Canone concessorio stradale: illegittimo il Regolamento comunale che lo applichi per qualunque utilizzo delle strade

Canone concessorio stradale: illegittimo il Regolamento comunale che lo applichi per qualunque utilizzo delle strade

Nella Sentenza 973 del 5 maggio 2017 del Tar Catania, una Società che espleta il “Servizio di approvvigionamento idropotabile” in una parte della Città e in alcuni Comuni pedemontani dell’area metropolitana in questione impugna gli atti di natura regolamentare e di gestione con cui il Comune in questione ha disciplinato e determinato, ai sensi dell’art. 27 del Dlgs. n. 285/92, l’applicazione del Canone concessorio patrimoniale per l’uso o l’occupazione delle strade e delle loro pertinenze.

In particolare, nel caso di specie viene lamentata la violazione della disciplina di cui agli artt. 25 e 27 del “Codice della Strada”. I Giudici rilevano che il fatto che il “Codice della Strada” abbia operato un espresso richiamo alla sola “sede stradale” (alla superficie e non anche al sottosuolo e al soprasuolo) depone nel senso che l’imposizione di un canone non ricognitorio a fronte dell’uso singolare della risorsa stradale è legittima solo se consegue ad una limitazione o modulazione della possibilità del suo tipico utilizzo pubblico, ma non anche a fronte di tipologie e modalità di utilizzo (quali quelle che conseguono alla posa di cavi e tubi interrati) che non ne precludono ordinariamente la generale fruizione. Dunque, secondo i Giudici devono escludersi dalla legittima esigibilità del canone non ricognitorio le ipotesi di utilizzo del sottosuolo della sede stradale le quali, come nel caso di specie, non impediscano o limitino in alcun modo la fruizione pubblica della sede viaria. Inoltre, i Giudici pongono in evidenza che nello specifico settore oggetto del giudizio in esame, delle infrastrutture idriche a rete, incide altresì un principio di tendenziale gratuità della messa a disposizione dell’infrastruttura (in particolare l’art. 153, comma 1, del Dlgs. n. 152/06, secondo cui “le infrastrutture idriche di proprietà degli Enti Locali ai sensi dell’art. 143 sono affidate in concessione d’uso gratuita, per tutta la durata della gestione, al gestore del ‘Servizio idrico integrato’ (…)”). Ed ancora, i Giudici considerano che anche in altri settori dell’ordinamento (come quello delle reti di comunicazione elettronica) opera un principio di tendenziale gratuità degli interventi finalizzati alla posa e al mantenimento delle reti infrastrutturali. Infine, secondo i Giudici le richiamate disposizioni, lungi dal presentare un carattere derogatorio rispetto alla generale e indistinta pretesa alla corresponsione del canone concessorio non ricognitorio, costituiscono indice di un più generale principio volto a negare la generalizzata applicazione dell’art. 27 e, in ogni caso, ad escluderne la cogenza nelle ipotesi in cui non sussistano puntuali ragioni giustificative connesse alla complessiva ratio normativa sottesa al c.d. “Codice della Strada”. Pertanto, è illegittimo il Regolamento del Comune in questione per l’applicazione del canone concessorio non ricognitorioche pretenda di applicare il Canone in modo generalizzato per qualunque utilizzo della sede stradale, incidendo in modo uniforme su una pluralità indeterminata di rapporti.


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