Compensazione “orizzontale” dei crediti d’imposta: le regole da seguire nel caso di raggiungimento a fine 2020 della soglia massima annua

Compensazione “orizzontale” dei crediti d’imposta: le regole da seguire nel caso di raggiungimento a fine 2020 della soglia massima annua

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 336 del 12 maggio 2021, si è occupata delle modalità di compensazione “orizzontale” di un credito d’imposta mediante Modello “F24”, laddove si superi la soglia massima annualmente consentita.

L’Agenzia ha ricordato che l’art. 17, comma 1, ultimo periodo, del Dlgs. n. 241/1997 (come modificato dall’art. 3, comma 1, del Dl. n. 124/2019, convertito con modificazioni dalla Legge n. 157/2019), dispone che “la compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’Imposta sul valore aggiunto, dei crediti relativi alle Imposte sui redditi e alle relative Addizionali, alle Imposte sostitutive delle Imposte sui redditi e all’Imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a Euro 5.000 annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della Dichiarazione o dell’Istanza da cui il credito emerge”. Secondo il comma 3 del citato art. 3 del Dl. n. 124/2019, “le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019”.

In forza delle modifiche recate al citato art. 17, dunque, le modalità di utilizzo in compensazione dei crediti relativi alle Imposte sui redditi e all’Irap (per gli Enti Pubblici le considerazioni valgono soltanto per il credito Irap commerciale, atteso che il credito Irap retributivo è compensabile soltanto in modo “verticale”), comprese le Addizionali e le Imposte sostitutive, emergenti dalle Dichiarazioni annuali o dalle Istanze sono ora allineate a quelle già previste per i crediti Iva, con la conseguenza che detti crediti, se eccedenti Euro 5.000, possono essere utilizzati in compensazione non più dal 1° giorno dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, bensì dopo la presentazione della relativa Dichiarazione annuale o Istanza.

L’Agenzia ha ricordato inoltre che la Dichiarazione annuale o l’Istanza, da cui emerge il credito compensabile superiore a Euro 5.000 deve recare il “visto di conformità” (vedasi art. 1, comma 574, della Legge n. 147/2013) e che la compensazione va eseguita utilizzando i Servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia (Entratel e Fisconline) – vedasi art. 37, comma 49-bis, del Dl. n. 223/2006, convertito con modificazioni dalla Legge n. 248/2006.

Ciò detto, l’art. 34, comma 1, primo periodo, della Legge n. 388/2000, prevede che, “a decorrere dal 1° gennaio 2001 il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili ai sensi dell’art. 17 del Dlgs. n. 241/1997, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è fissato in Euro 700.000 per ciascun anno solare”. Solo per l’anno 2020, in considerazione della situazione di crisi derivante dall’emergenza sanitaria da “Covid-19”, l’art. 147 del Dl. n. 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 77/2020, ha innalzato da Euro 700.000 ad Euro 1 milione il limite massimo dei crediti d’imposta e di contributi compensabili nel Modello “F24”, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di un conto fiscale.

Come chiarito dalla risposta all’Interrogazione n. 5-08067 del 10 marzo 2016, il limite alla compensazione di cui all’art. 34 della Legge n. 388/2000 opera cumulativamente, per anno solare, per tutti i crediti di imposta dei quali è titolare il contribuente, e non singolarmente per ciascun credito d’imposta. Ne deriva che i crediti emergenti dalla Dichiarazione annuale 2020, relativa al periodo d’imposta 2019, non compensati nel 2020, per raggiunti limiti di utilizzo (Euro 1 milione), “possono continuare ad essere compensati nel 2021 (indicando nel Modello ‘F24’ come anno di riferimento il 2019), fino alla data di presentazione della Dichiarazione annuale 2021 relativa al periodo d’imposta 2020”.

Con l’invio della Dichiarazione annuale 2021, detti crediti che residuano dall’anno precedente, al netto di quanto già utilizzato in compensazione con il Modello “F24”, verranno “rigenerati” e conseguentemente sottoposti al “visto di conformità” (nel senso che sarà verificata la corretta esposizione del credito nella relativa dichiarazione). Va da sé – ha concluso l’Agenzia – che i crediti relativi al periodo d’imposta precedente utilizzati in compensazione concorrono con gli altri crediti maturati e utilizzabili in compensazione nel 2021 al limite dei Euro 700.000 per l’anno solare 2021.


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