Attuazione del “Pnrr” e prevenzione delle infiltrazioni mafiose: pubblicato il Decreto-legge n. 152/2021

Attuazione del “Pnrr” e prevenzione delle infiltrazioni mafiose: pubblicato il Decreto-legge n. 152/2021

Sulla G.U. n. 265 del 6 novembre 2021 è stato pubblicato il Dl. 6 novembre 2021, n. 152, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ (‘Pnrr’) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”. 

Il Decreto introduce misure di semplificazione capaci di velocizzare l’attuazione degli Interventi previsti dal “Pnrr”. I primi articoli del Decreto si concentrano in particolar modo sullo stanziamento di risorse per l’attuazione delle misure previste dal “Pnrr” nel 2021. Sono inoltre affrontati temi legati alle gestioni commissariali, alle Imprese agricole e allo Sport e, nel Titolo IV, si descrivono le misure adottate e gli Investimenti per rafforzare il Sistema di prevenzione antimafia.

Di seguito si riporta il commento degli articoli di maggior interesse per gli Enti Locali e le loro Società pubbliche.

Artt. 1-4 – Sostegno Imprese Settore turistico

Il Decreto fornisce contributi per finanziare Interventi strutturali e sostenere le Imprese del Settore turistico per attuare gli obiettivi previsti dal “Pnrr”. È inoltre riconosciuto un contributo per la digitalizzazione di Agenzie e Tour operator.

Art. 8 – “Fondo ripresa resilienza Italia

E’ autorizzata, per l’attuazione delle Linee progettuali “Piani urbani integrati – Fondo di Fondi della Bei – M5C2, intervento 2.2 b)” e “Sviluppo e resilienza delle Imprese del Settore turistico – M1C3 Intervento 4.2.3”, nell’ambito del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, la costituzione del “Fondo ripresa resilienza Italia”, con una dotazione pari ad Euro 772 milioni per l’anno 2021, del quale lo Stato italiano è contributore unico e la cui gestione è affidata alla Bei. I relativi oneri sono a carico del “Fondo di rotazione per l’attuazione del Next Generation EU-Italia”.

Ai fini dell’immediata operatività del “Fondo ripresa resilienza Italia”, il Mef è autorizzato a stipulare con la Bei uno o più accordi necessari a consentire la sua costituzione ed a trasferire le risorse su di un conto corrente infruttifero appositamente acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato, intestato alla Bei. Apposito accordo di finanziamento conferirà la gestione del “Fondo” alla Bei e definirà le modalità ed i criteri di gestione delle risorse da parte della stessa Bei, nel rispetto dei principi e degli obblighi riferiti all’attuazione del “Pnrr”, ivi compreso il Principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (“DNSH”), le priorità e la strategia di investimento del “Fondo ripresa resilienza Italia”, i criteri di ammissibilità per i beneficiari e di selezione mediante avviso pubblico, i compiti ed i poteri del Comitato per gli investimenti (da istituirsi con Decreto Mef entro il prossimo 7 dicembre 2021), nonché i Settori target in cui investire.

Una quota del citato “Fondo”, fino ad un massimo del 5% dell’importo totale delle contribuzioni erogate ai destinatari finali in prestiti e fino ad un massimo del 7% dell’importo totale delle contribuzioni erogate ai destinatari finali in investimenti in equity e quasi-equity, può essere destinata agli oneri di gestione connessi all’attività oggetto degli accordi sopra citati.

Le risorse rinvenienti dall’attuazione del “Fondo ripresa resilienza Italia” sono reinvestite per gli stessi obiettivi e le stesse priorità strategiche, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Al fine di sostenere Investimenti coerenti con le finalità del “Pnrr” e con i Principi di Digitalizzazione, Sostenibilità ed Efficienza energetica, nell’ambito del “Fondo ripresa resilienza Italia”, è costituita una Sezione denominata “Fondo per il Turismo sostenibile”, con dotazione di Euro 500 milioni per l’attuazione della Linea progettuale “Sviluppo e resilienza delle imprese del settore turistico – M1C3 intervento 4.2.3” del “Pnrr”, con una riserva del 50% dedicata agli Interventi volti al supporto degli Investimenti di riqualificazione energetica per quanto attiene alle Linee progettuali riferite al Settore turistico.

