza formazione di
graduatorie di merito e assegnazione di premi. Al vincitore del
concorso, se in possesso dei requisiti previsti, può essere affidato
l’incarico della progettazione definitiva ed esecutiva a condizione
che detta possibilità e il relativo corrispettivo siano previsti nel
bando.
5.Le stazioni appaltanti, previa adeguata motivazione, possono
procedere all’esperimento di un concorso in due fasi, la prima avente
ad oggetto la presentazione di un progetto di fattibilità e la
seconda avente ad oggetto la presentazione di un progetto definitivo
a livello architettonico e a livello di progetto di fattibilità per
la parte strutturale ed impiantistica.
Il bando può altresì prevedere l’affidamento diretto
dell’incarico relativo alla progettazione esecutiva al soggetto che
abbia presentato il migliore progetto definitivo.

Art. 155

(Commissione giudicatrice per i concorsi di progettazione)

1. La commissione giudicatrice e’ composta unicamente di persone
fisiche, alle quali si applicano le disposizioni in materia di
incompatibilità e astensione di cui all’articolo 77, comma 6,
nonche’ l’articolo 78.
2. Qualora ai partecipanti a un concorso di progettazione e’
richiesta una particolare qualifica professionale, almeno un terzo
dei membri della commissione giudicatrice possiede tale qualifica o
una qualifica equivalente.
3. La commissione giudicatrice e’ autonoma nelle sue decisioni e
nei suoi pareri.
4. I membri della commissione giudicatrice esaminano i piani e i
progetti presentati dai candidati in forma anonima e unicamente sulla
base dei criteri specificati nel bando di concorso. L’anonimato deve
essere rispettato sino al parere o alla decisione della commissione
giudicatrice. In particolare, la commissione:
a) verifica la conformità dei progetti alle prescrizioni del
bando;
b) esamina i progetti e valuta, collegialmente ciascuno di essi;
c) esprime i giudizi su ciascun progetto sulla base dei criteri
indicati nel bando, con specifica motivazione;
d) assume le decisioni anche a maggioranza;
e) redige i verbali delle singole riunioni;
f) redige il verbale finale contenente la graduatoria, con
motivazione per tutti i concorrenti;
g) consegna gli atti dei propri lavori alla stazione appaltante.
5. I candidati possono essere invitati, se necessario, a rispondere
a quesiti che la commissione giudicatrice ha iscritto nel processo
verbale allo scopo di chiarire qualsivoglia aspetto dei progetti. E’
redatto un processo verbale completo del dialogo tra i membri della
commissione giudicatrice e i candidati.

Art. 156

(Concorso di idee)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano anche ai concorsi
di idee finalizzati all’acquisizione di una proposta ideativa da
remunerare con il riconoscimento di un congruo premio.
2. Sono ammessi al concorso di idee, oltre che i soggetti ammessi
ai concorsi di progettazione, anche i lavoratori subordinati
abilitati all’esercizio della professione e iscritti al relativo
ordine professionale secondo l’ordinamento nazionale di appartenenza,
nel rispetto delle norme che regolano il rapporto di impiego, con
esclusione dei dipendenti della stazione appaltante che bandisce il
concorso.
3. Il concorrente predispone la proposta ideativa nella forma più
idonea alla sua corretta rappresentazione. Per i lavori, nel bando
non possono essere richiesti elaborati di livello pari o superiore a
quelli richiesti per il progetto di fattibilità tecnica ed
economica. Il termine di presentazione della proposta deve essere
stabilito in relazione all’importanza e complessità del tema e non
può essere inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione del
bando. La partecipazione deve avvenire in forma anonima.
4. Il bando prevede un congruo premio al soggetto o ai soggetti che
hanno elaborato le idee ritenute migliori.
5. L’idea o le idee premiate sono acquisite in proprietà dalla
stazione appaltante, previa eventuale definizione degli assetti
tecnici, le quali possono essere poste a base di un concorso di
progettazione o di un appalto di servizi di progettazione. Alla
procedura sono ammessi a partecipare i premiati qualora in possesso
dei relativi requisiti soggettivi.
6. La stazione appaltante può affidare al vincitore del concorso
di idee la realizzazione dei successivi livelli di progettazione, con
procedura negoziata senza bando, a condizione che detta facoltà sia
stata esplicitata nel bando, e che il soggetto sia in possesso dei
requisiti di capacità tecnico professionale ed economica previsti
nel bando in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare.
7. In caso di intervento di particolare rilevanza e complessità,
la stazione appaltante può procedere all’esperimento di un concorso
di progettazione articolato in due fasi. La seconda fase, avente ad
oggetto la presentazione del progetto definitivo del progetto di
fattibilità, ovvero di un progetto definitivo a livello
architettonico e a livello di progetto di fattibilità per la parte
strutturale ed impiantistica, si svolge tra i soggetti individuati
sino ad un massimo di dieci, attraverso la valutazione di proposte di
idee presentate nella prima fase e selezionate senza formazione di
graduatorie di merito e assegnazione di premi. Tra i soggetti
selezionati a partecipare alla seconda fase devono essere presenti
almeno il 30 per cento di soggetti incaricati, singoli o in forma
associata, con meno di cinque anni di iscrizione ai relativi albi
professionali. Nel caso di raggruppamento, il suddetto requisito deve
essere posseduto dal capogruppo. Ai soggetti selezionati aventi meno
di cinque anni di iscrizione e’ corrisposto un rimborso spese pari al
50 per cento degli importi previsti per le spese come determinati dal
decreto per i corrispettivi professionali di cui al comma 8
dell’articolo 24. Per gli altri soggetti selezionati, in forma
singola o associata, il predetto rimborso e’ pari al 25 per cento. Al
vincitore del concorso, se in possesso dei requisiti previsti, può
essere affidato l’incarico della progettazione esecutiva a condizione
che detta possibilità e il relativo corrispettivo siano previsti nel
bando.

Art. 157

(Altri incarichi di progettazione e connessi)

1. Gli incarichi di progettazione relativi ai lavori che non
rientrano tra quelli di cui al comma 2, primo periodo, dell’articolo
23 (livelli di progettazione) nonche’ di coordinamento della
sicurezza in fase di progettazione, di direzione dei lavori, di
coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e di collaudo di
importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35, sono
affidati secondo le modalità di cui alla Parte II, Titolo I, II, III
e IV del presente codice. Nel caso in cui il valore delle attività
di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di
progettazione, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza
in fase di esecuzione sia pari o superiore complessivamente la soglia
di cui all’articolo 35, l’affidamento diretto della direzione dei
lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione al
progettista e’ consentito soltanto per particolari e motivate ragioni
e ove espressamente previsto dal bando di gara della progettazione.
2. Gli incarichi di progettazione, di coordinamento della sicurezza
in fase di progettazione, di direzione dei lavori, di coordinamento
della sicurezza in fase di esecuzione e di collaudo di importo
superiori a 40.000 e inferiore a 100.000 euro possono essere affidati
dalle stazioni appaltanti a cura del responsabile del procedimento,
nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di
trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la procedura
prevista dall’articolo 36, comma 2, lettera b); l’invito e’ rivolto
ad almeno cinque soggetti, se sussistono in tale numero aspiranti
idonei nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti. Gli
incarichi di importo superiore a 100.000 euro, sono affidati con
procedura aperta o ristretta ai sensi degli articolo 60 e 61;
3. E’ vietato l’affidamento di attività di progettazione,
direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di
progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione,
collaudo, indagine e attività di supporto per mezzo di contratti a
tempo determinato o altre procedure diverse da quelle previste dal
presente decreto.

CAPO V
SERVIZI RICERCA E SVILUPPO

Art. 158

(Servizi di ricerca e sviluppo)

1. Relativamente ai servizi di ricerca e sviluppo le disposizioni
di cui al presente codice si applicano esclusivamente ai contratti
per servizi di ricerca e sviluppo identificati con i codici CPV da
73000000-2 a 73120000-9, 73300000-5, 73420000-2 o 73430000-5, purche’
siano soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:
a) i risultati appartengono esclusivamente all’amministrazione
aggiudicatrice e all’ente aggiudicatore, affinche’ li usi
nell’esercizio della sua attività, e
b) la prestazione del servizio e’ interamente retribuita
dall’amministrazione aggiudicatrice e dall’ente aggiudicatore.
2. Le stazioni appaltanti possono ricorrere, nel rispetto dei
principi di cui all’articolo 4 del presente decreto, agli appalti
pubblici pre-commerciali, destinati al conseguimento di risultati non
appartenenti in via esclusiva all’amministrazione aggiudicatrice e
all’ente aggiudicatore perche’ li usi nell’esercizio della sua
attività e per i quali la prestazione del servizio non e’
interamente retribuita dall’amministrazione aggiudicatrice e
dall’ente aggiudicatore, così come definiti nella comunicazione
della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007, nelle
ipotesi in cui l’esigenza non possa essere soddisfatta ricorrendo a
soluzioni già disponibili sul mercato

CAPO VI
APPALTI E PROCEDURE IN SPECIFICI SETTORI
SEZIONE PRIMA
DIFESA E SICUREZZA
Art.159

(Difesa e sicurezza)

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli
appalti pubblici e ai concorsi di progettazione non altrimenti
esclusi dal suo ambito di applicazione ai sensi dell’articolo 1,
comma 4, nella misura in cui la tutela degli interessi essenziali di
sicurezza dello Stato non possa essere garantita mediante misure meno
invasive, volte anche a proteggere la riservatezza delle informazioni
che le amministrazioni aggiudicatrici rendono disponibili in una
procedura di aggiudicazione dell’appalto.
2. All’aggiudicazione di concessioni nei settori della difesa e
della sicurezza di cui al decreto legislativo 15 novembre 2011, n.
208, si applica la parte III del presente codice fatta eccezione per
le concessioni relative alle ipotesi alle quali il decreto
legislativo 15 novembre 2011, n. 208, non si applica in virtù
dell’articolo 6 del citato decreto legislativo.
3. In deroga all’articolo 31, limitatamente agli appalti pubblici
di lavori, l’amministrazione della difesa, in considerazione della
struttura gerarchica dei propri organi tecnici, in luogo di un unico
responsabile del procedimento, può nominare un responsabile del
procedimento per ogni singola fase di svolgimento del processo
attuativo: programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione.
Il responsabile unico del procedimento, ovvero i responsabili di ogni
singola fase, sono tecnici individuati nell’ambito del Ministero
della difesa. Il responsabile del procedimento per la fase di
affidamento può essere un dipendente specializzato in materie
giuridico amministrative.
4. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l’ANAC, da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente codice, sono definite le direttive generali per la
disciplina delle attività del Ministero della difesa, in relazione
agli appalti e alle concessioni diversi da quelli che rientrano nel
campo di applicazione del decreto legislativo 15 novembre 2011, n.
208. Le direttive generali disciplinano, altresì, gli interventi da
eseguire in Italia e all’Estero per effetto di accordi
internazionali, multilaterali o bilaterali, nonche’ i lavori in
economia che vengono eseguiti a mezzo delle truppe e dei reparti del
Genio militare per i quali non si applicano i limiti di importo di
cui all’articolo 36.Fino alla data di entrata in vigore del decreto
di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 20.
5. Per gli acquisti eseguiti all’estero dall’amministrazione della
difesa, relativi a macchinari, strumenti e oggetti di precisione, che
possono essere forniti, con i requisiti tecnici e il grado di
perfezione richiesti, soltanto da operatori economici stranieri,
possono essere concesse anticipazioni di importo non superiore ad un
terzo dell’importo complessivo del prezzo contrattuale, previa
costituzione di idonea garanzia.

Art. 160

(Contratti misti concernenti aspetti di difesa e sicurezza)

1. Ai contratti misti aventi per oggetto appalti o concessioni
rientranti nell’ambito di applicazione del presente codice nonche’
appalti disciplinati dall’articolo 346 TFUE o dal decreto legislativo
15 novembre 2011, n. 208, si applicano le seguenti disposizioni.
2. Se le diverse parti di un determinato appalto o di una
concessione sono oggettivamente separabili, si applicano i commi da 3
a 5. Se non sono separabili, si applica il comma 6.
3. Se le amministrazioni aggiudicatrici scelgono di aggiudicare un
appalto o una concessione distinti per le parti separate, il regime
giuridico applicabile a ciascuno di tali contratti distinti e’
determinato in base alle caratteristiche della parte separata.
4. Se le amministrazioni aggiudicatrici scelgono di aggiudicare un
appalto unico o una concessione unica, il relativo regime giuridico
si determina sulla base dei seguenti criteri:
a) se una parte dell’appalto o della concessione e’ disciplinata
dall’articolo 346 TFUE, l’appalto unico o la concessione unica
possono essere aggiudicati senza applicare il presente decreto ne’ il
decreto legislativo 15 novembre 2011, n.208, purche’ le rispettive
aggiudicazioni siano giustificate da ragioni oggettive;
b) se una parte di un appalto o una concessione e’ disciplinata dal
decreto legislativo 15 novembre 2011, n.208, l’appalto unico o la
concessione unica possono essere aggiudicati conformemente a tale
decreto, purche’ le rispettive aggiudicazioni siano giustificate da
ragioni oggettive. Sono fatte salve le soglie e le esclusioni
previste dallo stesso decreto legislativo.
5. La decisione di aggiudicare un appalto unico o una concessione
unica non può essere adottata allo scopo di escludere l’applicazione
del presente codice o del decreto legislativo 15 novembre 2011, n.
208.
6. Se le diverse parti di un appalto o di una concessione sono
oggettivamente non separabili, l’appalto o la concessione possono
essere aggiudicati senza applicare il presente decreto ove includa
elementi cui si applica l’articolo 346 TFUE; altrimenti può essere
aggiudicato conformemente al decreto legislativo 15 novembre 2011,
n.208.

Art. 161

(Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati in
base a norme internazionali)

1. Il presente codice non si applica agli appalti pubblici e ai
concorsi di progettazione e alle concessioni in materia di difesa o
di sicurezza di cui al decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208,
qualora essi siano disciplinati da:
a) norme procedurali specifiche in base a un accordo o un’intesa
internazionale conclusi in conformità dei trattati dell’Unione
europea, tra lo Stato e uno o più Paesi terzi o relative
articolazioni e riguardante lavori, forniture o servizi destinati
alla realizzazione comune o alla gestione comune di un progetto;
b) norme procedurali specifiche in base a un accordo o un’intesa
internazionale in relazione alla presenza di truppe di stanza e
concernente imprese di uno Stato membro o di un Paese terzo;
c) norme procedurali specifiche di un’organizzazione internazionale
nel caso di appalti ;
d) norme procedurali specifiche di un’organizzazione internazionale
che si approvvigiona per le proprie finalità o a concessioni che
devono essere aggiudicate da uno Stato membro in conformità di tali
norme.
Gli accordi o le intese di cui alla lettera a) relativi ad appalti,
sono comunicati alla Commissione.
2. Il presente codice non si applica agli appalti pubblici e ai
concorsi di progettazione concernenti aspetti di difesa o di
sicurezza che l’amministrazione aggiudicatrice aggiudica in base a
norme sugli appalti previste da un’organizzazione internazionale o da
un’istituzione internazionale di finanziamento, quando gli appalti
pubblici e i concorsi di progettazione in questione sono interamente
finanziati da tale organizzazione o istituzione. Nel caso di appalti
pubblici e concorsi di progettazione cofinanziati prevalentemente da
un’organizzazione internazionale o da un’istituzione internazionale
di finanziamento, le parti si accordano sulle procedure d’appalto
applicabili.

Art. 162

(Contratti secretati)

1. Le disposizioni del presente codice relative alle procedure di
affidamento possono essere derogate:
a) per i contratti al cui oggetto, atti o modalità di esecuzione
e’ attribuita una classifica di segretezza;
b) per i contratti la cui esecuzione deve essere accompagnata da
speciali misure di sicurezza, in conformità a disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative.
2. Ai fini della deroga di cui al comma 1, lettera a), le
amministrazioni e gli enti usuari attribuiscono, con provvedimento
motivato, le classifiche di segretezza ai sensi dell’articolo 42
della legge 3 agosto 2007, n. 124, ovvero di altre norme vigenti. Ai
fini della deroga di cui al comma 1, lettera b), le amministrazioni e
gli enti usuari dichiarano, con provvedimento motivato, i lavori, i
servizi e le forniture eseguibili con speciali misure di sicurezza
individuate nel predetto provvedimento.
3. I contratti di cui al comma 1 sono eseguiti da operatori
economici in possesso dei requisiti previsti dal presente decreto e
del nulla osta di sicurezza, ai sensi e nei limiti di cui
all’articolo 42, comma 1-bis, della legge n. 124 del 2007.
4. L’affidamento dei contratti di cui al presente articolo avviene
previo esperimento di gara informale a cui sono invitati almeno
cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti
qualificati in relazione all’oggetto del contratto e sempre che la
negoziazione con più di un operatore economico sia compatibile con
le esigenze di segretezza e sicurezza.
5. La Corte dei conti, tramite un proprio ufficio organizzato in
modo da salvaguardare le esigenze di riservatezza, esercita il
controllo preventivo sulla legittimità e sulla regolarità dei
contratti di cui al presente articolo, nonche’ sulla regolarità,
correttezza ed efficacia della gestione. Dell’attività di cui al
presente comma e’ dato conto entro il 30 giugno di ciascun anno in
una relazione al Parlamento.

Art. 163

(Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile)

1. In circostanze di somma urgenza che non consentono alcun
indugio, il soggetto fra il responsabile del procedimento e il
tecnico dell’amministrazione competente che si reca prima sul luogo,
può disporre, contemporaneamente alla redazione del verbale, in cui
sono indicati i motivi dello stato di urgenza, le cause che lo hanno
provocato e i lavori necessari per rimuoverlo, la immediata
esecuzione dei lavori entro il limite di 200.000 euro o di quanto
indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica
incolumità.
2. L’esecuzione dei lavori di somma urgenza può essere affidata in
forma diretta ad uno o più operatori economici individuati dal
responsabile del procedimento o dal tecnico dell’amministrazione
competente.
3. Il corrispettivo delle prestazioni ordinate e’ definito
consensualmente con l’affidatario; in difetto di preventivo accordo
la stazione appaltante può ingiungere all’affidatario l’esecuzione
delle lavorazioni o la somministrazione dei materiali sulla base di
prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali di
riferimento, ridotti del 20 per cento, comunque ammessi nella
contabilità; ove l’esecutore non iscriva riserva negli atti
contabili , i prezzi si intendono definitivamente accettati.
4. Il responsabile del procedimento o il tecnico
dell’amministrazione competente compila entro dieci giorni
dall’ordine di esecuzione dei lavori una perizia giustificativa degli
stessi e la trasmette, unitamente al verbale di somma urgenza, alla
stazione appaltante che provvede alla copertura della spesa e alla
approvazione dei lavori. Qualora l’amministrazione competente sia un
ente locale, la copertura della spesa viene assicurata con le
modalità previste dall’articolo 191, comma 3, e 194 comma 1, lettera
e), del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e successive
modificazioni e integrazioni.
5. Qualora un’opera o un lavoro, ordinato per motivi di somma
urgenza, non riporti l’approvazione del competente organo
dell’amministrazione, la relativa realizzazione e’ sospesa
immediatamente e si procede, previa messa in sicurezza del cantiere,
alla sospensione dei lavori e alla liquidazione dei corrispettivi
dovuti per la parte realizzata.
6. Costituisce circostanza di somma urgenza, ai fini del presente
articolo, anche il verificarsi degli eventi di cui all’articolo 2,
comma 1, lettera c),della legge 24 febbraio 1992, n. 225,ovvero la
ragionevole previsione, ai sensi dell’articolo 3 della medesima
legge, dell’imminente verificarsi di detti eventi, che richiede
l’adozione di misure indilazionabili, e nei limiti dello stretto
necessario imposto da tali misure. La circostanza di somma urgenza,
in tali casi, e’ ritenuta persistente finche’ non risultino eliminate
le situazioni dannose o pericolose per la pubblica o privata
incolumità derivanti dall’evento calamitoso che ha comportato la
declaratoria dello stato di emergenza di cui all’articolo 5 della
medesima legge n. 225 del 1992 e in tali circostanze le
amministrazioni aggiudicatrici possono procedere all’affidamento di
appalti pubblici di lavori, servizi e forniture con le procedure
previste nel presente articolo.
7. Gli affidatari dichiarano, mediante autocertificazione, resa ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n.
445,il possesso dei requisiti per la partecipazione a procedure di
evidenza pubblica, che l’amministrazione aggiudicatrice controlla in
termine congruo, compatibile con la gestione della situazione di
emergenza in atto, comunque non superiore a sessanta giorni
dall’affidamento. Qualora, a seguito del controllo, venga accertato
l’affidamento ad un operatore privo dei predetti requisiti, le
amministrazioni aggiudicatrici recedono dal contratto, fatto salvo il
pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle
spese eventualmente già sostenute per l’esecuzione del rimanente,
nei limiti delle utilità conseguite, e procedono alle segnalazioni
alle competenti autorità.
8. In via eccezionale, nella misura strettamente necessaria,
l’affidamento diretto può essere autorizzato anche al di sopra dei
limiti di cui al comma 1, per un arco temporale limitato, comunque
non superiore a trenta giorni e solo per singole specifiche
fattispecie indilazionabili e nei limiti massimi di importo stabiliti
nei provvedimenti di cui al comma 2, dell’articolo 5, della legge n.
225 del 1992. L’affidamento diretto per i motivi di cui al presente
articolo non e’ comunque ammesso per appalti di valore pari o
superiore alla soglia europea.
9. Limitatamente agli appalti pubblici di forniture e servizi di
cui al comma 6,per i quali non siano disponibili elenchi di prezzi
definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali di riferimento,
gli affidatari si impegnano a fornire i servizi e le forniture
richiesti ad un prezzo provvisorio stabilito consensualmente tra le
parti e ad accettare la determinazione definitiva del prezzo a
seguito di apposita valutazione di congruità. A tal fine il
responsabile del procedimento comunica il prezzo provvisorio,
unitamente ai documenti esplicativi dell’affidamento, all’ANAC che,
entro sessanta giorni rende il proprio parere sulla congruità del
prezzo. Avverso la decisione dell’ANAC sono esperibili i normali
rimedi di legge mediante ricorso ai competenti organi di giustizia
amministrativa. Nelle more dell’acquisizione del parere di congruità
si procede al pagamento del 50% del prezzo provvisorio.
10. Sul profilo del committente sono pubblicati gli atti relativi
agli affidamenti di cui al presente articolo, con specifica
dell’affidatario, delle modalità della scelta e delle motivazioni
che non hanno consentito il ricorso alle procedure ordinarie.
Contestualmente, e comunque in un termine congruo compatibile con la
gestione della situazione di emergenza, vengono trasmessi all’ANAC
per i controlli di competenza, fermi restando i controlli di
legittimità sugli atti previsti dalle vigenti normative.

PARTE III
CONTRATTI DI CONCESSIONE
TITOLO I
PRINCIPI GENERALI E SITUAZIONI SPECIFICHE
CAPO I
PRINCIPI GENERALI

Art. 164

(Oggetto e ambito di applicazione)

1. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 346 del TFUE,
le disposizioni di cui alla presente Parte definiscono le norme
applicabili alle procedure di aggiudicazione dei contratti di
concessione di lavori pubblici o di servizi indette dalle
amministrazioni aggiudicatrici, nonche’ dagli enti aggiudicatori
qualora i lavorio i servizi siano destinati ad una delle attività di
cui all’allegato II. In ogni caso, le disposizioni della presente
Parte non si applicano ai provvedimenti, comunque denominati, con cui
le amministrazioni aggiudicatrici, a richiesta di un operatore
economico, autorizzano, stabilendone le modalità e le condizioni,
l’esercizio di un’attività economica che può svolgersi anche
mediante l’utilizzo di impianti o altri beni immobili pubblici.
2.Alle procedure di aggiudicazione di contratti di concessione di
lavori pubblici o di servizi si applicano, per quanto compatibili, le
disposizioni contenute nella parte I e nella parte II, del presente
codice, relativamente ai principi generali, alle esclusioni, alle
modalità e alle procedure di affidamento, alle modalità di
pubblicazione e redazione dei bandi e degli avvisi, ai requisiti
generali e speciali e ai motivi di esclusione, ai criteri di
aggiudicazione, alle modalità di comunicazione ai candidati e agli
offerenti, ai requisiti di qualificazione degli operatori economici,
ai termini di ricezione delle domande di partecipazione alla
concessione e delle offerte, alle modalità di esecuzione.
3. I servizi non economici di interesse generale non rientrano
nell’ambito di applicazione della presente Parte.
4. Agli appalti di lavori pubblici affidati dai concessionari che
sono amministrazioni aggiudicatrici, si applicano, salvo che non
siano derogate nella presente parte, le disposizioni del presente
codice.
5. I concessionari di lavori pubblici che non sono amministrazioni
aggiudicatrici, per gli appalti di lavori affidati a terzi sono
tenuti all’osservanza della presente Parte.

