Appalti: il principio di tassatività delle cause di esclusione si applica anche alle concessioni di servizi

Appalti: il principio di tassatività delle cause di esclusione si applica anche alle concessioni di servizi

Nella Sentenza n. 37 del 7 gennaio 2015 del Tar Puglia, i Giudici affermano che il solo parametro per valutare la legittimità delle ammissioni/esclusioni dalle procedure selettive pubbliche è dato dall’art. 46, comma 1-bis, del Dlgs. n. 163/06. Il principio di tassatività delle cause di esclusione, disposto dalla norma citata, si applica anche alle concessioni di servizi di cui all’art. 30 del “Codice degli appalti”, quale principio fondamentale generale relativo ai contratti pubblici e costituisce specificazione dei principi di massima partecipazione e di proporzionalità, talché la sua estensione alla materia delle concessioni trova esplicito fondamento nell’art. 30, comma 3, del Dlgs. n. 163/06.

Diversamente opinando, rilevano i Giudici pugliesi, si giungerebbe ad un’ingiustificata divaricazione del regime da seguire nella gare per l’affidamento di appalti e in quelle per l’affidamento di concessioni di servizi. I Giudici osservano che la giurisprudenza ha chiarito che l’art. 46, comma 1-bis, del Dlgs. n. 163/06 “ha previsto la tassatività delle cause di esclusione, disponendo che la stazione appaltante può escludere i candidati o i concorrenti solo in caso di mancato adempimento alle prescrizioni previste dal Codice e dal Regolamento e da altre disposizioni di legge vigenti, nonchè nei casi di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell’offerta, per difetto di sottoscrizione o di altri elementi essenziali ovvero in caso di non integrità del plico contenente l’offerta o la domanda di partecipazione o altre irregolarità relative alla chiusura dei plichi, tali da far ritenere, secondo le circostanze concrete, che sia stato violato il principio di segretezza delle offerte; ma i bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione”. Poi, la stessa disposizione stabilisce che “dette prescrizioni sono comunque nulle”.

Inoltre, è principio giurisprudenziale altrettanto pacifico che “le norme che disciplinano i requisiti soggettivi di partecipazione alle gare pubbliche vanno interpretate nel rispetto dei principi di tipicità e tassatività delle ipotesi di esclusione. Questo orientamento ha recentemente trovato una puntuale traduzione normativa con il nuovo comma 1-bis dell’art. 46 Dlgs. n. 163/06, introdotto dall’art. 4 del Dl. n. 70/11”. Pertanto, il solo parametro per valutare la legittimità delle ammissioni/esclusioni dalle procedure selettive pubbliche è dato dal citato art. 46, comma 1-bis, risultando l’esclusione legittima solo se ivi rinvenga copertura. Conseguentemente, da un lato, l’esclusione è legittima e doverosa in quanto trova copertura nell’art. 46, comma 1-bis. Dall’altro, tutte le volte in cui non trova fondamento nel menzionato paradigma normativo, l’esclusione è illegittima anche quando (illegittimamente) prevista nella lex specialis, affetta sul punto da nullità testuale e parziale.

Tar Puglia – Sentenza n. 37 del 7 gennaio 2015

 


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