Audizione Anci in Senato: “Si riapra il confronto sul tema della riscossione locale”

Audizione Anci in Senato: “Si riapra il confronto sul tema della riscossione locale”

Riaprire al più presto il confronto sul cruciale tema della riscossione locale. E’ quanto chiesto dal delegato alla Finanza locale dell’Anci, nonché Sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, nel corso dell’Audizione Anci tenutasi il 20 settembre 2016 davanti alla Commissione Finanze del Senato, dove l’Associazione è stata sentita nell’ambito dell’esame del Ddl. n. 2263, che introduce misure in materia di recupero dei crediti insoluti nella Pubblica Amministrazione.

Il fatto che per la prima volta si pensi ad un provvedimento che disciplini la materia del recupero stragiudiziale dei crediti, secondo regole pubblicistiche – ha detto Castelli – rappresenta un significativo avanzamento nel percorso di riforma organica della riscossione locale. Ma come Anci auspichiamo riprenda quanto prima un confronto sul più ampio tema della riscossione locale: alcune modifiche normative possono contribuire, già dal 2017 e senza attendere gli sviluppi sul futuro di Equitalia, a rendere più efficiente il sistema degli affidamenti e la gestione delle attività di accertamento e riscossione”.

In merito al Disegno di legge esaminato, Castelli ha espresso apprezzamento per il fatto che per la prima volta si metta ordine alla “fase pre-coattiva che necessitava di qualche paletto specie per i Comuni medio piccoli”.

Ad essere valutato positivamente è stato soprattutto il dispositivo con cui si rende indisponibile il pubblico denaro ai soggetti affidatari delle attività di recupero crediti. “A parere di Anci – ha detto il delegato alla Finanza locale – l’estensione di tale principio anche alle attività di accertamento e riscossione costituisce un principio cardine di qualsiasi ipotesi di riforma della riscossione, in grado di per sé di restituire trasparenza al sistema di esazione”.

Sul fronte delle critiche al Ddl. è stato di messo in evidenza il fatto che il provvedimento pare assegnare allo stesso soggetto affidatario compiti di definizione di gravami sui contribuenti che sono tipici della P.A. Inoltre, secondo l’Anci, per evitare l’insorgere di possibile contenzioso, è necessario che “la determinazione dei costi operativi o di procedura che possono essere addossati al contribuente risulti ancorata ad elementi oggettivi ricavabili da norme e prassi ordinariamente già utilizzate per le attività di riscossione. […] A tal fine sarebbe opportuno che la legge individuasse un percorso di ufficializzazione delle determinanti di costo ancorato ad un provvedimento attuativo dell’Amministrazione competente – a nostro avviso identificabile nel Ministero dell’Economia e delle Finanze – da emanarsi previo confronto con Associazioni di categoria e con gli Enti Locali”.


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