Art. 165

(Rischio ed equilibrio economico-finanziario nelle concessioni)

1. Nei contratti di concessione come definiti all’articolo 3, comma
1, lettere uu) e vv), la maggior parte dei ricavi di gestione del
concessionario proviene dalla vendita dei servizi resi al mercato.
Tali contratti comportano il trasferimento al concessionario del
rischio operativo definito dall’articolo 3, comma 1, lettera zz)
riferito alla possibilità che, in condizioni operative normali, le
variazioni relative ai costi e ai ricavi oggetto della concessione
incidano sull’equilibrio del piano economico finanziario. Le
variazioni devono essere, in ogni caso, in grado di incidere
significativamente sul valore attuale netto dell’insieme degli
investimenti, dei costi e dei ricavi del concessionario.
2. L’equilibrio economico finanziario definito all’articolo 3,
comma 1, lettera fff), rappresenta il presupposto per la corretta
allocazione dei rischi di cui al precedente comma 1. Ai soli fini del
raggiungimento del predetto equilibrio, in sede di gara
l’amministrazione aggiudicatrice può stabilire anche un prezzo
consistente in un contributo pubblico ovvero nella cessione di beni
immobili. Il contributo, se funzionale al mantenimento
dell’equilibrio economico-finanziario, può essere riconosciuto
mediante diritti di godimento su beni immobili nella disponibilità
dell’amministrazione aggiudicatrice la cui utilizzazione sia
strumentale e tecnicamente connessa all’opera affidata in
concessione. In ogni caso, l’eventuale riconoscimento del prezzo,
sommato al valore di eventuali garanzie pubbliche o di ulteriori
meccanismi di finanziamento a carico della pubblica amministrazione,
non può essere superiore al trenta per cento del costo
dell’investimento complessivo, comprensivo di eventuali oneri
finanziari.
3. La sottoscrizione del contratto di concessione ha luogo dopo la
presentazione di idonea documentazione inerente il finanziamento
dell’opera. Il contratto di concessione e’ risolto di diritto ove il
contratto di finanziamento non sia perfezionato entro dodici mesi
dalla sottoscrizione del contratto di concessione. Al fine di
agevolare l’ottenimento del finanziamento dell’opera, i bandi e i
relativi allegati, ivi compresi, a seconda dei casi, lo schema di
contratto e il piano economico finanziario sono definiti in modo da
assicurare adeguati livelli di bancabilità, intendendosi per tali la
reperibilità sul mercato finanziario di risorse proporzionate ai
fabbisogni, la sostenibilità di tali fonti e la congrua redditività
del capitale investito per le concessioni da affidarsi con la
procedura ristretta, nel bando può essere previsto che
l’amministrazione aggiudicatrice possa indire, prima della scadenza
del termine di presentazione delle offerte, una consultazione
preliminare con gli operatori economici invitati a presentare le
offerte, al fine di verificare l’insussistenza di criticità del
progetto posto a base di gara sotto il profilo della finanziabilità,
e possa provvedere, a seguito della consultazione, ad adeguare gli
atti di gara aggiornando il termine di presentazione delle offerte,
che non può essere inferiore a trenta giorni decorrenti dalla
relativa comunicazione agli interessati. Non può essere oggetto di
consultazione l’importo delle misure di defiscalizzazione di cui
all’articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e all’articolo
33 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, nonche’
l’importo dei contributi pubblici, ove previsti.
4. Il bando può prevedere che l’offerta sia corredata dalla
dichiarazione sottoscritta da uno o più istituti finanziatori di
manifestazione di interesse a finanziare l’operazione, anche in
considerazione dei contenuti dello schema di contratto e del piano
economico-finanziario.
5. L’amministrazione aggiudicatrice prevede nel bando di gara che
il contratto di concessione stabilisca la risoluzione del rapporto in
caso di mancato collocamento delle obbligazioni di progetto di cui
all’articolo 185, entro un congruo termine fissato dal bando
medesimo, comunque non superiore a ventiquattro mesi, decorrente
dalla data di approvazione del progetto definitivo. Resta salva la
facoltà del concessionario di reperire la liquidità necessaria alla
realizzazione dell’investimento attraverso altre forme di
finanziamento previste dalla normativa vigente, purche’ sottoscritte
entro lo stesso termine. Nel caso di risoluzione del rapporto ai
sensi del primo periodo, il concessionario non avrà diritto ad alcun
rimborso delle spese sostenute, ivi incluse quelle relative alla
progettazione definitiva. Il bando di gara può altresì prevedere
che in caso di parziale finanziamento del progetto e comunque per uno
stralcio tecnicamente ed economicamente funzionale, il contratto di
concessione rimanga efficace limitatamente alla parte che regola la
realizzazione e la gestione del medesimo stralcio funzionale.
6. Il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario che
incidono sull’equilibrio del piano economico finanziario può
comportare la sua revisione da attuare mediante la rideterminazione
delle condizioni di equilibrio. La revisione deve consentire la
permanenza dei rischi trasferiti in capo all’operatore economico e
delle condizioni di equilibrio economico finanziario relative al
contratto. Ai fini della tutela della finanza pubblica strettamente
connessa al mantenimento della predetta allocazione dei rischi, nei
casi di opere di interesse statale ovvero finanziate con contributo a
carico dello Stato, la revisione e’ subordinata alla previa
valutazione da parte del Nucleo di consulenza per l’attuazione delle
linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità
(NARS). Negli altri casi, e’ facoltà dell’amministrazione
aggiudicatrice sottoporre la revisione alla previa valutazione del
NARS. In caso di mancato accordo sul riequilibrio del piano economico
finanziario, le parti possono recedere dal contratto. Al
concessionario spetta il valore delle opere realizzate e degli oneri
accessori, al netto degli ammortamenti e dei contributi pubblici.

Art. 166

(Principio di libera amministrazione delle autorità pubbliche)

1. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori sono
liberi di organizzare la procedura per la scelta del concessionario,
fatto salvo il rispetto delle norme di cui alla presente Parte. Essi
sono liberi di decidere il modo migliore per gestire l’esecuzione dei
lavori e la prestazione dei servizi per garantire in particolare un
elevato livello di qualità, sicurezza ed accessibilità, la parità
di trattamento e la promozione dell’accesso universale e dei diritti
dell’utenza nei servizi pubblici.

Art. 167

(Metodi di calcolo del valore stimato delle concessioni)

1. Il valore di una concessione, ai fini di cui all’articolo 35, e’
costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta
la durata del contratto, al netto dell’IVA, stimato
dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore, quale
corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione,
nonche’ per le forniture accessorie a tali lavori e servizi.
2. Il valore stimato e’ calcolato al momento dell’invio del bando
di concessione o, nei casi in cui non sia previsto un bando, al
momento in cui l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente
aggiudicatore avvia la procedura di aggiudicazione della concessione.
3. Se il valore della concessione al momento dell’aggiudicazione e’
superiore di più del 20 per cento rispetto al valore stimato, la
stima rilevante e’ costituita dal valore della concessione al momento
dell’aggiudicazione.
4. Il valore stimato della concessione e’ calcolato secondo un
metodo oggettivo specificato nei documenti della concessione. Nel
calcolo del valore stimato della concessione, le amministrazioni
aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori tengono conto, se del caso,
in particolare dei seguenti elementi:
a) il valore di eventuali forme di opzione ovvero di altre forme
comunque denominate di protrazione nel tempo dei relativi effetti;
b) gli introiti derivanti dal pagamento, da parte degli utenti dei
lavori e dei servizi, di tariffe e multe diverse da quelle riscosse
per conto dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente
aggiudicatore;
c) i pagamenti o qualsiasi vantaggio finanziario conferito al
concessionario, in qualsivoglia forma, dall’amministrazione
aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore o da altre amministrazioni
pubbliche, incluse le compensazioni per l’assolvimento di un obbligo
di servizio pubblico e le sovvenzioni pubbliche di investimento;
d) il valore delle sovvenzioni o di qualsiasi altro vantaggio
finanziario in qualsivoglia forma conferiti da terzi per l’esecuzione
della concessione;
e) le entrate derivanti dalla vendita di elementi dell’attivo
facenti parte della concessione;
f) il valore dell’insieme delle forniture e dei servizi messi a
disposizione del concessionario dalle amministrazioni aggiudicatrici
o dagli enti aggiudicatori, purche’ siano necessari per l’esecuzione
dei lavori o la prestazione dei servizi;
g) ogni premio o pagamento o diverso vantaggio economico comunque
denominato ai candidati o agli offerenti;
5.Nel calcolo del valore stimato della concessione le
amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori tengono conto
degli atti di regolazione delle Autorità indipendenti.
6. La scelta del metodo per il calcolo del valore stimato della
concessione non può essere fatta con l’intenzione di escludere tale
concessione dall’ambito di applicazione del presente codice. Una
concessione non può essere frazionata al fine di escluderla
dall’osservanza delle norme del presente codice, tranne nel caso in
cui ragioni oggettive lo giustifichino, valutate al momento della
predisposizione del bando dalla amministrazione aggiudicatrice o
dall’ente aggiudicatore.
7. Quando un’opera o un servizio proposti possono dar luogo
all’aggiudicazione di una concessione per lotti distinti, e’
computato il valore complessivo stimato della totalità di tali
lotti.
8. Quando il valore complessivo dei lotti e’ pari o superiore alla
soglia di cui all’articolo 35 il presente codice si applica
all’aggiudicazione di ciascun lotto.

Art. 168

(Durata delle concessioni)

1. La durata delle concessioni e’ limitata ed e’ determinata nel
bando di gara dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente
aggiudicatore in funzione dei lavori o servizi richiesti al
concessionario. La stessa e’ commisurata al valore della concessione,
nonche’ alla complessità organizzativa dell’oggetto della stessa..
2. La durata massima della concessione non può essere superiore al
periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti da parte
del concessionario individuato sulla base di criteri di
ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale investito,
tenuto conto degli investimenti necessari per conseguire gli
obiettivi contrattuali specifici come risultante dal piano
economico-finanziario. Gli investimenti presi in considerazione ai
fini del calcolo comprendono quelli effettivamente sostenuti dal
concessionario, sia quelli iniziali sia quelli in corso di
concessione.

Art. 169

(Contratti misti di concessioni)

1. Le concessioni aventi per oggetto sia lavori che servizi sono
aggiudicate secondo le disposizioni applicabili al tipo di
concessione che caratterizza l’oggetto principale del contratto. Nel
caso di concessioni miste che consistono in parte in servizi sociali
e altri servizi specifici elencati nell’allegato IX l’oggetto
principale e’ determinato in base al valore stimato più elevato tra
quelli dei rispettivi servizi.
2. Se le diverse parti di un determinato contratto sono
oggettivamente separabili, si applicano i commi 4, 5, 6 e 7. Se le
diverse parti di un determinato contratto sono oggettivamente non
separabili, si applica il comma 8.
3. Se parte di un determinato contratto, ovvero una delle attività
interessate, sono disciplinate dall’articolo 346 TFUE o dal decreto
legislativo 15 novembre 2011, n. 208, si applica l’articolo 160.
4. Nel caso di contratti aventi ad oggetto diverse attività, una
delle quali e’ disciplinata dall’allegato XVIII, gli enti
aggiudicatori possono scegliere di aggiudicare concessioni distinte
per le parti distinte o di aggiudicare un’unica concessione. Se gli
enti aggiudicatori scelgono di aggiudicare concessioni separate, la
decisione che determina quale regime giuridico si applica a ciascuna
di tali concessioni e’ adottata in base alle caratteristiche della
attività distinta. Qualora oggetto del contratto sia anche
un’attività disciplinata dalle disposizioni sui settori speciali si
applica l’articolo 28.
5. Nel caso di contratti aventi ad oggetto sia elementi
disciplinati dal presente codice che altri elementi, le
amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori possono
scegliere di aggiudicare concessioni distinte per le parti distinte o
di aggiudicare una concessione unica. Se le amministrazioni
aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori scelgono di aggiudicare
concessioni separate, la decisione che determina quale regime
giuridico si applica a ciascuno di tali concessioni distinti e’
adottata in base alle caratteristiche della parte distinta.
6. Se le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori
scelgono di aggiudicare una concessione unica, il presente codice si
applica, salvo se altrimenti previsto all’articolo 160 o dal comma 9,
alla concessione mista che ne deriva, a prescindere dal valore delle
parti cui si applicherebbe un diverso regime giuridico e dal regime
giuridico cui tali parti sarebbero state altrimenti soggette.
7. La scelta tra l’aggiudicazione di un’unica concessione o di più
concessioni distinte non può essere effettuata al fine di eludere
l’applicazione del presente codice.
8. Se le diverse parti di un determinato contratto sono
oggettivamente non separabili, il regime giuridico applicabile e’
determinato in base all’oggetto principale del contratto in
questione.
9. Nel caso di contratti misti che contengono elementi di
concessioni nonche’ appalti nei settori ordinari o speciali il
contratto misto e’ aggiudicato in conformità con le disposizioni che
disciplinano gli appalti nei settori ordinari o nei settori speciali.
10. Nel caso in cui il contratto misto concerna elementi sia di una
concessione di servizi che di un contratto di forniture, l’oggetto
principale e’ determinato in base al valore stimato più elevato tra
quelli dei rispettivi servizi o forniture.
11. Ad una concessione destinata all’esercizio di più attività si
applicano le norme relative alla principale attività cui e’
destinata.
12. Nel caso di concessioni per cui e’ oggettivamente impossibile
stabilire a quale attività siano principalmente destinate, le norme
applicabili sono determinate conformemente alle lettere a), b) e c):
a) la concessione e’ aggiudicata secondo le disposizioni che
disciplinano le concessioni aggiudicate dalle amministrazioni
aggiudicatrici se una delle attività cui e’ destinata la concessione
e’ soggetta alle disposizioni applicabili alle concessioni
aggiudicate dalle amministrazioni aggiudicatrici e l’altra attività
e’ soggetta alle disposizioni relative alle concessioni aggiudicate
dagli enti aggiudicatori;
b) la concessione e’ aggiudicata secondo le disposizioni che
disciplinano gli appalti nei settori ordinari se una delle attività
e’ disciplinata dalle disposizioni relative all’aggiudicazione delle
concessioni e l’altra dalle disposizioni relative all’aggiudicazione
degli appalti nei settori ordinari;
c) la concessione e’ aggiudicata secondo le disposizioni che
disciplinano le concessioni se una delle attività cui e’ destinata
la concessione e’ disciplinata dalle disposizioni relative
all’aggiudicazione delle concessioni e l’altra non e’ soggetta ne’
alla disciplina delle concessioni ne’ a quella relativa
all’aggiudicazione degli appalti nei settori ordinari o speciali.

CAPO II
GARANZIE PROCEDURALI

Art. 170

(Requisiti tecnici e funzionali)

1. I requisiti tecnici e funzionali dei lavori da eseguire o dei
servizi da fornire oggetto della concessione sono definiti nei
documenti di gara. Tali requisiti possono riferirsi anche allo
specifico processo di produzione o di esecuzione dei lavori o di
fornitura dei servizi richiesti, a condizione che siano collegati
all’oggetto del contratto e commisurati al valore e agli obiettivi
dello stesso. I requisiti tecnici e funzionali possono includere,
sulla base delle richieste formulate dalle stazioni appaltante,
livelli di qualità, livelli di prestazione ambientale ed effetti sul
clima, progettazione per tutti i requisiti (compresa l’accessibilità
per le persone con disabilità) e la valutazione di conformità,
l’esecuzione, la sicurezza o le dimensioni, la terminologia, i
simboli, il collaudo e i metodi di prova, la marcatura e
l’etichettatura o le istruzioni per l’uso.
2. A meno che non siano giustificati dall’oggetto del contratto, i
requisiti tecnici e funzionali non fanno riferimento a una
fabbricazione o provenienza determinata o a un procedimento
particolare caratteristico dei prodotti o dei servizi forniti da un
determinato operatore economico, ne’ a marchi, brevetti, tipi o a una
produzione specifica che avrebbero come effetto di favorire o
eliminare talune imprese o taluni prodotti. Tale riferimento e’
autorizzato, in via eccezionale, nel caso in cui una descrizione
sufficientemente precisa e intelligibile dell’oggetto del contratto
non sia possibile; un siffatto riferimento e’ accompagnato
dall’espressione «o equivalente».
3. Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori non
possono escludere un’offerta sulla base della giustificazione secondo
cui i lavori e i servizi offerti non sono conformi ai requisiti
tecnici e funzionali richiesti nei documenti di gara, se l’offerente
prova, con qualsiasi mezzo idoneo, che le soluzioni da lui proposte
con la propria offerta soddisfano in maniera equivalente i requisiti
tecnici e funzionali.

Art. 171

(Garanzie procedurali nei criteri di aggiudicazione)

1. Le concessioni sono aggiudicate sulla base dei criteri di
aggiudicazione stabiliti dalla stazione appaltante ai sensi
dell’articolo 173, purche’ siano soddisfatte tutte le seguenti
condizioni:
a) l’offerta risponde ai requisiti minimi prescritti dalla stazione
appaltante;
b) l’offerente ottempera alle condizioni di partecipazione di cui
all’articolo 172;
c) l’offerente non e’ escluso dalla partecipazione alla procedura
di aggiudicazione ai sensi dell’articolo 172.
2. I requisiti minimi di cui al comma 1, lettera a) prevedono le
condizioni e le caratteristiche tecniche, fisiche, funzionali e
giuridiche che ogni offerta deve soddisfare o possedere.
3. Le stazioni appaltanti forniscono, inoltre:
a) nel bando di concessione, una descrizione della concessione e
delle condizioni di partecipazione;
b) nel bando di concessione o nell’invito a presentare offerte,
l’espressa indicazione che la concessione e’ vincolata alla piena
attuazione del piano finanziario e al rispetto dei tempi previsti
dallo stesso per la realizzazione degli investimenti in opere
pubbliche e che l’offerta deve espressamente contenere, a pena di
esclusione, l’impegno espresso da parte del concessionario al
rispetto di tali condizione;
c) nel bando di concessione, nell’invito a presentare offerte o
negli altri documenti di gara, una descrizione dei criteri di
aggiudicazione e, se del caso, i requisiti minimi da soddisfare.
4. La stazione appaltante può limitare il numero di candidati o di
offerenti a un livello adeguato, purche’ ciò avvenga in modo
trasparente e sulla base di criteri oggettivi. Il numero di candidati
o di offerenti invitati a partecipare deve essere sufficiente a
garantire un’effettiva concorrenza.
5. La stazione appaltante rende noti a tutti i partecipanti le
modalità della procedura e un termine indicativo per il suo
completamento. Le eventuali modifiche sono comunicate a tutti i
partecipanti e, nella misura in cui riguardino elementi indicati nel
bando di concessione, rese pubbliche per tutti gli operatori
economici.
6. La stazione appaltante assicura la tracciabilità degli atti
inerenti alle singole fasi del procedimento, con idonee modalità,
fatto salvo il rispetto delle disposizioni dell’articolo 53.
7. La stazione appaltante può condurre liberamente negoziazioni
con i candidati e gli offerenti. L’oggetto della concessione, i
criteri di aggiudicazione e i requisiti minimi non possono essere
modificati nel corso delle negoziazioni.

Art. 172

(Selezione e valutazione qualitativa dei candidati)

1. Le stazioni appaltanti verificano le condizioni di
partecipazione relative alle capacità tecniche e professionali e
alla capacità finanziaria ed economica dei candidati o degli
offerenti, sulla base di certificazioni, autocertificazioni o
attestati che devono essere presentati come prova. Le condizioni di
partecipazione sono correlate e proporzionali alla necessità di
garantire la capacità del concessionario di eseguire la concessione,
tenendo conto dell’oggetto della concessione e dell’obiettivo di
assicurare la concorrenza effettiva.
2. Per soddisfare le condizioni di partecipazione di cui al comma
1, ove opportuno e nel caso di una particolare concessione,
l’operatore economico può affidarsi alle capacità di altri
soggetti, indipendentemente dalla natura giuridica dei suoi rapporti
con loro. Se un operatore economico intende fare affidamento sulle
capacità di altri soggetti, deve dimostrare all’amministrazione
aggiudicatrice o all’ente aggiudicatore che disporrà delle risorse
necessarie per l’intera durata della concessione. Per quanto riguarda
la capacità finanziaria, la stazione appaltante può richiedere che
l’operatore economico e i soggetti in questione siano responsabili in
solido dell’esecuzione del contratto. Alle stesse condizioni, un
raggruppamento di operatori economici di cui all’articolo 45 può
fare valere le capacità dei partecipanti al raggruppamento o di
altri soggetti. In entrambi i casi si applica l’articolo 89.

Art. 173

(Termini, principi e criteri di aggiudicazione)

1. Le concessioni sono aggiudicate sulla base dei principi di cui
all’articolo 30.
2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, e comunque in deroga
all’articolo 95, la stazione appaltante elenca i criteri di
aggiudicazione in ordine decrescente di importanza. Il termine minimo
per la ricezione delle domande di partecipazione, comprese
eventualmente le offerte, e’ di trenta giorni dalla data di
pubblicazione del bando. Se la procedura si svolge in fasi
successive, il termine minimo per la ricezione delle offerte iniziali
e’ di ventidue giorni. Si applica l’articolo 79, commi 1 e 2.
3. Se la stazione appaltante riceve un’offerta che propone una
soluzione innovativa con un livello straordinario di prestazioni
funzionali che non avrebbe potuto essere prevista utilizzando
l’ordinaria diligenza, può, in via eccezionale, modificare l’ordine
dei criteri di aggiudicazione di cui al comma 2, per tenere conto di
tale soluzione innovativa. In tal caso, la stazione appaltante
informa tutti gli offerenti in merito alla modifica dell’ordine di
importanza dei criteri ed emette un nuovo invito a presentare offerte
nel termine minimo di ventidue giorni di cui al suddetto comma 2,
terzo periodo. Se i criteri di aggiudicazione sono stati pubblicati
al momento della pubblicazione del bando di concessione, la stazione
appaltante pubblica un nuovo bando di concessione, nel rispetto del
termine minimo di trenta giorni di cui al comma 2, secondo periodo.
La modifica dell’ordine non deve dar luogo a discriminazioni.

CAPO III
ESECUZIONE DELLE CONCESSIONI

Art. 174

(Subappalto)

1. Ferma restando la disciplina di cui all’articolo 30, alle
concessioni in materia di subappalto si applica il presente articolo.
2. Gli operatori economici indicano in sede di offerta le parti del
contratto di concessione che intendono subappaltare a terzi. Non si
considerano come terzi le imprese che si sono raggruppate o
consorziate per ottenere la concessione , ne’ le imprese ad esse
collegate; se il concessionario ha costituito una società di
progetto, in conformità all’articolo 184, non si considerano terzi i
soci, alle condizioni di cui al comma 2 del citato articolo 184. In
sede di offerta gli operatori economici, che non siano microimprese,
piccole e medie imprese, per le concessioni di lavori, servizi e
forniture di importo pari o superiore alla soglia di cui all’articolo
35,comma 1, lettera a), indicano una terna di nominativi di
sub-appaltatori nei seguenti casi:
a).concessione di lavori, servizi e forniture per i quali non sia
necessaria una particolare specializzazione;
b).concessione di lavori, servizi e forniture per i quali risulti
possibile reperire sul mercato una terna di nominativi di
subappaltatori da indicare, atteso l’elevato numero di operatori che
svolgono dette prestazioni.
3. L’offerente ha l’obbligo di dimostrare, nei casi di cui al comma
2, l’assenza, in capo ai subappaltatori indicati, di motivi di
esclusione e provvede a sostituire i subappaltatori relativamente ai
quali apposita verifica abbia dimostrato l’esistenza di motivi di
esclusione di cui all’articolo 80.
4. Nel caso di concessioni di lavori e di servizi da fornire presso
l’impianto sotto la supervisione della stazione appaltante
successivamente all’aggiudicazione della concessione e al più tardi
all’inizio dell’esecuzione della stessa, il concessionario indica
alla stazione appaltante dati anagrafici, recapiti e rappresentanti
legali dei subappaltatori coinvolti nei lavori o nei servizi in
quanto noti al momento della richiesta. Il concessionario in ogni
caso comunica alla stazione appaltante ogni modifica di tali
informazioni intercorsa durante la concessione, nonche’ le
informazioni richieste per eventuali nuovi subappaltatori
successivamente coinvolti nei lavori o servizi. Tale disposizione non
si applica ai fornitori.
5. Il concessionario resta responsabile in via esclusiva nei
confronti della stazione appaltante. Il concessionario e’ obbligato
solidalmente con il subappaltatore nei confronti dei dipendenti
dell’impresa subappaltatrice, in relazione agli obblighi retributivi
e contributivi previsti dalla legislazione vigente.
6. L’esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto non può
formare oggetto di ulteriore subappalto.
7. Qualora la natura del contratto lo consenta, e’ fatto obbligo
per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto dei
subappaltatori, sempre, in caso di microimprese e piccole imprese, e,
per le altre, in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o in
caso di richiesta del subappaltatore. Il pagamento diretto e’
comunque subordinato alla verifica della regolarità contributiva e
retributiva dei dipendenti del subappaltatore. In caso di pagamento
diretto il concessionario e’ liberato dall’obbligazione solidale di
cui al comma 5.
8. Si applicano, altresì, le disposizioni previste dai commi, 10,
11e 17 dell’articolo 105.

