Cartella di pagamento: notificazione

Cartella di pagamento: notificazione

Nell’Ordinanza n. 6527 del 16 marzo 2018 della Corte di Cassazione, la questione controversa in esame riguarda la violazione dell’art. 26 del Dlgs. n. 602/73. Sul punto, la Suprema Corte osserva che, ai sensi dell’art. 26, comma 1, del Dpr. n. 602/73, come modificato dall’art. 1 del Dlgs. n. 193/01, “la cartella è notificata dagli Ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai Messi comunali o dagli Agenti della Polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal comma 2 o dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda”. I Giudici di legittimità chiariscono che, in tema di riscossione delle Imposte, la notifica della cartella esattoriale può avvenire anche mediante invio diretto, da parte del Concessionario, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in quanto la seconda parte dell’art. 26, comma 1, del Dpr. n. 602/73, prevede una modalità di notifica, integralmente affidata al Concessionario stesso ed all’Ufficiale postale, alternativa rispetto a quella della prima parte della medesima disposizione e di competenza esclusiva dei soggetti ivi indicati.


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