Comuni: da Corte Conti un’analisi sulla qualità della spesa

Comuni: da Corte Conti un’analisi sulla qualità della spesa

La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti lo scorso 21 luglio ha approvato, con delibera n. 14/2021, la relazione “Prime analisi sulla qualità della spesa dei Comuni” nella quale riferisce i risultati di una specifica analisi sulla gestione di alcuni rilevanti servizi comunali, quali le funzioni di amministrazione, gestione e controllo, polizia locale e rifiuti, che assorbono il 45% della spesa corrente degli enti locali, per un ammontare di circa 24 miliardi di euro. La relazione è stata pubblicata oggi sul sito della Corte dei conti e si inserisce nell’ambito delle funzioni attribuite in tempi recenti dal legislatore alla magistratura contabile per assicurare un più ampio e organico controllo sulla revisione della spesa così come previsto dall’art 6, comma 3, del D.l. 174/2012. Sul versante quantitativo, e del relativo vincolo, l’art 57, comma 2, del D.l. 124/2019 (convertito con L. 157/2019) ha stabilito la cessazione per gli enti territoriali e locali, inclusi gli organismi dagli stessi partecipati, dell’applicazione delle disposizioni in materia di contenimento e di riduzione della spesa e degli obblighi formativi previsti originariamente dal D.l. 78/2010. L’abrogazione di tali vincoli deve trovare adeguato contrappeso in un’azione di efficientamento della spesa e buon uso delle risorse. La Corte stessa nella suddetta relazione ricorda che tali principi, specialmente in questo periodo, debbono essere preservati in quanto è opinione diffusa che il rapporto tra quanto lo Stato chiede ai cittadini in termini di prelievi fiscale e quanto restituisce in termini di servizi è sproporzionato. A supporto di tale azione di efficientamento – ricordano i magistrati contabili – vi è la messa a punto dei controlli esterni nell’ambito del PNRR e del cosiddetto controllo concomitante richiamato dall’art 22 del D.L. 76/2020, non a caso riferito ai piani, programmi e progetti relativi agli interventi di sostegno e di rilancio dell’economia nazionale, ovvero sul versante delle uscite, anche in sede territoriale. L’indagine sulla revisione della spesa, la prima in assoluto messa in piedi dalla Corte dei conti, costituisce un arresto giuriscontabile importante, vengono consolidati alcuni concetti già sanciti dal Giudice delle leggi (Corte Costituzionale n. 40/2014) rispetto ai controlli finanziari della magistratura contabile sui bilanci degli enti al fine di garantire l’uguaglianza dei cittadini nel godimento dei livelli essenziali delle prestazioni. Tale rapporto va letto in analogia con la deliberazione della medesima Sezione la n. 20/2019 in cui attraverso le linee guida sulla revisione e razionalizzazione della spesa si evidenza quanto gli omonimi controlli si uniscano alle verifiche di legittimità e regolarità contabile nell’ottica della sana gestione dell’ente. L’obiettivo è realizzare un controllo fondato sulla comparazione inducendo l’ente all’autocorrezione. Si tratta quindi di un controllo che ha un obiettivo principale di carattere qualitativo e si avvale degli esiti di una apposita banca dati che può essere di supporto agli enti per valutare i propri risultati in un contesto di riferimento ampio. Un lavoro prezioso quello svolto dalla magistratura contabile che in tal modo mette a disposizione delle Amministrazioni locali benchmark di riferimento, ossia capisaldi per il confronto delle performance di qualità della spesa, utili per orientare le scelte di policy delle stesse Amministrazioni e di chi è deputato al loro coordinamento, tipicamente le Regioni, in ottica di recupero o miglioramento dell’efficienza. La normativa più recente in tema di spending review, infatti, ha spostato l’attenzione dai tagli specifici su voci di spesa discrezionale alle misure di razionalizzazione volte a rendere l’attività delle Amministrazioni locali più performante. Vengono rilevati, in particolare, i livelli di efficienza della spesa degli enti attraverso l’osservazione delle voci che incidono maggiormente sul versante qualitativo e degli output, per cogliere il rapporto tra i parametri di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa dispiegata. Osservando più nel dettaglio gli esiti dell’indagine emerge un quadro disomogeneo a livello territoriale in termini di impiego di risorse e qualità dei servizi: le linee di tendenza a livello generale mostrano, infatti, evidenti differenze Nord-Sud, peggiori prestazioni di qualità della spesa nei piccoli Comuni rispetto ai Comuni di medie dimensioni, laddove nei grandi emergono costi maggiori; una differenziazione su base regionale delle tendenze di spesa (incrementi/decrementi) da ricollegare a politiche regionali che influenzano attività e decisioni dei Comuni. Analizzando nello specifico il servizio rifiuti la Corte stessa evidenzia che a fronte di interventi volti ad incrementare la raccolta differenziata siano perfettamente in linea con un aumento dei benefici di carattere economico, ossia minori costi del servizio a tonnellata. Uno scenario che non trova tutti i Comuni allo stesso punto, infatti le Regioni del Sud appaiono più in difficoltà nel convergere verso tale circolo virtuoso. In questo rinnovato assetto dei controlli da parte della Corte dei conti, in particolare sui programmi di spesa rientranti nel Recovery Plan, appare quanto mai strategico l’approccio offerto dalla Sezione delle Autonomie tramite il lavoro di analisi svolto. Si propone, infatti, una nuova modalità di osservare i bilanci degli enti in particolare in termini selettivi sul fronte delle spese, dove la performance amministrativa dei singoli enti si confronta in una logica di network tra tutti i soggetti attuatori degli interventi collegati al Recovery Plan, dal livello nazionale a quello regionale fino ad arrivare a quello locale. Per fare ciò i magistrati contabili suggeriscono la creazione di un sistema unitario di controlli appoggiato su di un cruscotto di indicatori chiave di performance (KPI), ovvero in grado di misurare e anticipare eventuali criticità per assicurare una piena efficacia delle risorse messe a disposizione tramite il PNRR.


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