Art. 175

(Modifica dei contratti durante il periodo di efficacia)

1. Le concessioni possono essere modificate senza una nuova
procedura di aggiudicazione nei seguenti casi:
a) se le modifiche, a prescindere dal loro valore monetario, sono
state espressamente previste nei documenti di gara iniziali in
clausole chiare, precise e inequivocabili che fissino la portata, la
natura delle eventuali modifiche, nonche’ le condizioni alle quali
possono essere impiegate. Tali clausole non possono apportare
modifiche che alterino la natura generale della concessione. In ogni
caso le medesime clausole non possono prevedere la proroga della
durata della concessione;
b) per lavori o servizi supplementari da parte del concessionario
originario che si sono resi necessari e non erano inclusi nella
concessione iniziale, ove un cambiamento di concessionario risulti
impraticabile per motivi economici o tecnici quali il rispetto dei
requisiti di intercambiabilità o interoperatività tra
apparecchiature, servizi o impianti esistenti forniti nell’ambito
della concessione iniziale e comporti per la stazione appaltante un
notevole ritardo o un significativo aggravi o dei costi;
c) ove ricorrano, contestualmente, le seguenti condizioni:
1) la necessità di modifica derivi da circostanze che una stazione
appaltante non ha potuto prevedere utilizzando l’ordinaria diligenza;
2) la modifica non alteri la natura generale della concessione;
d) se un nuovo concessionario sostituisce quello a cui la stazione
appaltante avevano inizialmente aggiudicato la concessione a causa di
una delle seguenti circostanze:
1) una clausola di revisione in conformità della lettera a);
2) al concessionario iniziale succeda, in via universale o
particolare, a seguito di ristrutturazioni societarie, comprese
rilevazioni, fusioni, acquisizione o insolvenza, un altro operatore
economico che soddisfi i criteri di selezione qualitativa stabiliti
inizialmente, purche’ ciò non implichi altre modifiche sostanziali
al contratto e non sia finalizzato ad eludere l’applicazione del
presente codice, fatta salva l’autorizzazione del concedente, ove
richiesta sulla base della regolamentazione di settore;
3) nel caso in cui la stazione appaltante si assuma gli obblighi
del concessionario principale nei confronti dei suoi subappaltatori;
e) se le modifiche, a prescindere dal loro valore, non sono
sostanziali ai sensi del comma 7.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere a), b) e c), perle
concessioni aggiudicate dalle amministrazioni aggiudicatrici allo
scopo di svolgere un’attività diversa da quelle di cui all’allegato
II, l’eventuale aumento di valore, anche in presenza di modifiche
successive, non può eccedere complessivamente il 50 per cento del
valore della concessione iniziale, inteso come valore quale
risultante a seguito dell’aggiudicazione delle opere o dei servizi o
delle forniture oggetto di concessione. Le modifiche successive non
sono intese ad aggirare il presente codice.
3. Le stazioni appaltanti che hanno modificato una concessione
nelle situazioni di cui al comma 1, lettere b) e c), pubblicano,
conformemente a quanto disposto dall’articolo 72, un avviso nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, contenente le informazioni di
cui all’allegato XXV.
4. Le concessioni possono essere modificate senza necessità di una
nuova procedura di aggiudicazione, ne’ di verificare se le condizioni
di cui al comma 7, lettere da a) a d), sono rispettate se la modifica
e’ al di sotto di entrambi i valori seguenti:
a) la soglia fissata all’articolo 35, comma 1, lettera a);
b) il 10 per cento del valore della concessione iniziale.
5. La modifica di cui al comma 4 non può alterare la natura
generale della concessione. In caso di più modifiche successive, il
valore e’ accertato sulla base del valore complessivo netto delle
successive modifiche.
6. Ai fini del calcolo del valore di cui ai commi 1, lettere a), b)
e c), 2 e4 il valore aggiornato e’ il valore di riferimento quando la
concessione prevede una clausola di indicizzazione. Se la concessione
non prevede una clausola di indicizzazione, il valore aggiornato e’
calcolato tenendo conto dell’inflazione calcolata dall’ISTAT.
7. La modifica di una concessione durante il periodo della sua
efficacia e’ considerata sostanziale, quando altera considerevolmente
gli elementi essenziali del contratto originariamente pattuito. In
ogni caso, fatti salvi i commi 1 e 4, una modifica e’ considerata
sostanziale se almeno una delle seguenti condizioni e’ soddisfatta:
a) la modifica introduce condizioni che, ove originariamente
previste, avrebbero consentito l’ammissione di candidati diversi da
quelli inizialmente selezionati o l’accettazione di un’offerta
diversa da quella accettata, oppure avrebbero consentito una maggiore
partecipazione alla procedura di aggiudicazione;
b) la modifica altera l’equilibrio economico della concessione a
favore del concessionario in modo non previsto dalla concessione
iniziale;
c) la modifica estende notevolmente l’ambito di applicazione della
concessione;
d) se un nuovo concessionario sostituisce quello cui la stazione
appaltante aveva inizialmente aggiudicato la concessione in casi
diversi da quelli previsti al comma 1, lettera d).
8. Una nuova procedura di aggiudicazione di una concessione e’
richiesta per modifiche delle condizioni di una concessione durante
il periodo della sua efficacia diverse da quelle previste ai commi 1
e 4.

Art. 176

(Cessazione, revoca d’ufficio, risoluzione per inadempimento e
subentro)

1. La concessione cessa quando:
a) il concessionario avrebbe dovuto essere escluso ai sensi
dell’articolo 80;
b) la stazione appaltante ha violato con riferimento al
procedimento di aggiudicazione, il diritto dell’Unione europea come
accertato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea ai sensi
dell’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
c) la concessione ha subito una modifica che avrebbe richiesto una
nuova procedura di aggiudicazione ai sensi dell’articolo 175, comma
8.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, non si applicano i termini
previsti dall’articolo 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nel caso in cui l’annullamento d’ufficio dipenda da vizio non
imputabile al concessionario si applica il comma 4.
4. Qualora la concessione sia risolta per inadempimento della
amministrazione aggiudicatrice ovvero quest’ultima revochi la
concessione per motivi di pubblico interesse spettano al
concessionario:
a) il valore delle opere realizzate più gli oneri accessori, al
netto degli ammortamenti, ovvero, nel caso in cui l’opera non abbia
ancora superato la fase di collaudo, i costi effettivamente sostenuti
dal concessionario;
b) le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere in
conseguenza della risoluzione;
c) un indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno pari
al 10 per cento del valore delle opere ancora da eseguire ovvero del
valore attuale della parte del servizio pari ai costi monetari della
gestione operativa previsti nel piano economico finanziario allegato
alla concessione,
5. Le somme di cui al comma 4 sono destinate prioritariamente al
soddisfacimento dei crediti dei finanziatori del concessionario e dei
titolari di titoli emessi ai sensi dell’articolo185, limitatamente
alle obbligazioni emesse successivamente alla data di entrata in
vigore della presente disposizione e sono indisponibili da parte di
quest’ultimo fino al completo soddisfacimento di detti crediti.
6. L’efficacia della revoca della concessione e’ sottoposta alla
condizione del pagamento da parte dell’amministrazione aggiudicatrice
o dell’ente aggiudicatore delle somme previste al comma 4.
7. Qualora la concessione sia risolta per inadempimento del
concessionario trova applicazione l’articolo 1453 del codice civile.
8. Nei casi che comporterebbero la risoluzione di una concessione
per cause imputabili al concessionario, la stazione appaltante
comunica per iscritto al concessionario e agli enti finanziatori
l’intenzione di risolvere il rapporto. Gli enti finanziatori, ivi
inclusi i titolari di obbligazioni e titoli analoghi emessi dal
concessionario, entro novanta giorni dal ricevimento della
comunicazione, indicano un operatore economico, che subentri nella
concessione, avente caratteristiche tecniche e finanziarie
corrispondenti o analoghe a quelle previste nel bando di gara o negli
atti in forza dei quali la concessione e’ stata affidata, con
riguardo allo stato di avanzamento dell’oggetto della concessione
alla data del subentro.
9. L’operatore economico subentrante deve assicurare la ripresa
dell’esecuzione della concessione e l’esatto adempimento
originariamente richiesto al concessionario sostituito entro il
termine indicato dalla stazione appaltante. Il subentro
dell’operatore economico ha effetto dal momento in cui la stazione
appaltante vi presta il consenso.
10. Fuori dalle ipotesi di cui all’articolo 175, comma 1, lettera
d),la sostituzione del concessionario e’ limitata al tempo necessario
per l’espletamento di una nuova procedura di gara.

Art. 177

(Affidamenti dei concessionari)

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 7, i soggetti pubblici
o privati, titolari di concessioni di lavori, di servizi pubblici o
di forniture già in essere alla data di entrata in vigore del
presente codice, non affidate con la formula della finanza di
progetto, ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo
il diritto dell’Unione europea, sono obbligati ad affidare, una quota
pari all’ottanta per cento dei contratti di lavori, servizi e
forniture relativi alle concessioni di importo di importo pari o
superiore a 150.000 euro e relativi alle concessioni mediante
procedura ad evidenza pubblica, introducendo clausole sociali e per
la stabilità del personale impiegato e per la salvaguardia delle
professionalità. La restante parte può essere realizzata da
società in house di cui all’articolo 5 per i soggetti pubblici,
ovvero da società direttamente o indirettamente controllate o
collegate per i soggetti privati, ovvero tramite operatori
individuati mediante procedura ad evidenza pubblica, anche di tipo
semplificato.
2. Le concessioni di cui al comma 1 già in essere si adeguano alle
predette disposizioni entro ventiquattro mesi dalla data di entrata
in vigore del presente codice.
3. La verifica del rispetto del limite di cui al comma 1, pari
all’ottanta per cento, da parte dei soggetti preposti e dell’ANAC,
viene effettuata, annualmente, secondo le modalità indicate
dall’ANAC stessa in apposite linee guida, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice. Eventuali
situazioni di squilibrio rispetto al limite indicato devono essere
riequilibrate entro l’anno successivo. Nel caso di reiterate
situazioni di squilibrio per due anni consecutivi il concedente
applica una penale in misura pari al 10 per cento dell’importo
complessivo dei lavori, servizi o forniture che avrebbero dovuto
essere affidati con procedura ad evidenza pubblica.

Art. 178

(Norme in materia di concessioni autostradali e particolare regime
transitorio)

1.Per le concessioni autostradali che, alla data di entrata in
vigore del presente codice, siano scadute, il concedente, che non
abbia ancora provveduto, procede alla predisposizione del bando di
gara per l’affidamento della concessione, secondo le regole di
evidenza pubblica previste dal presente codice, nel termine
perentorio di sei mesi dalla predetta data, ferma restando la
possibilità di affidamento in house ai sensi dell’articolo 5. Fatto
salvo quanto previsto per l’affidamento delle concessioni di cui
all’articolo 5 del presente codice, e’ vietata la proroga delle
concessioni autostradali.
2. I reciproci obblighi, per il periodo necessario al
perfezionamento della procedura di cui al comma 1, sono regolati,
sulla base delle condizioni contrattuali vigenti.
3. Per le concessioni autostradali per le quali la scadenza avviene
nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore del
presente codice, il concedente avvia la procedura per
l’individuazione del concessionario subentrante, mediante gara ad
evidenza pubblica, in conformità alle disposizioni del presente
codice, ferma restando la possibilità di affidamento in house ai
sensi dell’articolo 5. Ove suddetto termine sia inferiore a
ventiquattro mesi alla data di entrata in vigore del presente codice,
la procedura di gara viene indetta nel più breve tempo possibile, in
modo da evitare soluzioni di continuità tra i due regimi concessori.
4. Il concedente avvia le procedure ad evidenza pubblica per
l’affidamento della nuova concessione autostradale entro il termine
di ventiquattro mesi antecedente alla scadenza della concessione in
essere, ferma restando la possibilità di affidamento in house ai
sensi dell’articolo 5.
5. Qualora la procedura di gara non si concluda entro il termine di
scadenza della concessione, il concessionario uscente resta obbligato
a proseguire nell’ordinaria amministrazione fino al trasferimento
della gestione. Per detto periodo si applica quanto previsto al comma
2.
6. Il concedente, almeno un anno prima della data di scadenza della
concessione, effettua, in contraddittorio con il concessionario,
tutte le verifiche necessarie a valutare lo stato tecnico complessivo
dell’infrastruttura ed ordina, se del caso, i necessari ripristini e
le occorrenti modificazioni dello stato dei luoghi in conformità
degli impegni assunti convenzionalmente.
7. Per le opere assentite che il concessionario ha già eseguito e
non ancora ammortizzate alla scadenza della concessione, il
concessionario uscente ha diritto ad un indennizzo di tali poste
dell’investimento, da parte del subentrante, pari al costo
effettivamente sostenuto, al netto degli ammortamenti, dei beni
reversibili non ancora ammortizzati come risultante dal bilancio di
esercizio alla data dell’anno in cui termina la concessione, e delle
variazioni eseguite ai fini regolatori. L’importo del valore di
subentro e’ a carico del concessionario subentrante.
8. Per le concessioni autostradali il rischio di cui all’articolo
3, comma 1, lettera zz), si intende comprensivo del rischio traffico.
L’amministrazione può richiedere sullo schema delle convenzioni da
sottoscrivere un parere preventivo all’Autorità di regolazione dei
trasporti.

PARTE IV
PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO E CONTRAENTE GENERALE

Art. 179

(Disciplina comune applicabile)

1. Alle procedure di affidamento di cui alla presente parte si
applicano le disposizioni di cui alla parte I, III, V e VI , in
quanto compatibili.
2. Si applicano inoltre, in quanto compatibili con le previsioni
della presente parte, le disposizioni della parte II, titolo I a
seconda che l’importo dei lavori sia pari o superiore alla soglia di
cui all’articolo 35, ovvero inferiore, nonche’ le ulteriori
disposizioni della parte II indicate all’articolo 164, comma 2.
3. Le disposizioni della presente parte si applicano, in quanto
compatibili, anche ai servizi.

TITOLO I
PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO

Art. 180

(Partenariato pubblico privato)

1. Il contratto di partenariato e’ il contratto a titolo oneroso di
cui all’articolo 3, comma 1, lettera eee). Il contratto può avere ad
oggetto anche la progettazione di fattibilità tecnico ed economica e
la progettazione definitiva delle opere o dei servizi connessi.
2. Nei contratti di partenariato pubblico privato, i ricavi di
gestione dell’operatore economico provengono dal canone riconosciuto
dall’ente concedente e/o da qualsiasi altra forma di contropartita
economica ricevuta dal medesimo operatore economico, anche sotto
forma di introito diretto della gestione del servizio ad utenza
esterna.
3. Nel contratto di partenariato pubblico privato il trasferimento
del rischio in capo all’operatore economico comporta l’allocazione a
quest’ultimo, oltre che del rischio di costruzione, anche del rischio
di disponibilità o, nei casi di attività redditizia verso
l’esterno, del rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di
gestione dell’opera come definiti, rispettivamente, dall’articolo 3,
comma 1, lettere aaa), bbb) e ccc). Il contenuto del contratto e’
definito tra le parti in modo che il recupero degli investimenti
effettuati e dei costi sostenuti dall’operatore economico, per
eseguire il lavoro o fornire il servizio, dipenda dall’effettiva
fornitura del servizio o utilizzabilità dell’opera o dal volume dei
servizi erogati in corrispondenza della domanda e, in ogni caso, dal
rispetto dei livelli di qualità contrattualizzati, purche’ la
valutazione avvenga ex ante. Con il contratto di partenariato
pubblico privato sono altresì disciplinati anche i rischi, incidenti
sui corrispettivi, derivanti da fatti non imputabili all’operatore
economico.
4. A fronte della disponibilità dell’opera o della domanda di
servizi, l’amministrazione aggiudicatrice può scegliere di versare
un canone all’operatore economico che e’ proporzionalmente ridotto o
annullato nei periodi di ridotta o mancata disponibilità dell’opera,
nonche’ ridotta o mancata prestazione dei servizi. Tali variazioni
del canone devono, in ogni caso, essere in grado di incidere
significativamente sul valore attuale netto dell’insieme degli
investimenti, dei costi e dei ricavi dell’operatore economico.
5. L’amministrazione aggiudicatrice sceglie altresì che a fronte
della disponibilità dell’opera o della domanda di servizi, venga
corrisposta una diversa utilità economica comunque pattuita ex ante,
ovvero rimette la remunerazione del servizio allo sfruttamento
diretto della stessa da parte dell’operatore economico, che pertanto
si assume il rischio delle fluttuazioni negative di mercato della
domanda del servizio medesimo.
6. L’equilibrio economico finanziario, come definito all’articolo
3, comma 1, lettera fff), rappresenta il presupposto per la corretta
allocazione dei rischi di cui al comma 4. Ai soli fini del
raggiungimento del predetto equilibrio, in sede di gara
l’amministrazione aggiudicatrice può stabilire anche un prezzo
consistente in un contributo pubblico ovvero nella cessione di beni
immobili che non assolvono più a funzioni di interesse pubblico. A
titolo di contributo può essere riconosciuto un diritto di
godimento, la cui utilizzazione sia strumentale e tecnicamente
connessa all’opera da affidare in concessione. Le modalità di
utilizzazione dei beni immobili sono definite dall’amministrazione
aggiudicatrice e costituiscono uno dei presupposti che determinano
l’equilibrio economico-finanziario della concessione. In ogni caso,
l’eventuale riconoscimento del prezzo, sommato al valore di eventuali
garanzie pubbliche o di ulteriori meccanismi di finanziamento a
carico della pubblica amministrazione, non può essere superiore al
trenta per cento del costo dell’investimento complessivo, comprensivo
di eventuali oneri finanziari.
7. La documentata disponibilità di un finanziamento e’ condizione
di valutazione di ammissione ad un contratto di partenariato pubblico
privato. La sottoscrizione del contratto ha luogo previa la
presentazione di idonea documentazione inerente il finanziamento
dell’opera. Il contratto e’ risolto di diritto ove il contratto di
finanziamento non sia perfezionato entro dodici mesi dalla
sottoscrizione del contratto.
8. Nella tipologia dei contratti di cui al comma 1 rientrano la
finanza di progetto, la concessione di costruzione e gestione, la
concessione di servizi, la locazione finanziaria di opere pubbliche,
il contratto di disponibilità e qualunque altra procedura di
realizzazione in partenariato di opere o servizi che presentino le
caratteristiche di cui ai commi precedenti.

Art.181

(Procedure di affidamento)

1. La scelta dell’operatore economico avviene con procedure ad
evidenza pubblica anche mediante dialogo competitivo.
2. Salva l’ipotesi in cui l’affidamento abbia ad oggetto anche
l’attività di progettazione come prevista dall’articolo 180, comma
1, le amministrazioni aggiudicatrici provvedono all’affidamento dei
contratti ponendo a base di gara il progetto definitivo e uno schema
di contratto e di piano economico finanziario, che disciplinino
l’allocazione dei rischi tra amministrazione aggiudicatrice e
operatore economico.
3. La scelta e’ preceduta da adeguata istruttoria con riferimento
all’analisi della domanda e dell’offerta, della sostenibilità
economico-finanziaria e economico- sociale dell’operazione, alla
natura e alla intensità dei diversi rischi presenti nell’operazione
di partenariato, anche utilizzando tecniche di valutazione mediante
strumenti di comparazione per verificare la convenienza del ricorso a
forme di partenariato pubblico privato in alternativa alla
realizzazione diretta tramite normali procedure di appalto.
4. L’amministrazione aggiudicatrice esercita il controllo
sull’attività dell’operatore economico attraverso la predisposizione
ed applicazione di sistemi di monitoraggio, secondo modalità
definite da linee guida adottate dall’ANAC, sentito il Ministro
dell’economia e delle finanze, entro novanta giorni dall’entrata in
vigore del presente decreto, verificando in particolare la permanenza
in capo all’operatore economico dei rischi trasferiti. L’operatore
economico e’ tenuto a collaborare ed alimentare attivamente tali
sistemi.

Art.182

(Finanziamento del progetto )

1. Il finanziamento dei contratti può avvenire utilizzando idonei
strumenti quali, tra gli altri, la finanza di progetto. Il
finanziamento può anche riguardare il conferimento di asset
patrimoniali pubblici e privati. La remunerazione del capitale
investito e’ definita nel contratto.
2. Il contratto definisce i rischi trasferiti, le modalità di
monitoraggio della loro permanenza entro il ciclo di vita del
rapporto contrattuale e le conseguenze derivanti dalla anticipata
estinzione del contratto, tali da comportare la permanenza dei rischi
trasferiti in capo all’operatore economico.
3. Il verificarsi di fatti non riconducibili all’operatore
economico che incidono sull’equilibrio del piano economico
finanziario può comportare la sua revisione da attuare mediante la
rideterminazione delle condizioni di equilibrio. La revisione deve
consentire la permanenza dei rischi trasferiti in capo all’operatore
economico e delle condizioni di equilibrio economico finanziario
relative al contratto. Ai fini della tutela della finanza pubblica
strettamente connessa al mantenimento della predetta allocazione dei
rischi, nei casi di opere di interesse statale ovvero finanziate con
contributo a carico dello Stato, la revisione e’ subordinata alla
previa valutazione da parte del Nucleo di consulenza per l’attuazione
delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità
(NARS). Negli altri casi, e’ facoltà dell’amministrazione
aggiudicatrice sottoporre la revisione alla previa valutazione del
NARS. In caso di mancato accordo sul riequilibrio del piano economico
finanziario, le parti possono recedere dal contratto. All’operatore
economico spetta il valore delle opere realizzate e degli oneri
accessori, al netto degli ammortamenti e dei contributi pubblici.

Art. 183

(Finanza di progetto)