Art. 9 – Rafforzamento ed efficienza dei processi di gestione, revisione e valutazione della spesa e miglioramento dell’efficacia dei relativi procedimenti

La norma modifica l’art. 242, comma 7, del Dl. n. 34/2020, e indica ora nel 31 dicembre 2026 la data di scadenza dei Programmi operativi complementari relativi alla “Programmazione comunitaria 2014/2020”, e che le risorse dei Programmi operativi complementari possono essere utilizzate anche per il supporto tecnico e operativo all’attuazione del “Pnrr”.

Per la tempestiva attuazione della “Riforma 1.11” del “Pnrr”), per favorire l’applicazione delle misure di garanzia per il rispetto dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni, viene modificato anche l’art. 1 della Legge n. 145/2018. Si prevede quindi che, limitatamente agli esercizi 2022 e 2023, le Amministrazioni pubbliche possono elaborare l’Indicatore relativo al debito commerciale residuo sulla base dei propri dati contabili, previo invio della comunicazione alla “Pcc” dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell’esercizio precedente in relazione ai 2 esercizi precedenti, e verifica da parte del competente Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile.

Viene indicato che il “Fondo garanzia debiti commerciali” deve essere previsto e inserito in bilancio dell’Ente anche quando questo si trova in gestione provvisoria o in esercizio provvisorio. E’ integrato anche l’elenco delle comunicazioni da effettuare alla “Pcc”, indicando anche la comunicazione dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell’esercizio precedente in esercizio provvisorio/gestione provvisoria, che costituiscono indicatori rilevanti ai fini della definizione del Programma delle verifiche da parte dei Servizi ispettivi di finanza pubblica Mef-RgS.

Viene poi previsto che, al fine di favorire la produzione di analisi sull’impatto su occupazione e retribuzione del lavoro dipendente e autonomo e su altri fenomeni di interesse settoriale del “Pnrr”, tramite la stipula di Convenzioni o l’avvio di Programmi di ricerca, le Amministrazioni pubbliche possono promuovere l’utilizzo a fini di ricerca di dati provenienti da archivi amministrativi e la loro integrazione con informazioni provenienti anche da fonti esterne all’Amministrazione originaria.

Al fine di consentire il tempestivo avvio ed esecuzione dei Progetti “Pnrr” finanziati a valere su autorizzazioni di spesa del bilancio dello Stato, il Mef, nell’ambito delle disponibilità del conto corrente di Tesoreria centrale “Ministero dell’Economia e delle Finanze – Attuazione del Next Generation EU-Italia – Contributi a fondo perduto”, può disporre anticipazioni da destinare ai soggetti attuatori dei Progetti, ivi compresi gli Enti territoriali, sulla base di motivate richieste presentate dalle Amministrazioni centrali titolari degli Interventi “Pnrr”. Per i soggetti attuatori, le anticipazioni di cui al presente comma costituiscono trasferimenti di risorse per la realizzazione tempestiva degli Interventi “Pnrr”. Le risorse erogate sono tempestivamente reintegrate al predetto conto corrente di Tesoreria dalle medesime Amministrazioni titolari degli Interventi, a valere sui pertinenti stanziamenti di bilancio.

Ai fini del rafforzamento delle attività, degli strumenti di analisi e monitoraggio della spesa pubblica e dei processi di revisione e valutazione della spesa, presso il Mef-RgS è istituito il Comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa, con funzioni di supporto alle attività di analisi e valutazione della spesa. Il Comitato opera in relazione alle Linee-guida stabilite dal Presidente del Consiglio dei Ministri e riferisce al Mef. Il Comitato indica i criteri e le metodologie per la definizione dei processi e delle attività di revisione della spesa, nonché gli obiettivi da perseguire.

Per il rafforzamento delle strutture della RgS per le attività di implementazione dei processi di redazione del bilancio di genere e del bilancio ambientale, il Mef è autorizzato per il biennio 2021-2022 a reclutare in deroga aggiuntive unità di personale.

