Chiusura della Procedura d’infrazione Ue: Il Governo vara il piano anti-infrazione da 7,6 miliardi

Chiusura della Procedura d’infrazione Ue: Il Governo vara il piano anti-infrazione da 7,6 miliardi

Pubblicato in G.U. n. 153 del 2 luglio 2019 il Dl. n. 61 del 2 luglio 2019, recante “Misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica”, entrato in vigore il 2 luglio stesso e contenente le contro-misure economiche volte ad evitare la Procedura di infrazione “Edp” per il mancato rientro nel Deficit/Pil dello 0,4% auspicato. Decreto che fa seguito alla Lettera a doppia firma del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, rivolta a Jean-Claude Juncker (Presidente della Commissione Europea), a Valdis Dombrovskis (Vice Presidente della Commissione Europea) ed a Pierre Moscovici (Commissario membro della Commissione Europea), contenente il Piano per evitare la procedura d’infrazione a cui sarebbe andato incontro il Governo Italiano se non avesse provveduto a mettere in sicurezza i saldi della finanza pubblica attuando risposte concrete entro questa settimana.

La Lettera, datata 2 luglio 2019, contiene il Piano anti-infrazione, trasfuso nel Decreto n. 61/2019, che dispone, all’art. 1 (“Miglioramento dei saldi di finanza pubblica”), la messa a disposizione, come economie di bilancio o come voci di entrata per migliorare i saldi di finanza pubblica, dei risparmi di spesa e delle maggiori entrate in attuazione delle disposizioni di cui al Capo I (“Disposizioni urgenti in materia di ‘Reddito di cittadinanza’”) e agli artt. 14 e 15 (cosiddetta “Quota 100”) del Dl. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26.

Al comma 2 è previsto l’accantonamento di Euro 1,5 mld derivanti dai tagli alle voci di spesa dei vari Ministeri così come descritto nell’Allegato “1” al presente Decreto, fermo restando la possibilità di rimodulare con l’adozione di Decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze secondo gli Stati di previsione di spesa.

Al comma 3 viene determinata l’immediata disponibilità nell’esercizio corrente delle voci di accantonamento previste dagli artt. 12, comma 10 e 28, comma 3, del Dl. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26, tenuto conto della valutazione degli oneri ancora da sostenere entro la fine del corrente anno, con Delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze; gli accantonamenti di cui al comma 2 sono confermati, in tutto o in parte, per l’esercizio in corso o sono resi disponibili.

Infine, il comma 4 dell’art. 1 del presente Decreto dichiara abrogate le disposizioni di cui all’art. 1, comma 257, terzo e quarto periodo, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (“Legge di bilancio 2019”), oltre che all’art. 12, comma 11, del Dl. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26.

È fatta salva, al comma 5, l’adozione di variazioni al bilancio per esigenze di spesa corrente da parte del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

In altre parole, le disposizioni già in vigore, contenute nell’art. 1 del Dl. 61 del 2 luglio 2019, si traducono così in un accantonamento, che ammonta ad Euro 7,6 miliardi occorrenti a migliorare i saldi della Finanza Pubblica attraverso il rientro del Deficit dal 2,4% al 2,04%.

E come immediato effetto la Commissione Europea, a seguito dei provvedimenti d’urgenza adottati dal Governo Italiano, ha deciso di non voler procedere all’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, ribadendo tuttavia quanto segue: “nel complesso, la Commissione ritiene che questo pacchetto sia abbastanza materiale per non proporre al Consiglio l’apertura di una Pde per la mancata conformità dell’Italia al criterio del debito nel 2018 in questa fase. La Commissione terrà sotto controllo l’effettiva attuazione di questo pacchetto: monitorerà da vicino l’esecuzione del bilancio 2019 e valuterà la conformità del piano di bilancio del 2020 con il Patto di stabilità e crescita. Inoltre, i progressi nelle riforme strutturali incluse nelle raccomandazioni specifiche per paese saranno fondamentali per garantire una maggiore crescita e contribuire così a una diminuzione del rapporto Debito/Pil. La Commissione valuterà l’attuazione di queste riforme nel contesto del semestre europeo”.

 

 


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