1. Per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica
utilità, ivi inclusi quelli relativi alle strutture dedicate alla
nautica da diporto, inseriti negli strumenti di programmazione
formalmente approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base
della normativa vigente, ivi inclusi i Piani dei porti, finanziabili
in tutto o in parte con capitali privati, le amministrazioni
aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante
concessione ai sensi della parte III, affidare una concessione
ponendo a base di gara il progetto di fattibilità, mediante
pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione di offerte
che contemplino l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a
carico dei soggetti proponenti. In ogni caso per le infrastrutture
afferenti le opere in linea, e’ necessario che le relative proposte
siano ricomprese negli strumenti di programmazione approvati dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
2. Il bando di gara e’ pubblicato con le modalità di cui
all’articolo 72 ovvero di cui all’articolo 130, secondo l’importo dei
lavori, ponendo a base di gara il progetto di fattibilità
predisposto dall’amministrazione aggiudicatrice. Il progetto di
fattibilità da porre a base di gara e’ redatto dal personale delle
amministrazioni aggiudicatrici in possesso dei requisiti soggettivi
necessari per la sua predisposizione in funzione delle diverse
professionalità coinvolte nell’approccio multidisciplinare proprio
del progetto di fattibilità. In caso di carenza in organico di
personale idoneamente qualificato, le amministrazioni aggiudicatrici
possono affidare la redazione del progetto di fattibilità a soggetti
esterni, individuati con le procedure previste dal presente codice.
Gli oneri connessi all’affidamento di attività a soggetti esterni
possono essere ricompresi nel quadro economico dell’opera.
3. Il bando, oltre al contenuto previsto dall’articolo 142
specifica:
a) che l’amministrazione aggiudicatrice ha la possibilità di
richiedere al promotore prescelto, di cui al comma 10, lettera b), di
apportare al progetto definitivo, da questi presentato, le modifiche
eventualmente intervenute in fase di approvazione del progetto, anche
al fine del rilascio delle concessioni demaniali marittime, ove
necessarie, e che, in tal caso, la concessione e’ aggiudicata al
promotore solo successivamente all’accettazione, da parte di
quest’ultimo, delle modifiche progettuali nonche’ del conseguente
eventuale adeguamento del piano economico-finanziario;
b) che, in caso di mancata accettazione da parte del promotore di
apportare modifiche al progetto definitivo, l’amministrazione ha
facoltà di chiedere progressivamente ai concorrenti successivi in
graduatoria l’accettazione delle modifiche da apportare al progetto
definitivo presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte
al promotore e non accettate dallo stesso.
4.Le amministrazioni aggiudicatrici valutano le offerte presentate
con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui
all’articolo 95.
5. Oltre a quanto previsto dall’articolo 95, l’esame delle proposte
e’ esteso agli aspetti relativi alla qualità del progetto definitivo
presentato, al valore economico e finanziario del piano e al
contenuto della bozza di convenzione. Per quanto concerne le
strutture dedicate alla nautica da diporto, l’esame e la valutazione
delle proposte sono svolti anche con riferimento alla maggiore
idoneità dell’iniziativa prescelta a soddisfare in via combinata gli
interessi pubblici alla valorizzazione turistica ed economica
dell’area interessata, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente e
alla sicurezza della navigazione.
6. Il bando indica i criteri, secondo l’ordine di importanza loro
attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione comparativa
tra le diverse proposte. La pubblicazione del bando, nel caso di
strutture destinate alla nautica da diporto, esaurisce gli oneri di
pubblicità previsti per il rilascio della concessione demaniale
marittima.
7. Il disciplinare di gara, richiamato espressamente nel bando,
indica, in particolare, l’ubicazione e la descrizione dell’intervento
da realizzare, la destinazione urbanistica, la consistenza, le
tipologie del servizio da gestire, in modo da consentire che le
proposte siano presentate secondo presupposti omogenei.
8. Alla procedura sono ammessi solo i soggetti in possesso dei
requisiti per i concessionari, anche associando o consorziando altri
soggetti, ferma restando l’assenza dei motivi di esclusione di cui
all’articolo 80.
9. Le offerte devono contenere un progetto definitivo, una bozza di
convenzione, un piano economico-finanziario asseverato da un istituto
di credito o da società di servizi costituite dall’istituto di
credito stesso ed iscritte nell’elenco generale degli intermediari
finanziari, ai sensi dell’articolo 106deldecretolegislativo1º
settembre 1993, n. 385, o da una società di revisione ai sensi
dell’articolo 1 della legge 23 novembre 1939,n.1966, nonche’ la
specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione, e
dare conto del preliminare coinvolgimento di uno o più istituti
finanziatori nel progetto. Il piano economico-finanziario, oltre a
prevedere il rimborso delle spese sostenute per la predisposizione
del progetto di fattibilità posto a base di gara, comprende
l’importo delle spese sostenute per la predisposizione delle offerte,
comprensivo anche dei diritti sulle opere dell’ingegno di cui
all’articolo 2578 del codice civile. L’importo complessivo delle
spese di cui al periodo precedente non può superare il 2,5 per cento
del valore dell’investimento, come desumibile dal progetto di
fattibilità posto a base di gara. Nel caso di strutture destinate
alla nautica da diporto, il progetto definitivo deve definire le
caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori ed il quadro
delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da
fornire, deve contenere uno studio con la descrizione del progetto ed
i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che
il progetto può avere sull’ambiente e deve essere integrato con le
specifiche richieste dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti con propri decreti.
10. L’amministrazione aggiudicatrice:
a) prende in esame le offerte che sono pervenute nei termini
indicati nel bando;
b) redige una graduatoria e nomina promotore il soggetto che ha
presentato la migliore offerta; la nomina del promotore può aver
luogo anche in presenza di una sola offerta;
c) pone in approvazione il progetto definitivo presentato dal
promotore, con le modalità indicate all’articolo 27, anche al fine
del successivo rilascio della concessione demaniale marittima, ove
necessaria. In tale fase e’ onere del promotore procedere alle
modifiche progettuali necessarie ai fini dell’approvazione del
progetto, nonche’ a tutti gli ad empimenti di legge anche ai fini
della valutazione di impatto ambientale, senza che ciò comporti
alcun compenso aggiuntivo, ne’ incremento delle spese sostenute per
la predisposizione delle offerte indicate nel piano finanziario;
d) quando il progetto non necessita di modifiche progettuali,
procede direttamente alla stipula della concessione;
e) qualora il promotore non accetti di modificare il progetto, ha
facoltà di richiedere progressivamente ai concorrenti successivi in
graduatoria l’accettazione delle modifiche al progetto presentato dal
promotore alle stesse condizioni proposte al promotore e non
accettate dallo stesso.
11. La stipulazione del contratto di concessione può avvenire
solamente a seguito della conclusione, con esito positivo, della
procedura di approvazione del progetto definitivo e della
accettazione delle modifiche progettuali da parte del promotore,
ovvero del diverso concorrente aggiudicatario. Il rilascio della
concessione demaniale marittima, ove necessaria, avviene sulla base
del progetto definitivo, redatto in conformità al progetto di
fattibilità approvato.
12. Nel caso in cui risulti aggiudicatario della concessione un
soggetto diverso dal promotore, quest’ultimo ha diritto al pagamento,
a carico dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese di cui al
comma 9, terzo periodo.
13. Le offerte sono corredate dalla garanzia di cui all’articolo 93
e da un’ulteriore cauzione fissata dal bando in misura pari al 2,5
per cento del valore dell’investimento, come desumibile dallo
progetto di fattibilità posto a base di gara. Il soggetto
aggiudicatario e’ tenuto a prestare la cauzione definitiva di cui
all’articolo 103. Dalla data di inizio dell’esercizio del servizio,
da parte del concessionario e’ dovuta una cauzione a garanzia delle
penali relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli
obblighi contrattuali relativi alla gestione dell’opera, da prestarsi
nella misura del 10 per cento del costo annuo operativo di esercizio
e con le modalità di cui all’articolo 103;lamancatapresentazionedi
tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale.
14. Si applicano, ove necessario, le disposizioni di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327,esuccessive
modificazioni.
15.Gli operatori economici possono presentare alle amministrazioni
aggiudicatrici proposte relative alla realizzazione in concessione di
lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, inclusele strutture
dedicate alla nautica da diporto, non presenti negli strumenti di
programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla
base della normativa vigente. La proposta contiene un progetto di
fattibilità, una bozza di convenzione, il piano
economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al comma
9, primo periodo, e la specificazione delle caratteristiche del
servizio e della gestione. Nel caso di strutture destinate alla
nautica da diporto, il progetto di fattibilità deve definire le
caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori e del quadro
delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da
fornire, deve contenere uno studio con la descrizione del progetto e
i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che
il progetto può avere sull’ambiente e deve essere integrato con le
specifiche richieste dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti con propri decreti. Il piano economico-finanziario
comprende l’importo delle spese sostenute per la predisposizione
della proposta, comprensivo anche dei diritti sulle opere
dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. La proposta
e’ corredata dalle autodichiarazioni relative al possesso dei
requisiti di cui al comma 17, dalla cauzione di cui all’articolo 103,
e dall’impegno a prestare una cauzione nella misura dell’importo di
cui al comma 9,terzo periodo, nel caso di indizione di gara.
L’amministrazione aggiudicatrice valuta, entro il termine perentorio
di tre mesi, la fattibilità della proposta. A tal fine
l’amministrazione aggiudicatrice può invitare il proponente ad
apportare al progetto di fattibilità le modifiche necessarie per la
sua approvazione. Se il proponente non apportale modifiche richieste,
la proposta non può essere valutata positivamente. Il progetto di
fattibilità eventualmente modificato, e’ inserito negli strumenti di
programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla
base della normativa vigente ed e’ posto in approvazione con le
modalità previste per l’approvazione di progetti; il proponente e’
tenuto ad apportare le eventuali ulteriori modifiche chieste in sede
di approvazione del progetto; in difetto, il progetto si intende non
approvato. Il progetto di fattibilità approvato e’ posto a base di
gara, alla quale e’ invitato il proponente. Nel bando
l’amministrazione aggiudicatrice può chiedere ai concorrenti,
compreso il proponente, la presentazione di eventuali varianti al
progetto. Nel bando e’ specificato che il promotore può esercitare
il diritto di prelazione. I concorrenti, compreso il promotore,
devono essere in possesso dei requisiti di cui al comma 8, e
presentare un’offerta contenente una bozza di convenzione, il piano
economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al comma
9, primo periodo, la specificazione delle caratteristiche del
servizio e della gestione, nonche’ le eventuali varianti al progetto
di fattibilità; si applicano i commi 4, 5, 6, 7 e 13. Se il
promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare, entro quindici
giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, il diritto di
prelazione e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad
adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni
offerte dall’aggiudicatario. Se il promotore non risulta
aggiudicatario e non esercita la prelazione ha diritto al pagamento,
a carico dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese per la
predisposizione della proposta nei limiti indicati nel comma 9. Se il
promotore esercita la prelazione, l’originario aggiudicatario ha
diritto al pagamento, a carico del promotore, dell’importo delle
spese per la predisposizione dell’offerta nei limiti di cui al comma
9.
16. La proposta di cui al comma15, primo periodo, può riguardare,
in alternativa alla concessione, la locazione finanziaria di cui
all’articolo 187.
17. Possono presentare le proposte di cui al comma 15, primo
periodo, i soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 8,
nonche’ i soggetti con i requisiti per partecipare a procedure di
affidamento di contratti pubblici anche per servizi di progettazione
eventualmente associati o consorziati con enti finanziatori e con
gestori di servizi. La realizzazione di lavori pubblici o di pubblica
utilità rientra tra i settori ammessi di cui all’articolo1,comma1,
lettera c-bis), del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura,
nell’ambito degli scopi di utilità sociale e di promozione dello
sviluppo economico dalle stesse perseguiti, possono aggregarsi alla
presentazione di proposte di realizzazione di lavori pubblici di cui
al comma 1, ferma restando la loro autonomia decisionale.
18. Al fine di assicurare adeguati livelli di bancabilità e il
coinvolgimento del sistema bancario nell’operazione, si applicano in
quanto compatibili le disposizioni contenute all’articolo 185.
19. Limitatamente alle ipotesi di cui i commi15 e 17, i soggetti
che hanno presentato le proposte possono recedere dalla composizione
dei proponenti in ogni fase della procedura fino alla pubblicazione
del bando di gara purche’ tale recesso non faccia venir meno la
presenza dei requisiti per la qualificazione. In ogni caso, la
mancanza dei requisiti in capo a singoli soggetti comporta
l’esclusione dei soggetti medesimi senza inficiare la validità della
proposta, a condizione che i restanti componenti posseggano i
requisiti necessari per la qualificazione.
20. Ai sensi dell’articolo 2 del presente codice, per quanto
attiene alle strutture dedicate alla nautica da diporto, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria
normativa ai principi previsti dal presente articolo.

Art.184

(Società di progetto)

1. Il bando di gara per l’affidamento di una concessione per la
realizzazione e/o gestione di una infrastruttura o di un nuovo
servizio di pubblica utilità deve prevedere che l’aggiudicatario ha
la facoltà, dopo l’aggiudicazione, di costituire una società di
progetto informa di società per azioni o a responsabilità limitata,
anche consortile. Il bando di gara indica l’ammontare minimo del
capitale sociale della società. In caso di concorrente costituito da
più soggetti, nell’offerta e’ indicatala quota di partecipazione al
capitale sociale di ciascun soggetto. Le predette disposizioni si
applicano anche alla gara di cui all’articolo 183. La società così
costituita diventa la concessionaria subentrando nel rapporto di
concessione all’aggiudicatario senza necessità di approvazione o
autorizzazione. Tale subentro non costituisce cessione di contratto.
Il bando di gara può, altresì, prevedere che la costituzione della
società si a un obbligo dell’aggiudicatario.
2. I lavori da eseguire e i servizi da prestare da parte delle
società disciplinate dal comma 1 si intendono realizzati e prestati
in proprio anche nel caso siano affidati direttamente dalle suddette
società ai propri soci, sempre che essi siano in possesso dei
requisiti stabiliti dalle vigenti norme legislative e regolamentari.
Restano ferme le disposizioni legislative, regolamentarie
contrattuali che prevedano obblighi di affidamento dei lavorio dei
servizi a soggetti terzi.
3. Per effetto del subentro di cui al comma 1, che non costituisce
cessione del contratto, la società di progetto di ventala
concessionaria a titolo originario e sostituisce l’aggiudicatario in
tutti i rapporti con l’amministrazione concedente. Nel caso di
versamento di un prezzo in corso d’opera da parte della pubblica
amministrazione, i soci della società restano solidalmente
responsabili con la società di progetto nei confronti
dell’amministrazione per l’eventuale rimborso del contributo
percepito. In alternativa, la società di progetto può fornire alla
pubblica amministrazione garanzie bancarie e assicurative per la
restituzione delle somme versate a titolo di prezzo in corso d’opera,
liberando in tal modo i soci. Le suddette garanzie cessano alla data
di emissione del certificato di collaudo dell’opera. Il contratto di
concessione stabilisce le modalità per l’eventuale cessione delle
quote della società di progetto, fermo restando che i soci che hanno
concorso a formare i requisiti per la qualificazione sono tenuti a
partecipare alla società e a garantire, nei limiti di cui sopra, il
buon adempimento degli obblighi del concessionario sino alla data di
emissione del certificato di collaudo dell’opera. L’ingresso nel
capitale sociale della società di progetto e lo smobilizzo delle
partecipazioni da parte di banche e altri investitori istituzionali
che non abbiano concorso a formare i requisiti per la qualificazione
possono tuttavia avvenire in qualsiasi momento.

Art. 185

(Emissione di obbligazioni e di titoli di debito da parte delle
società di progetto.)

1. Al fine di realizzare una singola infrastruttura o un nuovo
servizio di pubblica utilità, le società di progetto di cui
all’articolo 184 nonche’ le società titolari di un contratto di
partenariato pubblico privato ai sensi dell’articolo 3, comma 1,
lettere eee), possono emettere obbligazioni e titoli di debito, anche
in deroga ai limiti di cui agli articoli 2412 e 2483 del codice
civile, purche’ destinati alla sottoscrizione da parte degli
investitori qualificati come definiti ai sensi dell’articolo 100 del
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, fermo restando che sono
da intendersi inclusi in ogni caso tra i suddetti investitori
qualificati altresì le società ed altri soggetti giuridici
controllati da investitori qualificati ai sensi dell’articolo 2359
del codice civile; detti obbligazioni e titoli di debito possono
essere dematerializzati e non possono essere trasferiti a soggetti
che non siano investitori qualificati come sopra definiti. In
relazione ai titoli emessi ai sensi del presente articolo non si
applicano gli articoli 2413, 2414-bis, commi primo e secondo, e da
2415a 2420 del codice civile.
2. La documentazione di offerta deve riportare chiaramente ed
evidenziare distintamente un avvertimento circa l’elevato profilo di
rischio associato all’operazione.
3. Le obbligazioni e i titoli di debito, sino all’avvio della
gestione dell’infrastruttura da parte del concessionario ovvero fino
alla scadenza delle obbligazioni e dei titoli medesimi, possono
essere garantiti dal sistema finanziario, da fondazioni e da fondi
privati, secondo le modalità definite con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle
società operanti nella gestione dei servizi di cui all’articolo
3-bis del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, alle società
titolari delle autorizzazioni alla costruzione di infrastrutture di
trasporto di gas e delle concessioni di stoccaggio di cui agli
articoli 9 e 11 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, alle
società titolari delle autorizzazioni alla costruzione di
infrastrutture facenti parte del Piano di sviluppo della rete di
trasmissione nazionale dell’energia elettrica, alle società titolari
delle autorizzazioni per la realizzazione di reti di comunicazione
elettronica di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n.259, e
alle società titolari delle licenze individuali per l’installazione
e la fornitura di reti di telecomunicazioni pubbliche di cui al
predetto decreto n. 259 del 2003, nonche’ a quelle titolari delle
autorizzazioni di cui all’articolo 46 de1 decreto-legge 1º ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre
2007, n. 222. Per le finalità relative al presente comma, il decreto
di cui al comma 3 e’ adottato di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico.
5. Le garanzie, reali e personali e di qualunque altra natura
incluse le cessioni di credito a scopo di garanzia che assistono le
obbligazioni e i titoli di debito possono essere costituite in favore
dei sottoscrittori o anche di un loro rappresentante che sarà
legittimato a esercitare in nome e per conto dei sottoscrittori tutti
i diritti, sostanziali e processuali, relativi alle garanzie
medesime.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo non pregiudicano
quanto previsto all’articolo 194, comma 12, del presente codice, in
relazione alla facoltà del contraente generale di emettere
obbligazioni secondo quanto ivi stabilito.

Art. 186

(Privilegio sui crediti )

1. I crediti dei soggetti che finanziano o rifinanziano, a
qualsiasi titolo, anche tramite la sottoscrizione di obbligazioni e
titoli similari, la realizzazione di lavori pubblici, di opere di
interesse pubblico o la gestione di pubblici servizi hanno privilegio
generale, ai sensi degli articoli 2745 e seguenti del codice civile,
sui beni mobili, ivi inclusi i crediti, del concessionario e delle
società di progetto che siano concessionarie o affidatarie di
contratto di partenariato pubblico privato o contraenti generali, ai
sensi dell’articolo 175, comma 1, lettera d).
2. Il privilegio, a pena di nullità, deve risultare da atto
scritto. Nell’atto devono essere esattamente descritti i finanziatori
originari dei crediti, il debitore, l’ammontare in linea capitale del
finanziamento o della linea di credito, nonche’ gli elementi che
costituiscono il finanziamento.
3. L’opponibilità ai terzi del privilegio sui beni e’ subordinata
alla trascrizione, nel registro indicato dall’articolo 1524, comma 2,
del codice civile, dell’atto dal quale il privilegio risulta. Della
costituzione del privilegio e’ dato avviso mediante pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana; dall’avviso
devono risultare gli estremi della avvenuta trascrizione. La
trascrizione e la pubblicazione devono essere effettuate presso i
competenti uffici del luogo ove ha sede l’impresa finanziata.
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1153 del codice
civile, il privilegio può essere esercitato anche nei confronti dei
terzi che abbiano acquistato diritti sui beni che sono oggetto dello
stesso dopo la trascrizione prevista dal comma 3. Nell’ipotesi in cui
non sia possibile far valere il privilegio nei confronti del terzo
acquirente, il privilegio si trasferisce sul corrispettivo

Art.187

(Locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilità)

1. Per la realizzazione, l’acquisizione ed il completamento di
opere pubbliche o di pubblica utilità i committenti tenuti
all’applicazione del presente codice possono avvalersi anche del
contratto di locazione finanziaria, che costituisce appalto pubblico
di lavori, salvo che questi ultimi abbiano un carattere meramente
accessorio rispetto all’oggetto principale del contratto medesimo.
2. Nei casi di cui al comma 1, il bando, ferme le altre indicazioni
previste dal presente codice, determina i requisiti soggettivi,
funzionali, economici, tecnico-realizzativi ed organizzativi di
partecipazione, le caratteristiche tecniche ed estetiche dell’opera,
i costi, i tempi e le garanzie dell’operazione, nonche’ i parametri
di valutazione tecnica ed economico-finanziaria dell’offerta
economicamente più vantaggiosa.
3. L’offerente di cui al comma 2 può essere anche una associazione
temporanea costituita dal soggetto finanziatore ed al soggetto
realizzatore, responsabili, ciascuno, in relazione alla specifica
obbligazione assunta, ovvero un contraente generale. In caso di
fallimento, inadempimento o sopravvenienza di qualsiasi causa
impeditiva all’adempimento dell’obbligazione da parte di uno dei due
soggetti costituenti l’associazione temporanea di imprese, l’altro
può sostituirlo, con l’assenso del committente, con altro soggetto
avente medesimi requisiti e caratteristiche.
4. L’adempimento degli impegni della stazione appaltante resta in
ogni caso condizionato al positivo controllo della realizzazione e
dalla eventuale gestione funzionale dell’opera secondo le modalità
previste.
5. Il soggetto finanziatore, autorizzato ai sensi del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni,
deve dimostrare alla stazione appaltante che dispone, se del caso
avvalendosi delle capacità di altri soggetti, anche in associazione
temporanea con un soggetto realizzatore, dei mezzi necessari ad
eseguire l’appalto. L’offerente può anche essere un contraente
generale.
6. La stazione appaltante pone a base di gara almeno un progetto di
fattibilità. L’aggiudicatari o provvede alla predisposizione dei
successivi livelli progettuali e dall’esecuzione dell’opera.
7. L’opera oggetto del contratto di locazione finanziaria può
seguire il regime di opera pubblica ai fini urbanistici, edilizi ed
espropriativi; l’opera può essere realizzata su area nella
disponibilità dell’aggiudicatario.

Art.188

(Contratto di disponibilità)

1. L’affidatario del contratto di disponibilità e’ retribuito con
i seguenti corrispettivi, soggetti ad adeguamento monetario secondo
le previsioni del contratto:
a) Un canone di disponibilità, da versare soltanto in
corrispondenza alla effettiva disponibilità dell’opera; il canone e’
proporzionalmente ridotto o annullato nei periodi di ridotta o nulla
disponibilità della stessa per manutenzione, vizi o qualsiasi motivo
non rientrante tra i rischi a carico dell’amministrazione
aggiudicatrice ai sensi del comma 3;
b) l’eventuale riconoscimento di un contributo in corso d’opera,
comunque non superiore al cinquanta per cento del costo di
costruzione dell’opera, in caso di trasferimento della proprietà
dell’opera all’amministrazione aggiudicatrice;
c) un eventuale prezzo di trasferimento, parametrato, in relazione
ai canoni già versati e all’eventuale contributo incorso d’opera di
cui alla precedente lettera b),al valore di mercato residuo
dell’opera, da corrispondere, al termine del contratto, in caso di
trasferimento della proprietà dell’opera all’amministrazione
aggiudicatrice.
2. L’affidatario assume il rischi o della costruzione e della
gestione tecnica dell’opera per il periodo di messa a disposizione
dell’amministrazione aggiudicatrice. Il contratto determina le
modalità di ripartizione dei rischi tra le parti, che possono
comportare variazioni dei corrispettivi dovuti per gli eventi
incidenti sul progetto, sulla realizzazione o sulla gestione tecnica
dell’opera, derivanti dal sopravvenire di norme o provvedimenti
cogenti di pubbliche autorità. Salvo diversa determinazione
contrattuale e fermo restando quanto previsto dal comma 5, i rischi
sulla costruzione e gestione tecnica dell’opera derivanti da mancato
o ritardato rilascio di autorizzazioni, pareri, nulla osta e ogni
altro atto di natura amministrativa sono a carico del soggetto
aggiudicatore.
3. Il bando di gara e’ pubblicato con le modalità di cui
all’articolo 72 ovvero di cui all’articolo 130, secondo l’importo del
contratto, ponendo a base di gara il progetto di fattibilità tecnico
ed economica predisposto dall’amministrazione aggiudicatrice, che
indica, in dettaglio, le caratteristiche tecniche e funzionali che
deve assicurare l’opera costruita e le modalità per determinare la
riduzione del canone di disponibilità, nei limiti di cui al comma 6.
Le offerte devono contenere un progetto di fattibilità rispondente
alle caratteristiche indicate in sede di gara e sono corredate dalla
garanzia di cui all’articolo 93; il soggetto aggiudicatario e’ tenuto
a prestare la cauzione definitiva di cui all’articolo 103. Dalla data
di inizio della messa a disposizione da parte dell’affidatario e’
dovuta una cauzione a garanzia delle penali relative al mancato o
inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla
messa a disposizione dell’opera, da prestarsi nella misura del dieci
per cento del costo annuo operativo di esercizio e con le modalità
di cui all’articolo 103; la mancata presentazione di tale cauzione
costituisce grave inadempimento contrattuale. L’amministrazione
aggiudicatrice valuta le offerte presentate con il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’articolo 95.
Il bando indica i criteri, secondo l’ordine di importanza loro
attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione comparativa
tra le diverse offerte. Gli oneri connessi agli eventuali espropri
sono considerati nel quadro economico degli investimenti e finanziati
nell’ambito del contratto di disponibilità.
4. Al contratto di disponibilità si applicano le disposizioni
previste dal presente codice in materia di requisiti generali di
partecipazione alle procedure di affidamento e di qualificazione
degli operatori economici.
5. Il progetto definitivo, il progetto esecutivo e le eventuali
varianti in corso d’opera sono redatti a cura dell’affidatario;
l’affidatario ha la facoltà di introdurre le eventuali varianti
finalizzate ad una maggiore economicità di costruzione o gestione,
nel rispetto del progetto di fattibilità tecnica -economica e delle
norme e provvedimenti di pubbliche autorità vigenti e sopravvenuti;
l progetto definitivo, il progetto esecutivo e le varianti in corso
d’opera sono ad ogni effetto approvati dall’affidatario, previa
comunicazione all’amministrazione aggiudicatrice la quale può, entro
trenta giorni, motivatamente opporsi ove non rispettino il capitolato
prestazionale e, ove prescritto, alle terze autorità competenti. Il
rischio della mancata o ritardata approvazione da parte di terze
autorità competenti della progettazione e delle eventuali varianti
e’ a carico dell’affidatario. L’amministrazione aggiudicatrice può
attribuire all’affidatario il ruolo di autorità espropriante ai
sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
6. L’attività di collaudo, posta in capo alla stazione appaltante,
verifica la realizzazione dell’opera al fine di accertare il puntuale
rispetto del capitolato prestazionale e delle norme e disposizioni
cogenti e può proporre all’amministrazione aggiudicatrice, a questi
soli fini, modificazioni, varianti e rifacimento di lavori eseguiti
ovvero, sempre che siano assicurate le caratteristiche funzionali
essenziali, la riduzione del canone di disponibilità. Il contratto
individua, anche a salvaguardia degli enti finanziatori e dei
titolari di titoli emessi ai sensi dell’articolo 186 del presente
codice, il limite di riduzione del canone di disponibilità superato
il quale il contratto e’ risolto. L’adempimento degli impegni
dell’amministrazione aggiudicatrice resta in ogni caso condizionato
al positivo controllo della realizzazione dell’opera e dalla messa a
disposizione della stessa secondo le modalità previste dal contratto
di disponibilità

Art.189

(Interventi di sussidiarietà orizzontale)

1. Le aree riservate al verde pubblico urbano e gli immobili di
origine rurale, riservati alle attività collettive sociali e
culturali di quartiere, con esclusione degli immobili ad uso
scolastico e sportivo, ceduti al comune nell’ambito delle convenzioni
e delle norme previste negli strumenti urbanistici attuativi,
comunque denominati, possono essere affidati in gestione, per quanto
concerne la manutenzione, con diritto di prelazione ai cittadini
residenti nei comprensori oggetto delle suddette convenzioni e su cui
insistono i suddetti beni o aree, nel rispetto dei principi di non
discriminazione, trasparenza e parità di trattamento. A tal fine i
cittadini residenti costituiscono un consorzio del comprensorio che
raggiunga almeno il 66 per cento della proprietà della
lottizzazione. Le regioni e i comuni possono prevedere incentivi alla
gestione diretta delle aree e degli immobili di cui al presente comma
da parte dei cittadini costituiti in consorzi anche mediante
riduzione dei tributi propri.
2. Per la realizzazione di opere di interesse locale, gruppi di
cittadini organizzati possono formulare all’ente locale territoriale
competente proposte operative di pronta realizzabilità, nel rispetto
degli strumenti urbanistici vigenti o delle clausole di salvaguardia
degli strumenti urbanistici adottati, indicando nei costi e di mezzi
di finanziamento, senza oneri per l’ente medesimo. L’ente locale
provvede sulla proposta, con il coinvolgimento, se necessario, di
eventuali soggetti, enti ed uffici interessati, fornendo prescrizioni
ed assistenza. Gli enti locali possono predisporre apposito
regolamento per disciplinare le attività ed i processi di cui al
presente comma.
3. Decorsi due mesi dalla presentazione della proposta, la proposta
stessa si intende respinta. Entro il medesimo termine l’ente locale
può, con motivata delibera, disporre l’approvazione delle proposte
formulate ai sensi del comma 2, regolando altresì le fasi essenziali
del procedimento di realizzazione e i tempi di esecuzione. La
realizzazione degli interventi di cui ai commi da 2 a 5 che
riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica o
paesaggistico-ambientale e’ subordinata al preventivo rilascio del
parere o dell’autorizzazione richiesti dalle disposizioni di legge
vigenti. Si applicano in particolare le disposizioni del codice dei
beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42.
4. Le opere realizzate sono acquisite a titolo originario al
patrimonio indisponibile dell’ente competente.
5. La realizzazione delle opere di cui al comma 2 non può in ogni
caso dare luogo ad oneri fiscali ed amministrativi a carico del
gruppo attuatore, fatta eccezione per l’imposta sul valore aggiunto.
Le spese per la formulazione delle proposte e la realizzazione delle
opere sono, fino alla attuazione del federalismo fiscale, ammesse in
detrazione dall’imposta sul reddito dei soggetti che le hanno
sostenute, nella misura del 36 per cento, nel rispetto dei limiti di
ammontare e delle modalità di cui all’articolo 1 della legge 27
dicembre 1997, n. 449 e relativi provvedimenti di attuazione, e per
il periodo di applicazione delle agevolazioni previste dal medesimo
articolo 1. Successivamente, ne sarà prevista la detrazione dai
tributi propri dell’ente competente.
6. Restano ferme le disposizioni recate dall’articolo 43, commi 1,
2, e 3 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in materia di
valorizzazione e incremento del patrimonio delle aree verdi urbane.

Art. 190

(Baratto amministrativo)

1. Gli enti territoriali definiscono con apposita delibera i
criteri e le condizioni per la realizzazione di contratti di
partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini
singoli o associati, purche’ individuati in relazione ad un preciso
ambito territoriale. I contratti possono riguardare la pulizia, la
manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero
la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere,
interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di
interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati. In
relazione alla tipologia degli interventi, gli enti territoriali
individuano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti al tipo
di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque
utili alla comunità di riferimento in un’ottica di recupero del
valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa.

