Aree adibite ad attività estrattive: nessuna esenzione dall’Imu

Aree adibite ad attività estrattive: nessuna esenzione dall’Imu

Nell’Ordinanza n. 29276 del 22 dicembre 2020 della Corte di Cassazione, alcuni contribuenti proprietari di fondi minerari impugnano gli avvisi di accertamento Ici degli anni dal 2006 al 2011, deducendo che i fondi sono esenti in quanto adibiti ad attività estrattiva. La Suprema Corte afferma che è legittima la pretesa impositiva sui terreni qualificati come estrattivi dagli Strumenti di pianificazione urbanistica, poiché questa attività industriale esclude la natura agricola e gli stessi sono suscettibili di edificazione, sia pure strumentale all’attività stessa.

Nello specifico, i Giudici di legittimità osservano che, nel caso di specie, l’area classificata come “D/3” nel Piano regolatore generale, adibita ad attività estrattiva secondo lo strumento urbanistico, non può certamente qualificarsi come agricola, ma non per questo è esente dal Tributo, posto che è suscettibile di edificazione, ancorché limitata alla realizzazione di fabbricati strumentali. In tale caso il terreno deve essere qualificato come edificabile ai fini dell’Ici e la base imponibile deve essere determinata sulla base del valore venale. Inoltre, la Suprema Corte precisa che il concetto di “edificabilità” contenuto nell’art. 1, del Dlgs. n. 504/1992, considera, ai fini dell’applicabilità dell’Imposta, la potenzialità edificatoria, potendo eventuali vincoli incidere solamente sulla determinazione del valore venale del bene.


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