Un Comunicato-stampa diramato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica il 23 febbraio 2023, ha reso noto l’avvio dell’iter con l’Unione Europea sulla Proposta di Decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di Energia da fonti rinnovabili.
La Proposta di Decreto dovrà ora attendere il via libera della Commissione UE, necessario per l’entrata in vigore.
“Con questo Provvedimento – ha spiegato il Ministro Pichetto – diamo all’Italia una nuova Energia tutta rinnovabile. Il testo, rafforzato e arricchito dalla consultazione pubblica, è uno strumento coerente con il doppio obiettivo di questo governo: la decarbonizzazione entro il 2030 e l’Autonomia energetica. La ricchezza dell’Italia sono le sue Comunità. Il Decreto le pone al centro di una strategia volta a produrre e consumare energia da fonti pulite risparmiando sui costi delle bollette. Se sapremo svilupparle come Sistema ‘Paese’ – ha concluso il Ministro – le Comunità energetiche si riveleranno un’enorme fonte di Sviluppo economico sostenibile e di Coesione sociale”.
Come evidenziato dal Comunicato, la Proposta è incentrata su 2 Misure: un incentivo in tariffa e un contributo a fondo perduto. I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio il Fotovoltaico, l’Eolico, l’Idroelettrico, e le Biomasse.
Coloro che sceglieranno di associarsi in una configurazione di autoconsumo, potranno ottenere una tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa da Impianti a fonti rinnovabili. La potenza finanziabile è pari a complessivi 5 gigawatt, con un limite temporale fissato a fine 2027.
La Misura che permette l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 40% dell’Investimento riguarderà invece solo le Comunità realizzate nei Comuni sotto i 5.000 abitanti. L’Intervento potrà riguardare sia la realizzazione di nuovi impianti che il potenziamento di impianti già esistenti: in questo caso la misura è finanziata con Euro 2,2 miliardi del “Pnrr” e mira a realizzare una potenza complessiva di almeno 2 gigawatt e una produzione indicativa di almeno 2.500 gigawattora ogni anno. Coloro che otterranno il contributo a fondo perduto potranno chiedere di cumularlo con l’incentivo in tariffa.
Potranno scegliere di associarsi in “comunità” gruppi di cittadini, condomini, piccole e medie imprese, Enti Locali, Cooperative, Associazioni ed Enti religiosi, individuando come prima cosa sia un’area dove realizzare l’impianto con tecnologie rinnovabili che altri utenti connessi alla stessa cabina primaria.
Sarà inoltre necessario un Atto costitutivo del sodalizio che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali.
Il soggetto gestore della misura è il Gse, che potrà verificare preliminarmente l’ammissibilità dei soggetti interessati al fine di garantire la possibilità concreta di accedere ai benefici della misura.