Art. 191

(Cessione di immobili in cambio di opere)

1. Il bando di gara può prevedere a titolo di corrispettivo,
totale o parziale, il trasferimento all’affidatario della proprietà
di beni immobili appartenenti all’amministrazione aggiudicatrice,
già indicati nel programma triennale per i lavori o nell’avviso di
preinformazione per i servizi e le forniture e che non assolvono
più, secondo motivata valutazione della amministrazione
aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore, funzioni di pubblico
interesse.
2. Possono formare oggetto di trasferimento anche i beni immobili
già inclusi in programmi di dismissione, purche’ prima della
pubblicazione del bando o avviso per l’alienazione, ovvero se la
procedura di dismissione ha avuto esito negativo.
3. Il bando di gara può prevedere che il trasferimento della
proprietà dell’immobile e la conseguente immissione in possesso
dello stesso avvengano in un momento anteriore a quello
dell’ultimazione dei lavori, previa presentazione di idonea polizza
fideiussoria per un valore pari al valore dell’immobile medesimo. La
garanzia fideiussoria, rilasciata con le modalità previste per il
rilascio della cauzione provvisoria, prevede espressamente la
rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore
principale, la rinuncia all’eccezione di cui all’articolo 1957, comma
2 del codice civile, nonche’ l’operatività della garanzia medesima
entro 15 giorni a semplice richiesta scritta della stazione
appaltante. La fideiussione e’ progressivamente svincolata con le
modalità previste con riferimento alla cauzione definitiva.

TITOLO II
IN HOUSE

Art. 192

(Regime speciale degli affidamenti in house)

1. E’ istituito presso l’ANAC, anche al fine di garantire adeguati
livelli di pubblicità e trasparenza nei contratti pubblici, l’elenco
delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che
operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie
società in house di cui all’articolo 5. L’iscrizione nell’elenco
avviene a domanda, dopo che sia stata riscontrata l’esistenza dei
requisiti, secondo le modalità e i criteri che l’Autorità definisce
con proprio atto. La domanda di iscrizione consente alle
amministrazioni aggiudicatrici e agli enti aggiudicatori sotto la
propria responsabilità, di effettuare affidamenti diretti dei
contratti all’ente strumentale. Resta fermo l’obbligo di
pubblicazione degli atti connessi all’affidamento diretto medesimo
secondo quanto previsto al comma 3.
2. Ai fini dell’affidamento in house di un contratto avente ad
oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, le
stazioni appaltanti effettuano preventivamente la valutazione sulla
congruità economica dell’offerta dei soggetti in house, avuto
riguardo all’oggetto e al valore della prestazione, dando conto nella
motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del
mancato ricorso al mercato, nonche’ dei benefici per la collettività
della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli
obiettivi di universalità e socialità, di efficienza, di
economicità e di qualità del servizio, nonche’ di ottimale impiego
delle risorse pubbliche.
3. Sul profilo del committente nella sezione Amministrazione
trasparente sono pubblicati e aggiornati, in conformità alle
disposizioni di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, in
formato open-data, tutti gli atti connessi all’affidamento degli
appalti pubblici e dei contratti di concessione tra enti nell’ambito
del settore pubblico, ove non secretati ai sensi dell’articolo 162.

Art. 193

(Società pubblica di progetto)

1. Ove il progetto di fattibilità dell’amministrazione
aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore, preveda, ai fini della
migliore utilizzazione dell’infrastruttura e dei beni connessi,
l’attività coordinata di più soggetti pubblici, si procede
attraverso la stipula di un accordo di programma tra i soggetti
pubblici stessi e, ove opportuno attraverso la costituzione di una
società pubblica di progetto, senza scopo di lucro, anche
consortile, partecipata dai soggetti aggiudicatori e dagli altri
soggetti pubblici interessati. Alla società pubblica di progetto
sono attribuite le competenze necessarie alla realizzazione
dell’opera e delle opere strumentali o connesse, nonche’ alla
espropriazione delle aree interessate, e all’utilizzazione delle
stesse e delle altre fonti di autofinanziamento indotte
dall’infrastruttura. La società pubblica di progetto e’ autorità
espropriante ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
La società pubblica di progetto realizza l’intervento in nome
proprio e per conto dei propri soci emandanti, avvalendosi dei
finanziamenti per esso deliberati, operando anche al fine di ridurre
il costo per la pubblica finanza.
2. Per lo svolgimento delle competenze di cui al secondo periodo
del comma 1, le società pubbliche di progetto applicano le
disposizioni del presente codice.
3. Alla società pubblica di progetto possono partecipare le camere
di commercio, industria e artigianato e le fondazioni bancarie.
4. La società pubblica di progetto e’ istituita allo scopo di
garantire il coordinamento tra i soggetti pubblici volto a promuovere
la realizzazione ed eventualmente la gestione dell’infrastruttura, e
a promuovere altresì la partecipazione al finanziamento; la società
e’ organismo di diritto pubblico e soggetto aggiudicatore ai sensi
del presente codice.
5. Gli enti pubblici interessati alla realizzazione di
un’infrastruttura possono partecipare, tramite accordo di programma,
al finanziamento della stessa, anche attraverso la cessione al
soggetto aggiudicatore ovvero alla società pubblica di progetto di
beni immobili di proprietà o allo scopo espropriati con risorse
finanziarie proprie.
6. Ai fini del finanziamento di cui al comma 5, gli enti pubblici
possono contribuire per l’intera durata del piano
economico-finanziario al soggetto aggiudicatore o alla società
pubblica di progetto, devolvendo alla stessa i proventi di propri
tributi o diverse fonti di reddito, fra cui:
a) da parte dei comuni, i ricavi derivanti dai flussi aggiuntivi di
oneri di urbanizzazione o infrastrutturazione e IMU, indotti dalla
infrastruttura;
b) da parte della camera di commercio, industria e artigianato, una
quota della tassa di iscrizione, allo scopo aumentata, ai sensi della
legge 29 dicembre 1993, n. 580.
7. La realizzazione di infrastrutture costituisce settore ammesso,
verso il quale le fondazioni bancarie possono destinare il reddito,
nei modi e nelle forme previste dalle norme in vigore.
8. I soggetti privati interessati alla realizzazione di
un’infrastruttura possono contribuire alla stessa attraverso la
cessione di immobili di loro proprietà o impegnandosi a contribuire
alla spesa, a mezzo di apposito accordo procedimentale.

TITOLO III
CONTRAENTE GENERALE

Art. 194

(Affidamento a contraente generale)

1. Con il contratto di affidamento unitario a contraente generale,
il soggetto aggiudicatore affida ad un soggetto dotato di adeguata
capacità organizzativa, tecnico-realizzativa e finanziaria la
realizzazione con qualsiasi mezzo dell’opera, nel rispetto delle
esigenze specificate nel progetto definitivo redatto dal soggetto
aggiudicatore e posto a base di gara, ai sensi dell’articolo 195,
comma 2, a fronte di un corrispettivo pagato in tutto o in parte dopo
l’ultimazione dei lavori.
2. Il contraente generale provvede:
a) alla predisposizione del progetto esecutivo e alle attività
tecnico amministrative occorrenti al soggetto aggiudicatore per
pervenire all’approvazione dello stesso;
b) all’acquisizione delle aree di sedime; la delega di cui
all’articolo 6, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica
8 giugno 2001, n. 327, in assenza di un concessionario, può essere
accordata al contraente generale;
c) all’esecuzione con qualsiasi mezzo dei lavori;
d) al prefinanziamento, in tutto o in parte, dell’opera da
realizzare;
e) ove richiesto, all’individuazione delle modalità gestionali
dell’opera e di selezione dei soggetti gestori;
f) all’indicazione, al soggetto aggiudicatore, del piano degli
affidamenti, delle espropriazioni, delle forniture di materiale e di
tutti gli altri elementi utili a prevenire le infiltrazioni della
criminalità, secondo le forme stabilite tra quest’ultimo egli organi
competenti in materia.
3. Il soggetto aggiudicatore provvede:
a) all’approvazione del progetto esecutivo e delle varianti;
b) alla nomina, con le procedure di cui all’articolo 31, comma 1,
del direttore dei lavori e dei collaudatori, nonche’ provvede
all’alta sorveglianza sulla realizzazione delle opere, assicurando un
costante monitoraggio dei lavori anche tramite un comitato permanente
costituito da suoi rappresentanti e rappresentanti del contraente;
c) al collaudo delle stesse;
d) alla stipulazione di appositi accordi con gli organi competenti
in materia di sicurezza nonche’ di prevenzione e repressione della
criminalità, finalizzati alla verifica preventiva del programma di
esecuzione dei lavori in vista del successivo monitoraggio di tutte
le fasi di esecuzione delle opere e dei soggetti che le realizzano,
in ogni caso prevedendo l’adozione di protocolli di legalità che
comportino clausole specifiche di impegno, da parte dell’impresa
aggiudicataria, a denunciare eventuali tentativi di estorsione, con
la possibilità di valutare il comportamento dell’aggiudicatario ai
fini della successiva ammissione a procedure ristrette della medesima
stazione appaltante in caso di mancata osservanza di tali
prescrizioni. Le prescrizioni a cui si uniformano gli accordi di
sicurezza sono vincolanti per i soggetti aggiudicatori e per
l’impresa aggiudicataria, che e’ tenuta a trasferire i relativi
obblighi a carico delle imprese interessate a qualunque titolo alla
realizzazione dei lavori. Le misure di monitoraggio per la
prevenzione e repressione di tentativi di infiltrazione mafiosa
comprendono il controllo dei flussi finanziari connessi alla
realizzazione dell’opera, inclusi quelli concernenti risorse
totalmente o parzialmente a carico dei promotori ai sensi
dell’articolo 183 e quelli derivanti dalla attuazione di ogni altra
modalità di finanza di progetto. Gli oneri connessi al monitoraggio
finanziario sono ricompresi nell’aliquota forfettaria di cui al comma
20.
4. Il contraente generale risponde nei confronti del soggetto
aggiudicatore della corretta e tempestiva esecuzione dell’opera,
secondo le successive previsioni del presente capo. I rapporti tra
soggetto aggiudicatore e contraente generale sono regolati dalle
norme della parte I e della parte II che costituiscono attuazione
della direttiva 2014/24/UE o dalle norme della parte III, dagli atti
di gara e dalle norme del codice civile regolanti l’appalto.
5. Alle varianti del progetto affidato al contraente generale non
si applica l’articolo 63;essesonoregolatedalle norme della parte II,
che costituiscono attuazione della direttiva 2014/24/UE o dalle norme
della parte III e dalle disposizioni seguenti:
a) restano a carico del contraente generale le eventuali varianti
necessarie ad emendare i vizi o integrare le omissioni del progetto
esecutivo redatto dallo stesso e approvato dal soggetto
aggiudicatore, mentre restano a carico del soggetto aggiudicatore le
eventuali varianti indotte da forza maggiore o sopravvenute
prescrizioni di legge o di enti terzi o comunque richieste dal
soggetto aggiudicatore;
b) al di fuori dei casi di cui alla lettera a), il contraente
generale può proporre al soggetto aggiudicatore le varianti
progettuali o le modifiche tecniche ritenute dallo stesso utili a
ridurre il tempo o il costo di realizzazione delle opere; il soggetto
aggiudicatore può rifiutare la approvazione delle varianti o
modifiche tecniche ove queste non rispettino le specifiche tecniche e
le esigenze del soggetto aggiudicatore, specificate nel progetto
posto a base di gara, o comunque determinino peggioramento della
funzionalità, durabilità, manutenibilità e sicurezza delle opere,
ovvero comportino maggiore spesa a carico del soggetto aggiudicatore
o ritardo del termine di ultimazione.
6. Il contraente generale provvede alla esecuzione unitaria delle
attività di cui al comma 2 direttamente ovvero, se costituito da
più soggetti, a mezzo della società di progetto di cui al comma 10;
i rapporti del contraente generale con i terzi sono rapporti di
diritto privato, a cui non si applica il presente codice, salvo
quanto previsto nel presente capo. Al contraente generale che sia
esso stesso amministrazione aggiudicatrice o ente aggiudicatore si
applicano le sole disposizioni di cui alla parte I e alla parte II,
titolo I che costituiscono attuazione della direttiva 2014/24, ovvero
di cui alla parte III.
7. Il contraente generale può eseguire i lavori affidati
direttamente, nei limiti della qualificazione posseduta, ovvero
mediante affidamento a soggetti terzi. I terzi affidatari di lavori
del contraente generale devono a loro volta possedere i requisiti di
qualificazione previsti dall’articolo 84, e possono sub affidare i
lavori nei limiti e alle condizioni previste per gli appaltatori di
lavori pubblici; ai predetti sub-affidamenti si applica l’articolo
105.
8. L’affidamento al contraente generale, nonche’ gli affidamenti e
sub affidamenti di lavori del contraente generale, sono soggetti alle
verifiche antimafia, con le modalità previste per i lavori pubblici.
9. Il soggetto aggiudicatore verifica, prima di effettuare
qualsiasi pagamento a favore del contraente generale, compresa
l’emissione di eventuali stati di avanzamento lavori, il regolare
adempimento degli obblighi contrattuali del contraente generale verso
i propri affidatari: ove risulti l’inadempienza del contraente
generale, il soggetto aggiudicatore applica una detrazione sui
successivi pagamenti e procede al pagamento diretto all’affidatario,
nonche’ applica le eventuali diverse sanzioni previste nel contratto.
10. Per il compimento delle proprie prestazioni il contraente
generale, ove composto da più soggetti, costituisce una società di
progetto in forma di società, anche consortile, per azioni o a
responsabilità limitata. La società e’ regolata dall’articolo 184 e
dalle successive disposizioni del presente articolo. Alla società
possono partecipare, oltre ai soggetti componenti il contraente
generale, istituzioni finanziarie, assicurative e tecnico operative
preventivamente indicate in sede di gara. La società così
costituita subentra nel rapporto al contraente generale senza alcuna
autorizzazione, salvo le verifiche antimafia e senza che il subentro
costituisca cessione di contratto; salvo diversa previsione del
contratto, i soggetti componenti il contraente generale restano
solidalmente responsabili con la società di progetto nei confronti
del soggetto aggiudicatore per la buona esecuzione del contratto. In
alternativa, la società di progetto può fornire al soggetto
aggiudicatore garanzie bancarie e assicurative per la restituzione
delle somme percepite in corso d’opera, liberando in tal modo i soci.
Tali garanzie cessano alla data di emissione del certificato di
collaudo dell’opera. Il capitale minimo della società di progetto e’
indicato nel bando di gara.
11. Il contratto stabilisce le modalità per la eventuale cessione
delle quote della società di progetto, fermo restando che i soci che
hanno concorso a formare i requisiti per la qualificazione sono
tenuti a partecipare alla società e a garantire, nei limiti del
contratto, il buon adempimento degli obblighi del contraente
generale, sino a che l’opera sia realizzata e collaudata. L’ingresso
nella società di progetto e lo smobilizzo di partecipazioni da parte
di istituti bancari e altri investitori istituzionali che non abbiano
concorso a formare i requisiti per la qualificazione può tuttavia
avvenire in qualsiasi momento. Il soggetto aggiudicatore non può
opporsi alla cessione di crediti effettuata dal contraente generale
nell’ipotesi di cui all’articolo 106, comma 14.
12. Il bando determina la quota di valore dell’opera che deve
essere realizzata dal contraente generale con anticipazione di
risorse proprie e i tempi e i modi di pagamento del prezzo. Il saldo
della quota di corrispettivo ritenuta a tal fine deve essere pagato
alla ultimazione dei lavori. Per il finanziamento della predetta
quota, il contraente generale o la società di progetto possono
emettere obbligazioni, previa autorizzazione degli organi di
vigilanza, anche in deroga ai limiti dell’articolo 2412 del codice
civile. Il soggetto aggiudicatore garantisce il pagamento delle
obbligazioni emesse, nei limiti del proprio debito verso il
contraente generale quale risultante da stati di avanzamento emessi
ovvero dal conto finale o dal certificato di collaudo dell’opera; le
obbligazioni garantite dal soggetto aggiudicatore possono essere
utilizzate per la costituzione delle riserve bancarie o assicurative
previste dalla legislazione vigente. Le modalità di operatività
della garanzia di cui al terzo periodo del presente comma sono
stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture. Le garanzie prestate
dallo Stato ai sensi del presente comma sono inserite nell’elenco
allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze.
13. I crediti delle società di progetto, ivi incluse quelle
costituite dai concessionari a norma dell’articolo 184 nei confronti
del soggetto aggiudicatore, sono cedibili ai sensi dell’articolo 106,
comma 13; la cessione può avere ad oggetto crediti non ancora
liquidi ed esigibili.
14. La cessione deve essere stipulata mediante atto pubblico o
scrittura privata autenticata e deve essere notificata al debitore
ceduto. L’atto notificato deve espressamente indicare se la cessione
e’ effettuata a fronte di un finanziamento senza rivalsa o con
rivalsa limitata.
15. Il soggetto aggiudicatore liquida l’importo delle prestazioni
rese e prefinanziate dal contraente generale con la emissione di un
certificato di pagamento esigibile alla scadenza del prefinanziamento
secondo le previsioni contrattuali. Per i soli crediti di cui al
presente comma ceduti a fronte di finanziamenti senza rivalsa o con
rivalsa limitata, la emissione del certificato di pagamento
costituisce definitivo riconoscimento del credito del finanziatore
cessionario; al cessionario non e’ applicabile nessuna eccezione di
pagamento delle quote di prefinanziamento riconosciute, derivante dai
rapporti tra debitore e creditore cedente, ivi inclusa la
compensazione con crediti derivanti dall’adempimento dello stesso
contratto o con qualsiasi diverso credito nei confronti del
contraente generale cedente.
16. Il bando di gara indica la data ultima di pagamento dei crediti
riconosciuti definitivi ai sensi del comma 15, in tutti i casi di
mancato o ritardato completamento dell’opera,
17. Per gli affidamenti per i quali vi siano crediti riconosciuti
definitivi ai sensi del comma 15:
a) ove le garanzie di cui all’articolo 104 si siano già ridotte
ovvero la riduzione sia espressamente prevista nella garanzia
prestata, il riconoscimento definitivo del credito non opera se la
garanzia non e’ ripristinata e la previsione di riduzione espunta
dalla garanzia;
b) in tutti i casi di risoluzione del rapporto per motivi
attribuibili al contraente generale si applicano le disposizioni
previste dall’articolo 189;
18. Il contraente generale presta, una volta istituita, la garanzia
per la risoluzione di cui all’articolo 104, che deve comprendere la
possibilità per il garante, in caso di fallimento o inadempienza del
contraente generale, di far subentrare nel rapporto altro soggetto
idoneo in possesso dei requisiti di contraente generale, scelto
direttamente dal garante stesso.
19. I capitolati prevedono, tra l’altro:
a) le modalità e i tempi, nella fase di sviluppo e approvazione
del progetto esecutivo, delle prestazioni propedeutiche ai lavori e i
lavori di cantierizzazione, ove autorizzati;
b) le modalità e i tempi per il pagamento dei ratei di
corrispettivo dovuti al contraente generale per le prestazioni
compiute prima dell’inizio dei lavori, pertinenti in particolare le
attività progettuali e le prestazioni di cui alla lettera a).
20. Il soggetto aggiudicatore indica nel bando di gara un’aliquota
forfettaria, non sottoposta al ribasso d’asta, ragguagliata
all’importo complessivo dell’intervento, secondo valutazioni
preliminari che il contraente generale e’ tenuto a recepire
nell’offerta formulata in sede di gara, da destinare all’attuazione
di misure idonee volte al perseguimento delle finalità di
prevenzione e repressione della criminalità e dei tentativi di
infiltrazione mafiosa, ai sensi del comma 3, lettera d) e
dell’articolo 203, comma 1. Nel progetto che si pone a base di gara,
ai sensi dell’articolo 195, comma 2, elaborato dal soggetto
aggiudicatore, la somma corrispondente a detta aliquota e’ inclusa
nelle somme a disposizione del quadro economico, ed e’ unita una
relazione di massima che corre da il progetto, indicante
l’articolazione delle suddette misure, nonche’ la stima dei costi.
Tale stima e’ riportata nelle successive fasi della progettazione. Le
variazioni tecniche per l’attuazione delle misure in questione,
eventualmente proposte dal contraente generale, in qualunque fase
dell’opera, non possono essere motivo di maggiori oneri a carico del
soggetto aggiudicatore. Ove il progetto definitivo sia prodotto per
iniziativa del promotore, quest’ultimo predispone analoga
articolazione delle misure in questione, con relativa indicazione dei
costi, non sottoposti a ribasso d’asta e inseriti nelle somme a
disposizione dell’amministrazione. Le disposizioni del presente comma
si applicano, in quanto compatibili, anche nei casi di affidamento
mediante concessione.

Art. 195

(Procedure di aggiudicazione del contraente generale)

1. Il ricorso alla scelta di aggiudicare mediamente affidamento al
contraente generale deve essere motivata dalla stazione appaltante in
ragione della complessità e di altre esigenze al fine di garantire
un elevato livello di qualità, sicurezza ed economicità.
2. Per l’affidamento a contraente generale si pone a base di gara
il progetto definitivo.
3. I soggetti aggiudicatori possono stabilire e indicare nel bando
di gara, in relazione all’importanza e alla complessità delle opere
da realizzare, il numero minimo e massimo di concorrenti che verranno
invitati a presentare offerta. Nel caso in cui le domande di
partecipazione superino il predetto numero massimo, i soggetti
aggiudicatori individuano i soggetti da invitare redigendo una
graduatoria di merito sulla base di criteri oggettivi, non
discriminatori e pertinenti all’oggetto del contratto, predefiniti
nel bando di gara. In ogni caso, il numero minimo di concorrenti da
invitare non può essere inferiore a cinque, se esistono in tale
numero soggetti qualificati. In ogni caso il numero di candidati
invitati deve essere sufficiente ad assicurare una effettiva
concorrenza.
4. L’aggiudicazione dei contratti di cui al comma 1 avviene secondo
il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa,
individuata, oltre che sulla base dei criteri di cui all’articolo 95,
tenendo conto altresì:
a) del valore tecnico ed estetico delle varianti;
a) del tempo di esecuzione;
b) del costo di utilizzazione e di manutenzione;
c) della maggiore entità, rispetto a quella prevista dal bando,
del prefinanziamento che il candidato e’ in grado di offrire;
d) di ogni ulteriore elemento individuato in relazione al carattere
specifico delle opere da realizzare.
5. Per i soggetti aggiudicatori operanti nei settori di cui agli
articoli da 115 a 118, si applicano, per quanto non previsto nel
presente articolo, le norme della parte III.
6. Per tutti gli altri soggetti aggiudicatori si applicano, per
quanto non previsto nel presente articolo, le norme della parte II,
titolo I.

Art. 196

(Controlli sull’esecuzione e collaudo)

1. Al collaudo delle infrastrutture si provvede con le modalità e
nei termini previsti dall’articolo 102.
2. Per le infrastrutture di grande rilevanza o complessità, il
soggetto aggiudicatore può autorizzare le commissioni di collaudo ad
avvalersi dei servizi di supporto e di indagine di soggetti
specializzati nel settore. Gli oneri relativi sono a carico dei fondi
a disposizione del soggetto aggiudicatore per la realizzazione delle
predette infrastrutture con le modalità e i limiti stabiliti con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. L’affidatario
del supporto al collaudo non può avere rapporti di collegamento con
chi ha progettato, diretto, sorvegliato o eseguito in tutto o in
parte l’infrastruttura.
3. Per gli appalti pubblici di lavori, aggiudicati con la formula
del contraente generale, e’ istituito presso il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, un albo nazionale obbligatorio dei
soggetti che possono ricoprire rispettivamente i ruoli di direttore
dei lavori e di collaudatore. La loro nomina nelle procedure di
appalto avviene mediante pubblico sorteggio da una lista di candidati
indicati alle stazioni appaltanti in numero almeno triplo per ciascun
ruolo da ricoprire e prevedendo altresì che le spese di tenuta
dell’albo siano poste a carico dei soggetti interessati.
4. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente codice, sono disciplinate le modalità di iscrizione
all’albo e di nomina, nonche’ i compensi da corrispondere che non
devono superare i limiti di cui agli articoli 23-bis e 23-ter del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e
all’articolo 13 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Fino alla data
di entrata in vigore del decreto di cui al comma 4, si applica
l’articolo 216, comma 21.

Art. 197

(Sistema di qualificazione del contraente generale)
1. L’attestazione del possesso dei requisiti del contraente
generale avviene con le modalità di cui all’articolo 84. La
qualificazione può essere richiesta da imprese singole in forma di
società commerciali o cooperative, da consorzi di cooperative di
produzione e lavoro previsti dalla legge 25 giugno 1909, n. 422 e dal
decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre
1947, n. 1577, e successive modificazioni, ovvero da consorzi stabili
di cui all’articolo 45, comma 2, lettera c).
2. I contraenti generali sono qualificati per classifiche, riferite
all’importo lordo degli affidamenti per i quali possono concorrere. I
contraenti generali non possono concorrere ad affidamenti di importo
lordo superiore a quello della classifica di iscrizione, attestata
con il sistema di cui alla presente sezione ovvero documentata ai
sensi dell’articolo 45, salva la facoltà di associarsi ad altro
contraente generale.
3. Le classifiche di qualificazione sono determinate dall’ANAC.
4. Costituiscono requisiti per la partecipazione alle procedure di
aggiudicazione da parte dei contraenti generali oltre l’assenza dei
motivi di esclusione di cui all’articolo 80, ulteriori requisiti di
un’adeguata capacità economica e finanziaria, di un’adeguata
idoneità tecnica e organizzativa, nonche’ di un adeguato organico
tecnico e dirigenziale. Tali ulteriori requisiti sono determinati con
linee guida adottate dall’ANAC.

