Commercio e attività produttive: gli Enti Locali dovranno tenere conto del “rating di legalità” delle imprese per l’attribuzione di contributi

Le Pubbliche Amministrazioni, compresi gli Enti Locali, che intendano attribuire dei contributi alle imprese, dovranno prevedere delle forme di premialità per quelle in possesso del “rating di legalità”.

A stabilirlo è stato il Decreto Mef 20 febbraio 2014, n. 57, pubblicato sulla G.U. n. 81 del 7 aprile 2014 e recante “Regolamento concernente l’individuazione delle modalità in base alle quali si tiene conto del rating di legalità attribuito alle imprese ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni e di accesso al credito bancario, ai sensi dell’art. 5-ter, comma 1, del Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27”.

Il Dm., in vigore dall’8 aprile 2014, è suddiviso in 3 Capi:

-il primo è dedicato alle “Modalità di considerazione del rating di legalità delle imprese in sede di concessione di finanziamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni”;

-il secondo alle “Modalità di considerazione del rating di legalità delle imprese in sede di accesso al credito bancario”;

-il terzo alle “Disposizioni finali” (entrata in vigore e pubblicazione).

Ricordiamo che  il “rating di legalità” è un “rating” etico (la scala va da una a 3 stelle) istituito dal Dl. n. 1/12, convertito con modificazioni dalla Legge n. 27/12, allo scopo di promuovere principi etici nei comportamenti aziendali.

Entro 120 giorni dall’entrata in vigore del Decreto, le Amministrazioni dovranno dare attuazione alle seguenti disposizioni:

  1. in sede di predisposizione dei provvedimenti di concessione di finanziamenti alle imprese, le P.A. (Enti Locali compresi) dovranno tener conto del “rating di legalità” ad esse attribuito;
  2. le imprese che hanno conseguito il “rating di legalità” ai sensi del Regolamento della “Autorità garante della concorrenza e del mercato”, sono esonerate dalla dichiarazione del possesso dei requisiti di cui all’art. 2, comma 2, del citato Regolamento (fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui al Dlgs. n. 159/11) ma devono dichiarare, all’atto della domanda di finanziamento a un’Amministrazione pubblica, di essere iscritte nell’Elenco e impegnarsi a comunicare eventuali successive revoche o sospensione del rating. Detto ciò, le Amministrazioni concedenti i finanziamenti saranno comunque tenute ad effettuare, prima dell’erogazione del contributo, un controllo sul citato Elenco, pubblicato sul sito dell’Autorità, circa la permanenza del requisito dell’iscrizione all’Elenco stesso da parte del beneficiario;
  3. i provvedimenti (art. 4, comma 2, del Dlgs. n. 123/98) e i bandi (art. 5, comma 2, e art. 6, comma 2, Dlgs. n. 123/98) dovranno prevedere almeno uno dei seguenti sistemi di premialità delle imprese in possesso del “rating di legalità” (i criteri dovranno essere scelti tenendo conto della natura, l’entità e la finalità del finanziamento, nonché dei destinatari e della procedura prevista per l’erogazione):

a)      preferenza in graduatoria;

b)      attribuzione di punteggio aggiuntivo;

c)      riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.


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