Per lo svolgimento di tutti i compiti di cui al presente articolo attributi al Mef-RgS, il Ministero può anche avvalersi del supporto di Società a prevalente partecipazione pubblica, nonché di un contingente massimo di 10 esperti di comprovata qualificazione professionale, ed è autorizzato a stipulare convenzioni con Università, Enti e Istituti di ricerca.

Le risorse iscritte nel bilancio dello Stato espressamente finalizzate alla realizzazione degli Interventi del “Pnrr” possono essere versate sui conti correnti infruttiferi aperti presso la Tesoreria centrale dello Stato, laddove richiesto da esigenze di unitarietà e flessibilità di gestione del “Pnrr”. I fondi esistenti sui conti correnti aperti presso la Tesoreria centrale dello Stato, nonché sulle apposite contabilità speciali intestate alle Amministrazioni dello Stato per la gestione degli Interventi del “Pnrr” – non sono soggetti ad esecuzione forzata. Sui fondi ivi depositati non sono ammessi atti di sequestro o di pignoramento presso le sezioni di tesoreria dello Stato, a pena di nullità rilevabile anche d’ufficio. Gli atti di sequestro o di pignoramento eventualmente notificati non determinano obbligo di accantonamento da parte delle sezioni medesime.

Le attività connesse alla realizzazione della “Riforma 1.15” del “Pnrr”, denominata “Dotare le Pubbliche Amministrazioni italiane di un Sistema unico di contabilità economico-patrimoniale”, inserita nella Missione 1, Componente 1, dello stesso “Piano”, sono svolte dalla Struttura di governance istituita presso la RgS con Determina del Ragioniere generale dello Stato n. 35518/2020. Al fine di favorire la partecipazione degli Enti territoriali alla definizione della “Riforma 1.15” del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, le proposte relative ai Principi e gli standard contabili elaborate dallo Standard Setter Board sono trasmesse, per il parere, alla Commissione Arconet.

Art. 11 – Modifiche alla Conferenza di servizi per Insediamenti Zes e Sportello unico Zes

La norma modifica gli artt. 5 e 5-bis del Dl. n. 91/2017 in materia di Zone economiche speciali (Zes), zone istituibili per favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, e così consentire lo sviluppo, in alcune aree del Paese, delle Imprese già operanti, nonché l’insediamento di nuove Imprese in dette aree.

Nell’art. 5, comma 1, viene sostituita la lett. a-ter), e ora si prevede che presso ogni Commissario straordinario (soggetto per l’amministrazione dell’Area Zes), opera uno Sportello unico digitale presso il quale i soggetti interessati ad avviare una nuova attività soggetta all’Autorizzazione unica presentano il proprio Progetto. Ciascun Commissario rende noto, con avviso pubblicato sul proprio sito istituzionale, la data a partire dalla quale lo sportello è reso disponibile. Nelle more della piena operatività dello Sportello unico digitale, le domande di autorizzazione unica sono presentate al Suap territorialmente competente; gli enti titolari dei Suap si raccordano con il Commissario.

Con la modifica della lett. a-sexies), del coma 1, si proroga al 31 dicembre 2023 la scadenza delle proposte per la perimetrazione delle “Zone franche doganali intercluse” nelle Zes.

L’integrazione del comma 6, sempre dell’art. 5, prevede che l’Agenzia per la coesione affidi i servizi tecnologici per la realizzazione dello Sportello unico digitale e per la sua messa in funzione, mediante procedura di evidenza pubblica, ovvero si avvalga, mediante convenzione, di piattaforme già in uso ad altri enti o amministrazioni.

All’art. 5-bis, con l’integrazione del comma 4, si prevede modalità decisionali definite quando, in materia di Zes, le Amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, ovvero le Amministrazioni delle Regioni, si oppongano alla determinazione motivata di conclusione della Conferenza di servizi.

Art. 15 – Alloggi per studenti 

Sono apportate modifiche all’art. 1 della Legge n. 338/2000 con l’aggiunta di elementi finalizzati alla semplificazione del processo edilizio grazie a strumenti per la rappresentazione digitale del processo costruttivo.