Art. 198

(Norme di partecipazione alla gara del contraente generale)

1. I soggetti aggiudicatori hanno facoltà di richiedere, per le
singole gare:
a) che l’offerente dimostri l’assenza dei motivi di esclusione di
cui all’articolo 80; nei confronti dell’aggiudicatario la verifica di
sussistenza dei requisiti generali e’ sempre espletata;
b) che l’offerente dimostri, tramite i bilanci consolidati e idonee
dichiarazioni bancarie, l disponibilità di risorse finanziarie,
rivolte al prefinanziamento, proporzionate all’opera da realizzare;
c) che sia dimostrato il possesso, da parte delle imprese
affidatarie designate in sede di gara o dallo stesso offerente, della
capacità tecnica specifica per l’opera da realizzare e dei requisiti
economico finanziari e tecnico organizzativi adeguati al progetto da
redigere.
2. Non possono concorrere alla medesima gara imprese collegate ai
sensi dell’articolo 7. E’ fatto divieto ai partecipanti di concorrere
alla gara in più di un raggruppamento temporaneo o consorzio, ovvero
di concorrere alla gara anche in forma individuale, qualora abbiano
partecipato alla gara medesima in associazione o consorzio, anche
stabile.
3. I contraenti generali dotati della adeguata e competente
classifica di qualificazione per la partecipazione allegare, possono
partecipare alla gara in associazione o consorzio con altre imprese
purche’ queste ultime siano ammesse, per qualunque classifica, al
sistema di qualificazione ovvero siano qualificabili, per qualunque
classifica. Le imprese associate o consorziate concorrono alla
dimostrazione dei requisiti di cui al comma 1.

Art. 199

(Gestione del sistema di qualificazione del contraente generale)

1. La attestazione del possesso dei requisiti dei contraenti
generali e’ rilasciata secondo quanto previsto dall’articolo 197 ed
e’ definita nell’ambito del sistema di qualificazione previsto dal
medesimo articolo.
2. In caso di ritardo nel rilascio, imputabile alla SOA,
l’attestazione scaduta resta valida, ai fini della partecipazione
alle gare e perla sottoscrizione dei contratti, fino al momento del
rilascio di quella rinnovata.
3. Le attestazioni del possesso dei requisiti rilasciate dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono valide sino alla
scadenza naturale.
4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvede,
altresì, a rilasciare l’attestazione di cui al comma 1, sulle
richieste pervenute alla data di entrata in vigore del presente
codice, nonche’ quelle che perverranno fino all’entrata in vigore
delle linee guida di cui all’articolo 197.

PARTE V
INFRASTRUTTURE E INSEDIAMENTI PRIORITARI

Art. 200

(Disposizioni generali)

1. Le infrastrutture e gli insediamenti prioritari per lo sviluppo
del Paese, sono valutati e conseguentemente inseriti negli appositi
strumenti di pianificazione e programmazione di cui agli articoli
successivi, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
2. La realizzazione delle opere e delle infrastrutture di cui alla
presente parte e’ oggetto di:
a) concessione di costruzione e gestione;
b) affidamento unitario a contraente generale;
c) finanza di progetto;
d) qualunque altra forma di affidamento prevista dal presente
codice compatibile con la tipologia dell’opera da realizzare.
3. In sede di prima individuazione delle infrastrutture e degli
insediamenti di cui al comma 1, il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti effettua una ricognizione di tutti gli interventi già
compresi negli strumenti di pianificazione e programmazione, comunque
denominati, vigenti alla data di entrata in vigore del presente
codice. All’esito di tale ricognizione, il Ministro propone l’elenco
degli interventi da inserire nel primo Documento Pluriennale di
Pianificazione, il cui contenuto tiene conto di quanto indicato
all’articolo 201, comma 3, che sostituisce tutti i predetti
strumenti. La ricognizione deve, in ogni caso, comprendere gli
interventi per i quali vi sono obbligazioni giuridiche vincolanti,
ovvero gli interventi in relazione ai quali sia già intervenuta
l’approvazione del contratto all’esito della procedura di affidamento
della realizzazione dell’opera, nonche’ quelli che costituiscono
oggetto di accordi internazionali sottoscritti dall’Italia.

Art. 201

(Strumenti di pianificazione e programmazione)

1. Al fine della individuazione delle infrastrutture e degli
insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, si utilizzano i
seguenti strumenti di pianificazione e programmazione generale:
a) piano generale dei trasporti e della logistica;
b) documenti pluriennali di pianificazione, di cui all’articolo 2,
comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n.228.
2. Il piano generale dei trasporti e della logistica (PGTL)
contiene le linee strategiche delle politiche della mobilità delle
persone e delle merci nonche’ dello sviluppo infrastrutturale del
Paese. Il Piano e’ adottato ogni tre anni, su proposta del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del CIPE, acquisito il parere
della Conferenza unificata e sentite le Commissioni parlamentari
competenti.
3. Il Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP) di cui al
decreto legislativo 29 dicembre 2011 n. 228, di competenza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, oltre a quanto
stabilito dal comma 2 dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 228
del 2011, contiene l’elenco degli interventi relativi al settore dei
trasporti e della logistica la cui progettazione di fattibilità e’
valutata meritevole di finanziamento, da realizzarsi in coerenza con
il PGTL. Il DPP tiene conto dei piani operativi per ciascuna area
tematica nazionale definiti dalla Cabina di regia di cui all’articolo
1, comma 703, lettera c), della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
4. Il DPP e’ redatto ai sensi dell’articolo 10, comma 8, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196,ed e’ approvato secondo le procedure e
nel rispetto della tempistica di cui all’articolo 2, commi 5 e 6, del
decreto legislativo n. 228 del 2011, sentita la Conferenza unificata
di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
5. Le Regioni, le Province autonome, le Città Metropolitane e gli
altri enti competenti trasmettono al Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti proposte di interventi relativi al settore dei
trasporti e della logistica prioritari per lo sviluppo del Paese ai
fini dell’inserimento nel DPP, dando priorità al completamento delle
opere incompiute, comprendenti il progetto di fattibilità, redatto
secondo quanto previsto dal decreto di cui all’articolo 23, comma 3,e
corredate dalla documentazione indicata dalle linee guida di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo n.228 del 2011. Il Ministero,
verificala fondatezza della valutazione ex ante dell’intervento
effettuata dal soggetto proponente, la coerenza complessiva
dell’intervento proposto e la sua funzionalità rispetto al
raggiungimento degli obiettivi indicati nel PGTL e, qualora lo
ritenga prioritario, può procedere al suo inserimento nel DPP.
6. Annualmente, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
predispone una dettagliata relazione sullo stato di avanzamento degli
interventi inclusi nel DPP; la relazione e’ allegata al Documento di
economia e finanza. A tal fine, l’ente aggiudicatore, nei trenta
giorni successivi all’approvazione del progetto definitivo, trasmette
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una scheda di
sintesi conforme al modello approvato dallo stesso Ministero con
apposito decreto contenente i dati salienti del progetto e, in
particolare, costi, tempi, caratteristiche tecnico-prestazionali
dell’opera, nonche’ tutte le eventuali variazioni intervenute
rispetto al progetto di fattibilità.
7. Il primo DPP da approvarsi, entro un anno dall’entrata in vigore
del presente codice, contiene anche le indicazioni circa lo stato
procedurale, fisico e finanziario di ciascuna opera inserita con
conseguente salvaguardia dei termini, e degli adempimenti già
effettuati. Si applica il comma 10.
8. Resta ferma la possibilità di inserire nuove opere anche nel
primo DPP, ove sia già stato approvato anche il PGTL.
9. Fino all’approvazione del primo DPP, valgono come programmazione
degli investimenti in materia di infrastrutture e trasporti gli
strumenti di pianificazione e programmazione e i piani, comunque
denominati, già approvati secondo le procedure vigenti alla data di
entrata in vigore del presente codice o in relazione ai quali
sussiste un impegno assunto coni competenti organi dell’Unione
europea.
10. In sede di redazione di ogni nuovo DPP, si procede anche alla
revisione degli interventi inseriti nel DPP precedente, in modo da
evitare qualunque sovrapposizione tra gli strumenti di programmazione
. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti valuta il
reinserimento di ogni singolo intervento in ciascun DPP, anche in
relazione alla permanenza dell’interesse pubblico alla sua
realizzazione, nonche’ attraverso una valutazione di fattibilità
economico finanziaria. In particolare, tiene conto, allo scopo, delle
opere per le quali non sia stata avviata la realizzazione, con
riferimento ad una parte significativa, ovvero per le quali il costo
dell’intervento evidenziato dal progetto esecutivo risulti superiore
di oltre il venti per cento al costo dello stesso evidenziato in sede
di progetto di fattibilità. Anche al di fuori della tempistica di
approvazione periodica del DPP di cui al comma 3, con la procedura
prevista per ogni approvazione, il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti può proporre inserimenti ovvero espunzioni di opere
dal medesimo Documento di programmazione, ove fattori eccezionali o
comunque imprevedibili o non preventivati al momento della redazione
del DPP lo rendano necessario.

Art. 202

(Finanziamento e riprogrammazione delle risorse per le infrastrutture
prioritarie)

1. Al fine di migliorare la capacità di programmazione e
riprogrammazione della spesa per la realizzazione delle
infrastrutture di preminente interesse nazionale e in coerenza con
l’articolo 10, commi 2 e 4,del decreto legislativo 29 dicembre 2011,
n. 229, sono istituiti, nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti:
a) il Fondo per la progettazione di fattibilità delle
infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del
Paese, nonche’ per la project review delle infrastrutture già
finanziate;
b) il Fondo da ripartire per la realizzazione delle infrastrutture
e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese.
2. Tra i fondi di cui al comma 1 possono essere disposte variazioni
compensative con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze,
su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
3. In sede di prima applicazione, ai Fondi di cui al comma 1,
lettere a) e b), confluiscono le risorse disponibili di cui
all’articolo 32, commi 1 e 6, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito con modificazioni nella legge 15 luglio 2011, n. 111, di
cui all’articolo 18, comma 1, del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69,
convertito con modificazioni nella legge 9 agosto 2013, n. 98,
nonche’ le risorse disponibili iscritte nel capitolo dello stato di
previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
denominato “Fondo da ripartire per la progettazione e la
realizzazione delle opere strategiche di preminente interesse
nazionale nonche’ per opere di captazione ed adduzione di risorse
idriche”. L’individuazione delle risorse assegnate ai fondi di cui al
comma 1e’ definita con uno o più decreti del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, previo parere del CIPE.
4. Con uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, sono definite:
a) le modalità di ammissione al finanziamento della progettazione
di fattibilità;
b) l’assegnazione delle risorse del Fondo per la progettazione di
cui al comma 1, lettera a)ai diversi progetti, nonche’ le modalità
di revoca.
5. Con uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
si provvede al trasferimento delle risorse del Fondo per la
realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, lettera b),
assegnate dal CIPE ai diversi interventi su proposta del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti d’intesa con il Ministero
dell’economia e delle finanze;
6. Al fine della riprogrammazione della allocazione delle risorse,
con una o più delibere del CIPE, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sulla base dei criteri individuati nel
Documento pluriennale di pianificazione, previsto dall’articolo 2 del
decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228 e successive
modificazioni, nonche’ per effetto delle attività di projectreview,
sono individuati i finanziamenti da revocare i cui stanziamenti sono
iscritti nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti destinati alle opere di preminente interesse
nazionaledi cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, ivi incluso il
“Fondo da ripartire per la progettazione e la realizzazione delle
opere strategiche di preminente interesse nazionale nonche’ per opere
di captazione ed adduzione di risorse idriche”. Le quote annuali dei
limiti di impegno e dei contributi revocati affluiscono al Fondo di
cui al comma 1, lettera b) per la successiva riallocazione da parte
del CIPE, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti.
7. Le somme relative ai finanziamenti revocati ai sensi del
presente articolo iscritte in conto residui sono versate all’entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnate, compatibilmente con
gli equilibri di finanza pubblica, sul Fondo di cui al comma 1,
lettera b).
8. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai
residui perenti.
9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
in termini di residui, competenza e cassa per l’attuazione del
presente articolo.

Art. 203

(Monitoraggio delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari)

1. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro della giustizia e con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, sono individuate le procedure per il monitoraggio delle
infrastrutture ed insediamenti prioritari per la prevenzione e
repressione di tentativi di infiltrazione mafiosa per le quali e’
istituito presso il Ministero dell’interno un apposito Comitato di
coordinamento. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al primo
periodo continuano ad applicarsi le disposizioni del decreto del
Ministero dell’interno 14 marzo 2003, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 5 marzo 2004, n. 54 e successive modifiche, anche alle
opere soggette a tale monitoraggio alla data di entrata in vigore del
presente codice.
2. Si applicano, altresì, le modalità e le procedure di
monitoraggio finanziario di cui all’articolo36 del decreto-legge 24
giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
agosto 2014, n. 114.

PARTE VI
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
TITOLO I
CONTENZIOSO
CAPO I
RICORSI GIURISDIZIONALI

Art. 204

(Ricorsi giurisdizionali)

1. All’articolo 120 del codice del processo amministrativo, di cui
all’Allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 le parole «nonche’ i connessi provvedimenti
dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture» sono sostituite dalle parole «nonche’ i
provvedimenti dell’Autorità nazionale anticorruzione ad essi
riferiti»;
b) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. Il provvedimento che determina le esclusioni dalla
procedura di affidamento e le ammissioni ad essa all’esito della
valutazione dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e
tecnico-professionali va impugnato nel termine di trenta giorni,
decorrente dalla sua pubblicazione sul profilo del committente della
stazione appaltante, ai sensi dell’articolo 29, comma 1, del codice
dei contratti pubblici adottato in attuazione della legge 28 gennaio
2016, n. 11. L’omessa impugnazione preclude la facoltà di far valere
l’illegittimità derivata dei successivi atti delle procedure di
affidamento, anche con ricorso incidentale. E’ altresì inammissibile
l’impugnazione della proposta di aggiudicazione, ove disposta, e
degli altri atti endoprocedimentali privi di immediata lesività.»;
c) al comma 5, le parole: «Per l’impugnazione» sono sostituite
dalle seguenti: «Salvo quanto previsto al comma 6-bis, per
l’impugnazione»;
d) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
«6-bis. Nei casi previsti al comma 2-bis, il giudizio e’ definito
in una camera di consiglio da tenersi entro trenta giorni dalla
scadenza del termine per la costituzione delle parti diverse dal
ricorrente. Su richiesta delle parti il ricorso e’ definito, negli
stessi termini, in udienza pubblica. Il decreto di fissazione
dell’udienza e’ comunicato alle parti quindici giorni prima
dell’udienza. Le parti possono produrre documenti fino a dieci giorni
liberi prima dell’udienza, memorie fino a sei giorni liberi prima e
presentare repliche ai nuovi documenti e alle nuove memorie
depositate in vista della camera di consiglio, fino a tre giorni
liberi prima. La camera di consiglio o l’udienza possono essere
rinviate solo in caso di esigenze istruttorie, per integrare il
contraddittorio, per proporre motivi aggiunti o ricorso incidentale.
L’ordinanza istruttoria fissa per il deposito di documenti un termine
non superiore atre giorni decorrenti dalla comunicazione o, se
anteriore, notificazione della stessa. La nuova camera di consiglio
deve essere fissata non oltre quindici giorni. Non può essere
disposta la cancellazione della causa dal ruolo. L’appello deve
essere proposto entro trenta giorni dalla comunicazione o, se
anteriore, notificazione della sentenza e non trova applicazione il
termine lungo decorrente dalla sua pubblicazione»;
e) al comma 7, le parole: «I nuovi» sono sostituite dalle seguenti:
«Ad eccezione dei casi previsti al comma 2-bis, i nuovi»;
f) dopo il comma 8-bis, e’ inserito il seguente:
«8-ter. Nella decisione cautelare, il giudice tiene conto di quanto
previsto dagli articoli 121, comma 1, e122, e delle esigenze
imperative connesse a un interesse generale all’esecuzione del
contratto, dandone conto nella motivazione.»;
g) al comma 9 le parole «, ferma restando la possibilità di
chiedere l’immediata pubblicazione del dispositivo entro due giorni.»
sono sostituite dalle parole «; le parti possono chiedere
l’anticipata pubblicazione del dispositivo, che avviene entro due
giorni dall’udienza.»; e’ inserito, dopo il primo periodo del comma
9,il seguente: «Nei casi previsti al comma 6-bis, il tribunale
amministrativo regionale deposita la sentenza entro sette giorni
dall’udienza, pubblica o in camera di consiglio, di discussione; le
parti possono chiedere l’anticipata pubblicazione del dispositivo,
che avviene entro due giorni dall’udienza.»;
h)al comma 11, le parole: «Le disposizioni dei commi 3, 6, 8 e 10»
sono sostituite dalle seguenti: «Le disposizioni dei commi 2-bis, ,
3, 6, 6-bis, 8, 8-bis, 8-ter, 9, secondo periodo e 10»;
i) dopo il comma 11 e’ inserito il seguente:
«11-bis. Nel caso di presentazione di offerte per più lotti
l’impugnazione si propone con ricorso cumulativo solo se vengono
dedotti identici motivi di ricorso avverso lo stesso atto.».

CAPO II
RIMEDI ALTERNATIVI ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE

Art. 205

(Accordo bonario per i lavori)

1. Per i lavori pubblici di cui alla parte II, con esclusione del
capo I, affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti
aggiudicatori, ovvero dai concessionari, qualora in seguito
all’iscrizione di riserve sui documenti contabili, l’importo
economico dell’opera possa variare tra il 5 ed il 15 per cento
dell’importo contrattuale, al fine del raggiungimento di un accordo
bonario si applicano le disposizioni di cui ai commi da 2 a 7.
2. Il procedimento dell’accordo bonario riguarda tutte le riserve
iscritte fino al momento dell’avvio del procedimento stesso e può
essere reiterato quando le riserve iscritte, ulteriori e diverse
rispetto a quelle già esaminate, raggiungano nuovamente l’importo di
cui al comma 1, nell’ambito comunque di un limite massimo complessivo
del 15 per cento dell’importo del contratto. Le domande che fanno
valere pretese già oggetto di riserva, non possono essere proposte
per importi maggiori rispetto a quelli quantificati nelle riserve
stesse. Non possono essere oggetto di riservagli aspetti progettuali
che sono stati oggetto di verifica ai sensi dell’articolo 26. Prima
dell’approvazione del certificato di collaudo ovvero di verifica di
conformità o del certificato di regolare esecuzione, qualunque sia
l’importo delle riserve, il responsabile unico del procedimento
attiva l’accordo bonario per la risoluzione delle riserve iscritte.
3. Il direttore dei lavori dà immediata comunicazione al
responsabile unico del procedimento delle riserve di cui al comma 1,
trasmettendo nel più breve tempo possibile una propria relazione
riservata.
4. Il responsabile unico del procedimento valuta l’ammissibilità e
la non manifesta infondatezza delle riserve ai fini dell’effettivo
raggiungimento del limite di valore di cui al comma 1.
5. Il responsabile unico del procedimento, entro 15 giorni dalla
comunicazione di cui al comma 3, acquisita la relazione riservata del
direttore dei lavori e, ove costituito, dell’organo di collaudo, può
richiedere alla Camera arbitrale l’indicazione di una lista di cinque
esperti aventi competenza specifica in relazione all’oggetto del
contratto. Il responsabile unico del procedimento e il soggetto che
ha formulato le riserve scelgono d’intesa, nell’ambito della lista,
l’esperto incaricato della formulazione della proposta motivata di
accordo bonario. In caso di mancata intesa tra il responsabile unico
del procedimento e il soggetto che ha formulato le riserve, entro
quindici giorni dalla trasmissione della lista l’esperto e’ nominato
dalla Camera arbitrale che ne fissa anche il compenso, prendendo come
riferimento i limiti stabiliti con il decreto di cui all’articolo
209, comma 16. La proposta e’ formulata dall’esperto entro novanta
giorni dalla nomina. Qualora il RUP non richieda la nomina
dell’esperto, la proposta e’ formulata dal RUP entro novanta giorni
dalla comunicazione di cui al comma 3.
6. L’esperto, qualora nominato, ovvero il RUP, verificano le
riserve in contraddittorio con il soggetto che le ha formulate,
effettuano eventuali ulteriori audizioni, istruiscono la questione
anche con la raccolta di dati e informazioni e con l’acquisizione di
eventuali altri pareri, e formulano, accertata e verificata la
disponibilità di idonee risorse economiche, una proposta di accordo
bonario, che viene trasmessa al dirigente competente della stazione
appaltante e al soggetto che ha formulato le riserve. Se la proposta
e’ accettata dalle parti, entro quarantacinque giorni dal suo
ricevimento, l’accordo bonario e’ concluso e viene redatto verbale
sottoscritto dalle parti. L’accordo ha natura di transazione. Sulla
somma riconosciuta in sede di accordo bonario sono dovuti gli
interessi al tasso legale a decorrere dal sessantesimo giorno
successivo alla accettazione dell’accordo bonario da parte della
stazione appaltante. In caso di reiezione della proposta da parte del
soggetto che ha formulato le riserve ovvero di inutile decorso del
termine di cui al secondo periodo possono essere aditi gli arbitri o
il giudice ordinario.

Art. 206

(Accordo bonario per i servizi e le forniture)

1. Le disposizioni di cui all’articolo 205 si applicano, in quanto
compatibili, anche ai contratti di fornitura di beni di natura
continuativa o periodica, e di servizi, quando insorgano controversie
in fase esecutiva degli stessi, circa l’esatta esecuzione delle
prestazioni dovute.

Art. 207

(Collegio consultivo tecnico)

1. Al fine di prevenire controversie relative all’esecuzione del
contratto le parti possono convenire che prima dell’avvio
dell’esecuzione, o comunque non oltre novanta giorni da tale data,
sia costituito un collegio consultivo tecnico con funzioni di
assistenza per la rapida risoluzione delle dispute di ogni natura
suscettibili di insorgere nel corso dell’esecuzione del contratto
stesso.
2. Il collegio consultivo tecnico e’ formato da tre membri dotati
di esperienza e qualificazione professionale adeguata alla tipologia
dell’opera. I componenti del collegio possono essere scelti dalle
parti di comune accordo, ovvero le parti possono concordare che
ciascuna di esse nomini un componente e che il terzo componente sia
scelto dai due componenti di nomina di parte; in ogni caso, tutti i
componenti devono essere approvati dalle parti. Il componente
nominato dalla stazione appaltante e’ preferibilmente scelto
all’interno della struttura di cui all’articolo 31, comma 9, ove
istituita. La parti concordano il compenso del terzo componente nei
limiti stabiliti con il decreto di cui all’articolo 209, comma 16.
3. Il collegio consultivo tecnico si intende costituito al momento
di sottoscrizione dell’accordo da parte dei componenti designati e
delle parti contrattuali. All’atto della costituzione e’ fornita al
collegio consultivo copia dell’intera documentazione inerente al
contratto.
4. Nel caso in cui insorgano controversie, il collegio consultivo
può procedere all’ascolto informale delle parti per favorire la
rapida risoluzione delle controversie eventualmente insorte. Può
altresì convocare le parti per consentire l’esposizione in
contraddittorio delle rispettive ragioni.
5. Ad esito della propria attività il collegio consultivo formula
in forma scritta una proposta di soluzione della controversia dando
sintetico atto della motivazione . La proposta del collegio non
vincolale parti.
6. Se le parti accettano la soluzione offerta dal collegio
consultivo, l’atto contenente la proposta viene sottoscritto dai
contraenti alla presenza di almeno due componenti del Collegio e
costituisce prova dell’accordo sul suo contenuto. L’accordo
sottoscritto vale come transazione.
7. Nel caso in cui la controversia non sia composta mediante la
procedura di cui ai commi precedenti, i componenti del collegio
consultivo non possono essere chiamati quali testimoni nell’eventuale
giudizio civile che abbia ad oggetto la controversia medesima.
8. Il collegio consultivo tecnico e’ sciolto al termine
dell’esecuzione del contratto o in data anteriore su accordo delle
parti.

Art. 208

(Transazione)

1. Le controversie relative a diritti soggettivi derivanti
dall’esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture,
possono essere risolte mediante transazione nel rispetto del codice
civile, solo ed esclusivamente nell’ipotesi in cui non risulti
possibile esperire altri rimedi alternativi.
2. Ove il valore dell’importo oggetto di concessione o rinuncia sia
superiore a 100.000,00 euro, ovvero 200.000 euro in caso di lavori
pubblici, e’ acquisito il parere dell’Avvocatura dello Stato, qualora
si tratti di amministrazioni centrali, ovvero di un legale interno
alla struttura, o dal funzionario più elevato in grado competente
per il contenzioso, ove non esistente il legale interno, qualora si
tratti di amministrazioni sub centrali.
3. La proposta di transazione può essere formulata sia dal
soggetto aggiudicatario che dal dirigente competente, sentito il
responsabile unico del procedimento.
4. La transazione ha forma scritta a pena di nullità.

