Attività manutentive: non possono essere inserite tra le funzioni tecniche da incentivare

Attività manutentive: non possono essere inserite tra le funzioni tecniche da incentivare

Nella Delibera n. 51 del 26 aprile 2017 della Corte dei conti Umbria, viene chiesto un parere in merito alla “inclusione o esclusione delle attività di manutenzione, ordinaria e straordinaria, dall’incentivazione prevista dall’art. 113 del Dlgs n. 50/16”.

La Sezione evidenzia le finalità perseguite dall’art. 113 del Dlgs. n. 50/16:

  1. incentivare le “funzioni operative per l’esecuzione di lavori”, per realizzare l’“opera a regola d’arte e nei tempi previsti dal progetto, senza alcun ricorso a varianti in corso d’opera”;
  2. abolire “gli incentivi della progettazione, previsti dal previgente art. 93, comma 7-ter del Dlgs. n. 163/06” ed ha introdotto “nuove forme di incentivazioni per funzioni tecniche”.

La Sezione rileva che l’attenzione deve essere focalizzata sul comma 3 dell’art. 113 del Dlgs. n. 50/16, per tentare di offrirne una lettura coordinata con l’art. 3 del medesimo testo normativo, tale da permettere di attrarre anche l’attività di manutenzione nell’elenco delle “funzioni tecniche” incentivate.

In realtà, l’art. 3 del Dlgs. n. 50/16, nel dare le “definizioni” delle espressioni e dei termini di maggior interesse usati nel medesimo decreto legislativo, alla lettera nn) precisa che, per “lavori di cui Allegato I”, si devono intendere “le attività di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione urbanistica ed edilizia, sostituzione, restauro [e] manutenzione di opere”.

Una simile puntualizzazione non consente di attrarre l’attività manutentiva nell’area della incentivazione, secondo un’attenta lettura del sistema di incentivazione regolato dall’art. 113 del Dlgs. n. 50/16.Infatti, in tale sistema, la manutenzione resta un “lavoro” e non una “funzione tecnica”. E’ da rilevare, per una corretta interpretazione del comma 3 dell’art. 113, che le relative disposizioni, si limitano a precisare che “l’80% delle risorse del fondo […] è ripartito per ciascuna opera o lavoro, servizio [o] fornitura con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa, sulla base di apposito regolamento adottato dalle amministrazioni secondo i rispettivi ordinamenti”. Dunque, il predetto comma 3, reca semplicemente un criterio di riparto del fondo di incentivazione riferito a “ciascuna opera o lavoro, servizio [o] fornitura”, ma non offre spazi esegetici per aggiungere altre “funzioni tecniche” all’elenco di cui al precedente comma 2.

Una interpretazione armonica e coordinata dei primi 3 commi dell’art. 113 del Dlgs. n. 50/16, aderente ai noti canoni ermeneutici dell’art. 12, comma 1, delle disposizioni sulla legge in generale, lascia intravedere un complessivo disegno normativo, per il quale:

(a) il comma 1, precisa i criteri di quantificazione degli “stanziamenti [relativi ai] singoli lavori”, con allocazione in essi anche delle risorse per “gli oneri inerenti la progettazione, [la] direzione dei lavori”, ecc.;

(b) il comma 2, fissa i criteri di quantificazione del fondo per incentivare le “funzioni tecniche”, ivi specificamente e tassativamente elencate (attività di programmazione della spesa per investimenti, per la verifica preventiva dei progetti di predisposizione e di controllo delle procedure di bando, ecc.), determinandolo nel 2% dell’importo dei lavori posti a base di gara, [da] valere sugli stanziamenti di cui al comma 1;

(c) il comma 3, infine, indica i criteri di riparto dello “80% del fondo [di cui al] comma 2, [rapportandoli a] ciascuna opera o lavoro, servizio [o] fornitura”.

Da nessuno degli elencati commi dell’art. 113 del Dlgs. n. 50/16 emerge uno spiraglio interpretativo per inserire tra le “funzioni tecniche” da incentivare l’attività manutentiva.

In conclusione, è da escludere che l’attività manutentiva possa essere incentivata, ai sensi dell’art. 113 del Dlgs. n. 50/16.


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