Art. 16 – Risorse idriche 

Sono definiti i criteri per incentivare l’uso sostenibile dell’acqua in Agricoltura, e per sostenere l’uso del “Sistema comune di gestione delle risorse idriche” (“Sigran”). Il Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a valere sulle risorse di bilancio del Mite è adottato con uno o più Decreti del Mite stesso previa Intesa con i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano interessate agli Interventi ammessi a finanziamento nei rispettivi territori.

Art. 17 – Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani 

Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto, il sarà adottato un apposito “Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani” al fine di ridurre l’occupazione del terreno e migliorare il risanamento urbano, conformemente alle previsioni indicate nella Misura “M2C4” del “Pnrr”.

Art. 18 – Proposta di riduzione dei tempi del procedimento di valutazione ambientale strategica 

Il Decreto modifica il Dl. n. 152/2006, accorciando alcuni dei tempi previsti in particolare per la consultazione e per la ​​visione della proposta di Piano.

Art. 20 – Interventi comunali in materia di Efficientamento energetico, Rigenerazione urbana, Mobilità sostenibile e Messa in sicurezza degli edifici e Valorizzazione del territorio 

I Comuni beneficiari di Investimenti destinati ad opere pubbliche come stabilito dagli art. 29 e 29-bis della Legge n. 160/2019 utilizzano una quota pari o superiore al 50% delle risorse assegnate nel periodo dal 2020 al 2024, per Investimenti di cui alla lett. a), comma 29, della Legge n. 160/2019. I Comuni beneficiari dei contributi rispettano ogni disposizione impartita in attuazione del “Pnrr” per la gestione, monitoraggio, controllo e valutazione della misura compresi gli obblighi in materia di comunicazione e informazione. I fondi per la Rigenerazione urbana definiti dal comma 42 della predetta Legge sono incrementati di Euro 100 milioni per l’anno 2022 e Euro 200 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024. I Comuni beneficiari delle risorse dovranno rispettare ogni disposizione impartita in attuazione del “Pnrr” per la gestione, controllo e valutazione della misura.

Per le risorse predette i Comuni beneficiari dovranno assicurare l’alimentazione tempestiva del Sistema di monitoraggio per la rilevazione puntuale dei dati di avanzamento dei lavori relativi agli Interventi finanziati, con particolare riferimento agli elementi anagrafici e identificativi dell’operazione, della localizzazione, dei soggetti correlati all’operazione, delle informazioni inerenti alle procedure di affidamento dei lavori, dei costi previsionali e delle relative voci di spesa, degli avanzamenti fisici, procedurali e finanziari, nonché delle milestone e dei target collegati e di ogni altro elemento necessario richiesto dalla regolamentazione attuativa del “Pnrr”.

Art. 21 – Piani integrati 

Al fine di favorire una migliore Inclusione sociale riducendo l’emarginazione e le situazioni di degrado sociale, promuovere la Rigenerazione urbana attraverso il recupero, la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione ecosostenibile delle strutture edilizie e delle aree pubbliche, sono assegnate risorse alle Città metropolitane, in attuazione della Linea progettuale “Piani integrati – M5C2” del “Pnrr” per un ammontare complessivo pari a Euro 2.493,79 milioni per il periodo 2022-2026. Inoltre, per rafforzare gli Interventi è costituita una Sezione con dotazione di Euro 272 milioni per l’attuazione della Linea progettuale “Piani Integrati, Bei, Fondo dei fondi – M5C2 – Intervento 2.2 b)”. Gli Enti interessati provvedono ad individuare i Progetti finanziabili all’interno della propria area urbana entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Decreto. I Progetti oggetto di finanziamento, il cui costo totale non può essere inferiore a Euro 50 milioni, devono riguardare la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico, il miglioramento della qualità del Decoro urbano e del Tessuto sociale e ambientale, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive, nonché interventi finalizzati a sostenere Progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai Trasporti ed al consumo energetico. 

Gli altri elementi che devono avere i Progetti, pena l’inammissibilità, riguardano l’impatto ambientale, la percentuale di lavori affidabile a privati e il livello progettuale. 