Art. 209

(Arbitrato)

1. Le controversie su diritti soggettivi, derivanti dall’esecuzione
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture,
concorsi di progettazione e di idee, comprese quelle conseguenti al
mancato raggiungimento dell’accordo bonario di cui agli articoli 205
e 206 possono essere deferite ad arbitri. L’arbitrato, ai sensi
dell’articolo 1, comma 20, della legge 6 novembre 2012, n. 190, si
applica anche alle controversie relative a concessioni e appalti
pubblici di opere, servizi e forniture in cui sia parte una società
a partecipazione pubblica ovvero una società controllata o collegata
a una società a partecipazione pubblica, ai sensi dell’articolo 2359
del codice civile, o che comunque abbiano ad oggetto opere o
forniture finanziate con risorse a carico dei bilanci pubblici.
2. La stazione appaltante indica nel bando o nell’avviso con cui
indice la gara ovvero, per le procedure senza bando, nell’invito, se
il contratto conterrà o meno la clausola compromissoria.
L’aggiudicatario può ricusare la clausola compromissoria, che in
tale caso non e’ inserita nel contratto, comunicandolo alla stazione
appaltante entro venti giorni dalla conoscenza dell’aggiudicazione.
E’ vietato in ogni caso il compromesso.
3. E’ nulla la clausola compromissoria inserita senza
autorizzazione nel bando o nell’avviso con cui e’ indetta la gara
ovvero, per le procedure senza bando, nell’invito. La clausola e’
inserita previa autorizzazione motivata dell’organo di governo della
amministrazione aggiudicatrice.
4. Il collegio arbitrale e’ composto da tre membri ed e’ nominato
dalla Camera arbitrale di cui all’articolo 210. Ciascuna delle parti,
nella domanda di arbitrato o nell’atto di resistenza alla domanda,
designa l’arbitro di propria competenza scelto tra soggetti di
provata esperienza e indipendenza nella materia oggetto del contratto
cui l’arbitrato si riferisce. Il Presidente del collegio arbitrale e’
designato dalla Camera arbitrale tra i soggetti iscritti all’albo di
cui al comma 2 dell’articolo 210, in possesso di particolare
esperienza nella materia oggetto del contratto cui l’arbitrato si
riferisce.
5. La nomina degli arbitri per la risoluzione delle controversie
nelle quali e’ parte una pubblica amministrazione avviene nel
rispetto dei principi di pubblicità e di rotazione oltre che nel
rispetto delle disposizioni del presente codice. Qualora la
controversia si svolga tra due pubbliche amministrazioni, gli arbitri
di parte sono individuati tra i dirigenti pubblici. Qualora la
controversia abbia luogo tra una pubblica amministrazione e un
privato, l’arbitro individuato dalla pubblica amministrazione e’
scelto, preferibilmente, tra i dirigenti pubblici. In entrambe le
ipotesi, qualora l’Amministrazione con atto motivato ritenga di non
procedere alla designazione dell’arbitro nell’ambito dei dirigenti
pubblici, la designazione avviene nell’ambito degli iscritti
all’albo.
6. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 815 del codice di
procedura civile, non possono essere nominati:
a) i magistrati ordinari, amministrativi contabili e militari in
servizio o a riposo nonche’ gli avvocati e procuratori dello Stato,
in servizio o a riposo, e i componenti delle commissioni tributarie;
b) coloro che nell’ultimo triennio hanno esercitato le funzioni di
arbitro di parte o di difensore in giudizi arbitrali disciplinati dal
presente articolo, ad eccezione delle ipotesi in cui l’esercizio
della difesa costituisca adempimento di dovere d’ufficio del
difensore dipendente pubblico;
c) coloro che, prima del collocamento a riposo, hanno trattato
ricorsi in sede civile, penale, amministrativa o contabile presentati
dal soggetto che ha richiesto l’arbitrato;
d) coloro che hanno espresso parere, a qualunque titolo, nelle
materie oggetto dell’arbitrato;
e) coloro che hanno predisposto il progetto o il capitolato di gara
o dato parere su esso;
f) coloro che hanno diretto, sorvegliato o collaudato i lavori, i
servizi, o le forniture a cui si riferiscono le controversie;
g) coloro che hanno partecipato a qualunque titolo alla procedura
per la quale e’ in corso l’arbitrato.
7. La nomina del collegio arbitrale effettuata in violazione delle
disposizioni di cui ai commi 4,5 e 6 determina la nullità del lodo.
8. Al fine della nomina del collegio, la domanda di arbitrato,
l’atto di resistenza ed eventuali controdeduzioni sono trasmessi alla
Camera arbitrale. Sono altresì trasmesse le designazioni di parte.
Contestualmente alla nomina del Presidente, la Camera arbitrale
comunica alle parti la misura e le modalità del deposito da
effettuarsi in acconto del corrispettivo arbitrale. Il Presidente del
collegio arbitrale nomina, se necessario, il segretario, scegliendolo
tra il personale interno all’ANAC.
9. Le parti determinano la sede del collegio arbitrale, anche
presso uno dei luoghi in cui sono situate le sezioni regionali
dell’Osservatorio di cui all’articolo 213, comma 9; se non vi e’
alcuna indicazione della sede del collegio arbitrale, ovvero se non
vi e’ accordo fra le parti, questa deve intendersi stabilita presso
la sede della Camera arbitrale.
10. Ai giudizi arbitrali si applicano le disposizioni del codice di
procedura civile, salvo quanto disposto dal presente codice. In
particolare, sono ammissibili tutti i mezzi di prova previsti dal
codice di procedura civile, con esclusione del giuramento in tutte le
sue forme.
11. I termini che gli arbitri hanno fissato alle parti per le loro
allegazioni e istanze istruttorie possono essere considerati
perentori solo se vi sia una previsione in tal senso o nella
convenzione di arbitrato o in un atto scritto separato o nel
regolamento processuale che gli arbitri stessi si sono dati.
12. Il lodo si ha per pronunciato con la sua ultima sottoscrizione
e diviene efficace con il suo deposito presso la Camera arbitrale per
i contratti pubblici. Entro quindici giorni dalla pronuncia del lodo,
va corrisposta, a cura degli arbitri e a carico delle parti, una
somma pari all’uno per mille del valore della relativa controversia.
Detto importo e’ direttamente versato all’ANAC.
13. Il deposito del lodo presso la Camera arbitrale per i contratti
pubblici precede quello da effettuarsi presso la cancelleria del
tribunale ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 825 del
codice di procedura civile. Il deposito del lodo presso la camera
arbitrale e’ effettuato, a cura del collegio arbitrale, in tanti
originali quante sono le parti, oltre a uno per il fascicolo
d’ufficio ovvero con modalità informatiche e telematiche determinate
dall’ANAC. Su richiesta di parte il rispettivo originale e’
restituito, con attestazione dell’avvenuto deposito, ai fini degli
adempimenti di cui all’articolo 825 del codice di procedura civile.
14. Il lodo e’ impugnabile, oltre che per motivi di nullità, anche
per violazione delle regole di diritto relative al merito della
controversia. L’impugnazione e’ proposta nel termine di novanta
giorni dalla notificazione del lodo e non e’ più proponibile dopo il
decorso di centoottanta giorni dalla data del deposito del lodo
presso la Camera arbitrale.
15. Su istanza di parte la Corte d’appello può sospendere, con
ordinanza, l’efficacia del lodo, se ricorrono gravi e fondati motivi.
Si applica l’articolo 351 del codice di procedura civile. Quando
sospende l’efficacia del lodo, o ne conferma la sospensione disposta
dal presidente, il collegio verifica se il giudizio e’ in condizione
di essere definito. In tal caso, fatte precisare le conclusioni,
ordina la discussione orale nella stessa udienza o camera di
consiglio, ovvero in una udienza da tenersi entro novanta giorni
dall’ordinanza di sospensione; all’udienza pronunzia sentenza a norma
dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile. Se ritiene
indispensabili incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi
con la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l’assunzione in
una udienza successiva di non oltre novanta giorni; quindi provvede
ai sensi dei periodi precedenti.
16. La Camera arbitrale, su proposta del collegio arbitrale,
determina con apposita delibera il compenso degli arbitri nei limiti
stabiliti con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. Sono comunque vietati incrementi dei compensi massimi
legati alla particolare complessità delle questioni trattate, alle
specifiche competenze utilizzate e all’effettivo lavoro svolto. Il
compenso per il collegio arbitrale, comprensivo dell’eventuale
compenso per il segretario, non può comunque superare l’importo di
100 mila euro, da rivalutarsi ogni tre anni con i decreti e le
delibere di cui al primo periodo. Per i dirigenti pubblici resta
ferma l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 23-ter del
decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito dalla legge 22
dicembre 2011, n.214, nonche’ all’articolo 1, comma 24 della legge 6
novembre 2012, n. 190.L’atto di liquidazione del compenso e delle
spese arbitrali, nonche’ del compenso e delle spese per la consulenza
tecnica, costituisce titolo per l’ingiunzione di cui all’articolo 633
del codice di procedura civile. Fino alla data di entrata in vigore
del decreto di cui al primo periodo, si applica l’articolo 216, comma
22.
17. Il corrispettivo a saldo per la decisione della controversia e’
versato dalle parti, nella misura liquidata dalla Camera arbitrale,
nel termine di trenta giorni dalla comunicazione del lodo.
18. La Camera arbitrale provvede alla liquidazione degli onorarie
delle spese di consulenza tecnica, ove disposta, ai sensi degli
articoli da 49 a 58 del Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio2002,n.115, nella misura
derivante dall’applicazione delle tabelle ivi previste.
19. Gli importi dei corrispettivi dovuti per la decisione delle
controversie sono direttamente versati all’ANAC.
20. Salvo quanto previsto dall’articolo 92, secondo comma, del
codice di procedura civile, il collegio arbitrale, se accoglie
parzialmente la domanda, compensa le spese del giudizio in
proporzione al rapporto tra il valore della domanda e quello
dell’accoglimento.
21. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento del compenso
dovuto agli arbitri e delle spese relative al collegio e al giudizio
arbitrale, salvo rivalsa fra loro.

Art. 210

(Camera arbitrale, albo degli arbitri ed elenco dei segretari)

1. Presso l’ANAC e’ istituita la Camera arbitrale per i contratti
pubblici relativi a lavori, servizi, forniture, di seguito camera
arbitrale.
2. La Camera arbitrale cura la formazione e la tenuta dell’Albo
degli arbitri per i contratti pubblici, redige il codice deontologico
degli arbitri camerali e provvede agli adempimenti necessari alla
costituzione e al funzionamento del collegio arbitrale .
3. Sono organi della Camera arbitrale il Presidente e il consiglio
arbitrale.
4. Il consiglio arbitrale, composto da cinque membri, e’ nominato
dall’ANAC fra soggetti dotati di particolare competenza nella materia
dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, al fine di
garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’istituto, nonche’ dotati
dei requisiti di onorabilità stabiliti dalla medesima Autorità. Al
suo interno, l’ANAC sceglie il Presidente. L’incarico ha durata
quinquennale ed e’ retribuito nella misura determinata dal
provvedimento di nomina nei limiti delle risorse attribuite
all’Autorità stessa. Il Presidente e i consiglieri sono soggetti
alle incompatibilità e ai divieti previsti dal comma 10.
5. Per l’espletamento delle sue funzioni la Camera arbitrale si
avvale di una struttura di segreteria con personale fornito
dall’ANAC.
6. La Camera arbitrale cura annualmente la rilevazione dei dati
emergenti dal contenzioso in materia di contratti pubblici e li
trasmette all’Autorità e alla cabina di regia di cui all’articolo
212.
7. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 18, della
legge 6 novembre 2012, n. 190, possono essere iscritti all’albo degli
arbitri della Camera arbitrale i soggetti appartenenti alle seguenti
categorie:
a)avvocati iscritti agli albi ordinari e speciali abilitati al
patrocinio davanti alle magistrature superiori e in possesso dei
requisiti per la nomina a consigliere di cassazione;
b) tecnici in possesso del diploma di laurea in ingegneria e
architettura abilitati all’esercizio della professione da almeno 10
anni e iscritti ai relativi albi;
c) professori universitari di ruolo nelle materie giuridiche e
tecniche e dirigenti delle pubbliche amministrazioni, con provata
esperienza nella materia dei contratti pubblici di lavori, servizi e
forniture.
8. La Camera arbitrale cura, altresì, in sezione separata, la
tenuta dell’elenco dei periti per la nomina dei consulenti tecnici
nei giudizi arbitrali. Sono iscritti all’elenco i soggetti in
possesso del diploma di laurea e comprovata esperienza professionale
di almeno 5 anni, con relativa iscrizione all’albo professionale, se
richiesta.
9. I soggetti di cui al comma 7, lettere a), b) e c),nonche’ al
comma 8 del presente articolo, sono rispettivamente inseriti
nell’albo degli arbitri e nell’elenco dei periti, su domanda
corredata da curriculum e da adeguata documentazione comprovante i
requisiti.
10. L’iscrizione all’albo degli arbitri e all’elenco dei periti ha
validità triennale e può essere nuovamente conseguita decorsi due
anni dalla scadenza del triennio. Fermo restando quanto previsto
dall’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come
modificato dall’articolo 1, comma 42, lettera l, della legge 6
novembre 2012, n.190, durante il periodo di appartenenza, e nei
successivi tre anni, i soggetti iscritti all’albo non possono
espletare incarichi professionali in favore delle parti dei giudizi
arbitrali da essi decisi, ivi compreso l’incarico di arbitro di
parte.
11. Sono fatti salvi i casi di ricusazione di cui all’articolo 815
del codice di procedura civile.
12. Per le ipotesi di cui all’articolo 209, comma 8, la Camera
arbitrale cura anche la tenuta dell’elenco dei segretari dei collegi
arbitrali. Possono essere iscritti all’elenco i funzionari in
possesso di diploma di laurea in materia giuridica o economica o
equipollenti e, ove necessario, in materie tecniche, inseriti nei
ruoli delle pubbliche amministrazioni di cui al decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, aventi un’anzianità di servizio in ruolo non
inferiore a cinque anni. Gli eventuali oneri relativi alla tenuta
dell’elenco sono posti a carico dei soggetti interessati
all’iscrizione, prevedendo a tal fine tariffe idonee ad assicurare
l’integrale copertura dei suddetti costi.
13. Sul sito dell’ANAC sono pubblicati l’elenco degli arbitrati in
corso e definiti, i dati relativi alle vicende dei medesimi, i
nominativi e i compensi degli arbitri e dei periti.

Art. 211

(Pareri di precontenzioso dell’ANAC)

1. Su iniziativa della stazione appaltante o di una o più delle
altre parti, l’ANAC esprime parere relativamente a questioni insorte
durante lo svolgimento delle procedure di gara, entro trenta giorni
dalla ricezione della richiesta. Il parere obbliga le parti che vi
abbiano preventivamente acconsentito ad attenersi a quanto in esso
stabilito. Il parere vincolante e’ impugnabile innanzi ai competenti
organi della giustizia amministrativa ai sensi dell’articolo 120 del
codice del processo amministrativo. In caso di rigetto del ricorso
contro il parere vincolante, il giudice valuta il comportamento della
parte ricorrente ai sensi e per gli effetti dell’articolo 26 del
codice del processo amministrativo.
2. Qualora l’ANAC, nell’esercizio delle proprie funzioni, ritenga
sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della
procedura di gara invita mediante atto di raccomandazione la stazione
appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere altresì gli
eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non
superiore a sessanta giorni. Il mancato adeguamento della stazione
appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorità entro il
termine fissato e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
entro il limite minimo di euro 250,00 e il limite massimo di euro
25.000,00, posta a carico del dirigente responsabile. La sanzione
incide altresì sul sistema reputazionale delle stazioni appaltanti,
di cui all’articolo 36 del presente decreto. La raccomandazione e’
impugnabile innanzi ai competenti organi della giustizia
amministrativa ai sensi dell’articolo 120 del codice del processo
amministrativo.

TITOLO II
GOVERNANCE

Art. 212

(Indirizzo e coordinamento)

1. E’ istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri una
Cabina di regia con il compito di:
a) effettuare una ricognizione sullo stato di attuazione del
presente codice e sulle difficoltà riscontrate dalle stazioni
appaltanti nella fase di applicazione anche al fine di proporre
eventuali soluzioni correttive e di miglioramento;
b) curare, se del caso con apposito piano di azione, la fase di
attuazione del presente codice coordinando l’adozione, da parte dei
soggetti competenti, di decreti e linee guida, nonche’ della loro
raccolta in testi unici integrati, organici e omogenei, al fine di
assicurarne la tempestività e la coerenza reciproca;
c) esaminare le proposte di modifiche normative nella materia
disciplinata dal presente codice al fine di valutarne l’impatto sulla
legislazione vigente, garantire omogeneità e certezza giuridica,
supportando la competente struttura della Presidenza del Consiglio
dei ministri nel coordinamento dei vari interventi regolatori nel
settore;
d) promuovere la realizzazione, in collaborazione con i soggetti
competenti, di un piano nazionale in tema di procedure telematiche di
acquisto, al fine della diffusione dell’utilizzo degli strumenti
informatici e della digitalizzazione delle fasi del processo di
acquisto;
e) promuovere accordi, protocolli di intesa, convenzioni, anche con
associazioni private per agevolare la bancabilità delle opere
pubbliche;
2. La Cabina di regia segnala, sulla base delle informazioni
ricevute, eventuali specifiche violazioni o problemi sistemici
all’ANAC per gli interventi di competenza.
3. Entro il 18 aprile 2017 e successivamente ogni tre anni, la
Cabina di regia, anche avvalendosi di ANAC, presenta alla Commissione
una relazione di controllo contenente, se del caso, informazioni
sulle cause più frequenti di non corretta applicazione o di
incertezza giuridica, compresi possibili problemi strutturali o
ricorrenti nell’applicazione delle norme, sul livello di
partecipazione delle microimprese e delle piccole e medie imprese
agli appalti pubblici e sulla prevenzione, l’accertamento e
l’adeguata segnalazione di casi di frode, corruzione, conflitto di
interessi e altre irregolarità gravi in materia di appalti e di
concessioni.
4. La Cabina di regia e’ la struttura nazionale di riferimento per
la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda
l’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di
concessioni, e per l’adempimento degli obblighi di assistenza e
cooperazione reciproca tra gli Stati membri, onde assicurare lo
scambio di informazioni sull’applicazione delle norme contenute nel
presente decreto e sulla gestione delle relative procedure.
5. La composizione e le modalità di funzionamento della Cabina di
regia sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, da adottare, di concerto con il Ministro delle
infrastrutture e trasporti, sentita l’ANAC e la Conferenza unificata,
entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente codice.

Art. 213

(Autorità Nazionale Anticorruzione)

1. La vigilanza e il controllo sui contratti pubblici e l’attività
di regolazione degli stessi, sono attribuiti, nei limiti di quanto
stabilito dal presente codice, all’Autorità nazionale anticorruzione
(ANAC) di cui all’articolo 19 del decreto legge 24 giugno 2014, n.90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114,
che agisce anche al fine di prevenire e contrastare illegalità e
corruzione.
2. L’ANAC, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo,
contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque
denominati, garantisce la promozione dell’efficienza, della qualità
dell’attività delle stazioni appaltanti, cui fornisce supporto anche
facilitando lo scambio di informazioni e la omogeneità dei
procedimenti amministrativi e favorisce lo sviluppo delle migliori
pratiche. Trasmette alle Camere, immediatamente dopo la loro
adozione, gli atti di regolazione e gli altri atti di cui al
precedente periodo ritenuti maggiormente rilevanti in termini di
impatto, per numero di operatori potenzialmente coinvolti,
riconducibilità a fattispecie criminose, situazioni anomale o
comunque sintomatiche di condotte illecite da parte delle stazioni
appaltanti. Resta ferma l’impugnabilità delle decisioni e degli atti
assunti dall’ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia
amministrativa L’ANAC, per l’emanazione delle linee guida, si dota,
nei modi previsti dal proprio ordinamento, di forme e metodi di
consultazione, di analisi e di verifica dell’impatto della
regolazione, di consolidamento delle linee guida in testi unici
integrati, organici e omogenei per materia, di adeguata pubblicità,
anche sulla Gazzetta Ufficiale, in modo che siano rispettati la
qualità della regolazione e il divieto di introduzione o di
mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi
richiesti dalla legge n. 11 del 2016 e dal presente codice.
3. Nell’ambito dei poteri ad essa attribuiti, l’Autorità:
a) vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di
lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori
speciali e sui contratti secretati o che esigono particolari misure
di sicurezza ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera f-bis), della
legge 6 novembre 2012, n. 190, nonche’ sui contratti esclusi
dall’ambito di applicazione del codice;
b) vigila affinche’ sia garantita l’economicità dell’esecuzione
dei contratti pubblici e accerta che dalla stessa non derivi
pregiudizio per il pubblico erario;
c) segnala al Governo e al Parlamento, con apposito atto, fenomeni
particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta
della normativa di settore;
d) formula al Governo proposte in ordine a modifiche occorrenti in
relazione alla normativa vigente di settore;
e) predispone e invia al Governo e al Parlamento una relazione
annuale sull’attività svolta evidenziando le disfunzioni riscontrate
nell’esercizio delle proprie funzioni;
f) vigila sul sistema di qualificazione degli esecutori dei
contratti pubblici di lavori ed esercita i correlati poteri
sanzionatori;
g) vigila sul divieto di affidamento dei contratti attraverso
procedure diverse rispetto a quelle ordinarie ed opera un controllo
sulla corretta applicazione della specifica disciplina derogatoria
prevista per i casi di somma urgenza e di protezione civile di cui
all’articolo 163 del presente codice;
h) per affidamenti di particolare interesse, svolge attività di
vigilanza collaborativa attuata previa stipula di protocolli di
intesa con le stazioni appaltanti richiedenti, finalizzata a
supportare le medesime nella predisposizione degli atti e
nell’attività di gestione dell’intera procedura di gara.
4. L’Autorità gestisce il sistema di qualificazione delle stazioni
appaltanti e delle centrali di committenza.
5. Nell’ambito dello svolgimento della propria attività,
l’Autorità può disporre ispezioni, anche su richiesta motivata di
chiunque ne abbia interesse, avvalendosi eventualmente della
collaborazione di altri organi dello Stato nonche’ dell’ausilio del
Corpo della Guardia di Finanza, che esegue le verifiche e gli
accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad esso
attribuiti ai fini degli accertamenti relativi all’imposta sul valore
aggiunto e alle imposte sui redditi.
6. Qualora accerti l’esistenza di irregolarità, l’Autorità
trasmette gli atti e i propri rilievi agli organi di controllo e, se
le irregolarità hanno rilevanza penale, alle competenti Procure
della Repubblica. Qualora accerti che dalla esecuzione dei contratti
pubblici derivi pregiudizio per il pubblico erario, gli atti e i
rilievi sono trasmessi anche ai soggetti interessati e alla Procura
generale della Corte dei conti.
7. L’Autorità collabora con l’Autorità Garante della Concorrenza
e del Mercato per la rilevazione di comportamenti aziendali
meritevoli di valutazione al fine dell’attribuzione del “Rating di
legalità” delle imprese di cui all’articolo 5-ter del decreto-legge
24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
marzo 2012, n. 27. Il rating di legalità concorre anche alla
determinazione del rating di impresa di cui all’articolo 83, comma
10;
8. Per le finalità di cui al comma 2, l’Autorità gestisce la
Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici nella quale confluiscono
tutte le informazioni contenute nelle banche dati esistenti, anche a
livello territoriale, onde garantire accessibilità unificata,
trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e
delle fasi a essa prodromiche e successive. Con proprio
provvedimento, l’ Autorità individua le modalità e i tempi entro i
quali i titolari di suddette banche dati, previa stipula di
protocolli di interoperabilità, garantiscono la confluenza dei dati
medesimi nell’unica Banca dati accreditata, di cui la medesima
autorità e’ titolare in via esclusiva. Ferma restando l’autonomia
della banca dati nazionale degli operatori economici di cui
all’articolo 81, l’ Autorità e il Ministero delle infrastrutture e
trasporti concordano le modalità di interscambio delle informazioni
per garantire la funzione di prevenzione dalla corruzione e di tutela
della legalità dell’Autorità e nel contempo evitare sovrapposizione
di competenze e ottimizzare l’utilizzo dei dati nell’interesse della
fruizione degli stessi da parte degli operatori economici e delle
stazioni appaltanti.
9. Per la gestione della Banca dati di cui al comma 8, l’Autorità
si avvale dell’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture, composto da una sezione centrale e da sezioni
regionali aventi sede presso le regioni e le province autonome.
L’Osservatorio opera mediante procedure informatiche, sulla base di
apposite convenzioni, anche attraverso collegamento con i relativi
sistemi in uso presso altre Amministrazioni pubbliche e altri
soggetti operanti nei settore dei contratti pubblici. L’Autorità
stabilisce le modalità di funzionamento dell’Osservatorio nonche’ le
informazioni obbligatorie, i termini e le forme di comunicazione che
le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori sono tenuti a
trasmettere all’Osservatorio. Nei confronti del soggetto che ometta,
senza giustificato motivo, di fornire informazioni richieste ovvero
fornisce informazioni non veritiere, l’Autorità può irrogare la
sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 13. La sezione
centrale dell’Osservatorio si avvale delle sezioni regionali
competenti per territorio per l’acquisizione delle informazioni
necessarie allo svolgimento dei compiti istituzionali, ovvero di
analoghe strutture delle regioni sulla base di appositi accordi con
le regioni stesse.
10. L’Autorità gestisce il Casellario Informatico dei contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture, istituito presso
l’Osservatorio, contenente tutte le notizie, le informazioni e i dati
relativi agli operatori economici con riferimento alle iscrizioni
previste dall’articolo 80. Garantisce altresì, il collegamento con
la banca dati di cui all’articolo 81.
11. Presso l’Autorità opera la Camera arbitrale per i contratti
pubblici relativi a lavori, servizi, forniture di cui all’articolo
210.
12. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 67, legge 23
dicembre 2005, n. 266.
13. L’Autorità ha il potere di irrogare sanzioni amministrative
pecuniarie nei confronti dei soggetti che rifiutano od omettono,
senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di esibire i
documenti richiesti dalla stessa e nei confronti degli operatori
economici che non ottemperano alla richiesta della stazione
appaltante o dell’ente aggiudicatore di comprovare il possesso dei
requisiti di partecipazione alla procedura di affidamento, entro il
limite minimo di euro 250,00 e il limite massimo di euro 25.000,00.
Nei confronti dei soggetti che a fronte della richiesta di
informazioni o di esibizione di documenti da parte dell’Autorità
forniscono informazioni o esibiscono documenti non veritieri e nei
confronti degli operatori economici che forniscono alle stazioni
appaltanti o agli enti aggiudicatori o agli organismi di
attestazione, dati o documenti non veritieri circa il possesso dei
requisiti di qualificazione, fatta salva l’eventuale sanzione penale,
l’Autorità ha il potere di irrogare sanzioni amministrative
pecuniarie entro il limite minimo di euro 500,00 e il limite massimo
di euro 50.000,00. Con propri atti l’Autorità disciplina i
procedimenti sanzionatori di sua competenza.
14. L’Autorità gestisce e aggiorna l’Albo Nazionale obbligatorio
dei componenti delle commissioni giudicatrici di cui all’articolo 78
nonche’ l’elenco delle stazioni appaltanti che operano mediante
affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house ai
sensi dell’articolo 192.
15. E’ istituito, presso l’Autorità, nell’ambito dell’Anagrafe
unica delle stazioni appaltanti l’elenco dei soggetti aggregatori.
16. Al fine di garantire la consultazione immediata e suddivisa per
materia degli strumenti di regolazione flessibile adottati dall’ANAC
comunque denominati, l’ANAC pubblica i suddetti provvedimenti con
modalità tali da rendere immediatamente accessibile alle stazioni
appaltanti e agli operatori economici la disciplina applicabile a
ciascun procedimento.

