di Riccardo Compagnino
C’è un filo rosso che attraversa la politica italiana degli ultimi anni, spesso invisibile perché nascosto dietro polemiche quotidiane, scandali a ripetizione e conflitti ideologici di superficie. È il filo dell’Autonomia differenziata: un progetto che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non appartiene a una sola parte politica, ma rappresenta una convergenza trasversale di interessi, ambizioni e convenienze.
Non è una battaglia di bandiera. L’autonomia differenziata è stata richiesta, sostenuta o quantomeno tollerata da rappresentanti politici di schieramenti diversi. Cambiano i Governi, mutano le maggioranze, ma la direzione resta sorprendentemente costante: trasferire poteri e risorse, ridefinire gli
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