Art. 22 – Misure per agevolare la realizzazione degli Interventi finanziati con le risorse del “Pnrr” volti a fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico 

Sono assegnati e trasferiti alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano le risorse finanziarie di “M2C4” del “Pnrr” nella misura di Euro 800 milioni, finalizzate all’attuazione di nuovi Interventi pubblici per fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico.

Art. 23 – Utilizzo risorse del “Fondo Sviluppo e Coesione” ed estensione delle procedure “Pnrr” 

All’art. 1, comma 178, lett. d), sesto periodo, della Legge n. 178/2020, relativo alla Cabina di regia del “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”, dopo le parole “di immediato avvio dei lavori” sono inserite le seguenti: “o il completamento di Interventi in corso, così come risultanti dai Sistemi informativi del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, fermi restando i requisiti di addizionalità e di ammissibilità della spesa a decorrere dal 1° gennaio 2021”.

Art. 24 – Progettazione di Scuole innovative 

Il “Pnrr” prevede la costruzione di Scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative. Per farlo, è prevista l’indizione di un concorso di progettazione a cura del Ministero dell’Istruzione per le aree geografiche e gli Enti Locali individuati a seguito della procedura selettiva per l’attuazione delle Misure “M23, Investimento 1.1”. Al termine del concorso di progettazione, i Progetti di fattibilità tecnica ed economica divengono di proprietà degli Enti locali che attuano gli interventi. 

Art. 27 – Semplificazione e rafforzamento dei servizi digitali

Tale norma introduce 3 importanti novità che modificano il Dlgs. n. 82/05.

In primo luogo, si dispone la modifica dell’art 3-bis, comma 1-ter, del “Cad”, introducendo la possibilità per le persone fisiche di dichiarare il proprio domicilio digitale oltre che in Inad (“Indice nazionale domicili digitali”) anche mediante l’accettazione di quello reso disponibile on-line dall’Anpr (Anagrafe popolazione residente), ovvero recandosi presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza.

In secondo luogo, si dispone, in conseguenza della precedente modifica, che le basi dati di Anpr e Inad siano sempre allineate, pertanto accanto alla disposizione che Agid provveda a trasferire i domicili digitali contenuti in Inad in Anpr si prevede che il Ministero dell’interno faccia altrettanto per i domicili dichiarati in Anpr.

Infine, si dispone che i Comuni possano accedere alle informazioni anagrafiche contenute in Anpr, nel rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dati personali, anche con modalità automatiche, per l’erogazione dei propri servizi e lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Art. 28 – Servizio di collegamento delle Imprese alla “Piattaforma digitale nazionale dati

Tale norma dispone che le Camere di Commercio mettano a disposizione tramite il Registro delle Imprese un servizio dedicato di collegamento telematico con la “Pdnd” di cui all’art. 50-ter del Dlgs. n. 82/2005, che consente alle Imprese di effettuare controlli automatizzati e di acquisire certificati relativi ai propri fatti, stati e qualità.

Art. 29 – “Fondo Repubblica digitale

L’art. 29 dispone l’istituzione del “Fondo per la Repubblica digitale” per gli anni 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026, destinato alla formazione e all’inclusione digitale al fine di accrescere le competenze digitali principale ostacolo alla digitalizzazione del Paese. Le modalità di intervento, di valutazione, selezione e monitoraggio dei progetti saranno individuate da un Protocollo di intesa tra le Fondazioni che alimenteranno il “Fondo” e il Ministero dell’Innovazione e il Ministero delle Finanze.

Alle Fondazioni interessate sarà riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% dei versamenti effettuati per gli anni 20222 e 2023 e al 75% per gli anni 2024, 2025 e 2026.

Art. 31 – Conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del “Pnrr

Attraverso una serie di modifiche apportate al Dl. n. 80/2021, viene stabilito che i Professionisti assunti a tempo determinato per l’attuazione dei Progetti previsti dal “Piano nazionale di ripresa e resilienza”:

  1. non sono tenuti alla cancellazione dagli eventuali Albi, Collegi o Ordini professionali di appartenenza;
  2. possono mantenere l’iscrizione agli Enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (si consente di ottenere il ricongiungimento dei periodi di contribuzione presso l’Inps (dovuti per la durata dei contratti relativi al “Pnrr”) con quelli presso la Cassa previdenziale di appartenenza a titolo gratuito, o di chiedere che la contribuzione previdenziale dovuta per tali contratti sia versata, a scelta del Professionista, direttamente alla cassa previdenziale di appartenenza.

