Autovetture per disabili: possibile la richiesta di emissione di nota di credito se sussistono le condizioni agevolative già in sede di acquisto

Autovetture per disabili: possibile la richiesta di emissione di nota di credito se sussistono le condizioni agevolative già in sede di acquisto

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 466 del 7 luglio 2021, ha fornito chiarimenti in ordine alla possibilità di richiedere l’emissione di nota di credito nel caso di acquisto di un’autovettura per soggetto disabile, avvenuto senza aver richiesto al venditore l’applicazione dell’Iva agevolata pur sussistendone le condizioni al momento dell’acquisto, avendo ricevuto solo successivamente il referto della Commissione medica.

L’Agenzia ha ricordato che il n. 31) della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/1972, prevede l’applicazione dell’aliquota Iva del 4% sugli acquisti da parte dei disabili o familiari che li abbiano fiscalmente a carico, di autoveicoli, nuovi o usati, aventi cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina o ibrido, fino a 2800 centimetri cubici, se con motore diesel o ibrido e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico (con l’art. 53-bis del Dl. n. 124/2019, dall’anno 2020 sono state estese le agevolazioni fiscali, per l’acquisto dell’auto da parte dei disabili, anche ai veicoli elettrici e a motore ibrido).

Infine, l’art. 30, comma 7, della Legge n. 388/2000, ha ulteriormente ampliato la platea dei beneficiari, inserendo tra questi anche i soggetti con disabilità psichica di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento e gli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, a prescindere dall’adattamento del veicolo. 

Con la Circolare n. 46/2001 è stato poi precisato che la documentazione necessaria per fruire dei benefici fiscali in favore di soggetti con disabilità psichica, è la seguente: 

– verbale di accertamento emesso dalla Commissione di cui all’art. 4 della Legge n. 104/1992, da cui risulti che il soggetto si trova in situazione di grave disabilità, ai sensi dell’art. 3 della medesima Legge, derivante da disabilità psichica; 

– certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento, di cui alle Leggi n. 18/1980 e n. 21/1980 e n. 508/1988, emesso dalla Commissione per l’accertamento dell’invalidità civile di cui alla Legge n. 285/1990 (oggi emesso dall’Inps in base all’art. 20, comma 1, del Dl. n. 78/2009). 

Per l’applicazione dell’Iva con aliquota ridotta, la citata Circolare n. 46/E del 2001 ha chiarito che, in base all’art. 1 del Dm. 16 maggio 1986, di attuazione della Legge n. 97/1986 – come già sostenuto con la Circolare n. 197/E del 1998 con riferimento alle ipotesi di disabilità per ridotte o impedite capacità motorie permanenti – anche in caso di agevolazioni in favore di soggetti con disabilità psichica, le certificazioni devono essere esibite al venditore all’atto dell’acquisto del veicolo. 

Nel caso di specie, al momento dell’acquisto dell’autovettura non è stata esibita la documentazione prevista, per cui correttamente il concessionario ha emesso fattura applicando l’aliquota Iva ordinaria del 22%. Dall’esame della documentazione allegata alla presente istanza si evince che alla data dell’acquisto dell’autovettura sussistevano i presupposti per poter fruire dei benefici suindicati. In altri termini, la situazione di “disabilità psichica” del minore, che costituisce il presupposto per il riconoscimento dell’aliquota Iva agevolata, sussisteva già al momento della compravendita dell’autovettura. Conseguentemente, nel caso in esame, l’acquirente può richiedere l’emissione di una nota di variazione in diminuzione ai sensi dell’art. 26, comma 3, del Dpr. n. 633/1972, in quanto solo successivamente al momento dell’acquisto ha ottenuto la documentazione idonea all’applicazione dell’agevolazione Iva. 


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