Art. 214

(Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e struttura tecnica
di missione)

1. Nell’ambito delle funzioni di cui al decreto legislativo 30
luglio 1999 n. 300, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
promuove le attività tecniche e amministrative occorrenti ai fini
della adeguata e sollecita progettazione e approvazione delle
infrastrutture ed effettua, con la collaborazione delle regioni o
province autonome interessate , le attività di supporto necessari e
per la vigilanza, da parte dell’autorità competente, sulla
realizzazione delle infrastrutture.
2. Nello svolgimento delle funzioni di cui al comma 1, il Ministero
impronta la propria attività al principio di leale collaborazione
con le regioni e le province autonome e con gli enti locali
interessati e acquisisce, nei casi indicati dalla legge, la previa
intesa delle regioni o province autonome interessate. Ai fini di cui
al comma 1, il Ministero, in particolare:
a) promuove e riceve le proposte delle regioni o province autonome
e degli altri enti aggiudicatori;
b) promuove e propone intese quadro tra Governo e singole regioni o
province autonome, al fine del congiunto coordinamento e
realizzazione delle infrastrutture;
c) promuove la redazione dei progetti di fattibilità delle
infrastrutture da parte dei soggetti aggiudicatori, anche attraverso
eventuali intese o accordi procedimentali tra i soggetti comunque
interessati;
d) provvede, eventualmente in collaborazione con le regioni, le
province autonome e gli altri enti interessati con oneri a proprio
carico, alle attività di supporto al CIPE per la vigilanza sulle
attività di affidamento da parte dei soggetti aggiudicatori e della
successiva realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
prioritari per lo sviluppo del Paese di cui alla parte V;
e) ove necessario, collabora alle attività dei soggetti
aggiudicatori o degli enti interessati alle attività istruttorie con
azioni di indirizzo e supporto;
f) cura l’istruttoria sui progetti di fattibilità e definitivi,
anche ai fini della loro sottoposizione alle deliberazioni del CIPE
in caso di infrastrutture e di insediamenti prioritari per lo
sviluppo del Paese di cui alla parte V, proponendo allo stesso le
eventuali prescrizioni per l’approvazione del progetto. Per le opere
di competenza dello Stato, il parere del Consiglio superiore dei
lavori pubblici, o di altri organi o commissioni consultive, ove
richiesto dalle norme vigenti, e’ acquisito sul progetto definitivo;
g) assegna ai soggetti aggiudicatori, a carico dei fondi di cui
all’articolo 202, comma 1, lettera a), le risorse finanziarie
integrative necessarie alle attività progettuali; in caso di
infrastrutture e di insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese
di cui alla parte V, propone, d’intesa con il Ministero dell’economia
e delle finanze, al CIPE l’assegnazione ai soggetti aggiudicatori, a
carico dei fondi, delle risorse finanziarie integrative necessarie
alla realizzazione delle infrastrutture, contestualmente
all’approvazione del progetto definitivo e nei limiti delle risorse
disponibili, dando priorità al completamento delle opere incompiute;
h) verifica l’avanzamento dei lavori anche attraverso sopralluoghi
tecnico-amministrativi presso i cantieri interessati, previo accesso
agli stessi; a tal fine può avvalersi, ove necessario, del Corpo
della Guardia di finanza, mediante la sottoscrizione di appositi
protocolli di intesa.
3. Per le attività di indirizzo e pianificazione strategica,
ricerca, supporto e alta consulenza, valutazione, revisione della
progettazione, monitoraggio e alta sorveglianza delle infrastrutture,
il Ministero può avvalersi di una struttura tecnica di missione
composta da dipendenti nei limiti dell’organico approvato e dirigenti
delle pubbliche amministrazioni, da tecnici individuati dalle regioni
o province autonome territorialmente coinvolte, nonche’, sulla base
di specifici incarichi professionali o rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa, da progettisti ed esperti nella gestione
di lavori pubblici e privati e di procedure amministrative. La
struttura tecnica di missione e’ istituita con decreto del Ministro
delle infrastrutture. La struttura può, altresì, avvalersi di
personale di alta specializzazione e professionalità, previa
selezione, con contratti a tempo determinato di durata non superiore
al quinquennio rinnovabile per una sola volta nonche’ quali advisor,
di Università statali e non statali legalmente riconosciute, di Enti
di ricerca e di società specializzate nella progettazione e gestione
di lavori pubblici e privati. La struttura svolge, altresì, le
funzioni del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti
pubblici, previste dall’articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144
e dall’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228.
4. Al fine di agevolare, sin dall’inizio della fase istruttoria, la
realizzazione di infrastrutture e insediamenti prioritari, il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti i Ministri
competenti, nonche’ i Presidenti delle regioni o province autonome
interessate, propone al Presidente del Consiglio dei ministri la
nomina di commissari straordinari, i quali seguono l’andamento delle
opere e provvedono alle opportune azioni di indirizzo e supporto
promuovendo le occorrenti intese tra i soggetti pubblici e privati
interessati. Nell’espletamento delle suddette attività, e nel caso
di particolare complessità delle stesse, il commissario
straordinario può essere affiancato da un sub-commissario, nominato
dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Presidenti
delle regioni o province autonome territorialmente coinvolte, con
oneri a carico delle regioni o province autonome proponenti. Per le
opere non aventi carattere interregionale o internazionale, la
proposta di nomina del commissario straordinario e’ formulata
d’intesa con la regione o la provincia autonoma, o l’ente
territoriale interessati.
5. Gli oneri derivanti dall’applicazione del comma 4 sono posti a
carico dei fondi di cui all’articolo 202 e sono contenuti nell’ambito
della quota delle risorse che annualmente sono destinate allo scopo
con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze. Gli oneri per il
funzionamento della struttura tecnica di missione di cui al comma 3
trovano copertura sui fondi di cui all’articolo 1, comma 238, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonche’ sulle risorse assegnate
annualmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai
sensi della legge 144 del 1999.
6. Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro delle infrastrutture, sentiti i Ministri competenti nonche’,
per le infrastrutture di competenza dei soggetti aggiudicatori
regionali, i presidenti delle regioni o province autonome
interessate, abilita eventualmente i commissari straordinari ad
adottare, con le modalità e i poteri di cui all’articolo 13 del
decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, in sostituzione dei soggetti
competenti, i provvedimenti e gli atti di qualsiasi natura necessari
alla sollecita progettazione, istruttoria, affidamento e
realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi.
7. I commissari straordinari riferiscono al Presidente del
Consiglio, al Ministro delle infrastrutture e al CIPE in ordine alle
problematiche riscontrate e alle iniziative assunte e operano secondo
le direttive dai medesimi impartite e con il supporto del Ministero,
e, ove esistenti, della struttura tecnica di missione e degli
advisor, acquisendo, per il tramite degli stessi, ogni occorrente
studio e parere. Nei limiti dei costi autorizzati a norma del comma
8, i commissari straordinari e i sub-commissari si avvalgono della
struttura di cui al comma 3, nonche’ delle competenti strutture
regionali e possono avvalersi del supporto e della collaborazione dei
soggetti terzi.
8. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di nomina
del commissario straordinario individua il compenso e i costi
pertinenti alle attività da svolgere dallo stesso, nonche’ le
modalità di corresponsione degli stessi, a carico dei fondi,
nell’ambito delle risorse di cui al comma 5.
9. Il Ministero, anche per le esigenze della struttura tecnica di
missione, può, altresì, avvalersi, quali advisor, di Università
statali e non statali legalmente riconosciute, di Enti di ricerca e
società specializzate nella progettazione e gestione di lavori
pubblici e privati.
10. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti assicura il
supporto e l’assistenza necessari alle stazioni appaltanti per
l’applicazione della disciplina di settore, in collaborazione con le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano nell’ambito
delle attività che queste esercitano ai sensi degli articoli 30,
comma 3 e 201, comma 5.
11. In sede di prima applicazione restano, comunque, validi gli
atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti
prodotti ed i rapporti giuridici sorti sulla base dell’articolo 163
del decreto legislativo decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
12. Ai sensi dell’articolo 1, comma 5 della legge 28 gennaio 2016,
n. 11, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può adottare
linee guida interpretative e di indirizzo, su proposta dell’ANAC,
sentite le Commissioni parlamentari, per assicurare l’uniforme
applicazione e interpretazione delle norme di cui al presente codice.

Art. 215

(Consiglio superiore dei lavori pubblici)

1. E’ garantita la piena autonomia funzionale e organizzativa,
nonche’ l’indipendenza di giudizio e di valutazione del Consiglio
superiore dei lavori pubblici quale massimo organo tecnico consultivo
dello Stato.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa deliberazione
del Consiglio dei ministri, possono essere attribuiti nuovi poteri
consultivi su materie identiche o affini a quelle già di competenza
del Consiglio medesimo. Con il medesimo decreto si provvede ad
disciplinare la rappresentanza delle diverse amministrazioni dello
Stato e delle Regioni nell’ambito del Consiglio superiore dei lavori
pubblici, nonche’ a disciplinare la composizione dei comitati tecnici
amministrativi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Sono fatte salve le competenze del Consiglio nazionale per
i beni culturali e ambientali.
3. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime parere
obbligatorio sui progetti definitivi di lavori pubblici di competenza
statale, o comunque finanziati per almeno il 50 per cento dallo
Stato, di importo superiore ai 50 milioni di euro, nonche’ parere sui
progetti delle altre stazioni appaltanti che siano pubbliche
amministrazioni, sempre superiori a tale importo, ove esse ne
facciano richiesta. Per i lavori pubblici di importo inferiore a 50
milioni di euro, le competenze del Consiglio superiore sono
esercitate dai comitati tecnici amministrativi presso i
Provveditorati interregionali per le opere pubbliche. Qualora il
lavoro pubblico di importo inferiore a 50 milioni di euro, presenti
elementi di particolare rilevanza e complessità il provveditore
sottopone il progetto, con motivata relazione illustrativa, al parere
del Consiglio superiore.
4. Le adunanze delle sezioni e dell’assemblea generale del
Consiglio superiore dei lavori pubblici sono valide con la presenza
di un terzo dei componenti e i pareri sono validi quando siano
deliberati con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
presenti all’adunanza.
5. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime il parere
entro quarantacinque giorni dalla trasmissione del progetto. Decorso
tale termine, il progetto si intende assentito.

TITOLO III
DISPOSIZIONI TRANSITORIE, DI COORDINAMENTO E ABROGAZIONI

Art. 216

(Disposizioni transitorie e di coordinamento)

1. Fatto salvo quanto previsto nel presente articolo ovvero nelle
singole disposizioni di cui al presente codice, lo stesso si applica
alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si
indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati
successivamente alla data della sua entrata in vigore nonche’, in
caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, alle
procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata
in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli
inviti a presentare le offerte.
2. Fino all’approvazione del Piano Generale dei Trasporti e della
Logistica (PGTL) si applica il quadro generale della programmazione
delle infrastrutture di trasporto approvato dal Consiglio dei
ministri il 13 novembre 2015 e sottoposto a valutazione ambientale e
strategica.
3. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 21, comma 8, si applicano gli atti di programmazione
già adottati ed efficaci, all’interno dei quali le amministrazioni
aggiudicatrici individuano un ordine di priorità degli interventi,
tenendo comunque conto dei lavori necessari alla realizzazione delle
opere non completate e già avviate sulla base della programmazione
triennale precedente, dei progetti esecutivi già approvati e dei
lavori di manutenzione e recupero del patrimonio esistente, nonche’
degli interventi suscettibili di essere realizzati attraverso
contratti di concessione o di partenariato pubblico privato. Le
amministrazioni aggiudicatrici procedono con le medesime modalità
per le nuove programmazioni che si rendano necessarie prima
dell’adozione del decreto.
4. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 23, comma 3, continuano ad applicarsi le disposizioni di
cui alla parte II, titolo II, capo I e titolo XI, capi I e II,
nonche’ gli allegati o le parti di allegati ivi richiamate, con
esclusione dell’articolo 248, del decreto del Presidente della
Repubblica5 ottobre 2010, n. 207. Fino all’adozione delle tabelle di
cui all’articolo 23, comma 16, continuano ad applicarsi le
disposizioni di cui ai decreti ministeriali già emanati in materia.
5. Fino alla data di entrata in vigore del decreto previsto
dall’articolo 24, comma 2, si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 254, 255 e 256 del decreto del Presidente della Repubblica 5
ottobre 2010, n. 207.
6. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 24, comma 8, continuano ad applicarsi i corrispettivi di
cui al decreto del Ministro della giustizia 31 ottobre 2013, n. 143.
7. Fino alla data di entrata in vigore del decreto previsto
dall’articolo 25, comma 2, resta valido l’elenco degli istituti
archeologici universitari e dei soggetti in possesso della necessaria
qualificazione esistente e continuano ad applicarsi i criteri per la
sua tenuta adottati con decreto ministeriale 20 marzo 2009, n. 60.
8. Fino all’adozione dell’atto di cui all’articolo 31, comma 5,
continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla parte II, titolo
I, capo I, del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre
2010, n. 207.
9. Fino all’adozione delle linee guida previste dall’articolo 36,
comma 7, l’individuazione degli operatori economici avviene tramite
indagini di mercato effettuate dalla stazione appaltante mediante
avviso pubblicato sul proprio profilo del committente per un periodo
non inferiore a quindici giorni, specificando i requisiti minimi
richiesti ai soggetti che si intendono invitare a presentare offerta,
ovvero mediante selezione dai vigenti elenchi di operatori economici
utilizzati dalle stazioni appaltanti, se compatibili con il presente
codice.
10. Fino alla data di entrata in vigore del sistema di
qualificazione delle stazioni appaltanti di cui all’articolo 38, i
requisiti di qualificazione sono soddisfatti mediante l’iscrizione
all’anagrafe di cui all’articolo 33-ter del decreto-legge 18 ottobre
2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221.
11. Fino alla data indicata nel decreto di cui all’articolo 73,
comma 4,gli avvisi e i bandi devono anche essere pubblicati nella
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale relativa
ai contratti. Fino alla medesima data, le spese per la pubblicazione
sulla Gazzetta ufficiale degli avvisi e dei bandi di gara sono
rimborsate alla stazione appaltante dall’aggiudicatario entro il
termine di sessanta giorni dall’aggiudicazione e gli effetti
giuridici di cui al comma 6, primo periodo, del citato articolo 73
continuano a decorrere dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Fino al 31 dicembre 2016, si applica altresì il regime di cui
all’articolo 66, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, nel testo applicabile fino alla predetta data, ai sensi
dell’articolo 26 del decreto-legge 24 aprile 2016, n. 66, come
modificato dall’articolo 7, comma 7, del decreto-legge 30 dicembre
2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio
2016, n. 21.
12. Fino alla adozione della disciplina in materia di iscrizione
all’Albo di cui all’articolo 78, la commissione giudicatrice continua
ad essere nominata dall’organo della stazione appaltante competente
ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto,
secondo regole di competenza e trasparenza preventivamente
individuate da ciascuna stazione appaltante.
13. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 81, comma 2, le stazioni appaltanti e gli operatori
economici utilizzano la banca dati AVC Pass istituita presso l’ANAC.
14. Fino all’adozione delle linee guida indicate all’articolo 83,
comma 2, continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui alla Parte II, Titolo III, nonche’ gli allegati e
le parti di allegati ivi richiamate, del decreto del Presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.
15. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 89, comma 11, continuano ad applicarsi le disposizioni
di cui all’articolo 12 del decreto legge 28 marzo 2014, n. 47,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80.
16. Fino alla data di entrata in vigore del decreto previsto
dall’articolo 102, comma 8, si applicano le disposizioni di cui alla
Parte II, Titolo X, nonche’ gli allegati e le parti di allegati ivi
richiamate, del decreto del Presidente del Repubblica 5 ottobre 2010,
n. 207.
17. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 111, comma 1, continuano ad applicarsi le disposizioni
di cui alla Parte II, Titolo IX, capi I e II, nonche’ gli allegati e
le parti di allegati ivi richiamate, del decreto del Presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.
18. Fino all’adozione delle linee di indirizzo nazionale per la
ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica di cui
all’articolo 144, comma 2, le stazioni appaltanti individuano nei
documenti di gara le specifiche tecniche finalizzate a garantire la
qualità del servizio richiesto.
19. Fino alla data di entrata in vigore del decreto previsto
dall’articolo 146, comma 4, continuano ad applicarsi le disposizioni
di cui agli articoli 248 e 251 del decreto del Presidente del
Repubblica5 ottobre 2010, n. 207.
20. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 159, comma 4, si applicano le procedure previste dal
decreto del Presidente della Repubblica del 15 novembre 2012, n. 236.
21. Fino all’istituzione dell’albo di cui all’articolo 196, comma
4, possono svolgere il ruolo di direttore dei lavori i soggetti in
possesso dei requisiti professionali adeguati in relazione all’opera
da dirigere e il ruolo di collaudatore i soggetti in possesso dei
requisiti previsti dall’articolo 216 del decreto del Presidente del
Repubblica5 ottobre 2010, n. 207, ferma restando l’incompatibilità
con la funzione di responsabile unico del procedimento.
22. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 209, comma 16, il corrispettivo e’ determinato si
applica l’articolo 10, commi da 1 a 6, e tariffa allegata, del
decreto 2 dicembre 2000, n. 398.
23. I progetti preliminari relativi alla realizzazione di lavori
pubblici o di lavori di pubblica utilità riguardanti proposte di
concessione ai sensi dell’articolo 153 ovvero dell’articolo 175 del
decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, per le quali sia già
intervenuta la dichiarazione di pubblico interesse, non ancora
approvati alla data di entrata in vigore del presente codice, sono
oggetto di valutazione di fattibilità economica e finanziaria e di
approvazione da parte dell’amministrazione ai sensi delle norme del
presente codice. La mancata approvazione determina la revoca delle
procedure avviate e degli eventuali soggetti promotori, ai quali e’
riconosciuto il rimborso dei costi sostenuti e documentati per
l’integrazione del progetto a base di gara, qualora dovuti, relativi
allo studio di impatto ambientale ed alla localizzazione urbanistica.
24. Al fine di consentire lo svolgimento, con la più ampia
partecipazione, della consultazione pubblica di cui all’articolo 5,
comma 5, della legge 18 dicembre 2015, n. 220, e nelle more
dell’aggiornamento della disciplina in materia di affidamento del
servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale,
all’articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.
177, le parole: “6 maggio 2016” sono sostituite dalle seguenti: “31
ottobre 2016”. All’articolo 49-ter del decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177, e successive modificazioni, il rinvio agli articoli 19
e 27, comma 1, e alla disciplina del codice dei contratti pubblici di
cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, si intende
riferito, rispettivamente, agli articoli 17, 4 e alla disciplina del
presente codice.
25. All’articolo 2, comma 1, lettera h), del decreto legge 31
maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
luglio 2014, n. 106, il rinvio agli articoli 112 e 93, commi 1 e 2,
del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, si intende riferito, rispettivamente, agli
articoli 26 e 23, commi 1 e 3, del presente codice.
26. Fino all’adozione delle direttive generali di cui all’articolo
1, comma 7, si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 343
a 356 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.
207.
27. Le procedure per la valutazione di impatto ambientale delle
grandi opere avviate alla data di entrata in vigore del presente
decreto secondo la disciplina già prevista dagli articoli 182,
183,184 e 185 di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
sono concluse in conformità alle disposizioni e alle attribuzioni di
competenza vigenti all’epoca del predetto avvio. Le medesime
procedure trovano applicazione anche per le varianti.

Art. 217

(Abrogazioni)

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 216, a decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente codice, sono o restano
abrogati, in particolare:
a) l’articolo 344 della legge 20 marzo 1865, n. 2248;
b) l’articolo 11 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440;
c) l’articolo 120 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827;
d) l’articolo 1, commi da 1 a 5, della legge 21 dicembre 2001, n.
443;
e) il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
f) l’articolo 1-octies del decreto legge 12 maggio 2006, n. 173,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2006, n. 228;
g) l’articolo 1, comma 909, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
h) il decreto legislativo 26 gennaio 2007, n. 6;
i) il decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113;
l) l’articolo 1, comma 2, lettera s) n. 2 e n. 3, l’articolo 8
della legge 3 agosto 2007, n. 123;
m) il decreto legislativo 11 settembre 2008, n. 152;
n) l’articolo 23 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge28 gennaio 2009, n. 2;
o) l’articolo 29, comma 1-sexies e 1-quinquiesdecies, lett. b), del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14;
p) l’articolo 2, comma 9 del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2007, n. 77;
q) l’articolo 4, comma 4-bis, e l’articolo 4-quater del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 , convertito con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102;
r) l’articolo 2, comma 16, della legge 15 luglio 2009, n. 94;
s) l’articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2009, n.
135,convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n.
166;
t) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14 del
decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53;
u) il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.
207, con effetto: 1) dalla data di entrata in vigore degli atti
attuativi del presente codice, i quali operano la ricognizione delle
disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del
2010 da esse sostituite; 2) dalla data di entrata in vigore del
presente codice: la Parte I; la Parte II, Titolo I, capo II; la Parte
II, Titolo II, capo II; la Parte II, Titoli IV e V, VI,VII,VIII; la
Parte II, Titolo IX Capo III; parte II, Titolo XI, Capo III, ad
esclusione dell’articolo 251;la Parte III ad esclusione degli
articoli 254,255 e 256; le Parti IV, V e VII, nonche’ gli allegati e
le parti di allegati ivi richiamati;
v) l’articolo 4 del decreto-legge 15 maggio 2011, n. 70,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106,
con esclusione dei commi 13 e 14;
w) l’articolo 23, commi 4 e 5, l’articolo 41 commi 1, 2, 5-bis e
5-ter, l’ articolo 42 commi 1, 2, 3, 4 e 5 e l’articolo 44, commi 1,
lett. a), 2, 5, 6, 7, 8 e 9 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214,
x) l’articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 29 dicembre 2011,
n. 228;
z) gli articoli 41, 42, 44, 46, 50, 51, 52, 55, comma 1 e 59-bis,
del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27;
aa) l’articolo 20, commi 1, 3 e 4, del decreto legge 9 febbraio
2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012,
n. 35;
bb) l’articolo 8, comma 2-bis, l’articolo 11 e l’articolo 12 del
decreto legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 luglio 2012, n. 94;
cc) l’articolo 4, comma 5-ter del decreto legge 6 giugno 2012, n.
74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2012, n. 122;
dd) l’articolo 3, comma 2, l’articolo 4-bis e l’articolo 33, comma
2, del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla legge 7
agosto 2012, n. 134;
ee) l’articolo 1, commi 2, 2-bis e 4, del decreto legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 135;
ff) l’articolo 6, comma 1, del decreto legge 13 settembre 2012,n.
158, convertito con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n.
189;
gg) l’articolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 2012, n.
169;
hh) l’articolo 6, comma 3, l’articolo 33, commi 3-bis, 3-ter e
4-bis, l’articolo 33-bis, l’articolo 33-quater, l’articolo 34, comma
4, e l’articolo 36, comma 5-bis, del decreto legge 18 ottobre 2012,
n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,
n. 221;
ii) l’articolo 1, commi 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 58, della
legge 6 novembre 2012, n. 190;l’articolo 4, commi4, 5 e 6, della
legge 14 gennaio 2013, n. 10;
jj) l’articolo 26, comma 2, articolo 26-bis, articolo
26-ter,articolo 27, comma 2, articolo 31, comma 2 e articolo 32,
commi 4, 5 e 7-bis, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69,
convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;
ll) l’articolo 13, comma 10, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n.
145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n.
9;
mm) l’articolo 1, commi 72 e 343, della legge 27 dicembre 2013, n.
147;
nn) l’articolo 12, commi 3,5,8, 9 e 11, del decreto-legge 28 marzo
2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio
2014, n. 80;
oo) l’articolo 9, commi 4 e 4-bis, del decreto legge 24 aprile
2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014,
n. 89;
pp) l’articolo 13, comma 8, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.
91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.
116;
qq) l’articolo 13-bis, articolo 23-bis, articolo 23-ter , commi 1 e
2, articolo 39, commi 1, 2 e 3, del decreto legge 24 giugno 2014, n
90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.
114;
rr) gli articoli 2, commi 1,2 e3, 5, 13, comma 1, e 34, commi 1, 2,
3, 4, 5 e 6, del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164;
ss) l’articolo 8, commi 3 e 3-bis, del decreto legge 31 dicembre
2014, n. 192, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio
2015, n. 11;
tt) gli articoli 16, 18 e 19 della legge 28 dicembre 2015, n. 221;
uu) l’articolo 7, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2015, n.
210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n.
21.

Art. 218

(Aggiornamenti)

Ogni intervento normativo incidente sul presente codice o sulle
materie dallo stesso disciplinate e’ attuato mediante esplicita
modifica, integrazione, deroga o sospensione delle specifiche
disposizioni in esso contenute.

Art. 219

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione del presente codice non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti
previsti dal presente codice con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 220

(Entrata in vigore)

Il presente codice, entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addì 18 aprile 2016

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei
ministri e, ad interim, Ministro
dello sviluppo economico

Delrio, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti


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