Disposto anche che il numero minimo degli incarichi di collaborazione a Professionisti ed Esperti che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano – e non anche gli Enti Locali come finora previsto – possono attivare per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del “Pnrr”, per i quali sono stanziate determinate risorse, sia pari a 1.000 (numero che sinora costituiva invece il limite massimo. Detti Professionisti saranno destinati a supportare, oltre ai predetti Enti che conferiscono gli incarichi, anche gli altri Enti Locali.  

Si prevede infine che anche le Province e le Città metropolitane (oltre che lo Stato, le Regioni, i Comuni e i loro enti strumentali), nei concorsi indetti dalle stesse, debbano assicurare che le relative prove scritte siano sostituite con prove maggiormente accessibili ai soggetti con disturbi specifici di apprendimento (es. prolungamento tempi, orale anziché scritti o altri strumenti compensativi a seconda della situazione specifica).

Art. 32 – FormezPA 

L’art. 32 modifica l’art. 1 del Dl. n. 6/2010. Le Amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane, le altre amministrazioni nonché gli Enti pubblici economici possono entrare a far parte dell’Associazione FormezPA.

Art. 33 – Istituzione del “Nucleo ‘Pnrr’ Stato-Regioni” 

Al fine di assicurare il coordinamento delle relazioni tra Amministrazioni statali titolari di Interventi del “Pnrr” e gli Enti territoriali è istituito, presso il Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il “Nucleo per il coordinamento delle iniziative di ripresa e resilienza tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”, denominato “Nucleo ‘Pnrr’ Stato-Regioni”, che sarà operativo fino al 31 dicembre 2026. 

Il Nucleo assicura al predetto Dipartimento il supporto tecnico per la realizzazione delle attività di propria competenza volte ad attuare le Riforme e gli Investimenti previsti dal “Piano” in raccordo con le altre Amministrazioni dello Stato titolari di Interventi e, in particolare, delle attività volte a: 

  • curare l’istruttoria di Tavoli tecnici di confronto settoriali con le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali; 
  • prestare loro supporto nella elaborazione, coerentemente con le Linee del “Pnrr”, di un Progetto avente particolare rilevanza strategica; 
  • prestare attività di assistenza agli Enti territoriali, con particolare riferimento ai piccoli Comuni e ai Comuni insulari e delle zone montane, anche in raccordo con le altre iniziative di supporto tecnico attivate dalle Amministrazioni competenti; 
  • condividere con le competenti strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri le informazioni raccolte e comunicare, d’intesa con le medesime strutture, le attività svolte.

Art. 39 – Inviato speciale per il cambiamento climatico

Con l’art. 39 è introdotta una modifica relativa alla figura dell’Inviato speciale per il cambiamento climatico, istituita dall’art. 17-novies del Dl. n. 80/2021, con l’obiettivo di garantire una più efficace partecipazione italiana agli eventi e ai negoziati internazionali sui temi ambientali.

In merito viene determinato che l’incarico possa essere conferito solo ai dipendenti di Amministrazioni pubbliche di livello dirigenziale e che per lo svolgimento di queste funzioni non spettano emolumenti o compensi, comunque denominati, aggiuntivi oltre a quelli già in godimento, ferma restando la corresponsione del trattamento economico di missione nei limiti spettanti conformemente all’ordinamento di appartenenza.

Art. 40 – Razionalizzazione e semplificazione del Sistema di Servizio civile universale

L’art. 40 semplifica il procedimento di programmazione del Sistema del Servizio civile universale, eliminando – tra Piano triennale ed attuativi Programmi d’intervento – il momento “intermedio” dei Piani annuali, la cui previsione è ora soppressa.

