Bilancio di previsione 2014 Enti Locali: la scadenza per l’approvazione è prorogata al 31 luglio 2014

E’ stato formalizzato attraverso l’emanazione del Decreto 29 aprile 2014 del Ministero dell’Interno, pubblicato sulla G.U. n. 99 del 30 aprile 2014, il differimento al 31 luglio 2014 del termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2014, previsto per il 30 aprile 2014.

Si tratta della terza proroga dell’anno di questa scadenza. Ricordiamo che, ai sensi dell’art. 151 del Tuel, il bilancio dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre di ogni anno. Il termine è però stato spostato, prima al 28 febbraio 2014, con il Dm. Ministero dell’Interno 19 dicembre 2013, pubblicato sulla G.U. n. 302 del 27 dicembre 2013 e poi al 30 aprile 2014, col Dm. 13 febbraio 2014.

L’ennesima proroga era praticamente inevitabile, in considerazione del fatto che gli Enti Locali non dispongono ad oggi – come ricordato nelle premesse del Decreto – di “dati certi in ordine alle effettive risorse finanziarie disponibili, in attesa anche della definizione del Provvedimento con il quale si devono stabilire, per l’anno 2014, i criteri di riparto del ‘Fondo di solidarietà comunale’, da emanarsi entro il 30 aprile 2014 con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dell’Interno, previo accordo da sancire in sede di Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, ai sensi dell’art. 1, comma 730, della Legge 27 dicembre 2013, n. 143 (Legge di stabilità 2014)”.

Una catena, quella delle proroghe, che sembra difficile da spezzare. Risulta sempre più evidente come, almeno per questo esercizio finanziario, siano destinate a rimanere inascoltate le parole con le quali la Corte dei conti aveva duramente criticato, nell’ottobre scorso (Deliberazione Sezione Autonomie 14 ottobre 2013, n. 23), l’ormai consolidata prassi di differire questa cruciale scadenza in maniera crescente di anno in anno. Basti pensare al 2013 in cui – come noto – gli slittamenti si sono succeduti fino a far scivolare la scadenza addirittura di 11 mesi.

La Corte – lo ricordiamo – aveva sottolineato che il reiterato spostamento dell’approvazione del bilancio di previsione inficia il principio della programmazione di bilancio, frustra le possibilità di attuare manovre incisive di correzione, con riflessi sul rispetto dei vincoli di finanza pubblica, e può causare il ritardo nella determinazione delle aliquote di tributi locali e delle tariffe, creando problemi ai cittadini e alle imprese. La stessa Sezione aveva rivolto un chiaro invito alle Amministrazioni centrali competenti (in particolare, al Mef ed al Ministero dell’Interno) affinché adottassero ogni utile iniziativa per evitare il ripetersi di un patologico prolungamento dell’esercizio provvisorio che, di fatto, vanifica il ruolo stesso del bilancio preventivo ed espone gli Enti Locali al rischio di negativi esiti gestionali.


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