Compensi professionali degli Avvocati dello Stato: decorrenza del nuovo regime di computo

Compensi professionali degli Avvocati dello Stato: decorrenza del nuovo regime di computo

Nella Sentenza n. 45 del 31 gennaio 2019 del Tar Molise, i Giudici chiariscono che gli Avvocati dello Stato hanno diritto a percepire i compensi professionali spettanti fino al 31 dicembre 2014 (e, limitatamente al “compensato”, fino al 24 giugno 2014), senza le decurtazioni e le limitazioni previste dall’art. 9 del Dl. n. 90/2014. Poi, dall’esame della Sentenza n. 236/2017 della Corte Costituzionale, si traggono indicazioni concernenti la successione delle diverse discipline in materia di onorari professionali degli Avvocati e Procuratori di Stato, al fine di stabilire con quale decorrenza si applichi il nuovo regime in relazione alle seguenti questioni:

a) regime delle controversie che si concludono con compensazione delle spese di lite (regime del “compensato”);

b) regime delle controversie che si concludono con liquidazione delle spese di lite a favore dell’Amministrazione assistita dall’Avvocatura dello Stato (regime del “liquidato” o “riscosso”);

c) computo degli onorari professionali nel cd. “tetto massimo” degli emolumenti, ex 23-ter del Dl. n. 201/2011, come richiamato dall’art. 13 del Dl. n. 66/2014.

Prima di tutto, i Giudici pongono in evidenza che dai passaggi della Sentenza della Corte Costituzionale sopra citata si evince che il criterio di applicazione del vigente e del previgente regime è quello della “competenza”, e non invece quello della “cassa”. Dunque, il credito per gli onorari spettanti si forma, quando è statuito nella decisione giurisdizionale (la competenza si basa infatti sul titolo giuridico), non già quando il relativo importo viene effettivamente riscosso (entrando nella cassa dello Stato). Inoltre, i Giudici considerano quale sia l’evento in base a cui, secondo il criterio della competenza, si possano ascrivere le diverse somme all’uno o all’altro regime di corresponsione degli onorari e chiariscono che, per comprendere quale sia la disciplina dei compensi effettivamente applicabile, si deve fare riferimento alla data di formazione del titolo che regola le spese di lite. Infine, i Giudici hanno individuato concretamente il dies a quo da cui decorre la nuova disciplina nei suindicati 3 distinti profili del “compensato”, del “liquidato” o “riscosso” e del cd. “tetto massimo” degli emolumenti, affermando il diritto dei ricorrenti Avvocati di Stato a percepire i compensi professionali spettanti fino al 31 dicembre 2014 (e, limitatamente al “compensato”, fino al 24 giugno 2014), senza le decurtazioni e le limitazioni previste dall’art. 9 del Dl. n. 90/2014, con la conseguente condanna, in forma generica, delle Amministrazioni resistenti al pagamento delle somme dovute.


Related Articles

“Le Scuole adottano i monumenti”: coinvolti più di 400 Comuni e oltre 940 scuole

  Oltre 940 scuole e più di 400 Comuni italiani hanno aderito al bando “Le scuole adottano i monumenti della nostra

Responsabilità: condanna del Ragioniere di un Comune per aver chiesto contributi relativi ad un terremoto superiori al dovuto

Corte dei conti – Sezione prima giurisdizionale centrale d’appello – Sentenza n. 259 del 1º aprile 2015 Oggetto Condanna del

“Contributo di costruzione”: si applicano le tariffe vigenti al tempo dell’emanazione del “permesso a edificare”

Nella Sentenza n. 597 del 26 settembre 2017 del Tar Sardegna, la questione controversa in esame riguarda l’individuazione di quale

Non ci sono commenti per questo articolo

Scrivi un commento
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.