Certificazione Soa per lavori fino a Euro 150.000: in assenza la partecipazione alla gara è subordinata al possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del Dpr. n. 207/2010

Certificazione Soa per lavori fino a Euro 150.000: in assenza la partecipazione alla gara è subordinata al possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del Dpr. n. 207/2010

Nella Delibera n. 681 del 17 luglio 2019 dell’Anac, viene chiesto un parere sulla legittimità dell’esclusione da una gara di una Società priva di certificazione Soa. L’Anac chiarisce che per gli appalti di lavori di importo pari o inferiore a Euro 150.000, in assenza di qualificazione Soa, la partecipazione delle Imprese alle gare è subordinata al possesso dei requisiti previsti dall’art. 90 del Dpr. n. 207/2010 (tuttora vigente in ragione del regime transitorio dettato dall’art. 216, comma 14, del Dlgs. n. 50/2016). Tra gli altri requisiti, l’art. 90 prevede quello dell’importo dei lavori analoghi eseguiti direttamente nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando non inferiore all’importo del contratto da stipulare. La norma mira a garantire che tutti gli esecutori di lavori pubblici, anche al di fuori del Sistema di qualificazione Soa, siano in possesso di una professionalità qualificata con riferimento alla specificità dell’attività oggetto della gara. L’unica modalità di comprova dell’avvenuta esecuzione di lavori, consentita dal “Codice dei contratti”, è rappresentata dal certificato di esecuzione dei lavori emesso dalla stazione appaltante (art. 86, comma 5-bis, del Dlgs. n. 50/2016, nella versione vigente, ratione temporis, al momento della pubblicazione del bando: “l’esecuzione dei lavori è documentata dal certificato di esecuzione dei lavori redatto secondo lo schema predisposto dall’Anac con le linee guida di cui all’art. 83 comma 2”). Ai sensi dell’art. 83, comma 4, del Dpr. n. 207/2010, “i certificati di esecuzione dei lavori (…) contengono la espressa dichiarazione dei committenti che i lavori eseguiti sono stati realizzati regolarmente e con buon esito; se hanno dato luogo a vertenze in sede arbitrale o giudiziaria, ne viene indicato l’esito”. Ciò in quanto, i lavori da valutare (ai fini della qualificazione Soa, ma anche, analogicamente, ai fini della qualificazione in gara) “sono quelli eseguiti regolarmente e con buon esito”. La lettura sistematica delle norme richiamate ha indotto a ritenere che solamente l’Impresa che sia in possesso, al momento della presentazione della domanda, del certificato esecuzione lavori può dichiarare il possesso del requisito, poiché solo quell’Impresa è in grado di comprovarlo.

Le citate disposizioni, lette in combinato disposto tra loro, conducono ad affermare che l’Impresa acquisisce il requisito tecnico organizzativo, costituito dall’aver svolto lavori per un certo importo in una certa categoria, con il rilascio del certificato di esecuzione lavori, poiché in esso si dà atto dell’avvenuta esecuzione in maniera regolare e con buon esito dei lavori, nonché del risultato delle contestazioni reciprocamente mosse dalle parti contrattuali in seguito all’esecuzione dei lavori.

Quindi, il requisito dell’esecuzione dei lavori coincide con quello del possesso del certificato di esecuzione dei lavori.


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