Compensi Revisori: parere della Finanza locale in caso di declassamento del Comune in una fascia demografica inferiore

Compensi Revisori: parere della Finanza locale in caso di declassamento del Comune in una fascia demografica inferiore

Nel Parere del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali, pubblicato sul proprio sito istituzione il 5 febbraio 2020, viene specificata la sorte dei compensi dei Revisori dei conti degli Enti Locali qualora stabiliti nel limite massimo della fascia demografica di appartenenza del Comune, in caso di declassamento dell’Ente stesso in una fascia demografica inferiore.

Un Ente Locale, con atto del 29 aprile 2016, ai sensi dell’art. 241 del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), ha deliberato per il proprio Revisore, in sede di nomina, il compenso nella misura massima, secondo le disposizioni del Dm. 20 maggio 2005, decurtata del 10%, in applicazione dell’art. 6, comma 3 del Dl. n. 78/2010. Nel frattempo, sono intervenute modifiche normative, sia riguardo ai nuovi limiti massimi dei compensi del Revisore in relazione alle classi demografiche degli Enti Locali, incrementati ad opera del Dm. 21 dicembre 2018, sia relativamente al termine a far data dal 31 dicembre 2017 della proroga circa l’applicabilità della predetta decurtazione del 10%.

La Finanza locale conferma il mantenimento ad oggi del riferimento, riguardo al compenso per i Revisori dei conti, del criterio della fascia demografica di appartenenza al momento di deliberazione della nomina, ai sensi dell’art. 156, comma 2, del Tuel. Il Dipartimento richiama le recenti Deliberazioni della Corte dei conti, Sezione di controllo per la Lombardia, ed i Principi di diritto enunciati dalla Sezione delle Autonomie nella Delibera n. 14/2019, secondo i quali “l’eventuale adeguamento non ha effetto retroattivo e decorre dalla data di esecutività della deliberazione di rideterminazione del compenso assunta dall’Organo consiliare ai sensi degli artt. 234 e 241 del Tuel”, proseguendo poi che “gli Organi consiliari dovranno verificare se la misura del compenso inizialmente deliberata dall’Ente Locale si manifesti chiaramente non più rispondente ai limiti minimi di congruità ed adeguatezza che, anche sulla base di principi derivanti dall’ordinamento comunitario, sono considerati esistenti in materia”, e, previa verifica della compatibilità finanziaria e della sostenibilità dei nuovi oneri, dovranno adottare i conseguenti provvedimenti necessari per riportare il compenso ad un livello conforme ai suddetti parametri.

Sull’aspetto del limite temporale della proroga della decurtazione del 10%, il significato letterale dell’art. 6, comma 3, del Dl. n. 78/2010, permette di stabilire che detto limite trova applicazione alle nomine dei Revisori dei conti fino al 31 dicembre 2017. Pertanto, i compensi deliberati fino a tale data dovevano essere assoggettati alle vecchie disposizioni e le Deliberazioni che prevedono compensi decurtati del 10% continuano ad esplicare i loro effetti, anche dopo il venir meno del vincolo pubblicistico. In merito, anche per questa casistica, la Finanza locale ribadisce la linea tracciata dalla Sezione Autonomie della Corte dei conti con la Deliberazione n. 14/2019, circa la possibilità per un rinnovato giudizio sull’adeguatezza dei compensi liquidati anteriormente, alla stregua dei limiti massimi fissati dal Dm. 20 maggio 2005 e, se del caso, provvedere ad una rideterminazione degli stessi al fine di ricondurli nei limiti di congruità e di adeguatezza, previa attenta verifica della compatibilità finanziaria e della sostenibilità dei nuovi oneri.


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