Censimento permanente Istat: oltre metà dei dipendenti comunali è donna ma al vertice la “quota rosa” non raggiunge il 15%

Censimento permanente Istat: oltre metà dei dipendenti comunali è donna ma al vertice la “quota rosa” non raggiunge il 15%

Il 53,2% del personale impiegato negli 8.011 Comuni italiani è di sesso femminile. Guardando agli organi di vertice però, nell’85,4% dei casi troviamo un nome maschile. E’ uno dei dati emersi dai primi risultati del Censimento permanente delle Istituzioni pubbliche, diffusi dall’Istat il 14 giugno 2017.

Un andamento che si ritrova identico in quasi tutte le tipologie di Istituzioni pubbliche prese in esame dall’Istituto nazionale di statistica nel corso del suo Censimento.

Globalmente infatti, dei 3.478.871 dipendenti pubblici, circa 1,9 milioni sono donne, contro gli 1,5 milioni di uomini.

La “torta” del genere si tinge in prevalenza di blu soltanto nel caso del personale impiegato nelle Regioni e nelle Università. In tutti gli altri casi, le donne la fanno numericamente da padrone ma restano tagliate fuori praticamente ovunque dagli Organi di vertice. Il caso limite è quello delle Università pubbliche, dove questi sono composti da uomini nel 92,8% dei casi, ma anche nello scenario più favorevole in assoluto al “gentil sesso”, vale a dire le Amministrazioni statali, la percentuale “tinta di rosa” si ferma al 21,2%.

Quanto alle forme contrattuali in essere, emerge che l’87,8% del personale di sesso maschile impiegato nelle P.A. è assunto con contratto a tempo indeterminato, il 6,6% è a tempo determinato e il 5,6% non è inquadrato come dipendente. Sul fronte femminile, la quota di personale in servizio assunto a tempo indeterminato è pari all’85,6%, quella a tempo determinato è del 9,9%, e quella non dipendente è pari al 4,5%.

Quanto al panorama di riferimento, il Censimento permanente traccia un quadro composto da un totale di 12.874 Istituzioni pubblicheattive al 31 dicembre 2015, tra cui:

  • 8.011 Comuni;
  • 573 Comunità montane e Unioni dei Comuni;
  • 111 Province e Città metropolitane;
  • 40 Giunte e Consigli regionali (per le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sono state inserite come unità di analisi la Giunta e il Consiglio);
  • 874 Enti pubblici non economici;
  • 919 Altre Istituzioni pubbliche;
  • 244 Aziende o Enti del Servizio sanitario nazionale;
  • 69 Università pubbliche;
  • 33 Amministrazioni dello Stato e organi costituzionali o a rilevanza costituzionale.

Le informazioni diffuse dall’Istat rappresentano un primo benchmark del nuovo impianto di rilevazione, caratterizzato da diverse innovazioni tematiche e di contenuto. Nei prossimi mesi l’Istituto completerà il quadro informativo attraverso la diffusione di ulteriori dettagli, in particolare su gestione ecosostenibile, trasparenza e anticorruzione, mappa territoriale dei servizi erogati a individui e collettività, oltre ad approfondimenti analitici sui dati rilevati, anche integrati con altre informazioni economiche.


Related Articles

“Reverse charge” su edifici strumentali a servizi Iva: come riuscire ad inquadrare correttamente le varie fattispecie oltre ai servizi di pulizia?

Il testo del quesito: “Il Comune è in possesso di alcune fatture relative a lavori presso lo Stadio comunale. Nello

“Manovra 2016”: verso la proroga delle detrazioni per ristrutturazioni edilizie, riqualificazione energetica e acquisto di mobili

Proroga al 31 dicembre 2016 delle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia di riqualificazione energetica previste dagli artt. 14,

“Amministratori sotto tiro”: nel 2019 sono state 559 le minacce e le intimidazioni mafiose e criminali nei confronti di chi opera nella P.A.

Un totale di 559 atti intimidatori registrati in 83 Province italiane e 336 Comuni, il dato più alto mai registrato: