“Categorie protette”: le “Linee guida” del Ministero per la Pubblica Amministrazione in materia di collocamento mirato

“Categorie protette”: le “Linee guida” del Ministero per la Pubblica Amministrazione in materia di collocamento mirato

Il Ministro della Pubblica Amministrazione ha adottato la Direttiva n. 1 del 24 giugno 2019, avente ad oggetto “Chiarimenti e linee guida in materia di collocamento obbligatorio delle ‘Categorie protette’. Artt. 35 e 39 e seguenti del Dlgs. n. 165/2001 – Legge n. 68/1999 – Legge n. 407/1998 – Legge n. 25/2011”.

Il Documento prende le mosse dalla complessità delle disposizioni normative in materia di collocamento obbligatorio presso le Amministrazioni pubbliche e dalla conseguente opportunità di dettare indirizzi e linee guida per una corretta ed omogenea applicazione della normativa di riferimento.
Si tratta di una vera e propria guida alla normativa in materia collocamento obbligatorio, frutto di un’ampia condivisione che ha coinvolto il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Salute, l’Anpal, l’Inl, l’Inps, preventivamente inviata alla Consulta nazionale per l’Integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità ed alle principali Associazioni di categoria. È stato altresì acquisito il parere favorevole della Conferenza unificata nella seduta del 20 giugno 2019.

La finalità perseguita è quella di rendere più efficaci gli strumenti approntati dalla legge per i beneficiari del collocamento obbligatorio, in coerenza con i Princìpi costituzionali e la disciplina normativa in materia.

La Direttiva affronta anche le problematiche derivanti dall’estensione dei benefici della Legge n. 407/1998, di cui godono le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, ad altre categorie come le vittime del dovere e di coloro che siano morti per fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell’aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento di rendita da infortunio sul lavoro.

Per un approfondimento dettagliato dei contenuti del presente atto si rinvia ai prossimi numeri della Rivista.


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