I singoli Programmi d’intervento saranno inoltre approvati in forma “semplificata” (con Decreto dipartimentale), sulla base delle risorse disponibili indicate nel Documento di programmazione finanziaria.

Art. 43 – Potenziamento della struttura del Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive 

Le funzioni e le attività del Commissario unico individuato dal Dl. n. 111/2019 sono estese, su richiesta delle singole Regioni, agli Interventi di bonifica o messa in sicurezza delle discariche e dei siti contaminati di competenza regionale nonché, su richiesta del Ministero della Transizione ecologica, agli Interventi di bonifica dei siti contaminati di interesse nazionale, 

Art. 46 – Fondi per il rilancio del Sistema sportivo 

Al fine di potenziare il supporto agli Organismi sportivi e consentire la ripartenza delle relative attività, per l’anno 2021 è riconosciuto un contributo di Euro 27.200.000 in favore di Sport e Salute Spa. Tali risorse sono destinate al finanziamento degli Organismi sportivi di cui all’art. 1, comma 630, terzo periodo, della Legge n. 145/2018.

Art. 48 – Contraddittorio nel procedimento di rilascio dell’Interdittiva Antimafia

La norma dell’art. 48 introduce la novità del contraddittorio nel procedimento di rilascio dell’Interdittiva Antimafia.

Più nel dettaglio, il Prefetto, qualora ritenga sussistenti i presupposti per l’adozione dell’Informazione Antimafia interdittiva ovvero per procedere all’applicazione delle misure di cui all’art. 94-bis del Dlgs. n. 159/2011 (come introdotto dal Decreto in commento) e non ricorrano particolari esigenze di celerità del procedimento, ne dà tempestiva comunicazione al soggetto interessato, indicando gli elementi sintomatici dei tentativi di infiltrazione mafiosa. Con tale comunicazione è assegnato un termine non superiore a 20 giorni per presentare osservazioni scritte, eventualmente corredate da documenti, nonché per richiedere l’audizione. In ogni caso, non possono formare oggetto della comunicazione elementi informativi il cui disvelamento sia idoneo a pregiudicare procedimenti amministrativi o attività processuali in corso, ovvero l’esito di altri accertamenti finalizzati alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose. La procedura del contraddittorio si conclude entro 60 giorni dalla data di ricezione della citata comunicazione.

Al termine della procedura in contraddittorio, il Prefetto, ove non proceda al rilascio dell’Informazione Antimafia liberatoria:

a) dispone l’applicazione delle misure di cui all’art. 94-bis del Dlgs. n. 159/2011;

b) adotta l’Informazione Antimafia interdittiva.

Art. 49 –Misure amministrative di prevenzione collaborativa applicabiliin caso di agevolazione occasionale

La norma introduce l’art. 94-bis al Dlgs. n. 159/2011.

Vengono previste alcune misure (come, ad esempio, l’adozione di particolari misure organizzative, l’utilizzo di un conto corrente dedicato, etc.) che il Prefetto, quando accerta che i tentativi di infiltrazione mafiosa sono riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale, può imporre all’impresa, società o associazione interessata, con provvedimento motivato, per un periodo non inferiore a 6 mesi e non superiore a 12 mesi.

Alla scadenza del termine di durata delle citate misure, il Prefetto, ove accerti il venir meno dell’agevolazione occasionale e l’assenza di altri tentativi di infiltrazione mafiosa, rilascia un’informazione antimafia liberatoria ed effettua le conseguenti iscrizioni nella Banca Dati Nazionale Unica della Documentazione Antimafia.


Related Articles

Dirigente pubblico: il demansionamento illegittimo comporta il risarcimento del danno

Nella Sentenza n. 56 dell’8 gennaio 2015 della Corte di Cassazione, la questione controversa riguarda l’assegnazione del Dirigente dei Servizi

Patto di stabilità 2015: monitoraggio e certificazione del Patto di stabilità interno per le Regioni a statuto speciale

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 191 del 19 agosto 2015 il Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze 31 luglio

Cartella di pagamento: notifica a mezzo raccomandata

Nell’Ordinanza n. 28690 del 7 novembre 2019 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità chiariscono che, in tema di

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.