Appalti e Lavori pubblici: una Circolare ministeriale sull’attuazione delle “Norme per l’arte negli edifici pubblici”

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato la Circolare n. 3728 del 28 maggio 2014, relativa alle “Norme per l’arte negli edifici pubblici”, pubblicata sulla G.U. n. 133 dell’11 giugno 2014.
La Circolare ricostruisce il quadro normativo relativo a quella che è forse una delle disposizioni meno note del mondo dei lavori pubblici: “l’obbligo di destinare all’abbellimento, mediante opere d’arte, degli edifici di nuova costruzione, una quota percentuale della spesa del relativo progetto”. Introdotta nel pieno Dopoguerra dalla Legge 29 luglio 1949, n. 717, forse l’intento del Legislatore era stato proprio quello di dare impulso al superamento delle brutture e della devastazione lasciate sul campo dal conflitto mondiale.
L’ambito di applicazione di questa previsione, tuttora vigente e richiamata dall’art. 141 del “Codice dei Contratti pubblici”, è stato progressivamente circoscritto da successivi interventi normativi ma resta ancora valido per buona parte degli immobili pubblici. I primi edifici ad essere esclusi, dalla Legge n. 237/60, sono stati quelli industriali. Quella stessa norma introdusse peró, contemporaneamente, “un giro di vite” per rendere piú stringente l’obbligo in questione: l’art. 2-bis, introdotto nella Legge n. 717/49, “demanda al collaudatore dell’opera pubblica il compito di accertare, sotto la propria personale responsabilitá, l’adempimento degli obblighi previsti dall’art. 1 della medesima Legge. E’ inoltre introdotta la previsione secondo la quale, nel caso di mancato adempimento, l’opera non sia collaudabile finché l’Amministrazione non provvede perlomeno alla pubblicazione del bando per l’esecuzione delle opere d’arte o, in alternativa, non versi alla Soprintendenza competente per territorio la somma prevista, maggiorata del 5%”.
Nei decenni successivi il Legislatore ha escluso, nell’ordine: l’edilizia scolastica, universitaria, sanitaria e quella residenziale (sia di uso civile che militare).
Con l’art. 47, comma 1, del Dl. n. 1/12, convertito con modificazioni dalla Legge n. 27/12, è stata inoltre rideterminata la quota percentuale dell’importo di progetto da destinare alla realizzazione delle opere d’arte, originariamente previsto nella misura fissa del 2% dell’importo del progetto. Tale articolo ha stabilito che la disposizione non si applichi nel caso di progetti di importo inferiore ad 1 milione di Euro.
Le quote sono state poi modulate, come segue:
a) 2% per i progetti di importo compreso tra 1 e 5 milioni di Euro;
b) 1% per i progetti di importo compreso tra 5 e 20 milioni di Euro;
c) 0,5% per gli importi pari o superiori a 20 milioni di Euro.
Con la Circolare n. 3728, il Ministero ha ribadito la validità della norma in questione, reputata ancora estremamente attuale e rilevante in quanto veicolo di promozione della cultura e dell’arte.
Alla luce del sistema normativo richiamato, il Ministero ha invitato a mettere puntualmente in pratica quanto segue:
“in sede di verifica, validazione, espressione di parere tecnico ed approvazione di un progetto e del relativo quadro economico sia espressamente accertato se lo stesso rientri o meno nell’ambito di applicazione della Legge n. 717/49 ed, in caso affermativo, se siano state poste correttamente in essere le necessarie previsioni economiche e tecniche. La stessa verifica dovrá essere effettuata in sede di espressione di parere tecnico e di approvazione delle relative eventuali varianti in corso d’opera; il Responsabile del procedimento, nell’ambito del compito ad esso assegnato di curare il necessario raccordo tra la progettazione e la realizzazione dell’edificio pubblico, curi in particolare l’aspetto relativo all’inserimento dell’opera d’arte, promuovendo, in tempi adeguati, il relativo bando”;
“negli atti relativi all’affidamento degli incarichi di collaudo di opere che rientrano nell’ambito di applicazione della Legge n. 717/49 sia specificamente richiamata la disposizione dell’art. 2-bis della stessa Legge che prevede la non collaudabilità dell’opera nel caso in cui non sia stata realizzata l’opera d’arte”;
“in sede di approvazione del certificato di collaudo sia verificato che il collaudatore si sia espresso positivamente in merito agli adempimenti derivanti dalla Legge n. 717/49”.


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