Appalti pubblici: l’Anac chiede lo stop dei bandi di gara senza copertura

Appalti pubblici: l’Anac chiede lo stop dei bandi di gara senza copertura

E’ illegittimo e incostituzionale emanare un bando di gara relativo all’affidamento di lavori pubblici con una clausola che subordina i pagamenti dovuti all’impresa esecutrice all’ottenimento di finanziamenti da parte di soggetti terzi o a risorse non ancora nella disponibilità della stazione appaltante.

A condannare questa pratica è l’Anac, con il Comunicato del Presidente 6 ottobre 2015, rubricato “Clausole relative alle modalità di pagamento dei lavori pubblici finanziati in tutto o in parte da soggetti esterni”.

L’Autorità ha ricordato che i principi fissati dal combinato disposto degli artt. 81 e 97 della Costituzione impongono che i provvedimenti che implicano una spesa siano adottati soltanto in presenza di idonea copertura finanziaria.

In attuazione di tali principi, il Tuel prevede che gli Enti territoriali effettuino spese solo se sussiste l’impegno contabile registrato sul competente programma del bilancio di previsione e l’attestazione della copertura finanziaria.

Pertanto – scrive il Presidente dell’Authority, Raffaele Cantone – la stazione appaltante ha l’onere di verificare ex ante la sostenibilità finanziaria degli interventi che intende realizzare, anche in considerazione dei limiti posti dal Patto di stabilità, garantendone la permanenza anche in fase di esecuzione, coerentemente a quanto previsto nel bando di gara che, a norma dell’art. 64 Dlgs. n. 163/06, deve contenere, tra l’altro, le informazioni di cui all’Allegato IX A del ‘Codice dei contratti pubblici’, ivi incluse quelle relative alle modalità essenziali di finanziamento e di pagamento e/o riferimenti alle disposizioni in materia”.


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