Comuni, Corte dei conti: oltre 1.000 “Dissesti” e “Riequilibri” nel 2024, circa 60 nuovi casi all’anno dal 2012

Come si apprende dal Comunicato-stampa diffuso dalla Corte dei conti in data 10 marzo 2026, il dato dei “Dissesti” nei Comuni italiani conferma una crescita significativa, con circa 60 nuovi casi all’anno dal 2012 e una marcata differenziazione nella distribuzione territoriale

Come si apprende dal Comunicato-stampa diffuso dalla Corte dei conti in data 10 marzo 2026, il dato dei “Dissesti” nei Comuni italiani conferma una crescita significativa, con circa 60 nuovi casi all’anno dal 2012 e una marcata differenziazione nella distribuzione territoriale.

La maggiore concentrazione delle situazioni critiche si registra in Sicilia, Calabria, e Campania. L’andamento appare invece più contenuto nelle altre Regioni del Sud, pur coinvolgendo, o avendo coinvolto, centri medio-grandi come Brindisi, Chieti, Foggia, Lecce, Taranto, e Potenza. Nel Centro Italia il numero dei casi è limitato, ad eccezione del Lazio. Al Nord infine l’incidenza resta marginale, pur interessando alcune realtà di rilievo come Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni, e San Giuliano Milanese.

È quanto emerge dal Referto monotematico sulle crisi finanziarie dei Comuni, approvato con Delibera n. 3/SezAut/2026/Frg della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, che ricostruisce le procedure di “Riequilibrio” e “Dissesto” avviate sia nel 2024 che nel primo semestre 2025, offrendo un quadro dettagliato delle situazioni ancora aperte al 2024.

Il Documento, che analizza la ripartizione territoriale e le caratteristiche principali del fenomeno, si sofferma sull’efficacia della normativa prevista dal Tuel, mettendo in luce le criticità emerse e gli interventi necessari per rafforzare la gestione delle crisi e la stabilità finanziaria degli Enti Locali stessi.

A fine 2024 – si legge nell’analisi – risultano attivate 1.383 procedure (795 “Dissesti” e 588 “Riequilibri”), di cui 880 in Sicilia, Calabria e Campania, con 1.001 Comuni coinvolti.

I 487 procedimenti tuttora in corso (227 “Dissesti” e 260 “Riequilibri”), pur rappresentando solo il 6,1% dei 7.896 Comuni italiani, interessano comunità vicine agli 8 milioni di abitanti e una massa debitoria complessiva superiore agli Euro 8 miliardi.

Il dato è più alto nei Comuni più grandi, dove la maggiore articolazione organizzativa rende più difficile il percorso di risanamento, mentre nei centri minori gli interventi di accompagnamento consentono solitamente condizioni di riequilibrio più rapide. Lo scenario, pur concentrato soprattutto nel Mezzogiorno, con casi limitati al Nord, assume rilievo per l’impatto sui territori più popolosi.

Per la Corte dei conti, l’attuale assetto normativo non risulta più adeguato e richiede una riforma organica. I “Patti con il Governo”, introdotti nel 2021–2022 per i Comuni capoluogo e non ancora recepiti nel Tuel, stanno producendo risultati positivi nei contesti più complessi, rafforzando la cooperazione tra livelli di governo e contribuendo a superare diverse criticità, anche in assenza di precedenti procedure di crisi, come a Venezia, Torino, Salerno e Genova.

L’impiego di strumenti di previsione basati su algoritmi e intelligenza artificiale – conclude la Magistratura contabile – potrebbe rafforzare in modo significativo la capacità di prevenzione. In questa prospettiva si colloca il Progetto “MoDì”, un Modello sviluppato dalla Corte per l’individuazione tempestiva dei segnali di rischio di squilibrio economico-finanziario.

La nostra attenzione alla verifica dei contenuti

Gli articoli e i contenuti prodotti dalla nostra redazione sono tutti verificati da esperti del settore. Seguendo una procedura di qualità certificata, i giornalisti della redazione operano a stretto contatto con gli esperti per verificare la correttezza delle informazioni pubblicate. L'obiettivo è quello di fornire a tutti i lettori informazioni verificate e attendibili.

Seguici sui social:

Iscriviti e resta aggiornato